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ROCK TARGATO ITALIA COMPILATION, la copertina è dell’artista DESIDERIO

ROCK TARGATO ITALIA COMPILATION

la copertina è dell’artista DESIDERIO

in collaborazione con ITALIAN FACTORY MAGAZINE

Arte e musica insieme per un connubio all’insegna della creatività, della bellezza, dell’arte in tutte le sue forme. È il senso del progetto che lega DivinazioneMIlano, attiva in campo musicale soprattutto nel sostenere e promuovere le giovani band musicali italiane, e Italian Factory Magazine, tra i più autorevoli magazine d’arte on line, molto attento alle nuove tendenze artistiche italiane, che da pochi mesi ha anche una “sponda” televisiva con la trasmissione Italian Factory News, in onda sul canale 868 di Sky e di riflesso su youtube.

Il primo appuntamento comune è con la compilation di Rock Targato Italia, di cui è in uscita l’edizione 2016, per la quale Italian Factory Magazine ha scelto un artista già conosciuto in ambito nazionale e internazionale: Desiderio Sanzi, in arte Desiderio, pittore, scultore e videomaker, che ha già al suo attivo la partecipazione a numerose mostre in musei e istituzioni pubbliche di rilievo (dal Macro di Roma alla Biennale di Venezia), e diversi film che sono stati invitati a importanti concorsi internazionali: ultimo in ordine di tempo, il suo road-movie Ahora Sí Llego!, sorta di “diario della motocicletta” tra le strade di Cuba alla ricerca dell’anima culturale più autentica dell’isola caraibica, presentato a New York in queste settimane, all’International Motorcycle Film Festival.

Per l’occasione, Desiderio ha pensato una cover per la compilation Rock Targato Italia 23, il cui simbolo principale è una colomba.

“Susanna” una colomba cyber, fortemente contemporanea, dall’anima profondamente rock”, spiega l’artista, “ma che mantiene il suo carattere di animale-simbolo della pace e dell’amore, due elementi da sempre associati alla musica rock”; che per la copertina di Rock Targato Italia si riveste di un’estetica “metallara” rafforzando quel messaggio, proprio per ribadire che è un “simbolo” forte e resistente nel tempo.

Quest’anno la compilation della 28esima edizione è disponibile dal 12 dicembre e comprende i brani di 19 artisti: Traditori, Jolly Cinema, Roberto Bonfanti, Hotel Monroe, 12 Bars Blues Revolution, CaPaBrò, i Flat-Bit, Compagni di Cappio, Merovingi, D-Storta, Insil3nzio, Watt, Sound Of Soul, 2Elementi, Salvario, Dan Cavalca, AmanoLibera, The Dark Shines e Duperdu.

Nel web:

http://www.rocktargatoitalia.eu

http://www.italianfactory.info/portale/

https://www.youtube.com/channel/UC8mCqXzJjn_RC7DFR0LF3Aw

https://www.facebook.com/Desixart/?fref=ts

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UGO LA PIETRA: SEGNO RANDONICO

Ugo La Pietra

Segno Randomico

INAUGURAZIONE GIOVEDI’, 6 Ottobre 2016

Ore 18.00 – 21.00

Termine mostra Venerdì,  25 Novembre2016

Orari galleria:  LUN – VEN 10-13 / 15-19

 

Randomico cioè aleatorio, fortuito, casuale. Tutto ciò che dipende dall’ azzardo, che non ubbidisce ad alcun metodo.

La casualità si trasforma in arte. La casualità è arte.

Gillo Dorfles coniò il termine per identificare la volontà dell’artista di assumere la casualità e la contraddizione come elementi di ricerca e sviluppo all’interno dell’arte programmata. Il lavoro di Ugo La Pietra sul “segno randomico” nasce nel 1958.

Segno come rottura di una base programmata in grado di rappresentare sinteticamente i movimenti culturali alternativi alla società organizzata e imposta.

Le Strutturazioni Tissurali (1964-1969) sono quindi le opere in cui si manifesta il “segno randomico” attraverso disegni, pitture e opere in metacrilato trasparente lavorato a freddo ed a caldo; un materiale innovativo che ha spesso caratterizzato le ricerche nell’arte degli ’60.

Lo stesso La Pietra ritiene queste opere un’anticipazione della teoria del Sistema Disequilibrante (1967 - 1980) e, quindi, sono da ritenersi alla base delle ricerche che porteranno all’analisi dell’ambiente urbano.

Una sperimentazione, dunque, fondamentale nel suo percorso artistico e, paradossalmente, poco conosciuta  al grande pubblico.

Emma Zanella sottolinea come il percorso artistico di La Pietra sia caratterizzato da una continua “…fuga dall’arte”, un “negare l’arte per fare dell’arte stessa il centro di una riflessione ”. Innegabilmente, Ugo La Pietra è un artista poliedrico, sempre in bilico tra mondi espressivi diversi, più che disposto a valicare ”confini liquidi”.  Design, pittura, scultura, architettura, musica. Contaminazione di linguaggi, assenza di confini invalicabili, coraggio di sperimentare caratterizzano, da sempre, il suo lavoro.

Ca' di Fra'

Via Carlo Farini 2

20154 Milano

tel/fax +390229002108

email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

 

 

 

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Termine mostra Venerdì,  25 Novembre2016

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UGO LA PIETRA: SEGNO RANDONICO

Ugo La Pietra

Segno Randomico

INAUGURAZIONE GIOVEDI’, 6 Ottobre 2016

Ore 18.00 – 21.00

Termine mostra Venerdì,  25 Novembre2016

Orari galleria:  LUN – VEN 10-13 / 15-19

 

Randomico cioè aleatorio, fortuito, casuale. Tutto ciò che dipende dall’ azzardo, che non ubbidisce ad alcun metodo.

La casualità si trasforma in arte. La casualità è arte.

Gillo Dorfles coniò il termine per identificare la volontà dell’artista di assumere la casualità e la contraddizione come elementi di ricerca e sviluppo all’interno dell’arte programmata. Il lavoro di Ugo La Pietra sul “segno randomico” nasce nel 1958.

Segno come rottura di una base programmata in grado di rappresentare sinteticamente i movimenti culturali alternativi alla società organizzata e imposta.

Le Strutturazioni Tissurali (1964-1969) sono quindi le opere in cui si manifesta il “segno randomico” attraverso disegni, pitture e opere in metacrilato trasparente lavorato a freddo ed a caldo; un materiale innovativo che ha spesso caratterizzato le ricerche nell’arte degli ’60.

Lo stesso La Pietra ritiene queste opere un’anticipazione della teoria del Sistema Disequilibrante (1967 - 1980) e, quindi, sono da ritenersi alla base delle ricerche che porteranno all’analisi dell’ambiente urbano.

Una sperimentazione, dunque, fondamentale nel suo percorso artistico e, paradossalmente, poco conosciuta  al grande pubblico.

Emma Zanella sottolinea come il percorso artistico di La Pietra sia caratterizzato da una continua “…fuga dall’arte”, un “negare l’arte per fare dell’arte stessa il centro di una riflessione ”. Innegabilmente, Ugo La Pietra è un artista poliedrico, sempre in bilico tra mondi espressivi diversi, più che disposto a valicare ”confini liquidi”.  Design, pittura, scultura, architettura, musica. Contaminazione di linguaggi, assenza di confini invalicabili, coraggio di sperimentare caratterizzano, da sempre, il suo lavoro.

Ca' di Fra'

Via Carlo Farini 2

20154 Milano

tel/fax +390229002108

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Termine mostra Venerdì,  25 Novembre2016

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ArtVeronaTalk

Tutto il programma di ArtVeronaTalk che mira a indagare e interrogare il sistema dell’arte

La 12° edizione di ArtVerona inaugura il fitto ciclo di incontri e dibattiti venerdì 14 ottobre alle ore 12.30 con What’s art for? A cosa serve, oggi, l'Arte?
Catterina Seia ha invitato Anna Somers Cocks, ideatrice e direttrice di The Art Newspaper, a restituire il risultato delle conversazioni che la famosa e autorevole testata diffusa in 70 paesi ha condotto nel mondo in occasione del 25° anno dalla sua fondazione. Al  British Museum di Londra, all’Ermitage di San Pietroburgo, al MOMA di New York e prossimamente, il 6 ottobre, ai Musei Vaticani, autorevoli  esponenti del mondo dell’arte, ma soprattutto  provenienti dai più vasti ambiti di ricerca e pensiero - matematici, storici della religione, neuroscienziati, scrittori - si sono interrogati nella complessa fase storica, densa di incognite e opportunità. Il questito A cosa serve, oggi, l’Arte? è ora nelle mani dei lettori della testata madre, il Giornale dell’Arte e dei visitatori della fiera. Il mercato è uno dei pilastri del sistema della produzione artistica visiva. Le riflessioni verranno consegnate in ArtVerona ad Andrea Bruciati,  direttore della fiera,  che le dibatterà con Barbara Polla - Gallerista di  Analix Forever-Ginevra, il collezionista Antonio Coppola e con Andrea Galvani, artista veneto, americano d’adozione che ricompone la frattura tra arte e scienza. 

Il programma di appuntamenti vedrà poi Adriana Polveroni, direttrice di Exibart - media partner di ArtVeronaTalk - riflettere con alcuni ospiti sugli scenari e le prospettive che stanno alla base del collezionare, con una attenzione particolare alla sua declinazione pubblica e allo sviluppo che negli ultimi tempi, specie in Italia, sta connotando questo fenomeno, che vede attribuire al collezionista un ruolo sempre più attivo nel sistema dell’arte tanto da dare vita a Fondazioni legate, a vario titolo, alla propria collezione.

Si conferma anche atupertu, affidato per questa seconda edizione a Eva Comuzzi, un progetto ideato per trasformare gli stand delle gallerie in luogo di scambio, confronto, dialogo con l’artista; una sorta di studio dove il pubblico, attraverso brevi incontri di 30 minuti, potrà non solo visionare le opere ma anche porre domande ai loro artefici, in un confronto aperto anche con il curatore e il gallerista. Sono incontri che coinvolgeranno importanti maestri, da Arduino Cantafora e Alessandro Mendini a Tino Stefanoni e Arturo Vermi, quest’ultimo raccontato attraverso la viva voce della moglie Anna; artisti mid career, come Silvia Camporesi, Simone Pellegrini, Mirko Baricchi, Marco Signorini; e anche artisti più giovani, quali Giovanni Sartori Braido, Elena Hamerski, Mustafa Sabbagh, Karlos Perez, LEMEH42, Patrizia Emma Scialpi, Silvia Giambrone, Pamela Diamante.

All’interno dello spazio talk, quattro saranno le presentazioni di progetti che pongono gli artisti al centro della nostra promozione culturale.
 
Condividere mondi. L’incontro arte e impresa nel progetto Alchimie Culturali,  promosso da Regione Veneto e Confindustria Veneto, intende illustrare la case history virtuosa della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia nell’aver creato un rapporto di reciprocità fra giovane ricerca creativa e tessuto produttivo dell’industria manufatturiera veneta.
 
Artes | Xmq of pit, ready for the mosh!, format coordinato quest'anno da Valentina Lacinio con la media partnership di ATP Diary, è invece un momento di riflessione con operatori ed artisti che intendono fare il punto sui legami e le interferenze fra le diverse discipline artistiche per una riflessione laterale che parta sì dalla fotografia per poi estendersi alla sperimentazione di fatto in ambito hardcore.

Gli artisti sono protagonisti anche della riflessione condotta da Diego Mantoan: si può creare il successo di un singolo artista o di un intero gruppo? È possibile costruire il miracolo artistico di una città o addirittura di una nazione intera? Prendendo spunto dal suo libro The Road To Parnassus. Artist strategies in Contemporary Art (Vernon Press, 2015) attualmente semifinalista del Morey Award di New York e del Berger Prize a Londra, il dibattito vuole indagare se e come sia possibile costruire le basi del successo nell'arte contemporanea. In particolare, partendo dal caso del "Glasgow Miracle" - il miracolo di una città periferica che ha saputo conquistarsi in pochi anni un ruolo di prim'ordine nel panorama artistico internazionale - si discuteranno le possibilità e gli strumenti che contribuiscono a lanciare nel contemporaneo l'intero sistema Paese. Il dibattito vuole così sottolineare l'importanza fondamentale dell'azione strategica e del gioco di squadra fra i vari attori del sistema dell'arte italiana, tutti compresi: artisti, galleristi, collezionisti, critici, curatori e istituzioni.
 
Infine ArtVerona desidera rendere omaggio a Giuseppe Spagnulo, presentando la sua ultima realizzazione curata ed edita da Colophonarte di Belluno: Iliade - Lo Scudo, libro d'artista comprendente un'opera unica su carta, firmata.

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tel. 02.58310655
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