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Francesco Caprini

Francesco Caprini

Il Cavalier Serpente: ASSENTI (IN)GIUSTIFICATI & ALZHEIMER

Un grande cantautore un po' in ritardo, tre personalità del tutto assenti, e finalmente un bel granchio preso dal vostro
Cavalier Serpente

Perfidie di Stefano Torossi 

19 gennaio 2015

ASSENTI (IN)GIUSTIFICATI & ALZHEIMER

James Taylor
Questo signore, che sembra un contabile americano sulla sessantina, è uno che ha scritto parecchie belle canzoni, ha venduto cento milioni di dischi, ha vinto non si sa quanti premi, e ci aspettava al Parco della Musica lunedì 12 per parlare del suo prossimo tour in Italia. Per la verità siamo noi che abbiamo aspettato lui, e dopo oltre mezz’ora, eravamo ben bene irritati, anche perché siamo abituati alla puntualità degli americani. Poi è apparso, si è garbatamente scusato, ha esordito dichiarando il suo grande amore per l’Italia e ha parlato dei suoi frequenti viaggi e dei molti amici che ha da queste parti. Ma l’unica cosa italiana che è riuscito a dire è stata “grazi”.
Come mai questi che ci amano tanto, poi non imparano neanche una parola nella nostra lingua?
Comunque è stato molto carino. Ha parlato lento e ponderato come uno zio saggio (forse per farci capire tutto), ha detto cose sensate, anche politiche, senza sbilanciarsi, ha affrontato serenamente le domande. A Molendini che gli chiedeva se per lui era più facile scrivere musica negli anni ’70 che adesso, ha risposto: “Sì, ma non perché il mondo di adesso è diverso da quello degli anni ’70, è perché sono diverso io”. E poi se n’è andato.

Assenti (in)giustificati
Martedì 13, Auditorium dell’Ara Pacis (qui vista attraverso l’anello di Beverly Pepper). “Descriptio Romae – Banca dati sulla Roma sette-ottocentesca”, presentazione di un progetto di grande interesse: mettere a disposizione sul web una summa di tutte le carte catastali e topografiche di Roma prima dell’unità d’Italia.
Appello per i saluti d’apertura. Prof. Panizza, Rettore di Roma Tre: “Assente!” Lo sostituisce un signore noioso che va un po’ per le lunghe. Prof. Parisi Presicce, Sovrintendente Capitolino: “Assente!” Lo rimpiazza uno noiosissimo che, dichiarando a ogni passo: “Ho parlato anche troppo”, va avanti per interminabili minuti a base di ehm, che dire, però, che, che, che, ma, ma, ma, fino a consegnarci stremati fra le braccia di un terzo signore che fa le veci dell’Assessore Marinelli, assente anche lei, il quale, per fortuna, promette e mantiene il classico “Sarò breve”.
Una bella lista di lavativi. A scuola li avrebbero bocciati tutti.
Finalmente arriva il documentario dell’amico Raffaele Buranelli. Molto ben fatto, chiaro, informato, poetico. Una boccata d’aria, aria de Roma, ma…
Ma, proprio qui, nella colonna sonora (garantiamo sulla non colpevolezza del regista), abbiamo trovato un esempio di quella che si può giustamente chiamare la maledizione del marchio. Presto spiegata: dal commento musicale spunta l’adagetto della Quinta Sinfonia di Mahler, un tema di straziante bellezza, qui benissimo usato per commentare le immagini di Roma distesa e fascinosa.
Se non che, come molti certamente ricordano, questo brano, di sicuro il più felice di quel noioso compositore, emergeva da protagonista in una delle sequenze più tragiche di “Morte a Venezia” di Visconti; dopo di che, oltre che famosissimo anche fra i profani, è diventato il marchio musicale di atmosfere decadenti e funeree, come quella del racconto. E così ormai è bruciacchiato: bello, certo, ma utilizzabile a rischio perché associato per sempre a quel mondo, a quella storia. Forse un destino ingiusto, ma, come dire, mal comune…: la sigla di Quark (Bach, aria sulla quarta corda), Arancia Meccanica (Beethoven) il detersivo Ajax (la Carmen di Bizet), eccetera eccetera.

I mercoledì dell’Alzheimer
14 gennaio. Appena ci arriva la segnalazione di questo incontro mensile alla Libreria Fandango, ci precipitiamo sul posto ridacchiando sotto i baffi. Convinti che si tratti di una burla, ci affacciamo alla sala, preparati a incontrare un bel gruppo di anziani intellettuali occupati a sfoggiare le loro brillanti doti con la scherzosa copertura di quel nome che un po’ fa ridere, e un po’, comunque, fa paura.
Una delle organizzatrici ci saluta: “Lei è un accompagnatore, o…?” Facile immaginare come questo esordio ci abbia prima chiarito la situazione, poi suggerito non pochi dubbi sulla vivacità della nostra espressione.
E ci siamo trovati in una vicenda seria, organizzata dalla ABC per la Regione Lazio, in cui l’Alzheimer era un fatto vero, e non uno scherzo. Un bel numero di figli e nipoti impegnati con un altrettanto folto numero di vecchi smarriti, a cui togliere il cappotto o farli sedere a comando, con quel tono tra il condiscendente e il bamboleggiante che si usa spesso con i bambini e con i vecchi per farli stare tranquilli. Ci è venuto in mente che nei loro panni noi reclameremmo il diritto di essere tranquillamente furiosi, ma poi ci siamo anche detti che in quelle condizioni non si è mica più tanto autonomi né di fare né di pensare.
Te, pasticcini e intrattenimento artistico. Consistente nella presenza di un bravo musicista curdo-persiano, che ha dimostrato gli strumenti ed eseguito musiche tradizionali del suo paese, di cui l’animatrice continuava a sottolineare il carattere meditativo e il potenziale ipnotico (a un pubblico che di essere invitato all’ipnosi meditativa ci è sembrato non avesse mica tanto bisogno).
Forse un bicchiere di vino e una bella mazurka di Casadei, chissà…

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L’archivio del Cavalier Serpente, o meglio la covata di tutte le sue uova avvelenate, sta al caldo nel suo blog. Per andare a visitarlo basta un click su questo link: http://blog.libero.it/torossi

TEATRO MENOTTI (MI) - GOSPODIN, regia di Giorgio Barberio Corsetti

TEATRO MENOTTI

dal 22 al 25 gennaio
GOSPODIN
di Philipp Löhle
regia di Giorgio Barberio Corsetti
con Claudio Santamaria,
Marcello Prayer e Valentina Picello
traduzione di Alessandra Griffoni a cura del Goethe Institute
scene di Giorgio Barberio Corsetti e Massimo Troncanetti
costumi di Francesco Esposito
luci di Gianluca Cappelletti
graphics di Lorenzo Bruno e Alessandra Solimene
video di Igor Renzetti
musiche di Gianfranco Tedeschi e Stefano Cogolo
regista assistente Fabio Cherstich
prodotto da Fattore K. / L'UOVO Teatro Stabile Di Innovazione
in collaborazione con Romaeuropa Festival


Dopo il debutto all’Eliseo nel novembre 2014, all’interno del Romaeuropa Festival, “Gospodin” prosegue la sua tournée e arriva a Milano, dove andrà in scena dal 22 al 25 gennaio al Teatro Menotti. La nuova produzione di Giorgio Barberio Corsetti sul testo del giovane e pluripremiato drammaturgo tedesco Philipp Löhle, ha per protagonista Gospodin, anti-eroe contemporaneo in lotta contro il capitalismo, interpretato da Claudio Santamaria.


Gospodin è un testo inedito in Italia il cui protagonista è un anti-eroe tragicomico che si ribella al capitalismo e cerca di vivere senza soldi. È una visione spietata dell’umanità sia inquadrata che alternativa che comunque inevitabilmente dipende dai soldi e dal consumo. La scrittura è graffiante, acuta, ironica e pungente. Una galleria di personaggi comici strampalati, miserabili ed idealisti, che raccontano il nostro mondo con grande poesia e feroce malinconia.
Parte integrante dell'impianto scenico è l'interazione degli attori con contributi video realizzati attraverso tecniche varie (graphic animation, video mapping).

Gospodin è un uomo semplice.. non vuole avere nulla a che fare con il danaro.. Gospodin vive nella città come un esploratore nella natura.. Gospodin aveva un lama, animale con cui passeggiando otteneva mance, Greenpeace glielo ha portato via.. Gospodin odia Greenpeace.. Gospodin ha tanti amici, ma tutti gli portano via qualcosa.. la sua donna lo abbandona portando via mobili e letto.. il suo amico artista gli porta via la tv per fare una videoinstallazione che si chiama "tempus fuckit".. a Gospodin un amico saltuario delinquente lascia una borsa piena di soldi… la sua donna li vuole.. i suoi amici li vogliono.. lui non li vuole ma non vuole darli..
Gospodin è un personaggio paradossale, che esprime la sua poesia con i suoi atti di negazione.. Gospodin fa del paradosso il suo modo di vivere..
Scritto da Philipp Löhle, giovane drammaturgo tedesco, questo testo per tre attori e tanti personaggi è composto da brevi scene dialogate, e da racconti lirici in cui gli altri due attori, un lui ed una lei, raccontano le scorribande allucinate di Gospodin nella città, che assomiglia ad ognuna delle grandi città in cui viviamo..
Gospodin corre, inseguito sempre dai fantasmi di un mondo che non vuole accettare.. Gospodin supera cancellate, si perde nei supermercati, tenta di vivere con il baratto, nel bar che frequenta salta sul tavolo per dire la sua..
Gospodin è una pura invenzione poetica e paradossale.. Gospodin siamo noi, quando vorremmo mollare tutto e vivere in pace, senza il condizionamento, la pressione del guadagno.. Gospodin è comico, è tragico, è adesso..
GIORGIO BARBERIO CORSETTI

PHILIPP LÖHLE
Philipp Löhle nasce a Ravensburg nel 1978. Scrive i suoi primi testi che è ancora uno studente e inizia la sua carriera come giornalista e video maker. Con Alias Gospodin vince il Premio Giovane Drammaturgo della Federation of German Industry. Lo stesso testo viene nominato nel 2008 per il Mülheim Dramatists Prize. Lilly Link vince il Premio della Giuria al Heidelberg Stückemarkt in 2008. Dal 2008 al 2010 Löhle è drammaturgo in residenza al Maxim Gorki Theater di Berlino. Per la stagione 2011/2012 è drammaturgo residente al Nationaltheater Mannheim.

 

TEATRO MENOTTI

via Ciro Menotti 11, Milano
tel. 02 36592544
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Acquisti online
con carta di credito su www.teatromenotti.org

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dimora Artica - Fiorella Fontana

FIORELLA FONTANA - “LA PIETRA ANGOLARE”

Testo di Andrea Lacarpia

Inaugurazione: martedì 20 gennaio 2015 ore 18.30

Apertura mostra: dal 20 gennaio al 7 febbraio 2015

Luogo: DIMORA ARTICA, via Matteo Maria Boiardo 11 – Milano (MM1 Turro)

Martedì 20 gennaio la sede di Dimora Artica ospita l'inaugurazione della mostra personale di Fiorella Fontana, accompagnata da un testo di Andrea Lacarpia. Pensato appositamente per lo spazio espositivo di Dimora Artica, il progetto è incentrato sul simbolismo della pietra angolare, sviluppato con un'installazione che coinvolge l'intero spazio espositivo.

Andrea Lacarpia

Omar Hassan - Art Stage Singapore

Omar Hassan will be present at:
Art Stage Singapore 22-25 January 2015

CONTINIARTUK

BOOTH:A8


CONTINIARTUK
105 New Bond Street
London W1S 1DN
Opening times
Monday – Saturday 10:30am – 6:30pm
Sunday 12pm – 5pm
and by appointmentOmar Hassan will be present at:
Art Stage Singapore in January 2015.

www.omarhassan.biz



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