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015b Le casse acustiche (seconda parte)

015b Le casse acustiche

di Antonio Chimienti 

seconda parte

Le casse acustiche risuonano!

Questa è un’altra variabile delle casse per valutarle ed impare a conoscerle.

Sé in una stanza le tende o i libri presenti influenzano il suono, anche il materiale della cassa lo farà. Non sì possono sospendere le membrane , così nell’aria, magari sì potesse,magari un giorno sì farà , ma per ora non sì può . La membrana va avvitata in una scatola e questa scatola “risuona”. Qui possiamo fare qualcosa? NO possiamo solo premiare un costruttore con il nostro acquisto se egli avrà compensato la “presenza” e quindi “l’influenza” della scatola con degli accorgimenti attraverso delle scelte progettuali ( solitamente dei filtri sull’elettronica o sagomature dello chassis).

Le casse acustiche per produrre musica sono diverse da quelle per ascoltare musica.

E qui davvero sì apre uno scenario apocalittico.

Se devo produrre musica, e sono uno di quelli che ha capito cos'è un arcobaleno di frequenze..allora vorrei poter sentire il meglio possibile i vari spicchi dello spettro ( l’arcobaleno) che il brano sta producendo. Nel senso che se sto curando degli strumenti che suonano in un range di frequenze tra i 3khz e gli 8khz ( medio - alte frequenza) dovrei assicurarmi che le “casse acustiche” che sto utilizzando  le riproducono correttamente, altrimenti cosa sto controllando?. Stessa cosa se stessi lavorando su frequenze dai 40hz ai 110 hz ( Basse frequenze).

Veniamo alle soluzioni….a seguito di questo ultimo esempio, la soluzione sarebbe una cassa acustica che riuscisse (sempre ambiente permettendo) a riprodurre sia le frequenze del primo caso ed altrettanto bene le frequenze del secondo caso. Cioè in pratica una cassa perfetta che riproducesse tutto lo spettro armonico da noi udibile. Non esiste! O meglio sulla carta viene pubblicizzato , ma se fosse realtà ci sarebbe un modello sufficiente , assoluto e fondamentalmente uno solo,  essendo in grado di fare ciò che dice, ma invece i modelli che dicono di farlo sono migliaia sul mercato e la loro moltitudine è alimentata dal fatto che nessuno ci riesca realmente spingendo così  le persone a cambiare continuamente alla ricerca del Santo Graal. Pur tentando una sorta di organizzazione di separazione per fasce delle frequenze i gruppi di frequenze che “questa cassa” dovrebbe saper riprodurre sarebbero non meno di 5 ( Range di Frequenze BASSE- MEDIO BASSE- MEDIE-MEDIO ALTE-ALTE)  Ve l’ho detto all’inizio, dimenticatevi che esista perfezione in qualsiasi cosa prodotta dagli esseri umani. 

Però abbiamo una risorsa : l’intelligenza. 

Non esiste una cassa perfetta , ma esistono molte casse, tutte imperfette, ma capaci di ricoprire nella loro imperfezione e limitata funzionalità un pezzettino della realtà. 

La soluzione che vi suggerisco è di usare diverse casse a seconda della parte dello spettro acustico su cui state lavorando in un determinato momento. Indi per cui se state lavorando sulla ritmica, mandate il segnale a due casse tipo radiolina e per semplificare quando dovete lavorare sulle basse frequenza, tagliate con un filtro le alte e mandate il segnale a due stufe ( casse di grandi dimensioni per essere allestite con membrane di grandi dimensioni) travestite da casse acustiche  e vi garantisco che vi troverete bene. Potrete adottare questo modello di comportamento fino a scegliere 5 paia di casse + 1  volendole abbinare ai cinque range di frequenze su descritte e alla fine ascoltare il tutto sul migliore paio di casse che avrete la possibilità di possedere per rifinire i particolari ( fase di bilanciamento delle frequenza)

Consigli di percorso. Dovrete abituarvi a neutralizzare l’adattamento che le  vostre orecchie, in buona fede,  compiranno durante l’ascolto nei vari set di ascolto delle frequenze, nel senso che quando passerete dalle casse per alte frequenze a quelle di Medie Frequenze ed altre per esempio per le Medio Basse frequenze, le vostre orecchie vi daranno una sgradevolissima sensazione. Voi non preoccupatevi dopo qualche minuto tutto andrà a posto. La prima sensazione sarà che avete sbagliato tutto , ma non è così. Quello che avete lavorato nel range della alte frequenze sulle casse della radiolina è perfetto. Concedetevi del tempo per farlo digerire al vostro sistema intelletto-uditivo.

E se invece usiamo le casse non per produrre la musica , ma per goderla?

Tutto diventa più facile. Perché non abbiamo la responsabilità di ricondurre il suono che stiamo producendo ad un punto di riferimento di stile di genere preciso come fa il produttore quando mixa un brano di musica  per un certo stile di musica e che quindi dovrà obbligatoriamente rientrare nelle aspettative dei cultori di quel genere, ma al contrario dobbiamo solo fare riferimento a noi stessi  ed, alla nostra percezione che a sua volta e sul genere di musica che abbiamo l'abitudine di ascoltare. Faccio un esempio. Sé è la musica classica  che adoro ascoltare quello  a cui dovrò fare attenzione nella scelta delle casse acustiche sarà dettato dalle caratteristiche acustiche della musica classica ( del genere quindi). Con il 90% di ascolto concentrato in  un range che oscilla fra i 140hz ed i 7/8khz e con una oscillazione di dinamica di qualche decibel capite bene che la mia cassa di riferimento sarà molto , ma molto diversa da quella scelta per ascoltare la musica ad un Luna Park. ne conviene che è difficile dire ad una persona ( a quello del Luna park)  o ad  un altro che una cassa è in assoluto meglio di un’altra poiché dipende dal genere ed anche dalla finalità di ascolto

Quindi anche qui veniamo ed una soluzione.

La cassa per l’ascolto andrebbe prelevata dal rivenditore, portata a casa propria e lì ascoltata.

Non ci sono altre alternative. A prescindere dal fatto che negli anni il vostro apparato uditivo indubbiamente sì frapporrà  fra la scelta fatta quel dì  con l'ascolto di oggi e che molte altre cose influenzeranno, rendendole instabili  le decisioni fatte oggi nella scelta della vostra cassa acustica,  pur volendo limitare al massimo queste variabili, almeno portiamoci a casa delle casse da ascoltare  e provare prima di sceglierle pur con tutti questi limiti fin qui qui palesati. Altrimenti davvero la scelta di una cassa priva di questo minimo livello di consapevolezza non può essere considerata estranea ed una lotteria.

Non esiste una cassa migliore di un'altra. Esistono casse costruite con oculatezza. Che sì propongono di trasbordare il numero minimo di difetti prima del vostro ascolto personale, questo si. 

Ci sono costruttori che piuttosto che buttare dentro rame di scarsa fattura o legnami già difettosi all’inizio, sì preoccupano di fare una cernita e selezionare il meglio. Ma l’ultima scelta è il vostro orecchio  a sua volta sapete è influenzato dal vostro ambiente. Non esiste una musica bella ed una brutta. ESISTE UNA MUSICA CHE VI PIACE ED UNA CHE NON PIACE.

Provate , provate e provate e  psss, psss ...che non vi venga in mente , dopo tutta questa lettura, di dire a nessuno che le vostre casse sono le più belle di tutte, mi raccomando!

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015a - Le Casse Acustiche

015a - Le Casse Acustiche di Antonio Chimienti

prima parte

Questa volta ci butteremo a capofitto in un articolo, anzi una serie di puntate su un unico enorme argomento : le casse acustiche. Dopo tanti voli pindarici sulla teoria e sulla spiritualità conseguente...ritorniamo con un argomento tecnico. 

Certamente non mancherà occasione che io faccia qualche riferimento alla introspezione e consapevolezza, ma credo che vi stia bene così altrimenti non sareste qui ad alimentare la schiera del mio pubblico lettore.

 

Nella musica  e ovviamente in maniera allargata per quello che riguarda ogni suono il collo di bottiglia è rappresentato dalle nostre orecchie. Inutile sottolineare che questo mondo è relativo ( ecco che ci risiamo con le mie riflessioni ) al nostro sentire. Infatti è facile accettare il concetto di relatività se pensiamo ad un cane che con i suoi 40mila Hz di capacità ricettiva ha una consapevolezza del mondo , capite , molto diversa da noi, più del doppio degli esseri umani. Quindi senza divagare diciamo che il nostro “mondo acustico” ha come punto di riferimento il nostro apparato uditivo. Il nostro apparato uditivo registra una realtà udibile che va dai 30 hertz ai 20k hertz ( qualcosa di meno), ma ovviamente i limiti non ci interessano poiché sono legati a troppi fattori personali. Diciamo che da quando nasciamo a quando moriremo ..sicuramente il mondo dai 60 hertz ai 15k herts non ce lo perderemo mai.

Bene fin qui ci siamo e siamo tutti d’accordo. 

Nella musica tuttavia , esclusa quella acustica dei concerti dal vivo con strumenti reali ( No Chitarre elettriche o strumenti amplificati, ma solo strumenti come violini, chitarre acustiche , pianoforti , arpe ecc ecc flauti, corni, clarini, la voce umana…… ci siamo capiti!)  fra il nostro orecchio e questa benedetta  MUSICA ci saranno sempre le casse acustiche.

E questa verità proietta questi oggetti in una posizione di assoluta preminenza nel vasto mondo della cosiddetta musica “riprodotta”.

Attenzione in realtà c’è un’altra cosa , invisibile e più importante delle casse acustiche : l’ambiente in cui ascoltiamo. Questo ambiente è per sua natura non solo determinante, per cui due casse identiche suoneranno differentemente in due ambienti differenti, ma soprattutto , l’ambiente non è costante nel suo comportamento e questo lo rende oltre che determinante anche imprevedibile, insomma non solo sta in mezzo al tutto , ma difficilmente lo sì può interpretare o prevedere. Ecco già a questo punto il “caos” e la dinamica naturale suggerirebbe che ogni sforzo umano proteso ad analizzare, predire e controllare la natura è seriamente destinata a fallire, ma noi , compreso me , siamo umani e quindi ostinati e cocciuti e pertanto io continuo il mio articolo sulle casse tentando di profilare una “verità” assoluta che però essendo di natura umana è istantaneamente da considerarsi “fallibile”. Ricordatevi comunque che ogni cosa che vi spiegherò è traballante perche l’ambiente non lo potrete controllare… probabilmente quasi mai.

Ancora una parola su questa affermazione, perché mi è venuto in mente che qualcuno fra voi , più umano di me avrebbe da ridire sulla sua concezione di infallibilità, ma tranquillo ...l’ambiente non lo puoi controllare perché fra le variabili delle condizioni alla base dell’ipotetico controllo ci sarebbe la temperatura che influisce non poco sulla divulgazione delle onde sonore sia nella velocità che nella diffrazione (quindi direzione). Il calore non sì può controllare sé non a scapito della innaturalezza del suono medesimo. Le condizioni di un buon suono infatti sono legate alla possibilità che esso “risuoni” , cioè che esso possa impattando nell’ambiente generare   a sua volta una serie di armoniche.

Possiamo dire che perciò ci sono ambienti più “musicali di altri, questo si, ma non possiamo dire che essi siano controllabili nel senso che ho spiegato. Il controllo , sé anche fosse possibile, non sarebbe auspicabile, poiché alla base di una grande musicalità troviamo la creatività in tutte le sue forme, comprese quelle non auspicabili, ma che a loro volta indicano la strada per quelle auspicabili. Complicato da capire? Ma no .. sé non vedessimo il brutto, non sapremmo che strada cambiare per incontrare il bello. Dai non era difficile!

Le casse acustiche. Il concetto di efficenza.

Il principio di funzionamento di una cassa acustica sì basa sulla sua capacità di spostare l’aria. E’ un pò come sé con una mano spingessimo l’aria e questa come fosse acqua , investisse il nostro orecchio , muovendo a sua volta il timpano e a questo punto muovendo i nervi,  ci regalasse il suono prodotto dalla nostra mano. Il suono è una onda. Per produrla sì sposta l’aria.

Semplicemente nel vuoto non sì può produrre un suono. Ecco Semplice semplice.

Nel produrre il suono, tuttavia , il cono della cassa ( quella circonferenza che sì vede su ogni casse con in centro un cerchio solitamente a cupola) sì deve spostare. Lo fa attraverso il meccanismo di un magnete. La corrente dice al magnete di muoversi ora in avanti , ora indietro e le onde prodotte arrivano al nostro orecchio magicamente regalandoci il motivetto che tanto ci fa piacere ascoltare, MA…….il movimento che produce il suono è corrotto dalla meccanica presente a livello del magnete ed anche della membrana stessa. In altre parole il cono riproduce delle onde il cui limite è rappresentato dall'efficienza di spostamento e di funzionamento del magnete stesso e delle altre componenti che non sì possono escludere dal funzionamento medesimo.

 E’ un pò come sé per produrre la copia di un quadro di Monet chiamaste uno studente del primo anno piuttosto che un grande artista. Il quadro da riprodurre  ed i colori sono gli stessi per entrambi, ma il grado di efficienza dei due esecutori porterà ed una realizzazione assai diversa.

La qualità di questi magneti ed anche quella di tutti i componenti della cassa acustica determinano la fedeltà di ciò che state ascoltando. Ricordatevi anche dell’ambiente, che è sempre accovacciato là nell’angolo...  non sì fa vedere, ma regna sovrano come un capo supremo nella torre del signore degli anelli.

Scientificamente l’efficienza della cassa è rappresentata dallo sforzo che deve compiere la membrana per spostarsi ed il consumo di energia che essa utilizza per il movimento stesso. Il magnete è il motore che sposta e mentre lavora “sporca” il lavoro della membrana, Vi faccio un esempio esemplificativo. Per produrre un “bel suono” devo avere una membrana  di almeno di 35 cm di diametro. Non chiedetemi perché sé no davvero non ne usciamo più ( la larghezza dell’onda prodotta dipende dal diametro della membrana). Diciamo che una membrana di diametro di 35 cm sarà in grado di spingere l’aria a sufficienza per creare un’onda di 40 hz, quindi per farci ascoltare quello che possiamo godere. Ma , attenzione qui, per muovere una membrana di 30/40 cm di diametro , capite che ci vuole un certo sforzo. Questo sforzo è sviluppato da un motore, Questo motore nella casse acustiche sì chiama magnete. Il magnete è un gomitolo di filo di rame che deve avere una certa consistenza e che sarà proporzionata al lavoro da compiere. Ora viene il bello. Sé questo magnete per muovere quella membrana deve avere 4kg di avvolgimento di rame per riuscire a smuovere la membrana a sufficienza considerando anche l’influenza che esso ( il magnete) ha sul segnale elettrico….capirete che più il magnete sarà costruito in maniera “leggera”, “ininfluente” ( poi vi spiegherò meglio questo passaggio) più il segnale arriverà alla membrana depurato dall’influenza del magnete stesso.

Come  sì fa realizzare questo grado di efficienza? Costruendo un magnete più privo di altri di influenza sul segnale elettrico. Come sì fa? Per esempio riuscendo a concentrare i 4kg di rame in uno spazio più piccolo. E’ lo stesso risultato ottenuto sé riuscissimo ad utilizzare lo stesso motore di una macchina in una carrozzeria che però pesa molto meno, perché magari sì sono usati altri metalli per la carrozzeria, ed esempio dell’alluminio ( Il motore di una Ferrari montato su una 500. Quale sarà il risultato? Maggiore efficienza. Con lo stesso motore la macchina ( la 500)va più veloce ( di una Ferrari). Stessa cosa nella cassa acustica. Creare un magnete a mano dove il gomitolo viene fatto  a mano intrecciando i fili di rame in maniera più compatta permette al costruttore di produrre una cassa di minori dimensioni  con una membrana che dissipa meno energia per spostarsi  e che quindi potrà usufruire di tutta l’energia che il magnete produce.

fine prima parte

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“COME CATTIVIK” il nuovo singolo de IL PESCE PARLA

“COME CATTIVIK”

il nuovo singolo de IL PESCE PARLA

 

Dal 19 giugno ’20 in radio e nei webstore,  Pubblicato dall’etichetta: Terzo Millennio Records

Con il riecheggio dello sghignazzo terrificante dell’antieroe nero del fumetto di culto italiano Cattivik (“Yuk, yuk, yuk … Uaz, uaz, uaz”),  ecco il nuovo singolo de Il Pesce Parla band pavese vincitrice della 31^ ed di Rock Targato Italia.  

Come Cattivik” è una canzone di originale satira, dalle sfumature punk-rock, che tratta dell’uomo statico nel proprio ozio, improduttivo ed autoassolvente.

C’è chi si lamenta della solitudine e poi c’è chi si abbandona ad essa, lasciando che il tempo scorra lento e che l’entropia faccia il suo corso nel disordine naturale della propria abitazione.

Cattivik è un personaggio dei fumetti creato nel 1967 da Bonvi e disegnato poi da Silver. Personaggio comparso su varie pubblicazioni, è stato protagonista di una propria testata omonima edita dal 1989 al 2001. Nel 1992 venne realizzato un videogioco omonimo ispirato al fumetto e, nel 2008, una serie televisiva animata. Come in molte altre creazioni di Bonvi sono presenti elementi di satira politica e sociale.

L’antieroe Cattivik è il modello di ispirazione della generazione-poltrona: viziosa, rancorosa e compulsiva.

Tuttavia, a differenza del celebre personaggio a fumetti che ha comunque un’occupazione, se pur quella di furfanteggiare tutte le notti, nel brano de Il Pesce Parla si indaga la consuetudine vigliacca del ritiro nell’alcova di un eroe che non ha mai davvero combattuto.

Il Pesce Parla ha potuto avvalersi, per questo singolo, della prestigiosa collaborazione di Silver e di tutta la redazione di Lupo Alberto, che hanno gentilmente concesso un’immagine del TERRIBIL’, MEFISTOFELIC', AGGHIACCIANT’ da utilizzare come copertina.

BIOGRAFIA

IL PESCE PARLA debutta nel pavese è formata da Andrea Ettore di Giovanni (voce), Marina Borlini (chitarra e tastiere), Mattia Camussi (basso), Francesco Boggio Sola (batteria). 

Nel 2019 vincono la 31esima edizione di ROCK TARGATO ITALIA.  Il premio ha dato loro la possibilità di registrare il singolo “POS?” negli studi della Sony Music Italia RCA Recording Studios, avvalendosi della prestigiosa produzione di Alberto Riva.

A causa delle differenze di influenze musicali, antropologiche e filosofiche personali, i brani de Il Pesce Parla non hanno un genere definito, anche se vi è sempre la costante ironica nei testi.

NEL WEB:

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Organizzazione Rock Targato Italia 2020 - Aggiornamenti organizzativi e richiesta materiale

CONVOCAZIONE ARTISTI

 

Per una comunicazione forse non chiara e ringraziandovi per la cortese attenzione:

 

IN RIFERIMENTO ALLA MAIL DEL 10 GIUGNO

 

SI PREGA DI INVIARCI UN UNICO VIDEO COMPRENSIVO DI DUE BRANI come da richiesta (che ora è meglio formulata)

 

 

ROCK TARGATO ITALIA 2020

Carissimi artisti,

gli ultimi mesi sono stati, per tutti, un vero e proprio terremoto. Sappiamo tutti cosa è successo da marzo a oggi e sappiamo anche qual è l’attuale situazione della musica live nel nostro Paese, fra norme rigidissime, incertezze e tanta confusione.

Nonostante tutto questo, Rock Targato Italia non si ferma. Crediamo che arrendersi proprio in un momento così difficile in cui il movimento rock del nostro Paese ha più che mai bisogno di entusiasmo e nuovi obbiettivi sarebbe la cosa più sbagliata.

Dunque, come coniugare il desiderio di portare avanti un evento che da oltre trent’anni trova la propria ragione d’essere nella presenza attiva sui palchi di tutta Italia con la necessità di convivere con limitazioni che rendono quasi impossibile garantire la possibilità di esibirsi dal vivo?

La risposta è la più semplice: abbiamo deciso di proseguire le selezioni del concorso (art 6 del regolamento) on line, nella speranza di poterci poi vedere dal vivo in autunno a Milano per le finali nazionali. In caso contrario, ad ottobre 2020, saranno decretati direttamente i vincitori dei vari premi previsti dalla rassegna

Quello che vi chiediamo è di mandarci un video in cui vi esibite dal vivo suonando due canzoni. Riprendetevi in sala prove mentre suonate le vs canzoni, preoccupandovi solo di far sì che il video rispecchi quella che è la vostra attitudine live. Non c’è bisogno di grandi produzioni: ormai tutti abbiamo sempre in tasca gli strumenti per poter scattare un’istantanea che rappresenti ciò che siamo e ciò che sentiamo di voler esprimere.

Tutti i video saranno caricati sul canale YouTube e profili social di Rock Targato Italia e le esibizioni verranno valutate dalla giuria del concorso come se vi trovaste di fronte a un vero live. A questo si aggiungerà anche la possibilità per il pubblico di poter segnalare le proprie preferenze.

Il termine ultimo per l’invio dei video è: il 3 LUGLIO 2020. Per qualunque chiarimento contattateci pure.

Materiale da inviare a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

A presto e buon lavoro

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