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Campo del Sensibile - Dany Vescovi in mostra al Palazzo Ducale di Massa

Dany Vescovi, talentuoso pittore che vive e lavora a Milano, aprirà, il 10 Settembre al Palazzo Ducale di Massa, il ciclo di mostre “Oltre l’immagine”. Il ciclo prevede, fino al marzo 2017, il susseguirsi di quattro esposizioni, ideate da altrettanti artisti (Bertozzi, Casoni e Marco Corni), con un filo conduttore comune: trasportare lo spettatore “oltre l’immagine”, usando materiali particolari e introducendo tematiche nuove e particolari.

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Le rotte dell’emigrazione - Museo degli Angeli di Sant’Angelo di Brolo ME

 Il 23 luglio 2016 alle ore 18.30 presso il Museo degli Angeli di Sant’Angelo di Brolo ME  verrà inaugurata, la mostra personale di Liana Taurini Barbato dal titolo:

Le rotte dell’emigrazione

L’artista presenta 17 opere incentrate sul  tema delle rotte dell’emigrazione affrontando la questione del dramma dei clandestini che, sfuggendo alle guerre e alla fame, affrontano lunghi ed estenuanti viaggi attraversando il Mediterraneo o i Balcani.

Scrive Vinny Scorsone nel suo testo in catalogo: “… Argano trainante dell’intera mostra è il sentimento. Nei quadri di Liana Taurini Barbato, le pennellate si piegano plasmate dal dolore e dai tormenti della gente. Le sgrammaticature pittoriche e formali seguono l’andamento del dramma poiché ogni certezza e ogni anima si deforma se sottomessa e sottoposta alle lacerazioni che la segnano. Il colore ora è corposo, ora si sfalda perdendosi e mischiandosi in un’osservazione usurata della realtà sempre in bilico sul baratro dell’incubo. Gli occhi dei soggetti dipinti appaiono fissi all’oggi, ma lo sguardo è rimasto distante ancorato ad un passato vicino e lontano al contempo.

Non nuova alla pittura sociale, l’artista affronta ancora una volta, dopo anni di evanescenti e sognanti visioni, un tema scottante ed attuale. Lo fa mettendosi in gioco, cercando risposte che probabilmente non arriveranno mai. L’esodo e la tragedia (da cui nessuno è escluso), infine l’approdo; nei dipinti ogni tappa è segnata e ogni cammino è intrapreso per arrivare, finalmente, ad un Eldorado portatore spesso di solitudine, sfruttamento e delusione ….”.

Testo in catalogo di Vinny Scorsone. La mostra è visitabile fino al 31.08.2016 da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13.30

Responsabile stampa Mariella Calvaruso

  1. studio71.it
  2. museodegliangeli.it
  3. lianabarbato.it

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tel.333 2737182                

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Edicola Radetzky Milano: LUIS GOMEZ ARMENTEROS

LUIS GOMEZ ARMENTEROS

Inaugurazione sabato 2 luglio 2016 ore 19.00

Fino al 31 luglio 2016 (visibile tutti i giorni 24 ore su 24)

Edicola Radetzky, viale Gorizia (Darsena), Milano

Progetto Città Ideale in collaborazione con il PAC Padiglione d'Arte Contemporanea, presenta ad Edicola Radetzky un progetto site specific dell'artista cubano Luis Gómez Armenteros (Havana 1968). 

L'intervento è parte della mostra "CUBA. TATUARE LA STORIA", in programma al PAC dal 5 luglio al 12 settembre, che si estenderà anche all’Edicola Radetzky e al poco distante MUDEC, uniti in un ideale percorso pedonale.

La ricerca di Luis Gómez Armenteros lega alla dimensione quotidiana la necessità dell'impegno politico: nel Padiglione Cubano all'ultima Biennale di Venezia, accompagnati da una celebre citazione di Joseph Beuys, due scarni pallets ospitavano 250.000 biglietti da visita dell'artista, che dichiarava così la sua disponibilità ad essere parte di ogni gruppo ed esperienza in grado di proporre un cambiamento. Artista poliedrico e sperimentatore, Louis Gómez Armenteros ha esplorato l’uso del disegno, della scultura, dell’installazione, della fotografia e del video, con incursioni nell’azione artistica e nell’uso del web.

Nato a L’Avana nel 1968, città dove vive e lavora, nel 1987 si diploma all’Academia Nacional de Bellas Artes San Alejandro de L’Avana e si laurea nel 1991 all’Instituto Superior de Arte (ISA), dove oggi è il responsabile della cattedra di Nuovi Media.

Nel suo lavoro utilizza installazioni, video, fotografia e pittura con l’intento di mettere in scena rapporti di forza e relazioni di potere. Ha giocato un ruolo importante nell’arte cubana d’avanguardia e, in alcuni suoi lavori più recenti, ai rimandi alla poetica di Joseph Beuys è associata una buona dose di ironia, sperimentazione e tenace convinzione.

I suoi primi lavori erano caratterizzati da una forte introspezione emotiva – a partire sempre però da una base concettuale – volta a riflettere sui problemi dell’essere umano in quanto parte del mondo. Nella sua produzione più recente il suo interesse si è spostato sul ruolo e sull’essenza dell’arte, sulle relazioni di potere che la circondano e sulle forme di consumo che la interessano.

Nelle sue opere i materiali sono spesso portatori di un significato simbolico, sacro, in riferimento ad esempio alle religioni afrocubane ma anche celtiche, africane, buddiste, native americane, e diventano codici per leggere il mondo. La sua è un’arte concepita come esperienza e apprendimento, che preferisce catturare l’anima delle cose esaminando la loro essenza piuttosto che analizzando i fatti che le riguardano.

Per Luis Gómez l’arte è una risorsa per capire l’universo, uno strumento per agire, proteggendosi così dai mali, dai drammi della vita quotidiana, dal dolore. 

Per la mostra CUBA TATUARE LA STORIA l’artista lavorerà al PAC e all’Edicola Radetzky per realizzare due opere site-specific.

Enel Energia per Edicola Radetzky

La riqualificazione di Edicola Radetzky è resa possibile grazie al sostegno di Enel Energia, che ha scelto di promuovere e valorizzare il progetto culturale realizzato da Città Ideale. Parallelamente a ogni ciclo di mostre, all’interno del Punto Enel di Via Broletto 44 verrà esposta un’opera attinente alla mostra presente nell'Edicola con un reciproco rimando tra un luogo e l’altro.

Il restauro di Edicola Radetzky

Struttura storica situata in riva alla Darsena di Milano, Edicola Radetzky è stata affidata a Progetto Città Ideale dal Consiglio di Zona 6 del Comune di Milano per farne il nuovo centro culturale della Darsena, con programmazione di mostre e progetti esterni. Il restauro ha coinvolto attivamente un gruppo di artisti riuniti nel progetto Cantieri Radetzky, ed è stato realizzato anche grazie al contributo dell’associazione Casa Gialla e di alcuni cittadini milanesi. 

EDICOLA RADETZKY

Viale Gorizia (Darsena) – Milano

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www.edicolaradetzky.it

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Edicola Radetzky: VINCENZO SIMONE

VINCENZO SIMONE – HO VISTO IL SOLE BASSO MACCHIATO DI ERRORI


A cura di Simona Squadrito

Inaugurazione sabato 4 giugno 2016 ore 19.00

Fino al 25 giugno 2016 (visibile tutti i giorni 24 ore su 24)

Edicola Radetzky, viale Gorizia (Darsena), Milano


Progetto Città Ideale presenta l’installazione di Vincenzo Simone, secondo appuntamento del ciclo di esposizioni realizzate con il sostegno di Enel, con cui Edicola Radetzky viene attivata come spazio espositivo per l'arte contemporanea.

Quando il sole tramonterà sulla Darsena, un secondo sole sorgerà sull’Edicola. Il nuovo progetto di Vincenzo Simone per Edicola Radetzky è una metafora della pittura interpretata all’interno del ciclo perenne di alba e tramonto. Nati dai residui di colore della tavolozza, i disegni presentati all’Edicola si configurano come delle radiografie del gesto pittorico: sono grafismi semplici, veloci e immediati, che scavalcano tutti i codici linguistici. Una pittura-scrittura fatta di un movimento continuo e unico della mano che traccia una lunga linea sul foglio, e ciò che sembrava un ideogramma si libera di qualsiasi connotazione verbale esibendo se stesso come un puro segno grafico che indaga lo spazio. 

Vincenzo Simone – Ho visto il sole basso macchiato di errori - testo di Simona Squadrito

«Ogni inizio è coincidenza;

dovremmo quindi immaginare chissà quale contatto tra il tutto e il nulla.

Nel tentativo di pensarci ci avvediamo che

ogni inizio è conseguenza ogni inizio compie qualcosa».

Paul Valéry

 

Gli “errori” realizzati dall’artista sono offerti ai passanti nella loro assoluta nudità.

I vetri dell’Edicola Radetzky sono completamente rivestiti di carta, impreziosita da segni lasciati da un blu reale chiaro. Il colore a olio è utilizzato alla stregua di una matita e lascia delle tracce concrete e immediate, come degli appunti e delle suggestioni dell’artista su una precisa idea di fare e procedere in pittura.

Nati dai residui di colore della tavolozza, i disegni presentati all’Edicola si configurano come delle radiografie del gesto pittorico: sono grafismi semplici, veloci e immediati, che scavalcano tutti i codici linguistici.

Con questa installazione l’artista, in modo quasi mitico, ci parla della pittura, del suo essere in sé, di com’è al suo interno e di come al suo esterno. Il segno lasciato dall’artista dà senso là dove ogni parola è invece silenzio, esibendo un’origine che non è riflessione sul linguaggio ma azione: il fare dell’arte secondo le leggi della materia.

Le carte sui vetri presentano un disegno molto materico e grasso, ciò che si vede è solo la materia di una pittura estremamente spessa. Siamo di fronte alla pelle della pittura, la sua superficie più esterna, il suo strato finale pronto a scomparire non appena il sole tramonta.

Con il tramonto ha inizio la lenta alba all’interno dell’Edicola, il sorgere di questo nuovo sole permette l’apparizione dell’interno della pittura stessa. Durante le ore della notte essa mostra la propria struttura, le pennellate si rendono visibili come in una radiografia o dall’osservazione al microscopio. La matericità viene meno permettendo al segno grafico di esibirsi in tutta la sua chiarezza. Scopriamo un’intera vita all’interno di un semplice gesto: la pittura possiede le sue vene. Davanti a questa apparizione, ogni fruitore è del tutto libero nella contemplazione di un’opera che possiede una presenza sensoriale vivida e sorprendente, un’immediatezza che lo emancipa dalla smania di interpretare. L’opera dell’artista approfondisce il valore formale del segno e ritorna alle sue origini per iniziare qualcosa di nuovo, forse un nuovo modo di rapportarsi all’immagine. Una pittura-scrittura fatta di un movimento continuo e unico della mano che traccia una lunga linea sul foglio, e ciò che sembrava un ideogramma si libera di qualsiasi connotazione verbale esibendo se stesso come un puro segno grafico che indaga lo spazio. Ho visto il sole basso macchiato di errori è un’eccedenza di senso, la sua inesauribilità lo contraddistingue e lo salva da ogni traduzione in concetti, in esso non vi è alcuna forma di rappresentazione, ma solo pittura che conosce soltanto se stessa.

EDICOLA RADETZKY

Viale Gorizia (Darsena) – Milano

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