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Mozart e Beethoven: Teatro dal verme

IL CLASSICISMO VIENNESE DI MOZART E BEETHOVEN PER IL RITORNO SUL PODIO DEI POMERIGGI MUSICALI DI DIEGO FASOLIS NELLA 77a STAGIONE “RACCONTI SENZA PAROLE”

Per il ciclo Connessioni, Cristina Dell’Acqua dialoga con Michela Fregona su Perché siamo stati tutti a Nasso ovvero di quanto il mito non se ne sia mai andato. 

Teatro Dal Verme

giovedì 17 febbraio ore 10.00 – anteprima concerto

giovedì 17 febbraio ore 18.00 “Connessioni”

giovedì 17 febbraio ore 20.00 concerto

sabato 19 febbraio ore 17.00 concerto

Vendita online www.ticketone.it

Atteso ritorno sul podio dei Pomeriggi Musicali di Diego Fasolis, uno dei più celebri interpreti di oggi del repertorio barocco e classico, personalità di riferimento per la musica storicamente informata e capace di unire virtuosismo, rigore e versatilità, e con cui l’orchestra milanese ha un rapporto costante nel tempo.

Per questo nuovo appuntamento al Teatro Dal Verme, per la 77a Stagione dei Pomeriggi Musicali giovedì 17 febbraio (anteprima ore 10 – concerto ore 20) e sabato 19 febbraio (ore 17) il programma musicale è focalizzato sul grande Classicismo viennese con la celebre  Sinfonia n. 41 in do maggiore “Jupiter” K551 di Wolfgang Amadeus Mozart incorniciata da Le creature di Prometeo, ouverture op. 43 e dalla Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 36 di Ludwig van Beethoven, ideale prosecuzione del concerto del 2021 (con la Sinfonia n. 40 di Mozart e la Prima di Beethoven).

Sempre giovedì 17 febbraio ma alle ore 18, prosegue al Teatro Dal Verme (ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su ipomeriggi.it), il ciclo di conversazioni “Connessioni fuori foyer” ideato e condotto da Michela Fregona. Perché siamo stati tutti a Nasso è il titolo di questo incontro che ha come ospite la grecista Cristina Dell’Acqua, autrice del volume Il nodo magico (Mondadori, 2021) in cui parla di Ulisse e dei suoi legami, del suo essere naufrago e del ritorno a casa costruito sull’amore, sull’amicizia e sull’ospitalità ma anche del dolore e della nostalgia, fondamenta indispensabili per la ricostruzione della memoria di chi è stato e di chi diventerà. Il mondo classico ancora una volta illumina il presente.

Il programma del concerto si apre con Le creature di Prometeo, ouverture op. 43 di Beethoven, scritto per l’omonimo balletto messo in scena nel 1801 da Salvatore Viganò, allora coreografo responsabile alla corte viennese. «Il soggetto – ricorda Raffaele Mellace nelle note del programma di sala – ha per protagonista il mito classico del titano che si cimenta nel conferire vita fisica e intellettuale a due statue da lui plasmate (le creature del titolo), mobilitando in Parnaso Apollo, Bacco, Orfeo, le Muse e altre figure mitologiche perché le educhino alla bellezza. Beethoven risponde alla commissione con una partitura – ouverture e sedici numeri – dominata da una cifra di elegante, classico nitore e ispirato lirismo, la cui pagina introduttiva apre il nostro concerto con prorompente, teatrale vitalità». 

A seguire la Sinfonia n. 41 in do maggiore “Jupiter” K551 di Mozart. Il riferimento alla divinità classica, attribuitole probabilmente da un impresario londinese, è certamente dovuto alla grandiosità dei suoi temi e alla maestosa struttura musicale. Insieme alle altre due sinfonie composte nello stesso periodo del 1788, costituisce il vertice artistico del sinfonismo settecentesco. La Sinfonia “Jupiter” è epica e monumentale: «con la Jupiter – scrive ancora Mellace – Mozart non ci offre però solo un capolavoro di abbacinante, mirabile ingegneria compositiva, una “grandiosa apoteosi, paragonabile a un vertiginoso trionfo tiepolesco” (Massimo Mila), ma eleva un messaggio tutto interiore di serena, olimpica utopia che trascende qualsiasi dolore: messaggio che troverà nel Flauto magico, al limitare della morte, il sigillo definitivo».

Infine, la Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 36 di nuovo di Beethoven. Composta tra il 1800 e il 1802, durante gli anni della scoperta della malattia che lo porterà alla sordità, riflette due stati d’animo contrastanti – la gioia e il dolore – indotti dalle proprie esperienze personali e già indice della sua “sofferenza” e innovazione romantica. Nella Seconda Sinfonia i contemporanei avvertirono subito qualcosa di eccessivo e sorprendente rispetto alle loro abitudini di ascolto; sulla “Allgemeine Musikalische Zeitung” si legge: «troviamo il tutto troppo lungo, certi passaggi troppo elaborati; l'impiego troppo insistito degli strumenti a fiato impedisce a molti bei passi di sortire effetto. Il Finale è troppo bizzarro, selvaggio e rumoroso. Ma ciò è compensato dalla potenza del genio che in quest'opera colossale si palesa nella ricchezza dei pensieri nuovi, nel trattamento del tutto originale e nella profondità della dottrina».

Biglietti disponibili (da euro 9 a euro 20) sul sito ipomeriggi.it e in biglietteria.

Teatro Dal Verme

giovedì 17 febbraio ore 10.00

giovedì 17 febbraio ore 20.00

sabato 19 febbraio ore 17.00

Orchestra I Pomeriggi Musicali

Direttore Diego Fasolis

Ludwig van Beethoven (1770-1827)

Le creature di Prometeo, ouverture op. 43

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)

Sinfonia n. 41 in do maggiore "Jupiter" K 551

Allegro vivace 

Andante cantabile 

Minuetto e trio. Allegretto 

Molto Allegro 

Ludwig van Beethoven (1770-1827)

Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 36

Adagio molto - Allegro con brio

Larghetto

Scherzo. Allegro

Allegro molto

Diego Fasolis direttore

Riconosciuto nel mondo come uno degli interpreti di riferimento per la musica storicamente informata, unisce rigore stilistico, versatilità e virtuosismo. Ha studiato a Zurigo, Parigi e Cremona, conseguendo quattro diplomi con distinzione. Ha iniziato poi la sua carriera come concertista d’organo, eseguendo più volte l’integrale di Bach, Mozart, Mendelssohn, Liszt. Nel 1993 è stato nominato Direttore stabile dei complessi vocali e strumentali della Radiotelevisione svizzera. Dal 1998 dirige I Barocchisti, ensemble con strumenti storici da lui fondato insieme alla moglie Adriana Brambilla, prematuramente scomparsa, alla quale ha dedicato nel 2013 una Fondazione benefica per il sostegno di giovani musicisti. Ha collaborato con Cecilia Bartoli in registrazioni audio e video e importanti tournée internazionali. Nel 2016 la Scala gli ha affidato la creazione di un’orchestra con strumenti originali, che ha diretto nel Trionfo del Tempo e del Disinganno. Sempre nel 2016 ha raccolto l’eredità di Nikolaus Harnoncourt, eseguendo tre volte la Sinfonia n. 9 di Beethoven al Musikverein di Vienna. Nel 2011 Papa Benedetto XVI gli ha conferito un dottorato honoris causa per il suo impegno nell’interpretazione di musica sacra. Vanta un’imponente discografia comprendente più di cento titoli con cui ha ottenuto numerosi dischi d’oro nomination ai Grammy Awards.

Teatro Dal Verme

Connessioni Fuori Foyer

giovedì 17 febbraio ore 18.00

Perché siamo stati tutti a Nasso ovvero di quanto il mito non se ne sia mai andato

Cristina Dell’Acqua, Il nodo magico (Mondadori)

Il nodo magico. Ulisse, Circe e i legami che rendono liberi parla di Ulisse e dei suoi legami. Nel suo lungo viaggio di ritorno da Troia, Ulisse è uomo vittorioso, ma solo. Non più un eroe ma un naufrago. Il senso e la direzione non sa più dove siano. Saranno alcuni incontri speciali ad aiutarlo a ritrovare una forza che non è scritta in nessuna guerra. Nausicaa, Circe, Calipso, Penelope, Anticlea, Atena sono le figure che lo guidano in un percorso che non è solo un ritorno a casa, ma tracciano la mappa della sua educazione sentimentale. Il ritorno di Ulisse è costruito sui nodi dell’amore, dell’amicizia e dell’ospitalità ma anche del dolore e della nostalgia, fondamenta indispensabili per la ricostruzione della memoria di chi è stato e di chi diventerà. Al pari di Ulisse, tutti noi siamo le nostre relazioni. Cristina dell’Acqua torna a sondare il mondo classico a caccia di domande e riposte che illuminino anche il nostro presente. «In questo nuovo viaggio» scrive «ci guideranno la fantasia di Omero, le donne, gli amici, le anime che Ulisse incontrerà e il nodo intricato e magico, che scopriremo legato a doppio filo a noi. Per ricordare, oggi e sempre, che è nei legami che è riposta la nostra libertà».

Cristina Dell'Acqua, laureata in Lettere Classiche all'Università degli Studi di Milano, insegna latino e greco ed è vicepreside al Collegio San Carlo di Milano. Da sempre appassionata di sperimentazione didattica, si è specializzata in Arts Integration ad Annapolis, USA. È coautrice di Il futuro è antico. L'uso del teatro classico nell'educazione e nella formazione (2011) e autrice di Una Spa per l'anima. Come prendersi cura della vita con i classici greci e latini (Mondadori 2018). Da diversi anni è organizzatrice di incontri di lingua e cultura greca per adulti appassionati.

Michela Fregona (www.michelafregona.it)

È nata e vive a Belluno; giornalista, è laureata in lettere antiche a Venezia e diplomata in flauto traverso. Insegna nelle scuole serali dal 2000. Ha pubblicato per la Postcart di Roma Tangomalia (2004) e Buenos Aires Café (2008), reportage di vite e luoghi (premio Marco Bastianelli 2009), con fotografie di Lucia Baldini. Dal 2018 si prende cura della pagina della “Letteratura” della rivista online «Cultweek». È tra le fondatrici di “Scrittori a domicilio”, la prima rete di presentazioni virtuali degli scrittori italiani, nata nel marzo del 2020. Ha collaborato con l’Accademia dei Lincei. Il suo romanzo d’esordio, La classe degli altri, segnalato nel 2017 dal Comitato di lettura del Premio Italo Calvino, è stato pubblicato da Apogeo Editore (Adria) nel settembre del 2019. Nel novembre del 2020 è uscito Riscossa, primo volume della collana Vocabolario dell’Arca – parole in caso di diluvio, pubblicato da Anima Mundi (Otranto). 

Informazioni e biglietteria

Teatro Dal Verme

via San Giovanni sul Muro, 2 - 20121, Milano

Tel. 02 87 905 – www.ipomeriggi.it

Il servizio informazioni presso il Teatro Dal Verme è aperto dal martedì al sabato dalle 11 alle 19

Per “Connessioni” l’ingresso è gratuito con prenotazione su eventbrite

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-perche-siamo-stati-tutti-a-nasso-225783433327 

I biglietti per i concerti della 77a Stagione hanno un costo da 9 a 20 euro.

La biglietteria del Teatro Dal Verme è aperta da martedì a venerdì ore 10:30 – 18:30; sabato ore 10:30 – 14:00

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / tel 02 87905201

In ottemperanza alle normative vigenti, gli abbonamenti e i biglietti sono nominativi; all’ingresso viene controllato il Super Green Pass ed rilevata la temperatura corporea; è obbligatorio disinfettare le mani, indossare sempre le mascherine FFP2 e seguire le indicazioni del personale e della segnaletica.

 

 

 

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022 - Il Sacro della Musica

di Antonio Chimienti

Questa volta scomodiamo l'Antropologia per rivelare quello che in realtà tutti nel nostro “Io” riconosciamo universalmente alla Musica: la Sua Sacralità.

Ognuno di noi sia che siamo chitarristi Heavy Metal o puristi della Musica Classica o Neomelodici o seguaci del Jazz o followers dell’ultima boy band coreana “sentiamo” quel trasporto emotivo che con carattere di urgenza ci promette che ci sentiremo meglio sé da lì a poco accettiamo “l'IDEA”  di ricevere la nostra musica preferita.

Ci gira in testa come uno di quei desideri che somigliano alla fame o contestualmente ad altri momenti “confetto” della nostra vita. Quei momenti a cui proprio non vogliamo rinunciare.

Anzi stiamo male sé perduriamo in questo stato di negazione del desiderio.

Urge la voglia, il desiderio poi diventa necessità .. corriamo a comprare una radiolina sé davvero ci troviamo nella impossibilità del ricevere la “Nostra Musica”, il nostro pasto.

Tutto quello che facciamo senza porci troppe domande sulla sua natura è ancestrale. Come dice Alberoni .“ sé prima di fare un passo ci devi pensare .. allora è meglio che tu non lo faccia”. Bello ! Mi ha sempre colpito questa frase e per me suona come una dogana al di là della quale sì trova tutto quello che non mi deve riguardare, ma ( e questo l’altro lato della medaglia) mi dona la totale fiducia nella bontà delle mie azioni quando queste ricadano al di quà di questa dogana immaginaria.

Dunque il Sacro è alle radici della musica e non è la musica ed apparirci Sacra per la sua bellezza. Capite? Il ciliegio non prende il nome dalla ciliegia, dal suo frutto, ma è il frutto a prendere il nome dalla sua pianta. Dai che per una volta cominciamo a mettere le cose nel giusto ordine. In un mondo dove l’apparire contestualizza il senso è giusto che qualcuno ricordi come stanno le cose e da dove esse traggono la loro linfa ed esistenza; motivo per cui se non esistesse questo stato remoto non esisterebbe neanche l’apparenza.

Ed ecco che per chiarire questo ultimo concetto rievochiamo la Antropologia.

Durante un viaggio scientifico presso una tribù incontaminata vengono mostrati oggetti , foto e registrazioni audio e video che documentano la nostra società contemporanea. Quando viene fatta ascoltare la voce di Maria Callas il capo tribù sì emoziona perchè questa persona ed il suo canto sprigionano sacralità, la riconoscono e vi sì rispecchiano e  per questo sì inchinano alla persona che stanno ascoltando cantare in quel momento.

Là in fondo , a distanza forse di millenni, facendo un balzo indietro nella nostra “evoluzione” ( aggiungo relativa) le vere verità sì manifestano. Fra esse il nome dell’albero che produsse la musica: Sacro.

Nel suono sì annidano le cause scatenanti esse stesse il suono[1] . Nel suono , l'apparato che costituisce nelle sue articolazioni e regole  il suono stesso è ciò che noi necessitiamo tutti come nutrimento e che quando addirittura, siamo fra coloro che la coltivano (la producono) rispondendo ad un desiderio di cui non conosciamo la fonte, ci trasformano in sacerdoti e divulgatori di tali nutrimenti.

Perché la musica? Perché è una forma di energia e noi siamo, in quanto figli di questa energia, completamente dotati di ciò che ci serve per usarla, mostrarla e moltiplicarla. La nostra voce è lo strumento deputato a questo scopo. Molti significati sono traslati oltre la parola (oltre la necessità del valore semantico) e tradotti spesso con il suono dell’azione o del concetto che vogliamo rappresentare.

Un “verso” (un suono) è sufficiente e spesso più esaustivo di più parole concatenate insieme per esprimere un pensiero. Non parliamo poi di quando a dover essere espresse sono le emozioni ( direttamente connesse quindi al nostro “io” interno, alla nostra sacralità) perché in questo caso abbiamo addirittura coniato un modo di dire: vale più un “sussurro di mille parole”. Quando una persona è assolutamente nel panico delle emozioni non parla, non ci riesce , emette solo suoni.

Per noi che creiamo musica è imperativo ricordarci o pregare di trovare qualcuno che ce lo ricordi, che la musica è molto più di quello che ci sembra di stringere nelle nostre mani. La musica ha un potere che è talmente grande che non possiamo rendercene conto razionalmente, ma ci fa piangere, emozionare gioire o rattristare tenendoci al guinzaglio benchè fossimo dei Re. Questo perché proni al cospetto del sacro siamo tutti piccoli abbastanza da necessitare di quel nutrimento cosmico per continuare ad Essere.

La musica (il suono) è come l’acqua o l’aria, ascoltare ci fa sentire connessi, accoccolati e sicuri come fra le braccia di chi ci ama e da molto prima che chiunque possa mai ricordare.

Antonio Chimienti

29/01/2021

[1] lo ho scritto in un precedente articolo sulla “Teoria delle  stringhe ”https://www.rocktargatoitalia.eu/k2/k2-categories/il-dubbio-delle-scimmie/item/3000-020-la-teoria-delle-stringhe-lo-spartito-di-dio.html

blog rocktargatoitalia.eu

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TUTTO BEETHOVEN QUESTA SETTIMANA PER LA 76a STAGIONE “EUROPA VOLTI DI UNA TRADIZIONE” DEI POMERIGGI MUSICALI

TUTTO BEETHOVEN QUESTA SETTIMANA PER LA 76a STAGIONE “EUROPA VOLTI DI UNA TRADIZIONE” DEI POMERIGGI MUSICALI

 

Per i due consueti appuntamenti in live streaming dal Teatro Dal Verme sale sul podio George Pehlivanian, solista al pianoforte Herbert Schuch

 

http://dalverme.org/streaming.php

giovedì 21 gennaio ore 20

sabato 23 gennaio ore 17

 

Per scaricare la cartella con le fotografie

https://www.dropbox.com/sh/v1x8k676aqk8xcc/AADY6zJyGQ15stHzazlWL3tTa?dl=0

 

Prosegue, nei consueti giorni di giovedì e sabato, la programmazione dei Pomeriggi Musicali che anche questa settimana conferma gli appuntamenti previsti in calendario per la 76a stagione “Europa volti di una tradizione”, preparata dal direttore artistico Maurizio Salerno, e disponibili in live streaming dal Teatro Dal Verme alla pagina http://dalverme.org/streaming.php del nuovo sito dell’istituzione milanese.

 

Si torna a Ludwig van Beethoven, giovedì 21 gennaio alle ore 20 e sabato 23 gennaio alle ore 17, con un programma monografico diretto da George Pehlivanian con il Concerto n. 1 in Do maggiore op. 15 per pianoforte e orchestra, solista Herbert Schuch e la Sinfonia n. 6 in Fa maggiore op. 68 “Pastorale”.

 

Il programma affianca due ampie e complesse partiture che rappresentano altrettanti momenti chiave del percorso creativo beethoveniano: il Primo Concerto per pianoforte (secondo in realtà in ordine di composizione ed edito nel 1801) è opera di un compositore virtuoso che scrive per se stesso esecutore e che si confronta con i modelli dei suoi immediati predecessori alla ricerca di una cifra stilistica individuale; la Sinfonia n. 6 “Pastorale” (1808), che aderisce a una tendenza dell’epoca di brani sinfonici a programma, costituisce un’alternativa rispetto alle architetture classiche perché si affida a un piano narrativo esplicito. È in questa Sinfonia, paradigma di innumerevoli successive ambientazioni campestri, che il dramma della sordità beethoveniana sembra dileguarsi, tornando sulla passione per la natura che è fra gli elementi più tipici della cultura tedesca. Tuttavia questa tradizione è superata d’un balzo, con piena libertà espressiva, poiché «la natura viene ora proposta nella prospettiva del soggetto che l’assume nella propria vita interiore: “più espressione del sentimento che pittura”, è l’avvertenza inequivocabile riportata in partitura» (Raffaele Mellace, nelle note di sala disponibili sul sito).

 

La prossima settimana i concerti saranno invece diretti da Carlo Boccadoro (in sostituzione del previsto Gabor Takacs-Nagy) e con il violinista Pavel Berman, impegnati al Dal Verme in pagine di Rossini, Richard Strauss e Bizet.

 

I Pomeriggi Musicali desiderano rassicurare tutti coloro che sono in possesso degli abbonamenti per la 76ª Stagione Sinfonica dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali che, non appena sarà possibile riprendere le attività in Teatro, saranno rese note le possibilità e le modalità di recupero dei concerti sospesi a causa della pandemia.

 

 

Giovedì 21 gennaio ore 20

Sabato 23 gennaio ore 17

Orchestra I Pomeriggi Musicali

Direttore George Pehlivanian

 

Ludwig van Beethoven (1770-1827)

Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in Do maggiore op. 15

Allegro con brio

Largo

Rondò – Allegro scherzando

 

Sinfonia n. 6 in Fa maggiore op. 68 “Pastorale”

Piacevoli sentimenti che si destano nell’uomo all’arrivo in campagna: Allegro ma non troppo

Scena al ruscello: Andante molto mosso

Allegra riunione di campagnoli: Allegro

Tuono e tempesta: Allegro

Sentimenti di benevolenza e ringraziamento alla Divinità dopo la tempesta: Allegretto

 

George Pehlivanian Direttore

Americano d’adozione, George Pehlivanian ha studiato direzione d’orchestra a Los Angeles con Boulez, Maazel e Leitner. Primo artista americano a conseguire il Primo premio al Concorso Internazionale per Direttori d’orchestra di Besançon, si è imposto da quel momento come uno dei direttori più coinvolgenti della propria generazione. Ha debuttato alla Long Beach Opera di Los Angeles e in seguito ha diretto La traviata al l Kirov di San Pietroburgo. Ha ricoperto il ruolo di Direttore Artistico e Musicale dell’Orchestra Filarmonica Slovena e il ruolo di Primo Direttore Ospite in molte prestigiose istituzioni. Ha diretto molte delle orchestre più importanti del mondo, e notevoli sono le collaborazioni anche in ambito italiano. Ha inoltre preso parte a prestigiosi festival internazionali. Annovera collaborazioni con molti solisti di grande prestigio, tra cui: Vengerov, Maisky, Repin, Ax, Raimondi, Freni, Furlanetto. Numerose le sue incisioni discografiche per BMG, EMI/Virgin Classics, Chandos e Studio SM.

 

Herbert Schuch Pianoforte

Il pianista Herbert Schuch è fra i musicisti più interessanti della sua generazione. Ha collaborato con numerose celebri orchestre, tra cui la London Philharmonic Orchestra, la City of Birmingham Symphony Orchestra, la NHK Symphony Orchestra, l’Orchestra Mariinsky diretta da Valery Gergiev, l’Orchestra Sinfonica Nazionale RAI di Torino, l’Orchestra della Svizzera Italiana, la Filarmonica di Monaco, la Deutsches Symphonie-Orchester Berlin, la Bamberg Symphony e molte altre. Appare regolarmente come ospite in importanti sale tra cui il Kennedy Center di Washington, l’Elbphilharmonie di Amburgo, la Philharmonie di Colonia, il Festival di Salisburgo, il Festival Pianistico della Ruhr, il Rheingau Music Festival, il Kissinger Sommer. Ha collaborato con direttori come Pierre Boulez, Andrey Boreyko, Gustavo Gimeno, Mirga Grazinyte-Tyla, Jakub Hrusa, Kent Nagano, Yannick Nézet-Séguin e Jukka-Pekka Saraste. Nel 2004, la vittoria di tre importanti Concorsi, tutti nello stesso anno, ha suscitato scalpore: il Concorso Casagrande, il Concorso Pianistico Internazionale di Londra e il Concorso Internazionale Beethoven di Vienna. Herbert Schuch condivide la sua passione per la musica da camera con partner del calibro di Nicolas Altstaedt, Julia Fischer, Maximilian Hornung, Sebastian Manz e Daniel Müller-Schott. Ha inoltre fondato un duo pianistico di successo insieme a Gülru Ensari. Oltre alle sue attività concertistiche, Herbert Schuch è impegnato nell’organizzazione “Rhapsody in School”, che promuove l’educazione alla musica classica nelle scuole.

 

 

Informazioni

Teatro Dal Verme

via San Giovanni sul Muro, 2 - 20121, Milano

Tel. 02 87 905 208 – www.ipomeriggi.it

Il servizio informazioni presso il Teatro Dal Verme è aperto dal martedì al sabato dalle 11 alle 19. La domenica dalle 11 alle 15.

Segui le pagine istituzionali facebook: @teatrodalverme @orchestraipomeriggimusicali @ipomeriggi

 

Blog: https://www.rocktargatoitalia.eu/

GIOVANNI TAMBURINO

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“LE GOLOSE” degli ARMODIA musica barocca, poesia del novecento

 “LE GOLOSE”

il nuovo singolo degli

ARMODIA

Da oggi nei webstore

Il singolo è pubblicato dall’etichetta: Terzo Millennio

Ascolta su YouTube https://youtu.be/CfiSpDmT6NU

 

Sbarca oggi nei webstore il singolo di debutto degli ARMODIA, duo aostano che mescola sapientemente la musica classica, barocca, con testi cantautorali.

Da oggi si può ascoltare il loro singolo “LE GOLOSE”, brano delizioso ed estremamente curioso, il cui testo è tratto da una poesia di Guido Gozzano (1883-1916).

Si tratta dell’opera “LE GOLOSE”, scritta dal poeta torinese nel 1907, un brano che si discosta molto dal suo repertorio malinconico e crepuscolare per raccontare un episodio di quotidianità.

Un episodio buffo, la poesia parla semplicemente di donne che mangiano paste sedute in una pasticceria. Ma le signore e signorine esprimono la loro vera natura ognuna mangiando a suo modo.

“Io sono innamorato di tutte le signore / che mangiano le paste nelle confetterie”

LE GOLOSE fa parte del progetto del duo Armodia, nato nel 2010 dall’incontro dei due musicisti Aostani Luca Casella (voce e pianoforte) e Riccardo Sabbatini (chitarra).

Fondamentale per la nascita di questo progetto molto particolare è stato Francesco Caprini, fondatore di Rock Targato Italia, al quale è venuta l’idea di musicare dei testi poetici di autori vissuti a cavallo tra il 1800 e il 1900.

BIOGRAFIA:

Il duo Armodia, il cui nome di fantasia è nato dall’unione delle parole Armonia e Melodia, si esibisce in pubblico dal 2010 sia in Valle d’Aosta che fuori regione e ha all’attivo diverse collaborazioni con altri musicisti.

LUCA CASELLA nasce come pianista diventando poi compositore, cantante e musicoterapeuta. Conosce l'ebrezza della settima arte partecipando al docufilm di Silvio Soldini "per altri occhi". Ha all'attivo vari concerti sia come pianista pop che come cantante. Si occupa di barriere sensoriali e problematiche integrative dei disabili. Insegna canto pop e armonia moderna.

RICCARDO SABBATINI ha iniziato lo studio della chitarra classica nel 1984 diplomandosi nel 1998 al Conservatorio statale di Novara. Si è esibito sia come solista che in formazioni cameristiche e in vari gruppi musicali, ha seguito corsi di composizione e di informatica musicale presso l'Istituto musicale di Aosta e collabora con musicisti locali sia in veste di chitarrista che di arrangiatore e compositore.

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