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Disponibile su Rock Targato Italia il nuovo video della rubrica "Avere Anni 20"

È disponibile da oggi, 29 giugno, la nuova puntata (https://youtu.be/46WQKTLRnSU) di Andrea Ettore Di Giovanni per il canale youtube “Rock Targato Italia”. Come ogni lunedì, Andrea ha scelto per voi i suoi tre singoli preferiti tra quelli che sono usciti lo scorso venerdi per il mercato discografico. Tra gag e giochi di parole, questa volta Andrea deve ammettere qualche conflitto di interesse nella scelta del primo pezzo. 

Infatti, il video “Avere Anni 20”  si apre con "Come Cattivik". Si tratta dell'ultimo brano pubblicato dalla band "Il Pesce Parla", di cui Andrea è cantante e autore dei testi. Il leader del gruppo presenta il suo singolo come un pezzo rock, di quel rock classico che fu una volta dei Blur e dei Nirvana ma che è ormai una rarità sulla scena italiana. La struttura alterna strofe e ritornello, il pezzo contiene un assolo, la copertina è molto curata e riprende il personaggio di Cattivik con un dono del suo creatore alla band ma per altre curiosità vi consigliamo di vedere il brano. 

Il secondo pezzo è "Bene Dai" di Vipra. Il titolo anticipa il linguaggio comune utilizzato dal cantautore mentre le parole sono quelle della quotidianità, del vivere di tutti i giorni ma non è tutto: il falsetto in controcanto è la ciliegina sulla torta del brano. 

La terza canzone è "Gorilla" di Nico Arezzo. Il pezzo è funky, molto ballabile ma anche molto (forse troppo) leggero. Tuttavia è il pezzo che serviva al cantante per ritornare sulla scena italiana e contiene anche qualche accostamento di spessore. Andrea è infatti molto attento al linguaggio e per questo l'ha voluto premiare.

E adesso buona visione! 

 

 

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NovoTono: se si suonasse nei boschi e fra i monumenti?

NOVOTONO in concerto

l legno
La formula più basilare del duo per celebrare gli spazi e l’Estate: e se si suonasse nei boschi e fra i monumenti?

Per l’Estate 2020 i Novotono, il duo dei fratelli Adalberto ed Andrea Ferrari - entrambi sax e clarinetti - si propone nella formazione più light possibile: in duo, con possibilità della versione unplugghed. A celebrare i luoghi che meglio si predispongono ad una performance in cui gli artisti possano dipingere dei propri suoni spazi, memoria, ambienti: boschi, piazze, luoghi inconsueti, spazi dell’anima.

Forti di una discografia di grande successo, artisti apprezzati dal pubblico e dalla critica, i Novotono devono il proprio successo ad uno straordinario, ricercato interplay e ad un gioco raffinato fra pieni e vuoti, fra suono e silenzio: una formula carica di magia e di suggestione.

Il concerto prevede un excursus attraverso la produzione di questo Duo, di volta in volta pensato a seconda del contesto e dello scenario che andrà ad ospitare l’evento. Un focus particolare sul nuovo album, Woot (Winds) at Work: un omaggio al mondo del legno, nella doppia accezione di materiale di cui sono fatti gli strumenti a fiato e di materia prima per falegnami e artigiani del legno. I fratelli Ferrari, infatti, oltre strumentisti della sezione dei legni, hanno alle spalle una vasta storia familiare nell’artigianato del legno.

Il bosco, quindi, diventa un ideale palco sul quale far ricongiungere mondi, storie e respiri

 

Blog Rock Targato Italia.it

 

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I colori dell'estate 2020, la nuova playlist di RockTargatoItalia, by Divinazione e Roberto Bonfanti

I colori dell’estate 2020 

La musica indipendente, by Rock Targato Italia 

SPOTIFY:  

Realizzata da: 

Divinazione Milano e Roberto Bonfanti (scrittore/artista) 

Che estate sarà quella del 2020? La passeremo davvero fra termoscanner, plexiglass e mascherine? Avremo occasione di goderci un concerto sotto le stelle con una birra in mano? Ci sarà spazio per i tormentoni estivi? Non lo sappiamo. Però, in questo clima di incertezza, noi andiamo avanti per la nostra strada e, come da tradizione, vi proponiamo una nostra playlist per accompagnare la stagione appena iniziata. 

Qui il link per ascoltare la playlist: https://spoti.fi/2VtM5WL

Ubba + Bond - Girasoli olandesi 

In un mondo ideale, uno dei potenziali tormentoni dell’estate. 

PopForZombie - Antartide 

Pop d’autore confezionato con intelligenza e tanta voglia di raccontarsi. 

Maree - Versilia 

L’energia del rock, l’immediatezza dell’indie e l’approccio narrativo della canzone d’autore. 

Psicologi - Amici 

Avere vent’anni nel 2020. Fra trap, indie e urgenza generazionale. 

Ritmo Tribale - Milano Muori 

Un monumento del rock anni ’90, con la rabbia e l’inquietudine di sempre. 

Guignol - Notte di fine luglio 

Un brano evocativo, fra rock notturno e canzone d’autore. 

Houdini Righini – Hikikomori 

Una via alternativa, moderna e per niente convenzionale al pop d’autore. 

Mostro – Britney nel 2007 

Una scarica di energia e rabbia. Quando il rap si sporca con il rock. 

Zagreb – Cuori terminali 

Rock alternativo con i piedi negli anni ’90 e gli occhi aperti sul mondo di oggi. 

John Qualcosa – 15 Milion Merits 

Folk crepuscolare nel senso più intimo e americano del termine.  

Ognibene – L’amore coi robot 

Una riflessione sul presente e sul futuro in una canzone pop di tre minuti.  

Murubutu + Claver Gold – Minosse 

L’inferno di Dante diventa l’alibi per parlare di drammi contemporanei in modo moderno. 

Chiaradia - Rebibbia 

La musica non smette di essere l’occasione per raccontare storie importanti. 

Dente - Anche se non voglio 

Uno dei precursori dell’attuale scena indie ritorna con garbo e delicatezza. 

Fabio Cinti - Giorni tutti uguali 

Raffinatezza pop. 

Lucia Manca – Come un’onda 

Il punto d’incontro fra il pop degli anni ’60 e quello del 2020. 

Il silenzio delle vergini – Non ho più paura 

Post rock, ombre notturne e suggestioni cinematografiche.  

 

 

FRANCESCO RATTI 

Divinazione Milano S.r.l. 

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network 

Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano 

  1. 393 2124576 –392 5970778 

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L’URLO DI MAURIZIO

L’URLO DI MAURIZIO

ARROTA OFFICIAL VIDEO:

https://youtu.be/Vl9dG0mF-_c

Il singolo è tratto dall’album “THE GREATEST NOTS" di MARSICODITRAPANI  ovvero MAURIZIO (Monofonic Orchestra) MARSICO e STEFANO (Demented Burrocacao) DI TRAPANI.

Amarezza tanta tristezza, un mondo importante una filiera ricca di storia addio. Provo delusione e rabbia. La musica italiana al limite della sua estinzione. E' questo lo stato d'animo che mi ritrovo dopo aver letto la lettera di Maurizio Marsico della Monofonic Orchestra autore (insieme a Stefano - Demented Burrocacao - Di Trapani) dell’album "THE GREATEST NOTS" che trovo provocatorio, ironico, interessante, ipnotico, delizioso. Lontano dal mainstream ma vicino molto vicino alla dimensione umana delle passioni della sperimentazione e ricerca, delle narrazioni che tra i brani del cd scorrono veloci e intriganti, generando, curiosità, interessi, stupore, viaggi e amori.  Un amore, un piacere immenso.

Ascoltare un artista, un creativo che crede fortemente nel suo impegno è come vedere un artigiano soddisfatto del proprio lavoro ... un mondo che sta scomparendo, ucciso.

E' ora di (ri)comiciare a denunciare con Immaginazione il Quartier Generale dell'Imbecillità!

Francesco Caprini

L’URLO DI MAURIZIO

abbiamo potuto permettere che l'ecosistema Musica in Italia giungesse al limite della sua estinzione?

Perché è stata deliberatamente e indiscriminatamente minata la vitalità, l'eterogeneità e la specificità degli organismi musicali autoctoni, compromettendo al tempo stesso gli ambienti in cui la musica, Arte tra le Arti, avrebbe potuto continuare a vivere ed esser creata (e interpretata) serenamente e liberamente come in altri luoghi, con assai meno Cultura, meno Storia e con assai minor talento naturale in crescita spontanea a disposizione?

Quando è accaduto che d'un tratto il rock di casa nostra, come destato da un brutto sogno, si scoprisse democristianamente ecumenico fino al midollo?

Come possiamo ancora chiamare Musica (senza vergognarci) quella roba lì che gira intorno a dieci cantanti superstar, tre talent show e un Festival sempre più parodia di se stesso e talvolta anche a qualche musicista "outsider" ma, mi raccomando, soltanto in modica quantità e al patto che incarni le fattezze dell'artista tormentato da cartolina o le stimmate del pianista alla Shine o dello scherzo della natura che però signora mia è tanto tanto bravo?

Come se il musicista in quanto tale, dovesse essere compianto di default. Appena in fasce, già postumo.

Un paio d'idee ce le avrei, ad esempio tutto lo scempio compiuto dagli adepti della religione del consenso, il cui motto è lo stesso da almeno trent'anni: diamo alla gente ciò che la gente vuole. Che in italiano significa: diamo visibilità a chi ha già visibilità. Diamo notorietà a chi ha già notorietà. Diamo spazio a chi ha già spazio.

Capite che con questi presupposti non ci vuole un genio dei modelli matematici per capire con quale considerazione e quale rispetto la musica sia tenuta in conto da noi, e quanto sia prossima alla data di scadenza e quale ne siano le vere cause.

A ciò possiamo comodamente aggiungere le programmazioni blindate dei network radiofonici che per anni hanno promosso senza vergogna produzioni realizzate nei propri "scantinati" insieme ai compagnucci di merenda per poi scoprire che alla fine i comici avevano più ascolti della dance: veri Einstein del marketing. Scienziati puri della più inarrivabile statistica.

Dopo le risate, la figa, la tv del dolore, il trash, l'infogossip, i politici rockstar e compagnia briscola. E la musica ?

Pochi pochi pochi numeri, c'è la crisi. Aaaaaaggggh !!!

Colpa vostra, ma proprio solo vostra. Guardatevi allo specchio e sputatevi in faccia, invece di rinfacciarci spudoratamente gli errori che continuate a fare. Che coraggio. Qualcuno direbbe: cornuto e mazziato.

Quasi un ritratto del musicista italiano contemporaneo.

Questo è lo sconfortante scenario in cui è uscito The Greatest Nots, un disco sorprendentemente apprezzato dalla totalità delle testate musicali (che con nobile spirito di servizio/sacrificio, resistono, resistono, resistono). Un disco felicemente alternativo a tutto, persino all'alternative, che si è spinto oltre i margini del suo terreno di caccia naturale fino a lambire i confini della cosiddetta civiltà discografica.

Un disco realizzato da una vecchia tigre come il sottoscritto e da una più giovane (Stefano Di Trapani), in quei rari spazi fisici e mentali in cui l'immaginazione riesce ancora a sopravvivere. Le tigri si sa, sono pericolose ma servono. Se si estinguono si compromette l'intero sistema. Uccidi la tigre e muoiono anche le api. Le costringi alla fame, raggiungono il centro abitato e te se magnano.

Okkio !

Maurizio Marsico

 

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FRANCESCO CAPRINI – FRANCO SAININI

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