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Il super io

006 - Il super io

di Antonio Chimienti

Da qualche settimana è ripartito il famosissimo concorso musicale di Rock Targato Italia. Personalmente lo reputo, ma sono condizionato lo ammetto dalla conoscenza di Francesco e Franco, un’occasione sincera per misurarsi con dei concorrenti alla pari e nella certezza che nessun giudizio sul nostro conto di artisti sia offuscato o dettato da qualsivoglia interesse. In fondo lo scopo di una competizione è capire che punto sì è raggiunto nella propria rincorsa al conseguimento  della propria preparazione. Quando pensiamo ai soldi invece, spero lo facciate tutti solo per acquisire la possibilità di arrivare a trarre da una cosa che piace, il suonare, “il Grano” per cibarsi e null’altro.

In occasione della finale della scorsa edizione ci eravamo ritrovati con alcuni gruppi a discutere su quali azioni e pensieri un gruppo musicale avrebbe potuto attivarsi per ottenere migliori risultati. Su tutti quello che più era rimasto scolpito nella mente dei ragazzi fu la scoperta del “SUPER IO”.

Nel momento in cui due o più persone sì associano sotto uno stesso ideale o elemento legante, come possono essere una coppia di innamorati o la tifoseria di una squadra, sì può assistere alla nascita di un SUPER  IO.

Nel caso della coppia addirittura sì può osservare la nascita reale di questo super io, nel caso della tifoseria è più nascosto, ma anche lì c’è un nascituro che vaghisce e per il quale 100k persone sì trasferiscono per kilometri pur di supportarlo e assecondarlo.

Eh sì quando più persone sì associano quello che accade è che l’amore o passione (a seconda del contesto) per il motivo dell’associazione stessa produce istantaneamente la percezione di un intento comune e per questo oggetto, che può essere l’amore per la propria squadra, il successo del proprio gruppo musicale o del proprio figlio , le persone componenti questo insieme faranno di tutto per accontentarlo nei suoi capricci o desideri. Ma qui nasce il problema: i componenti penseranno che quello che serve all’oggetto del loro amore sia quello che loro pensano gli possa servire sulla base ovviamente della propria esperienza. In altre parole sé io come padre ho sofferto di incomprensione da ragazzo e contestualmente subendo fisicamente anche tutto il dolore psicologico nel non averla  a questo figlio (oggetto della mia attenzione) dedicherò moltissima comprensione cioè quella per quantità compensativa al mio sentire. Ovviamente sé non sono stato istruito la dose normale per me sarà sicuramente eccessiva per lui E qui scatta l’errore. Il figlio in questione non ha ancora sofferto di incomprensione e di fatto non ha bisogno di iper comprensione. Un comportamento equilibrato sarebbe più che sufficiente, ma questo padre riuscirà a scorgere questa impalpabile differenza? Dicasi lo stesso per la madre che certamente in quanto donna avrà ricevuto e avrà interiorizzato una realtà comune , ma con diverse prospettive con diverse ricadute su alternativi comportamenti conseguenti. Quello che andrebbe fatto dai due genitori dovrebbe essere una loro temporanea apparente neutralità per dedicarsi ad una certosina osservazione e conoscenza di questo nuovo individuo per arrivare a conoscerlo profondamente e solo dopo dedicarsi anima e corpo all’aiutarlo nel formarsi per quello che realmente egli è. Naturalmente è chiaro che sé i genitori fossero in grado di assumere questo ultimo comportamento lo farebbero perché hanno capito la problematica, ma a questo punto non sarebbe necessario poiché risolverebbero neutralizzandosi all’inizio nel loro proprio potenzialmente dannoso comportamento.

Per un gruppo musicale la strategia è esattamente la stessa.

Lo scopo di un gruppo non è supportare uno degli elementi, solitamente il più carismatico o prepotente, ma l’associazione di più musicisti / artisti è quello di dare agio , vita e spazio alla somma, al Super io , summa dei componenti stessi. Per fare questo i componenti dovrebbero sciegliersi non più come capita, ma cercandosi come sì andrebbe in cerca dei tasselli di un puzzle di cui sì conosce esattamente l’immagine da comporre. Un tassello con quattro curve non serve sé il buco da riempire è quello di un tassello angolare. Continuando nella metafora 5 tasselli angolari sono uno di troppo a scapito di qualcosa d’altro che invece servirebbe.

Dunque riassumiamo.

Due brave persone (traslate l’immagine su un gruppo musicale) che decidono di accoppiarsi hanno il dovere di capire cosa stanno andando a comporre e cosa gli servirà per farlo. Dovranno rendersi conto che questo super io non potrà essere due persone contemporaneamente e che quindi loro dovranno scegliere cosa donargli di sé stessi. Una metà di loro andrà totalmente abbandonata perché matematicamente di troppo. Dovranno pertanto censurarsi in prossimità dei propri difetti ed essere anche molto disciplinati nel farlo. Ma quello che conta innanzitutto è essere consapevoli di tutto questo. Un componente potrà anche essere meno bravo tecnicamente, ma occupare brillantemente il posto di colui che lega gli altri, che lì motiva e questo in un’epoca come la nostra vale molto. Questo ruolo ovviamente non sarà da ricercare sé il gruppo è piccolo. Sé il gruppo è piccolo ovviamente le cose sono più semplici, ma matematicamente ognuno dei tre dovrà impegnarsi molto di più di quello che gli sarebbe toccato sé avesse fatto parte di un gruppo di 9 persone. Quello che conta è il totale che è SEMPRE UNO. Pertanto considerando che questo super io, nel nostro caso è una esternazione artistica, (musicale o/e canzoniera) questa musica/canzone dovrà essere pulita, armoniosa priva di imperfezioni, frescamente riflettente l’mmagine dei suoi genitori. Potrà essere felice o profonda, commerciale o irrispettosa non importa, ma COERENTE con il Super Io sopra ogni cosa (pensate al gruppo degli Squallor). Le persone del gruppo devono mostrare la maturità necessaria a capire tutto questo. Dovranno crescere singolarmente per riuscire a comporre questo obiettivo e sarà da considerarsi una necessità per il bene del “bambino” sostituire dei membri qualora dimostrassero di non essere pronti. La gestazione artistica può essere l’equivalente di un pupazzo con cui giocare, ma la verità è che vorremmo che il nostro figlio (il nostro SUPER IO, il nostro gruppo musicale) fosse il più figo di tutti, il numero 1 e potremo anche riuscirci , ma non senza il dovuto impegno e molto coraggio nel rinunciare, dopo averlo denunciato in primis  a noi stessi e poi anche agli altri componenti del gruppo, anche quella parte brutta di noi stessi che per natura umana non possiamo non avere dentro di noi. Sé fra voi c’è qualche Dio ovviamente sì consideri fuori discussione.

A questo punto il successo sarà alla vostra portata.

Troppo semplice? Le ricette sono sempre molto semplici è la loro esecuzione a creare un profondissimo spartiacque per molti invalicabile fra quei pochi che ci riescono e tutti gli altri che ci provano. In realtà ed essere invalicabili , o meglio molto difficilmente valicabili sono le nostre paure e la resistenza ed accettarsi per quello che siamo. Ma ricordiamoci che la nostra vita è in divenire. Perché pretendere di riuscire al primo colpo. Lascia che il genio che è in te sì prepari a sufficienza. E’ più accettabile riconoscere un saggio in un anziano che in quell’ anziano quando era ancora un giovane.

Buona Musica a tutti.

 

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“L’ALIENO NEL GIARDINO” Il videoclip dei TREROSE

Disponibile su YouTube

 

Il videoclip dei

TREROSE 

Vincitori del “Premio Stefano Ronzani”

alla 31/a edizione di Rock Targato Italia

https://youtu.be/wNljbGplTjc

“L’Alieno nel Giardino” è una moderna fiaba pop.

Melodia delicata, atmosfera trasognata e una voce lieve che accompagna per mano l’ascoltatore nel racconto di un amore inaspettato e diverso.

Il brano, pubblicato nella compilation di Rock Targato Italia dal titolo “Necessità &Virtù” dall’etichetta Terzo Millennio Records, è disponibile anche in tutti i digital store.

Nell’apparente trascinarsi monotono degli eventi, la vita ci sorprende sempre, scoprendo strade improbabili o impensabili. L’Alieno nel giardino è una ballad ritmica e surreale. Racconta del casuale incontro tra due esseri completamente diversi tra loro ma accomunati da una condizione di solitudine ed abbandono. L’amore, l’aiuto, la comprensione arrivano accompagnate dal personaggio meno atteso, neanche immaginato: un alieno, il diverso per eccellenza! Ed è proprio l'inatteso, il diverso a spezzare e reindirizzare un destino addormentato. 

Il video del brano “L’alieno nel giardino” è stato girato interamente in Trentino, in parte in un vecchio maso sulle colline di Trento e in parte presso lo spazio “Il Papavero” di Rovereto. Caratterizzato da un’atmosfera tra il fiabesco e il surreale, mostra l’avvicendarsi di bizzarri personaggi femminili alter ego della protagonista o forse provenienti da un’altra dimensione.

Regia: Nicola Bortolamedi

Con: Trerose, Claudia Cambiaghi, Emanuela Chessler, Anna Dapor, Miriam Pepe, Alessandra Pojer, Lilly Wilson.

TREROSE

Musiche pop-rock dalle sonorità scure e romantiche, rigorosamente in lingua italiana,  prendono forma dall’incontro della voce di Eleonora Merz, le chitarre di Pino Dieni (già compositore e musicista con Mara Redeghieri, e performer nel Robert Fripp’s Guitar Circle) e il basso di Fabiano Spinelli. Il gruppo inizia il percorso già dal 2015, componendo e registrando numerose tracce tra le quali, nel 2017, l’artista Umberto Maria Giardini in qualità di produttore artistico sceglierà 9 brani per la produzione dell’opera prima di Trerose. Il 12 ottobre 2018 esce dunque “Pop Noir” con etichetta e ufficio stampa A Buzz Supreme e distribuzione Audioglobe.  L’album ha ricevuto e riceve tutt’ora ottime recensioni da parte delle riviste e website di settore (Rockit, Blowup, Lindiependente, Sentireasoltare, Rockerilla, Nightguide, Exitwell, Ondarock, Nonsensemag, etc.) ed è stato presentato dal vivo in un mini tour grazie alla proficua collaborazione con Samuele Lambertini alla batteria e Davide Borelli alle tastiere, ottenendo ottimi riscontri da parte del pubblico.

Nel settembre 2019, i Trerose vincono il Premio Stefano Ronzani per la proposta più sperimentale e originale all’interno del concorso Rock Targato Italia, 31/a edizione. All’interno dello stesso concorso ricevono il Premio Compilation, con l’inserimento di un loro brano nella Compilation Rock Targato Italia 2019.

Facebook: https://it-it.facebook.com/treroseofficial/

FRANCESCO CAPRINI - FRANCO SAININI

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Maroccolo, Mariposa, Il Buio, Corsi e Osaka Flu.

4 album + 1per febbraio 2020

Maroccolo, Mariposa, Il BuioCorsi e Osaka Flu.

articolo di Roberto Bonfanti

Sono stanco di vedere mandrie di artisti ribelli schierati compatti sempre dalla parte “giusta”, eternamente nascosti nel gregge senza mai prendere in prima persona una posizione che esca dal coro e li esponga a un qualunque contraddittorio. Sono stanco di artisti presenzialisti ovunque, dai vaffaday alla festa dell’erasmus passando per i talent e le celebrazioni dei boyscout, senza mai portare un contenuto che provi a scuotere lo scatolone. Sono stanco. Dunque, in questo mese bisesto, proviamo ad andare oltre.

Gianni Maroccolo non ha bisogno di presentazioni e il suo progetto “Alone”, giunto già al terzo capitolo, è una delle avventure musicali più autenticamente indipendenti che si possano immaginare: una serie di album, pubblicati con cadenza semestrale, in cui il musicista toscano dà sfogo al suo desiderio di sperimentare e vivere la propria creatività nel modo più libero possibile slegandosi da ogni vincolo di forma, di struttura o di contenuto. Il risultato è un progetto suggestivo, coraggioso e visionario che delinea paesaggi sonori inusuali dal grande impatto emotivo.

Chi ha seguito con un minimo di attenzione la scena indipendente di inizio millennio ricorderà sicuramente i Mariposa come un’autentica scheggia impazzita capace di sfuggire a ogni catalogazione. “Liscio Gelli”, album che segna la ricomparsa sulle scene della band dopo un lungo silenzio e qualche cambio di formazione, mantiene vivo in tutto e per tutto lo spirito del gruppo: canzoni eccentriche e variopinte in cui il prog e la psichedelìa si contaminano col pop, con la canzone d’autore e con il liscio romagnolo dando vita a un vero e proprio trascinante teatro visionario in cui nulla è mai come appare.

Non può certo passare inosservata la mole di rabbia, disillusione e urgenza di metterci la faccia urlando al mondo la propria visione delle cose che i vicentini Il Buio hanno saputo riversare fra le tracce del loro nuovo album intitolato “La città appesa”: un lavoro sanguigno e diretto, intriso di catrame di periferia e senso di straniamento, che si lancia sull’ascoltatore come un rullo compressore di chitarre distorte, ritmica massiccia e sfuriate post-hardcore capaci di alternarsi ad aperture inquiete dal sapore post-rock.

Lucio Corsi sembra un giovane hippie di fine anni ‘60 catapultato nel tempo presente da chissà quale cortocircuito temporale. “Cosa faremo da grandi?” è una bella conferma del talento genuino già visto nei suoi precedenti lavori: un cantautore autentico capace di esprimersi in modo semplice ma estremamente efficace, fra fiabe surreali, giochi di parole e riflessioni attente.

Per il mese più corto dell’anno, aggiungiamo in quinto album ai quattro consigli abituali:
Pur non amando i dischi di cover, bisogna riconoscere che l’atteggiamento con cui gli Osaka Flu si sono confrontati con alcune delle menti più importanti e libere della nostra storia musicale all’interno del loro “La strana famiglia” è qualcosa di intrigante e intelligente. Un approccio smaccatamente cazzone per rileggere in chiave punk scanzonata e per nulla celebrativa brani di Rino Gaetano, De André, Gaber, ma anche gli Afterhours, gli Skiantos, i Diaframma e i CCCP, andando così a costruire un interessante, irriverente e inusuale bigino degli ultimi cinquant’anni di rock italiano.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

 

blog rocktargatoitalia.it

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“QUANDO INIZIA UN AMORE” Il nuovo singolo di STEFANO SANTORO

Dal 31 gennaio 2020

In Radio e in tutti i web store

“QUANDO INIZIA UN AMORE”

Il nuovo singolo di

STEFANO SANTORO

Stefano Santoro anticipa l’uscita dell’album “Infinito non è” con il nuovo singolo “Quando inizia un Amore”, disponibile dal 31 gennaio in tutte le piattaforme digitali.

Il brano vuole raccontare una storia d’amore nella sua fase più forte: l’inizio.

La giovane coppia vive la bellezza dell'amore, che sembra regalare una certezza nel presente, ma che allo stesso tempo induce i due innamorati a riflettere sull'incertezza del futuro e sulla fragilità delle relazioni personali.

Ciò che rimane è la consapevolezza che la vita e il tempo darà loro le risposte che cercano.

Cosa sarà di noi, ora proprio non saprei

ma quando inizia un amore è così

stringi le mie mani e poi, lasceremo fare a noi”

STEFANO SANTORO

Stefano Santoro nasce a Milano nel 1984, sin da piccolo muove i suoi primi passi con la musica iniziando a suonare pianoforte e chitarra all'età di 6 anni. Molte sono state le sue influenze musicali, dai Pooh a Battisti, ai Beatles, Queen, Michael Jackson, Red Hot Chili Peppers fino ai Muse. Grande appassionato anche di cinema segue compositori come Ennio Morricone, John Carpenter e Hans Zimmer.

Inizia ad esibirsi molto presto grazie all'amico Mario Tessuto, e a soli 16 anni canta periodicamente nello storico locale "Lisa dagli occhi Blu", avendo l'opportunità e la fortuna di poter condividere l'ambiente e il palcoscenico con artisti del calibro di Don Backy, Jimmy fontanaLoredana Bertè e moltissimi altri.

Nel 2014 registra in un Album tributo ai Pooh insieme a Red Canzian.

Inizia a creare molto presto, compone, arrangia i suoi brani e ne scrive i testi, e all'età di 13 anni fu uno dei pochi ad incidere un intero concept Album registrandone tutti gli strumenti, dalle voci alle tastiere e pianoforte, chitarra elettrica e acustica fino a basso e batteria.

Quello che contraddistingue Stefano è la sua puntigliosa ricerca nella sperimentazione del suono, eseguendo lui stesso ogni parte musicale con ogni strumento, dando ai suoi dischi nel bene e nel male la sua totale impronta personale.

Ora è in fase di pre-produzione l'album "INFINITO NON È" in uscita nel 2020, disco che tratterà molto spesso il tema profondo dell'esistenza, con sfumature cariche ed eleganti che da sempre si porta con sé. 

NEL WEB:

Sito web:  www.stefanosantoro.net

 

ASIA BORSANI

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