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Fumetti, cinema e tv: pezzi unici di artisti in mattoncini LEGO dal 18 gennaio al 15 marzo

Inventati alla fine degli anni Quaranta,

i mattoncini LEGO sono un fenomeno mondiale:

accanto ai set tradizionali esiste un universo parallelo di creazioni originali realizzate da appassionati, che utilizzano i mitici mattoncini per ricreare veicoli, personaggi e ambientazioni ispirati al mondo del cinema, del fumetto e dell’immaginario.

 

Fino al 15 marzo WOW Spazio Fumetto ospita la mostra Hero Bricks. Per la prima volta verranno esposte insieme più di 50 creazioni in mattoncini LEGO®, che omaggiano autentici miti del fumetto, del cinema e della TV: da Batman a Ritorno al Futuro, dagli eroi Marvel ai Ghostbusters, fino a Tex e Star Wars. Un percorso inedito che permetterà di scoprire tante curiosità che aiuteranno il visitatore a calarsi nella storia di ogni personaggio, serie tv e film.

Mostra realizzata in collaborazione con BrianzaLUG, AFDL, Western Italia, Orange Team LUG, SILUG, Passion Bricks e Piemonte Bricks LUG.


Dal 17 gennaio al 9 febbraio WOW Spazio Fumetto ospita Calibro Acrilico, la prima personale dedicata a Fabrizio De Tommaso: disegnatore e illustratore che ha saputo approcciarsi in modo inedito e originale al ruolo di copertinista, dall’ottobre 2015 realizza le cover della serie Morgan Lost, personaggio ideato da Claudio Chiaverotti e pubblicato da Sergio Bonelli Editore.

Morgan Lost rappresenta però solo una parte della produzione di Fabrizio De Tommaso. L’esposizione ripercorrerà la sua carriera con oltre cinquanta opere originali, tra cui copertine e illustrazioni realizzate per editori quali Cosmo e SaldaPress, oltre naturalmente alla collaborazione con Sergio Bonelli Editore. Saranno infatti presenti le splendide copertine di Morgan Lost, la miniserie del 2018 che vede l’incontro tra Morgan e Dylan Dog e le tavole delle due storie disegnate da De Tommaso per l’investigatore dell’incubo.

Ingresso libero alla mostra. Attenzione: sabato 1° febbraio la mostra sarà visitabile unicamente dalle ore 15:00 alle ore 16:45.

 

Domenica 2 febbraio vi aspetta un laboratorio per scoprire il kamishibai, una forma espressiva di narrazione per immagini che giunge dal Giappone.

I partecipanti al laboratorio verranno guidati nelle varie fasi di realizzazione di una storia illustrata: dall’elaborazione di un testo alla realizzazione dei disegni, per finire con l’apprendere i rudimenti delle modalità di narrazione. A fine laboratorio potremo così raccontare al pubblico la nostra storia attraverso il kamishibai!

Il laboratorio è dai 10 anni. Per partecipare, prenotazione obbligatoria a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 


Sabato 1° febbraio, parte del piano terra di WOW Spazio Fumetto non sarà visitabile dalle ore 17:00 fino alla chiusura.

In particolare, la mostra Calibro Acrilico rimarrà aperta solo dalle 15:00 alle 16:45. L'esposizione Hero Bricks sarà invece normalmente visitabile dalle 15:00 alle 20:00.

 


Tornano i laboratori del weekend di Didattica WOW: domenica 9 febbraio impareremo a disegnare super costumi!

Anche supereroi e supereroine devono curare il loro look: insieme ci divertiremo a creare la nostra linea di costumi, con mantelli svolazzanti, guanti di acciaio e ali fatate!

Il laboratorio è dai 6 anni. Per partecipare, prenotazione obbligatoria a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.." target="_blank" rel="alternate">.

 

 

ANDREA FERRARA 

 

Divinazione Milano S.r.l.

 

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network

 

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web: www.divinazionemilano.it

 

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“HO BISOGNO DI TE” il nuovo videoclip di Daniele Chiarella

Da oggi su YouTube

“HO BISOGNO DI TE”

il nuovo videoclip di Daniele Chiarella

https://youtu.be/-H0vhaqOO_o

 

Il singolo è pubblicato dall’etichetta discografica Terzo Millennio Records:

Daniele Chiarella ha scelto di rappresentare il suo singolo “Ho bisogno di te” con un videoclip minimale, ma che rende perfettamente l’idea dell’assenza, suggerita sia dal titolo che dal testo del brano.

Il video prende ispirazione dalla corrente cinematografica “Dogma 95”, un movimento che si pone l’obiettivo di rendere la scenografia essenziale, eliminando luci ed effetti speciali.

Il video gioca dunque per sottrazioni, mostrando una sequenza di frammenti della giornata di una ragazza chiusa tra le mura di casa. Un letto, un frigorifero vuoto, un bagno deserto e una cucina dove il caffè non sale mai: tutto sembra suggerire una condizione di solitudine e di attesa.

Il vuoto si fa sempre più concreto, sottolineando l’assenza di una persona, segno evidente di una relazione ormai terminata.

L’idea di Daniele Chiarella sembra condividere pienamente la visione di Bukowski sull’arte: la sua verità risiede nella semplicità. «…La verità profonda, per fare qualunque cosa, per scrivere, per dipingere, sta nella semplicità. La vita è profonda nella sua semplicità.» (C. Bukowski, Hollywood, Hollywood!).

L’arte è un tema che ricorre anche nell’oggetto delle riprese, soprattutto nella prima inquadratura che parte proprio da un dipinto celebre, “Il bacio” di Hayez.

Il singolo è disponibile in tutti i webstore.

Per chi conosce Daniele Chiarella non è una novità.

Artista indipendente, situazionista, amante delle letture e spericolato sperimentatore dei linguaggi musicali. Nella sua criptonicchia esistenziale si presenta in diverse versioni artistiche in maniera molto naturale; ora leader del gruppo Fanali di Scorta in altre occasioni semplicemente Daniele Chiarella, spesso semplicemente come musicista in collaborazione con diversi protagonisti della scena torinese.

Una vera perla che brilla di luce propria nello stantio panorama musicale nostrano. Un artista che osa, sperimenta, che ricerca con coraggio con amore, passione e ironia, soluzioni inaspettate seducenti intriganti per dare maggiore forza, contemporaneità e comunicazione alla sua produzione artistica.

Un gioco impegnativo, ricco di imprevisti e non sempre portatore di nuovi orizzonti, anzi a volte le scelte estreme che hanno esaltato la sua produzione artistica, sono fallimentari. Ma avanti si va.

Cosi come Fontana nello Spazialismo e Klein con il monocromatico aprono nuove frontiere alla pittura, nella musica racconta Daniele Chiarella “…oggi c’è tanto bisogno di togliere e non aggiungere per creare… “

Un minimalismo impressionante, estremo che a tratti ricorda la poetica di Bukowski

Copertina di Marica Vizzuso

Registrato c/o Freakone, Torino

Daniele Chiarella nel web:

https://www.facebook.com/danielechiarellaartist/

 

 ASIA BORSANI

Divinazione Milano S.r.l.

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network

Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano

Tel. 393 2124576 – 392 5970778

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web: www.divinazionemilano.it

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DIECI RAGAZZE (PER ME)…

DIECI RAGAZZE (PER ME)…

Scusate se mi permetto di parafrasare una delle più note canzoni italiane scritta da Mogol (il testo) ed interpretata da Lucio Battisti. Ma così … quando le luminarie non ancora rimosse dalle città sono scheletri spenti, quando dopo le libagioni rimani prosaicamente con un senso di pesantezza che nemmeno il bicarbonato di sodio può lenire, quando la sbronza ti passa, quando hai appena finito di comprare i regali su Amazon e sei in coda all’antica lungo i corsi per accaparrarti il pantalone in saldo (che sarà esaurito ma tu lo scoprirai solo dopo essere stato al gelo sul marciapiede per sei ore coltivando una bronchite monumentale) … dicevo, in quel momento anche la fantasia ti abbandona e ti lascia con un vago disorientamento.

Questo ti pone di fronte ad un bivio: cominciare ad auto-medicarsi con sostanze psicotrope oppure seguire le inesorabili vicende legate al Festival di Sanremo! Anche quest’anno, ho scelto Sanremo!

Ok, un po’ me lo avete chiesto ma ne avrei fatto a meno? Siamo alla Settantesima Edizione ed il Festival non ne vuole sapere di andare in pensione, anzi… Ringalluzzito dagli ascolti che riceve (negli ultimi anni) anche grazie all’aiutino di una contro-programmazione inesistente, giusto per non urtare la sensibilità di inserzionisti big spender che poi i soldi li danno a tutti, il Festival impazza per i consueti sei mesi: da dicembre a maggio non si parla d’altro.

Incredibilmente, sono uscite delle indiscrezioni … Nello stupore generale, qualcuno ha fatto notare che è da trent’anni che è così imprevedibile che escano delle indiscrezioni tutte le volte!

La prima indiscrezione riguarda i cantanti in gara. Un grandissimo parterre per una manifestazione canora del solito livello: altissimo. Il conduttore attuale ha dichiarato (novità assoluta) che la manifestazione che arriverà nella casa di tutti gli italiani, privilegerà la musica. Cazzo! Ci speravo proprio che lo dicesse anche lui. Mai abbiamo sentito una dichiarazione più disattesa, tutti gli anni.

Comunque, passiamo ai grandi e ai grandissimi nomi: Rita Pavone, Michele Zarrillo, Elodie, Anastasio, Paolo Jannacci, Irene Grandi, Le Vibrazioni, Piero PelùPinguini Tattici Nucleari (nome perfetto per fare il botto), Marco Masini, Levante, Rancore (oh mio Dio!), Junior Cally (un altro rapper), Giordana Angi (un’altra fuoriuscita da talents show), Elettra Lamborghini, Francesco Gabbani (va bene con tutto… Gabbani is the new black), Enrico Nigiotti, Diodato, Bugo e Morgan, Alberto Urso, Riki, Tosca, Raphael Gualazzi ed Achille Lauro.

A parte che mi stanno già mancando Ultimo e Loredana Berté: il primo perché ho trovato la rissa con la Sala Stampa dell’anno passato il momento di televisione più alto dell’ultima decade e la seconda perché è (ormai) l’unico personaggio genuino della musica italiana.

Imperdibili i temi delle canzoni. Giordana Angi canterà una canzone sulle madri o meglio su sua madre, Rancore rapper romano canterà un pezzo su Siria-Iraq-Biancaneve-etc. etc., Elettra Lamborghini parlerà di niente in un brano dal sapore sudamericano ballabile, i Pinguini Tattici Nucleari presentano un pezzo intitolato Ringo Starr (sarà un omeggio?), Achille Lauro canta “Me Ne Frego” con sonorità non proprio contemporanee, Bugo e Morgan si dedicano ad un duetto, Rita Pavone canta “Niente” (e magari!)…

Ma il tocco di nazional popolare che non può mancare è stato dato dalle polemiche che già si sono infuocate senza preliminari. La prima riguarda le idee politiche di alcuni cantanti in gara. Qualcuno ha definito la partecipazione di questi come il festival dei “fascistelli”. Ora, io credo che sia sbagliato discriminare qualcuno per le sue idee politiche, il genere, il colore della pelle, la religione e/o l’orientamento sessuale. Come credo che sia sbagliato, agendo al contrario, farlo vincere.

Meno male che il bravo conduttore ha già calmierato la querelle dichiarando che sono solo canzoni.

Ma Amadeus per tenere calda l’attesa ha anche fatto di più. Niente più co-conduttrici fisse. Così invita alcune personalità femminili. Una decina…

Di due sue colleghe dirà che le ha chiamate perché sue amiche e non perché ottime professioniste della televisione.

Una la vuole perché è capace di stare con un grande uomo, stando due passi indietro e fanculo a decenni di lotte femministe, di parità di diritti. Che ce frega! Sanremo, ancora una volta è Sanremo.

Poi c’è la vicenda della giornalista. La voleva perché poi si poteva non volere più. Ma per poi volerla ancora per parlare della donna e di una condizione che ancora oggi non ha avuto l’evoluzione dovuta, soprattutto ad altre latitudini, costringendola all’argomento, nel senso che non può parlare di altro. Per lei un solo passo indietro! Che grande modernità. Oltre alla questione della parità di genere, qui si ravvisa anche un leggero odore di censura, di violazione alla più inviolabile delle norme: la libertà di espressione. Suvvia, esagero!

Pensate che ha anche invitato un gay dichiarato a cantare tra gli ospiti!

Nel pregare per una beatificazione in vita di Amadeus, mi trovo obbligato a citare un altro grande cantante italiano.

Sono solo canzonette … Non metteteci alle strette.

di Paolo Pelizza

© 2020 Rock targato Italia

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detto FERRANTE ANGUISSOLA, nuovo album "A OCCHI APERTI"

detto FERRANTE ANGUISSOLA

dal 3 gennaio 2020

in tutti i digitalstore con il nuovo album 

“A OCCHI APERTI"

Ferrante Anguissola (detto) è un Artista, un Poeta da scoprire

“A occhi aperti”: le otto canzoni che compongono il disco raccontano con garbata e elegante ironia storie, aneddoti, viaggi, metafore. I testi e le musiche sono di Ferrante Anguissola esclusa “Il Dromedario e il Cammello” il cui testo è tratto dal “libro degli errori” ediz. 1964 di Gianni Rodari.

La produzione artistica è di Alessandro Boriani.

“A occhi aperti”, pubblicato dall’etichetta discografica Terzo Millennio, sarà disponibile dal 3 gennaio in tutti i webstore nella versione digitale e con un CD a tiratura limitata.

FERRANTE ANGUISSOLA (detto). Sinossi

Il senso dell'amore, il rispetto degli altri, i sogni, i viaggi, la libertà, il destino. Grandi temi in piccoli racconti dove la vocazione lirica si mescola a una sottile ironia. Poeta e musicista, Ferrante Anguissola ha attinto a episodi di esperienza vissuta per scivolare nelle pieghe della memoria e sublimare i ricordi in una dimensione sospesa, in bilico fra realtà e immaginazione.

«A diciassette anni scrivevo canzoni e inventavo storie» racconta oggi ripensando alla sua infanzia fra Piacenza e Cremona, alla vita contadina in un'antica cascina della Bassa dove i ritmi di un'esistenza agricola e i colori della campagna sono stati lo scenario di un'educazione mitteleuropea. Un nonno concertista, una madre pianista gli hanno lasciato nelle dita i doni della musica. Ferrante non parla. Sussurra. «Timido ma determinato», dice, si divideva fra i primi concerti campestri, negli anni di collegio a Firenze, e una bizzarra pratica ingegneristica che lo vedeva assemblare materiali di recupero bellici per farne stazioni-radio di fortuna, un radio-amatore sognatore in dialogo con l'altro lato del globo.

La sua avventura “on the road” lo ha portato, fra i primi autostoppisti, sulle strade d'Europa nel secondo dopoguerra. Dalla Germania distrutta all'Olanda remota, dalla Londra bombardata agli ostelli della gioventù e alle golette di Stoccolma, l'irrinunciabile colonna sonora dei suoi spostamenti mixava brani di Charles Trenet e Jacques Brel con canzoni della tradizione classica napoletana. Vestito di blu, nei ristoranti di South Kensington, accompagnava alla chitarra i suoi primi testi abbinati a melodie semplici e orecchiabili, parole e versi, adattamento inedito e personale del teatro canzone. Rime, assonanze, metafore hanno cominciato allora a intrecciarsi con la musica, coi tempi dei sonetti e delle ballate. La canzone d'autore incontrava l'eco dei trovatori provenzali.

L'uso attento dei termini, l'affondo su temi amari edulcorati dalla poesia, hanno poi distinto l'album degli esordi “Poligrafici Pensionati Trombai e Santi”, affresco di un'umanità eccentrica e fragile, uscito alla fine degli anni Settanta con lo pseudonimo di Asterix e ispirato alla lezione epocale di Bob Dylan, Joan Baez o Fabrizio de André.

In questa sua giostra dell'umana commedia, dove si muovono amanti e girovaghi, marinai e mercanti, allegoria di stati d'animo e inganni del cuore, Ferrante Anguissola ha nascosto messaggi di pungente attualità che toccano, con polemica garbata, problemi giganteschi: la solitudine, l'incomunicabilità, l'intolleranza, la paura del diverso, l'amore negato. Oggi, a distanza di anni dal primo disco, e dopo l'uscita nel 2018 di “Anima e Vento”, Ferrante torna, con un nuovo album “A Occhi Aperti”, a riflettere sul valore della parola scritta per la musica e della musica scritta per la parola.

Raccogliendo le fila di una vita, non ha smesso di cercare e di viaggiare. Non ha scollegato le antenne del giovane radioamatore in attesa di segnali dal futuro, non ha smesso di onorare il patto che alcuni decenni fa – quando era un ragazzo di provincia con la passione per la musica francese e napoletana – siglò con se stesso: non tradire le sue origini, non dimenticare la fatica, la ricerca di giustizia e verità. Così, dopo mesi trascorsi in studio di registrazione a caccia del verso giusto, inesausto artigiano della canzone, Ferrante Anguissola torna al microfono da eroe maturo, sempre elegante ma combattivo, pronto ad affrontare nostalgie e rimpianti, ma con la stessa immutata energia dei “suoi” anni Settanta, inevitabile dovere di un maestro della sua età: conciliare l'eterna voglia di libertà con la coscienza profonda di un uomo che ha vissuto.

a cura di Chiara B. Gatti

detto Ferrante Anguissola nel web:

Facebook: https://www.facebook.com/ferrante.aanguissola

Instagram: https://www.instagram.com/ferranteanguissola/

 

FRANCESCO CAPRINI – FRANCO SAININI

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