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Sulle note del talento silenzioso di Mauro Lusini

Troppo bravo. Troppo bravo per essere commerciale.”
______cit. Anonimo

Era lo Sghelo quello che girava per le antiche strade senesi con una chitarra sottobraccio, un soprannome che forse solo i suoi concittadini conoscono, e che lo fa ricordare fra i racconti dei nonni come “il bordello che suonava la chitarra e scrisse la canzone di Morandi”.
Già, perché la famosa “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones” non è opera di Morandi, se non come esecutore. Ma affacciamoci un po’ nella storia di quegli anni.

Mauro Lusini, questo il suo nome di battesimo, viveva a Siena, dal giorno della sua nascita, su quelle pietre ricche di storia, ma non riusciva proprio ad emergere fra i musicisti che affollavano la città, e allora prese la sua chitarra e partì, alla volta della capitale. E fu proprio a Roma che fra una composizione e un accompagnamento riuscì ad entrare sotto la supervisione dell’ RCA. Non era famoso, ma ad un certo punto un gruppo di accordi messo uno dietro l’altro riuscirono a farlo notare, o almeno a farlo notare da un Gianni Morandi fino a quel momento occupato nel portare al pubblico del mainstream canzoni più “leggere” di quella che sarebbe diventata uno dei suoi cavalli di battaglia più conosciuti.
Lusini aveva scritto la musica e un testo che poteva essere catalogato sotto il filone della “linea verde” di quegli anni, seppur in un inglese un po’ maccheronico, e di certo non aveva la fama e il successo di quello che già era e ancor più diventò il “Gianni nazionale”. Non ci volle molto a convincerlo a far eseguire il brano all’altro cantante, appartenente alla stessa casa discografica. E diciamo che fu una fortuna anche per Morandi, il quale avrebbe lasciato per la leva militare le scene per diversi mesi e aveva bisogno di un’impronta forte da lasciare, per far si che i propri seguaci ne sentissero la mancanza dal palcoscenico. Mai scelta fu più giusta.

Il testo inglese venne riadattato da Migliacci in italiano e, nonostante qualche problema con la censura a causa della mai nascosta ribellione verso la scelta dell’America di portare avanti la guerra in Vietnam, la traccia acquistò presto il suo successo internazionale, vantando traduzioni in tutte le lingue.
Quella famosa “linea verde” andava molto in quegli anni, seguendo le tracce dell’americano Bob Dylan e dell’inglese Donovan, e molti artisti presero la palla al balzo per salire sul carrozzone dei successi per i temi trattati, contro la guerra e la violenza. Questi stessi artisti, come anche Morandi, tornarono poi a distaccarsi, almeno per la maggior parte, ma non lo Sghelo, che invece continuò con i propri ideali, non guadagnandosi l’appoggio di un grande pubblico ma di certo la coerenza con se stesso. Nacquero in quegli anni anche "America. Primo amore" (1970) un inno di amore e odio verso il paese dei sogni che ancora oggi resta fatto degli stessi controsensi ed opposti che poeticamente il cantautore raccontò, guadagnandosi qualche problema con la legge per quel testo di denuncia, e “Maryanna Dilon Dilan” (1970), una chiara lode alla marijuana che, a differenza di quanto riportato in giro, non subì la censura che in molti speravano avesse. Negli ultimi anni, ma anche di più, in molti hanno avuto da ridire per canzoni di artisti più “moderni” come J-ax che hanno composto inni in favore di questa droga leggera, leggendo lo scandalo nelle loro parole, dimentichi che, in tempi decisamente più andati, molti altri aveva già trattato l’argomento, senza tutto questo scalpore, e Lusini è uno di loro.

Comunque, grazie all’RCA di cui ancora faceva parte, seppur in una sottosezione gestita proprio da Morandi e Migliacci (la MiMo), Lusini trovò ancora il suo spazio, collaborando con il solito Gianni ma anche con Renato Zero, per cui prestò la voce nei cori nel 33 giri “Zerolandia”, e ancora poi fu produttore della toscana Nada, per cui scrisse “Ti stringerò” con cui partecipò al Festivalbar, e si unì ai Goblin, in una formazione atipica di elementi provenienti da ex progetti, con i quali incise l’album “Volo” del 1982, contenente l’omonimo brano che fece da sigla a Discoring.
In tempi più recenti ha fondato la casa di edizioni musicali Amarcord (2001) e ha collaborato con la cantante Carmen Consoli per “AAA Cercasi” (2010), brano dalla tematica importante sulla situazione femminile attuale.

Rock Targato Italia ha il piacere di porgere i propri auguri a questo artista poco conosciuto che ha però lasciato una bella pietra nell’archivio musicale italiano, creando una delle più conosciute canzoni italiane. Ricordiamo il giorno del suo settantunesimo compleanno e condividiamo con voi un brano diverso dal suo più conosciuto ma acclamato, almeno nei primi anni dall’uscita.
Direttamente dal 1967: “La mia chitarra” 

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Eclettismo targato Baustelle : auguri a Claudio Brasini

Nato ad Arezzo esattamente 44 anni fa, Claudio Brasini è conosciuto al grande pubblico come chitarrista del gruppo toscano Baustelle.
Il gruppo, formatosi inizialmente a Montalcino, in provincia di Siena, come Subterraneans, dalla collaborazione fra lo stesso Claudio e Francesco Bianconi, ha poi trovato una maggiore sicurezza e stabilità con la trasformazione in Baustelle, termine tedesco che significa “lavori in corso”.

Attualmente la band ha in attivo sei album in studio, un live e una colonna sonora, ed è caratterizzata da un’ecletticità di stili e sonorità, influenzata dagli anni sessanta, riesce a spaziare dall’elettronica alla musica d’autore, dalla new wave alla bossa nova, trovando la propria traccia distintiva nei riferimenti sonori continui ai film western e polizieschi degli anni settanta. Mentre i temi affrontati nella discografia sono vari, si evolvono attraverso concept album e maturano da momenti personali ed intimi a tematiche sociali affrontati in modo diretto e pungente, a momenti provocatorio.

Frizzanti e originali, mescolano la lirica e l’intensità, i testi visionari e ricchi di citazioni letterarie e cinematografiche a un suono lo-fi tipico dell’underground, fin poi a cimentarsi con l’ultimo album, “Fantasma” (2013), in uno stile ambiziosamente classicista, grazie anche all’inserimento di un’orchestra di 60 elementi. Quasi un film narrato, con le sonorità spettrali, esoteriche e sinfoniche, decisamente un’evoluzione dall’album precedente, la colonna sonora di “Giulia non esce la sera” (2009), dove si era approfondito un mondo minimal classicista di maggioranza strumentale.

Brani psichedelici, canzoni sentimentali, tipiche ballad indie, in questi complessi ed immediati lavori della band italiana, Claudio ha lasciato la sua firma personale, non solo come musicista ma come co-arrangiatore e co-autore di molti testi, come “Love Affair” (da La moda del lento ; 2003), “Chalie fa surf” (da Amen ; 2008), “La guerra è finita” (da La malavita ; 2005), “Il futuro” (da Fantasma ; 2013)…
Come se ciò non fosse abbastanza è un esperto, e lo si nota eccellentemente nelle sue performance nei Baustelle, è un esperto di chitarre, amplificatori ed effettistica a pedale, arrivando a progettare e sviluppare egli stesso amplificatori ed effetti a pedale per chitarra.

Rock Targato Italia coglie così l’occasione per ricordare la bravura di tale musicista e dell’intero gruppo toscano, e ricorda il compleanno del chitarrista, donandogli i propri migliori auguri e condividendo con voi uno dei brani storici dei Baustelle, contenuto nell’album Amen: “Charlie fa surf

https://youtu.be/TY8ULqPXErs

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