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Francesco Caprini

Francesco Caprini

REVOLUTION 0 in Programma alle Finali Nazionali di Rock Targato Italia

 

"Pensiamo che attualmente in Italia, ma anche in altri paesi, la musica di band emergenti abbia poco spazio, perché, essendoci ancora in attività mostri sacri della musica, il pubblico ha maggior interesse ad ascoltare e spendere per un loro disco o concerto... (REVOLUTION 0).

Abbiamo posto alcune domande alla band REVOLUTION 0 in Programma alle Finali Nazionali di Rock Targato Italia a Milano, intervista  cura dell'ufficio stampa Divinazione Milano 

 

  1. Nome artista
  2. Parlateci della vostro percorso come band (Come vi siete conosciuti, che genere di musica suonate, Quali sono le vostre influenze musicali)
  3. cosa ne pensate del panorama musicale attuale italiano? Credete che ci sia abbastanza spazio e possibilità per artisti emergenti e per visi e voci nuovi?
  4. cosa vi aspettate e sperate per il vostro futuro musicale
  5. cosa rappresenta per voi la vostra musica? ha un obiettivo (magari un messaggio non completamente visibile, un ideale o un pensiero più o meno filosofico) o più semplicemente è un modo per 'sfogare' i vostri sentimenti e condividerli?
  6. Nell’era digitale, pensate che sia ancora necessario trovare un etichetta discografica che pubblichi le vostre canzoni?
  7. Rapporto con il vostro pubblico: come comunicate con i fan? Come li coinvolgete?
  8. Un momento memorabile come band?

 

Revolution 0

Il progetto nasce tre anni fa, ma con questa formazione siamo attivi da gennaio di quest’anno.

La band è influenzata principalmente dai generi Hard Rock ed Heavy Metal (cantati rigorosamente in italiano), anche se, oltre a questi, ascoltiamo anche musica Blues, Rap e Jazz.

  • Pensiamo che attualmente in Italia, ma anche in altri paesi, la musica di band emergenti abbia poco spazio, perché, essendoci ancora in attività mostri sacri della musica, il pubblico ha maggior interesse ad ascoltare e spendere per un loro disco o concerto.

Quindi le band emergenti devono essere in grado di proporre della buona musica che sia anche nuova e saper fare un ottimo live per riuscire ad ottenere il consenso e l’interesse  degli ascoltatori.

  • In futuro speriamo di poter raggiungere grandi traguardi e di poter trasformare un grande amore in una professione.
  • Ciascuna delle nostre canzoni racconta delle storie, che possono essere una denuncia contro qualcosa che non ci sta bene o possono raccontare fatti ed eventi che capitano ogni giorno. È ovvio che la consideriamo anche una valvola di sfogo, perché componendo e suonando la nostra musica ci divertiamo e tiriamo fuori tutto quello che abbiamo dentro.
  • Pensiamo che i manager, i promoter, le etichette discografiche e gli uffici stampa siano utili, anzi dovrebbero sfruttare le nuove tecnologie per pubblicizzare e pubblicare la musica delle band emergenti.
  • Coinvolgiamo il nostro pubblico con i social network, pubblicando foto e video dei vari eventi e, ovviamente, facendoli divertire ai nostri concerti offrendo loro uno spettacolo molto Rock’n Roll.
  • Un momento memorabile è quando abbiamo fatto la nostra prima trasferta per andare a suonare a Sanremo è stata una esperienza incredibile.

 

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LA DIGNITA’ DELLA PAROLA.

"LE VISIONI DI PAOLO"

LA DIGNITA’ DELLA PAROLA

di Paolo Pelizza

La musica, come sappiamo, è il linguaggio universale. Solo ascoltando la musica, noi possiamo provare emozioni e farci trasportare dentro a suggestioni e racconti solo con le note.

Perché dentro alla musica c’è una drammaturgia senza bisogno di parole. Basta ascoltare tutta la musica sinfonica, quella orchestrale delle colonne sonore di film (alcune sono veri e propri capolavori, ad esempio la soundtrack di Blade Runner) o quei brani strumentali negli album prog degli anni Settanta (suggerisco, a questo proposito, di riscoprire il bellissimo disco di Emerson, Lake and Palmer “Brain Salad Surgery”).

Detto questo, molti musicisti e compositori, hanno dato molta importanza al testo dei loro brani. Lo hanno fatto con l’approccio dei grandi letterati e poeti o con quella saggezza istintiva che solo l’uomo della strada può avere.

Lo ha fatto, per cominciare subito con il botto, Robert Zimmerman in arte Bob Dylan. Lo ha fatto talmente bene che, questa sua attitudine di scrivere grandi testi poetici, gli hanno fruttato un Nobel per la Letteratura. Il fatto non era scontato per nessuno, nemmeno per lui, tanto che nel discorso che manda all’Accademia c’è molta riconoscenza e stupore. Dylan si domanda anche se si fosse mai chiesto se le sue canzoni fossero Letteratura (la L maiuscola è voluta!) oltre al fatto che si sarebbe aspettato di vincere questo premio così prestigioso quanto che sarebbe andato sulla Luna.

Eppure, molte canzoni, hanno testi poetici o contengono messaggi importanti. Lo è, per esempio, la supplica della madre al figlio in Simple Man dei Lynard Skynard. Lei spiega al figlio seduto accanto che il segreto per essere felici è quello di prendersi il proprio tempo e di essere qualcuno che si ama e si capisce. In una parola: essere un uomo semplice.

Possiamo, per restare sul noto, comprendere la profondità del senso di colpa, nel testo di Wish you Were Here, una canzone di poco di più di tre minuti dentro alla quale c’è una consapevolezza tragica: “ti hanno convinto a barattare i tuoi eroi con gli spettri”.

O, rimanendo nel mondo della fascinazione poetica, i bei pezzi dei Maiden, ispirati dai testi di giganti come Coleridge e Tennyson. Harris e soci “rubano” e rinnovano i versi dei poeti ne The Rime of the Ancient Mariner e in The Trooper, quest’ultima, ispirata dalla poesia Charge of the Light Brigade, che racconta un evento sanguinoso ed eroico della cavalleria britannica durante la guerra di Crimea.

In questo breve pezzo pre-pausa vacanziera, non posso esimermi (tanto ve lo aspettate!) di citare la suggestiva tensione mistica del testo di Stairway To Heaven. Un viaggio lungo una scala che giace nel vento che sussurra. Andando avanti per la nostra strada, le nostre ombre saranno più alte delle nostre anime, impossibilitate a brillare. A meno che, noi si ascolti molto attentamente, la melodia che arriva fino a noi e ci fa comprendere che tutti siamo uno e uno è tutti.

Finirei con l’artista con cui ho cominciato, Bob Dylan.

“Come ci si sente? Ad essere soli. Senza conoscere la direzione di casa. Ad essere un completo sconosciuto. Come una pietra che rotola.”

Perdonatemi per la pigrizia, se invece di spacciarvi parole mie, ho usato quelle di altri. Non sarà farina del mio sacco ma, è farina buona.

Vi prometto che mi rileggete presto, ricaricate le batterie, riprenderò a raccontarvi le mie deliranti Visioni e a sproloquiare di musica e società.

Un abbraccio sincero,

il vostro Visionario vacanziero.

di Paolo Pelizza

© 2019 Rock targato Italia

The Crystal Bricks alle Finali Nazionali di Rock Targato Italia

"...Con l'avvento dello streaming e del digitale sono venuti a mancare una grossa fetta di proventi dai supporti fisici; questo ha fatto crollare la redditività del mercato musicale che si è tradotto in una molto minore propensione al rischio da parte di produttori ed etichette. In pratica, si tende ad andare sul sicuro perché non ci sono soldi (a differenza degli anni '80 e '90) riproponendo modelli e sonorità che danno una probabilità di ritorno sull'investimento maggiore... (The Criystal Bricks)" In programma alle Finali Nazionali di Rock Targato Italia al LegendCLub. Intervista a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione Milano. 

Nome band The Crystal Bricks 

    Parlateci della vostro percorso come band (Come vi siete conosciuti, che genere di musica suonate, Quali sono le vostre influenze musicali).

 Il progetto nasce nel 2011 da un idea del cantante/chitarrista: i vari componenti della band sono stati ricercati attraverso i soliti canali disponibili in rete per tutti i musicisti. È forse la parte più difficile quella di trovare le persone giuste con le quali condividere un progetto ma alla fine dopo molte avventure siamo riusciti a trovare la giusta dimensione. Abbiamo alle spalle un LP e un EP. Inizialmente i nostri brani erano in inglese ma, nel tempo, abbiamo decisamente puntato sull’Italiano. Il genere è rock progressivo molto melodico ma questa è solo un'etichetta. Noi cerchiamo un veicolo per arrivare al cuore della gente.

Siamo costantemente alla ricerca per arrivare nel modo più efficace possibile. Veniamo da direzioni diverse e quindi le nostre influenze fanno parte di un panorama vastissimo. Per minimizzare direi U2, Muse, Queen ma veramente è tanto riduttivo. 

cosa ne pensate del panorama musicale attuale italiano? Credete che ci sia abbastanza spazio e possibilità per artisti emergenti e per visi e voci nuovi, per musica originale e autentica?

 Con l'avvento dello streaming e del digitale sono venuti a mancare una grossa fetta di proventi dai supporti fisici; questo ha fatto crollare la redditività del mercato musicale che si è tradotto in una molto minore propensione al rischio da parte di produttori ed etichette. In pratica, si tende ad andare sul sicuro perché non ci sono soldi (a differenza degli anni '80 e '90) riproponendo modelli e sonorità che danno una probabilità di ritorno sull'investimento maggiore. Non è più come decenni addietro, quando il produttore scovava artisti che riteneva avere potenziale e li faceva crescere, oggi si punta su chi da solo ha già dimostrato di attirare persone (perché, alla fin fine, proprio di questo si sta parlando). Ma questo non è necessariamente un male.  It's a long way to the top if you wanna rock and roll... se un artista è veramente talentuoso crediamo emerga comunque prima o poi.

cosa vi aspettate e sperate per il vostro futuro musicale?

Le aspettative rischiano di essere una grande fregatura. Ci focalizziamo sul viaggio, più che sulla meta.

Abbiamo raggiunto una buona alchimia e lavoriamo costantemente per migliorarci ogni momento in ogni frangente.
Il nostro obiettivo è quello di fare della buona musica e di arrivare alla gente. Per fare questo puntiamo in tutte le direzioni: concorsi, feste nelle piazze, live nei locali e pubblicazioni sui social.

La speranza è quella di riuscire a toccare il cuore della gente con la nostra musica.

    cosa rappresenta per voi la vostra musica? ha un obiettivo (magari un messaggio non completamente visibile, un ideale o un pensiero più o meno filosofico) o più semplicemente è un modo per 'sfogare' i vostri sentimenti e condividerli?


 Ognuno di noi ha un modo suo di vivere la musica. Di certo la cosa che ci accomuna e che vogliamo trasmettere emozioni. Nei nostri brani trattiamo eventi, situazioni o emozioni che ci hanno segnato!

    Nell’era digitale, pensate che cosa pensate dell’organizzazione musicale,? La storica filiera manager, etichetta, promoter serate, ufficio stampa? sia ancora necessario o altro?

  La storica filiera oramai scarica sulla band il rischio di impresa diventando, a livello di band emergenti, una serie di attori che non sono altro che fornitori di servizi che non si assumono il rischio finanziario connesso alla bontà del loro operato. E' chiaro che in questo contesto la leva è sulla capacità di autovalutazione che hanno gli artisti emergenti, i quali sicuramente mediamente sovrastimano le proprie possibilità di successo... il problema è che la 'storica filiera' fa leva proprio su questo.

 In ogni caso, che certi canali, strumenti e metodi siano ancora necessari, quello sicuramente... il problema è trovare la qualità e l'etica nei fornitori di servizi.

    Rapporto con il vostro pubblico: come comunicate con i fan? Come li coinvolgete?

 Beh anche su questo siamo sempre in evoluzione. Ad ogni live cerchiamo di capire cosa abbiamo fatto bene e cosa può essere migliorato. Per quanto riguarda l’aspetto social invece cerchiamo di essere sempre presenti pubblicando i nostri lavori ma anche facendoli partecipi di scene di vita e di quello che accade dietro alle quinte

    Un momento memorabile come band?

 Moltissimi, ma direi che suonare al Teatro Ariston alla Finale Nazionale di San Remo Rock fino a questo momento è stato il momento più memorabile, che potrebbe essere superato solo da una vittoria a Rock Targato Italia :-)

Grazie e buona musica

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TREROSE è tra i protagonisti delle Finali Nazionali di Rock Targato Italia

"Siamo dei sognatori e la cosa che speriamo per il nostro futuro è quella di poter creare altra musica e farla conoscere a più gente possibile. Fare musica comporta un enorme investimento economico e di tempo, se la vuoi fare ad un livello professionale. La nostra speranza è quella di svincolarci da vari limiti per poterci dedicare totalmente a questa attività" (Eleonora dei TREROSE). Segue intervista a cura dell'ufficio stampa Divinazione Milano. La band TREROSE è tra i protagonisti delle Finali Nazionali di Rock Targato Italia a Milano 

 

INTERVISTA AI TREROSE

chi risponde:

Fabiano – F

Eleonora – E

Pino – P

Nome artista:

         (Questa è semplice J) Trerose!

 

Parlateci della vostro percorso come band (Come vi siete conosciuti, che genere di musica suonate, Quali sono le vostre influenze musicali)

E - Siamo tre persone con tre percorsi e tre caratteri molto diversi tra loro, ma tutti e tre soffriamo di quella specie di malattia-amore-ossessione per la musica, quindi nel progetto Trerose ci siamo ri-incontrati e abbiamo  condensato tutto questo, dando forma a qualcosa di nuovo, e collettivo. Pino e Fabiano si conoscono da una vita, vengono entrambi da Reggio Calabria e anche se a 20 anni Pino si è trasferito a Modena, sono sempre rimasti in contatto, condividendo i proprio percorsi musicali anche a distanza. A Modena, la musica fa incontrare me e Pino e da lì prende forma una vivace collaborazione, che porterà  Fabiano e Pino a scegliermi come voce del progetto Trerose. Il propulsore del progetto è sicuramente Fabiano che ha avuto la visione d’insieme e la caparbietà di avviare il lavoro di arrangiamento e co-composizione di Pino.

P - Le influenze musicali sono tante e diverse: dai grandi del rock come i Pink Floyd, King Crimson, David Bowie, Radiohead, e anche Morcheeba…  sul versante italiano direi Franco Battiato, Bluvertigo, Cristina Donà e, non ultimo, il nostro produttore artistico Umberto Maria Giardini, al quale siamo approdati proprio perché lo riteniamo un riferimento per l’attuale scena musicale italiana.

F – Vero. Rispetto al genere, ci chiedi, siamo convinti che il sound Trerose sia pop, con un mood riconoscibile, che può forse ricordare altre band, ma possiede una sua identità. Di fatto, il nome che abbiamo dato al nostro primo album rappresenta proprio un genere, il Pop Noir.. venature rock e un’ombra di inquietudine, per molti versi genuinamente romantico.

cosa ne pensate del panorama musicale attuale italiano? Credete che ci sia abbastanza spazio e possibilità per artisti emergenti e per visi e voci nuovi, per musica originale e autentica?

P - Credo che il panorama musicale italiano sia abbastanza omologato. E’ difficile sentire novità stilistiche e spesso vengono privilegiati i musicisti che ricalcano il lavoro di gruppi già esistenti, magari sulla cresta dell’onda nei paesi anglosassoni, rispetto a band che portano un suono innovativo  e originale.

E - Anche gli spazi per far emergere nuovi artisti hanno la stessa tendenza, in particolare nella forma del talent televisivo che, lungi da me demonizzarlo, ha però monopolizzato il processo di scouting, creando un contesto dove, oltre alla musica, gioca un peso importante anche la spettacolarizzazione delle vite private dei concorrenti…

F - ...Manco fosse un reality! Per fortuna, resiste una “forza ribelle” che ancora si occupa di fare scouting artistico alla vecchia maniera, creando concorsi ed eventi dove si dà spazio a chi propone musica originale, inedita.

cosa vi aspettate e sperate per il vostro futuro musicale?

E - Siamo dei sognatori e la cosa che speriamo per il nostro futuro è quella di poter creare altra musica e farla conoscere a più gente possibile. Fare musica comporta un enorme investimento economico e di tempo, se la vuoi fare ad un livello professionale. La nostra speranza è quella di svincolarci da vari limiti per poterci dedicare totalmente a questa attività.

F – Sì, senza dubbio la speranza, e lo scopo, è poter vivere di musica. Se un giorno saremo in condizione di farlo, sarà perché la musica e le parole saranno riuscite a toccare molte persone. Lavoriamo ora per questo… Le aspettative? Ci aspettiamo che tutti gli sforzi e l’impegno vengano in qualche modo ripagati, ma cerchiamo di non pensarci troppo, perché l’investimento, soprattutto emotivo, è alto ed il rischio di rimanere scottati c’è sempre… ma fa parte del gioco!

 

cosa rappresenta per voi la vostra musica? ha un obiettivo (magari un messaggio non completamente visibile, un ideale o un pensiero più o meno filosofico) o più semplicemente è un modo per 'sfogare' i vostri sentimenti e condividerli?

E - Per me la musica è sorta di entità divina, uno spirito guida che mi ha accompagnato nel corso della vita, è qualcosa di prezioso che porto sempre con me e che mi trasporta altrove. E’ magia, bellezza e può essere quello che vuoi: gioia, tristezza, solitudine, condivisione, amore, protesta…è una forma di linguaggio, che veicola emozioni... Suoni e parole possono avere una forza devastante.

F – La nostra musica esprime non solo sentimenti ma parla di idee sulla vita, e narra storie. Il nostro messaggio è un invito a soffermarsi sull’ascolto, sulla percezione della bellezza, contrapposta alla superficialità. In altre parole: essere disposti a pungersi con la spina e sanguinare, pur di odorare la rosa.

  1. Nell’era digitale, pensate che cosa pensate dell’organizzazione musicale,? La storica filiera manager, etichetta, promoter serate, ufficio stampa? sia ancora necessario o altro?

P - Credo che ciò sia ancora assolutamente necessario perché per fare le cose in maniera efficace, serve avvalersi della consulenza di professionisti, persone che hanno le competenze e il giusto know-how, che supportino l’artista nella produzione e la promozione del suo lavoro. Pensiamo ad esempio a figure “nuove” come quella quella del social media manager, indispensabile per la comunicazione sui social media e in Internet.

F - Si deve tenere conto dei diversi mezzi e modalità di fruizione della musica, se no si rimane indietro e si rischia diventare fossili che parlano degli anni belli.

Rapporto con il vostro pubblico: come comunicate con i fan? Come li coinvolgete?

E - Il mezzo che prediligiamo per comunicare con i nostri fan sono sicuramente i social, in particolare Facebook e Instagram. Ma non trascuriamo anche le email e i gruppi Whatsapp. Immancabile è il passaparola tra amici, abbiamo un buon numero di followers nella zona di Modena e Reggio Emilia...  come obiettivo futuro,  vorremmo incentivare il coinvolgimento proponendo qualche sondaggio online, in particolare per i pezzi nuovi, o promuovendo iniziative che portino i fan più affezionati nel backstage dei concerti.

Un momento memorabile come band?

P - Il periodo in cui abbiamo registrato l’album è stato sicuramente il momento più memorabile. L’atmosfera che si respirava in studio di registrazione era magica, così come lavorare con il produttore artistico, Umberto Maria Giardini è stato speciale.

E - Dopo mesi di lavoro in sala prove, finalmente abbiamo visto nascere questa creatura…”Pop Noir”... Ricordo bene la nostra emozione durante l’ascolto del master… In studio si mette in gioco tutta l’energia creativa della quale si dispone e sono giornate intense, nelle quali vivi a stretto contatto con la band. E’ una condivisione importante e noi personalmente ci siamo divertiti molto, sia in sala di registrazione che fuori, nei break e nei day-off. Poi lo studio di per sé per un musicista è un po’ un parco giochi, tutti quegli strumenti da usare, sentire la propria voce con un tecnico che la sa valorizzare. Per quel che mi riguarda, non vedo l’ora di tornare in studio a registrare pezzi nuovi!

F – Memorabile è stato il concerto di presentazione dell’album al Bombanella Soundscapes di Davide Cristiani (lo studio dove abbiamo registrato le voci e mixato) . Una performance ben riuscita (tra l’altro registrata sia in video che audio), avvolta dal calore degli amici e degli addetti ai lavori presenti.

E -  Grazie allo Staff di Rock Targato Italia, ci vediamo a Milano, a settembre! Un bacio a tutti!

 

 

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