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QUESTO OTELLO...

 

QUESTO OTELLO
È TUTTA UN'ALTRA STORIA
di Andrea Motta


SPETTACOLO COMICO
Quando Iago, esasperato dal disprezzo che suscita il suo ruolo, decide di dimostrare che non ci sarebbe capolavoro shakespeariano senza di lui e s'impegna a lasciare in pace Otello, gli altri personaggi si ritrovano in situazioni inusuali ai loro grandi caratteri tragici. Che sarà del Moro senza la gelosia a spingerlo attraverso il dramma? E di Desdemona, che si vede negata la sua memorabile uscita di scena?

 

 

 

 

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“HANGOVER” il nuovo singolo del duo THE ERRORIST

In radio, sul web e su youtube

“HANGOVER” il nuovo singolo del duo THE ERRORIST

https://youtu.be/IJ7fK_i9whU

Pubblicato dall’etichetta:  Freaky Sounds Amsterdam

In radio, sul web e su youtube, “HANGOVER” (https://youtu.be/IJ7fK_i9whU), il primo singolo del duo elettronico THE ERRORIST, gruppo molto in vista nel panorama dell’ urban jet set milanese.

Distribuito dall’etichetta olandese Freaky Sounds Amsterdam, “HANGOVER” è un brano con un sound internazionale dall’ispirazione techno-pop, ricco di contaminazioni provenienti dal mondo dell’arte e del design, come del resto testimonia il suo eccentrico videoclip.

Un singolo intenso, spudorato e a tratti sfacciato, in cui la voce di Nina Echo, artista audace dalla personalità alquanto ribelle, conduce l’ascoltatore in un viaggio onirico all’interno del bosco delle paure, per riemergere ancora più forte in un posto incantato.

“Hangover è un brano che parla della ricerca della felicità, della propria identità, di un posto dove poter essere semplicemente se stessi, il posto dove poter mostrare la propria anima senza sentirsi a disagio” - così il duo The Errorist racconta il brano – “Il brano utilizza quindi la metafora del club, del party, dell’hangover come momento di euforia e di gioco: ecco perché nella parte allegorica del brano si può ricostruire la ricerca di un party dove la protagonista, attraverso una danza, vuole visualizzare la propria immagine”.

Il video racconta una favola dove la figura chiave incontra in un bosco altri personaggi come il coniglio, che rappresenta la sua paura, il cinghiale, che è la forza con cui lei vuole combattere, e la civetta, che è il segno del tempo che scorre e che non ti fa mai dormire come succede nell’hangover”.

BIOGRAFIA

Dietro al nome THE ERRORIST si celano le figure di Antonio Spitaleri e Matteo Bogoni. Il primo, milanese d’adozione, sviluppa inizialmente la sua vena creativa dietro le quinte di molti teatri con il gruppo Animanera; il secondo invece, nato e cresciuto a Verona, è un fonico che disegna suoni con sintetizzatori modulari. Oggi, entrambi sono sound designer producers immersi nell’urban jet set milanese, e si lanciano sulla scena internazionale proprio con “HANGOVER”.

Nina Echo, artista-performer di natura eclettica, è convinta che l’arte sia la maniera di transducere luce e che può venire fuori in svariati modi, a seconda della frequenza su cui si è sintonizzati.

L'artwork della cover del singolo è stata realizzata dall'artista milanese classe ’85 Marco Basta.

FACEBOOK: https://www.facebook.com/Theerrorist-111637510549539/

INSTAGRAM: https://www.instagram.com/theerroristproject/?hl=it

 

 FRANCESCO CAPRINI – FRANCO SAININI

Divinazione Milano S.r.l.

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network

Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano

Tel. 392 5970778  – 393 2124576

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Web: www.divinazionemilano.it

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VAYSY “ZERO SENTIMENTI” il nuovo singolo

 “ZERO SENTIMENTI”

il nuovo singolo di

VAYSY

In radio dal 10 luglio

pubblicato dall’Etichetta Terzo Millennio Records

ZERO SENTIMENTI” è il singolo d’esordio del 24enne VASILE LEORDEAN, in arte VAYSY: giovanissimo rapper, di origini romene, formatosi tra i dischi di Fabri Fibra e le dritte di McFebbo, inizia a scrivere i suoi primi progetti già all’età di 16 anni.

Arrangiato da Yaroslav Sukmanov, il brano è una sorta di viaggio nel tempo e nello spazio all’interno di un mondo che, reale o virtuale a seconda di chi lo ascolta, può farti cadere o aiutare a rialzarti. Il singolo ruota intorno ai sentimenti che, in questo forte viaggio emotivo, VAYSY analizza sapientemente, giocando con le parole e gli accostamenti.  Spinto da correnti opposte, il protagonista è immerso in un labirinto, in una giostra di emozioni che scivolano veloci come le parole del brano.

Il singolo, dal tono dinamico e spumeggiante, nasce con l’intento di rendere partecipe l’ascoltatore lasciandolo libero di interpretare questa sorta di viaggio interiore raccontato nella canzone.

Il beat è fresco e coinvolgente: VAYSY lo domina con decisione e delicatezza allo stesso tempo. Nel testo affiorano desideri nascosti ed emozioni represse, descritti in righe pregnanti come “Cuore freddo ma senza spazio / Tutti stelle ma senza spazio / Sono un UFO che si fa spazio”.

“ZERO SENTIMENTI” sarà in rotazione radiofonica dal 10 luglio e uscirà il 17 luglio in tutti i webstore, pubblicato dall’Etichetta Terzo Millennio Records.

BIOGRAFIA

Nato in Romania, VAYSY approda a Gropparello (PC) all’età di 5 anni. Subito attratto dal mondo dell’Hip-Hop, già a 14 anni è alla ricerca di canzoni rap in cui rispecchiarsi.  All’età di 16 anni il giovane scrive i suoi primi testi in rima, partendo da delle basi che trova sul web.  A 18 anni, grazie all’aiuto del suo mentore McFebbo, entra in un vero studio di registrazione e capisce che quella è la sua strada.

Stanco quindi del registratore vocale dello smartphone, inizia fare sul serio: lavora in una fabbrica meccanica per potersi permettere un piccolo studio di registrazione, da lui stesso costruito.

Negli ultimi anni, Vasile crea Incendio, un alter ego negativo volto a completare l’identità di VAYSY, nel tentativo di trovare un equilibro tra le personalità in stile Ying-Yang.

Oggi, VAYSY continua un’ardua sperimentazione musicale e pubblica il suo primo singolo.


Facebook https://www.facebook.com/vasile.leordean

 

YouTube  https://www.youtube.com/channel/UCRZ2O65WsaDWd7nGITcyBVA

 

Instagram https://www.instagram.com/vaysy_aka_incendio

 

 

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IL RITORNO DELLO SPETTRO

IL RITORNO DELLO SPETTRO

«E gli occhi dei poveri riflettono,

con la tristezza della sconfitta,

un crescente furore.

Nei cuori degli umili maturano

 i frutti del furore e s'avvicina

l'epoca della vendemmia.»

John Steinbeck “Furore”

Non so se qualcuno di voi ha mai letto il capolavoro di Steinbeck “The Grapes of Wrath” (I Grappoli dell’Ira) del 1939. In Italia, uscì nel 1940 con il titolo di “Furore” e subì la censura fascista. Se non l’avete ancora letto, colmate questa lacuna: oltre ad essere il capolavoro dello scrittore americano Premio Nobel nel ’62, è un romanzo molto educativo e, purtroppo, oggi molto attuale. Dal romanzo fu tratto un film che uscì già l’anno successivo alla pubblicazione per la regia di John Ford e interpretato da un meraviglioso Henry Fonda che presta il volto al protagonista, Tom Joad.

La trama è semplice: una famiglia come molte altre perde la fattoria in Oklahoma a causa delle tempeste di sabbia che rendono il terreno arido e non più coltivabile ma, anche, perché le banche non rinnovano i prestiti e si prendono la loro terra. La famiglia Joad inizia un esodo verso la California, vista come una sorta di Terra Promessa, alla ricerca di sopravvivenza, lavoro e migliori condizioni di vita. Quello Stato non si rivelerà essere “il paese del latte e del miele”. E’ un’umanità dolente che attraverso la Route 66 compie il viaggio dal Midwest fino alla costa Ovest. La storia di Tom Joad si chiuderà con lui in fuga dopo aver ucciso un poliziotto e con l’immagine tenera e terribile di una donna (Rosaharn) che allatta un uomo stremato per la fame dopo aver partorito un bimbo morto. Una sorta di “Pietà”.

Oltre al già citato film, il testo di Steinbeck ha ispirato uno dei più grande cantautore americano (direi il “padre” di tutti i cantautori americani insieme a Pete Seeger) che scrisse una lunghissima ballata che dovette dividere in due parti. La leggenda narra che fu proprio a casa di Seeger che il cantautore si mise una notte alla macchina da scrivere con una bottiglia di vino e scrisse la ballad. La mattina il suo ospite trovò molte cartelle dattiloscritte, Woody addormentato e la bottiglia vuota.

Ma non è finita qui. L’epopea dei Joad ispira un erede di Guthrie: Bruce Springsteen. Il boss scrive un album dalle grandi influenze country e folk ma non parla più degli Oklahomers della fine degli Anni Trenta. L’esodo è da sud a nord e i Tom Joad degli anni Novanta sono i braccianti messicani che cercano di entrare in USA.

Quelle condizioni di vita, l’egoismo delle banche, la grande truffa globale della finanza, gli esodi della povera gente affamata sono ora più che mai attuali.

Quello spettro è tornato e non aleggia solo sui paesi più poveri o indebitati. Per citare un altro grande poeta: ”non domandarti per chi suona la campana, suona sempre per te”.

di Paolo Pelizza

© 2020 Rock targato Italia 

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