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020 - La Teoria delle Stringhe, lo spartito di Dio.

020 - La Teoria delle Stringhe, lo spartito di Dio.

di Antonio Chimienti

Questa volta ci andiamo giù duri. Venti articoli per prepararci a buttare giù nel nostro antro neuronico un argomento di grande emotività e generosità intellettuale.

I nomi su cui concentrarsi sono due : Max Planck e Michio Kaku.

Il primo ha dato vita alla “Meccanica Quantistica” il secondo , tanto per non essere secondo a nessuno ha cercato di teorizzare una equazione che per definizione dovrebbe essere in grado di spiegare tutto l’universo. Con questo sì intende tutte le relazioni esistenti fra cio’ di cui è costituito l’esistente.(cit.una sola equazione che unificasse tutte le forze fondamentali dell'universo).

La teoria del tutto e la sua equazione si basa sulla Teoria delle Stringhe, la quale si propone di fondere la teoria della relatività con la teoria quantistica. La sua posizione all’interno del mondo scientifico è quella di un cosiddetto “Crepuscolare”, un fisico teorico che opera a metà fra realtà e fantascienza.

Ma su questo non gridiamo “al illusorio” o alla “beffa” perché la stessa metafisica  ed anche la relatività sono alla base di moltissime ricerche e scoperte molto REALI che già caratterizzano il nostro mondo.

La musica cosa c’entra Antonio? E’ meraviglioso quello che riguarda la musica.

Come è noto, la fisica moderna si basa sulla teoria della relatività di Albert Einstein e sulla meccanica quantistica fondata da Max Planck. Le due teorie non sono però compatibili perchè la prima spiega il comportamento di oggetti di grandi dimensioni come le galassie, le stelle ed i pianeti dell'Universo mentre la seconda è applicabile solo al mondo atomico e subatomico degli atomi, degli elettroni, dei quark ecc...

La Teoria delle stringhe risolverebbe questo problema affermando che, a livello subatomico, esistono solo corde vibranti; in pratica le particelle come i protoni, gli elettroni e i quark non sarebbero altro che note musicali su una piccola corda vibrante e tutte le attività dell'universo nascerebbero da un ciclo sub-atomico di energia nel profondo della materia.( Vedi nota 1)

Queste stringhe unidimensionali di energia sarebbero così piccole che se un atomo di idrogeno fosse esteso alle dimensioni della Via Lattea, proporzionalmente, la stringa sarebbe pari alla larghezza di un capello umano.

La stringa potrebbe vibrare in infiniti modi che darebbero origine a varie masse ed a varie cariche. Dato che, secondo la teoria della relatività di Einstein sappiamo che E = mc2, sappiamo anche che ad una maggiore energia corrisponde una maggiore massa. Le particelle pesanti ( Vedi nota 2) corrisponderebbero quindi a stringhe che oscillano violentemente, mentre le particelle leggere  ( Vedi nota 3) corrisponderebbero a stringhe che oscillano dolcemente. Inoltre, tra i diversi tipi di vibrazione possibili ve n'è una che corrisponde alle proprietà del gravitone; in questo modo la gravità verrebbe ad essere spiegata.

Se quindi le particelle sono fatte della stessa materia in quanto ogni particella è una stringa, le differenze visibili sarebbero solo causate dai diversi modi di vibrazione delle stringhe medesime. Da ciò si deduce che, per spiegare perché le particelle elementari hanno le proprietà conosciute, bisognerebbe riuscire a capire quali sono i diversi tipi di vibrazione.

"La mente di Dio", dice Michio Kaku , "è musica cosmica che risuona attraverso 11 iperspazi dimensionali." cit

Dunque appare chiaro il legame cha ha da sempre avuto la musica nella magia , nella religione ed in tutto quello che deve connetterci con quello che sì trova oltra il visibile. Fa specie pensare che istintivamente già da molto prima di Albert Einstein venissero usate le onde sonore per amministrare queste dimensioni. Come sempre accade a maggiore consapevolezza corrispondono risposte più esaurienti e confermanti le nostre intuizioni. Certo che l’oscillazione e che le conseguenti armoniche fossero lo strumento dell’universo per dirigere e amministrare il tutto….insomma chissà forse qualche dubbio lo abbiamo ancora. Però noi musicisti potremo parlare un po’ di più di quello che sì rivela nella nostra mente e nel nostro corpo quando siamo a tu per tu con il nostro strumento. Quelle volte in cui passiamo la mano sulla membrana del tamburo o sulle corde della chitarra o del basso ancora appoggiato sullo stativo o accarezziamo i tasti di un pianoforte senza pigiarli prima di andare a dormire. Noi dovremmo raccontare un pò di più che cosa è la musica a tutti coloro che non la frequentano. Sé penso a quanto la società calpesti la musica ed i suoi “sacerdoti” mi viene voglia di………

Buona serata a tutti. Antonio Chimienti

nota 1: nei sintetizzatori musicali, sé lo strumento è costruito per chi lo sa programmare (non solo commerciale per essere facile ed immediato) presenta la manopola del SUB- Oscillatore. Di suo questa manopola non permetterà di udire un granchè sul suono definitivo, ma l’esperto sa benissimo che la caratteristica del suono finale sarà definita dalla regolazione di questa manopola. E’ uno di quei concetti legati all’invisibile. Sé togli questa manopola non ti accorgi che ti mancava, ma sé hai fatto il tuo suono con questa e poj la togli , il suono ti farà letteralmente ribrezzo.

nota 2: pensate alle note basse di un pianoforte con le sue spesse corde.

nota 3: pensate alle note alte di un pianoforte con le sue sottili corde.

blog rocktargatoitalia.it

 

 

 

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