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Gli ascolti di novembre: P.Marino, M.Parente, Kokura, ZiDima e L.Muratti. articolo di Roberto Bonfanti


articolo di Roberto Bonfanti

Mi capita spesso di sentire addetti ai lavori che si lamentano del fatto che in queste settimane stanno uscendo troppi dischi e, a onor del vero, è oggettivo che tentare di tenere il passo di tutte le uscite discografiche italiane sia ormai un’impresa impossibile. Però sarebbe stupido vedere la creatività come qualcosa di negativo e, considerato che in questa marea di prodotti sonori ci sono tantissime cose mediocri ma anche una certa quantità di belle idee che meriterebbero maggiore visibilità, forse il vero problema non è la mole delle pubblicazioni ma la penuria di riferimenti critici credibili che abbiano voglia di navigare nel torbido di queste onde e portare alla luce ciò che davvero merita attenzione.

Ho sempre pensato che Pino Marino sia uno di quei rari talenti che, in un mondo minimamente giusto, avrebbero avuto l’onere di portare avanti anche agli occhi del grande pubblico la storia della più nobile canzone d’autore italiana. “Tilt”, il suo ultimo lavoro, non smentisce questa considerazione mettendo in fila una manciata di canzoni eleganti e leggere al tempo stesso, capaci di esprimersi con immediatezza ma anche di toccare le giuste corde poetiche con una delicatezza che non lascia scampo e un’attenzione rara per ogni singola parola e ogni singola sfumatura emotiva. Un’ottima conferma per un cantautore autentico e importante.

Marco Parente, nel corso di tutto il suo lungo percorso artistico, si è sempre dimostrato, più che un semplice musicista, un’anima pura e irrequieta alla perenne ricerca di nuove forme espressive. Dopo una serie di progetti poco convenzionali, con “Life” l’artista toscano torna a sfornare un album di canzoni: canzoni dalla forma pop nel senso più imprevedibile e raffinato del termine ma dall’animo complesso e fragile, sempre intrise del senso di pulizia, poesia garbata e sottile inquietudine che è da ormai un quarto di secolo il marchio di fabbrica di ogni suo progetto. Un nuovo passo riuscito all’interno di un cammino lungo e decisamente personale.

A un ascolto distratto, le canzoni dell’album d’esordio di Kokura intitolato “I luoghi comuni” sembrano galleggiare in uno stato di serenità ovattata che, seppur con grande delicatezza, strizza quasi l’occhio all’indie-pop contemporaneo. Se si presta però un minimo di attenzione alle sfumature ci si rende conto che quella patina è come la nebbia fine di una mattina di novembre e che dietro al velo si celano un’infinità di inquietudini, fantasmi e malinconie con cui l’artista lombardo, da autentico cantautore, è bravissimo a giocare in modo sottile e per nulla autocompiaciuto. Un esordio intrigante e ricco di sfumature per un artista schivo e sincero come la sua musica.

Gli ZiDima girano ormai da qualche lustro nel più polveroso underground rock lombardo ma, per fortuna, sembrano essere ancora determinati a smentire il luogo comune secondo cui chi nasce incendiario deve per forza morire pompiere. “Del nostro abbraccio ostinato in questa crepa in fondo al mare”, nuovissima prova discografica della band, è infatti un lavoro in cui il sacro fuoco del noise arde ancora a profusione con una carica emotiva enorme. Un concentrato ad alta intensità di storie urlate e urgenza comunicativa che naviga fra chitarre distorte e ritmiche importanti in puro stile anni ’90.

Possono esserci un’infinità di strade per raccontare i giorni assurdi che abbiamo vissuto tutti durante la scorsa primavera. Lory Muratti ha scelto di farlo staccandosi da ogni forma di cronaca per concentrarsi sul senso di intimo smarrimento personale. “Lettere da Altrove” è un album molto particolare che, attraverso uno spoken word evocativo accompagnato da tappeti sonori stranianti dalle tinte ombrose, prova a tradurre in parole e suoni le inquietudini del lungo periodo di isolamento forzato vissuto sulle sponde di un lago. Un lavoro poco convenzionale che prova a lasciare una traccia dei fantasmi di un tempo in cui tutto è parso sospeso.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

 

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THE BOSS IS BACK.

 

“The Boss is Back” recitava la locandina pubblicitaria del tour mondiale di Born in the USA. Era il 1985 e lo show era a San Siro. Durò quasi cinque ore con uno Springsteen che correva infaticabile avanti e indietro per il palco. Alla fine eravamo stremati pure noi.

Poco più di anno dopo Western Stars, in un mondo che combatte contro la pandemia, che si dibatte tra rigurgiti di pericolose devianze politiche, di tentazioni positiviste, Bruce  torna con Letter to You ma, soprattutto, con la fidata ed inossidabile E Street Band (non erano più stati in studio insieme dal 2009 se non ricordo male).

Potremmo dire che questo album è quello dello Springsteen che ti aspetti: antologico, lo definirei. Archiviata l’esperienza “pop-sinfonica” e un po’ retrò di Western Stars, quella vena compositiva e quei temi piccoli e preziosi dell’esistenza, torna il menestrello di sempre con i temi di sempre e con la chitarra acustica di sempre (usata con più moderazione e sapienza).

La title track è, infatti, un crossover tra la lirica usuale e una profonda introspezione. Ma i gioielli del disco sono molti: tre i pezzi “recuperati” da esperienze precedenti. Come Janey Needs A Shooter, scritta nel 1971 e If I Was The Priest del 1970, oltre alla Song for Orphans anch’essa del 1971. Tre piccole preziose gemme con quelle atmosfere sonore che non subiscono l’età che hanno, così come il loro autore.

Insomma, il Boss nel tornare sé stesso in mezzo al chaos del presente, recupera i suoi propri stilemi. So per certo che i detrattori si sperticheranno per definire vecchio e frusto lui e le sue poetiche. Non è vecchio. E’ un classico come Ungaretti, Dylan Thomas, Beethoven e The Beatles.

E, per tornare all’antologia, ci sono pezzi un po’ scarni come One Minute You’re Here essenziali come i paesaggi di Darkness on The Edge of Town (mio personale lavoro preferito del Boss). Basta un tocco dell’acustica e sei lì.

La E Street Band c’è e si sente, soprattutto nella pirotecnica Burnin Train e nella solida Ghosts.

Oltre al Boss e alla sua banda, qui dentro si sentono forte Portland, Dylan e il mai dimenticato Tom Petty.

Difficile che questo LP non piaccia. Difficile che un giorno prima di sapere che America ci sarà domani, se quella della rivincita del Sogno o quella dell’egoismo, del razzismo e della follia, un lavoro così non sia dannatamente importante.

Da vecchi e ingenui visionari, noi continuiamo a sperare nel Sogno.

di Paolo Pelizza

©2020 Rock targato Italia

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”Rassegna dei Talenti inVisibili” evento STREAMING

Musica, Letteratura e Sport

(Edizione Covid 19  SPECIAL EDITION) 

evento STREAMING  sul https://www.facebook.com/talentinvisibili 

Performance – Incontri 21 e 22 novembre 2020 - Milano dalle ore 15:00

Di seguito si trasmette  il programma dell’iniziativa: Arte, musica e disabilità, quando un linguaggio trasversale diventa inclusione sociale, ideata e organizzata dall’ Associazione Culturale Milano In Musica e Pomeriggi Musicali

in collaborazione con: Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti – Via Mozart 7  Milano

Circolo Culturale Bentivoglio    - Via Bellezza 16 Milano

e con il Patrocinio dell’Assessorato Autonomia e Cultura della Regione Lombardia

"...In un mondo in cui il rumore di fondo schiaccia il vero talento, in cui l’indifferenza cancella le vite, è fondamentale dare avvio a un processo di “messa in risalto” delle preziose abilità che risiedono in ciascuno. Il talento è un faro da accendere per avvicinare persone, per suscitare la curiosità, per creare connessioni tra le migliori realtà del territorio che fatica, spesso, a creare una rete di servizi alla persona…  La proposta sull’arte e la musica, in una società dove, ormai, l’apparire diventa preponderante nei confronti dell’essere, condividere una passione come la letteratura, la musica avvicina le persone ed annulla la diversità che, alla fine, resta un aspetto imposto dalle consuetudini. Quando si parla un linguaggio comune, quando nel cuore delle persone alberga una passione, l’importante diventa il condividerla a tutto tondo e non è importante come si è, ma cosa si ha nell’anima..." Simone Fanti, giornalista

EVENTO STREAMING

Questa edizione speciale: nasce dall’esigenza di trasformare un periodo di crisi in un momento di riflessione e ricerca. per provare a riprogettare in maniera innovativa, con sensibilità diverse rispetto al mercato. Non solo festival dunque ma un laboratorio con incontri, e musica, per approfondire territori, nuovi spazi ed orizzonti possibili nella disabilità condivisa e partecipativa.

La novità di praticare lo streaming, con la nuova tecnologia, ci permette di entrare in contatto con una maggiore e più ampia platea di pubblici diversi: Creazione di una rete territoriale e connessione tra operatori, enti e associazioni, valorizzazione della abilità delle persone fragili, connessione tra artisti provenienti da più parti della Lombardia e d’Italia, ed avere maggiori testimonianze.

Le riprese si svolgono Milano in data 21 e 22 novembre 2020 negli spazi dell’Unione Nazionali Ciechi e Ipovedenti, Milano

Programma   SABATO 21 NOVEMBRE

ORE 15 Incontro stampa con autorità istituzionali e protagonisti dell’evento. A fare gli onori di casa Alberto Piovani, Presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS di Milano, la presenza dell’Assessore Autonomia e Cultura della Regione Lombardia Stefano Bruno Galli, del giornalista Simone Fanti ideatore del blog on Line InVisibili, Il Presidente del Gruppo Sportivo Dilettantistico non vedenti Milano ONLUS Francesco Cusati

Simone Fanti è giornalista professionista dal 2000 e in questi 20 anni ha scritto per le principali testate italiane: da Panorama al Mondo (in cui è stato caposervizio per 6 anni), dal Corriere della sera a Gazzetta (come collaboratore e redattore). Attualmente lavora per il settimanale Oggi. Dal 2012 scrive per il blog multiautore InVisibili presente sul sito corriere.it su cui si occupa di temi legati al mondo della disabilità. Dal 2001, a causa di un incidente, è su una sedia a rotelle, condizione che non gli ha però precluso la capacità di vivere una vita intensa. Per ulteriori informazioni https://www.linkedin.com/in/fantisimone

Ore 15,50. CONCERTO DI GEMMA PEDRINI

Dimostra fin dalla tenera età una particolare predisposizione per la musica essendo dotata di orecchio assoluto. Dal 2007 ha iniziato a frequentare il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, diplomandosi brillantemente nel 2015, nel corso di violoncello sotto la guida del Maestro G. Beluffi.

Ore 16,30 Incontro con la scrittrice non vedente Erica Monteneri sul tema “ La  difficile scelta della maternità per le donne disabili”

Lettura del racconto una scelta difficile di Erica Monteneri, tratto dal libro Cammei premio Pontremoli per la narrativa 2020. Lettrice Ida Campagnola della Compagnia dei Lettori.

Ore 17,00 Testimonianza dal mondo dello sport a cura del Gruppo Sportivo Dilettantistico non vedenti Milano ONLUS incontro con Martina Rabboliniatleta paralimpica di nuoto (categoria non vedenti) di 22 anni e Arjola Dedaj atletica leggera (non vedentidi anni 38, entrambe hanno partecipato alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro 2016

Ore 17. 30 concerto di chiusura con  LOS SCARIOLANTES

Canti canzoni, canzonette e canzonacce in cerca di perduti amori e libertà. Repertorio di cantautori italiani e canzoni popolari dallo swing al blues al rock e al son cubano. Con Laura Fortina, Paolo Ronzio, Claudio Tait

DOMENICA 22  NOVEMBRE

Ore 15,00  INTERVENTO ISTITUZIONALE, incontro con l’Onorevole Alessandra Locatelli ex Ministro alla Disabilità e l’intervento via Skype con l’Onorevole Lucia Borgonzoni.

Incontro/concerto della pianista e cantante  SILVIA ZARU   Pianista, cantante, compositrice e arrangiatrice, Silvia Zaru è nata a Milano nel 1973 e ha iniziato i suoi studi musicali a otto anni al Conservatorio "Giuseppe Verdi" della sua città, dove si è poi diplomata brillantemente in Pianoforte, Didattica della Musica, Composizione e Jazz.  Ha frequentato numerose master class con jazzisti di fama internazionale, quali Bob Stoloff, Benny Golson, Jay Clayton, Michele Hendricks, Barry Harris...

Ore 15.45   INCONTRO DIBATTITO SUL LIBRO “30 ANNI DI JAZZ A MILANO” Intervista con lo scrittore Giuseppe Ferdico (non vedente) autore anche di altri libri con protagonista la città di Milano, come la trilogia gialla di “Sergio Porta investigatore non vedente”. Lettrice Bianca Ramadori della Compagnia dei lettori

Ore 16,30   SPETTACOLO DI ANDREA BETTINI

Musicista e interprete della canzone folk, classica, alla rilettura di brani pop della canzone italiana e argentina. “…Abbiamo incontrato Andrea Bettini a casa sua nel centro di Brescia. Ci ha commosso eseguendo un pezzo di Debussy e divertito suonando la fisarmonica”

Ore 17,15  concerto di chiusura con CONCERTO GRUPPO ARMODIA

è un termine di fantasia che nasce dall’unione delle parole Armonia e Melodia, così hanno pensato di chiamarsi i due musicisti Aostani Luca Casella (voce e pianoforte) e Riccardo Sabbatini (chitarra) che si sono trovati nel 2010 dopo gli studi di conservatorio e le varie esperienze musicali personali. l’idea di musicare dei testi poetici di autori a cavallo tra il 1800 e il 1900.in particolare Guido Gozzano

  1. milanoinmusica.it

Rassegna dei Talenti Invisibili

Associazione Culturale Milano In Musica

 

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TUTTO UGUALE, fuori il nuovo singolo de IL PESCE PARLA

Milano, 30 ottobre 2020 

Comunicato Stampa 

TUTTO UGUALE 

Il nuovo singolo e videoclip de 

IL PESCE PARLA 

In radio, streaming e YouTube 

 

Il singolo è pubblicato dall’etichetta: Terzo Millennio 

 

Guarda qui il video: https://youtu.be/CWItvbSWpe8  

  

Esce oggi, in occasione del quarto anniversario del terremoto che ha devastato il centro Italia nel 2016, Tutto uguale, il nuovo singolo e videoclip della band pavese Il Pesce Parla. 

“Tutto uguale” è una profonda riflessione, dipinta con drammatico realismo, sulla netta disparità di forze nel rapporto tra l’uomo e la natura. 

Tra le macerie di Faiano, uno dei paesi più duramente colpiti dal sisma, la band ha raccolto le testimonianze della popolazione che vive ancora oggi in una dimensione sospesa: non può tornare ad abitare in quei luoghi, ma accarezza sempre l’idea di poterlo fare un giorno. La speranza del ritorno alla normalità viene rappresentata attraverso un fuoco tenuto vivo giorno e notte. 

La sofferenza di fronte ad una realtà che non ha alcun riguardo per umani e animali viene raccontata dal frontman Di Giovanni, la cui origine abruzzese porta con sé in maniera profondamente segnante l’esperienza di tale dramma. 

BIOGRAFIA 

Il Pesce Parla è formata da Andrea Ettore di Giovanni (voce), Marina Borlini (chitarra e tastiere), Mattia Camussi (basso) e Francesco Boggio Sola (batteria).   

Nel 2019 vincono la 31esima edizione di Rock Targato Italia.  Il premio ha dato loro la possibilità di registrare il singolo “POS?” negli studi della Sony Music Italia RCA Recording Studios.  

A causa delle differenze di influenze musicali, antropologiche e filosofiche personali, i brani de Il Pesce Parla non hanno un genere definito, anche se vi è sempre la costante ironica nei testi.  

Nel dicembre 2019 debuttano discograficamente con il singolo "POS?".  Giugno 2020 diffondono il singolo punk-rock satirico “Come Cattivik. Ottobre 2020 rilasciano due singoli con videoclip“La hit dell’estate (scorsa)” “Tutto uguale”. 

NEL WEB:  

Facebook: https://www.facebook.com/ilpesceparla/  

Instagram: https://www.instagram.com/ilpesceparla/  

Spotify: https://spoti.fi/38MA2Il  

  

GIOVANNI TAMBURINO - NADIA MISTRI 

Divinazione Milano S.r.l.   

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network   

Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano  

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