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Francesco Caprini

Francesco Caprini

Mau Nera a Rock Targato Italia. 8 giugno Merula Strumenti Musicali

 

 "Suoniamo tutti fin da giovane età, abbiamo cominciato da ragazzini a strimpellare rock nelle cantine e continuiamo tutt'ora, con grande passione"... Inizia cosi l'intervista ai Mau Nera gruppo piemontese tra i protagonisti di Rock Targato Italia in programma sabato 8 giugno da Merula, magazzino musicale. Inizio ore 14,30. Ingresso gratuit

 

Nome artista Mau Nera


-       Come sei/siete avvicinati alla musica?
Suoniamo tutti fin da giovane età, abbiamo cominciato da ragazzini a strimpellare rock nelle cantine e continuiamo tutt'ora, con grande passione.

-       Qual'è stata la scintilla che ha fatto scattare la fantasia e la necessita di cantare brani propri?
Te ne accorgi mentre stai studiando il brano di un'altro artista e pian piano, per puro gusto, gli modifichi alcune parti, cambi qualche accordo, rifai la melodia delle parole e via dicendo. Alla fine, i tuoi compagni della cover band ti sgrideranno perchè non hai imparato il brano, ma hai la soddifazione di avere un brano tutto tuo.


-       Con parole vostre come definireste la vostra musica?
Istintiva, passionale, senza fronzoli

-       Il nome della band o il nome da artista, come nasce?
Abbiamo preso il nome da una zona vicino alla nostra sala prove, località Maunera. Abbiamo poi separato Mau da Nera e scelto una gatta nera come nostro simbolo.

-       durante i vostri concerti cosa vi stimola a dare di più e cosa cercate dal pubblico?
Ci stimola l'allegria delle persone e la voglia di lasciarsi andare. Tutto il nostro spettacolo è studiato per far trascorrere due ore di spensierata libertà.

-       Qual'e un risultato che maggiormante vi aspettate dalla vostra produzione musicale e cosa non vorreste?
Ci piacerebbe essere identificati, riconosciuti nei suoni e nel tipo di liriche che proponiamo.

-       La musica è relazione condivisione partecipazione, lavoro, economia, svago divertimento, altro?
Soprattutto condivisione e rapporto di amicizia con chi ci segue. Il nostro divertimento è vedere i sorrisi delle persone alla fine dei nostri concerti e sapere di aver realizzato una bella cosa.

-       Realizzare un singolo o CD o EP autoprodotto vi affidate ad un arrangiatore? Contattate lo studio di registrazione?  Una volta realizzato, distribuirlo prevede un piano di lavoro,  come vi organizzate?
Il primo EP l'abbiamo registrato e mixato noi, a casa ed in sala prove. E' stato bello perchè abbiamo dedicato tanto tempo alla scelta dei suoni, registrando con diversi tipi di chitarre ed amplificatori.
Abbiamo poi fatto stampare l'EP in diverse copie da vendere ai concerti. L'album si può ascoltare anche in streaming dalle piattaforme dedicate e scaricare in digitale dagli shop online

-       Il significato di etichetta indipendente? Il suo ruolo è ancora importante?, è diminuito? non serve?  è cresciuto? qual'è la tua opinione
Tempo fa l'etichetta indipendente ti dava la possibilità di sperimentare senza seguire le tendenze di mercato, crescere artisticamente e far nascere qualcosa di diverso. Ora che si considera solo il successo immediato sui social, tanti prodotti indipendenti sono molto simili tra loro come se fossero prodotti da etichette major. Non crediamo che uscirà nulla di memorabile in questo periodo.

-       Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale? Sale prove, produzione discografica, promozione, organizzazione concerti. Altro?
Veniamo da una zona in cui la passione musicale è considerata veramente poco, prima di migliorare bisognerebbe iniziare a far qualcosa. Noi organizziamo dei piccoli festival con altri gruppi della zona grazie alla compiacenza di pochi appassionati gestori di locali. Facciamo pubblicità sui social, alla fine la gente viene ed anche il locale ha il suo ritorno economico.
Incontriamo molte difficoltà ad organizzare questo tipo di eventi in quanto per la maggior parte dei locali è più semplice ingaggiare un DJ o una cover band

-       Nei vostri sogni quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nel vostro regione di origine?
Ci piacerebbe suonare al Bloom di Mezzago, alla Latteria Molloy di Brescia, Spazio211 e Hiroshima di Torino, Laboratorio sociale di Alessandria, Ohibò di Milano e locali simili sparsi in Italia. Ci piacerebbe molto partecipare ai festival estivi di musica rock italiana, davanti a tanta gente spensierata sarebbe la dimensione migliore per proporre la nostra musica.

-       Quali sono gli artisti che vi hanno maggiormente influenzato
Le sonorità grunge americane e il post-punk britannico anni 80/90

Cosa pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?
I talent sono una valida vetrina per un interprete, sono meno efficaci per i compositori.

    Progetti futuri?
Nuovo album in registrazione ed un certo numero di concerti in giro. Stiamo sperimentando una strumentazione ibrida acustico/digitale per poter suonare anche in locali piccoli.

Intervista a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione Milano

blog www.rocktargatoitalia.eu 

ROCK TARGATO ITALIA

Selezioni Interregionali  PIEMONTE, VAL D’AOSTA

ingresso gratuito

MERULA MAGAZZINO MUSICALE

Via San Rocco, 20 - 12060 Roreto Di Cherasco CN 

Programma:

 

 

La solitudine del codice binario, di Paolo Pelizza

La solitudine del codice binario.

Il mondo è decisamente un posto strano in cui vivere. Spesso brutture e distorsioni sono maggioritarie rispetto alle cose belle, alle cose per cui vale la pena. La storia di oggi è che stiamo diventando fragili, spaventati e ignoranti rispetto a quello che c’è qui fuori. Anche noi ma, soprattutto, i nostri giovani.

Non voglio generalizzare. Ci sono tanti ragazzi che vivono fuori, che vanno al cinema e a teatro, che leggono libri, vanno ai concerti, che vivono il mondo. Io li sperimento tutti i giorni nel mio lavoro e quando insegno.

Purtroppo, ne esistono altri che sono caduti nella “grande trappola” del mondo virtuale. Senza scomodare quelli che si sono addirittura auto-segregati in camera loro (fenomeno nato in Giappone e noto con il nome di hikikomori), ce ne sono molti che, considerati non patologici, hanno elaborato o elaborano disagi che si ripercuotono su loro stessi e sugli altri. Qualche volta in modo tragico.

 Di fatto il mondo della rete e dei social media è un mondo facile. Un mondo semplificato, potrei dire, per avere una base imponibile più ampia di utilizzatori (seguaci, direi io). Le logiche su cui si basa sono banalissime: mi piace e non mi piace. Cosa c’è di più a prova di idiota? E, anche, di assurdamente acritico, diseducativo e superficiale che chiedere ad una persona un giudizio senza che abbia l’obbligo di argomentare?

I nostri adolescenti non vivono più nella “società”, non conoscono i fatti, non si occupano delle questioni della politica o dell’attualità, etc.

Non devono fare fatica per “approfondire” un argomento che è a portata di click, ora. Ai miei tempi erano lunghe giornate in biblioteca, dovevamo investire tempo e soldi per recuperare quel testo e quell’altro. Probabilmente, nell’era digitale, non ci si rende conto che su internet ci sono delle informazioni (a volte anche false e/o discutibili) ma, sicuramente, su cui non si può contare per costruirsi una formazione specifica o, più semplicemente, per elaborare un pensiero, un’idea propria del mondo e dell’esistenza.

Anche ai miei tempi c’erano le enciclopedie ma, si consultavano non ci si studiava sopra e non erano considerati testi sacri o oracoli.

E, comunque, quella della pubertà è un’età complicata, la confusione esistenziale si mescola a allo scompenso ormonale, acuendo disagi e sofferenza. Chi vorrebbe tornare a quell’età, probabilmente, non si ricorda bene cosa ha passato. Oggi, dentro a questo momento difficile di crescita c’è il carico delle relazioni e delle amicizie virtuali. Nascosti dietro a uno schermo e una tastiera si può dire di tutto e si possono coltivare pensieri morbosi, degradati e solitudini.

Pensate a un ragazzo oggi che viene educato all’affettività e al sesso dalla rete. E’ incredibile credere che elabori comportamenti violenti o deviati? No, ovviamente.

Intendiamoci bene, anche la mia generazione è stata educata dalla pornografia, rendendo, la morale cattolica dominante, impossibile accedere a corsi di (allora si chiamava così) “educazione sessuale” e, in famiglia, essendo un argomento tabù.

Ma, allora, il consumo del porno tra i giovani era una cosa sociale. Si consumava in gruppi misti di maschi e di femmine che stavano scoprendo la loro identità e i loro orientamenti. La faccio breve: si cresceva insieme da tutti i punti di vista. Non si tolleravano comportamenti violenti, di prevaricazione o irrispettosi. Pur essendo tutti diversi, condividevamo (veramente) dei valori (laici, per giunta!).

Volete un esempio, molto recente di come funziona? Eccolo.

E’ successo che una ragazza adolescente, lanciando un grido di allarme ha chiesto ai suoi “amici” se dovesse continuare a vivere o morire. Lo ha fatto con la stessa semplicità che ha imparato: Live/Die al posto di Like or Not.

In un mondo così deteriore, la conclusione della storia può indignare ma non è stupefacente: gli “amici” a larga maggioranza hanno deciso che dovesse morire e lei si è tolta la vita. Non è così tragicamente semplice?

In un gruppo vero, fatto da persone che si frequentano questa cosa non sarebbe mai successa. Per esperienza personale, se uno si vuole togliere la vita davvero, non lo dice a nessuno. Quello della ragazzina era un grido di aiuto, un S.O.S.

A cui hanno risposto con la stessa superficialità e la stessa noncuranza con la quale avrebbero deciso le sneakers di moda fosse meglio averle verdi o rosse.

Il problema che dietro a quella tastiera e quello schermo c’era una persona sola e vera che aveva bisogno di aiuto. La hanno fatta sentire ancora più sola e indesiderata. Non credo che gli “amici” volessero la morte della ragazza realmente. Non voglio.

Dico solo questo: esiste un reale progresso per l’umanità se gli strumenti che usiamo, mediano così tanto le esperienze e relazioni tra noi da non farcele percepire come vere? Se ci privano prima del senso di responsabilità e poi della coscienza? Non sarebbe meglio ridimensionare l’impatto che hanno queste piattaforme sulla nostra vita? Chi le gestisce è davvero lecito che abbia tutto questo potere senza nessun controllo  (tra l’altro, ormai, per loro stessa ammissione) sulle nostre vite?

Ieri, hanno fatto eleggere un presidente al posto di un altro, oggi ucciso una ragazzina.

Voglio fare un appello: il mondo non sarà il posto migliore in cui vivere ma, almeno, scopriamolo per nostro conto.

di Paolo Pelizza

© 2019 Rock targato Italia

blog www.rocktargatoitalia.eu

EL CABRON a Rock Targato Italia, selezioni area Emilia Romagna

La Musica è il nostro chiodo fisso, la nostra passione. Tutt'ora è il nostro miglior divertimento in attesa che diventi il nostro lavoro. Il pensiero del gruppo El Cabron è chiaro e condivisibilissimo. Di seguito l'intervista a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione Milano in attesa della loro performance al Cambusa Wave per Rock Targato Italia il programma il 26 maggio a partire dalle ore 15,00

Nome artista: El Cabron

Come sei/siete avvicinati alla musica?

Entrambi in tenera età di epoche diverse, ci siamo avvicinati alla musica spinti dalla necessità di distinguerci.

Qual'è stata la scintilla che ha fatto scattare la fantasia e la necessita di cantare brani propri?

Fin dal primo incontro il nostro obiettivo è sempre stato quello di salire su un palco per proporre la nostra musica. Abbiamo subito capito che è l'unico modo per poterci esprimere.

Con parole vostre come definireste la vostra musica?

La nostra musica nasce dall'incrocio di due lontane generazioni. Il buon vecchio grunge incontra l'energia del post punk e quello che ne esce fuori è una sorta di stoner che tanto stoner non è.

Il nome della band o il nome da artista, come nasce?

Cercavamo un nome d'effetto, possibilmente un nome in spagnolo... fattostà che durante una visita alla biennale del fumetto di Rimini ci ha colpito particolarmente la vignetta di El Cafone... subito ispirati è nato El Cabron.

Durante i vostri concerti cosa vi stimola a dare di più e cosa cercate dal pubblico?

L'idea di essere su un palco per proporre la nostra idea di musica è già di per se lo stimolo che ci spinge a dare ogni volta si più. Quello che cerchiamo dal pubblico è un ascolto attento e possibilmente un feedback.

Qual'e un risultato che maggiormente vi aspettate dalla vostra produzione musicale e cosa non vorreste?

Purtroppo anche noi ai giorni nostri godiamo di Like.

La musica è relazione condivisione partecipazione, lavoro, economia, svago divertimento, altro?

La Musica è il nostro chiodo fisso, la nostra passione. Tutt'ora è il nostro miglior divertimento in attesa che diventi il nostro lavoro.

Realizzare un singolo o CD o EP autoprodotto vi affidate ad un arrangiatore? Contattate lo studio di registrazione? Una volta realizzato, distribuirlo prevede un piano di lavoro, come vi organizzate?

Siamo noi stessi arrangiatori e produttori dei brani che abbiamo registrato.
Per la distribuzione ci affidiamo ai vari social.

Il significato di etichetta indipendente? Il suo ruolo è ancora importante?, è diminuito? non serve? è cresciuto? qual'è la tua opinione

Le etichette avevano motivo di esistere quando i vari gruppi emergenti venivano scoperti nei locali dagli scout. Ora la situazione è differente e i gruppi trovano più facile utilizzare i social per diffondere musica piuttosto che rivolgersi ad una etichetta.

Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale? Sale prove, produzione discografica, promozione, organizzazione concerti. Altro?

A noi piacerebbe che venisse dato spazio alle band emergenti nei vari media. Per esempio ogni radio potrebbe inserire nella programmazione anche nuove proposte.
Per quanto riguarda i live vale la stessa cosa, inserire nella programmazione dei concerti anche band che propongono inediti piuttosto che le solite tribute band.

Nei vostri sogni quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare? e quali quelli nella vostra regione di origine?

A noi piacerebbe suonare al Rock'nRoll di Milano, oppure al Vidia di Cesena. Ma soprattutto ci sentiamo pronti per i grandi festival insieme a band super cazzute.

Quali sono gli artisti che vi hanno maggiormente influenzato?

Ci piace pensare di avere l'energia dei Rage Against the Machine, la melodia degli Incubus e la tecnica dei Royal Blood

Cosa pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

I talent show sono una ottima vetrina per chi si vuole mettere in mostra in cerca di una facile e celere ascesa verso il grande pubblico, peccato che spesso altrettanto velocemente chi passa per questi canali viene dimenticato perchè superato dall' ultimo arrivato.

Progetti futuri?

Abbiamo appena registrato due brani in studio di registrazione di cui stiamo per girare i videoclip.

 

APPUNTAMENTO 

 

Cambusa Wave (Via G. L. Bernini 11 - Reggio Emilia) è uno studio multimediale situato a Reggio Emilia. Specializzato in produzioni audio/video il quale collabora attivamente con numerosi professionisti riconosciuti nel settore.

 

Per quanto riguarda la divisione audio, le figure di riferimento per lo studio sono i produttori; Roberto Drovandi e Fulvio Ferrari. I fonici:  Roberto Barillari, Dario Casillo e Nicolò Romani,  ed il fonico per la sezione live e manager Giovanni Pigino.

 

Il dipartimento video è sotto la gestione di Andrea Bonvicini, cinematografo e titolare della struttura

 

Domenica 26 maggio 2019 - inizio concerti ore 15.00

 

Programma:

 

 

 

 

blog www.rocktargatoitalia.eu

 

 

 

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