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Quattro album per dicembre 2019: Zanotti, Cremonesi, Anèdone e Unoauno

Quattro album per dicembre 2019:

Zanotti, CremonesiAnèdone e Unoauno.
articolo di Roberto Bonfanti

È arrivato dicembre, le strade hanno iniziato a brillare di lucine colorate e, come sempre, i negozi di dischi (virtuali o meno) si sono riempiti di box celebrativi, edizioni speciali e polpettoni pop vari da incartare sotto l’albero. È giusto che sia così. È anche bello, che sia così, in qualche modo.  Però, prima di tuffarci nei panettoni e nei brindisi, prendiamo un bel respiro con qualche uscita discografica meno convenzionale.

Di “A un passo” di Max Zanotti abbiamo già avuto modo di parlare poche settimane fa intervistando lo stesso Max proprio in occasione della presentazione di questo suo nuovo lavoro. Si tratta di un album cupo e decisamente affascinante in cui l’ex cantante dei Deasonika sposa in modo estremamente personale il blues più desertico dando vita a una manciata di canzoni dolorose, poetiche e solitarie che valorizzano le sfumature più intime della voce e della scrittura dell’artista. Un disco emozionante intriso di fantasmi, ruggine, malinconie e senso di sconfitta.

Ci sono progetti in cui il processo creativo è a tutti gli effetti parte integrante dell’opera stessa. E’ il caso di “La prosecuzione della poesia con altri mezzi”, particolare collage musicale assemblato da Alex Cremonesi (già membro “occulto” dei La Crus) attraverso l’unione dei contributi ricevuti da diversi musicisti, fra spunti musicali spontanei e voci (fra cui Mauro Ermanno Giovanardi, Andrea Chimenti, Edda, Mara Redeghieri e altri) che si sono offerte di interpretare ognuna a proprio modo dei testi dello stesso Cremonesi. Il risultato è un progetto obliquo e suadente che travalica il raggio d’azione della musica per sconfinare in modo riuscito nella sperimentazione artistica in senso più ampio.

Sono paesaggi sonori intimi ed evocativi, quelli che animano “La superficie delle cose”, l’album d’esordio degli Anèdone. Un lavoro fortemente introspettivo che scivola via suadente muovendosi in punta di piedi fra il post-rock più minimale, la psichedelìa più delicata e la canzone d’autore più confidenziale. Sette brani (fra cui una cover di De Gregori riletta in modo personale e uno strumentale accompagnato dalla voce di Martin Luther King) intrisi di ricordi e riflessioni che rifuggono ogni concetto di pop e suonano quasi come un invito ad allontanarsi da ogni distrazione, sedersi in silenzio e ascoltare.

Che gli Unoauno amino i CCCP è una cosa più che probabile. Tanti sono infatti i richiami alla storica band di ZamboniFerretti che il giovane trio romagnolo si diverte a nascondere fra i propri brani. Al di là del gioco delle citazioni però “Barafonda”, seconda prova discografica del gruppo, appare un lavoro sincero, viscerale e diretto che ci presenta una band sfrontata e amante dei suoni ruvidi dotata di una personalità interessante che trasuda sudore, voglia di urlare e desiderio di infrangere ogni schema. Un disco autenticamente punk nello spirito. Il che fa sempre bene.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

blog www.rocktargatoitalia.it

 

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A un passo. Intervista a Max Zanotti. di Roberto Bonfanti

A un passo.

Intervista a Intervista a Max Zanotti
di Roberto Bonfanti

Max Zanotti è un artista sensibilissimo e prezioso. Già leader dei Deasonika e dei Casablanca, impegnato costantemente nel progetto Rezophonic e produttore di una lunga serie di album, in questi giorni sta pubblicando un nuovo splendido lavoro solista intitolato “A un passo” (nei negozi dal 22 novembre). Affascinato dalle sonorità cupe del disco e dal dolore che sprigiona in modo naturale da queste nuove canzoni, ho approfittato del concerto di presentazione dell'album all’Officina della Musica di Como per fare due chiacchiere con lui.

In questi giorni sta uscendo il tuo secondo album solista. Rispetto al disco precedente mi sembra che tu sia partito proprio da presupposti opposti.

Sì, ho voluto andare a recuperare le sonorità con cui sono nato musicalmente e con cui ho iniziato ad approcciarmi alla musica da ascoltatore. Quindi principalmente il blues acustico. Poi ovviamente, nel corso degli anni, sono uscite diverse realtà vicine a quel settore che mi sono piaciute ma che ho guardato comunque da lontano, forse perché sentivo che non era ancora il momento per riapprocciarmi a quel mondo con delle sonorità che fossero mie al cento per cento. Ora, dopo tanto tempo, mi sono finalmente sentito di farlo. La musica è una cosa importante e non mi è mai piaciuto fare le cose tanto per fare, per cui credo che ogni genere vada sempre affrontato con enorme rispetto e con i giusti tempi.

Il risultato è un disco che, pur essendo molto stratificato e pieno di collaborazioni, suona molto “solitario”.

Decisamente sì. Direi desertico.

C'è una frase molto bella in cui canti: “Fumiamoci la dignità. Lo sai che a noi non serve: serve solo a chi non mente.” In un altro brano canti: “Trascino la colpa fino a farmi male”. Per cui è un album in cui c'è molta consapevolezza dei propri limiti e molto dolore. Sbaglio?

Il disco s'intitola “A un passo” proprio perché il tema portante è il fatto di sentirsi eternamente vicini a qualcosa -che sia un sogno, un obiettivo, un amore o qualsiasi altra cosa- senza però riuscire mai ad afferrarlo. Questa sensazione ovviamente ti crea una serie di sofferenze e frustrazioni che poi si riversano nel tuo quotidiano. Personalmente questo senso di “ce l'ho quasi fatta ma...” è una sensazione che mi si è presentata di fronte molte volte e quindi l'ho assimilata e riversata nelle canzoni.

A proposito di cose rimaste “a un passo”: circa una quindicina d'anni fa c'è stato un momento in cui sembrava che anche i Deasonika fossero proprio lì lì per esplodere e raggiungere un successo enorme...

Sì, sicuramente c'è stato un momento in cui sembrava che fossimo “a un passo” dal farcela e anche quello può essere un episodio legato al discorso che stavo facendo. Poi, quando non si riesce a raggiungere quello che si vuole, non si sa mai se è solo colpa tua, colpa di altri o colpa di chissà cosa. Anche se alla fine si dà sempre la colpa agli altri. Però in fondo, se si vuole valorizzare l'uomo, bisogna avere anche la forza di puntare il dito contro i propri errori quando non ce la si fa.

Tra gli ospiti del disco ci sono diverse donne e tu hai sempre lavorato molto con le donne anche come produttore. Che idea hai della scena femminile attuale?

Se devo essere sincero, non seguo molto la scena contemporanea perché mi sono un po' disinnamorato, negli ultimi anni, del modo di fare musica che c'è oggi in Italia. Ora non voglio fare il discorso retorico sul fatto che “era meglio prima” o cose simili, però personalmente mi viene più spontaneo ascoltare musica “vecchia” perché la trovo più interessante di quella “nuova”. La scena femminile sicuramente è più interessante di quella maschile, forse anche perché di voci femminili ce ne sono meno, un po' perché nel genere che va di moda in questi anni le voci femminili hanno trovato poco spazio e un po' perché nel cantautorato in genere si è sempre preferita la voce maschile. Però personalmente apprezzo molto di più le voci femminili, anche perché nella vocalità femminile puoi ritrovare anche delle sfumature maschili mentre in una voce maschile non trovi quasi mai delle sfumature femminili. Per esempio, ho chiamato Georgeanne a duettare con me in un pezzo di questo disco proprio perché volevo una donna che avesse esattamente quel tipo di vocalità: io la adoro come persona, come cantante e come autrice per cui, quando c'è stato da spulciare fra tutti gli artisti che conosco e che stimo per definire gli ospiti del disco, ho voluto chiamare lei perché è una di quelle vocalità che mi intrigano molto. L'altra voce femminile che ho ospitato è quella i Kayla Parr, che è una cantautrice italo-inglese che ha una voce pazzesca e, appena l'ho sentita cantare, le ho detto: “io ti voglio nel mio disco”. D'altra parte bisogna chiamare quelli più bravi di te, per dare un valore aggiunto all’album.

Donne a parte, fra gli ospiti del disco c'è anche DJ Mike con cui avevi condiviso qualche anno fa il progetto “Della vita della morte”.

Sì, DJ Mike non si lascia mai: lui è sempre all'orizzonte. Oltretutto, fra gli ospiti, c'è anche Francesco Setta che è un cantautore di Como con cui mi è capitato di collaborare su altri progetti e, siccome mi piace molto la sua vocalità e il tipo di struttura ritmica che riesce a creare, ho pensato di portarlo all'interno di una canzone. Diciamo che ho voluto puntare, più che sui nomi famosi, sugli artisti che mi sembravano più adatti a ciò che volevo esprimere.

A proposito di Como: stasera presenti il disco qui ed è la prima volta che inizi un tour dalla tua città. Che rapporto hai con Como?

Direi che non ho rapporti. È un po' come quando mi chiedono che rapporto ho con i soldi: non sono di quelli che dicono “ho un pessimo rapporto con i soldi” ma semplicemente di rapporti non ne ho proprio. Con Como non è mai stato amore. Certo, è stato bello sapere di poter iniziare il tour proprio dalla mia città, ma è stato anche difficile perché in realtà Como è una città particolare e qui nessuno mi ha mai seguito più di tanto, per cui vedremo come andrà...

Il disco, come dicevamo, suona molto “solitario” ma non è assolutamente un disco “solo voce e chitarra”. È un lavoro molto stratificato e credo che in studio tu abbia fatto proprio un gran lavoro di “sintesi” per arrivare a quel suono. Dal vivo invece suonerai in duo, giusto?

Sì, saremo in due con ovviamente il supporto della tecnologia indispensabile per rendere nel migliore dei modi anche dal vivo le atmosfere del disco. Con me sul palco ci sarà Silvio Pirovano, che è proprio la persona con cui ho condiviso tutto il lavoro in studio e sono davvero contento del percorso fatto con lui. Di musicisti bravi, al mondo, ce ne sono tantissimi: la cosa realmente difficile è trovare qualcuno che, oltre a essere bravo, parli esattamente il tuo linguaggio e riesca a capire esattamente dove vuoi andare. Con Silvio mi sono trovato a collaborare su un altro progetto e, quando l'ho conosciuto, ho capito che era lui la persona perfetta con cui condividere tutto il lavoro su questo disco.

Alla vigilia della pubblicazione, cosa ti aspetti da questo album?

Mi piacerebbe che la gente riuscisse a capire qual è stato il percorso fatto in questi due anni di scrittura e produzione. Poi se piacerà o non piacerà lo vedremo. Però secondo me piacerà perché comunque non sono andato lontano da ciò che mi ha contraddistinto in questi anni, per cui le mie venature ci sono tutte.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

 

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"Festival delle Abilità, Arte, Musica e Poesia" tutti i talenti delle persone con disabilità

 

"Festival delle Abilità, Arte, Musica e Poesia"

tutti i talenti delle persone con disabilità

CASCINA CHIESA ROSSA

via S .Domenico Savio, Milano 

23 e 24 Novembre 2019 dalle ore 11 alle ore 18

(vedi programma www.milanoinmusica.it)

 

Nel weekend del 23-24 novembre il parco della Chiesa Rossa di Milano (Via S. Domenico Savio, snc. Milano) dalle ore 11 alle ore 18 si trasforma in un grande palcoscenico dove artisti con e senza disabilità esprimeranno tutti i propri talenti.

... Nasce a Milano la FESTA-FESTIVAL DELLE ABILITÀ, ARTE, MUSICA E POESIA all’interno del complesso della Cascina Chiesa Rossa (Municipio 5) i cui giardini e biblioteca ospiteranno performance musicale, teatrali e poetiche.

Una due giorni dedicata ad abbattere gli steccati fisici e culturali che ancora circondano il mondo della disabilità: un’apertura verso l’altro che avverrà attraverso la “messa in scena” delle abilità e dei talenti delle persone. L’arte, la musica e la parola serviranno ad annullare le distanze, ad avvicinare persone diverse tra loro, ma unite da un unico linguaggio comune quello della passione per le arti espresse in tutte le loro forme...

(Simone Fanti), giornalista

Sabato 23 novembre alle 11 verrà inaugurata la mostra "Dare forma ai sogni" dello scultore Felice Tagliaferri, noto a livello internazionale per alcune sue opere provocatorie capaci di mostrare le incongruenze di una società dedicata solo all’apparire . La mostra rimarrà aperta per l’intero weekend e offrirà al pubblico la possibilità di confronto con l’autore delle opere. La giornata poi sarà punteggiata da eventi musicale con il concerto rock alle ore 15, di Alex Cadili e dalla performance alle ore 17 del tenore Luca Casella e momenti di approfondimento. Alle 16 si svolgerà la tavola rotonda Fatti di-versi che vedrà la partecipazione del giornalista e poeta Antonio Giuseppe Malafarina e di Francesca Cinanni, direttrice artistica L’Arte nel cuore,  realtà romano-milanese che forma artisti con e senza disabilità in tutti i campi del mondo dello spettacolo

Domenica 24 novembre dalle 11 alle 18.00 sarà ancora possibile visitare, guidati dallo scultore Tagliaferri, la mostra "Dare forma ai sogni". Nel pomeriggio, alle ore 15 lo spettacolo teatrale a cura di Claudio Raimondo e dell’'associazione Archetipilab. A seguire ore 16 incontro con lo scrittore Giuseppe Ferdico che ha pubblicato recentemente il Thriller “Sergio Porta investigatore non vedente” ambientato a Milano e nei suoi locali della musica. Chiude l’evento alle ore 17 il tenore Matteo Tiraboschi.

NEL WEB:

  1. milanoinmusica.it

 

FRANCO SAININI – FRANCESCO CAPRINI

Divinazione Milano S.r.l.

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network

Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano

Tel. 393 2124576 - 3925970778

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

web: www.divinazionemilano.it

 

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THE CRIMINAL CHAOS in concerto presentazione album “SURREAL REALITY”

LEGENDCLUB MILANO

21 Novembre 2019 alle ore 21,15

THE CRIMINAL CHAOS  in concerto

presentazione album “SURREAL REALITY

Ospite il poeta: CATALDO Dino MEO

 

LP “SURREAL REALITY” – una produzione internazionale

Per fine novembre è prevista la pubblicazione dell’album di debutto “SURREAL REALITY.

Il disco contenente sette brani è prodotto in collaborazione con Fabrizio Grossi – produttore italoamericano dalle collaborazioni altisonanti con artisti del calibro di Steve Vai, Billy Gibbons/ZZ Top, Joe BonamassaIce T, Dave Navarro, Steve Lukather e molti altri artisti della scena mondiale.

Durante le sessioni in studio la band si è avvalsa anche della collaborazione di Fulvio Ferrari, arrangiatore e compositore, nonché tastierista di Luca Carboni, che ha contribuito alla composizione di armonie corali, creando un sound sognante e psichedelico.  Il disco è stato mixato da Fabrizio Grossi nel suo studio di North Hollywood e masterizzato da Pete Doell all’Aftermaster Studios in California.  

Originaria da Parma la band “The Criminal Chaos” è formata da Nik Bergogni (voce), Pablo Chittolini (basso), Helder Stefanini (batteria) e Mirco Caleffi in arte “Keffia” (chitarra), Ivan Chittolini (sonorità elettroniche) Il sound ha un forte impatto rock, caratterizzato dallo strumento musicale suonato, magico, sudato e ricercato.

Il debutto ufficiale dei “The Criminal Chaos” avviene con la pubblicazione del singolo Smalltown Boy” - rivisitazione della celebre hit dei Bronski Beat.

La collaborazione con l’ingegnere del suono Roberto Barillari, grazie alla sua esperienza con importanti artisti (Lucio Dalla, Negramaro, Gianmaria Testa, Samuele Bersani, Stadio, Paolo Conte, Zucchero, Francesco Guccini), ha permesso ai “The Criminal Chaos” una forte crescita sonora e artistica.

NEL WEB:

Facebook: https://www.facebook.com/TheCriminalChaos/

Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCkbV-doo04FJbXrRVDkpobg

Instagram: https://www.instagram.com/the_criminal_chaos/

Twitter: https://twitter.com/TCriminalchaos

OSPITE DELLA SERATA

CATALDO DINO MEO

ACTION + non molla.

Per grazia ricevuta dal prezioso Francesco Caprini, deus di Rock Targato Italia e dell'agenzia artistica Divinazione, sarò al LEGEND CLUB di Milano il prossimo 21 Novembre nell'ambito di una serata Rock. Farò "The Celebration of the Lizard" su testo di Jim Morrison e musica di Arasonus (mio fratello Antonio). Per chi potesse sarebbe l'occasione per un sopralluogo dello spazio. Prenderemo contatto diretto con lo staff del LEGEND, locale che, per detta di Francesco, è l'ideale per ACTION +.

 

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