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Francesco Caprini

Francesco Caprini

AMANOLIBERA, Ospiti a Rock Targato Italia - 26 maggio 2018

Nei dintorni di Alessandria debutta la band #AmanoLibera e, nel tempo, forte di due ottimi album si spinge alla ricerca di un successo nazionale con obiettivi molto importanti. il 26 maggio il gruppo suonerà sul palco di Merula Magazzino Musicale ospite delle Finali Interregionali area Piemonte, Liguria e Val D'Aosta. Dalle ore 15  Ingresso Gratuito

Intervista a cura ufficio stampa @Divinazione Milano

risponde a nome della band, Gianluca Boldoni (Voce chitarra acustica)

-La musica ha sempre fatto parte della mia (nostra) vita, sono cresciuto tra chitarre e tastiere, mio padre è un grande appassionato di musica e di strumenti musicali

-Gli AmanoLibera sono in 4, Andrea alla chitarra elettrica, Luigi alla batteria, Speme al basso e io, Gianluca, voce e chitarra acustica

-Definirei la nostra musica come un rock contemporaneo, con diversi riferimenti al suond del rock anni 70

-Il nome AmanoLibera nasce dalla voglia di scrivere e suonare a mano libera, senza nessun vincolo, ci siamo ritrovati una sera intorno ad un tavolo, davanti a 4 birre e da li abbiamo iniziato raccontandoci e ricordando eventi delle nostre vite, fino ad arrivare ai ricordi di scuola, quando le Maestre ti chiedevano di disegnare a mano libera...secondo noi il modo migliore per esprimersi, da li il nome ha preso forma.

-I talent e la musica che gira attorno alle nostre vite è il risultato di un appiattimento della creatività e il raggiungimento di uno standard musicale (e non solo quello che riguarda la musica) purtroppo privo di contenuti...fortunatamente ci sono delle eccezioni!

-I live proposti ormai non si contano più, abbiamo tutti alle spalle diversi anni di passione e sudore lasciati nei vari locali...la risposta del pubblico è sempre molto gratificante, andiamo avanti nel progetto proprio per questo.

-Se devo dare un nome al locale in cui suonerei (e in cui ho suonato in diversi miei sogni) è L'alcatraz a Milano, locale in cui ho trascorso tantissime serate ad ascoltare molta, ottima musica.

-Per diversificare e ravvivare l'organizzazione musicale italiana si dovrebbe dare più spazio a musica emergente, con passaggi radiofonici, in moda da arrivare a quante più persone possibili, in grado a loro volta di giudicare in maniera imparziale i vari talenti disseminati lungo la penisola.

-Tutto quello che riguarda il virtuale, social, distribuzione e quant'altro, sono il presente e il futuro della musica, quindi bisogna saperli sfruttare a pieno per poter raccogliere consensi e approvazione anche da quello...sono strumenti molto ma molto validi non si possono ignorare.

-Gli AmanoLibera nel loro futuro vedono musica, non smetteremo mai, stiamo già lavorando alla realizzazione del nostro 3° album, con tempi e modalità che ci contraddistinguono...non mi resta che salutarvi e per farlo vi anticiperò il titolo di un brano che farà parte del nostro nuovo lavoro.... "Come potete non pensare"... Ciao a tutti Gianluca (AmanoLibera).

 

Van Gogh Post Scriptum a Rock Targato Italia.

Si avvicina la data delle selezioni di #Rock Targato Italia area Piemonte, Liguria e Val D'Aosta in programma da Merula Magazzino Musicale il 26 maggio a Partire dalle ore 15, Ingresso gratuito. Nel programma musicale della giornata anche i Van Gogh Post Scriptum ai quali abbiamo posto alcune domande per conoscere meglio il progetto artistico, la loro attività e progetti futuri:

Intervista a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione Milano

artista: Van Gogh Post Scriptum

- Come vi siete avvicinati alla musica? Il rock and roll si è avvicinato a noi 20 anni fa. A Finale Ligure durante le vacanze post maturità. Da quel momento non siamo più riusciti a farne a meno.

- Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti? La band è composta da 3 elementi e ci siamo conosciuti sui banchi di scuola al Liceo di Casale Monferrato, la città da cui proveniamo.

- Con parole vostre come definireste la vostra musica? La nostra musica è una rappresentazione diretta di quello che viviamo tutti i giorni. Le gioie, i momenti inaspettati, i dolori ed anche i nostri fallimenti. Perchè non trasformare tutto questo in testi e musica?

- Come nasce il nome della band? E' tratto da un libro di Manuel Agnelli....Il meraviglioso tubetto.

- Cosa ne pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno? I talent sono indubbiamente una grossa cassa di risonanza a livello mediatico. Senza aver fatto prima gavetta, però, non servono. Forse occorrerebbe premiare band come la nostra, che per anni hanno calcato palchi e lottato su ogni palla, per usare un termine sportivo.

- Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico? In 20 anni di live ne abbiamo fatti eccome. La cosa che il pubblico ci riconosce sempre è la nostra coesione, e sul palco riusciamo a trasmettere la nostra amicizia.

- Quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nella vs regione di origine? Ultimamente sulla nostra chat di whatsapp ci diciamo spesso che ci piacerebbe molto suonare alle OGR di Torino, anche se un'apertura su un palco di un palazzetto ci farebbe molto molto piacere (ndr. vedi i ROS all'apertura degli Afterhours al Forum di Assago)

-  Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale? Coraggio nell'insistere a proporre musica inedita nei locali, inventarsi soluzioni innovative. Recentemente abbiamo sentito per Radio la storia di un locale che organizza secret show per non penalizzare l'artista che viene preceduto dal classico clichet "che genere suona?"....questo locale propone concerti di lunedì con questa formula e inframezza le esibizioni con interviste....questo è quello che serve, far conoscere a 360° gli artisti....un po' come fanno i talent sotto alcuni aspetti.

- Cosa ne pensate della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi virtuali? Ormai al giorno d'oggi è fondamentale. Bisogna conoscere le nuove tecnologie, saperle sfruttare e trarne il giusto beneficio.

-  Quali sono i vostri progetti futuri? Finire di scrivere il disco nuovo che abbiamo in cantiere e far conoscere a sempre più persone il nome dei Van Gogh Post Scriptum....perchè alla fine i Van Gogh Post Scriptum, non fanno cagare (cit. da Il meraviglioso tubetto di Manuel Agnelli)

Vxa Rock Band a Rock Targato Italia

 

Vxa Rock Band ci racconta, in breve, della propria esperienza musicale. Il tutto tratto da alcune domande che l'ufficio stampa DivinazioneMilano ha fatto in occasione della presenza live della band a Rock Targato Italia il 26 maggio da Merula Magazzino Musicale. Un pomeriggio a suon di musica di qualità a partire dalle ore 15, ingesso gratuito

Siamo i Vxa rock band, siamo in 5 componenti e la formazione attuale e definitiva si è completata nel corso degli anni attraverso la condivisione di idee da confluire nel progetto Vxa.

Un po’ per tutti noi la musica è una passione tramandata da familiari: una chitarra, una batteria, una fisarmonica suonata dai parenti o i vinili ascoltati in taverna a tutto volume, hanno avuto un grosso ruolo nell’ avvicinarsi a questa passione.

La nostra musica si può definire “ricercata” perché cerca di unire e amalgamare le influenze di ogni componente allo scopo di affrontare argomenti di vita quotidiana, anche scomodi, che ci circondano ogni giorno, nella speranza di far riflettere e lasciare un segno dietro di noi. Definiamo il nostro genere: il democratico rock. Quindi da qui il nome VXA (vipera) rock band va a rappresentare ciò che vogliamo esprimere, prendendo appunto come spunto l'animale pungente e velenoso, ma allo stesso tempo elegante e solitario a cui non devi dare fastidio.

I talent sono sicuramente un format televisivo che permette di dare visibilità, ma che non c'entrano nulla con il nostro modo di pensare la musica. Meglio suonare nei locali e farsi conoscere dalla gente che ci ascolta dal vivo.

Abbiamo fatto molti live, dalle notti bianche, ai locali della zona fino a palchi prestigiosi di Torino  come l'Hiroshima, il Cap 10100 e il cortile del Maglio. Abbiamo spesso ricevuto feedback positivi riconoscendo in noi energia, dinamismo e unione artistica. 

Alla domanda “in quali locali vorresti suonare in Italia” un componente della band direbbe “voglio suonare a San Siro!!! Al di là di ciò che mette in evidenza una certa ambizione, ci piacerebbe uscire dai confini regionali per metterci in gioco anche per capire se siamo pronti a un progetto più grande.

È difficile rispondere alla domanda “cosa fareste per migliorare la musica in Italia...”. Sicuramente ascoltando la maggior parte delle radio, passa quasi in tutte lo stesso tipo di musica più “commerciale” rendendo più difficile a gruppi sconosciuti o quasi di emergere. In questo modo la “musica d'autore” deve trovare altre vie per farsi strada nell'industria musicale e tra queste i social sono un mezzo per far fluire le proprie idee e composizioni musicali.

Come gruppo stiamo finalmente chiudendo il nostro primo album e il nostro obiettivo è promuoverlo sul territorio regionale e nazionale. La partecipazione a diversi concorsi come RTI ci permette di esprimere la nostra idea di musica, con la speranza di farci promuovere da chi crede seriamente in ciò che noi suoniamo e diciamo.

MAX LO BUONO Live a Rock Targato Italia il 26 Maggio

Max Lo Buono, cantautore genovese suonerà il 26 maggio in occasione delle Finali Regionali di Rock Targato Italia area Piemonte, Liguria e Val D'Aosta. Gli abbiamo posto una serie di domande e le risposte sono interessanti mature e piene di positività. Vederlo suonare sul palco di Merula Magazzino Musicale è una curiosità che ci intriga molto. Auguri a lui e tutti quanti i protagonisti di questa bella avventura live che è Rock Targato Italia giunta alla XXX edizione. A partire dalle ore 15, ingresso gratuito. Vi aspettiamo,

Intervista a cura dell'Ufficio stampa @DivinazioneMilano

- Nome artista
Max Lo Buono 

- Come ti sei avvicinato alla musica?
L'attrazione per note e ritmo è nata dall'infanzia, quando ero allo stadio con mio padre ero distratto dai cori (spesso fuori tempo) della curva, e ciò mi distoglieva dalla partita. Con le ore di Educazione Musicale alle scuole medie ho avuto i primi approcci al pentagramma, alla chitarra e alla tastiera. Poi nell'estate del '97 stavo palleggiando su un prato, poco lontano alla TV c'era l'anteprima del singolo degli Oasis "D'you know what I mean?". Ho dato l'ultimo calcio al pallone e mi sono detto "voglio diventare così".

- Hai avuto esperienze con gruppi o band musicalii?
Ho avuto diverse formazioni negli anni, e ho diversi progetti, ma oggi mi presento come semplice cantautore solista. 

- Con parole tue come definireste la tua musica?
Direi un pop-rock in italiano con influenze british e glam, il tutto condito talvolta con ironia e giochi di parole.

- Come nasce il nome di un artista?
Beh nel mio caso si tratta di un nome d'arte. Max è l'abbreviazione "internazionale" del mio nome; Lo Buono era semplicemente il cognome di mia nonna, più "musicale" del mio anagrafico, ed inoltre si avvicina per assonanza sia a qualcosa di positivo, sia a grandi nomi della musica come Simon "Le Bon", "Bono", "Bon Jovi"... 

- Cosa pensi dei talent show e in generale della musica che gira intorno?
L'idea iniziale dei Talent era forte, intendo il fatto di cercare in maniera pubblica nuovi talenti, come tutti i concorsi ma con un'esposizione mediatica più forte. Ad oggi mi pare che il focus si sia spostato un po' troppo sullo show in sè più che sulla selezione di artisti che, ad oggi, pur vincendo, spesso non riescono a fare il "grande salto nello showbusiness". Resta il fatto che comunque, a prescindere che piacciano o meno, anche solamente un'apparizione in TV può aiutare ad ottenere visibilità, nome, pubblico, e quindi un maggior numero di serate in cui poter suonare. 
La musica che gira intorno di oggi è molto strana, specialmente da quando internet è inizialmente il mezzo più diffuso, e si contano le views, che sovente vengono da un pubblico molto giovane. Infatti oggi generi come la trap o il rap vanno per la maggiore, più del rock o della canzone d'autore, e dobbiamo prenderne atto, per quanto ci siano realtà interessanti che oggi vengono definite "indie". (Anni fa l'indie era un genere ben preciso, Afterhours, Marlene Kuntz, diverso da quello che si indica oggi, come Calcutta, the Giornalisti, ecc.)
Quando ho iniziato io per farmi conoscere dovevo fare anni di gavetta, sale prove, ricerca di pubblico con prevendite per poter ottenere una serata ricompensato con birra e hot dog. Ora con un po' di fortuna (web, talent) diventi una star prima di fare gavetta e (ahimè) ogni tanto i risultati si sentono. Ci sono pro e contro. Sono nato o troppo tardi o troppo presto :)
Da un altro lato, mi pare che oggi il successo di una canzone dipenda troppo dal "bombardamento" radio e tv, che trasmettendo sempre a rotazione certe canzoni, entrano inconsciamente in testa delle persone, che a quel punto la giudicano "bella", un "successo". 
 

- Hai già fatto dei live? E quale risposta hai avuto dal pubblico?
Suono dal 2000, ho avuto diversi tipi di progetto, dalla band di inediti, alla band di cover, al duo di intrattenimento.
Ho avuto la possibilità di condividere il palco con grandi chitarristi come Cesareo, Luca Colombo, Stef Burns, Giuseppe Scarpato, Giacomo Castellano, e tanti altri grandi, in qualità di corista e cantante. Ho partecipato anche ad eventi dedicati alla musica di Lucio Battisti con la presenza sul palco di Mogol. 
Per la presentazione del mio disco "Tutto Molto Dandy" ho avuto modo di aprire i concerti di Eugenio Finardi e Cristiano De Andrè.
Nel mio piccolo direi di essermi creato un mini-pubblico che spesso mi segue sia live che nelle canzoni che propongo anche sul web.
I riscontri positivi sono spesso sulla orecchiabilità delle singole canzoni che scrivo, che spesso vengono viste come "canticchiabili" dall'ascoltatore tout-court, e dai testi che cercano di raccontare sempre situazioni molto pratiche, reali.
Riscontri negativi... forse non sono tanto apprezzato dai "puristi" dei rami che vado a toccare, troppo "pop" per essere "rock", troppo "ironico" per essere "d'autore". 

- Quali sono i locali in italia dove ti piacerebbe suonare?  e quali quelli nella tua regione di origine?  
Domanda molto difficile.
Parto dalla regione di origine. Vivo a Genova. Non come polemica (forse), ma come dato di fatto, ci sono sempre meno locali di musica live, evidentemente sono cambiati i gusti del pubblico, e le spese per l'intrattenimento sono più direzionate alle discoteche (salvo i nomi main-stream che arrivano in città). Ne sono rimasti molto pochi e talvolta ci si deve organizzare con sponsor o a proprie spese per l'affitto del locale contando di rientrare con le spese utilizzando biglietti di ingresso. I locali sono pochi, non fanno sempre musica dal vivo, e di rado si trovano persone pronte ad investire nell'arte del live. E' rimasto La Clacque nel centro storico di Genova.

I locali italiani che conosco sono ben più grandi e rinomati di quelli che abbiamo in liguria, come l'Alcatraz, il Blue Note e il Legend di Milano, Hiroshima Mon Amour  di Torino,  il Campus Industry di Parma ( in cui ho suonato)...

-  Cosa faresti per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale?
Credo che tutto debba partire dalla ridivulgazione della cultura musicale alla base, a far tornare nelle persone (non solo nei giovani) la voglia di passare una serata ad andare a sentire un artista sconosciuto. Ci vorrebbe impegno dalla pubblica amministrazione, dalle scuole stesse, una specie di "pubblicità progresso" da divulgare su radio, tv e web, per riaccendere una voglia persa di musica. Ricostituito l'interesse del pubblico, magari più imprenditori saranno disposti ad investire in strutture ed eventi. 

- Cosa ne pensi della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi virtuali?
E' molto frammentata e le risposte sono estreme. C'è chi ha trovato per fortuna la via giusta e riesce ad ottenere grandissima visibiltà, c'è chi con stesso metodo ma meno fortuna ha imboccato un canale che lo ha lasciato nell'ombra. Oggi la condivisione dei link sui social fa tantissimo, la promozione su web radio non mi pare stia dando grossi frutti. Il web sembra essere comunque il mezzo principale per arrivare a radio e tv, che permettono ancora il salto nella direzione più favorevole.
La musica dei negozi virtuali invece è arrivata troppo tardi; solo quando le major si sono accorte delle perdite ottenute dai peer to peer (napster, emule, torrent) sono nate le piattaforme legali.
Spotify credo sia una grande invenzione legale per i fruitori di musica (un po' meno per chi investe nelle produzioni rispetto alle vecchie vendite dei CD).
Io sono un caso a parte, compro CD e ultimamente vinili :) 

-  Quali sono i tuoi progetti futuri?
Principalmente il mio primo obiettivo è non perdere la voglia di scrivere, perchè scrivere musica mi appaga anche più del canto stesso, continuare ad imparare, a conoscere musica che non ascoltavo, a contaminare la mia creatività, studiare produzione audio per poter migliorare il lato tecnico delle mie composizioni. 
Mi occupo anche di produzione di video clip musicali, non solo delle mie canzoni, ma di tanti altri artisti, basta digitare "Max Lo Buono regia" su youtube e ne escono diversi, quindi continuerò a studiare anche tecniche di ripresa, editing e post produzione.
Per quanto riguarda l'attività "discografica" sto pensando a quale sia la direzione giusta da intraprendere, ma come dice la manager che si occupa della mia discografia "intanto scrivi!".

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