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"Missing", il singolo di debutto di Metcalfa

MISSING è il singolo di debutto di METCALFA


Esce Missing, il singolo di debutto del progetto di METCALFA. Ecco l'inizio di un nuovo progetto, primo esponente della hybrid music, primo assaggio di un EP d'esordio di prossima uscita dal titolo SIOLENCE (un incontro tra "silence" e "violence"). Elettronica ed influenze jazz si fondono in atipiche soluzioni timbriche e ritmiche. Lasciavi trasportare nel mondo di METCALFA.
 
ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY
 
BIO:
Innanzitutto, ma perché METCALFA? La metcalfa è un insetto, del quale mi è sempre piaciuto il nome. Ha qualcosa di ritmico nella pronuncia. Così come METCALFA (al secolo Metello Bonanno) decido di apportare il mio personale contributo creativo e ritmico al panorama musicale. La mia attività principale è quella di batterista jazz, ma la musica elettronica è stata una parte fondamentale nella mia formazione, nonché una mia grande passione. Così nel 2018 decido di cominciare a scrivere musica originale da me definita Hybrid Music. Si, perché si tratta di brani suonati tramite elettronica e batteria; una fusione tra gli strumenti più avanzati a nostra disposizione e lo strumento più primordiale che conosciamo: le percussioni. Oltre alla batteria e all’elettronica mi sono interessato molto anche allo studio del pianoforte, strumento che ha avuto un ruolo fondamentale in ambito di scrittura. I brani si prefissano l’obiettivo di catturare lo spettatore attraverso soluzioni ritmiche ricercate sia dal punto di vista tecnico che timbrico (avvalendosi delle conoscenze acquisite in ambito jazzistico) e al tempo stesso di creare dei paesaggi sonori che possano circondare l’ascoltatore come un oceano.
 
Di: Nadia Mistri
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"E tu", il nuovo singolo di CALVINO

CALVINO

"E TU" è il nuovo singolo
 
Un valzer sugli ossimori dell'amore 

Disponibile su Spotify

"E tu", il nuovo singolo di Calvino che segue i precedenti "Che Male C’è" e "Saturno", in attesa di un nuovo album in uscita nei prossimi mesi dal titolo Astronave MadreUn nuovo capitolo che segna il ritorno di uno dei progetti più promettenti della scena underground di Milano. 

"E tu" è un brano che descrive la sensazione di incomunicabilità, ineluttabile, quando si ama qualcuno. Calvino torna per rimetterci in discussione, per proporre un punto di vista diverso da ciò che nel nostro quotidiano è prevedibile: un nuovo filtro sulla realtà, un vero e proprio di psicoanalisi musicale. "E tu" è un brano sull’assenza e sulla negazione, sui desideri che non si possono mai rivelare all’altro, su quando ci accorgiamo, infine, che l’amore non è come nelle favole.

 
"E tu è una riflessione sul coraggio che serve per amare qualcuno.
Il sentimento umano che normalmente viene raccontato come la cosa più naturale al mondo diventa in questo brano una chimera, una possibilità che viene continuamente negata, una meta che non viene mai raggiunta. E’ un valzer tra il desiderio e la solitudine dove i due ballerini possono solo avvicinarsi ma mai toccarsi. Il testo è formula che tenta di spezzare questo incantesimo in modo che Pinocchio diventi un bambino vero, che la sirena diventi interamente umana, ma queste cose avvengono nelle favole." 

(Calvino)

BIO

Niccolò Lavelli nasce tra le nebbie della bassa padana alla fine degli anni '80 in un paese dal nome evocativo e contradditorio: Romano di Lombardia.
Nel 2010 dall'incontro con Silvio Centamore (De Sfroos, Carotone) alla batteria, Alessandro Rigamonti al basso e Andrea Dall'Olio al violino, comincia un percorso prima di sperimentazione dal vivo e successivamente in studio che porta alla registrazione nel Novembre 2011 del Primo EP "Giuda". L'EP è stato prodotto da Produzioni Musicali Milano (PMM) di Davide Terrile e da SCStudio di Silvio Centamore.
Nel marzo 2012 Niccolò inizia a collaborare con il Blend Noise studio di Federico Bortoletto. Da qui, sotto il nome CALVINO, nasce il secondo EP "Occhi pieni occhi vuoti", uscito il 5 novembre 2013. “Occhi pieni occhi vuoti”, composto da quattro canzoni, narrava di storie raccontate per immagini, visioni e stati interiori che invadono il mondo esterno, un tentativo ben riuscito di lettura della realtà nato dallo sguardo attento di Niccolò.
A poco più di un anno torna con il suo primo album Gli Elefanti” (uscito il 14 Maggio 2015), registrato presso il Blend Noise Studio di Milano. Il disco di debutto si distanzia dall’EP per gli arrangiamenti meno essenziali e le sonorità più solide e rappresenta  la conferma di Calvino come uno dei progetti cantautorali più originali e promettenti del panorama emergente italiano, vendendolo impegnato in più di 50 date in giro per l'Italia e a condividere i palchi della penisola con diversi artisti (IOSONOUNCANE, Colapesce, Motta, PopX tra gli altri), accompagnato dagli inseparabili Tommaso Spinelli al basso (EX L'Orso; TSO; Mangrovia), Marco Giacomini alla chitarra (L.noir; Mangrovia) e Federico Branca alla batteria (BluNepal; En roco; Kramers).
Con la chiusura del tour il progetto ha visto un periodo in cui Calvino insieme alla band si è occupato di portare avanti una ricerca nei suoni e nella scrittura che ha portato alla registrazione di alcuni provini da cui poi è nata la collaborazione con Fabio Grande in qualità di produttore.
Saturno è il nuovo singolo in uscita il 13 novembre, che segue Che Male C’è, pubblicato il 30 ottobre. 

 

 

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Di: Nadia Mistri

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"ADESSO CERA": l'intervista a LENA A.

"Giocare a nascondino con le proprie ansie e paure sembra salvifico all’inizio: le rinchiudi nei cassetti, sotto le lenzuola, le sommergi di sabbia, sperando che non facciano più rumore." 

"ADESSO CERA" è il secondo singolo in uscita di LENA A., il progetto solista di Alessandra Nazzaro. Il brano descrive l'importanza di liberarsi dalle proprie ansie e paure, che ci rendono immobili, e imparare a mettere tra parentesi il giudizio altrui. L'abbiamo intervistata per capire meglio i riferimenti nascosti nel brano. 

Come nasce il progetto LENA A.? Come ti sei formata, a livello artistico, e quali sono i tuoi principali riferimenti musicali?

Nasce un giorno di primavera, una domenica per l’esattezza, prima di esibirmi suonando due miei brani ad una serata per cantautori. Nasce così, ma continua grazie alla presenza di pilastri importanti come Marco Lembo, amico contrabbassista e Giovanni Carnazza, produttore artistico. Mi sono formata attraverso lo studio e la curiosità, l’ascolto e la sperimentazione. I miei riferimenti musicali sono Cristina Donà, Carmen Consoli, i Radiohead e Chopin.

Il brano "Adesso cera" è il tuo secondo singolo, preceduto da "Tra le dita": com'è esordire in questo momento così difficile? É stato limitante o di ispirazione?

Ogni momento può essere guardato da un lato della medaglia diverso; credo che non sia né limitante né di ispirazione, ma soltanto il giusto momento.

Come nasce l'idea del brano "Adesso cera"?

Nasce sulla via di Santiago de Compostela, annebbiata dal caldo e dai piedi doloranti per i troppi chilometri. Sarà stata forse un’allucinazione, ma in mezzo alle lande desolate, ho visto con i miei occhi quali fossero i mostri che mi stavano dilaniando ed ho deciso di metterli nero su bianco perché mi facessero meno paura.

I tuoi studi accademici influiscono molto sulla tua musica: "ogni canzone, una metafora". Quali sono i principali riferimenti letterari, cinematografici o artistici, nascosti nel brano?

La bioenergetica innanzitutto, quella di Alexander Lower. In "Adesso Cera" parlo di crisi di panico, quelle da fame d’aria; nel ritornello infatti ci sono gli altri tre elementi naturali: acqua, terra intesa come legno, fuoco. Manca appunto l’aria, il motore del respiro.

In "Adesso cera" racconti la volontà di affrontare le proprie ansie, smettendo di vivere seguendo i giudizi degli altri: tu come hai smesso di "giocare a nascondino" con le tue paure?

Non ho smesso in realtà, ma sto imparando ad ascoltare di più la mia ansia… qualcuno dice che spesso non sia un nemico, bensì un alleato.

Come si prospetta il futuro artistico di LENA A.? Hai altri singoli in uscita?

Ebbene sì, fortunatamente! A breve, a febbraio, vi consiglio di farvi un giro sulle piattaforme digitali, perché ci sarà qualcosa di nuovo.

 

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Di: Nadia Mistri

 

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"Avere Anni 20" di Andrea Ettore di Giovanni

 

"Avere Anni 20" di Andrea Ettore di Giovanni con Joe Perrino, Leon Faun e Esseho

da vedere sul canale youtube e nel blog di Rock Targato Italia 

https://www.youtube.com/watch?v=67l0LteUJGI

 

Ho comprato un giocattolino dalla Cina per illuminare meglio La nuova puntata di Avere Anni 20, il format musicale atto ad informarvi sulle ultime news di settore e a compilare su Youtube e su Spotify la playlist “Canzoni emergenti italiane dal 2020”; anche questo weekend ho selezionato tre brani, il primo è
 
Joe Perrino - La gelosia Un brano destabilizzante, che parte con un chitarrone western alla Tarantino per poi confluire in un ritornello tarantello da paese. La voce maschile, corredata nell’inciso da cori, è un mix tra Carosone e Tom Waits; il testo, tra serio e faceto, tratta la gelosia ossessiva, di colui che attribuisce tutte le proprie nefandezze come responsabilità della partner. Una cosa diseducativa, mi verrebbe da dire, però tutto l’insieme, con una particolare menzione ai virtuosismi barocchi della voce femminile nel finale, rendono per me questo brano avanguardia pura. “la gelosia la gelosia la gelosia mi fa impazzì”
 
Leon Faun - Occhi Lucidi Chi è questo imberbe principino che evoca i vecchi crooners italiani ma che riesce a mischiare questa aristocratica antichità con poi una metrica modernissima. Bella la strofa, bellissimo l’inciso e molto funzionale se dato in paso al pubblico già dalla prima nota come in questo caso. Come avevo detto in qualche precedente puntata, non guardo il numero di visualizzazioni prima di aver ascoltato il brano. Non ho fatto eccezione questa volta e mi sono domandato se questo brano avesse avuto il successo che avrebbe meritato come spesso non accade in artisti che per me dovrebbero sfondare ed hanno invece poche centinaia di visualizzazioni. Questo Leon Faun ha sfonnato! Ad oggi più di un milione di visual. Allora quando alla gente gli si da la roba bona ancora se la magna, meno male, perchè magnate anche un sacco di…
 
Esseho - Costellazioni Ho pensato subito “Tha Supreme” sentendo le prime sillabe, è chiaro che il riferimento per i due è comune, qui c’è ancora più marcata la consonante pronunciata alla americana, che a me ricorda le interviste di Mastroianni che parlava a denti stretti perchè aveva paura che uscisse la dizione romana sguaiata. Cmq che qualcuno sia arrivato prima a proporre questo genere in italiano non toglie che la prosecuzione del discorso di questo Esseho sia valido. Ora la missione è allontanarsi dal precedente e creare uno stile personale. Io dico che sto ragazzo è sulla strada giusta chiudo

 

 

 

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