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La scrittrice siriana Dima Wannous in Italia ospite de "La Milanesiana"

La giovane scrittrice siriana Dima Wannous in Italia

ospite de LA MILANESIANA 2018

Letteratura Musica Cinema Scienza Arte Filosofia Teatro e Diritto 

Ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi.

I diritti del suo romanzo Quelli che hanno paura, pubblicato in Italia da Baldini+Castoldi, sono stati acquisiti dai più importanti editori europei (tra cui Gallimard, Signatuur, Blessing Verlag, Harvill -Penguin Random House).

"Quelli che hanno paura è un romanzo atroce e bellissimo, che ci fa entrare nella Siria devastata dalla guerra, fra le rovine che ha lasciato nell'anima di chi è rimasto e di chi è fuggito."

Caterina Bonvicini

Robinson - La Repubblica

 

A proposito del romanzo:

Dima Wannous

Quelli che hanno paura 

Damasco. Suleyma e Nessim si incontrano nella sala d’aspetto dello psicologo Camille, e si innamorano. Quando nel 2011 le loro strade si dividono, Suleyma rimane a Damasco con la madre, in attesa di avere notizie del fratello, Fu’ad, fatto sparire dal regime. Nessim, medico e scrittore, emigra, insieme al padre paralizzato e demente, in Germania: madre e sorella sono morte sotto i bombardamenti di Homs. Separati dalla polvere della violenza e dal rumore del mondo, Suleyma e Nessim continuano a sentirsi, legati dal proverbiale filo di un telefono. Suleyma riceve le bozze del nuovo romanzo di Nessim e un dato è assolutamente trasparente: la sua protagonista le somiglia in maniera impressionante – ha trent’anni, è stata o forse è ancora paziente di Camille e, soprattutto, è dominata da una forma di paura strisciante, che la induce a trasferirsi a Beirut. Suleyma, che ha le chiavi dell’appartamento di Nessim, fa alcune sconcertanti scoperte. Prima trova il necrologio che il compagno aveva scritto per lei e altri suoi cari, anche se erano ancora tutti vivi; poi trova le fotografie di altre donne. Come può continuare ad amare Nessim? Non lo ha forse solo idealizzato? Suleyma va più in là e riesce a identificare, complice la segretaria di Camille, la possibile protagonista del manoscritto: si chiama Salma e vive a Beirut. Decide di andare a trovarla quasi fosse un incontro con se stessa: e infatti, all’appuntamento, ritrova in lei la sua stessa ansia, la sua stessa paura. A quel punto potrebbe fuggire, e invece decide di tornare a Damasco dalla madre. Si riconsegna, così, consapevolmente, alla paura che è anche la paura di tutta la sua generazione e, di fatto, le appartiene e la tiene viva.


BIOGRAFIA
Dima Wannous, scrittrice siriana, è nata nel 1982. Ha studiato letteratura francese e traduzione presso l’Università di Damasco e alla Sorbona. Scrive per il «Washington Post» e in arabo per «Al Safir» e «Al Hayat». Ha curato le pagine culturali della rivista online «Modon» tra il 2012 e il 2014. In Germania ha pubblicato Dunkle Wolken über Damaskus (Nubi nere su Damasco).

 Il programma dell'incontro

Domenica 8 luglio 2018

CINEMA MEXICO

Via Savona 57, Milano 

UN RACCONTO E OMAGGIO A THEO ANGELOPOULOS / 2 – ore 21

Dima Wannous, Petros Markaris, Andrée Ruth Shammah, Gianpaolo Donzelli, Theo Volpatti, enrico ghezzi, Giulio

Sangiorgio, Phoebe Oikonomopoulou Angelopoulos

 Prologo letterario

Dima Wannous

 

Letture

Petros Markaris

Andrée Ruth Shammah

Gianpaolo Donzelli

 

Contributo cinefotografico Ai Margini (2018, 5’)

Theo Volpatti

 

Intervengono

enrico ghezzi

Giulio Sangiorgio

Phoebe Oikonomopoulou Angelopoulos

 

A seguire proiezione

L’eternità e un giorno (1998, 137’) di Theo Angelopoulos

 

Serata a ingresso libero fino a esaurimento posti. 

 

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Terre Fragili: architettura e catastrofe

Marco Navarra 
Terre Fragili
Architettura e catastrofe

a cura di Liliana Adamo

Terre Fragili non parla dei disastri come eventi ineluttabili, ma dell’architettura che dà forma alle macerie accumulate dalle catastrofi nelle città. 

Marco Navarra insegna presso l’Università di Catania. Fondatore dello studio NOWA, è autore di Repairingcities(2008), Lo-fi: Architecture as curatorial practice (2010), Abiura dal paesaggio (2012), DISPLAY (2012), Architetture Archeologie (2016). Ha esposto alla Biennale di Venezia, alla Triennale di Milano, alla Fondazione Mies, al CCCB di Barcellona e al CCA di Montreal. È stato finalista al Premio Mies van der Rohe (2003), all’European Prize for Urban Public Space (2006) e al BSI Swiss Architectural Award (2008). Ha vinto la medaglia d’oro della Triennale di Milano (2003) e il premio Gubbio (2006). I progetti sono stati pubblicati su riviste di architettura italiane e internazionali (Lotus, Domus, Abitare, A+U, C3, A10). 

Liliana Adamo, architetto per errore, crede di essere cieco o almeno trova nella presunta cecità la giustificazione al suo confuso stato emozionale nei confronti della disciplina. Tra i suoi traghettatori Giancarlo De Carlo, Guy Debord e Henri Laborit che ha la responsabilità di averla iniziata alla biologia comportamentale. Oggi è alle prese con il dottorato, le parole chiave della ricerca sono: deserto e retro innovazione. Temi già indagati nella tesi di laurea dal titolo Instanbility_Paesaggi di trasformazione verso il paradigma di resilienza. Tutto ciò che è sperimentale, radicale e speculativo alimenta la sua curiosità. Come Henri Laborit «prova un certo scetticismo nei confronti di ogni descrizione personale espressa con linguaggio cosciente» e consiglia di non prendere sul serio le parole su scritte.

Il volume è pubblicato da Lettera Ventidue, e l'acquisto è disponibile al link: https://www.letteraventidue.com/it/prodotto/230/terre-fragili 

 

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