Menu

Con il Dialogo sul Presente, l'8 settembre alle ore 18.30

Con il Dialogo sul Presente, l'8 settembre alle ore 18.30 riprendiamo nel Giardino di Triennale Milano gli incontri de I Sette Messaggeri, organizzati da Fondazione Maimeri e moderati da Andrea Dusio.

I mesi che abbiamo attraversato ci pongono di fronte continuamente alla questione della lettura della realtà e della sua distorsione. Giornali tradizionali e new media hanno dovuto ripensare non solo linguaggi e formati, aprendosi a nuove forme di racconto, ma si sono dovuti interrogare sul senso e sulla direzione del loro lavoro di documentazione della realtà.

Con Anna Maria Testa, pubblicitaria e saggista, i giornalisti e scrittori Francesco Costa (Post), Jacopo Tondelli (Gli Stati Generali) e Dario De Marco (Esquire), il documentarista Francesco Clerici parleremo di narrazione del presente.

Sarà con noi Paolo Saporiti, musicista e cantautore milanese, che al termine del dialogo suonerà in versione acustica alcuni pezzi della sua produzione solista e dalle sue collaborazioni.

Fondazione Maimeri

blog rocktargatoitalia.it 

Leggi tutto...

FRANCESCO BELLUCCI presenta il suo nuovo concerto

FRANCESCO BELLUCCI

presenta il suo nuovo concerto

“SITUAZIONI SCONVENIENTI”

"25 May Pride" il 4 settembre a SALERNO

Il 4 settembre 2020 l’Arena del Mare di Salerno verrà inondata dalle sonorità di “SITUAZIONI SCONVENIENTI”, il nuovo album di FRANCESCO BELLUCCI in uscita alla fine di settembre. L’artista emiliano sarà sul palco per introdurre il suo secondo disco in occasione del concerto della famosa band “Banco del Mutuo Soccorso”. Il concerto si svolgerà all’interno dell‘evento “25 May Pride", iniziativa organizzata da Arcigay Salerno, Comitato Primo Maggio, ANPI, CGILCISL e UIL.

Modenese, classe 1989, Francesco Bellucci non è nuovo ad eventi del genere: nel 2017 infatti il cantante fu scelto da Radio Deejay per aprire il concerto di Francesco Gabbani, fresco vincitore del Festival di Sanremo con “Occidentali’s Karma”.

“SITUAZIONI SCONVENIENTI” arriva a tre anni di distanza da “Siamo Vivi”, album di debutto, lavoro intimo ed emotivo che conteneva le tracce “Io ci credo ancora” e “Forse”.

L’album, in programma per la fine di settembre, sarà anticipato dal singolo “Stanotte Uccido Mio Padre”, quarto estratto dopo “20 Lt. di Benzina” (settembre 2019), “Vuoto” (novembre 2019) e “Qualcuno Ti Pensa Ancora” (febbraio 2020).

Sulla scia dei suoi brani precedenti, contraddistinti da forte denuncia sociale e accompagnati da basi rock violente ed esplosive, nel nuovo album l’artista dà sfogo alla sua rabbia interiore. Nei suoi testi, Bellucci denuncia i vizi della società contemporanea ed esprime la sensazione di panico causata dalle relazioni sociali, dalla paura di non riuscire a comunicare.

Insieme a Francesco Bellucci, saranno sul palco Eric Ombelli (batteria), Davide Lodesani (Basso), Marco MazzuoccoloFrancesco Bevini alle chitarre e Davide Guerri (programmazione).

BIOGRAFIA

Francesco Bellucci è nato a Modena il 20 Settembre 1989. Debutta musicalmente nel 2013 partecipando alla Prima Edizione del Premio Pierangelo Bertoli classificandosi al secondo posto con la canzone “Io Ci Credo Ancora”, pubblicata nel Maggio del 2014. Nell’Ottobre 2014 ci riprova al Premio Bertoli conquistando ancora il secondo posto con la canzone “Forse”.

Nel 2017 pubblica il primo album “Siamo Vivi” con 13 brani inediti, anticipato dal singolo “Vivere Davvero” e dall’omonimo videoclip presentato in anteprima da L’Espresso. Con la canzone raggiunge la prima posizione della classifica “Absolute Beginners” stilata da Radio Airplay Italia per il quotidiano online Rockol e vi resterà per sei settimane consecutive.

Selezionato da Radio Deejay per partecipare al Deejay On Stage il 14 Agosto si esibisce a Riccione in apertura al concerto di Francesco Gabbani. Autunno 2017 esce il secondo singolo "Il Mondo Sta Girando” estratto dall’album d’esordio è accompagnato da un videoclip che viene presentato in anteprima su Fanpage.it.

Nel 2018 pubblica il singolo "Che Sfiga Però”, presentato durante la serata finale del Poesia Festival di Modena prima del concerto di Ghemon.

Facebook https://www.facebook.com/ilBelluc/

 

PIETRO BENEDETTI – FRANCESCO RATTI

Divinazione Milano S.r.l.

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network

Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano

Tel. 347 3265242 – 331 4203865

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

web: www.divinazionemilano.it

Leggi tutto...

I Grandi Antichi. Anzi no, modernissimi.

I Grandi Antichi. Anzi no, modernissimi.

Nella mitologia di H. P. Lovecraft (soprattutto nei racconti del Necronomicon), costui ci parla di una civiltà antichissima che se risvegliata, avrebbe potuto distruggere l’umanità. I “Grandi Antichi”, appunto.

Quel momento terrificante è arrivato: i Grandi Antichi si sono risvegliati. Ma non vogliono distruggere noi. Vogliono spiegare che bisogna tenere attenzione ed asticella alta. Semmai è devastante l’impatto che hanno con sedicenti compositori contemporanei.

Preceduto dal singolo Throw My Bones, è dopo tanti annunci e rimandi è uscito!

 Con la formazione battezzata Mark VIII e prodotto dal mitico Bob Ezrin, esce “Whoosh”. Siamo oltre cinquant’anni dopo il debutto e tre anni dopo inFinite che Airey aveva (troppo frettolosamente) dichiarato come l’ ultima fatica dei Deep Purple.

A differenza di inFinite che era un lavoro molto curato (per noi, al limite della maniera) ma non molto ispirato, “Whoosh”, come il suono onomatopeico che evoca, scivola via lasciandoci in bocca il dolce sapore di un ritorno alla legge della band.

Infatti, l’album non sfigurerebbe sulla vostra libreria insieme a In Rock (quest’anno è corso il 50° anniversario) e Machine Head. Certo la maturità è diversa e la vocalità di Gillan non è quella dei tempi migliori ma, comunque, è la voce di un interprete immenso.

Ezrin migliora le tessiture sonore di un gruppo che musicalmente non è secondo a nessuno e ne amplifica la bravura e la profondità.

L’album che ho letteralmente divorato passa da atmosfera ad atmosfera: dall’incertezza esistenziale, dal grande e irrisolto problema ambientale a suite più scanzonate.

Traccia preferita: Nothing At All. Più prog che hard rock, dimostra lo spolvero monumentale di Airey e Morse oltre qualsiasi dubbio possa essere venuto al ragazzino che mi ha chiesto: “Ma che? Sono ancora vivi?”

Se volete fare un viaggio più “leggero” nel tempo, eccovi serviti: What The What. Tra il boogie woogie e il rock’n roll, tra i padri del genere, nello scintillio degli Anni Cinquanta, un brano impossibile da non ballare.

Poi c’è anche il brano “filologicamente corretto” quello che incrocia blues e rock con i loro registri di sempre, seppur con un arrangiamento più nuovo, è: The Long Way Round. Anche qui Airey e Morse fanno cose bellissime anche se più semplici dei barocchismi di Nothing At All.

Dopo averlo quasi consumato ed essermi commosso più volte, ho pensato: e che cazzo! C’è ancora vita su questo sventurato pianeta.

di Paolo Pelizza

© 2020 Rock Targato Italia

Leggi tutto...

Parente, Anatrofobia, Giurato e Il Silenzio Delle Vergini. articolo di Roberto Bonfanti

4 album per agosto: 

Parente, AnatrofobiaGiurato e Il Silenzio Delle Vergini.
articolo di Roberto Bonfanti

Ogni anno, quando si arriva a ridosso delle ferie, non riesco a scrollarmi di dosso quella bellissima vecchia canzone dei Diaframma che recita: “Caldo! Non vale la pena ricominciare con questo caldo.
Intanto il caldo è arrivato davvero e i pensieri si fanno sempre più lenti e indolenti. Il che forse non è poi un grosso problema, in un periodo storico in cui pensare sembra essere diventato un reato. Le possibili soluzioni, all’interno di questo spazio dedicato ai consigli discografici, sono comunque due: abbandonarsi a una selezione musicale giovane ed estiva oppure fuggirne il più lontano possibile.
Dunque, vada per la seconda.

Marco Parente non ha bisogno di presentazioni. Il suo lunghissimo percorso all’insegna della purezza e dell’eterna ricerca di nuove strade espressive è qualcosa di prezioso e unico nel nostro panorama musicale. “I passi della cometa”, suo nuovo progetto discografico e secondo passo di un discorso più ampio (intitolato “Poe3 is not dead”) iniziato qualche settimana fa con il particolare lavoro psichedelico “American buffet” e destinato a concludersi in autunno con la pubblicazione di un nuovo album di canzoni, è qualcosa di affascinante e assolutamente in linea con la storia dell’artista toscano. “Marco Parente suona Dino Campana” recita il sottotitolo del disco, ma stiamo attenti a non aspettarci le classiche letture musicate: quello realizzato da Parente è infatti un lavoro tanto stratificato e complesso quanto suggestivo in cui parole e musica diventano un tutt’uno intrecciando ritmi, atmosfere e colori. Un modo per lasciarsi ispirare dalla poesia e al tempo stesso provare a trasformarla in qualcos’altro, trasportandola in un altro tempo e in un altro mondo.

Anche gli Anatrofobia, per chi ha seguito con un minimo di attenzione la scena più polverosamente underground di inizio millennio, non sono certo un nome nuovo. A distanza di 13 anni dall’ultima prova in studio, la band piemontese torna sulle scene con un album intitolato “Canto fermo” che, nonostante l’introduzione di una voce all’interno del suono storicamente solo strumentale della band, mantiene tenacemente fede a quelle che sono da sempre le coordinate del gruppo: atmosfere cupe e inquiete, indole autenticamente anarchica sempre pronta a sfuggire a qualunque cliché, e momenti di calma apparente che si alternano in modo imprevedibile a trame sonore spigolose impastate di jazz-core, free-jazz e spirito punk.

Con “Nuovo Marco Polo” di Flavio Giurato continuiamo a girare lontanissimi dalla forma canzone. Il nuovo lavoro dello storico eclettico cantautore è infatti incentrato su un lunghissimo spoken word che, come si può facilmente immaginare dal titolo, prende ispirazione dalla figura di Marco Polo e dai suoi viaggi in Cina ma si arricchisce della visione dell’artista laziale, della sua sensibilità e della sua capacità di andare sempre oltre. Un progetto senza dubbio personalissimo in cui la lunga e suggestiva narrazione si conclude con un’unica canzone altrettanto imprevedibile e lontana dalle forme più canoniche.

Suona come un insieme di colonne sonore, “Fiori recisi” de Il Silenzio Delle Vergini: un album che si muove in territori suadenti dal gusto decisamente post-rock ma in cui ogni brano si sposa con frammenti di dialoghi cinematografici che ne completano la carica emotiva. Un lavoro che ci presenta una band interessante, che ha saputo abbeverarsi alla fonte dei maestri del post-rock di fine anni ’90 ma che al tempo stesso ha saputo rielaborare quanto assimilato e soprattutto guardare oltre, intessendo un interessante gioco di rimandi fra musica e suggestioni cinematografiche.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

blog www.rocktargatoitalia.it

 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Contatti

ROCK TARGATO ITALIA
c/o Divinazione Milano Srl
Via Palladio 16 20135 Milano
tel. 02.58310655
info(at)rocktargatoitalia.it

Log In or Sign Up

Password dimenticata? / Nome utente dimenticato?