Menu
Francesco Caprini

Francesco Caprini

FABIO MERCURI "I COLORI DELL'ESTATE" Play-List di Rock Targato Italia

 

 

 

Play List

 

“I COLORI DELL’ESTATE”

 

La musica indipendente, by Rock Targato Italia

 

Su spotify: https://goo.gl/ScsQcU

 

Realizzata da: Divinazione MilanoLele Battista e Roberto Bonfanti

La musica non è solo letteratura, storia, comunicazione, è una continua confessione, un modo della vita, di infinite vite di raccontarsi e vivere insieme

15 artisti, un collettivo non ufficiale, nato per dare un contributo forte a celebrare la musica, soprattutto la musica indipendente. La musica indipendente vista da artisti/artiste e band underground, le uniche in grado di generare fermento a fare nascere una nuova scena. Una scossa culturale, in un contesto dominato dalle logiche economiche “prenditoriali” in cui l'ignoranza è forte e legittimata più che mai. Aprite i vostri occhi.

Fabio Mercuri, tra i protagonisti della Play-List nasce e cresce in un piccolo paese della provincia leccese. Durante l'età scolare si interessa alla musica e in poco tempo si ritrova ad imbracciare una chitarra, grazie alla quale scopre un'adolescenziale passione per il blues. La storia di Fabio Mercuri inizia in Puglia e arriva a Milano, ma non si tratta di un viaggio diretto, poiché, quando passa per Roma vi si ferma  per cinque anni. In questo periodo crea il collettivo di sperimentazione musicale Banlieue (attivo per tre anni) e comincia ad arricchire la sua formazione musicale non solo grazie agli ascolti e agli esperimenti musicali, bensì anche e soprattutto agli incontri e alle innumerevoli collaborazioni in cui è coinvolto.  Nel 2002 giunge a Milano e collabora alla realizzazione di musica estemporanea per colonne sonore insieme ad Andrea VitiXabier Iriondo (Afterhours), Enrico Gabrielli (Afterhours, Calibro 35, Der Maurer) e Sebastiano De Gennaro (Der Maurer). Successivamente, grazie al suo eclettismo, si ritrova a realizzare ed eseguire musiche nelle performance teatrali di Walter LeonardiRafael Didoni e, nel frattempo, a lavorare con Francesco Tricarico, Luca Gemma, Dave MuldoonDiego Mancino ,Mauro Ermanno Giovanardi e tanti altri. Come cantautore debutta nel marzo del 2009 col suo primo album "Di tutto quello che c'è", uscito per Novunque. Nel 2012 esce l'ep "La voce della tartaruga" per GraceOrange. Entrambi i progetti vengono accompagnati da lunghi tour per tutta Italia, nei locali, in piccoli festival e per strada, presentati con un set molto particolare: Fabio Mercuri è infatti un one man band che viaggia con una serie di strumenti - a volte insoliti - e la sua fedele loop station.  L’ultimo disco pubblicato ad ottobre 2016 per adesiva discografica, è  stato realizzato con la produzione artistica di Leziero Rescigno e registrato da Max Lotti si chiama "Progetti Per Il Futuro" e racconta della dura lotta tra divano e bicicletta

15 artisti di grande qualità: Martinelli SottoponziopilatoNOTFabio CintiIL FIENO Marian TrapassiGABENAlia Roberto CasanoviUliBeatrice Campisi Fabio MercuriGiuseppe Fiorii, Giacomo Jack AnselmiAndrea DevisMaurizio Icio Caravita

MusicOff - La grande comunità online per musicisti Corriere Tv Corriere della Sera La Stampa La Repubblica XL Radio Capodistria / Musica Radio Città del Capo IlGiornaleOFF Rai1 Il Messaggero.it Claudio Formisano Radio Popolare Rock Targato Italia (Italian music lovers) musica.com Radio2 Musica LIVE music blog :: Concerts, Festivals, Culture, News & More

Ufficio Stampa Divinazione Milano

Il problema ontologico, sangue, zanzare e kebab.

Il problema ontologico, sangue, zanzare e kebab.

Questa è sicuramente un’estate ricca di eventi epocali. Qualche settimana fa, il fatto che il mondo stesse cambiando me lo aveva suggerito questo accadimento: la storia inizia con due simpatiche signore di mezza età, eleganti e passate, recentemente, dal parrucchiere che ho incontrato su un tram. Le due signore si erano inerpicate su un argomento che, evidentemente, stava loro molto a cuore e, cioè: quanto era ingiusto che loro stessero in piedi, abbarbicate agli appositi supporti mentre, una ragazza sudamericana con bimbo neonato era comodamente seduta. Argomentando da esperte del problema dei flussi migratori, spiegavano che non bisogna più farne venire di “questi qui”, perché poi non ci si può far fare nulla. Cosa facciamo? Li facciamo diventare tutti “kebabbari”? Ce ne sono troppi anche di quelli e poi, a loro il kebab neanche piace.

Io che, come sapete, ho un’intelligenza dentro alla media non riesco a capire cosa c’entri il kebab con il Sudamerica. Per carità, magari lo fanno anche lì … ma non credo che sia la specialità del continente. Avrei dovuto chiedere, perché ora questo dubbio mi dilanierà per sempre.

Penso, anche, che a questi discorsi ci si sta assuefacendo. Si abbozza. A volte, ti viene quel sorrisino sarcastico sulla faccia che racconta di profonda indulgenza e compassione per chi fa questo tipo di dichiarazioni. L’indignazione? E’ fuori moda, oggi. Oggi, ci hanno raccontato che quello è un problema e che se, non stiamo benissimo, è colpa loro. “LORO” è pregno di significati sinistri. Loro non sono come noi. Loro chiamano Dio in un altro modo o, addirittura, ne hanno un altro. Loro vogliono portarci via la nostra identità e sostituirsi a noi. Questi sono i discorsi (sic).

Nel frattempo, raggiungo due amici e andiamo all’Ippodromo del Galoppo. Ci sono gli Iron Maiden. L’organizzazione, come al solito (è Vertigo n.d.r.) è impeccabile, le zanzare implacabili. Saranno immigrate, anche queste … Ai miei tempi si paventavano per un’ora al tramonto e poi, all’alba. Queste sono stakanoviste del vampirismo, sono in giostra ventiquattro ore al giorno. Ci sbranano, nonostante i litri di Autan utilizzati.

Lo spettacolo comincia con la Battaglia d’Inghilterra. Sopra la testa dei musicisti appare addirittura un volteggiante Spitfire della RAF in scala 1 a 1. Bruce Dickinson appare sul palco facendo un salto di quasi due metri manco fosse Hussein Bolt ai tempi d’oro. Questi ultrasessantenni sono in forma smagliante e, ancora in grado di competere con un bel po’ di ventenni in energia e carisma. Sono come un vino importante che migliora con l’invecchiamento.

Il popolo dei Maiden è di sedicimila unità, stasera. Tutti attenti e coinvolti. Pronti ad esplodere sui “classici” come quando durante l’esecuzione di The Trooper, Dickinson sostituisce The Union Jack con il nostro Tricolore. Passano anche Run to the Hills, The Number of The Beast e Fear of the Dark. Manca The Rime of The Ancient Mariner alla scaletta, ormai da qualche anno. Brano al quale sono particolarmente affezionato.

Le scene passano dai cieli e i mari della Gran Bretagna del 1940, a quelli dell’interno di una catedrale gotica, allo storico campo di battaglia in Crimea. Le suggestioni sono sempre nel loro inconfondibile stile e, da sempre,  ci piacciono.

Cambia qualche arrangiamento. Secondo me, in meglio. A sorpresa, viene eseguita una intro con chitarra acustica, cosa inusuale per la band britannica. McBrain suona una batteria di 10 metri quadri preciso ed efficace come un metronomo anche sulle parti più complesse, così come Harris. Il concerto finisce dopo due ore e mi lascia con un certo numero di bozzi di zanzare, tre litri di sangue in meno ma felice.

Dopo qualche ora, le due signore mi tornano in mente. Scaccio il pensiero.

Il giorno dopo sono al Carroponte a Sesto San Giovanni, comune dell’hinterland milanese che è definitivamente stato inglobato dalla metropoli e che era famoso per le industrie e ora (più tristemente) è famoso per le dismissioni industriali e come uno degli zanzarifici più importanti della Lombardia. L’attesa è per  Alice in Chains. 

Prima di loro suonano i Rival Sons da Long Beach. Mi sento davvero ignorante perché non li conosco. Non conosco nemmeno i loro pezzi (nel momento in cui scrivo, credo di aver ascoltato tutto o quasi e sicuramente mi sono documentato ma, non farò quello che la sapeva lunga anche prima) ma sono belli, pieni di suggestioni blues e di armonizzazioni molto Anni Settanta (sinceramente, molto più Led Zeppelin che Stati Uniti del Sud). Il cantante ha una voce e un modo di cantare che ricorda molto quello di Plant, più ancora di come lo facesse Chris Cornell (che continua a mancarci terribilmente). Anche le chitarre sono molto vicine a quelle della più grande rock’n roll band ever. Suoni e stesure sono “evolut” dal rock’n blues e hard rock dei favolosi Seventies. Ci ripromettiamo di documentarci su Jay Buchanan e soci.

Le due signore tornano in un pessimo presagio. Cominciano gli Alice in Chains. Per me è la prima volta che li sento live e la primissima volta che li sento con la voce di DuVall (ha sostituito lo scomparso Staley, n.d.r.). L’inizio non è il migliore possibile. Il suono è impastato e la voce non si sente benissimo. Inoltre, questi ragazzi di Seattle sono un po’ ingessati e sembrano più voler officiare messa che coinvolgere il pubblico. Poi il livello della voce viene alzato (troppo …) rivelando che William DuVall non è nella sua serata migliore. E’ poco “in voce” e arriva spesso in ritardo. Il fonico, inoltre, sembra dover rincorrere i musicisti. Complici questi problemi e la loro stitichezza sul palco, la situazione non sembra decollare. Le cose cambiano (migliorando) nella seconda parte, dall’esecuzione di Down in The Hole (al Carroponte la cantano anche le numerosissime zanzare) e degli altri cavalli di battaglia. Il pubblico “scalda” il gruppo che prova a rispondere, con alterna fortuna, fino alla fine. Devo ammettere che sono uscito da lì un po’ deluso. Troppo poco per una band che ha fatto Storia ed è nel gotha di quelle che hanno un seguito planetario vendendo circa 35 milioni di dischi anche, quando i tempi avevano determinato che comprare un disco era un po’ da sfigato (e il sottoscritto era guardato con grande sospetto).

Nella mia testa, tornano ossessivamente le due signore. Mi viene da pensare di essere fuori moda. Eh già, perché io credo che dovrebbe essere proprio la difesa ad oltranza della nostra identità a renderci più aperti, solidali ed empatici. Penso che le due signore dovrebbero sapere che tutti questi sventurati che rischiano la pelle loro e dei loro figli, vengono qui perché i nostri governi e le nostre aziende internazionali (quelle delle economie forti) si sono appropriati delle loro risorse con mezzi sempre discutibili e, in alcuni casi, criminali ( ad esempio, privando intere popolazioni dell’accesso all’acqua). Le due signore dovrebbero sapere che i vescovi (in Italia) hanno (ri)trovato che nel Nuovo Testamento è scritto di amare il prossimo tuo come te stesso e che il Samaritano (infedele) andrà in Cielo perché ha prestato soccorso a chi ne aveva bisogno. Il Corano, anche lui, recita che chi salva un uomo salva tutta l’umanità. Non è che tutte questi benpensanti si approfittano della vacanza della divinità per praticare la più stupida delle superstizioni: che esistano dei noi e dei loro? Le signore dovrebbero, in conclusione,  assaggiare il kebab. Ogni tanto lo mangio perché mi piace.

Torno a casa con il fortissimo desiderio di provare anche quello sudamericano.

di Paolo Pelizza

© 2018 Rock targato Italia.

"I COLORI DELL'ESTATE" è la PLAY-LIST di Rock Targato Italia - NOT

Il progetto della Play List “I COLORI DELL’ESTATE” nasce dall’unione di due importanti iniziative musicali: Rock Targato Italia (giunta alla trentesima edizione) e VOX BOX, un festival   organizzato in occasione della Festa Della Musica da Lele Battista (produttore e musicista).

Una piccola scintilla musicale 

A mettere insieme le cose e dare ordine al pensiero degli organizzatori ci ha pensato Roberto Bonfanti, scrittore e artista.

15 artisti, un collettivo non ufficiale, nato per dare un contributo forte a celebrare la musica, soprattutto la musica indipendente.

"I COLORI DELL'ESTATE" è la PLAY-LIST di Rock Targato Italia ed è stata realizzata da Divinazione Milano in collaborazione con LeLe Battista e Roberto Bonfanti.

Link Spotify: https://goo.gl/ScsQcU

Oggi vi parliamo dei NOT

NOT, acronimo di Note Oltre Tempo, sono una band di Torino composta da Fabrizio Arini (chitarra), Davide Berneccoli (batteria), Giorgio Ruggirello (basso) e Dario Marengo (chitarra).

Il gruppo debutta nel 2014 con i brani “I Miei Guai” e “Mi Giri Intorno”, realizzati in collaborazione con il produttore Luca Vicio Vicini, bassista dei Subsonica.

La band ha all’attivo l’EP “Il Primo Passo” registrato presso il CSP Studio di Rivoli (TO), album d’esordio autoprodotto e pubblicato nel 2016, seguito dai singoli “Vivere in Semplicità” e “Che gioia”.

Durante la registrazione del nuovo album presso il CSP Studio di Collegno (TO), il gruppo ha collaborato con il chitarrista Enrico Morrone.

 NOT è un contenitore, all’interno del quale risiedono le persone e le idee che danno vita a questo progetto dal colore indefinito, cangiante. Così, note e parole vengono trasportate in suoni ed ambientazioni sempre diverse. Oltre Tempo. Senza convenzioni. Senza bisogno di classificare un genere, uno stile. È “solo” musica, basta lasciarsi andare.

“Sogni e Bisogni” narra di amanti che non trovano il punto di contatto, il linguaggio necessario per viversi e scoprirsi senza barriere o sotterfugi. I due si avvicinano e si allontanano incapaci, di fronte ad un sogno che non si ha la forza di rendere reale.

Il brano anticipa il nuovo album, della band, che porta lo stesso titolo “Sogni e Bisogni”. Una raccolta di canzoni dagli arrangiamenti musicali intriganti, raffinati dal sapore universale e tematiche quotidiane non banali, realizzato con cura e particolare attenzione ai testi. 

15 artisti di grande qualità artistica: Martinelli SottoponziopilatoNOTFabio CintiIL FIENO Marian TrapassiGABENAlia Roberto CasanoviUliBeatrice Campisi Fabio MercuriGiuseppe Fiorii, Giacomo Jack AnselmiAndrea DevisMaurizio Icio Caravita

MusicOff - La grande comunità online per musicisti Corriere Tv Corriere della Sera La Stampa La Repubblica XL Radio Capodistria / Musica Radio Città del Capo IlGiornaleOFF Rai1 Il Messaggero.it Claudio Formisano Radio Popolare Rock Targato Italia (Italian music lovers) musica.com Radio2 Musica LIVE music blog :: Concerts, Festivals, Culture, News & More

Ufficio Stampa Divinazione Milano

“I COLORI DELL’ESTATE” Play-List by Rock Targato Italia

Play List

“I COLORI DELL’ESTATE”

La musica indipendente, by Rock Targato Italia

Su spotify: https://goo.gl/ScsQcU

 

Realizzata da:

Divinazione MilanoLele Battista e Roberto Bonfanti

La musica non è solo letteratura, storia, comunicazione, è una continua confessione, un modo della vita, di infinite vite di raccontarsi e vivere insieme.

Mentre i musicisti suonano, il mondo intero - dagli abissi marini, alle spiagge assolate al deserto sconfinato, alle città infuocate – tutti restano ad ascoltare sognando, guardando il cielo, ascoltando continuamente e attentamente. Noi con loro e loro con noi, una intima e delicata fusione di cultura, pace e inebriante piacere. 

15 musicisti artisti ci/si raccontano -  in una giornata d’estate dopo un temporale estivo molto forte e denso - le loro emozioni, le loro canzoni in costante temperatura ambiente.

Il progetto della Play List “I COLORI DELL’ESTATE” nasce dall’unione di due importanti iniziative musicali: Rock Targato Italia (giunta alla trentesima edizione) e VOX BOX, un festival organizzato in occasione della Festa Della Musica da Lele Battista (produttore e musicista).

Una piccola scintilla musicale 

A mettere insieme le cose e dare ordine al pensiero degli organizzatori ci ha pensato Roberto Bonfanti, scrittore e artista.

15 artisti, un collettivo non ufficiale, nato per dare un contributo forte a celebrare la musica, soprattutto la musica indipendente.

La musica indipendente vista da artisti/artiste e band underground, le uniche in grado di generare fermento a fare nascere una nuova scena.

Una scossa culturale, in un contesto dominato dalle logiche economiche “prenditoriali” in cui l'ignoranza è forte e legittimata più che mai. Aprite i vostri occhi

“I COLORI DELL’ESTATE”  Track-List

Martinelli – Reggeaton

Per sopravvivere all’estate e ai tormentoni da spiaggia serve una buona dose di ironia. Una canzone giocosa e trascinante in salsa estiva che strappa un sorriso parlando di vita da spiaggia e di traumi da rientro. "Io non so suonare la canzone dell’estate, quindi quest’anno al mare dovete organizzarvi un po’."

NOT - La fine di un'estate

“L’estate sta finendo e un anno se ne va si cantava un tempo. Dopo più di trent’anni, il desiderio di esorcizzare la malinconia della chiusura degli ombrelloni con una canzone leggera dalle ritmiche orecchiabili e spensierate è ancora intatta. “Lasciali lì, ricordi da spiaggia che poi il mare d’inverno saprà lavare dall’anima”.

Fabio Cinti - Amore occasionale

Una canzone che non avrebbe stonato nei jukebox dell’estate dell’83 fra Battiato, Alice e Giuni Russo. Ritmica orecchiabile, gusto retrò ed eleganza d’autore. “Alla fine hai smesso pure di fumare, ed è stata di certo la scelta migliore dopo quella di ricominciare

Il Fieno - Galassie

Pop e intimismo. Suoni aperti, chitarre, delay e un ritornello assassino accompagnano un quadretto intimo fatto di riflessioni personali e ricordi lontani in cui malinconia e serenità diventano una cosa sola. "Ed è l'unica -ti giuro l'unica- certezza che ho".

Marian Trapassi - Le formiche

Cinquant’anni dopo “Azzurro”, l’estate può ancora diventare il momento per riflettere sulla propria vita e rimpiangere chi è andato via in una marcetta raffinata e orecchiabile. “Ma io guardo le formiche andare su e giù, che come i miei pensieri non si ferman più...

Gaben - Niente paura

Una filastrocca punk elettronica a bassa fedeltà delinea le frustrazioni della società moderna fra cinismo e ironia tagliente. “Il tuo bel programmino non funziona più: la laurea, il lavoro e la famiglia non ci sono più. Strappa il contratto, strappa la cravatta, strappa la tua faccia”.

Alia (feat. Patrizia Laquidara) - Giraffe

A dispetto di ogni cliché, si può anche essere pop senza rinunciare alla poesia. Un brano delicato e fresco come un soffio di brezza primaverile prova a parlare di spiritualità in modo personale e leggero. "In fondo Dio non è che un motivo per guardare in alto..."

Roberto Casanovi - Come ti senti oggi?

Un momento di solitudine e riflessione fra sussurri e urla trattenute. Una canzone notturna intrisa di fantasmi e di un’introspezione che non lascia scampo. "Nel mare in cui affogo troverò i miei motivi per non fare più quel sogno in cui sono malato e tu mi curi."

Uli – Esmerald dance

Come una fiaba moderna, sospesa fra sogno e realtà, incastonata in una canzone raffinata in bilico fra pop crepuscolare, richiami folk ed echi soul. "I want the flow’s shape. I want to be a smooth and green filament" 

Beatrice Campisi – Filo di fumo

L’amarezza per la fine di una storia d’amore tesse le trame di un brano elegante, arricchito da un’interpretazione teatrale da chanteuse d’altri tempi, in cui un pop dal sapore anni ‘60 abbraccia il folk d’autore. "Non basta il fiato se spezzi il filo, filo di fumo legato a un dito."

Fabio Mercuri - Universale

Uno sguardo riflessivo e poetico sull’umanità di una metropoli al risveglio. Il tutto in un brano rock d’autore ombroso, elegante e diretto. "Siamo trasparenti come le onde del destino, solo luce che è riflessa nello spazio del mattino. La poesia interrotta da uno scatto digitale, terra di conquista di un pensiero universale."

Caravita – Io (siamo tanti)

Chitarra acustica, sincerità e voglia di raccontare sé stessi e le proprie contraddizioni. Un’anima folk nel senso più puro del termine si abbandona a un insieme di riflessioni delicatamente pirandelliane. "Uno è alla luce del giorno, l’altro ha i colori dell’alba, quello che vive di notte e scrivendo si salva…" 

Giuseppe Fiori - Da domani

Ogni tanto c’è bisogno di un po’ di sano rock radiofonico che esorcizzi le inquietudini scaraventandole in un ritornello liberatorio da urlare in coro: “Dammi almeno un semplice messaggio di euforia, prima che arrivi domani”.

Jack Anselmi - Libero

Il teatro canzone sposa il folk nell’era dell’eterno precariato. Un brano pungente che, con le giuste dosi di ironia e disillusione, ci racconta uno spaccato dell’Italia del 2018. "Ciao, io sono Libero. Sì, di nome, non di fatto. E, all’atto pratico, ho due figli ed uno sfratto."

Andrea Devis – “Dopo Di Te”

è una power ballad in pieno stile anni ‘80 caratterizzata da una doppia chiave di lettura: da una parte la ritmica coinvolgente e quasi dance, e dall’altra il testo, più sentimentale e riflessivo.

Nel web:

http://www.robertobonfanti.com/

http://www.lelebattista.it/

http://www.rocktargatoitalia.eu/

 

FRANCESCO CAPRINI

Ufficio Stampa DIVI IN AZIONE

Via Andrea Palladio 16 – 20135 Milano

  1. 393 2124576  – 3925970778

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  1. divinazionemilano.it

 

Sottoscrivi questo feed RSS

Contatti

ROCK TARGATO ITALIA
c/o Divinazione Milano Srl
Via Palladio 16 20135 Milano
tel. 02.58310655
info(at)rocktargatoitalia.it

Log In or Sign Up

Password dimenticata? / Nome utente dimenticato?