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011 - L’ingombro delle frequenze all’interno di un mix

011 - L’ingombro delle frequenze all’interno di un mix

011 - L’ingombro delle frequenze all’interno di un mix -

di Antonio Chimienti

Rieccoci! Cercavo un nuovo argomento per la mia rubrica, certamente un po’ ambiziosa nel suo intento, che mantenesse però rispettate ancora una volta le aspettative.

Conoscere qualcosa che sia veramente utile per gli altri è rinomatamente una cosa preziosa per chi la vuole imparare, ma passarla , scriverla, insegnarla è ancora più difficile.

 Leggendo tutti gli articoli fin qui redatti tutti potrete cogliere il concetto che tutto quello che avviene in Natura ha una diretta e incancellabile correlazione con ogni nostra azione .. compresi i sogni e il cosiddetto fato: quindi anche la musica.
Da sempre chi come me ama conoscere la verità non può non imparare a rivolgere lo sguardo alla radice di una pianta per comprendere tutto quello che sì può comprendere sulla stessa. Bisogna scavare in profondità per assimilare cosa stia influenzando e caratterizzando quello che tutti poi banalmente vedranno quando la pianta sì sarà manifestata da adulta. Indagare le radici vuol dire capire molto di più di quello che sì vede alla luce del sole.

Quindi apriamo questo articolo che ha per argomento il suono generale , altresì definito MIX, con la promessa di comprendere cosa lo costituisca alla radice e quindi quali comportamenti mentali assumere nella manipolazione del suono.

Per tutti coloro che stanno leggendo , ma non suonano nella loro vita, il consiglio è di continuare a leggere sostituendo la parola mix con l’oggetto che ogni giorno cercano di raggiungere ( successo, equilibrio,  amore, pace, felicità, ecc ecc) e la parola “suoni” con ciò che dovrebbe partecipare alla costituzione dell’oggetto che stanno cercando di raggiungere ( gli elementi singoli che costituiscono l’insieme che ha per nome il vostro scopo: vostra mogile/marito e i vostri figli per lo scopo famiglia, gli elementi costituenti il vostro lavoro per lo scopo successo in carriera, suoni per il vostro mix e via discorrendo)

Pinne e boccaglio….sì scende.

Il MIX è la risultante di ogni nostra scelta singola che abbiamo compiuto durante la produzione del nostro arrangiamento. la dinamica operativa è : parto da un suono di…… Cassa ( ad esempio)....lo equalizzo o lo comprimo , o lo gateizzo ( lo accorcio) o gli cambio la tonalità o, o…, o….o….ma insomma alla fine mi piace e passo al secondo suono. Diciamo al suono numero 2 e poi al 3  via discorrendo. Questa è il modus operandi e in definitiva ci sarebbe una sola alternativa a questo e cioè , premesso che il brano venisse registrato in diretta e con musicisti reali, ognuno di questi fosse così bravo da elaborare alla fonte il proprio strumento in equalizzazione/ compressione/ in tutto con tale gusto e ripeto tutti contemporaneamente da costituire a priori il MIX senza alcun intervento esterno. Questo mi sembra un po’ utopico almeno sé non accettando la mediocrità e l’autoconvincimento.

Per riassumere dopo aver compiuto una scelta “LIBERA” sul PRIMO SUONO converrete con me che tutti i successivi saranno influenzati dalla scelta fatta sul primo suono.

Questa è una presa di coscienza potente.

E’ quella che viene chiamata “Pietra Angolare” e sulla quale sì edificavano le cattedrali.

E’ incredibile quanto sarà determinante la prima scelta per tutto il risultato del mix.

Dovete fare vostra questa consapevolezza.

Anche subito dopo un trasloco in un nuovo appartamento …. il risultato del primo approccio con il vicinato caratterizzerà per sempre il vostro “MIX vicinato”. 

Altro esempio. Vi accostate ed una persona voi parlate per primi, dite una qualsiasi cosa ed una manciata di secondi dopo la persona risponderà sulla scia di quello che il primo ha detto e che lo ha indubbiamente influenzato e vi ritroverete dopo 20 anni con una famiglia che ha edificato su quelle prime parole.

Questo è!

Ora vi spiegherò come sia molto meglio eliminare che aggiungere per correggere ed inoltre molto meglio attendere prima di partire piuttosto che buttarsi.

Per entRambi gli argomenti la spiegazione è che sé aggiungo, in realtà sedimento quello che sta sotto.

Potremo anche avere la sensazione che lo spigolo sia stato coperto oppure che la sbiaditura non sì veda più, ma in realtà abbiamo aggiunto e non cancellato l’errore.

 Ve lo spiego meglio dal punto di vista scientifico/ musicale.

Sé ho una sensazione di disturbo in un brano che è causata da una sovrapposizione di strumenti in una certo range di frequenze ( facilmente verificabile come problematica nel range delle basse frequenze dove chiunque , anche mia nonna sa distinguere un stato confusionale quando dice “ che rimbombo”! molto più subdolo sarà capirlo nel range delle medio/alte frequenze dove il male sì presenta subdolamente solo dopo un ascolto continuo di qualche minuto e che produce “affaticamento uditivo”) quello che possiamo fare non sarà esaltare uno strumento rispetto all’altro allo scopo di farlo scomparire, ma dovremmo al contrario tagliare parte di quello che non vogliamo.

Ecco “tagliare” lo abbiamo sentito dire per la prima volta negli antichi racconti biblici ed in tutti i libri in cui qualcuno sì prende la briga di farci migliorare. Il termine più ricorrente è: rinunciare, alleggerirsi di pensieri e di cose inutili ecc ecc.

Tagliare in acustica è la soluzione per ottenere pulizia. Le frequenze infatti non possono essere sovrastate come le onde di luce dove una coperta nera su una bianca annulla il bianco dalla nostra vista. Nelle onde acustiche il mantello nero sì somma al bianco diventando altro. Oltretutto in acustica non esiste neanche il concetto che dove voglio il bianco  scontorno la coperta nera immaginando come risultato una coperta bianca che ad un certo punto cambia in nera perché le onde acustiche sì influenzano, risuonano una dell’altra ( leggete il mio articolo sull’armonia)  producono onde figlie, ti tipo pure o spurie di diverso ordine e grado… una meraviglia nella mia mente.

Quindi bisogna fare molta attenzione. 

Come procedere?

Sé avete capito che da quella prima scelta scaturirà tutto il conseguente bisogna riflettere e prendere scelte opportune in quel momento che chiameremo momento iniziale.

Quale è la bussola con la quale orientarsi? La bussola segue la tipologia di viaggio.

Nel viaggio della famiglia potrebbe indicarci la via per la maturità, il comportamento sociale, il sacrificio e l’esaltazione dei valori morali e primordiali.

Nel viaggio del lavoro potrebbe essere quello della responsabilità , dell’approfondimento, della dignità e della serietà

Nella musica e nello specifico nel vostro e nel mio lavoro di produzione questa bussola ci indicherà il gusto e le caratteristiche che il brano dovrà avere.

Ed eccoci arrivati al dunque: sé il nostro è un brano di un quintetto d’archi barocco dovremmo orientarci e raggiungere la chiara percezione dello zigrinare degli archi immersi un ambiente acustico precisamente barocco come una chiesa di piccole dimensioni o uno stanzone con molti arazzi e mobili in legno. Niente vetro e niente riflessioni. il nostro “momento iniziale quindi sarà la scelta di un riverbero d’ambiente perfettamente replicato mentre in loop manderete una nota pizzicata di violino o viola al massimo. Questo è il momento iniziale. Tutte le scelte concatenate saranno in accordo e sulla scia di questa. La bussola vi porterà sempre più vicini nel viaggio alla metà. 

Un pezzo rock? Metal, rock, heavy rock o cosa? Siete i Def Leppard o meglio gli Yes ( sui quali ho un esempio molto utile)? Sé ascoltate tutta la produzione degli Yes...ed un certo punto vi imbatterete in un pezzo che sembra non centrare nulla con loro “Owner of a Lonely Heart”. Come è uscito questa produzione? Cambiando bussola. Cambiarono l’approccio e la loro mentalità. Il “momento iniziale” fu l’utilizzo del riverbero a camera DT250. Tutta la dimensione del pezzo ha alla base non una musica, ma un suono quello dello spazio realizzato dal riverbero. Togliete quello,  risuonatelo in un altro modo e non lo riuscirete mai a riprodurlo.

Ma attenzione non tanto perché il riverbero sia magico, ma per quello che ho spiegato fino ad ora e cioè che sul momento iniziale in cui fu suonata la chitarra acustica sul riverbero tutto il resto raggiunse l’insieme del mix che possiamo ascoltare ancora oggi e che ha reso questo brano UNICO nel suo genere. Altro esempio al volo Art of noise con i suoi Ah Ah Ah.

Per riassumere: dobbiamo prima di ogni cosa stabilire a tavolino quale suono vorremo raggiungere immaginandocelo o anche sperimentando e cercando di stabilire quali sono i componenti principali che lo caratterizzano e a quel punto procedere con il momento iniziale. Sbagliate questo e vi ritroverete nel deserto con la gomma sgonfia o peggio a copiare il brano di un altro.

Nei generi commerciali sì raggiune facilmente questo risultato per via delle tante librerie preconfezionate e per la rigidità con la quale produrre il genere, ma questo ovviamente non porta ad un successo, ma solo ed un lavoro di catena di montaggio.

Per concludere una nozione tecnica. 

Per “tagliare con successo”, se avete un problema nel vostro mix.. attivate un equalizzatore e fate uno sweep ( alzate l’incremento di una banda di frequenze a caso e poi variando il valore della frequenza velocemente la portate da un estremo all’altro dello spettro.) noterete dove la sensazione di disturbo sarà più accentuata. Prendete nota della frequenza e guardate quali strumenti sono presenti in quella frequenza. A questo punto dovete tagliare ( sacrificare qualcuno o qualcosa o una parte di essi) una parte di frequenze. Sicuramente dovrete preferire ( cioè lasciare intoccato) lo strumento principale fra i contendenti quello spazio. Siate crudeli nel tagliare. Non pensate che quel synth o quell’accordo di chitarra “era così bello”. Tagliate e basta dopo qualche tempo che avrete assunto questa modalità sposterete la vostra attenzione non più al singolo suono , ma all’intero brano, come d’altro canto fa il vostro pubblico. Nel caso sia particolarmente ardua la sentenza potete ricorrere a un equalizzatore dinamico che sì attiva solo quando uno degli strumenti in sovrapposizione sono presenti oppure come ultima possibilità il sidechain, di fatto un compressore che abbassa il volume dello strumento in concomitanza della presenza di un altro. Anche la cancellazione di fase è una opportunità; aumentate il volume di un suono identico , ma di fase opposta a quello da cancellare quando suona quello da tutelare  Ho lasciato poco spazio a queste nozioni tecniche perché è facilissimo imbattersi in qualche video su youtube copia della copia che ve lo spieghi mentre è quasi impossibile per voi trovare la spiegazione motivazionale da porre alla base di queste soluzioni che da sole non sono nulla o quasi nulla. Ricordatevi che la storia è fatta di persone che la creano e di altre che la raccontano. Non sì è cattivi sé la sì racconta, ma sì è utili agli altri sé la sì crea. Pensate prima di procedere, raccoglietevi in voi stessi, inventate cose o meccanismi o sistemi con cui migliorare il mondo intero. Gli equalizzatori che potete usare per risolvere il vostro mix ...qualcuno lì ha inventati, siate voi quel qualcuno, per piacere.

Antonio Chimienti 

blog Rock Targato Italia

 

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