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MoreMode Live Sabato 19 marzo, h. 22.00 - House of Rock (RN)

MoreMode Live


Sabato 19 marzo, h. 22.00 - House of Rock (RN)

La band sammarinese, composta da Roberto Moghe Moretti (voce e armonica),
Gian Luca Terenzi (tastiere-chitarra-cori), Roberto Fabbri (chitarre), Francesco Chiarelli (basso) e Marco Casali (batteria) torna all�House of Rock, diventato ormai il locale di riferimento della musica live in riviera, con un repertorio rocka tutto tondo, che non mancher� di coinvolgere
il pubblico in un vero e proprio show. Come ormai consuetudine, non mancheranno le sorprese per rendere ancor pi� avvincente il concerto dei MoreMode

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Hotel Monroe ospiti di RTI con la data zero di Alchemica Tour

Hotel Monroe “Alchemica Tour” parte il 23/02 dal LegendClub di Milano ospiti di Rock Targato Italia

Il 23 febbraio, serata di Rock Targato Italia al LegendClub di Milano. Ospiti gli Hotel Monroe, con la data zero dell' “Alchemica Tour” che proseguirà fino all’estate.

Dopo il successo ottenuto durante "Alchemica Prom ’15", il gruppo torna ad esibirsi per promuovere la pubblicazione del disco “Alchemica EP”, già disponibile da gennaio e acquistabile esclusivamente per corrispondenza sul sito ufficiale della band (www.hotelmonroe.it).

Gli Hotel Monroe sono una rockband di Parma e hanno appena festeggiato i 10 anni di attività al ritmo del loro sound alternativo ed elettronico.

La band è formata da: Roberto Mori (voce), Nicola Pellinghelli (sintetizzatori, programmazione, chitarra elettrica e cori), Enrico Manini (chitarra elettrica e acustica), Luca Sardella (basso), Marco Barili (batteria). 

Per richiedere copia del disco da recensire:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per scaricare la cartella stampa con foto, bio, liberatoria messa in onda e file MP3 del singolo"Cyberia": www.divinazionemilano.com/press/hotelmonroe.zip

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Torna dopo 3 anni il GODS OF METAL : il 2 giugno all'Autodromo di Monza

Il Gods of Metal è uno dei festival heavy metal più famosi d’Europa, attivo in Italia dal 1997 con l’ultima edizione nel 2012, e tornerà questo 2 giugno all’ Autodromo di Monza, dopo 3 anni di assenza.
I due headline annunciati a novembre dovevano essere i Rammstein ed i Kiss, ma, purtroppo, è stata rilasciata da pochi giorni la notizia dell’annullamento del tour europeo dei Kiss, e quindi la loro assenza dal festival di questa estate. I due giorni di concerti si sono quindi ridotti all’unica data del 2 di giugno. Ma non per questo lo spettacolo si è fermato, gli orari sono stati riarrangiati e la giornata dedicata all’heavy si aprirà comunque con i Rammstein con a seguire svariate altre band.
Siete curiosi di sapere come sia la scaletta? Non vi resta che leggere.

A quanto pare i RAMMSTEIN, formatisi a Berlino e autodefinitosi di genere tanz metall, la cui storia di gruppo al completo parte a nel 1995 con l’album di inediti “Herzeleid”, saranno i primi a salire sul palco. La band tedesca è considerata la più importante e famosa del proprio paese nel mondo, collezionista di dischi d’oro e di platino.

In successione vi saranno i KORN, gli iniziatori del nu metal e i primi di questo sottogenere ad avere avuto successo. Debuttarono con l’album “Korn” nel 1994 e da allora hanno sempre ampliato il loro genere di crossover, arrivando ad incorporare sonorità dal dubstep e dall’elettronica nell’album del 2010 “The Path of Totality”.

Terzi sul palco i MEGADETH, che insieme a Metallica,Slayer ed Anthrax formano i “Big Four” del genere trash metal, sono la band dove l’heavy metal incontra l’hardcore punk. Dopo essere tornati al trash made in ‘80s con l’album del 2009 “Endgame” si presentano con l’ultima nuova formazione con Chris Adler alla batteria e Kiko Loureiro alla chitarra.

Lo spettacolo continua con l’hard rock targato SIXX AM, gruppo formato nel 2007 dall’ex bassista dei Motley Crue Nikki Sixx e divenuto famoso con “Life is Beautiful” (2008). Di certo la band statunitense porterà lo stesso rock alternativo dell’ultimo album “Modern Vintage” e la stessa grinta che ha messo sul palco dei Korn per aprire i loro concerti nell’anno di fondazione.

E ancora dalla Germania i GAMMA RAY, con il loro power metal epico, il crossover fra heavy, speed e trash che hanno esaltato dal primo album del 1990 “Heading for Tomorrow” all’ultimo sul mercato del 2014 “Empire of the Undead”.

E quasi alla fine arrivano gli HALESTORM, capitanati dalla frontman Lzzy Hale, prima cantante donna a salire sul palco nella giornata del festival. Il loro hard rock li ha portati ad essere il primo gruppo metal con voce di donna a scalare le classifiche delle radio, e come l’ultimo album “Into the Wild Life” è stato atteso con ansia fino alla pubblicazione nell’aprile dello scorso anno lo è anche la loro presenza al Festival.

Arriviamo così all’ultima grande band della giornata del 2 giugno, i DOWN con il loro sludge metal. Accomunati dalla passione per New Orleans, i Black Sabbath e il doom metal, hanno fatto del crossover “del fango” la loro firma, fin dalla nascita clandestina del primo demo circolato anonimamente per cassetta. Dopo 11 anni dall’album “NOLA”, chiuderanno con la loro grinta il Festival.

Le band di supporto in apertura e chiusura non sono ancora state rilasciate, ma per avere le informazioni in tempo reale vi basta seguire su facebook la pagina dedicata all’evento, pronti a partecipare al più grande concerto metal che potrete trovare in circolo quest’anno!
Rock Targato Italia di certo non si perderà l’opportunità di una giornata all’insegna totale del rock!

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Concerti e curiosità per Bruce Springsteen, in Italia nel 2016

La mia musica ha sempre voluto misurare la distanza tra la realtà e il sogno americano

Questo è ciò che dice Bruce Springsteen, uno dei più rappresentativi artisti rock esistenti. Considerato come il connubio delle figure di Elvis Presley e Bob Dylan, che sono stati anche due dei suoi punti di riferimento, fra cui spiccano anche i Beatles e i Rolling Stones, ma anche gli Animals, gli Who e i tratti folk dei Byrds e quelli soul della Motown e Stax.I suoi testi, che affrontano i temi della vita quotidiana della società americana degli ultimi, vale a dire dei proletari, degli immigrati e dei diseredati, sono stati paragonati alle storie degli storici storyteller americani, paradigmi della società dati da un occhio che osserva da una postazione privilegiata, come quasi un narratore esterno che si sposta in un corpus dalle valenze di un grande romanzo americano, non per forza autobiografico ma ambientato in luoghi e situazioni vissuti sulla pelle di autore e pubblico. E in più i metaforici riferimenti alle figure bibliche, usate non tanto per la valenza teologica ma per la forte carica emotiva intrinseca, uniti al topos della fuga, in continua evoluzione dai primi lavori per approdare alla volontà di abbandonare l’insicurezza finanziaria e l’inequità sociale, alla ricerca di condizioni di vita migliori, collegata al concetto di sogno americano originario. Nel complesso, i suoi testi mostrano ogni faccia degli Stati Uniti, fino a quella sconfitta e a quella maledetta, non perdendo però mai quel messaggio di speranza del realizzare quei desideri individuali e collettivi.Famoso per le coinvolgenti e lunghissime esibizioni dal vivo, l’autore di “Born to Run”, “Darkness on the Edge of Town”, “The River” e “Born in the USA”, ha all’attivo 20 Grammy vinti e un Oscar per il contributo alla distribuzione della cultura americana nel mondo, e si è sempre esibito con l’accompagnamento della E Street Band, che anche con il nuovo progetto, partito a gennaio 2016, è sul palco con lui.È partito il 16 gennaio, a Pittsburg, il “The River Tour 2016”, in concomitanza con l’uscita del cofanetto “The Ties That Bind : The River Collection”, riedizione speciale con libri, DVD, inediti dell’album del 1980. Il tour americano di 24 date si sposterà poi in Europa, arrivando anche in Italia il 3 luglio, per la sesta volta a San Siro a Milano, e il 16 luglio a Roma, per la prima volta al Circo Massimo.

Noi di Rock Targato Italia vogliamo stuzzicare l’attesa di rivedere Springsteen in Italia, condividendo con voi 10 curiosità sul cantautore del New Jersey, e regalandovi al termine la visione del videoclip di uno dei suoi grandissimi successi!

  1. Il soprannome “The Boss” secondo alcuni deriva dal fatto che fosse lui a distribuire il compenso alla fine della serata fra i musicisti. Veniva usato solo dai membri della sua band e dallo staff, fin quando un giornalista non sentì per caso quell’appellativo e lo diffuse fra i media
  2. Lo stesso soprannome è stato ironicamente usato dal presidente Barack Obama nel 2009, durante la consegna alla Casa Bianca dell’Oscar ricevuto da Springsteen : “I’m the president, but he’s The Boss
  3. In “Born to Run” cerca di imitare la voce di Roy Orbison, e per la creazione dello stesso album si basa sulla tecnica usata dal produttore Phil Spector nell’album “Wall of Sound
  4. Durante la composizione di “Darkness on the Edge of Town”, si appassiona al rockabilly grazie a Robert Gordon, finendo per comporre diverse tracce di rock ballabile che però non inserisce nel disco, ma che finiranno nell’antologia di inediti del 2010 “The Promise
  5. È uno dei personaggi della musica popolare a cui sono stati dedicate più biografie, saggi critici e tesi universitarie, superando persino i miti di Elvis Presley e Bob Dylan, grazie anche alla sua scrittura cinematografica
  6. Dopo “Darkness on the Edge of Town”, venne definito il cantante dei “blue collar”, ovvero dei collari blu, degli operai, riprendendo l’espressione dei “colletti bianchi” e cambiandogli colore in linea con le tute da operaio da loro indossate. Per questo si guadagnò il titolo di “working-class hero”, ovvero “eroe della classe lavoratrice”, per le sue storie di vita quotidiana, di approfondimento dei problemi che affliggevano le famiglie americane, prendendo spunto dalla sua famiglia e dagli amici d’infanzia
  7. Fino all’attuale tour l’album “The River” era stato eseguito live integralmente solo una volta, nel 1999 al Madison Square Garden di New York City
  8. Nel 1997, al termine di un concerto a Napoli, i fan iniziarono a urlare così tanto alle finestre del teatro che Sprinsteeng si affacciò al balcone e iniziò a suonare dando vita a un secondo concerto in strada, replicando ciò che già a Roma, nel 1988, aveva fatto a tarda notte
  9. Hungry Heart”, il primo singolo estratto da “The River”, venne scritto in una notte in cui Bruce avrebbe dovuto comporre una canzone per i Ramones. Il titolo è tratto da un verso dell’Ulysses di Tennyson “for always roaming with a hungry heart”. Per avere un’intonazione vocale più alta la voce di Bruce venne leggermente accelerata, e fece rimanere il singolo il più venduto fino al successo di “Dancing in the Dark”.
  10. The River”, omonimo brano dell’album del 1980, vanta un’esibizione live di 11 minuti che si apre con il racconto di Bruce sul rapporto controverso fra lui ed il padre, sul viaggio che porta dall’infanzia alla maturità che si realizza con la lettera per il Vietnam, mentre poi il testo del brano si ispira all’esperienza reale della sorella Virginia e del cognato, sposatisi per la gravidanza di lei a 17 anni.

Ed eccoci alla fine della nostra carrellata di curiosità! Vi lasciamo all’ascolto di Burn to Run e vi consigliamo di affrettarvi a prendere i biglietti, se non volete perdervi il grande evento che di certo metterà in scena il working-class hero Bruce Springsteen.

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