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Francesco Caprini

Francesco Caprini

Le rose e il deserto" a Rock Targato Italia 31/a edizione

Intervista a cura Ufficio Stampa Divinazione Milano

1. Nome artista
Le rose e il deserto.

2. Come ti sei avvicinato alla musica?
Ho studiato pianoforte e chitarra da ragazzino, alle medie. La cosa mi ha annoiato quasi subito...troppa teoria, troppa pressione da parte dei miei genitori. Ho mollato tutto per quasi vent’anni. Poi, qualche anno fa, in un periodo di grandi cambiamenti nella mia vita, ho pensato di (ri)comprare una chitarra: la magia è ripartita.

3. Qual è stata la scintilla che ha fatto scattare la fantasia e la necessita di cantare brani propri?
Me lo sono chiesto un sacco di volte, ed un sacco di volte non ho trovato risposta. Diciamo che è stato un processo abbastanza continuo, naturale e per niente forzato. Sono da sempre un famelico lettore sia di romanzi che di poesie: giocare con le parole mi è sempre piaciuto, però, per un po’ di anni mi sono limitato a suonare cover dei cantautori che mi piacciono in giro, facendo serate in giro per i locali di Milano. Poi, più o meno un paio di anni fa, ho scritto la mia prima canzone, Fiori e maledizioni, un po’ per gioco, un po’ per sfida con me stesso: da quel momento il flusso di parole non si è ancora arrestato (fortunatamente).

4. Con parole tue come definiresti la tua musica?
Direi sicuramente intimista: mi viene molto difficile parlare di temi che non mi tocchino molto personalmente. Direi anche delicata a volte ma anche incazzata altre volte. Ho sempre molta attenzione verso il testo, che cerco di rendere il più evocativo e poetico possibile. Per quanto riguarda invece musica e arrangiamenti: li definirei senza dubbio e vergogna scarni, anche perchè non mi definirei propriamente un musicista, quanto più uno scrittore che si accompagna con la chitarra.

5. Il nome del progetto, come nasce?
Volevo dare al progetto un nome poetico ed evocativo. Le rose del deserto nascono in condizioni climatiche estremamente rare e rimangono nascoste sotto la sabbia finchè i Tuareg non le trovano. Lo stesso fa la poesia: nasce da sola, fra le pieghe dei nostri pensieri e lì rimane finchè non la tiriamo fuori.
In più mi piace pensare che la mia scrittura risponda a due esigenze distinte ed indipendenti: quella delle rose di esorcizzare le mie paure e cantare le mie passioni e quella del deserto, di urlare contro le storture di questa società in cui ci troviamo a vivere. Le rose e il deserto è un progetto con un’anima doppia e di conseguenza aveva bisogno di un nome doppio.

6. Durante i tuoi concerti cosa ti stimola a dare di più e cosa cerchi dal pubblico?
Indubbiamente avere davanti persone nuove, che non conoscono il mio progetto, le mie canzoni e le mie storie mi spinge a dare il massimo per parlare di me nella maniera più incisiva. Durante i mie concerti mi piace alternare alle canzoni i racconti degli episodi e la lettura delle poesie che hanno ispirato le canzoni stesse. E’ bellissimo per me quando anche uno solo degli ascoltatori, a fine concerto, mi viene a dire che grazie ad una delle mie canzoni ha scoperto un pezzetino di mondo che prima non conosceva.

7. Qual è un risultato che maggiormante ti aspetti dalla tua produzione musicale e cosa non vorresti?
Questa per me è una domanda veramente scottante: il problema è che non ho idea di quale sia il mio punto di arrivo. (Fortunatamente) non vivo di musica; di conseguenza posso permettermi di non pormi degli obiettivi e di navigare alla giornata, seguendo istinto ed ispirazione. Sicuramente mi piacerebbe, quando avrò raggiunto la maturità necessaria, registrare un disco. Sarebbe bellissimo aprire i concerti dei cantautori che amo....ma qui si va nella sfera dei sogni.

8. La musica è relazione, condivisione, partecipazione, lavoro, economia, svago divertimento, altro?
Toglierei, almeno per quanto mi riguarda, economia: è una parola che non associerei a musica neanche se vivessi di questo. Potrei aggiungere invece tantissimi altri sostantivi. Facciamo che mi limito a tre: artigianato, poesia ed emozione. Artigianato perchè oggi troppa musica è prodotta industrialmente: troppa elettronica, troppe basi. La musica deve essere suonata, magari anche sbagliata (speriamo poco) ma suonata artigianalmente!!! Poesia, in qualsiasi accezione si voglisa intendere questa parola, ma la musica DEVE essere evocativa; deve muovere le emozioni profonde della gente, altrimenti si parla di jingle, tormentoni, colonne sonore, ma la musica è altro.

9. Realizzare un singolo o CD o EP autoprodotto ti affidi ad un arrangiatore? Contatti lo studio di registrazione? Una volta realizzato, distribuirlo prevede un piano di lavoro, come ti organizzi?
Altra domandona spinosa. Per ora ho fatto tutto da solo per organizzare le mie serate live e le mie partecipazione ai concorsi locali e nazionali. E la fatica è veramente tanta. Avere qualcuno che aiuti sarebbe bellissimo...ma penso anche utopico al momento. Discorso diverso invece per quanto riguarda un produtto/arrangiatore. Le mie canzoni nascono voce-chitarra (in realtà nascono inchiostro-carta) e mi piacerebbe davvero tanto vedere quanto si possano trasformare con l’aggiunta di altri strumenti. Dovrei però trovare un produttore che capisca intimamente l’anima delle mie canzoni, altrimenti avrei davvero tanta diffidenza nell’affidargli un mio pezzo.

10. Il significato di etichetta indipendente? Il suo ruolo è ancora importante?, è diminuito? non serve? è cresciuto? qual'è la tua opinione
Ho molta poca esperienza sul tema. Sto iniziando solo ora a mandare in giro qualche demo da far ascoltare alle etichette. Sicuramente oggi ci si può muovere in maniera totalmente autonoma, a patto di mettere sul campo una grande dose di impegno e pazienza. Un’etichetta potrebbe certamente aiutare a raggiungere dei canali che da solo risultano inaccessibili. Il problema è che anche le etichette stesse, certe volte, sembrano a loro volta inaccessibili :)

11. Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale? Sale prove, produzione discografica, promozione, organizzazione concerti. Altro?
Questa domanda mi fa girare la testa. Ci sarebbero così tante cose da migliorare che mi gioco il bonus skip e salto alla domanda 12...

12. Nei tuoi sogni quali sono i locali in italia dove ti piacerebbe suonare? e quali quelli nella tua regione di origine?
Ci sono dei posti, non particolarmente grandi, non particolarmente rinomati, che però mi stanno nel cuore: a Milano, per esempio, il Serraglio e l’Ohibò e nei dintorni il Tambourine (dove, tra ’altro, ho già avuto la fortuna di suonare) e il Druso. Poi, va beh, se dovessi proprio pensare in grande penserei al circolo Magnolia, sempre a Milano. Nella mia regione d’origine (La Calabria) non è che ce ne siano tantissimi di locali dove suonare. Mi torna alla memoria un bellissimo concerto di Brunori Sas a conclusione del suo primo tour, al teatro Rendano di Cosenza: fu bellissimo.

13. Quali sono gli artisti che ti hanno maggiormente influenzato
Sicuramente citerei l’inossidabile principe Francesco De Gregori. Le rose sono anche molto influenzate da due splendidi e purtroppo poco conosciuti cantautori di Latina: Emanuele Colandrea ed Emanuele Galoni. Il deserto invece trae ispirazioni da cantautori e band più politicizzati: mi vangono in mente in primis i Modena City Ramblers e Giorgio Canali, giusto per citarne un paio.

14. Cosa pensi dei talent show e in generale della musica che gira intorno?
No, no e no. I talent no. Mi sembrano una scorciatoia verso l’illusione di una carriera musicale che poi invece finisce molto spesso per stritolarli a lasciarti a casa esausto come un limone spremuto. Sono veramente pochi gli artisti usciti da un talent che continuano a lavorare. La musica si fa con passione, lavoro e gavettta; come tutto nella vita d’altronde. E poi i talent, di secondo nome, fanno show: questo dorebbe farci riflettere. E’ tutto spettacolo, finzione. Ma davvero pensiamo che uno come Manuel Agnelli si commuova davvero, addirittura fino alle lacrime, ad ascolare un’interpretazione di ’’Grande grande grande’’...suvvia!

15. Progetti futuri?
Continuare a suonare live, sempre e dovunque mi chiamino. Far conoscere alla gente, magari anche fuori Milano, le mie canzoni ed il mio progetto. In cantiere ci sono la registrazione di un singolo (e forse qualcosina di più) ad inizio 2019 e la partecipazione ad un paio di concorsi, oltre che a Rock targato Italia.

 

blog www.rocktargatoitalia.eu

ROCK TARGATO ITALIA, Serata Evento Live

ROCK TARGATO ITALIA, Serata Evento Live

12 dicembre dalle ore 21.15 Legend Club Milano

(Viale Enrico Fermi 98 - angolo via Sbarbaro. Milano)

 

In occasione della pubblicazione della compilation di Rock Targato Italia 2018, al LegendClub di Milano si trascorrerà una serata all’insegna di performance e concerti. Un evento nello stile Divinazione Milano (Divi In Azione): caotico, creativo, inclusivo con musicisti, scrittori, poeti e pittori a raccontarci e vivere nuove proposte artistiche.

 

Nata a Milano negli anni ottanta, la rassegna musicale italiana Rock Targato Italia è una tra le più interessanti manifestazioni di scouting, e ad oggi è giunta alla XXXI edizione in forma ottimale.

 

Foto della COMPILATION ROCK TARGATO ITALIA 2018, “1958 – 2018 Sessant’anni di rock Italiano”. Opera di  GIO Manzoni, pittore

“La Madonna Desnuda”.

 

PROGRAMMA: EVENTI, PERFORMANCE E CONCERTI

 

Alia, nome d’arte del musicista e autore Alessandro Curcio, unisce la passione per la poesia ad un gusto per melodie ariose e fortemente cantabili. Le sue influenze musicali vanno dal cantautorato italiano più raffinato e intimo al songwriting inglese anni ’80. “A dispetto di ogni cliché, si può anche essere pop senza rinunciare alla poesia”.

 

Jack Anselmi presenta la sua musica come una raccolta di storie, pensieri e riflessioni, affrontati talvolta in maniera ironica e piacevole. Il teatro canzone sposa il folk nell’era dell’eterno precariato.

 

Paolo Pelizza, (Le visioni di Paolo), dopo aver provato a suonare la chitarra e a cantare con scarsissimi risultati, si è messo a lavorare come copywriter in pubblicità. Abbandonerà il mondo dell’advertising a favore di quello della produzione di audiovisivi. Così farà tutta la gavetta da assistente ad organizzatore generale di film. E’ stato Presidente di Lombardia Film Commission ed è docente di Produzione presso Centro Sperimentale di Cinematografia – Scuola Nazionale di Cinema a Milano. Nonostante la produzione sia il suo lavoro non ha mai abbandonato i primi amori e mettendoli insieme, da qualche anno tiene una rubrica su rocktargatoitalia.eu intitolata Le Visioni di Paolo dove sproloquia di musica, recensisce concerti e chiacchiera come al bar di società e utopie.

In occasione della presentazione della compilation di Rock targato Italia, prevista in una data così storicamente significativa, il vostro amichevole Visionario (oltre ad essere autorizzato a fare da guastatore durante la serata) ricorderà la Strage di Piazza Fontana, le vittime e che per quell'orribile crimine, non esiste ancora una verità se non quella suggerita dalla Storia.

 

Andrea Devis è cantautore e vocal coach. Nel 2018 è stato pubblicato il suo album di debutto da solista: "Nella Stanza" che contiene undici brani scritti di suo pugno e due cover, sospesi tra il pop degli anni ottanta, l'elettronica e la black music

 

Massimo Francescon Band, nata nel 2013 con il progetto di arrangiare e proporre dal vivo le canzoni del cantautore trevigiano Massimo Francescon. La band è stata protagonista di numerosi contest, vincendo importanti premi, tra questi il premio “Stefano Ronzani” a Rock Targato Italia 2017.

 

Lo Stato Delle Cose, è un gruppo dell’hinterland milanese Pop - Indie Rock nato nel 2015. Non vogliono descrivere storie, ma soffermarsi solo su alcuni fotogrammi in bianco e nero di istanti ben precisi. Il suono è semplice, diretto ma curato. “Le storie esistono solo nelle storie mentre la vita scorre nel corso del tempo”.

 

Massimiliano Morelli (poeta) è cresciuto in Liguria ma è milanese d’adozione. Apprende l’inglese giocando ai videogiochi, legge i poeti ascoltando punk e rock, studia estetica nei magazzini di vestiti vintage e impara a scrivere innamorandosi. Ha pubblicato nel 2013 la silloge “prima di noi, dopo di lei”.

 

Roberto Bonfanti (Scrittore), malinconico per indole, testardo per vocazione, sognatore per DNA, disilluso per puro caso, incostante e incoerente per necessità, il suo primo tentativo di scrivere un racconto risale all'età di sette anni.

 

Gio Manzoni (pittore), autore dell’opera “Madonna Desnuda”, cover della compilation Rock Targato Italia 2018. Nato a Cochabamba, Bolivia nel 1979, cresce in Italia dove arriva all'età di un anno e mezzo. Si diploma al Liceo Artistico di Bergamo e poi studia pittura all'Accademia di Belle Arti di Brera con il massimo dei voti. Lavora in Italia e all'estero per gallerie, aziende, privati e partner istituzionali. Ha esposto alla Biennale d’Arte di Venezia nel 2011.

 

VideoPerformance “Dialoghi di una tela” progetto di Marco Bilico.

 

ACCENDETE I MOTORI CONTRO LA NOIA. VI ASPETTIAMO

 

info:

  1. rocktargatoitalia.eu

fb Rock Targato Italia

  1. divinazionemilano.it

fb Divinazione Milano

https://www.youtube.com/user/rocktargatoitalia

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FRANCESCO CAPRINI

Divinazione Milano S.r.l.

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network

Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano

Tel. 0258310655 Mob.392 5970778

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

web: www.divinazionemilano.it

SUPERCOLLIDER, al LegendClub di Milano per Rock Targato Italia. Intervista

A gennaio ritorna  @Rock Targato Italia, giunta alla XXXI edizione. Le prime serate di selezione live degli  artisti si svolgono a Milano al LegendClub. Nel frattempo vi presentiamo i protagonisti con interviste e videoselfie. Conoscere e sostenere chi fa musica propria è importante e incominciare ad ascoltare le loro canzoni originali lo è ancora di più. Il programma intero delle selezioni lombarde su www.rocktargatoitalia.eu. Si parte con SUPERCOLLIDER

Intervista a cura dell'Ufficio stampa DivinazioneMilano 

- Nome artista…

SUPERCOLLIDER (tutto attaccato, tutto maiuscolo, si legge /supercollaider/). Siamo una band di 4 elementi, tutti della zona di Brescia.

- Come vi siete avvicinati alla musica?

Siamo 4 amici, prima di tutto: ognuno di noi si è avvicinato alla musica in tenera età, e dopo vari progetti, fra cover e inediti in svariate band, ci siamo trovati... da quasi 10 anni ci sopportiamo!

- Qual è stata la scintilla che ha fatto scattare la fantasia e la necessità di cantare brani propri?

Fabio, che è il nostro bassista e vocalist, ha sempre scritto brani in Inglese, e li ha proposti alla band: insieme abbiamo iniziato a elaborarli e ad arrangiarli. Non abbiamo più smesso: è un processo creativo che ci vede lavorare insieme, a 8 mani. Da qualche anno anche Andrea ha iniziato a scrivere testi: il nostro prossimo singolo, ad esempio, è farina del suo sacco.

- Con parole vostre, come definireste la vostra musica?

Spontanea, emotiva, onesta, reale. E suonata, accidenti, SUONATA! Intuizione, prove e sudore: niente elettronica, niente basi, solo musica VERA!

- Il nome della band come nasce?

SUPERCOLLIDER è la definizione di un qualsiasi oggetto celeste di dimensioni sufficienti a provocare, in caso di impatto con la Terra, un'estizione di massa. Il senso è quello di un evento, di un elemento che induce un cambiamento radicale: vorremmo che la nostra musica comportasse un mutamento profondo in chi vi si imbatte.

- Durante i vostri concerti cosa vi stimola a dare di più e cosa cercate dal pubblico?

I live per noi sono basilari: la musica si ciba di emozioni, e noi di lei. Non resistiamo: se abbiamo un brano nuovo vogliamo sempre portarlo on stage e vedere cosa suscita in chi ci ascolta. La reazione di chi ci segue è il carburante che ci manda avanti.

- Qual è un risultato che maggiormente vi aspettate dalla vostra produzione musicale, e cosa invece non vorreste?

Vorremmo che la nostra produzione musicale fosse sempre il meno mediata possibile: non vogliamo che chi ci ascolta sia la vittima di un compromesso musicale. Vogliamo piacere o non piacere, ma sempre e solo per come si è.

- La musica è relazione, condivisione, partecipazione, lavoro, economia, svago, divertimento... altro?

La musica è più di ogni altra cosa emozione. Se la musica ne è priva allora è finta, è un contenitore vuoto, è un simulacro: mera parvenza, priva di sostanza.

- Per realizzare un singolo o CD o EP autoprodotto vi affidate ad un arrangiatore? Contattate uno studio di registrazione?  Una volta realizzato, distribuirlo prevede un piano di lavoro: come vi organizzate?

Abbiamo sempre e solo lavorato in modo autonomo: il lavoro in studio ci entusiasma, anche se a volte tendiamo ad allungare i tempi perché non vogliamo tagliare sulla qualità. Gli arrangiamenti sono tutta roba nostra, registriamo con strumenti e apparecchiature nostre, il più delle volte "alla vecchia maniera", e poi per la distribuzione abbiamo sempre utilizzato servizi online efficaci come TuneCore, ad esempio. Dalla scorsa estate abbiamo un'etichetta, la TRB rec, che ci agevola nelle pratiche distributive.

- Il significato di etichetta indipendente? Il suo ruolo è ancora importante? É diminuito? Non serve? É cresciuto? Qual è la vostra opinione?

Pensiamo che le etichette indipendenti siano una parte importante del mondo musicale, e che le major andrebbero ridimensionate. Le posizioni dominanti, o quasi monopolistiche, nuocciono a ogni contesto... figurarsi a quello musicale!

- Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale? Sale prove? Produzione discografica? Promozione? Organizzazione concerti? Altro?

Si potrebbero porre in essere interventi immediati e tangibili, come ampliare quantitativamente e qualitativamente i locali per ascoltare musica, ma la verità è che il deficit più grande è quello culturale: basta vedere e vivere i contesti musicali live oltralpe per rendersene conto in modo evidente. La gente lì va in un locale dove c’è musica live non per mangiare o bere, ma per la musica stessa... il resto è corollario, ovvio che debba esserci, ma non è la conditio sine qua non. Ne consegue che anche l’offerta musicale qualitativamente è molto più alta. Da noi è quasi sempre l'opposto, e i gestori spessissimo fanno di tutto perché sia così: i soliti, vecchi discorsi, triti e ritriti, del tipo “… ok, ma dovete garantirmi un tot di coperti…” oppure “… sì, ok, ma il vostro seguito è gente che beve?”. Un esempio: ci è capitato di riempire un locale all’inverosimile, e poi discutere col gestore perché “sì, c’era pieno, ma non hanno mangiato/bevuto/consumato… “. Pensiamo sia chiaro come non si tratti di un problema di locations, ma di mentalità.

- Nei vostri sogni quali sono i locali in Italia dove vi piacerebbe suonare?  E quali quelli nella vostra regione di origine?

La scena umbra e quella emiliana sono molto, molto attive e piene di club dove la musica nostrana ha il suo spazio, mentre qui a Brescia c'è rimasto il "baluardo" della Latteria Molloy, unica realtà che riesce a proporre qualità senza troppi compromessi (per dire, negli ultimi mesi si è spaziato da Maria Antonietta a James Senese & Napoli Centrale). Il resto è un pullulare di locali e localini, birrerie e affini che ospitano quasi esclusivamente cover e tributi, e guardano storto chi propone musica propria. Per carità: c’è gente veramente capace e che musicalmente ha tanto da dire e da dare anche con cover e tributi, ma c’è anche l’opposto, con livelli qualitativi veramente bassi. 

- Quali sono gli artisti che vi hanno maggiormente influenzato?

La lista sarebbe lunghissima, fondamentalmente perché da ciascuno abbiamo preso un poco, o magari solo un dettaglio, spesso anche inconsciamente. I primi che ci vengono in mente: gli Smiths, gli Oasis, i Radiohead, i Pearl Jam...

- Cosa pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

Accettate il "no comment" come risposta? No? Allora rimandiamo alla domanda 8 e alla opinione derivante... Diciamo che calza!

- Progetti futuri?

Tanti: arriverà nei primi mesi del 2019 il nuovo singolo, il nuovo video e poi un nuovo EP. Abbiamo il materiale per un disco completo, ma vogliamo rodarlo ancora dal vivo il più possibile. La prossima primavera-estate ci porterà palchi, festival e partecipazioni... non vediamo l'ora.

blog www.rocktargatoitalia.eu

 

Prossime interviste

UMBERTO ALONGI – DINAMIKA –  REMINDERS - LE ROSE E IL  DESERTOERMANNO CORTI – DAVIDE MARCHETTA – MEMO – RAMUS - GEYSER – RHOKGIUSEPPE ORIGLIA – NEVER FORGET

 

 

 

Galleria Wunderkammer, via Ausonio 1/A Milano

PRESENTAZIONE DEL LIBRO E MOSTRA FOTOGRAFICA 
A FAVORE DELL'ASSOCIAZIONE CAF

Iniziativa ideata e promossa da Massimo Tramontana, volontario affezionato.


GIOVEDI' 13 DICEMBRE 2018, dalle ore 18:30

Iniziativa ideata e promossa da Massimo Tramontana, volontario affezionato.


GIOVEDI' 13 DICEMBRE 2018, dalle ore 18:30
Galleria Wunderkammer, via Ausonio 1/A

Il libro e le opere in mostra saranno acquistabili in loco
e parte del ricavato sarà devoluto all’Associazione CAF


Emoziona a prima vista e conquista con grande intensità pagina dopo pagina. Si intitola Come una bella anima ed è il libro di debutto di Massimo Tramontana, imprenditore di professione, artista poliedrico e fotografo per passione. Un libro che fino a pochi mesi fa era solo un progetto, sognato da molto tempo ma chiuso nel cassetto. Poi la decisione di realizzarlo è stata presa: una spinta intensa, una motivazione concreta di quelle che riempiono il cuore e contribuiscono a dare più senso alla vita. Un desiderio chiaro: supportare con la donazione dei proventi del libro e di tutte le iniziative ad esso correlate le attività della nostra Associazione al fianco dei minori vittime di maltrattamenti e abusi.
 
Come una bella anima è una sequenza di immagini ambientate nella meravigliosa isola di Cuba che colgono istanti della quotidianità, espressioni e sentimenti di persone vere. Immagini che, grazie alla maestria e all’occhio attento del loro autore, trasmettono emozioni profonde. Un viaggio interiore che tocca le corde più intime e dona uno scorcio di una Cuba insolita, estranea a tutti gli stereotipi. Un viaggio la cui destinazione è solo un pretesto, un’opportunità per guardare alla realtà con occhi diversi. Quelli dell’anima, forse.
 
Come una bella anima, è l’acronimo di Cuba, ma è anche e soprattutto il riferimento alla bellezza dell’anima dei bambini. Quelli a cui l’autore dedica il suo lavoro e il suo coinvolgimento.

 

blog www.rocktargatoitalia.eu

 

 

 



Il libro e le opere in mostra saranno acquistabili in loco
e parte del ricavato sarà devoluto all’Associazione CAF


Emoziona a prima vista e conquista con grande intensità pagina dopo pagina. Si intitola Come una bella anima ed è il libro di debutto di Massimo Tramontana, imprenditore di professione, artista poliedrico e fotografo per passione. Un libro che fino a pochi mesi fa era solo un progetto, sognato da molto tempo ma chiuso nel cassetto. Poi la decisione di realizzarlo è stata presa: una spinta intensa, una motivazione concreta di quelle che riempiono il cuore e contribuiscono a dare più senso alla vita. Un desiderio chiaro: supportare con la donazione dei proventi del libro e di tutte le iniziative ad esso correlate le attività della nostra Associazione al fianco dei minori vittime di maltrattamenti e abusi.
 
Come una bella anima è una sequenza di immagini ambientate nella meravigliosa isola di Cuba che colgono istanti della quotidianità, espressioni e sentimenti di persone vere. Immagini che, grazie alla maestria e all’occhio attento del loro autore, trasmettono emozioni profonde. Un viaggio interiore che tocca le corde più intime e dona uno scorcio di una Cuba insolita, estranea a tutti gli stereotipi. Un viaggio la cui destinazione è solo un pretesto, un’opportunità per guardare alla realtà con occhi diversi. Quelli dell’anima, forse.
 
Come una bella anima, è l’acronimo di Cuba, ma è anche e soprattutto il riferimento alla bellezza dell’anima dei bambini. Quelli a cui l’autore dedica il suo lavoro e il suo coinvolgimento.

 

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