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MEDITERRANEA 19 Young Artists Biennale

MEDITERRANEA 19 Young Artists Biennale
San Marino 2020
School of Waters
A cura di
A Natural Oasis? A Transnational Research Program
Giornate di Apertura 22-25 Ottobre, 2020


BANDO DI SELEZIONE
1. INFORMAZIONI GENERALI
BJCEM, la Segreteria di Stato per l’Istruzione e Cultura della Repubblica di San Marino, gli
Istituti Culturali della Repubblica di San Marino e l’Università degli Studi della Repubblica di San
Marino, annunciano il lancio di MEDITERRANEA 19 Young Artists Biennale, San Marino
2020, la Biennale transnazionale, che si svolgerà nella Repubblica di San Marino da ottobre
2020 a febbraio 2021, con il titolo di School of Waters.
MEDITERRANEA 19 - School of Waters è dedicata ad artisti/e, scrittori/scrittrici,
ricercatori/ricercatrici under-35 (nati/e a partire dal 1 gennaio 1984), che vivono e lavorano
in una costellazione di territori collegati al Mare Mediterraneo. In questo contesto geopolitico,
MEDITERRANEA 19 - School of Waters vuole stimolare riflessioni sugli scambi e sulle
ibridazioni, così come sulle diaspore incrociate che attraversano lo spazio Mediterraneo
globalizzato.
Nata nel 1985 come piattaforma nomade, la Biennale, organizzata da BJCEM - Biennale des
Jeunes Créateurs de l'Europe et de la Méditerranée ha attraversato il Mediterraneo, nel
corso della sua storia, da Barcellona a Marsiglia, a Sarajevo, Roma, Atene e Tirana. In questa
prospettiva, ha sostenuto nel corso delle sue diciotto edizioni e trent'anni di lavoro migliaia di
artisti e artiste provenienti da più di 30 diversi paesi, mission che con questa edizione conferma
e intensifica. Ogni edizione della Biennale si rivela dunque con un'occasione di
approfondimento, incontro, mobilità, scambio e conoscenza.
BJCEM è un’associazione internazionale con più di 50 membri e partner in Europa, Asia e
Africa, che uniscono le loro forze per rendere possibile la Biennale e garantire la partecipazione
di giovani artisti e artiste provenienti o operanti nei territori dell’area Mediterranea. Lo scopo del
network è anche quello di creare opportunità per giovani operatori e operatrici culturali,
attraverso azioni pre-Biennale, finalizzate a sostenere la loro mobilità nel Mediterraneo,
attraverso la partecipazione a scambi, progetti collaborativi, programmi di formazione e ricerca.
Dislocata in diversi spazi della Repubblica di San Marino, MEDITERRANEA 19 è curata
dai/dalle partecipanti alla terza edizione del progetto A Natural Oasis? A Transnational
Research Programme (2018-2020):
Curatori Senior
Alessandro Castiglioni, Italia; Simone Frangi, Italia/Francia (fondatori e coordinatori di A
Natural Oasis?).
Comitato Curatoriale
Theodoulos Polyviou, Cipro/UK; Denise Araouzou, Cipro/Spagna; Panos Giannikopoulos,
Grecia; Angeliki Tzortzakaki, Grecia/Olanda; Nicolas Vamvouklis, Grecia/Italia; Giulia
Gregnanin, San Marino/UK; Giulia Colletti, Italia/UK (Ricercatori del progetto A Natural Oasis?
2018-2020).
Tutti/e i partecipanti di MEDITERRANEA 19 - School of Waters saranno selezionati dal comitato
curatoriale attraverso un bando di selezione.
La Biennale si svolgerà in alcune istituzioni e luoghi pubblici della Repubblica di San
Marino, tra cui: Cisterne del “Pianello”; Istituti Culturali di San Marino: Galleria Nazionale di San
Marino; Teatro Titano; Museo San Francesco; Rocca Guaita (Prima Torre); Museo di Storia
Naturale; Università della Repubblica di San Marino/Antico Monastero di Santa Chiara e Centro
Studi Permanente sull’Emigrazione-Museo dell’Emigrante della Repubblica di San Marino;
Ambasciata Italiana a San Marino; Torretta della Porta di San Francesco; ex Galleria Ferroviaria
Il Montale; ex Galleria Ferroviaria di Borgo Maggiore; Giunta di Castello di Borgo Maggiore;
Teatro Concordia; Istituto Musicale/Chiesetta di Sant’Anna e altri.
2. SCHOOL OF WATERS: CONCEPT CURATORIALE E STRATEGIE METODOLOGICHE
"If we think of the whole operation of a school as a performance, how does that change the ways we teach and learn,
or what we think of as knowledge? [...] Looking to performances themselves as sites of knowledge, [...] we might
engage with the public in critically reflecting on and imagining what a school can do and be."
— Lauren Bakst, School of Temporary Liveness
University of the Arts School of Dance, 2019
“The waters that we comprise are never neutral; their flows are directed by intensities of power and empowerment. [...] Water’s
transits are neither necessarily benevolent, nor are they necessarily dangerous. They are rather material maps of our multivalent
forms of marginality and belonging.”
— Astrida Neimanis, Bodies of Water: Posthuman Feminist Phenomenology, 2017
MEDITERRANEA 19 - School of Waters immagina una Biennale come una scuola
temporanea, ispirata dalle pedagogie radicali e sperimentali, e dal modo in cui queste sfidano i
format artistici, curatoriali e di ricerca. In questo senso, School of Waters opera come uno
strumento collettivo di de-familiarizzazione dagli stereotipi che manipolano i nostri immaginari
geografici, soprattutto quelli legati a un’interpretazione eurocentrica dell’area Mediterranea.
Partendo dal presupposto che gli esseri umani hanno la capacità di riunirsi, creare una
comunità, scambiare informazioni attraverso il gossip, lo storytelling e parlando di cose che non
esistono, MEDITERRANEA 19 prende come punto di partenza quegli argomenti critici contrari
all’eccezionalismo umano e mira a riconfigurare l'idea di apprendimento come un commoning
di quelle conoscenze insite sia nelle strutture umane, che in quelle non umane.
School of Waters si struttura intorno a una rivisitazione critica dell'agency materiale e
simbolica delle acque, in una prospettiva geopolitica ed ecologica profonda. Il desiderio di
imparare dalle acque dimostra la volontà di disinnescare i nazionalismi e riscoprire quel
sincretismo acquatico che ha costituito il Mediterraneo come una piattaforma complessa di
forme di vita e processi di apprendimento. Il gruppo curatoriale intende sviluppare
MEDITERRANEA 19 come un’ecologia di pratiche capace di attraversare una molteplicità di
spazi, in risonanza con la specificità di un piccolo stato come la Repubblica di San Marino.
Questo concept curatoriale opera contemporaneamente su di un piano metaforico e su uno
strutturale. Come suggerisce Lisa Robertson: “Mordersi i capelli, scrivere nell'acqua, nominare
Dio, scuotere un abito - il gesto viene cancellato nell'istante della sua esecuzione, cancellato
dalla livida autonomia del suo supporto elementale” (“On Water. A Proposition”, Tamawuj,
Sharjah Biennial 13, 2018). Infatti, il gesto impossibile dello scrivere sull’acqua è al centro di
una scuola "immaginata", dove l’acqua è approcciata come un’entità senziente, aperta e allo
stesso tempo resistente all'addomesticamento cognitivo.
Gli oceani, i mari, le calotte di ghiaccio, i laghi, i fiumi, le falde acquifere, gli stagni, la neve, la
pioggia, sono fluidi, si sciolgono, si condensano, evaporano e sono capaci di attraversare e
presentarsi in diversi stati. Queste formazioni acquose ci offrono infatti la possibilità di
rimodellare la comprensione delle identità statiche e del senso di appartenenza nel
Mediterraneo, partendo non dalle terre, ma dalle sue acque.
3. BANDO DI SELEZIONE E CRITERI DI ELEGGIBILITÀ
Il bando è aperto ad artisti/e, scrittori/scrittrici, ricercatori/ricercatrici di età compresa tra i
18 e i 35 anni (nati/e a partire dal 1 gennaio 1984), che vivono o lavorano nei seguenti
territori: Albania, Algeria, Austria, Bosnia ed Erzegovina, Cipro, Egitto, Francia, Grecia, Italia,
Giordania, Libano, Libia, Malta, Montenegro, Marocco, Norvegia, Palestina, Regione Nordica –
Norvegia, Svezia, Danimarca, Finlandia, Groenlandia, Isole Faroe -, Repubblica di San Marino,
Serbia, Siria, Slovenia, Tunisia, Turchia, UK.
Il bando è aperto a chiunque, senza distinzioni di genere, religione, comportamenti sociali e
politici.
La partecipazione al bando è a titolo gratuito.
Gli artisti e le artiste che abbiano partecipato a più di un’edizione precedente della Biennale dei
giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo, non possono partecipare al presente bando.
4. PROCEDURA DI PARTECIPAZIONE
Tutti i candidati e le candidate interessati/e devono inviare un unico PDF (per unire più pdf in
unico file si può utilizzare gratuitamente questo sito), contenente:
- Modulo di candidatura (può essere scaricato qui)
- CV completo
- portfolio (aggiornato al 2019)
- motivazione
una proposta di massimo 400 parole e materiale visivo che risponda al concept
curatoriale di School of Waters (sono ammessi anche link a YouTube e Vimeo)
Le candidature vanno scritte in lingua inglese e inviate entro il 26 gennaio 2020 alle ore
20 (ora italiana). Le candidature ricevute successivamente all’orario indicato, o scritte in
una lingua diversa dall’inglese, non verranno prese in considerazione.
Importanti informazioni addizionali:
● Le candidature vanno inviate esclusivamente via email (l’allegato non può superare i 25
MB) a questo indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
● L’oggetto della email dovrà essere: “MED19_Nome_Cognome”
● Il team di curatori selezionerà i/le partecipanti sulla base di un accordo con i soci
BJCEM. Per maggiori informazioni, l’elenco dei soci è disponibile sul sito www.bjcem.org
● I/Le partecipanti selezionati saranno ospitati a San Marino per le giornate di apertura
della Biennale (dal 22 al 25 Ottobre 2020). I loro viaggi saranno coperti dai soci BJCEM,
fino a un massimale che verrà discusso tra il socio di riferimento e l’artista selezionato,
mentre il loro alloggio, in stanze condivise, sarà coperto dal paese che ospita l’evento.
● I soci BJCEM copriranno le spese di spedizione e assicurazione delle opere, fino a un
massimale che verrà discusso tra il socio di riferimento e l’artista selezionato. Il paese
ospitante si occuperà dell’installazione delle opere, della loro protezione e sicurezza
negli spazi che ospiteranno l’evento. I lavori saranno esposti per tutta la durata della
Biennale.
● Eventi live saranno programmati nel corso delle giornate di apertura della
Biennale (dal 22 al 25 Ottobre 2020). Il paese ospitante metterà a disposizione spazi
attrezzati
● Non sarà riconosciuto alcun compenso agli artisti e alle artiste selezionati/e.
5. RISULTATI DELLA SELEZIONE
La selezione dei/delle partecipanti sarà realizzata dai curatori della Biennale. Le scelte dei
curatori sono definitive e incontestabili e saranno documentate in un report.
I nomi dei/delle partecipanti selezionati saranno pubblicati sul sito BJCEM
(www.bjcem.org) non oltre il mese di febbraio 2020.
6. ACCETTAZIONE DELLE REGOLE
La presentazione della candidatura implica automaticamente la piena accettazione del presente
regolamento e l'approvazione alla riproduzione di grafiche, foto e video delle opere selezionate
ai fini della comunicazione e dell’inserimento nei materiali promozionali relativi all'evento o agli
artisti e alle artiste.
7. DIRITTI DELL'ORGANIZZAZIONE
I/Le partecipanti riconoscono il diritto non esclusivo di BJCEM a pubblicare e riprodurre
immagini, video, testi e altre forme di documentazione degli artisti e delle artiste selezionati/e e
delle loro opere, a solo scopo promozionale e non commerciale. Queste riproduzioni
conterranno il logo Mediterranea 19 - School of Waters. Il presente bando è regolato dalla
legge del paese in cui gli artisti e le artiste inviano la loro candidatura. Per info generali scrivere
a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonare al numero +39 011 19504733.

 

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A un passo. Intervista a Max Zanotti. di Roberto Bonfanti

A un passo.

Intervista a Intervista a Max Zanotti
di Roberto Bonfanti

Max Zanotti è un artista sensibilissimo e prezioso. Già leader dei Deasonika e dei Casablanca, impegnato costantemente nel progetto Rezophonic e produttore di una lunga serie di album, in questi giorni sta pubblicando un nuovo splendido lavoro solista intitolato “A un passo” (nei negozi dal 22 novembre). Affascinato dalle sonorità cupe del disco e dal dolore che sprigiona in modo naturale da queste nuove canzoni, ho approfittato del concerto di presentazione dell'album all’Officina della Musica di Como per fare due chiacchiere con lui.

In questi giorni sta uscendo il tuo secondo album solista. Rispetto al disco precedente mi sembra che tu sia partito proprio da presupposti opposti.

Sì, ho voluto andare a recuperare le sonorità con cui sono nato musicalmente e con cui ho iniziato ad approcciarmi alla musica da ascoltatore. Quindi principalmente il blues acustico. Poi ovviamente, nel corso degli anni, sono uscite diverse realtà vicine a quel settore che mi sono piaciute ma che ho guardato comunque da lontano, forse perché sentivo che non era ancora il momento per riapprocciarmi a quel mondo con delle sonorità che fossero mie al cento per cento. Ora, dopo tanto tempo, mi sono finalmente sentito di farlo. La musica è una cosa importante e non mi è mai piaciuto fare le cose tanto per fare, per cui credo che ogni genere vada sempre affrontato con enorme rispetto e con i giusti tempi.

Il risultato è un disco che, pur essendo molto stratificato e pieno di collaborazioni, suona molto “solitario”.

Decisamente sì. Direi desertico.

C'è una frase molto bella in cui canti: “Fumiamoci la dignità. Lo sai che a noi non serve: serve solo a chi non mente.” In un altro brano canti: “Trascino la colpa fino a farmi male”. Per cui è un album in cui c'è molta consapevolezza dei propri limiti e molto dolore. Sbaglio?

Il disco s'intitola “A un passo” proprio perché il tema portante è il fatto di sentirsi eternamente vicini a qualcosa -che sia un sogno, un obiettivo, un amore o qualsiasi altra cosa- senza però riuscire mai ad afferrarlo. Questa sensazione ovviamente ti crea una serie di sofferenze e frustrazioni che poi si riversano nel tuo quotidiano. Personalmente questo senso di “ce l'ho quasi fatta ma...” è una sensazione che mi si è presentata di fronte molte volte e quindi l'ho assimilata e riversata nelle canzoni.

A proposito di cose rimaste “a un passo”: circa una quindicina d'anni fa c'è stato un momento in cui sembrava che anche i Deasonika fossero proprio lì lì per esplodere e raggiungere un successo enorme...

Sì, sicuramente c'è stato un momento in cui sembrava che fossimo “a un passo” dal farcela e anche quello può essere un episodio legato al discorso che stavo facendo. Poi, quando non si riesce a raggiungere quello che si vuole, non si sa mai se è solo colpa tua, colpa di altri o colpa di chissà cosa. Anche se alla fine si dà sempre la colpa agli altri. Però in fondo, se si vuole valorizzare l'uomo, bisogna avere anche la forza di puntare il dito contro i propri errori quando non ce la si fa.

Tra gli ospiti del disco ci sono diverse donne e tu hai sempre lavorato molto con le donne anche come produttore. Che idea hai della scena femminile attuale?

Se devo essere sincero, non seguo molto la scena contemporanea perché mi sono un po' disinnamorato, negli ultimi anni, del modo di fare musica che c'è oggi in Italia. Ora non voglio fare il discorso retorico sul fatto che “era meglio prima” o cose simili, però personalmente mi viene più spontaneo ascoltare musica “vecchia” perché la trovo più interessante di quella “nuova”. La scena femminile sicuramente è più interessante di quella maschile, forse anche perché di voci femminili ce ne sono meno, un po' perché nel genere che va di moda in questi anni le voci femminili hanno trovato poco spazio e un po' perché nel cantautorato in genere si è sempre preferita la voce maschile. Però personalmente apprezzo molto di più le voci femminili, anche perché nella vocalità femminile puoi ritrovare anche delle sfumature maschili mentre in una voce maschile non trovi quasi mai delle sfumature femminili. Per esempio, ho chiamato Georgeanne a duettare con me in un pezzo di questo disco proprio perché volevo una donna che avesse esattamente quel tipo di vocalità: io la adoro come persona, come cantante e come autrice per cui, quando c'è stato da spulciare fra tutti gli artisti che conosco e che stimo per definire gli ospiti del disco, ho voluto chiamare lei perché è una di quelle vocalità che mi intrigano molto. L'altra voce femminile che ho ospitato è quella i Kayla Parr, che è una cantautrice italo-inglese che ha una voce pazzesca e, appena l'ho sentita cantare, le ho detto: “io ti voglio nel mio disco”. D'altra parte bisogna chiamare quelli più bravi di te, per dare un valore aggiunto all’album.

Donne a parte, fra gli ospiti del disco c'è anche DJ Mike con cui avevi condiviso qualche anno fa il progetto “Della vita della morte”.

Sì, DJ Mike non si lascia mai: lui è sempre all'orizzonte. Oltretutto, fra gli ospiti, c'è anche Francesco Setta che è un cantautore di Como con cui mi è capitato di collaborare su altri progetti e, siccome mi piace molto la sua vocalità e il tipo di struttura ritmica che riesce a creare, ho pensato di portarlo all'interno di una canzone. Diciamo che ho voluto puntare, più che sui nomi famosi, sugli artisti che mi sembravano più adatti a ciò che volevo esprimere.

A proposito di Como: stasera presenti il disco qui ed è la prima volta che inizi un tour dalla tua città. Che rapporto hai con Como?

Direi che non ho rapporti. È un po' come quando mi chiedono che rapporto ho con i soldi: non sono di quelli che dicono “ho un pessimo rapporto con i soldi” ma semplicemente di rapporti non ne ho proprio. Con Como non è mai stato amore. Certo, è stato bello sapere di poter iniziare il tour proprio dalla mia città, ma è stato anche difficile perché in realtà Como è una città particolare e qui nessuno mi ha mai seguito più di tanto, per cui vedremo come andrà...

Il disco, come dicevamo, suona molto “solitario” ma non è assolutamente un disco “solo voce e chitarra”. È un lavoro molto stratificato e credo che in studio tu abbia fatto proprio un gran lavoro di “sintesi” per arrivare a quel suono. Dal vivo invece suonerai in duo, giusto?

Sì, saremo in due con ovviamente il supporto della tecnologia indispensabile per rendere nel migliore dei modi anche dal vivo le atmosfere del disco. Con me sul palco ci sarà Silvio Pirovano, che è proprio la persona con cui ho condiviso tutto il lavoro in studio e sono davvero contento del percorso fatto con lui. Di musicisti bravi, al mondo, ce ne sono tantissimi: la cosa realmente difficile è trovare qualcuno che, oltre a essere bravo, parli esattamente il tuo linguaggio e riesca a capire esattamente dove vuoi andare. Con Silvio mi sono trovato a collaborare su un altro progetto e, quando l'ho conosciuto, ho capito che era lui la persona perfetta con cui condividere tutto il lavoro su questo disco.

Alla vigilia della pubblicazione, cosa ti aspetti da questo album?

Mi piacerebbe che la gente riuscisse a capire qual è stato il percorso fatto in questi due anni di scrittura e produzione. Poi se piacerà o non piacerà lo vedremo. Però secondo me piacerà perché comunque non sono andato lontano da ciò che mi ha contraddistinto in questi anni, per cui le mie venature ci sono tutte.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

 

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SETTE INAUGURAZIONI - SATURA Palazzo Stella


SETTE INAUGURAZIONI
SATURA Palazzo Stella
Sabato 9 novembre 2019 ore 17:00


Per il nuovo ciclo di esposizioni dedicato ai protagonisti dell’Arte Ligure prosegue la retrospettiva del maestro Aurelio Caminati (1924 - 2012) “Omaggio a Caminati” a cura di Mario Napoli.

Si inaugurano le mostre personali di Stefano Borroni “Noi siamo della stessa materia di cui son fatti i sogni” a cura di Mario Napoli, Francesco Dammicco “Prototipi per fonderia” a cura di Andrea Rossetti, Massimo Gilardi “Volti o maschere?” a cura di Flavia Motolese, Fiorella Manzini “Movimenti” a cura di Andrea Rossetti, Francesco Martera “Frammenti” a cura di Flavia Motolese e la mostra collettiva internazionale “Cibarie Leonardesche Edizione Zero Tre” a cura di Beth Vermeer con eventi collaterali e performance interdisciplinari. Saranno esposte le opere di Carlo Accerboni, Laura Accerboni, Stefania Alba, Silvia Bibbo, Salvio Capuano, Valter Luca De Bartolomeis, Uri De Beer, Maurizio Elettrico, Marilena Faraci, Agostino Faravelli, Laura Fonsa, Francesco Geronazzo, Fabrizio Gori, Yana Karamandshukova, Andrea Mancini, Andreas Mares, Françoise Morin, Enzo Navarra, Silvia Noferi, Antonello Paladino, Gloria Pastore, Mario Pepe, Farzaneh Rostami, Claire Jeanine Satin, Roberto Tondi, Marisa Tumicelli.

Sarà, inoltre, visitabile il nuovo spazio “La Galleria”, tappa obbligata per tutti i critici e collezionisti che vogliano apprezzare opere esclusive di: Alexander Calder, Lynn Chadwick, Piergiorgio Colombara, Claudio Costa, Walter Di Giusto, Paul Flora, Stefano Grondona, Jean Marie Haessle, Keith Haring, Alex Katz, Attilio Mangini, Carlo Merello, Plinio Mesciulam, Riri Negri, Peter Nussbaum, Donald Saff, Emilio Scanavino, Kumi Sugai, Antoni Tapies, Victor Vasarely.

Le mostre resteranno aperte fino al 20 novembre 2019

Dal Martedì al Venerdì ore 9:30-13:00 / 15:00-19:00
Sabato ore 15:00-19:00
Piazza Stella 5/1 - 16123 Genova
tel. 010 2468284 / cell. 338 2916243 / E-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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La musica che valore ha realmente nella vita

002 - Antonio ChimientiRock Targato Italia

La musica che valore ha realmente nella vita

Premetto che con questo titolo torneremo spesso ed aprire argomenti o tessere nuove prospettive perché è chiaro che non è possibile esaurire in poche righe un titolo così avvolgente.

In effetti più che la musica in senso stretto è il suono ed avere un valore. Ed ancora un pò più in generale l’armonia che esso produce.

 

Ecco è l’armonia ed avere un valore profondo nella nostra esistenza.

L’armonia che ci viene in mente spontaneamente è quella fra le persone, almeno sé ponessimo la questione a persone che non sono musicisti mentre  sé la pongo a voi chiaramente rispondereste riferendovi a quella musicale, quella degli accordi e della composizione in genere. Eh sì , ma cosa risponderebbe un geologo, uno astronomo o uno zoologo quando osserva la sua armonia della natura  tutti i giorni della sua vita?

L’armonia non è un termine della lingua italiana pluri-significato o per scelleratezza dei nostri linguisti servo utile a colmare qualche lacuna o pigrizia nel cercare termini più appropriati… no. E’ l’armonia ed essere talmente universale da essere onnipresente in molti luoghi e contesti della nostra vita. Ora scendiamo nei dettagli

Il suono è energia. Sì verifica allorché qualcosa o più di una cosa interagendo fra loro produrranno un lavoro dunque una energia. la forma di questa energia è un’onda, che noi potremo udire , ma anche non udire. Ma l’onda non dovrà essere per forza acustica, ma per esempio ottica o fluida o di altra natura. Quello che a noi interessa perché oggetto di questo articolo è prendere coscienza che queste energie sono …. anzi non loro , ma noi SIAMO immersi in esse.

Queste “onde” sulla terra non hanno una vita infinita, decadono, ma le interazioni fra esse sono continue e pur avendo un Ordine preciso a noi ( generalmente parlando) sfugge qualsiasi loro periodicità o sincronismo. Di cosa sto parlando? Della spettacolare sincronia e perfezione delle onde prodotte da un sasso lasciato cadere nell’acqua. E’ il più banale degli esempi, ma basta ed accorgersi di cosa sto parlando. Bene, ma meraviglia delle meraviglie anche due persone o più che sì incontrano in quanto corpi con una massa producono l’energia responsabile della produzione di onde e dunque, a tutti gli effetti, diventando generatori di armonia.

 

La musica…..l’onda prodotta dalle nostre canzoni, dalla nostra voce, dalle semplici mani applaudite impattano contro i nostri corpi e di coloro che ci sono davanti ed interagiscono con essi producendo a loro volta una armonia ( un insieme di onde) che ci pervaderà con degli effetti che a seconda della tipologia del nostro corpo e del loro avranno un ventaglio di possibilità dal massimo armonioso alla più disturbante inarmonicità.

Come è possibile tutto questo? Faccio sempre un esempio a questo punto che mi trascino dietro dai tempi delle scuole medie: l’esempio del Diapason. Sé sì prendono due Diapason di peso e misure simili e lì sì pone uno di fronte all’altro, basterà percuoterne uno per produrre un SUONO e subito dopo anche l’altro comincerà ed emettere lo stesso suono, senza però averlo mai sfiorato. Questo  a dimostrazione che per effetto della SIMPATIA ( ora forse comincerete a capire cosa vuol dire quando due persone sì trovano simpatiche) le molecole del secondo Diapason cominceranno ed eccitarsi provocando appunto la genesi del SUONO.

Vediamo ora qualche applicazione pratica dopo aver acquisito queste riflessioni sull’argomento.

Un conto è suonare il proprio strumento da soli in una stanza o al massimo con qualcuno che già sì conosce e pertanto ora sappiamo essere già in armonia con noi, altra cosa è fare lo stesso con persone che non conosciamo come per esempio nuovi musicisti , un critico e peggio il pubblico.Tralasciamo il pubblico che nella misura del numero di persone di cui è composto ci indica quale sia il grado raggiunto della nostra Armonia i cui effetti benefici attraggono appunto codeste persone e concentriamoci su cosa dobbiamo fare per aumentarne il numero o rendere la nostra Capacità Armonia sufficiente a soddisfare il critico o ed interagire con successo con i nuovi amici musicisti.

 

Quello che dobbiamo fare sono due cose: la prima è ovvia fare esercizio, la seconda mettere in pratica al meglio l'oggetto dei nostri esercizi e cioé: riconoscere nelle nostre note ( composizioni, assoli di strumento, scritture di testi ecc ecc ogni qualsiasi piccola cosa che ci disturba.

 

Non disturberà solo noi , ma anche il nostro pubblico , gli amici musicisti , il critico,,,tutti.

 

Come fare a capirlo? Dobbiamo esercitarci a volerci bene, Dobbiamo desiderare di allontanare da noi ogni visibile impedimento al nostro successo. La pigrizia a rimuovere qualcosa di sbagliato è per esempio un classico. Quante volte capita di incidere una traccia  bellina e per questo non abbiamo il coraggio di cancellarla. Ma quello che per noi narcisisticamente appare carino per gli altri che non ne sono padri fa schifo! Dobbiamo per esempio alzare il livello di autocritica senza scivolare nell’autodistruzione. Possiamo eleggere un nostro collega a giudice e farci assistere. Di solito nelle carriere avviate sì ricorre ed un produttore Artistico per svolgere questo ruolo.

 

Un’altra cosa che possiamo fare per convincerci ed abituarci a questa sana e buona attività di auto presidio...è quella di prenderci una pausa lunga prima di emettere un verdetto sulle nostre scelte. Di solito queste pause sono odiose e considerate assurde, ma gli effetti positivi sono assoluti, poi i tempi sì ridurranno con l'acquisizione di maggiore autocritica. Capirete al volo ciò che è disturbante e non avrete bisogno di molto tempo. L’abitudine al bello presto vi farà apparire molto armonioso tutte le cose circostanti e riuscirete a portare miglioramenti anche a coloro che non hanno ancora raggiunto il vostro livello. Questa è la sensazione che ricevete quando vi trovate al cospetto di una persona che etichettate come esperta, o umile o meravigliosa. In realtà è armoniosa con sé stessa più di quanto sia la media delle persone che frequentate.

 

Anche lo strumento deve facilitarvi in questo. Deve essere un bello strumento, io personalmente quando comprai il mio Pianoforte a mezza coda impiegai mesi per trovare quello giusto. D’accordo era motivato dalla spesa, ma comunque sapevo che uno strumento armonioso( PER ME) non poteva essere frutto di uno standard , ma bensì di una persona simile a me, qualcuno di simile a me che aveva costruito il mio futuro Pianoforte. Lo amo quando lo suono. Quindi altro consiglio non procuratevi il primo mixer/ chitarra/ amplificatore

 

 batteria ecc ecc che capita perché non sapete quello che vi state perdendo. Stessa cosa vale per il vostro manager/Autore/ tour manager.

 

Abbiate il coraggio di difendere la vostra visione, ma solo dopo averla difesa anche da voi stessi.

 

Non partite da preconcetti che non vi appartengono, non utilizzate pensieri di altri, non abbiate vergogna di urlare i vostri, ma tenete sempre aggiornata la conta di ore che avete dedicato alla cancellazione degli errori dalla vostra armonia. Sé avete un conto consistente alzate pure la voce altrimenti è probabile che siate solo molto pieni di aria.

 

Ovviamente ci sono molte altre cose che il musicista professionista fa nell’aumentare la sua capacità Armonica come per esempio farsi coadiuvare da strumenti specifici per questo scopo, ma anche qui ci sono coloro che delegano per esempio ad uno strumento di mastering per aggiungere piacevolezza ( che in realtà risulterà stancante all’ascolto) e coloro che avendo seguito questi o altri precettii useranno quegli strumenti solo come controllo perché ed aver provveduto al raggiungimento dell’equilibrio e della piacevolezza saranno state altre scelte migliori di sicuro. Ho citato dei software musicali come plugin vst o programmi per ottenere miglioramenti della vostra musica perché voglio precisare che nel secondo millennio ci deve anche essere spazio alla tecnologia , ma sempre come strumento coadiuvante alla sensibilità ed intelligenza umana e mai nella indecente convinzione che la si possa sostituire.

La musica è intorno a noi? 

Ma forse ora potreste anche permettervi di dire qualcosa di più altisonante nei confronti di questo argomento. L’armonia è qualcosa che organizza i suoni e di riflesso obbliga a capire la natura di un suono, nonché la comprensione di ciò che è padre del suono, poiché ogni suono ( ogni onda di energia) ha genitori diversi da tutti gli altri e come al solito nei miei scritti, potenziare il proprio suono sarà possibile solo a partire dalla conoscenza più profonda di sé stessi.

Nei miei seminari potrai sapere:

 

- cosa sono le onde Pure e Spurie

 

- la genesi delle onde

 

- cosa rappresenta lo spettro armonico

 

- le oscillazioni spontanee

 

- le onde infinite

 

- le onde inudibili

 

- le onde terapeutiche

 

- l’ingombro delle frequenza all’interno di un mix, le tecniche per fare spazio

 

- la psicoacustica

 

- le prime riflessioni

 

- l'ascolto da un’altra stanza

 

- il suono anni 80 perché non stanca mai l’udito.

 

- Outboard analogico vs digitale

 

- l’errore umano è un errore?

 

 e tanti altri temi

 

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