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Dimora Artica: Siamo venuti per guardare

Dimora Artica presenta Siamo venuti per guardare, prima mostra personale di Lorenzo D’Alba. La mostra, che si tiene dal 31 maggio al 2 luglio, indaga il tema dell'atto creativo e del suo rapporto con la diversità rispetto al canone.
La ricerca nasce dalla consapevolezza del potenziale dormiente dell’atto creativo umano. La relazione con il mondo fuori di sé, l’assimilazione e la comprensione dell’altro vivono per lui nella contrattazione costante tra superficie e spazio, tra plastica e sperimentazione dei materiali. La pratica dell’artista parte da un immaginario soggettivo nel quale le suggestioni si mescolano a fascinazioni di un altrove misterioso, per dare luogo a paesaggi sconosciuti ma in un certo modo familiari, dove il mondo dell’immaginazione si tramuta in forme plastiche e narrazioni visive. Il nome della mostra trae ispirazione da Storia della tua vita di Ted Chang, racconto secondo il quale il rapporto con l’altro può avvenire a pieno solo se si è in grado di guardare il mondo anche dal suo punto di vista. Allo stesso modo l’artista plasma ed educa le proprie storie per farle diventare realtà autonome, paesaggi abitati e abitabili che insegnino a chi le esperisce a immedesimarsi in un altrui prima sconosciuto.
Presso Dimora Artica sono esposti un ciclo di acquarelli e alcune sculture realizzate da Lorenzo D’Alba, i quali convivono con un’installazione che occupa tutto l’ambiente espositivo, trasformandolo in una natura grottesca. Infine un wall drawing si sviluppa lungo le pareti in volute e pittogrammi di ascendenza preistorica. L’intervento dell’artista non viene effettuato su un punto specifico, ma è pensato per colonizzare qualsiasi spazio gli venga concesso, sia esso una parete bianca o un interno domestico, dove spalancare nuove dimensionalità.

Blog: rocktargatoitalia.eu

Stefano Romano: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

 

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La Giarina arte contemporanea: Prima che il gallo canti

Sabato 27 febbraio, ultimo giorno di apertura al pubblico della personale di Silvano Tessarollo, Prima che il gallo canti, sarà disponibile in galleria per i visitatori interessati, dalle ore 15.30 alle ore 19.30, l'originale catalogo della mostra appena stampato.

Il testo e l'intervista all'artista, con la traduzione in inglese di Michael Haggerty, sono del curatore Luigi Meneghelli.

La grafica e lo studio delle immagini, che ricreano l'atmosfera sospesa della mostra, sono stati curati dallo stesso Silvano Tessarollo, che è riuscito a realizzare un vero e proprio catalogo d'autore.

 

Orario di apertura al pubblico dalle 15.30 alle 19.30,
nel rispetto delle norme anti Covid-19.
L'ingresso è libero e gratuito.

Blog: Rocktargatoitalia.it

Eleonora Corso 

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Viafarini presenta Viafarini.org

Viafarini presenta Viafarini.org
8.000 documenti, una narrazione corale in occasione dei 30 anni dalla nascita.

Invitiamo tutti ad aggiungere proprie memorie e testimonianze, scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Il progetto è realizzato da Giulio Verago, curatore, Tommaso Pagani e Francesca De Zotti, neolaureati in studi curatoriali, Patrizia Brusarosco, fondatrice, e da Officinebit.ch - Alice Sarchielli, Matteo Frigé, Ilaria Calderola, Umberto Cavenago, che nel 2000 realizzò il workshop Officinabit per la progettazione del primo sito.

 

Blog: https://www.rocktargatoitalia.eu/

GIOVANNI TAMBURINO

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Fumetti. La Galleria Tega omaggia Achille Perilli, a Milano

Achille Perilli - Fumetti - 1960-1966

Galleria Tega (via Senato 20, Milano)

Inaugurazione lunedì 3 febbraio 2020 dalle ore 18:00 alle ore 21:00

4 febbraio - 13 marzo 2020

 

In concomitanza con l’uscita del Catalogo Generale dei dipinti e delle sculture (1945 - 2016) di Achille Perilli edito da Silvana Editoriale, la Galleria Tega rende omaggio al maestro romano con una mostra dedicata al periodo dei suoi “fumetti”. Dal 4 febbraio al 13 marzo (inaugurazione lunedì 3 febbraio dalle ore 18:00 alle ore 21:00).

Nel 1957 Achille Perilli sulle pagine dell’“Esperienza Moderna” esprimeva la sua volontà di sostituire un informale che aveva esaurito il proprio tempo, con un segno spontaneo ed immediato capace di comunicare all’osservatore emozioni dirette ed istintive promosse dall’inconscio. Così sono nati i suoi “fumetti” dipinti materici con piccole ideali sequenze che recuperano e rinnovano quella grafia attivata dalla gestualità di Joan Miró e con il tratto graffito tipico di Paul Klee.

Achille Perilli - Lo scopo della vita, 1962 - tecnica mista su tela 100x80 cmvAchille Perilli - Lo scopo della vita, 1962 - tecnica mista su tela 100x80 cm

La Galleria Tega presenta un percorso espositivo di una trentina di opere eseguite nei primi anni Sessanta. L’esposizione parte cronologicamente da una grande composizione del 1960, intitolata “Tradotto dall’assiro” un ripetuto segno grafico che attraversa lo spazio e lo determina. Nei lavori successivi come “Il Lamento dell’ultimo menestrello” del 1962 e “Visibile e invisibile” del 1963 si levano dalla tela figure in sospensione aerea creando dipinti di ironica allusione formale, frazionati da ritmiche e suggestive emozioni orizzontali separate da riquadri di colore.

Nel 1967 Perilli approda all’ultima decisiva svolta: le forme informi si aggregano e tendono a costruire uno sviluppo geometrico che gli consentirà di entrare in una nuova misura concettuale. La mostra si ferma su questa soglia concentrandosi sul momento creativo dei “fumetti” che qui si conclude con due significative prove del 1965 e del 1966 intitolate rispettivamente “Il culto della dissipazione” e “La retorica irreale”.

BLOG: www.rocktargatoitalia.eu

 

ANDREA FERRARA
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