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Omaggio a Luigi Tenco

Nasceva oggi nel 1938 Luigi Tenco, cantautore italiano di spicco negli anni ’60.

Il giovane artista si distingue subito per il profondo amore per la musica e i suoi ideali politici.

Tra i suoi più grandi successi troviamo “Mi sono innamorato di te”, poi reinterpretato da Ornella Vanoni, “Vedrai Vedrai” reso celebre da Mina, ma il brano per cui viene maggiormente ricordato è sicuramente “Ciao amore ciao”. Si tratta di un brano realizzato in collaborazione con la cantante italo-francese Dalida, con cui ebbe anche una relazione. La canzone non è ricordata solo per la sua bellezza, ma anche perché segnò il destino tragico di Tenco.
Scartato dal Festival di Sanremo nell’edizione del 1967, l’artista resta profondamente deluso e amareggiato, soprattutto per il ripescaggio di “La rivoluzione” di Gianni Pettenati al posto suo.

Proprio nell’ultimo scritto lasciato in punto di morte, Luigi sottolinea che il suo gesto è un atto di protesta contro un pubblico che non apprezza il suo lavoro e la sua musica, preferendo altri artisti. Il suicidio restò però avvolto nel mistero per lungo tempo ed è ancora tuttora messo in dubbio da alcuni, nonostante la riapertura e la risoluzione del caso nel 2006.

Ciò che ha sempre contraddistinto il cantante è la profondità dei suoi testi, capaci di descrivere in modo schietto ed immediato sentimenti ed emozioni, lasciando una grande eredità alla musica popolare italiana. Proprio la schiettezza dell’artista, porta il mondo della musica a censurare molti suoi testi, giudicati complessi e troppo politicamente schierati.

Molti sono stati i tributi e gli omaggi a Tenco, tra cui quelli di De Andrè, De Gregori, Rettore e Venditti. Insomma, Luigi Tenco è un’artista che ha lasciato davvero il segno nel mondo musicale italiano.

Eleonora Marcone e Gaia Francesca Carmantini

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Tanti auguri Bobby Solo!

Avete mai creduto tanto o tenacemente in qualcosa da non tradirla mai?
Credo sia davvero difficile e raro. Proprio per questo stupisce vedere come un cantante sia riuscito a restare fedele e convinto della sua passione e del suo stile, superando anche le resistenze del pubblico.

Tutti avranno sognato e sognano ancora sentendo “Una lacrima sul viso” o “Zingara”, successi di Bobby Solo, un cantante dallo stile immortale e inconfondibile.
Il suo celebre ciuffo impomatato si ispira ad Elvis Presley, una grande stella che guida Bobby nel suo percorso musicale, anche quando il pubblico cambia gusti e lo critica negli anni ’70.

Bobby si è subito contraddistinto per la capacità di far parlare di sé: il primo a cantare in playback al Festival di Sanremo del 1964 con “Una lacrima sul viso” dal successo planetario, vittoria per il pubblico, anche se gli costa la squalifica.
Non è però solo un grande cantante, ma anche un compositore: un artista a 360 gradi.

Roberto Satti, in arte Bobby Solo, ha collezionato un successo dietro l’altro: "Zingara", "Non c’è più niente da fare" e "Se piangi se ridi", con cui finalmente ottiene la sua rivincita, trionfando a Sanremo nel 1965.

Ancora oggi, all’età di 71 anni, è nel pieno della sua attività, dedicandosi a festival ed esibizioni live.

Cento di questi giorni ad un artista pieno di vita ed energia!

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Addio George Martin, il “quinto” dei Beatles

È scomparso oggi un grande protagonista della storia della musica. Cosa sarebbe successo se Martin non avesse creduto in quei quattro ragazzi ancora inesperti, ma dalla grande voglia di fare?

Probabilmente avremmo perso il grande patrimonio artistico dei Beatles.

George è stato il primo a credere in loro, nonostante i dubbi e la consapevolezza di dover svolgere un grande lavoro per affinare il loro talento.

Un rapporto di amore-odio che potremmo riassumere con la frase rivolta a lui da George Harrison : “beh per cominciare, non mi piace la tua cravatta”.

Sappiamo però che tutti i più grandi rapporti iniziano con contrasti, che permettono l’evoluzione e il miglioramento e così è successo anche ai Beatles e a Martin.

Martin non si è limitato a contribuire al successo del gruppo, ma ha anche apportato il suo straordinario talento artistico, realizzando parti musicali di alcuni brani e curandone gli arrangiamenti  orchestrali.

Non possiamo però ricordare questo grande artista senza menzionare la straordinaria umanità e carità che l’ha contraddistinto nel corso della sua vita, testimoniate dal suo impegno in The Prince’s Trust, charity fondata dal principe Carlo d’Inghilterra.

Insignito dell’onorificenza Knight Bachelor, George è stato un cavaliere non solo nella vita reale, ma anche in quella lavorativa: colui che ha aiutato i Beatles a raggiungere quel livello artistico che li avrebbe resi unici e grandi.

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