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Il super io

006 - Il super io

di Antonio Chimienti

Da qualche settimana è ripartito il famosissimo concorso musicale di Rock Targato Italia. Personalmente lo reputo, ma sono condizionato lo ammetto dalla conoscenza di Francesco e Franco, un’occasione sincera per misurarsi con dei concorrenti alla pari e nella certezza che nessun giudizio sul nostro conto di artisti sia offuscato o dettato da qualsivoglia interesse. In fondo lo scopo di una competizione è capire che punto sì è raggiunto nella propria rincorsa al conseguimento  della propria preparazione. Quando pensiamo ai soldi invece, spero lo facciate tutti solo per acquisire la possibilità di arrivare a trarre da una cosa che piace, il suonare, “il Grano” per cibarsi e null’altro.

In occasione della finale della scorsa edizione ci eravamo ritrovati con alcuni gruppi a discutere su quali azioni e pensieri un gruppo musicale avrebbe potuto attivarsi per ottenere migliori risultati. Su tutti quello che più era rimasto scolpito nella mente dei ragazzi fu la scoperta del “SUPER IO”.

Nel momento in cui due o più persone sì associano sotto uno stesso ideale o elemento legante, come possono essere una coppia di innamorati o la tifoseria di una squadra, sì può assistere alla nascita di un SUPER  IO.

Nel caso della coppia addirittura sì può osservare la nascita reale di questo super io, nel caso della tifoseria è più nascosto, ma anche lì c’è un nascituro che vaghisce e per il quale 100k persone sì trasferiscono per kilometri pur di supportarlo e assecondarlo.

Eh sì quando più persone sì associano quello che accade è che l’amore o passione (a seconda del contesto) per il motivo dell’associazione stessa produce istantaneamente la percezione di un intento comune e per questo oggetto, che può essere l’amore per la propria squadra, il successo del proprio gruppo musicale o del proprio figlio , le persone componenti questo insieme faranno di tutto per accontentarlo nei suoi capricci o desideri. Ma qui nasce il problema: i componenti penseranno che quello che serve all’oggetto del loro amore sia quello che loro pensano gli possa servire sulla base ovviamente della propria esperienza. In altre parole sé io come padre ho sofferto di incomprensione da ragazzo e contestualmente subendo fisicamente anche tutto il dolore psicologico nel non averla  a questo figlio (oggetto della mia attenzione) dedicherò moltissima comprensione cioè quella per quantità compensativa al mio sentire. Ovviamente sé non sono stato istruito la dose normale per me sarà sicuramente eccessiva per lui E qui scatta l’errore. Il figlio in questione non ha ancora sofferto di incomprensione e di fatto non ha bisogno di iper comprensione. Un comportamento equilibrato sarebbe più che sufficiente, ma questo padre riuscirà a scorgere questa impalpabile differenza? Dicasi lo stesso per la madre che certamente in quanto donna avrà ricevuto e avrà interiorizzato una realtà comune , ma con diverse prospettive con diverse ricadute su alternativi comportamenti conseguenti. Quello che andrebbe fatto dai due genitori dovrebbe essere una loro temporanea apparente neutralità per dedicarsi ad una certosina osservazione e conoscenza di questo nuovo individuo per arrivare a conoscerlo profondamente e solo dopo dedicarsi anima e corpo all’aiutarlo nel formarsi per quello che realmente egli è. Naturalmente è chiaro che sé i genitori fossero in grado di assumere questo ultimo comportamento lo farebbero perché hanno capito la problematica, ma a questo punto non sarebbe necessario poiché risolverebbero neutralizzandosi all’inizio nel loro proprio potenzialmente dannoso comportamento.

Per un gruppo musicale la strategia è esattamente la stessa.

Lo scopo di un gruppo non è supportare uno degli elementi, solitamente il più carismatico o prepotente, ma l’associazione di più musicisti / artisti è quello di dare agio , vita e spazio alla somma, al Super io , summa dei componenti stessi. Per fare questo i componenti dovrebbero sciegliersi non più come capita, ma cercandosi come sì andrebbe in cerca dei tasselli di un puzzle di cui sì conosce esattamente l’immagine da comporre. Un tassello con quattro curve non serve sé il buco da riempire è quello di un tassello angolare. Continuando nella metafora 5 tasselli angolari sono uno di troppo a scapito di qualcosa d’altro che invece servirebbe.

Dunque riassumiamo.

Due brave persone (traslate l’immagine su un gruppo musicale) che decidono di accoppiarsi hanno il dovere di capire cosa stanno andando a comporre e cosa gli servirà per farlo. Dovranno rendersi conto che questo super io non potrà essere due persone contemporaneamente e che quindi loro dovranno scegliere cosa donargli di sé stessi. Una metà di loro andrà totalmente abbandonata perché matematicamente di troppo. Dovranno pertanto censurarsi in prossimità dei propri difetti ed essere anche molto disciplinati nel farlo. Ma quello che conta innanzitutto è essere consapevoli di tutto questo. Un componente potrà anche essere meno bravo tecnicamente, ma occupare brillantemente il posto di colui che lega gli altri, che lì motiva e questo in un’epoca come la nostra vale molto. Questo ruolo ovviamente non sarà da ricercare sé il gruppo è piccolo. Sé il gruppo è piccolo ovviamente le cose sono più semplici, ma matematicamente ognuno dei tre dovrà impegnarsi molto di più di quello che gli sarebbe toccato sé avesse fatto parte di un gruppo di 9 persone. Quello che conta è il totale che è SEMPRE UNO. Pertanto considerando che questo super io, nel nostro caso è una esternazione artistica, (musicale o/e canzoniera) questa musica/canzone dovrà essere pulita, armoniosa priva di imperfezioni, frescamente riflettente l’mmagine dei suoi genitori. Potrà essere felice o profonda, commerciale o irrispettosa non importa, ma COERENTE con il Super Io sopra ogni cosa (pensate al gruppo degli Squallor). Le persone del gruppo devono mostrare la maturità necessaria a capire tutto questo. Dovranno crescere singolarmente per riuscire a comporre questo obiettivo e sarà da considerarsi una necessità per il bene del “bambino” sostituire dei membri qualora dimostrassero di non essere pronti. La gestazione artistica può essere l’equivalente di un pupazzo con cui giocare, ma la verità è che vorremmo che il nostro figlio (il nostro SUPER IO, il nostro gruppo musicale) fosse il più figo di tutti, il numero 1 e potremo anche riuscirci , ma non senza il dovuto impegno e molto coraggio nel rinunciare, dopo averlo denunciato in primis  a noi stessi e poi anche agli altri componenti del gruppo, anche quella parte brutta di noi stessi che per natura umana non possiamo non avere dentro di noi. Sé fra voi c’è qualche Dio ovviamente sì consideri fuori discussione.

A questo punto il successo sarà alla vostra portata.

Troppo semplice? Le ricette sono sempre molto semplici è la loro esecuzione a creare un profondissimo spartiacque per molti invalicabile fra quei pochi che ci riescono e tutti gli altri che ci provano. In realtà ed essere invalicabili , o meglio molto difficilmente valicabili sono le nostre paure e la resistenza ed accettarsi per quello che siamo. Ma ricordiamoci che la nostra vita è in divenire. Perché pretendere di riuscire al primo colpo. Lascia che il genio che è in te sì prepari a sufficienza. E’ più accettabile riconoscere un saggio in un anziano che in quell’ anziano quando era ancora un giovane.

Buona Musica a tutti.

 

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Analogico o Digitale? di Antonio Chimienti

 IL DUBBIO DELLE SCIMMIE 

005 - Analogico o Digitale?  

di Antonio Chimienti

Come più volte promesso ecco un articolo  propriamente tecnico e focalizzato su uno dei più discussi argomenti tecnici del moderno produttore o musicista: devo affidarmi completamente fiducioso alla elaborazione audio all’interno del mio computer o costruirmi un arsenale di costoso hardware analogico?

Ho letto centinaia di articoli in questi ultimi 15 anni su questo argomento.

Ho letto libri che glorificano l’utilizzo ed i nomi dei suoi sostenitori sia in un ambito che nel suo antagonista, sia che sì parli di analogico  sia che sì parli di plugin, ma quello che vi riporterò è la mia esperienza ragionata perché possiate conoscere qualcosa in più sull’argomento.

Qualche riflessione iniziale.

 

Come al solito , e coloro che mi seguono sono ormai abituati a questo mio approccio  prospettico, dobbiamo capire che ogni parere che abbiamo letto o ascoltato deriva dall’esperienza diretta di chi avevamo davanti, Per cui la prima considerazione da fare e dalla quale prendere le distanze sé davvero ci interessa arrivare ed un dunque è razionalizzare che chi oggi ci parla di Digitale , ma al contempo ha meno di 40 anni non va assolutamente preso in considerazione. Poiché il suo parere affonda radici nell’analogico  per non più di un 10% di tutto quello che lui ci narra come sua esperienza. Al contempo non ascoltiamo chi ha più di 70 anni poiché la sua esperienza su un arco di produzione di circa 50 anni consta di una reale conoscenza del digitale per non oltre ( considerando anche il tempo di coinvolgimento attivo , cioè il tempo consumato a “smanettare” e ricercare tipico di quando sì produce attivamente in opposizione a quando sì demanda a d altri nella pratica per l’età che avanza)  il 20% della propria totale opinione sull’argomento. Inoltre altra importante considerazione mentre il mondo digitale è sostanzialmente più facile da avvicinare ed esperienziare , poiché il costo medio di un plugin o software è sempre nell’ordine di qualche centinaio di euro e quindi abbastanza alla portata di tutti quando addirittura a costo zero sé crakkato, l’esperienza nell’analogico è quasi sempre molto rara da costruire poiché è legata al possesso o in alternativa alla frequentazione di studi molto lussuosi, rari e selettivi nei confronti della scelta degli operatori. Nel mondo analogico un compressore non può costare meno di 1500 euro, ma considerate che il limite in alto è intorno ai 15 euro per un compressore che pochissimi di voi vedranno nella loro vita , ma che tuttavia partecipa a pieno diritto nello stabilire cosa sia meglio tra il mondo digitale e quello analogico. In questo momento , quello delle premesse , non possiamo fare finta che esso non esista, esiste eccome e sé vogliamo veramente arrivare ed una verità dobbiamo fare la fatica di trovare qualcuno che lo abbia usato bene , per molto tempo  , perché quello che vogliamo ottenere è un parere REALE sull’argomento. A questo punto vi offro il mio punto di vista perchè è difficile da parte mia rintracciare qualcuno che soddisfi pienamente tutti i requisiti richiesti per essere ascoltato come una fonte autorevole. Vi ricordo che ci vuole qualcuno che abbia vissuto in modo bipolare il mondo digitale e quello analogico, che lo abbia fatto in egual misura temporale ed ed alti livelli di accortezza e sensibilità, meglio sé garantiti dal fatto che lo stesse facendo per qualcuno che lo stava pagando “appieno” e che in qualche modo abbia la capacità di spiegarlo: bene io mi candido per questo scopo, ma vi dico che non sono la persona più autorevole sull’argomento perché io personalmente non ho avuto la possibilità di approfondire per i motivi prima citati il mondo analogico così profondamente come per esempio il mio partner Paolo Mescoli con i suoi +200 artisti registrati tra il 1980 ed 2000 ed i suo 6 golden reels potrebbe parlarvi meglio di me dei vari hardware, ma resto io il compromesso migliore perché per darvi una risposta utile qui quello che conta non è possedere il 100% di uno scenario , ma il massimo tempo trascorso contemporaneamente in entrambi gli scenari.

Poniamo le basi per un affidarsi autorizzato ed un ascolto fiducioso.

Il perché potete fidarvi di me è perché quando Vi parlo di computer a parlarvene è un uomo che quando era ragazo ed aveva 17 anni sì fece regalare un computer Atari dai suoi genitori. Eh sì che frequentavo il conservatorio  G.Verdi a Torino , ma la passione mi faceva seguire già ogni novità che sì affacciava nel mondo digitale , allora veramente una NOVITÀ. Ragazzi; non c'erano i cellulari, ma il telefono con il filo. Ed il primo computer per fare musica fu ATARI. Lo imparai ad utilizzare da allora con il programma Notator e le prime interfacce midi, clock e via discorrendo. I suoni venivano e verranno fino nel nuovo millennio solo con i synth hardware. Ok quanti di voi hanno in attivo 35 anni di esperienza con il computer come me? ok procediamo. Tuttavia quando mi ritrovavo a realizzare un arrangiamento in uno studio della mia città natale Torino , il computer era novità anche per loro, chiamavano me perché ero il nerd di allora, ma le macchine erano nastri da 24 tracce e dovevi interfacciarti con quelli, e comunque come per i synth tutti i vari effetti saranno sempre analogici per moltissimi anni. Solo nel nuovo millennio qualcosa cominciò ed affollare gli slots delle varie mandate efx della nostra Daw digitale fino ed arrivare ad oggi con le varie simulazioni ed hardware dedicati con preziosissimi dsp ecc.ecc Fissiamo l’ultimo segnalino temporale ,,, diciamo dal 2000 ed oggi sono 20 anni che manovro il digitale, chi di voi mi batte? Ecco credo di avere , ma so di non essere l’unico ovviamente,  il pedigree giusto per parlare sull’argomento e quindi cominciamo.

Comincerò con il dirvi il finale: il mio studio gira intorno ed un mixer SONY Analogico a controllo e matrix digitale. I miei riverberi principali nella mia testa quando produco sono tre e tutti analogici. Pur avendo i preamplificatori Sony ho rintracciato il bundle hardware FOCUSRITE originale estratto MIXER FORTE FOCUSRITE dello scorso millennio. Me ne sono fatto costruire uno custom di un altro tipo da un artigiano italiano  ed ho nel cuore di procurarmene un altro replica di un Neve 1073 di fabbricazione spagnola. I compressori analogici non mi mancano tra gli altri ne possiedo due mutibanda provenienti da una Radio di Chigago. Bene ora arriva il meglio… fino a 10 anni fa di hardware avevo solo una interfaccia microfonica per registrare con un microfono in diretta nel computer, ero pieno di schede audio ( pulsar, et similia) quindi diciamo completamente immerso nel solo mondo digitale.  Quando il mio orecchio sì cominciò ad affinare, a volere più soddisfazione mi procurai dei sommatori e riconobbi concetti come la distorsione e la room che avevo ascoltato passivamente per anni nel passato e che pertanto non pensavo mi mancassero. Fermiamoci un attimo , qui è molto importante! Sé vivi in campagna e la tua mamma ti prepara l’uovo appena sfornato dalla gallina ogni giorno, tutto questo per te è scontato. Non è che stai a riflettere su come sia caldo o succoso, no te lo manngi e basta. Quando da grande andrai in città e ti preparerai l’uovo sciegliendolo con cura e senza badare al prezzo sugli scaffali (la corrispettiva gallinaia nel mondo digitale di oggi) del market mica penserai di  stare sbagliando qualcosa, ma no te lo mangerai e basta ma stai sicuro che dopo un pò sé avrai fortuna ( perché di fortuna sì tratta) ti ricapiterà di rimangiare un uovo come allora e in quel momento capirai tantissime cose. Riuscirai a fare la differenza e capire cosa dell’uovo di oggi manca rispetto a quello della campagna. Devi però averlo interiorizzato quello di allora o purtroppo sarai come uno di quelli per cui un like di facebook vale più di un abbraccio.

Capite finchè non riascoltai quella distorsione non potei fare una scelta fra l’averla ed il non averla. Stavo vivendo in un mondo che giorno dopo giorno mi aveva allontanato da un certo ascolto non dandomi la possibilità di scelta. La scelta per intenderci la avrei avuta sé contemporaneamente avessi avuto a disposizione i due ascolti, cioè di fatto due strutture di produzioni perfettamente equipaggiate collocate nello stesso ambiente ed in cui come per magia il brano in lavorazione avesse potuto essere ascoltato per fare delle comparazioni e nel contempo avrei anche dovuto anche avere il presentimento di dover controllare qualcosa per poi poterlo trovare. Troppo Impossibile! 

Dopo i sommatori ( che servono a saltare la somma digitale nel senso che il mix stereo che esce dal computer è il calcolo di un processore, mentre prelevare i canali singoli dal computer, dirottarli in un hardware, un mixer di fatto, e lì sommarli con dei trasformatori escludendo quell’imbuto digitale, conferisce più spinta e maggiore dinamica al suono) il passo a capire che serviva lavorare fuori dal computer,  sé non per registrare di fatto le tracce esclusivamente per comodità, fu molto breve. Le possibilità creative dell’hardware sono innumerevoli, ma prima un’altra considerazione.

Avete notato come in prossimità dell’uscita di un plugin o software digitale la software house produttrice coinvolge come immagine pubblicitaria un grande ingegnere del suono che però guarda caso appare attorniato da tutti i suoi innumerevoli Hardware? Ma come mai? Provate ed immaginarvi il lancio di un Riverbero Hardware da 2000 euri allungatovi nella foto sulle braccia di un DJ con in secondo piano l’immagine di 3 monitor di computer che mostrano dei VST di riverbero digitali..., ma voi lì spendereste quei soldi? Ma no dai è ridicolo,

Ma c’è un importantissimo motivo che ancora non vi ho svelato e che è celato  li dove in realtà vorreste arrivare nella vostra carriera e che spesso immaginate di frequentare. Un  grande studio “ vecchia maniera” con i muri tappezzati di lucine e costellati di apparecchi vintage , un motivo che è anche un modo che caratterizza il nostro mondo ma che tanto ci sta venendo a mancare e cioè: l’Imprevedibilità.

Dietro all’utilizzo di una macchina hardware trovate l’imprevedibilità ed il divenire. Concetti per la cui cancellazione abbiamo trascorso anni a progettare sistemi che la neutralizzassero in nome di una presunta precisione che avrebbe dovuto fare da garante alla qualità ed al successo. Ma quando mai se, come è chiaro per tutti che,  il vero successo non sì può costruire ma solo portare alla luce dove già risiede? Per esempio il groove, cosa ne dite, lo vogliamo istituzzionalizzare? 

In uno strumento analogico sì battaglia con il divenire oltre che con la imprevedibilità e sono presenti anche tutte le altre sotto variabili come i difetti occulti, le  diffrazioni, le asimmetricità, che fanno tutte capolino a loro volta alla costruzione della unicità. Cosa per la quale difficilmente uno strumento della stessa marca o modello può essere considerato uguale ad un altro. A supporto di quanto vi sto dicendo vi riporto la spiegazione commerciale di un noto plugin della Israeliana WAVES che recita : il nostro plugin replica il Mixer SSL  e per farlo ogni canale singolo del mixer è stato copiato poiché solo attivandoli tutti contemporaneamente potrete ottenere quel sound blasonato. Capite loro stessi evidenziano che la imprevedibilità rappresentata da un canale analogico di un mixer partecipa alla costruzione di un qualcosa che ha una valore tale da poter essere rivenduto ( nel loro caso dopo aver tentato di replicarlo) Non trovate questa “Imprevedibilità”  una preziosità? E sbaglitate a non considerarla tale oltre che state mentendo a voi stessi poiché state vivendo ogni giorno della vostra vita nella speranza di fare la differenza fra voi e gli altri, sia nel vostro stile che nei vostri pensieri.  

Ci vuole coraggio a spegnere la sera il proprio studio, sé è analogico come il mio,  con un mix completo solo al 70% nella consapevolezza che il giorno dopo alla riaccensione qualcosa potrebbe suonare diverso, mette i brividi, ma è stato spesso una speranza poiché alle volte suonava molto meglio della sera prima. Cosa dire poi degli svantaggi del software? Tutti a lamentarsi che la musica in televisione , alla radio suona tutta uguale, ma sé già in produzione sì utilizzano per tutti , in tutto il mondo gli stessi strumenti software…e considerando che uno strumento ha il potere di evocare durante il suo utilizzo suggerimenti e scelte al creatore, tutto diventa facilmente spiegabile nella sua bruttura. Nella creatività tutto il presente , nonché i ricordi e le esperienze, ma soprattutto il contorno di dove ci sì trova in quel momento partecipa in grandissima misura al momento creativo. Istante dopo istante , un telefono che squilla, un odore, una immagine influenza ciò che sì sta facendo soprattutto quando a farlo sono delle persone sensibili come noi musicisti. Lì presenti, insieme a noi, ci sono anche i nostri strumenti che vibrano ( lo abbiamo visto in un articolo precedente) ed è un bene che essi vibrino perché le loro vibrazioni ci colpiscono sollecitandoci e per variazione ci fanno scorgere vie nuove e pensieri ad una velocità superiore al nostro vedere , ma recepita dal nostro sentire. I nostri strumenti hardware partecipano a tutto questo. Io possiedo un riverbero di alta fascia che sembra avere una sua volontà nel farmi sentire degli echoes ora sì , ora no frutto di un software ancora troppo instabile e forse indebolito da qualche riparazione di troppo del mio tecnico, ma perfetto per me proprio per questo motivo. Cosa nella musica o in qualsiasi altra manifestazione artistica può essere riconducibile ad un calcolo per giunta preconfezionato come un software umano? Neanche la matematica sì può considerare oggi estranea all’arte ed alla creatività relativa. Oggi la frontiera della industria di software musicali sta andando nella direzione di annullare l’interfaccia operazionale del computer stesso, cioè vengono vendute tastiere, controller ed altro perché la richiesta è potersi mettere al computer e non occupare il tempo a schiacciare tastini e pulsanti a scapito della creatività , ma dico non sarebbe più sbrigativo fare come faccio io o come ha fatto il mio amico Paolo per 20 anni che schiacciava il tasto on dello studio e sollevato il coperchiio del pianoforte stava già registrando TARZAN BOY? Ma comunque a coloro che ancora non sì sono convinti voglio porgere una domanda chiarificatrice: sé vi apparisse un annuncio economico dove allo stesso prezzo di 100 euri poteste scegliere fra una replica software di un Equalizzatore SSL prodotto in 1 milione di copie tutte uguali ed anche piratate e sempre allo stesso prezzo un vero Equalizzatore SSL da cui hanno realizzato la copia del software su citato,  prodotto in 2000 pezzi e assemblato a mano ed ora dismesso da qualcuno …. cosa portereste a casa? 

Eccoci giunti alle conclusioni: il digitale è una foto che ritrae un frammento della realtà. A me suona più come  una sfida personale di qualche industriale a vocazione informatica che per sovvenzionare il suo gioco ci ha convinto che un pianoforte digitale potesse suonare come uno vero. E per riuscire a far passare questa equazione improbabile ha dovuto ridurre le nostre ambizioni riuscendoci con una sorta di ruspa sociale che ha appiattito di fatto la nostra autonomia economica ma nel contempo confortandoci che comunque noi “valiamo” per non farci perdere la voglia di meritarci un pianoforte , di plastica però! L’unico che la maggior parte di noi sì può permettere e neanche sempre. Da qui il passo nel raccontarci di possedere un pianoforte è breve, perché siamo brave persone, non siamo pretenziosi, siamo umili e ci adattiamo però cerchiamo di restare dignitosi o davvero non ci ricorderemo mai più di quell’uovo caldo che la nostra mamma ci cuoceva senza neanche immaginare che non lo avremmo mai più potuto ricevere in futuro. Chiedo scusa ai lettori di meno 30 anni perché salvo eccezioni non lo hanno mai ricevuto quell’uovo e forse mai lo riceveranno nella loro vita, ma potreste sempre comperarvi un compressore hardware o chissà…. una gallina?

Blog RockTargatoItalia.It

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La musica che valore ha realmente nella vita

002 - Antonio ChimientiRock Targato Italia

La musica che valore ha realmente nella vita

Premetto che con questo titolo torneremo spesso ed aprire argomenti o tessere nuove prospettive perché è chiaro che non è possibile esaurire in poche righe un titolo così avvolgente.

In effetti più che la musica in senso stretto è il suono ed avere un valore. Ed ancora un pò più in generale l’armonia che esso produce.

 

Ecco è l’armonia ed avere un valore profondo nella nostra esistenza.

L’armonia che ci viene in mente spontaneamente è quella fra le persone, almeno sé ponessimo la questione a persone che non sono musicisti mentre  sé la pongo a voi chiaramente rispondereste riferendovi a quella musicale, quella degli accordi e della composizione in genere. Eh sì , ma cosa risponderebbe un geologo, uno astronomo o uno zoologo quando osserva la sua armonia della natura  tutti i giorni della sua vita?

L’armonia non è un termine della lingua italiana pluri-significato o per scelleratezza dei nostri linguisti servo utile a colmare qualche lacuna o pigrizia nel cercare termini più appropriati… no. E’ l’armonia ed essere talmente universale da essere onnipresente in molti luoghi e contesti della nostra vita. Ora scendiamo nei dettagli

Il suono è energia. Sì verifica allorché qualcosa o più di una cosa interagendo fra loro produrranno un lavoro dunque una energia. la forma di questa energia è un’onda, che noi potremo udire , ma anche non udire. Ma l’onda non dovrà essere per forza acustica, ma per esempio ottica o fluida o di altra natura. Quello che a noi interessa perché oggetto di questo articolo è prendere coscienza che queste energie sono …. anzi non loro , ma noi SIAMO immersi in esse.

Queste “onde” sulla terra non hanno una vita infinita, decadono, ma le interazioni fra esse sono continue e pur avendo un Ordine preciso a noi ( generalmente parlando) sfugge qualsiasi loro periodicità o sincronismo. Di cosa sto parlando? Della spettacolare sincronia e perfezione delle onde prodotte da un sasso lasciato cadere nell’acqua. E’ il più banale degli esempi, ma basta ed accorgersi di cosa sto parlando. Bene, ma meraviglia delle meraviglie anche due persone o più che sì incontrano in quanto corpi con una massa producono l’energia responsabile della produzione di onde e dunque, a tutti gli effetti, diventando generatori di armonia.

 

La musica…..l’onda prodotta dalle nostre canzoni, dalla nostra voce, dalle semplici mani applaudite impattano contro i nostri corpi e di coloro che ci sono davanti ed interagiscono con essi producendo a loro volta una armonia ( un insieme di onde) che ci pervaderà con degli effetti che a seconda della tipologia del nostro corpo e del loro avranno un ventaglio di possibilità dal massimo armonioso alla più disturbante inarmonicità.

Come è possibile tutto questo? Faccio sempre un esempio a questo punto che mi trascino dietro dai tempi delle scuole medie: l’esempio del Diapason. Sé sì prendono due Diapason di peso e misure simili e lì sì pone uno di fronte all’altro, basterà percuoterne uno per produrre un SUONO e subito dopo anche l’altro comincerà ed emettere lo stesso suono, senza però averlo mai sfiorato. Questo  a dimostrazione che per effetto della SIMPATIA ( ora forse comincerete a capire cosa vuol dire quando due persone sì trovano simpatiche) le molecole del secondo Diapason cominceranno ed eccitarsi provocando appunto la genesi del SUONO.

Vediamo ora qualche applicazione pratica dopo aver acquisito queste riflessioni sull’argomento.

Un conto è suonare il proprio strumento da soli in una stanza o al massimo con qualcuno che già sì conosce e pertanto ora sappiamo essere già in armonia con noi, altra cosa è fare lo stesso con persone che non conosciamo come per esempio nuovi musicisti , un critico e peggio il pubblico.Tralasciamo il pubblico che nella misura del numero di persone di cui è composto ci indica quale sia il grado raggiunto della nostra Armonia i cui effetti benefici attraggono appunto codeste persone e concentriamoci su cosa dobbiamo fare per aumentarne il numero o rendere la nostra Capacità Armonia sufficiente a soddisfare il critico o ed interagire con successo con i nuovi amici musicisti.

 

Quello che dobbiamo fare sono due cose: la prima è ovvia fare esercizio, la seconda mettere in pratica al meglio l'oggetto dei nostri esercizi e cioé: riconoscere nelle nostre note ( composizioni, assoli di strumento, scritture di testi ecc ecc ogni qualsiasi piccola cosa che ci disturba.

 

Non disturberà solo noi , ma anche il nostro pubblico , gli amici musicisti , il critico,,,tutti.

 

Come fare a capirlo? Dobbiamo esercitarci a volerci bene, Dobbiamo desiderare di allontanare da noi ogni visibile impedimento al nostro successo. La pigrizia a rimuovere qualcosa di sbagliato è per esempio un classico. Quante volte capita di incidere una traccia  bellina e per questo non abbiamo il coraggio di cancellarla. Ma quello che per noi narcisisticamente appare carino per gli altri che non ne sono padri fa schifo! Dobbiamo per esempio alzare il livello di autocritica senza scivolare nell’autodistruzione. Possiamo eleggere un nostro collega a giudice e farci assistere. Di solito nelle carriere avviate sì ricorre ed un produttore Artistico per svolgere questo ruolo.

 

Un’altra cosa che possiamo fare per convincerci ed abituarci a questa sana e buona attività di auto presidio...è quella di prenderci una pausa lunga prima di emettere un verdetto sulle nostre scelte. Di solito queste pause sono odiose e considerate assurde, ma gli effetti positivi sono assoluti, poi i tempi sì ridurranno con l'acquisizione di maggiore autocritica. Capirete al volo ciò che è disturbante e non avrete bisogno di molto tempo. L’abitudine al bello presto vi farà apparire molto armonioso tutte le cose circostanti e riuscirete a portare miglioramenti anche a coloro che non hanno ancora raggiunto il vostro livello. Questa è la sensazione che ricevete quando vi trovate al cospetto di una persona che etichettate come esperta, o umile o meravigliosa. In realtà è armoniosa con sé stessa più di quanto sia la media delle persone che frequentate.

 

Anche lo strumento deve facilitarvi in questo. Deve essere un bello strumento, io personalmente quando comprai il mio Pianoforte a mezza coda impiegai mesi per trovare quello giusto. D’accordo era motivato dalla spesa, ma comunque sapevo che uno strumento armonioso( PER ME) non poteva essere frutto di uno standard , ma bensì di una persona simile a me, qualcuno di simile a me che aveva costruito il mio futuro Pianoforte. Lo amo quando lo suono. Quindi altro consiglio non procuratevi il primo mixer/ chitarra/ amplificatore

 

 batteria ecc ecc che capita perché non sapete quello che vi state perdendo. Stessa cosa vale per il vostro manager/Autore/ tour manager.

 

Abbiate il coraggio di difendere la vostra visione, ma solo dopo averla difesa anche da voi stessi.

 

Non partite da preconcetti che non vi appartengono, non utilizzate pensieri di altri, non abbiate vergogna di urlare i vostri, ma tenete sempre aggiornata la conta di ore che avete dedicato alla cancellazione degli errori dalla vostra armonia. Sé avete un conto consistente alzate pure la voce altrimenti è probabile che siate solo molto pieni di aria.

 

Ovviamente ci sono molte altre cose che il musicista professionista fa nell’aumentare la sua capacità Armonica come per esempio farsi coadiuvare da strumenti specifici per questo scopo, ma anche qui ci sono coloro che delegano per esempio ad uno strumento di mastering per aggiungere piacevolezza ( che in realtà risulterà stancante all’ascolto) e coloro che avendo seguito questi o altri precettii useranno quegli strumenti solo come controllo perché ed aver provveduto al raggiungimento dell’equilibrio e della piacevolezza saranno state altre scelte migliori di sicuro. Ho citato dei software musicali come plugin vst o programmi per ottenere miglioramenti della vostra musica perché voglio precisare che nel secondo millennio ci deve anche essere spazio alla tecnologia , ma sempre come strumento coadiuvante alla sensibilità ed intelligenza umana e mai nella indecente convinzione che la si possa sostituire.

La musica è intorno a noi? 

Ma forse ora potreste anche permettervi di dire qualcosa di più altisonante nei confronti di questo argomento. L’armonia è qualcosa che organizza i suoni e di riflesso obbliga a capire la natura di un suono, nonché la comprensione di ciò che è padre del suono, poiché ogni suono ( ogni onda di energia) ha genitori diversi da tutti gli altri e come al solito nei miei scritti, potenziare il proprio suono sarà possibile solo a partire dalla conoscenza più profonda di sé stessi.

Nei miei seminari potrai sapere:

 

- cosa sono le onde Pure e Spurie

 

- la genesi delle onde

 

- cosa rappresenta lo spettro armonico

 

- le oscillazioni spontanee

 

- le onde infinite

 

- le onde inudibili

 

- le onde terapeutiche

 

- l’ingombro delle frequenza all’interno di un mix, le tecniche per fare spazio

 

- la psicoacustica

 

- le prime riflessioni

 

- l'ascolto da un’altra stanza

 

- il suono anni 80 perché non stanca mai l’udito.

 

- Outboard analogico vs digitale

 

- l’errore umano è un errore?

 

 e tanti altri temi

 

Chiedi in redazione per info

 

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Per avere successo devi avere le conoscenze

004 -Per avere successo devi avere le conoscenze? 

di Antonio Chimienti

Ma quali conoscenze? Quali raccomandazioni? Forse che la signora Alberta che vive in Trentino , nella Valle di Fiemme nel paese di Panchià ha appena ascoltato la canzone di Lucio Dalla perché sono amici?

O forse, per andare incontro a quanti fra di voi sì staranno  lanciando nel pensare “ ma che sta dicendo Antonio Chimienti…..è fuori di testa? Che sta blaterando? Siii, ora  secondo lui non esistono le raccomandazioni?

Quando qualcuno della casa discografica, credo RCA, molti anni addietro  decise di investire lavoro , risorse e tempo sul Sig. Lucio Dalla secondo Voi agì per ossequiare la richiesta, la raccomandazione o il favore a qualche amico del presidente? E poi per far nascere questo successo edulcorato sì mise anche a comperare le decine di milioni di dischi con i propri soldi giusto per convincere il pubblico a comperarne poi altri milioni a loro volta?

Oppure vi risulta che per riempire uno stadio Vasco Rossi paghi tanti suoi amici come  comparse con lo scopo di poter dire dopo che ha avuto successo?

Il vero successo quello agognato da molti, quello vero e per sua natura autentico, spontaneo e per le sue caratteristiche e dimensioni e perdurare nel tempo è da considerarsi fuori da qualsiasi possibile artifizio o maneggiamento umano. Il vero successo è frutto di qualcosa di molto grande che poi vi spiegherò. 

Ma esiste un altro “successo” che essendo molto più piccolo e mal riuscito è in realtà molto diffuso, così tanto da essere osservato ovunque e così spesso  e ripetutamente da credere che sia quello vero.

Parliamo di questo secondo.

In questa pozzanghera fangosa tutto appare confuso e coloro che la popolano sono ovviamente coloro che la negano, cioè negano che essa sia una pozzanghera sporca e senza speranza di vita poiché ammetterlo significherebbe ammettere la propria pochezza. ma di pochezza sì tratta.

Le luci di qualche studio televisivo, qualche sponsor e qualche comparsa a qualche festival della durata di qualche mese non fa di un artista una stella, ma solo un piatto di cucina malriuscito che in mancanza di altro viene servito sulla tavola del ristorante. 

Ma in questa pozzanghera sì che le raccomandazioni fioccano. Caspita quante amicizie hanno l’opportunità di sfogarsi nel mimare ed indossare maschere di successo totalmente illusorie e narcisiste. Direi al limite della distruzione per finzione di ogni occasione per la purezza e l’autenticità di palesarsi e vivere in quello che dovrebbe essere il loro naturale habitat in quanto di natura Artistica.

Ed invece no,,,” ascolta il mio amico che è un grande artista” è la vera occasione in cui un grande artista non sarà mai svelato. Come sì fa ed apprezzare un regalo che sì è richiesto. Come sì fa a vedere un grande artista quando chi te lo mostra ti chiede di farlo per interesse, ed ancora come sì fa a cercare artisti sé questi devono rispondere prima ed alcuni criteri come la possibilità di essere maneggiati piuttosto che a criteri legati alla loro natura artistica e quindi certamente molto personali e delicati e talvolta criptici e rari?

Io direi che sé è necessaria una raccomandazione probabilmente siamo sulla strada sbagliata sia che noi siamo Artisti , sia che siamo produttori in cerca di artisti. Tuttavia dato che il primo punto che abbiamo lasciato in sospeso tratta il contrario di tutta la pochezza fin qui descritta….è ovvio che il primo punto è qualcosa di veramente eccezionale e caratterizzato dalla presenza di tutti quei markers tipici della eccezionalità come per esempio: rarità, casualità, talento, generosità, umiltà, profondità, sofferenza, resistenza, pietà,umanità, coraggio, immaginazione,  fede ecc. ecc. e questi aggettivi illustri non sono solo a corredo dell’artista , ma devono esserlo per forza anche nel corredo di tutto quello che lì circonda. Sarebbe impossibile per un produttore o un musicista suonare ed accompagnare e quindi comprendere e capire un artista che pensa e vive con un tale corredo di significati. Voi andreste a cena o vi sposereste con qualcuno che non vi capisce? Quanto resistereste o quanto l’altro ospite della stessa tenda resisterebbe in un viaggio ( un’avventura/ una vita artistica) insieme all’altro sé non ci fosse una comunione di visioni e di intenti. Ed attenzione qui le visioni e gli intenti sono , abbiamo detto, eccezionali.

Non credo che in questo contesto le raccomandazioni o le amicizie hanno il potere di materializzare cose che non esistono. possono solo promettere cose che già a partire dal contesto svelano l’impossibilità che esse sì possano trovarvi dentro. I fiori non crescono nelle pozzanghere ed i sogni difficilmente sì possono trasfondere in chi non crede ai sogni. Lì puoi raccontare, ma per condividerli devi avere la fortuna di incontrare persone come te che solo tanto per dirne una credano nei tuoi sogni. Ma per crederci devono essere loro stessi sognatori e dimostrare di aver realizzato i propri sogni anche solo qualcuno, va bene lo stesso, ma che almeno sappiano mostrarti di cosa stanno parlando, almeno in parte. Devono essere credibili nel dirlo, Devono portare delle prove. Questi sono coloro che hanno avuto successo e potrebbero aiutarti ad averlo. ma quanti ne conosci di persone così?

Cosa è il successo? Sarò molto conciso giusto un accenno per poi riparlarne in qualche incontro o altra occasione.

Di successo sì parla quando una quantità di persone enorme, nell’ordine di mln sì ritrova avvinghiata intorno alla manifestazione di un individuo. La manifestazione artistica di questo individuo ( una canzone, un quadro, una poesia, un ideale) fuoriescono da quest’ultimo e una volta mostrato alla gente quest’ultima sì avvinghia appunto a  questa manifestazione.

Perché accade? Perché ogni persona di questo insieme riconosce in quella manifestazione qualcosa che gli appartiene, di fatti rivede sé stesso. Quella canzone quel quadro gli fà riconoscere se stesso o per meglio dire una parte profonda che ogni individuo possiede e che naturalmente l’artista ha avuto la capacità di materializzare. Diciamo ancora in altre parole che sé non avessimo la pelle i capelli ma incontrandoci ci vedessimo come nei libri di anatomia con i muscoli a vista e via discorrendo ci riconosceremo molto più simili fra noi e vorrei vedere chi avrebbe voglia di fare del male all’altro quando quello di fronte è identico a noi. Bene una canzone intrisa più di altre di componenti profondi della nostra anima rende questa manifestazione artistica universalmente parlando “bellissima ed irresistibile”. Spero di essere stato abbastanza chiaro, ma non volevo congedarmi senza svolazzare qualche istante su questa grande osservazione. Ne riparleremo presto se lo vorrete.

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