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L’ego è una parolaccia?

 003 - Antonio Chimienti - Rock Targato italia

L’ego è una parolaccia?

Milano 4/11/2019

Ne la parola Ego e neanche il suo derivato Egocentrico sono due parolacce. Certamente il termine Egocentrico è spessissimo usato con connotazione negativa, ma sì sbaglia a pensarla così soprattutto quando ad impersonarla siamo noi musicisti.

Sì perché l’Ego è una molla per noi, una sorta di componente meccanico di questa nostra macchina che sì chiama Arte. L’Ego per noi è l'altro io , più precisamente l’idea di quello che vorremmo essere ed al quale vorremmo dare tutto quello che Lui ci chiede. Per molti musicisti, ma non per tutti ( quindi sono esclusi coloro che non ambiscono alla gloria o alla fama e tanto meno  al giudizio del pubblico , pagante o meno non fa differenza), che vorrebbero fare della loro musica lo scopo della loro vita , sognando di calcare grandi palcoscenici dopo esserci arrivati accompagnati da una elegante Limousine, bene per costoro il proprio Ego è : una sorta di bussola seguendo la quale sì ritroveranno nello stesso posto là dove il loro Ego gli aveva dato appuntamento. In altre parole il loro Ego è la proiezione di sé stessi realizzati. Seguire questo Ego lì farà ritrovare nel luogo da sempre frequentato appunto da questo Ego. Naturalmente un Ego di una realtà immaginata e che vive in un luogo immaginato dal Suo creatore. 

Dunque riassumendo l’Ego ci dà la direzione, ma questo Ego è quello giusto? Questa direzione ci porterà veramente nel luogo del successo musicale  e del trionfo reale?

Nel 2019 è uscito nelle sale il film storia sui Queen e naturalmente la vita di Freddie Mercury.

Consiglio vivamente la visione di questo film per afferrare completamente le righe su descritte.In particolare vi è una scena in cui l’Ego di Mercury esplode in faccia al discografico di turno e avrà come conseguenza una escalation di successi che deriveranno dalla sua più totale incontinenza. Un Ego che già scalpitava al tempo di quando doveva ancora cominciare a cantare nei Queen.

Ecco dimostrato che l’Ego non è una parolaccia , ma una chiave del futuro!

Eppure fino a quando l’Ego non ti avrà fatto arrivare su una stella… tutti cercheranno di abbatterlo e più è spavaldo e più i tentativi di ucciderlo saranno duri e spietati.

Ciliegina sulla torta, quando sarai arrivato sarai solo. Non crederti che lì troverai ad aspettarti molte persone in grado di condividere o capire quello che avrai ottenuto.

Ma arriviamo alle soluzioni.

E’ possibile ai giorni nostri vivere tutta questa passione con un pò meno ostacoli?

Sì certamente perché proprio come farebbe uno scalatore esperto nell’affrontare, vetta dopo vetta , un giorno anche  l’Himalaya anche tu puoi imparare a gestire la vetta che vedi in te e che gli altri vorrebbero a loro volta conquistare. Come lo scalatore professionista devi fare esercizio, osservare chi ti ha preceduto e cosa più importante fra tutte imparare a conoscerti meglio. 

La montagna  (il successo) è lì davanti ad ognuno di noi. Ci sono montagne più semplici da scalare e montagne più complicate. Alcune che sembrano colline e per le quali nessuno ti applaudirà , altre con le quali nell’affrontarle molti hanno anche perso la loro vita ( violenza , droghe). Ma certo anche la più alta qualcuno l’ha scalata e ci è anche ritornato su più di una volta.

Dicevamo le soluzioni.

Nell’Ego vi è una proiezione di quello che immaginiamo potremmo essere noi nel futuro. Ma questa proiezione fonda le sue basi nel passato , in quello che abbiamo vissuto, in coloro che abbiamo osservato o mitizzato, amato o venerato, ma non è detto che ci somigliano neanche e che le esperienze del passato ci appartengano o meglio che appartengano a quello che siamo noi veramente.

A questo proposito dobbiamo interrogarci spesso sulla genuinità di questo nostro Ego.

Sempre interrogarci o meglio dominare sarà inoltre la parola chiave da utilizzare per il successivo punto e cioè : far sì che non sia mai questo Io immaginario a dominarci , ma semmai noi a dominare Lui.

Quando gli altri cercheranno di colpirci con una parola sul naso sarà perché stiamo perdendo il controllo di questo Ego. Controlliamolo e controlliamoci. Questo non vuole assolutamente dire che chi abbiamo di fronte abbia ragione e che la Sua parola sia giusta, molto spesso è il debole che alza i toni, ma quello che a noi musicisti sta a cuore è il nostro pubblico verso il quale abbiamo una sorta di appuntamento e per rispettarlo noi lo dobbiamo raggiungere.  Quindi cerchiamo di non interrompere la nostra ascesa per un Ego troppo rampante… controlliamolo . E’ meglio.

 Se abbiamo rimorso per il nostro Ego “rumoroso” sappiate che il non vederlo o notarlo negli altri non indica che voi siate “schizzati” e loro no. Che voi sembriate dei “ Fuori di Testa” mentre “loro” perfettamente in bolla. No , no l’Ego non è sempre rumoroso, ma spesso può anche essere subdolo. Chi lo possiede lo traveste da umiltà e modestia, ma non è così. Anzi a questo genere di Artisti rivolgo un doppio monito per quello che riguarda il punto precedente del “controllo”. Spiacerebbe sé per colpa di un passato trabocchetto un estroverso sì ritrovasse a vivere nelle spoglie di un timido e viceversa. Magari un timido “ingannato dal suo passato” verrebbe meno nel fare esplodere il successo del suo gruppo musicale per mancanza di coraggio.

Nella gestione del proprio Ego dobbiamo monitorare un altro concetto : quello del tempo relativo.

Essendo che quest’ultimo, il nostro Ego vive in una dimensione staccata dal tempo (lo percepiamo come una luce da inseguire, una pensiero manifestatosi allorché qualcosa ce l'ha fatta rigurgitare in un certo momento della nostra vita ecc ecc….) esso ( l’ego) ha sempre fretta.

Nel senso che non essendo un oggetto concreto è privo della necessità di una collocazione temporale per esistere come potrebbe esserlo il modellino di un Galeone di legno che state costruendo da anni. Sé così fosse capireste a che punto vi trovate nel manifestare questo ego con i suoi desideri, ma non è così.

 L’Ego è lì, collocato in qualche parte della vostra mente , già perfetto e scintillante come niente altro. Ecco perché lui ha fretta….. perchè vi sta aspettando e voi in ogni caso avrete sempre la sensazione di essere in ritardo poiché solo voi siete in movimento verso quel sogno. Tutto questo è un problema!

Voi non dovete cadere nel tranello.

Dovete assumere la seguente equazione che vi potrà salvare lo stato psichico:  Ego = progetto. Dovete dare un contenitore al vostro Ego. Una forma finita, dovete dominarlo, averne coscienza e controllo. Avete un progetto da realizzare ora. Non conta il quando , ma il come. 

Inoltre quell’artista così grandioso che voi siete e che vedete nel futuro avrà bisogno di tempo per diventarlo o per meglio dire del “SUO TEMPO” necessario e questa precisazione poiché ognuno è diverso  da un altro in questo ambito ( quello lirico della propria anima). 

Qualcuno potrebbe ritrovarsi a raggiungere il successo ed 8 anni ( e non è un modo di dire) altri a 70 anni. Altri per caso!

Infatti nella concretizzazione del proprio Ego gioca un ruolo primario anche l’idea sbagliata della cosiddetta fortuna.

Guai a pensare che da essa dipende la realizzazione del nostro Ego. Questo autorizzerebbe l’esistenza della sua controparte: la sfortuna e questo vuol dire che noi non conteremmo assolutamente nulla ivi compresa la nostra Arte che tanto vorremmo divulgare. Capite?

Sé Nikka Costa a 5 anni faceva il giro del mondo con il suo talento e la sua On My Own attenzione a non parlare di fortuna. E che dire di John Coltrain o Paolo Picasso, il meglio intorno ai 50 anni in su.

Quando il vostro Ego cercherà di corrompervi alludendo alla sfortuna….una parola magica potrà accorrere in vostro aiuto: la Fatica.

La fatica come certezza del vostro spostamento verso il vostro Ego che voi dovrete aver onestamente certificato fra le azioni giornaliere della vostra attività. In un'altra attività che presiedo nella mia vita vi è un detto che mi piace molto: No Pain No Gain!.  Lì sì impara velocemente tutto sull’Ego...in poco tempo anche sé a dire il vero manca quel taglio di fantasy e magia che invece pullula fra noi musicisti.

Amici come potrete intuire riguardo all’Ego ci sono moltissime cose da dire e da sviscerare. Vi ho fatto toccare alcuni concetti  come l’Ego subdolo, la Sfortuna cattiva, l’autostima, la consapevolezza e l’autocontrollo , ma vi ho anche liberato dalla paura di osare e mettervi tutti contro sé lo sentite necessario. In fondo quello che a tutti noi serve è “ “non per forza tu o io , ma uno qualsiasi che sappia dimostrarci come sì può essere sé stessi fino in fondo”.

Nei miei seminari potremo approfondire molti altri aspetti dell’Ego. Chiedi in redazione per informazioni.

blog rocktargatoitalia.it

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Il dubbio delle scimmie

Una volta la musica allietava (1)

 Antonio Chimienti. - Rock Targato Italia

 Milano 19/10/2019

Una volta la musica allietava. Si realizzava e svaniva. nel senso che non essendoci registrazioni, poteva solo essere ascoltata ed un attimo dopo non esisteva più. L'esperienza era di tipo istantaneo. Era perciò , fortunatamente priva di ogni condizionamento legato al giudizio postumo derivante da confronti, meriti dei singoli ecc.ecc. esclusivamente emozionante ed evocativa.

Non c'era lo stress derivante dall'accostamento oggettivo, come oggi accade all'ennesima potenza nel senso che allora al massimo era soggettivo ( legato magari all'ascolto che si era fatto in precedenza di qualcosa di simile , suonato da qualcun altro in un qualche altro posto non lontanissimo da lì,  di due o più esecuzioni aventi in comune un genere che li accomunasse.

Negli anni passati questo fenomeno del confronto aveva cominciato ad essere presente , ma ancora circoscritto alla possibilità di confrontare una registrazione , ad esempio Americana con una Francese, ma insomma il confronto era estremamente elitario e sempre caratterizzato da una grandissima qualità oggettiva, poichè a poter registrare ed imprimere della musica su un disco erano solo realmente persone che prima di registrare erano state riconosciute nella propria città o paese o nazione come in assoluto i più grandi talenti in circolazione. La gavetta era crudele e i principi di selezione erano assolutamente meritocratici. Chi produceva ci metteva la propria faccia e di conseguenza non poteva arrischiarsi a mettercela troppo spesso.

Oggi il confronto è diventato iper-spietato. Il 90 percento dei talenti dell' 800 che hanno trascorso la loro vita suonando oggi non lo potrebbero fare.

Si perchè se ieri , in Germania tu facevi 100 spettacoli in teatro con la tua musica ed  eri un genio in quel paese, ed un altro collega faceva lo stesso spettacolo in Messico con una musica simile... entrambi potevano farlo. Ma oggi uno dei due perderebbe il proprio pubblico a favore dell'altro, anzi che dico…. 99 artisti perdono il loro pubblico a favore di uno solo.

E sì oggi quando fai ascoltare un tuo pezzo il confronto non è mica fatto con quelli della tua città.... no no è fatto con il “Michael Jackson” della situazione, lo fai anche tu , involontariamente.

E' giusto? E' sbagliato? Poco importa perchè questa comunque è la realtà.  

Come dovremmo ragionare noi in quanto Gruppo/Artista/altro considerando quindi tutto questo?

lo vedremo nel prossimo Articolo

Scoprirai nei miei seminari:

 

- la musica che valore ha realmente nella vita?

- l’ego , una parolaccia?

- perchè lui e non io?

- la musica è davvero quello che voglio fare?

- la musica come ambiente in cui non è detto che io debba per forza solo suonarci

- la musica : una dimensione collettiva

- la musica esiste da sempre ...perchè?

- business e media uccidono l'arte?

- non suono come suonavo e non mi vesto come mi vestivo

 

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Il dubbio delle scimmie

Quest'anno Rock Targato Italia innalza l'asticella di responsabilità verso tutti i nostri amici Artisti con un Blog tenuto personalmente dal Produttore Musicale  Antonio Chimienti.

Niente più alibi per nessuno. La musica che hai dentro è perfetta e lo sai... falla uscire senza intaccarla.

Non passare altro tempo a criticare o bramare il successo altrui. Spesso non è un successo mentre molto più spesso sei Tu ad esserci molto vicino se solo te ne accorgessi.


Gli argomenti che tratteremo potrai poi approfondirli nei seminari che organizzeremo nel proseguo dell'anno in giro per l'italia. Chiedi in redazione per info.

 

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MEDEA al Teatro Menotti Milano

TEATRO MENOTTI

GIOVEDI 17 OTTOBRE ORE 20,30

MEDEA

DI EURIPIDE

 

Regia di Emilio Russo

Con Romina Mondello, Alessandro Averone, Camilla Barbarito, Paolo Cosenza, Nicolas Errico, Giovanni Longhin, Patricia Zanco

DAL 17 AL 27 OTTOBRE

Medea veste gli sguardi, i gesti, la voce di un’attrice di grazia, passione e talento come Romina Mondello, capace di tramutare intensità in essenzialità, di toccare la terra e guardare il cielo, di sedurre implicitamente ed esplicitamente uomini e dei per costruire un personaggio multidimensionale, che saprà essere sorprendentemente fuori dagli schemi.

La tragedia euripidea trova nella regia di Emilio Russo una lettura ideale e del tutto condivisibile ove il gioco tra vissuto e narrato, detto e immaginato diventa il fulcro della narrazione drammaturgica.

Le salon musical - Alessandro Cammarano

“Romina Mondello si rivela interprete sensibile, con una prova d’attrice non “scontata”, capace di accendere un’ampia gamma di sensazioni” .

Il Giornale di Vicenza – Chiara Roverotto

“Ciò che rende irresistibile la Medea di Romina Mondello è proprio la sua determinazione priva di passionalità esteriore e invece innescata da un fuoco che brucia tutto dentro di lei”.

Il Giornale di Vicenza- Antonio Stefani

 

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