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Fondazione Mudima: inaugurazione della mostra dell'artista Katsuro Kimura mercoledì 11 luglio alle ore 18:30

La Fondazione Mudima è lieta di presentare i lavori più recenti dell’artista giapponese Katsuro Kimura, molti dei quali realizzati appositamente per gli spazi della fondazione.

La mostra comprende lavori su carta tradizionale giapponese e lavori su pannelli di legno o lavor'acqua come li definisce lo stesso artista.

Lavor'acqua è una parola coniata per rappresentare la fusione tra il potere dell'acqua e le fluttuazioni del corpo.

Le carte Washi sono carte fatte a mano, prodotte con fibre vegetali, come da  tradizione giapponese. L'artista interviene su di esse con polvere di grafite e bastoncini d'incenso. Il suo tratto è spontaneo e raffinato, gli sfumati si trasformano in materia pittorica.

Sui pannelli di legno invece l'artista ha voluto recuperare l'antica tecnica dell'affresco, sovrapponendo strati di materiale. Nella parte finale del processo lavorativo, l'artista applica della cera d'api alla superficie, ottenendo così più trasparenza.  In questo modo la sua pittura è organicamente viva e trattiene le tracce e le vibrazioni di una natura cangiante.

Come scrive lo stesso artista “La natura parla sempre attraverso i suoi innumerevoli cambiamenti ed evoluzioni. Rampante, continuerà a sfidare gli esseri umani con la sua forza. Pensandoci, come un flusso silenzioso, ogni giorno ci fa provare contemporaneamente i sussulti del cuore o la calma della mente. Inutile dire che la convivenza empatica con ciascuna delle quattro stagioni mi ha regalato molti benefici. Mi sono fermato di fronte a questa grandiosa percezione del movimento spazio-temporale. Ho ascoltato, toccato e, come in un gioco silenzioso, il cuore ha iniziato a vibrare permettendomi di incontrare un'energia misteriosa che mi fa sentire l'armonia tra gioia e dolore. Senza dubbio il segno lasciato da quella sensazione è fonte della mia ispirazione. La situazione che si crea in quel "luogo", portatrice del sistema di "inevitabilità del tutto'', è più bella di qualsiasi artefatto che l'uomo possa produrre. Sull'opera stessa ripeto l'atto di porre (o sovrapporre) gli elementi plastici secondo il cambiamento di sostanza che si verifica nella fluttuazione dello spazio-tempo. Tentando di unificare la sensazione fisica conscia con quella inconscia, affidandomi al gioco delle forme che intercorre tra il breve spazio dell'apparire e scomparire, elaboro autonomamente la mia espressione pittorica. Recentemente, in questa sperimentazione, prendo a motivo il linguaggio (calligrafia). In particolare attraverso la stratificazione di antichi caratteri hiragana (uno degli alfabeti usati in Giappone), esploro quel “luogo".

 

 

Biografia

1941 Nato a Tsuyama, nella prefettura di Okayama

1967 Università Nazionale delle Arti di Tokyo, Laureato presso il Dipartimento di Pittura, con specializzazione in Dipinto ad olio (Premio Akata per i risultati di acquisto delle opere)

1969 Conseguimento master dell’Università Nazionale delle Arti di Tokyo, trasferimento in Italia presso l'Accademia di Belle Arti di Brera

1975 Rientro in Giappone

Attualmente:

Visiting Professor presso Kyoto University of Art and Design

Docente part-time presso Tohoku University of Art and Design

Docente part-time presso Kanazawa College of Art

 

La mostra resta aperta fino al 24 luglio 2018

Orari: dal lunedì al venerdì 11-13 e 15-19

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Incontro dedicato ad Agostino Ferrari, appuntamento il 14 giugno al teatro Franco Parenti

Agostino Ferrari

 “TEATRO DEL SEGNO” e Altri QUADRI

 

TEATRO FRANCO PARENTI

SALA AcomeA

Giovedì 14 giugno ore 18

Il 14 giugno alle ore 18 la sala AcomeA del Teatro Franco Parenti ospita l’importante incontro dedicato ad Agostino Ferrari, Teatro del Segno e Altri Quadri. Promosso da AcomeA SGR, l’incontro è il primo momento dei molti dedicati nel 2018 all’artista milanese, che il 9 novembre compie ottant’anni e di cui verrà presentato dopo l’estate il catalogo generale. L’evento al Franco Parenti precede di appena pochi giorni l’inaugurazione (21 giugno) della grande mostra personale Segni nel tempo che il Museo del 900 dedica ad Agostino Ferrari (22 giugno – 28 ottobre).

L’evento del 14 giugno si annuncia dunque come vero e proprio prologo al tributo al talento e al lavoro svolto dall’artista “del segno”. Nel corso della serata, animata da proiezioni di immagini e da un breve film-intervista a cura di Carlo Lomartire (produzione Didi Gnocchi), il percorso completo di Agostino Ferrari verrà raccontato da Martina Corgnati, curatrice della mostra e storica dell’arte, che da anni segue in ogni passaggio la ricerca dell’artista; e da Irina Zucca Alessandrelli, curatrice della collezione RAMO, che parlerà dell’opera su carta. Modera e introduce Ugo Volli, notissimo semiologo, responsabile della ricerca del Dipartimento di Filosofia dell’Università di Torino e autore di alcuni importanti contributi dedicati a Ferrari.

Agostino Ferrari. “Alla fine del 1962 incominciai a usare il segno come scrittura non significante… oggi esiste ancora la consapevolezza del reale, che rappresento come ho sempre fatto, sviluppando un tema con segni e forme. Contemporaneamente esiste tutto quello che non conosco sull’uomo e la sua vita, una superficie nera che sta oltre l’esistenza, prima della nascita e dopo la morte, il vuoto e il buio, la limitatezza del nostro pensiero rispetto a quell’infinita-mente grande”. 

Biografia Agostino Ferrari nasce a Milano il 9 novembre 1938. Espone per la prima volta nel 1961 alla galleria Pater, presentato da Giorgio Kaisserlian. Incontra Lucio Fontana e gli artisti con cui l’anno successivo fonderà il gruppo del Cenobio. I giovani milanesi vogliono “salvare la pittura” interpretandola e rinnovandola così da renderla gesto puro, primitivo ma al contempo proteso verso il futuro. Dopo lo scioglimento del gruppo, Ferrari continua a coltivare il segno come scrittura non significante. Nel 1966 espone a New York, alla Eve Gallery. Successivamente, tornato in Italia, elabora cicli oggettuali e processuali dedicati agli ingredienti della pittura, segno, forma e colore, vere e proprie “messe in scena”. Questa ricerca lo conduce, nel 1975, all’Autoritratto, l’unica installazione prodotta in tutto il suo itinerario creativo. Nel 1978, dopo un soggiorno a Dallas dove espone alla Contemporary Art Gallery, riemerge in lui l’esigenza di esprimersi con il segno puro ed entra in un periodo di “rifondazione”. Quasi contemporaneamente incomincia l’uso della sabbia vulcanica, che resterà caratteristica costante del suo lavoro fino ad oggi. Agostino Ferrari ha esposto in centinaia di mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Fra le più importanti si ricordano soltanto le personali al Palazzo dei Diamanti di Ferrara (1976), al Palazzo Braschi di Roma (1992), alla Casa del Mantegna di Mantova (2010), alla Fondacion Frax di Alfas del Pi (Alicante, Spagna) (2011), al Palazzo Lombardia (2013).

Ha vinto il premio per l’incisione Joan Mirò (1971) e il premio alla carriera Bugatti-Segantini (2017). Nel 2007 ha realizzato alcune opere pubbliche permanenti nella piazza Borgoverde di Vimodrone, su incarico del gruppo Land (Landscape Architecture) di Milano. Ha lavorato con gallerie di primo piano in Europa come Franz Paludetto (Torino), Thomas Levy (Amburgo), Lorenzelli (Milano), Centro Steccata (Parma).  Oggi è rappresentato da Ca’ di Fra’. Sue opere figurano fra l’altro nelle collezioni Manuli, Moratti e Rabolini.

AcomeA SGR è una realtà attiva nella gestione degli investimenti, nata dall'iniziativa di un gruppo di gestori e imprenditori con una lunga esperienza nel settore finanziario: Alberto Foà, Giordano Martinelli e Giovanni Brambilla.

Da ormai sette AcomeA SGR associa il suo nome a una sala del Teatro Franco Parenti e anche in questa importante occasione è vicina all’arte e alla cultura ospitando in sala AcomeA l’evento dedicato all’artista Agostino Ferrari.

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A.S. VELASCA: INJURY TIME, opening 30 maggio all'edicola Radetzky di Milano

Inaugurazione: mercoledì 30 maggio ore 19.00

Apertura mostra: dal 30 maggio al 23 giugno 2018

Luogo: Edicola Radetzky, viale Gorizia (Darsena), Milano

“Non è un club di calcio, non è un’opera d’arte, è tutto questo insieme” 

(Un tifoso collezionista, 2015)

 

Edicola Radetzky ospita un progetto con cui condivide diversi aspetti, tra cui il rapporto con la città di Milano e la possibilità di attivare delle opere attraverso la loro immersione in momenti di vita reale. 

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Inaugurazione della mostra di Gianni Pettena e Duccio Maria Gambi, in collaborazione con Nero Design Gallery, presso la Galleria Bonelli

In occasione del Salone del Mobile 2018 e nell’ambito delle iniziative che caratterizzano l’Isola Design District, inaugura oggi la mostra di Gianni Pettena e Duccio Maria Gambi, alla Galleria Giovanni Bonelli in collaborazione con Nero Design Gallery

L'appuntamento è alle ore 19 presso la Galleria Giovanni Bonelli, via L. P. Lambertenghi 6, Milano. 

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 19 maggio

 

Nel web: 

Nero Design Gallery: http://www.nerodesigngallery.com

Facebook: https://www.facebook.com/nerodesigngallery

Instagram: https://www.instagram.com/nerodesigngallery/ 

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