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TEATRO BLU, TOURNEE ATTIVITA' TEATRALE

 TEATRO BLU è riconosciuto e sostenuto dal Ministero della Cultura come compagnia di teatro d'innovazione e dal Ministero dell'Istruzione e della Ricerca come soggetto accreditato nel sistema nazionale d'istruzione e formazione per la promozione dei temi della creatività nell'ambito teatrale performativo

 TOURNEE ATTIVITA' TEATRALE

ELENA DI SPARTA
di e con Silvia Priori
ballerina Selene Franceschini
regia Silvia Priori e Renata Coluccini
17 NOVEMBRE - h 15:30
TEATRO DEL GATTO - ASCONA - SVIZZERA
19 NOVEMBRE - h 21:00
SPAZIO ARCHIVIO - VERONA
20 e 21 NOVEMBRE - h 21:00
TEATRO DEI FABBRI - TRIESTE

22 NOVEMBRE - h 21:00
TEATRO PASOLINI - CERVIGNANO DEL FRIULI (UD)

23 NOVEMBRE - h 21:00
TEATRO DEL CORSO ABBIATEGRASSO (MI)

25 NOVEMBRE - h 21:00
TEATRO DEL CASSERO - CASTEL S. PIETRO TERME (BO)

 

CARMEN
da uno studio su “Carmen” di Prosper Merimé

Di e con Silvia Priori
e con Maria Rosaria Mottola (ballerina Flamenco)
e Tania Pacilio (mezzosoprano)
Regia di Kuniaki Ida

24 NOVEMBRE - h 21:00
TEATRO PARROCCHIALE - OLTRONA DI SAN MAMETTE (CO)

ALMAS
da uno studio su “Memoria di uno schiavo” di FredericK Douglass e Zumbi leader del “Quilombo dos Palmares” in collaborazione con Cesar Brie

di e con: Silvia Priori e Roberto Carlos Gerbolés

26 NOVEMBRE - h 21:00
AUDITORIUM DI MACCAGNO (VA)

NENA
spettacolo comico poetico sui diritti dei bambini
con: Arianna Rolandi
testo e regia: Silvia Priori
27 NOVEMBRE - h 16:00
TEATRO COMUNALE - VANZAGO (MI)

Teatro Blu – Centro di Sperimentazione Teatrale
Via Monico 16, 21031 - Cadegliano (VA) - Italia

Tel / Fax +39 0332 590592
Cell. +39 3772791212
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Il nuovo singolo di Detto Ferrante Anguissola

In Radio e in tutti i Digital Stores

“CHISSA’”

Il nuovo singolo di Detto Ferrante Anguissola

 Pubblicato dall’etichetta: Terzo Millennio Records

Gli occhi del cantautore, straordinario novantenne, hanno visto le macerie, la morte, il dolore, la fame, l’orrore della guerra.

“CHISSÀ” è il suo grido d’amore universale per la vita e per la pace.

“CHISSÀ” è una canzone che parla apertamente di speranza in un periodo tristemente incerto, fragile, post pandemico, di forte crisi energetica, economica e di  una nuova guerra che bussa alla porta.

Cosa mi dirai tu quando ti abbraccerò

E nessuno riuscirà a parlare

Ma solo i nostri palpiti.

Parleranno solo le nostre emozioni

E la parola non servirà.

Erede della grande scena cantautorale europea, Detto Ferrante Anguissola è un personaggio tutto da scoprire.  La sua vita potrebbe ispirare un romanzo.

Ha vissuto la guerra, ha visto le città distrutte e le loro ricostruzioni. Ha visto cambiare le usanze, le abitudini, le modalità , il linguaggio e lo straordinario  sviluppo tecnologico.

Nel 1951 circa a soli 19 anni, cinque anni dopo la fine  della II guerra mondiale, parte  in autostop con la sua chitarra  nei tre anni durante le vacanze  per conoscere l’Europa e gli europei  intrattenendo ogni sera  con il suo repertorio di canzoni tanti giovani europei negli Ostelli della gioventù nei quali si ferma a riposare.

Quando detto Ferrante racconta delle  esperienze della sua vita si rimane incantati.

 Ha vissuto a Londra intristita dalle vicende belliche, dalle carte annonarie e dallo smog cantando e suonando nei ristoranti italiani e nei pub londinesi.

Dopo 5 anni, si laurea in chimica industriale pronto a dare una mano al padre nella sua azienda chimica in difficoltà (in realtà avrebbe voluto continuare a suonare e cantare e diventare ingegnere elettronico). Purtroppo pochi anni dopo l’azienda chiude per un grave dissesto costringendolo  a affrontare i problemi relativi  soprattutto alla propria piccola  famiglia nata nel frattempo. Anni dopo dovrà  anche accantonare il sogno di seguire le orme di altri cantautori che pur avendo un bel  mestiere hanno scelto la musica come l’avvocato Paolo Conte.

Infatti sceglie di  assicurare ai suoi la sicurezza di un mestiere, pur rimanendo sempre legato alla chitarra ed al pianoforte sia per se stesso che per gli altri, ma senza arrivare ad esibirsi pubblicamente.

Curioso e viaggiatore, velista e istruttore di vela alla famosa scuola di Caprera, è un pioniere della comunicazione, del suono e delle telecomunicazioni grazie a Exhibo Spa, la società che fonda a soli 26 anni con due amici fiorentini. 

Entra come socio di minoranza, ma poi come Presidente e AD  guida l’azienda per oltre 50 anni. Con Exhibo Spa cerca  nel mondo e diffonde prodotti elettronici innovativi e sconosciuti in Italia come i  famosi microfoni e i sorprendenti radiomicrofoni prodotti  fin dal 1958 da Sennheiser  Elettronick GMbH  che rappresenta in Italia e con i quali conquista la RAI ,  le antenne Kathrein  per le stazioni base della Radio mobile GSM, per polizia, taxi, servizi etc, e i rivoluzionari cavi coassiali Kabelmetal per i potenti trasmettitori TV e per le giovani radio libere.

Per il Festival di Sanremo  si impegna  personalmente  su richiesta della Direzione della  RAI alla migliore installazione dei microfoni  Sennheiser sul palco, in armonia  con i  tecnici della Rai di Torino, per i cantanti che sarebbero diventati famosi!

Infine riesce con successo a collegare la Torre di Controllo del nuovo Aeroporto Milanese di Linate sul grattacielo Pirelli con i piloti degli aerei in arrivo, risolvendo un grave problema di comunicazione, irrisolto fino a quel momento.

Grazie alla conoscenza di inglese, francese e il tedesco visita annualmente le mostre internazionali di elettronica più importanti come a Hannover, Hong Kong, Las Vegas, Tokyo, Seoul, Berlino per cercare i nuovi prodotti che i suoi clienti gli chiedevano di reperire (a chi legge ricordiamo che senza il prezioso aiuto di internet sconosciuto e apparso solo alla fine degli anni ottanta, era quello un  lavoro di relazioni  molto impegnativo fino a quel momento)

Negli anni ’70  appaiono le prime radio libere, e Detto Ferrante organizza a Venezia nel 1979 sotto l’egida di Unesco  AUDIO79 una scuola di tecnica del suono frequentata da alcune centinaia di musicisti e operatori delle neonate Radio Libere. Solo la sensibilità di un cantante e musicista come lui poteva avere la capacità di capire l’importanza del suono, ossia la qualità della voce che deve viaggiare fino a chi l’ascolta inebbriato.

Nel 1978 pubblica il suo primo LP: Poligrafici, Pensionati, Trombai e Santi. Le canzoni mostrano uno spietato e ironico sguardo alla società e ai problemi sociali dell’epoca, alcuni tutt’ora presenti.

Detto Ferrante Anguissola nasce a Cremona da una storica famiglia di Piacenza che annovera tra i suoi antenati Sofonisba Anguissola pittrice italiana cinquecentesca , la prima artista a diventare famosa in Europa come prima pittrice al mondo. Si impegna da 35 anni con successo alla ricerca dei suoi dipinti dispersi, non firmati o attribuiti a importanti pittori.

Il nonno materno e la madre gli trasmettono l’amore per la musica fin da piccolo. Scrive il primo brano a 17 anni “I Fiumi di Lombardia” al quale segue “I pioppi” un omaggio a quegli alberi molto cari al cantautore e ambedue i brani sono contenuti nell’ultimo album “E la voce va”.

Continua a  suonare e a cantare, invitato e ripetutamente richiesto a intrattenere  nelle feste

con un repertorio ricco, gli ospiti delle famiglie delle città nelle quali ha risieduto Cremona, Piacenza, Firenze, Bologna, Porto San Giorgio, Milano e tante all’estero, in campagna e al mare.

Finalmente dopo oltre 50 anni di impegnativo e duro  lavoro  alla guida di Exhibo si ritira per dedicarsi alla musica. Dopo qualche anno pubblica l’album “A Occhi Aperti” incentrato su tematiche ecologiche e sociali.

Oggi arrivato a 90 anni, Detto Ferrante Anguissola ha potuto dedicarsi interamente alla sua passione: essere cantautore e dimostrare che l’età non è un ostacolo, anzi al contrario, pubblicando il secondo CD E la voce va con l’etichetta Terzo Millennio Records.

Il disco è disponibile in fisico presso Terzo Millennio Record, Milano tel 348….. e in digitale su Spotify, Youtube e simili   e raccoglie le poesie cantate che raccontano la bellezza della vita, la grande cultura del nostro Mediterraneo che ci unisce, ma anche i drammi che esso nasconde come nel drammatico brano “Requiem per un marinaio ombra” sul Cargo Seagul mandato a fondo nel Canale di Sicilia nel 1974.

FRANCO SAININI

Divinazione Milano S.r.l. 

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network 

Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano 

Tel. 02 5831 0655  mob. 3925970778

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APOCALYPSE NOW

 

Qualche settimana fa, mi mandano un link ad un video. Lo apro e quello che vedo è un gruppo di soldati sul terreno in un bosco che vengono individuati da un drone e bombardati. Questi ragazzi vengono fatti a pezzi dall’esplosione e, nonostante la ripresa video notturna con una camera ad infrarossi (montata sul drone) che non permette una perfetta visione, l’effetto è davvero impressionante. I soldati erano russi. Forse, chi ha diffuso quel video non si è reso conto della barbarie, della bassissima operazione di macelleria che stava attuando. Forse ha pensato che l’odore di ragazzi russi (ma di che parte siano è irrilevante) fatti a pezzi la mattina sapesse di vittoria. O forse, ha voluta documentare la barbarie della guerra. Il film reale di povere persone massacrate da una parte e dall’altra. Voglio pensare bene.

Neanche il tempo di cancellare quelle immagini e la CIA con un altro drone uccide il capo di Al Qaeda (era lui non bin Laden che, au contrair, era il finanziatore e il frontman). I due missili che gli lanciano contro non esplodono, sono dotati di lame rotanti atte a dilaniare il bersaglio per evitare danni collaterali. A parte la straordinaria e spettacolare crudeltà del device, c’era bisogno di uccidere un vecchietto? Un capo bastone in pensione? Non si poteva andare a prenderlo e, magari, processarlo come vorrebbe lo stato di diritto e concedergli il diritto ad essere messo di fronte ai propri accusatori? Per carità, in USA ci sono tra pochissimo le elezioni di mid term. Un missilino e magari un punticino sui repubblicani lo riguadagni.

Nel frattempo, rischiano di riesplodere le ostilità tra Serbia e Kosovo. Una questione aleatoria di targhe automobilistiche, sembra. Ovviamente, la NATO si butta a pesce da una parte e la Russia dall’altra. Sembra che una bella resa dei conti non sia così remota. Figo, no?

A complicare le cose ci si mette la visita della speaker della Camera dei Rappresentanti Nancy Pelosi a Taiwan che fa infuriare Pechino. La Cina allora, per rispondere, organizza muscolosissime esercitazioni militari con armi vere intorno all’isola. Alla faccia, dell’evitare pericolose escalation.

Non serve essere un raffinato storiografo per capire che siamo sull’orlo di una crisi mondiale. La profezia dell’autorevole Financial Times faceva presagire una crisi economico-finanziaria (otto mesi fa!) da far impallidire quella tra la fine e l’inizio degli Anni Dieci del Duemila. Quella risolta con le misure devastanti della troika (Germania, Francia e Fondo Monetario Internazionale) sulla Grecia e con quelle draconiane di Monti e la Fornero in Italia. Tra l’altro quello sarà il primo governo votato da nessuno e l’inizio di una tradizione che, qui, perdura da allora. Certo, il 25 di settembre prossimo venturo qui si voterà. E’ anche abbastanza inutile, credo. Si sa già chi vince e quanto durerà. Dopo l’autunno caldo dei mancati rinnovi dei contratti di lavoro, dell’inflazione al 12%, delle materie prima che costano il doppio (leggevo che una tonnellata di anidride carbonica per gasare l’acqua costava duemila euro alla tonnellata e adesso è a ventimila … passerò alla naturale), dello spread a 500 punti il governo di chi ha vinto le elezioni si sgretolerà grazie alla defezione del partito di turno e via ad un’altra ammucchiata delle larghe intese. Magari chiedendo in ginocchio al banchiere superstar di tornare, giurandogli fedeltà eterna e che mai nessuno si permetterà di contraddirlo o di disobbedire fino alla fine della legislatura. Capite che con quattro anni e mezzo da fare …

E’, tra l’altro, incredibile che del cambiamento climatico non si parli più. Una blasonata casa automobilistica tedesca presenta la nuova motorizzazione a gasolio di uno dei suoi modelli di punta. Scusate ma nel 2035 non si potranno più produrre auto con motori endotermici e adesso usciamo col diesel? Non era meglio anticipare, intanto, la sparizione di questo? Magari, poi, qualcuno ci dirà con cosa produrremo tutta quell’elettricità per le auto ad emissioni zero. Già adesso una conversione completa alle fonti rinnovabili riuscirebbe a coprire solo poco più del venti per cento del fabbisogno, immaginate con quell’aumento. Certo, ci sarebbe l’idrogeno ma non se ne parla più e la case automobilistiche, vista la direzione presa dai governi (chissà perché i petrolieri non si lamentano?), stanno abbandonando per la maggior parte questa tecnica.

Tanto insieme all’autunno caldo, tornerà il Covid con una nuova simpatica variante ma, stavolta porta gli amici! Sarà insieme al virus del Nilo, al vaiolo delle scimmie, ai batteri super-resistenti agli antibiotici e (un po’ ovunque) localizzati focolai di credulità un po’ stucchevole della gente. A quel punto però avremo già votato!

Tranquilli, non avremo il tempo di goderci il nuovo corso di casa nostra che sarà scoppiata una guerretta semi-mondiale o mondiale che vivrà e gioirà dell’inutilità di interessi geopolitici che erano desueti nel XX Secolo. Ma questo è il tempo delle terre rare e dei semiconduttori. Chi vi ha accesso tiene per le palle un mondo di sottosviluppati mentali che si sono sottoposti ad essere governati dalla tecnologia senza nessuna critica o coscienza e che, senza di questa, non riescono più nemmeno ad andare in bagno.

Chi ha qualche memoria degli studi superiori, ricorderà in che situazione si era appena prima dello scoppio della Prima Grande Guerra. Certamente, troverà delle analogie con la situazione odierna. Certamente, troverà anche delle differenze. Forse la più importante è che ai tempi, qualcuno aveva più ragione di altri.

Ora non si capisce chi ha più ragione (e smettiamola con questa balla della democrazia nel mondo occidentale governato dalla finanza e dai colossi della tecnologia che esercitano e determinano il potere che dovrebbe essere del popolo) e, soprattutto, chi sono i buoni. A occhio e croce, non siamo noi.

di Paolo Pelizza

© 2022 Rock targato Italia

PS: mancherò in questo spazio per due o tre settimane. Come sempre faccio d’estate, prendo una pausa per ricaricare la penna e riflettere. Vi auguro che le mie pre-visioni siano le più sbagliate della storia.

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Gli ascolti di agosto 2022.

Gli ascolti di agosto 2022.
articolo di Roberto Bonfanti

Le dinamiche del mondo della musica spesso possono insegnare molto. Abbiamo visto spesso personaggi esplosi ostentando la propria non appartenenza al mainstream finiti alla prima occasione a confezionare tormentoni radiofonici. Abbiamo visto artisti ribelli passare in un soffio dall’invocare nomi e verità scomode al fare da megafono a qualunque pensiero accomodante. E c’è stato anche qualche signore che urlava di voler andare in certi salotti solo “per combattere il sistema dall’interno” diventato poi proprio uno dei simboli di quello stesso sistema. Purtroppo è così che vanno le cose nel nostro Paese, tanto nella musica quanto in contesti più importanti. E credo che oggi sia importante ricordarlo.

Al di là di tutto, comunque, archiviate le due splendide giornate dello scorso weekend al Legend, torniamo a consigliare qualche bel disco uscito di recente.

È un progetto particolare, quello pubblicato da Francesco Pelosi in questa calda estate: “Cantata per Guido Picelli” è infatti un EP nato per accompagnare l’uscita di “Guido Picelli – un antifascista sulle barricate”, un romanzo a fumetti realizzato insieme all’illustratore Rise che racconta la storia sindacalista combattente protagonista delle barricate parmensi del 1922. Sei canzoni dall’indole folk in cui si alternano inediti e riletture di storici brani di lotta andando a comporre un percorso musicale suggestivo e orgogliosamente fuori da ogni moda.

Ci sono rabbia e impulsività in abbondanza, fra le pieghe del nuovo progetto di Pierpaolo Capovilla intitolato "Pierpaolo Capovilla e i Cattivi Maestri”: un album rock sanguigno, sporco, polemico, decadente e abrasivo che non deluderà quanti hanno amato Il Teatro Degli Orrori. Un lavoro in cui le chitarre stridono e la sezione ritmica martella a dovere, mentre la voce aspra di Capovilla snocciola storie, pensieri e anatemi con l’irruenza e il desiderio di esporsi che lo ha sempre contraddistinto.

Sono sempre vivi, gli Assalti Frontali, e sembrano desiderosi più che mai di uscire di raccontare la loro verità. “Courage” è infatti un album che ricalca in pieno lo stile della storica band romana, con un rap colmo di sonorità che richiamano gli albori dell’hip-hop italiano anni ’90, ma si distingue per contenuti che affondano le radici nel desiderio di reagire ai drammi sociali dell’ultimo biennio. Un disco immediato ma segnato dall’urgenza di non mettersi i paraocchi di fronte a un’epoca tanto complessa.

Si muovono con grande naturalezza fra pop, rock e venature cantautoriali, gli emiliani Nancy, e il loro lavoro d’esordio intitolato semplicemente “Nancy EP” è un piacevole insieme di canzoni capaci di spaziare fra quadretti narrativi venati di malinconia e momenti chitarristici più acidi senza mai trascurare la giusta dose di immediatezza. Un primo passo incoraggiante per una band dal sound ricco di sfumature.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

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