Menu

Di sicuro qualcuno se la prenderà con noi perché ridiamo delle cose serie. Ma ridere di quelle buffe è troppo facile, no?

IL CAVALIER SERPENTE

Perfidie di Stefano Torossi
4 maggio 2015

BARBECUE SUL GANGE

In un bell’articolo del 30 aprile Giampaolo Visetti descrive le migliaia di pire accese in riva al fiume Bagmati, sotto il tempio di Shiva, per le esequie dei nepalesi morti nel terremoto. Incenso, fiori, legni odorosi, olii essenziali versati sulle braci, offerte di cibo e monete, insieme ai profumi della cremazione, per accompagnare il morto e le sue ceneri nel viaggio sulle acque verso l’aldilà. In un silenzio rispettoso e drammatico.
A proposito di profumi: 1973, eravamo appena arrivati a Benares, la città più santa dell’India. Quella dove ogni buon fedele desidera concludere il suo viaggio terreno. Schiere di dignitosi vecchi santoni, ma anche di mendicanti, storpi, malati dei più ributtanti morbi: lebbra, elefantiasi, infezioni; moribondi che si trascinavano verso l’accesso alla vita futura, il Sacro Fiume dei roghi. Un’orda orribile, forse troppo identificabile con lo stereotipo, eppure vera (di sicuro non era uno spettacolo messo su per noi stranieri) e drammaticamente angosciosa.
Ci mettemmo a seguire il flusso. Ormai vicini al Gange ci salì al naso un certo qual profumino di braciolette alla griglia (piuttosto fuori luogo secondo il nostro pensiero di impreparati fricchettoni, oltretutto obnubilati da fumi di altro genere, in un paese principalmente vegetariano e impla-cabilmente affamato) che aumentava sempre più. Finché, arrivati ai ghat ci rendemmo conto che effettivamente c'erano fuochi accesi e carni che bruciavano, ma non si trattava di un barbecue all’aperto, bensì dello spazio riservato alle pire funebri dei bramini. Membri di casta alta, quindi meglio nutriti degli altri indiani; superiore la qualità della legna delle cataste e anche quella degli olii rituali, le braci ben calde: ecco spiegato l’equivoco olfattivamente appetitoso.
Naturalmente sempre con tutto il rispetto per le credenze altrui.


Da che pulpito… Titolo su La Repubblica, pagina 28: “La battaglia di Francesco per la parità delle donne – Scandaloso pagarle meno”. Siamo tutti d’accordo, è ovvio, sull’argomento, sull’ingiustizia della situazione e sulla necessità di trovare una soluzione.
Un po’ meno nel constatare che questo accorato appello viene dal capo di una istituzione che le donne non pensa nemmeno a lasciarle entrare, se non con qualifiche di bassissimo livello. Probabilmente il massimo a cui una femmina può aspirare in Vaticano è il ruolo di cuoca di qualche cardinale, di cameriera che rifà il letto al Santo Padre o, vogliamo esagerare? di segretaria in ufficio. Non ci pare un gran che.
NB. I due signori in fotografia non sono la stessa persona.


Fuori tempo massimo. Facciamo un passo indietro (di calendario) e scendiamo un gradino (di argomento). MACRO, 16 aprile, inaugurazione di una mostra di Nakis Panayotidis “Guardando l’invisibile”. Opere degli ultimi dieci anni. Vetri rotti, sedie coperte di stracci e questa bella carriola piena di sveglie.
Presentazione fantozziana: microfono spento con conseguente vana agitazione degli addetti, incapaci di farlo funzionare; infelice ubicazione dell’evento sul pianerottolo accanto a un ascensore che fa din don a ogni apertura di porta. E altre piacevolezze tipiche della nazionale incapacità di organizzare anche un piccolissimo evento. In compenso, buone le cibarie e le bevande del rinfresco (almeno questo…)
Il perché del nostro titolo? Queste trovate ce le presentavano già anni fa, raggiungendo spesso l’obiettivo di scandalizzare il pubblico dei benpensanti per aprire la strada a nuove correnti. Riesu-marle oggi come frutti tardivi di inizio terzo millennio: questo ci sembra fuori tempo massimo.
Come obsolete erano le numerose, canute code di cavallo (maschili) in giro per le sale.


Quotazioni. Tanto per rimanere nel campo, abbiamo fatto un salto ai magnifici Musei di S. Salvatore in Lauro: chiostri, saloni, sotterranei, scale e scalette, per finire in un giardino segretissimo chiuso da alte mura.
Cocktail di presentazione dei quadri in vendita all’asta dalla Christie’s.
Non facciamo parte del mercato dell’arte, e questo di sicuro spiega la nostra ignoranza, ma ci hanno davvero stupito gli abissi che separano l’una dall’altra le quotazioni di artisti italiani più o meno contemporanei e per noi più o meno dello stesso valore estetico, e quindi (ingenui!) anche commerciale.
600.000 euro per un taglio di Fontana, media grandezza, 150.000 per un Severini più grande (e più bello). Inspiegabili 300.000 euro per un Paolo Scheggi (mai coverto), e 30.000 ciascuno per due oli di Vedova e Capogrossi. Mah!
Non avendo né il contante né l’intenzione di acquistare, per fortuna ci è rimasto, come in molte altre situazioni simili a Roma, il piacere di andare in giro per spazi bellissimi e spesso inaccessibili al pubblico.
E gratis.


------------------------------------------


L’archivio del Cavalier Serpente, o meglio la covata di tutte le sue uova avvelenate, sta al caldo nel suo blog. Per andare a visitarlo basta un click su questo link: http://blog.libero.it/torossi

Leggi tutto...

le Perfidie di Stefano Torossi. Anastilosi

Perfidie di Stefano Torossi
27 aprile 2015

ANASTILOSI

Anastilosi: s.f. In archeologia, ricostruzione di edifici ottenuta mediante la ricomposizione, con i frammenti originali, delle antiche strutture.
21 aprile, Natale di Roma. Brezza tiepida, sole scintillante. Notizie lette qua e la ci dicono di un programma di anastilosi sulle colonne del Tempio della Pace, due delle quali dovrebbero essere visibili proprio oggi.
L’idea di ritrovare in piedi monoliti che giacciono da secoli sdraiati e a pezzi ci fa saltare sulla sedia, e usciamo di corsa.
Folla di turisti chiassosi e distratti. Incomprensibile attenzione dei più su insignificanti scemenze: il ragazzotto accovacciato a terra con musica tecno che dipinge orribili paesaggi con le bombolette spray, il chitarrista che rifà a modo suo i Pink Floyd, e poi, se avanza qualche neurone, un’occhiata al Colosseo.
Di anastilosi si intravvede appena un accenno. C’è un’impalcatura con un alto tendone che co-pre e scopre, a seconda della brezza, un paio di cilindri di granito che potrebbero essere le famose colonne, e da cui provengono rumori di attività.
Suoni artigianali che fanno pensare alla bottega di Mastro Geppetto piuttosto che a un cantiere in grande stile, ma in ogni caso qualcosa si muove e prima o poi porterà a un risultato.
In compenso ci sono i papaveri nuovi che a nostro parere stanno benissimo insieme ai marmi vecchi. Della brezza abbiamo parlato, del sole anche. Ci pare proprio che per festeggiare il compleanno di Roma non serva altro.


Un concerto informale “.in my life.” 23 aprile, Parco della Musica
Un evento di Contemporanea è normalmente considerato un’occasione molto seriosa (e spesso molto noiosa). Noi invece ci siamo fatti un sacco di risate.
In primo luogo perché siamo arrivati alla biglietteria già dotati del propedeutico Negroni che al bar dell’Auditorium preparano così bene. Poi perché l’atmosfera che ci ha accolto era davvero informale: l’amico Enrico Marocchini, compositore in forza a Nuova Consonanza, anche senza Ne-groni era al meglio delle sue caratteristiche di sublime cazzeggiatore. Fausto Sebastiani, uno degli autori in programma, inappuntabile e garbato maestro di cerimonie, è stato capace, durante la performance del suo bel pezzo per chitarra ed elettronica, di buttarsi a sedere sul pavimento per manovrare le manopole del cassone tecnologico.
Il decano Marcello Panni presentando il suo brano che chiudeva la manifestazione, scritto, come usava negli anni Sessanta in forma di gioco colorato ad arbitraria disposizione degli esecutori (omaggio alla Settimana Enigmistica) ne ha dette tante, e divertenti, fra cui una che facciamo nostra per la sua indiscutibile, sorprendente verità. “La musica aleatoria è l’unica veramente fedele al pensiero del suo compositore. Perché, se un mezzoforte scritto da Beethoven in partitura sarà inevitabilmente interpretato dall’esecutore in un modo forse giusto per lui stesso, ma non necessa-riamente corrispondente all’intenzione dell’autore, l’esecuzione, appunto aleatoria, proprio perché ogni volta diversa, coincide esattamente con quanto indicato dal compositore con l’uso di questo termine“.
A noi è sembrato ineccepibile. Forse il Negroni?


Risotto al barrito. Abbiamo gustato questo insolito piatto al tramonto di lunedì 20 nella sede dell’Associazione dei Veneti a Roma.
Eravamo invitati a un incontro su Ercole Venetico e l’eredità politica di Ottaviano Augusto, nonché alla presentazione di un libro; il tutto seguito da una degustazione.
L’argomento im¬pegnativo e la temperatura tropicale in sala (finestre ermeticamente chiuse: pubblico in età) a un certo punto ci hanno suggerito di sgattaiolare fuori e rifugiarci nella adiacente magnifica ter¬razza con affaccio sulla jungla (vedi foto).
Dal folto della quale hanno cominciato a salire terrificanti barriti, ruggiti paurosi e altri inquietanti richiami non identificabili, ma di sicuro esotici e primordiali.
Finita la conferenza (noi sempre in esterno e colpevolmente assenti agli applausi), è apparso il rinfresco promesso: pentoloni fumanti di risotto tipico veronese. Mentre i selvaggi ululati aumentavano, uno dei cuochi ci ha soccorso nel nostro smarrimento: “Nol se preocupi, siòr, xe l’ora del pasto e i animali del zoo, che i ga fame come noialtri, i fa un gran bacàn”.
Insomma, niente Salgari, siamo a Roma: sul retro del terrazzo e precisamente in Via Al¬drovandi ci passa il tram, e, di fronte, la foresta pluviale altro non è che gli alberi rigogliosi di Villa Borghese.
E le bestie feroci ci sono, sì, ma nelle gabbie del Giardino Zoologico.


---------------------------------------------------------


L’archivio del Cavalier Serpente, o meglio la covata di tutte le sue uova avvelenate, sta al caldo nel suo blog. Per andare a visitarlo basta un click su questo link: http://blog.libero.it/torossi

 

Leggi tutto...

(x) Si tratta di un attacco acuto di pigrizia primaverile

Carissimi amici e lettori (in realtà le due categorie ne formano una sola),
per cause che dipendono interamente dalla nostra volontà(x), questa settimana il Cavalier Serpente non ha deposto il consueto uovo avvelenato.
Ci scusiamo con voi e vi diamo un arrivederci a domenica prossima.
Stefano Torossi e il Cavalier Serpente

(x) Si tratta di un attacco acuto di pigrizia primaverile

Leggi tutto...

...e saremma andati avanti ancora un bel po' con queste scemenze... Ma l'assenza di spazio (e la presenza di buon senso) ce lo ha impedito.

IL CAVALIER SERPENTE

Perfidie di Stefano Torossi
13 aprile 2015

MAH!
LA CRONACA CHE CI PERPLIME


29 marzo, GP di Motociclismo del Qatar. Vafortino Rossi, 36 anni, vince in modo entusiasmante e sale sul podio insieme ad altri due italiani: festa grande, inno nazionale. Baci e abbracci e la regolamentare doccia di champagne. Poi leggiamo che lo champagne è analcolico.
Qui c’e qualcosa di leggermente ridicolo, pur con tutto il rispetto delle tradizioni locali. Quelli vanno a 300 all’ora, si prendono a spallate sulla pista, rischiano la pelle e qualcuno ce la lascia; però lo champagne è analcolico. Mah!

8 aprile, Esagerazioni. Arrestato il boss Giovannone De Carlo, uno dei protagonisti di Mafia Capitale. Gli trovano in casa, dice il titolo dell’articolo, un tesoro in orologi. Andiamo avanti a leg-gere e scopriamo che il tesoro consiste in cinque Rolex. Va bene, ammettiamo che ognuno di questi preziosi oggetti del desiderio costi dieci, quindicimila euro; ci pare comunque una somma un po’ ridicola per un boss così importante.
Come ridicoli sono i menù tipici di altri malavitosi di spicco, sempre riportati con una sorta di stupore ammirato, da poveracci, dalla cronaca (naturalmente parliamo della nera, quella a basso livello letterario, da principianti).
Questi sventurati fuorilegge, per tener fede al loro potere e alla loro ricchezza mangerebbero continuamente ostriche e aragoste bevendo solo champagne. Una dieta che, oltre a essere esiziale per la salute, ci sembra anche piuttosto noiosa. Soprattutto adesso che la pajata è stata riammessa sulle tavole. Mah!


9 aprile, Iconoclasti. Amal Alamuddin in Clooney appare in un articolo di colore che riferisce, fra i suoi importanti incarichi di avvocato, quello conferitole dal governo greco per riavere dall’Inghilterra i marmi del Partenone, portati via da Lord Elgin nell’800, e da allora al sicuro al British Museum.
Non ci sembra che l’iniziativa, preceduta da altre in passato, abbia avuto successo. Per fortuna. Chissà che fine avrebbero fatto altrimenti quei capolavori se lasciati sul posto, visto che nel ‘600, sotto la dominazione turca, il Partenone era stato trasformato in polveriera (regolarmente esplosa durante l’assedio veneziano), e anche dopo il botto, i pezzi non bruciati nelle calcare erano un mucchio anonimo di calcinacci. A noi sembra più che giusto che l’arte riposi, naturalmente a disposizione di tutti, presso chi la sa riconoscere e difendere.
Qui è inevitabile, parlando di iconoclasti, citare l’ISIS, sollecito promotore di video in cui si vedono scalmanati che demoliscono a colpi di mazza statue e fregi sumeri o ittiti (non ricorderemo mai la differenza, perdonateci). Per non sottovalutare la proverbiale astuzia levantina, non vogliamo credere che i miliziani non abbiano capito che vendere quella merce sul mercato del contrabbando d’arte sarà anche poco ortodosso dal punto di vista della vera fede, ma è certo molto redditizio dal punto di vista più banalmente economico.
Tanto più che in tutti quei video le statue e i fregi si polverizzano in maniera molto sospetta sotto i colpi, e spesso e volentieri permettono di intravvedere intelaiature di sostegno, proprio come nei modelli di gesso che troviamo negli studi dei nostri amici scultori.
Che abbiano effettivamente messo da parte per venderli i marmi veri, e a noi abbiano fatto vedere (anche un po’ ingenuamente, bisogna dire) le copie distrutte? Mah!


Ridacchiare sotto i baffi. Questo ce lo permette, con la sua inesauribile fornitura di materiale, Facebook.
“La causa primaria del cancro fu scoperta nel 1931 da Otto Warburg, ma pochissime persone in tutto il mondo lo sanno perché questo fatto è nascosto dall’industria farmaceutica e alimentare.”
“10 aprile. Nelle ultime ore i settori nordoccidentali dell’Italia sono sotto un massiccio attacco chimico. Dalle immagini satellitari della NASA si evidenziano chilometriche scie chimiche persistenti che si estendono dal Ponente Ligure a Piemonte e Lombardia. Se nelle prossime ore avvertite difficoltà a respirare, dolori ossei, febbre, rossore agli occhi, non è la primavera; basta alzare gli occhi al cielo per capire…” Eccetera eccetera.
Qualcuno ce l’ha con noi? Mah!


9 aprile. Sorridere del lapsus. Conferenza di presentazione della mostra “Barocco a Roma”. La curatrice Mara Grazia Bernardini parla con toni così flautati e leggermente soporiferi da provocare frequenti richieste di “voce!” dai presenti. Ma il momento bello dell’incontro arriva quando la si-gnora, dopo avere esposto le innumerevoli fatiche affrontate per la realizzazione della mostra, comunica al pubblico il suo piacere nel “poter dare inizio alla prima di questa serie di sofferenze”.
Naturalmente corregge subito il “sofferenze” in “conferenze”, ma ormai l’ha detto.
Deve aver sofferto davvero tanto a mettere in piedi la baracca.


------------------------------------------


L’archivio del Cavalier Serpente, o meglio la covata di tutte le sue uova avvelenate, sta al caldo nel suo blog. Per andare a visitarlo basta un click su questo link: http://blog.libero.it/torossi

 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Contatti

ROCK TARGATO ITALIA
c/o Divinazione Milano Srl
Via Palladio 16 20135 Milano
tel. 02.58310655
info(at)rocktargatoitalia.it

Log In or Sign Up

Password dimenticata? / Nome utente dimenticato?