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“LE GOLOSE” degli ARMODIA musica barocca, poesia del novecento

 “LE GOLOSE”

il nuovo singolo degli

ARMODIA

Da oggi nei webstore

Il singolo è pubblicato dall’etichetta: Terzo Millennio

Ascolta su YouTube https://youtu.be/CfiSpDmT6NU

 

Sbarca oggi nei webstore il singolo di debutto degli ARMODIA, duo aostano che mescola sapientemente la musica classica, barocca, con testi cantautorali.

Da oggi si può ascoltare il loro singolo “LE GOLOSE”, brano delizioso ed estremamente curioso, il cui testo è tratto da una poesia di Guido Gozzano (1883-1916).

Si tratta dell’opera “LE GOLOSE”, scritta dal poeta torinese nel 1907, un brano che si discosta molto dal suo repertorio malinconico e crepuscolare per raccontare un episodio di quotidianità.

Un episodio buffo, la poesia parla semplicemente di donne che mangiano paste sedute in una pasticceria. Ma le signore e signorine esprimono la loro vera natura ognuna mangiando a suo modo.

“Io sono innamorato di tutte le signore / che mangiano le paste nelle confetterie”

LE GOLOSE fa parte del progetto del duo Armodia, nato nel 2010 dall’incontro dei due musicisti Aostani Luca Casella (voce e pianoforte) e Riccardo Sabbatini (chitarra).

Fondamentale per la nascita di questo progetto molto particolare è stato Francesco Caprini, fondatore di Rock Targato Italia, al quale è venuta l’idea di musicare dei testi poetici di autori vissuti a cavallo tra il 1800 e il 1900.

BIOGRAFIA:

Il duo Armodia, il cui nome di fantasia è nato dall’unione delle parole Armonia e Melodia, si esibisce in pubblico dal 2010 sia in Valle d’Aosta che fuori regione e ha all’attivo diverse collaborazioni con altri musicisti.

LUCA CASELLA nasce come pianista diventando poi compositore, cantante e musicoterapeuta. Conosce l'ebrezza della settima arte partecipando al docufilm di Silvio Soldini "per altri occhi". Ha all'attivo vari concerti sia come pianista pop che come cantante. Si occupa di barriere sensoriali e problematiche integrative dei disabili. Insegna canto pop e armonia moderna.

RICCARDO SABBATINI ha iniziato lo studio della chitarra classica nel 1984 diplomandosi nel 1998 al Conservatorio statale di Novara. Si è esibito sia come solista che in formazioni cameristiche e in vari gruppi musicali, ha seguito corsi di composizione e di informatica musicale presso l'Istituto musicale di Aosta e collabora con musicisti locali sia in veste di chitarrista che di arrangiatore e compositore.

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JOHN LENNON LA BIOGRAFIA DEFINITIVA LESLEY-ANN JONES

La domanda è chi o che cosa ha ucciso John Lennon?

Di John non ce n’era uno solo: quindi quando è morto il
«vero» Lennon? I proiettili sparati dal suo assassino
sono stati solo l’estremo sigillo. Ma perché è andata
così?
Nella tarda serata dell’8 dicembre 1980, quando si
diffuse la notizia che John Lennon, la rockstar più amata
del mondo, era stato ucciso a sangue freddo a New
York, per milioni di persone il pianeta smise di girare.

Nel volume John Lennon. La biografia definitiva, edito da
Sperling & Kupfer, la famosa biografa musicale e
giornalista Lesley-Ann Jones dipana i molti tratti
enigmatici del personaggio, delineando un ritratto
integrale e inedito dell’uomo e dell’artista, della sua vita,
dei suoi rapporti sentimentali, della sua drammatica
morte, della sua imperitura eredità musicale.

Scavando in profondità, l’autrice sonda gli alti e i bassi
dell’attività artistica e della vita privata di Lennon,
ridefinendo il percorso che lo portò a stabilirsi a New
York, dove venne ucciso per strada, fuori dal palazzo in
cui abitava, in quella fatale notte d’inverno. Ma chi, o che
cosa, ne provocò la morte? E quando morì davvero
«l’autentico» John Lennon?

Basandosi su ricerche di prima mano, foto inedite e
testimonianze esclusive, questa biografia offre una
coinvolgente immagine a tutto campo di una delle più
leggendarie e iconiche figure della cultura musicale
contemporanea, a quattro decenni dalla sua tragica
morte. Ripercorrendo anche l’epopea dei Beatles,
Lesley-Ann Jones ricostruisce l’identità lennoniana,
attraverso i racconti di chi, nel corso del tempo, lo
conobbe intimamente: dalla prima moglie, Cynthia, al
figlio primogenito Julian; dal compagno nei Beatles, sir
Paul McCartney, all’ex amante May Pang; fino ad Andy
Peebles, l’ultimo giornalista che lo intervistò, un paio di
giorni prima dell’uccisione di John.


LESLEY-ANN JONES è una giornalista e opinionista inglese,
da oltre venticinque anni nel mondo della musica e
dell’industria discografica. È autrice di numerosi libri, tra
cui il bestseller Freddie Mercury – I Will Rock You, pubblicato
in Italia da Sperling & Kupfer. Madre di tre figli, vive a Londra.

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IL PARADOSSO DELL’ARTISTA.

“Il diamante è una delle tante forme allotropiche in cui può presentarsi il carbonio; in particolare il diamante è costituito da un reticolo cristallino di atomi di carbonio disposti secondo una struttura tetraedrica.” Da Wikipedia, se digiti diamante.

Carissimi colleghi (nel senso di forme di vita basate sul carbonio!), bentrovati alle Visioni.

Oggi vi propongo una riflessione che prende ispirazione da una discussione (molto divertente, oltre che interessante) tra me, il nostro amato “padrone di casa” Francesco Caprini e una mia collaboratrice Helena di anni ventidue (appena fatti tra l’altro!). Come sapete, per quanto mi riguarda, non esiste conflitto generazionale: l’arte se è vera arte sopravvive alle generazioni. Come scriveva il Foscolo: “… quando il tempo vi spezza fin le rovine, le Pimplee riempion di lor canto i deserti e l’armonia vince di mille secoli, il silenzio.”

Ora consentitemi di raccontarvi la mia personalissima visione su cosa deve fare un artista per essere considerato tale.

Regola n. 1: l’Artista non si auto-definisce. Sono gli altri che lo riconoscono come tale, consentendogli o, meglio, consentendo alla sua capacità espressiva di impattare sulla propria vita emotiva, sulle proprie riflessioni esistenziali, sulla interpretazione della realtà e sul rapporto con gli altri.

Regola n. 2: l’Artista è universale e universali sono i suoi messaggi. Aristotele sosteneva la superiorità della Tragedia rispetto alla Storia, poiché la seconda era semplice cronaca degli accadimenti occorsi, la prima, au contrair, atteneva alla condizione umana. Condizione che, per il filosofo greco, è immutabile e riconoscibile se si partecipa all’umanità.

Regola n. 3: l’Artista non si omologa, non si vende e non si perde. Tiene fermo il punto sia nella sua proposta espressiva che rispetto ai messaggi che veicola. L’Artista è coerente anche nello sbagliare. Perché l’Artista ha un “qualcosa” di irriducibile nella sua indole … una sorta di sublime ottusità, se volete.

Regola n. 4: l’Artista “semina” anche per quelli che verranno dopo di lui. Se volete, potete pensare, ad esempio, alla Divina Commedia che fu così importante e nota anche nell’Impero Ottomano (islamico) e da condizionare tutto quello che è venuto dopo. Dal Illuminismo al Romanticismo, ai grandi poeti inglesi del XIX secolo (T.S. Eliot con la sua The Waste Land e Ezra Pound con i suoi Cantos ma l’elenco potrebbe continuare con H. Miller e molti altri) ha ispirato perfino un autore dell’attuale scena hip hop italiana.

Regola n. 5: l’Artista non si fa omologare. Non può accettare acriticamente lo status quo. Deve comprenderlo pienamente, deve esplorarlo in profondità dove la pressione è fortissima. Dove pochi possono resistere. Perché solo laggiù, a causa della forte pressione, il suo pensiero può mutare forma e trasformarsi in qualcosa di prezioso e autentico.

Vedete, quello che evinco dall’ascolto di molte persone, più o meno giovani (l’età non è importante) è che in questo periodo si vive un paradosso. Ci sono pochi Artisti ma tantissimi che si esprimono. La maggior parte di quelli che vedo sono, nella migliore delle ipotesi, degli intrattenitori (e, per carità! Ben vengano, non sono mica un bacchettone!!!) nella peggiore, imbonitori da fiera forse inconsapevoli, forse in cattiva fede … voglio concedere loro il beneficio del dubbio.

Vi imploro: non fate confusione tra Zarathustra e la scimmia. Non affidate il vostro giudizio a chi si guadagna la vostra fiducia dicendovi quello che vi volete sentir dire o su quello che ha tanti followers. Sono trappole ordite da chi è condannato, magari, a fare una vita agiata ma già consegnato all’oblio. Ricordate sempre la famosa frase del grande Shaw: “si usano gli specchi per guardarsi il viso, e si usa l’Arte per guardarsi l’anima.”

Se non la vedete, avete sbagliato “specchio”.

di Paolo Pelizza

© 2020 Rock targato Italia

 

 

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"SETTE COLTELLI", il singolo di debutto di ROSASPINA, dal 14 ottobre in radio e nei webstore

Milano, 9 ottobre 2020 

COMUNICATO STAMPA 

 

SETTE COLTELLI” 

il singolo di debutto di  

ROSASPINA 

dal 14 ottobre in radio e nei webstore 

 

Il singolo è pubblicato dall’etichetta: Terzo Millennio 

(Edizioni: Sugar MusicMetatron PublishingDivinazione Music) 

 

Sta per arrivare in radio e in tutti i webstore “SETTE COLTELLI”, il singolo di debutto di ROSASPINA, giovane artista pop con sonorità R&B. 

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