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Debutto di qualità per la band materana GAZE OF LISA: “SINONIMI CONTRARI” tra musica elettronica e...

Il titolo del disco ha preso ispirazione da una fotografia scattata dal fotografo ROSARIO GENOVESE nella città di MATERA, a metà degli anni 50, che rappresenta un mulo parcheggiato tra delle auto.

Il primo album dei GAZE OF LISA

“SINONIMI CONTRARI”

è pubblicato dall’etichetta: Terzo Millennio Records

L’approccio musicale della band può essere riassunto nel titolo stesso dell’album, un connubio tra strumenti tradizionali e altri più avanguardistici. Lo stile del disco ondeggia su note di musica elettronica ispirata ad artisti quali Thom Yorke e Apparat, unite a un background del classico power trio rock

L’album contiene dodici tracce inedite composte dalla band e registrato negli studi bresciani Cromo Studio e Mac Wave Studios con la collaborazione del produttore artistico VALERIO GAFFURINI

 

FRANCO SAININI

Divinazione Milano S.r.l. 

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web: www.divinazionemilano.it 

 

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Tutta casa, letto e chiesa di Dario Fo e Franca Rame

Uno spettacolo che ha fatto la storia, in scena al Teatro Out Off con la regia di Lorenzo Loris e la straordinaria interpretazione di Monica Bonomi.

Lo spettacolo è comico e grottesco perché noi donne sono duemila anni che andiamo piangendo e questa volta ridiamo insieme e ci ridiamo anche dietro. Franca Rame

Tre donne esilaranti, diverse e toccanti raccontano la propria quotidianità troppo spesso costellata di violenze e soprusi. Un testo del 1977 che continua a mantenere intatta la sua portata sociale e la sua forza comica.

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TRE MONOLOGHI - TRE DONNE
Lo spettacolo è composto da tre monologhi distinti per tre donne esilaranti e diverse.
Il primo intitolato Una donna sola è dominato dall’estro spiritoso di una casalinga che sembra disporre di tutto ciò che vuole all' interno del suo nucleo familiare, ad eccezione della cosa più importante: il rispetto della propria dignità femminile.
La secondo monologo, Abbiamo tutte la stessa storia, è la raffigurazione di un rapporto sessuale fra un uomo e una donna. C’è anche una favola che attraversando i topos narrativi più noti (il lupo, la strega ecc.) mette a confronto una brava bambina e la sua bambola parlante che si esprime in modo scurrile. Queste due figure sono di fatto la stessa persona. La mite bambina è la parte che subisce e la bambola quella che invece si ribella. Infine l'ultimo brano, fulminante, agghiacciante e risolutivo che servendosi di una lingua antica del Cinquecento, è ripreso dalla Medea di Euripide.

#NONSCAPPARE
Al termine dello spettacolo “Non scappare”: tre incontri di approfondimento.
La riflessione sulla donna e sul femminile è quantomai attuale. Il Teatro Out Off ha pensato a tre incontri sui temi dello spettacolo “Casa”, “Letto” e “Chiesa” per approfondire con figure di rilievo il ruolo della donna nella società, come è cambiato in questi anni e quali sono le politiche e le misure che si possono mettere in atto. Tre brevi momenti, al termine dello spettacolo, intitolati “Non scappare” in un ironico esortativo a fermarsi e approfondire, a non girare subito pagina su un altro argomento. Senza la velleità di essere esaustivi, vogliono gettare un seme che possa diventare una riflessione autonoma.

Gli incontri saranno:
CASA - giovedì 23 settembre
LETTO - giovedì 30 settembre
CHIESA - giovedì 7 ottobre

 

Teatro Out Off  

via Mac Mahon 16 

20155 Milano 

tel. 02.34532140 

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Road Sweet Home.

Difficilmente il passato torna con un carico di suggestioni, consigli ed empatia come oggi.

In un mondo in costante stato emergenziale, dal 2001 fino ad arrivare ai giorni nostri, viviamo, in nome della sicurezza, un’era di guerre fallimentari e di migrazioni più difficoltose a fronte di una maggiore facilità di spostamento delle merci. Lì c’è il principio della diffusione dell’idea che fuori è pericoloso e che bisogna stare chiusi. Come sempre, la rappresentazione di chi è critico sulle ricette è sempre quella del giullare, di quello che apostrofa la folla della piazza da una cassetta di frutta rovesciata, la “matta” nel mazzo di carte … Non può e non deve essere credibile all’interno di questa narrazione.

Purtroppo, il tema è altro. La domanda vera è che tipo di mondo, che tipo di società vogliamo che abitino i nostri figli e nipoti? Nessuno l’ha posta né in TV o sui giornali, né sui social (dove la gente è più occupata a mettersi in mostra inutilmente o a discutere di facezie) ma è questa la vera posta in gioco per una sempre più ininfluente umanità. Questo perché, per correggere una distorsione a livello planetario, ci vogliono molte generazioni, molti decenni se non secoli. Pensate alla questione dei cambiamenti climatici: l’allarme arrivò forte e chiaro che, negli Stati Uniti, Bill Clinton faceva il suo primo mandato da Presidente ma quello del “buco” nell’ozono è di prima (ora ha superato le dimensioni dell’Antartide).

Ho fatto una riflessione. Io non sono e non sarò mai per un mondo gestito da reclusi sani, efficienti e disciplinati. Purtroppo, i valori con cui sono cresciuto sono quelli dei diritti (umani, individuali e civili), quello della libertà (che è governata dai quei diritti) e dal culto della democrazia che non è un sistema di governo efficientista ma come diceva Churchill è il peggiore tra i sistemi ma anche l'unico possibile.  Non ha l'obiettivo di creare allevamenti o alveari ma semplicemente, di essere giusto. È evidente che non ci siamo accorti che siamo tornati molto più indietro da un punto di vista antropologico e culturale di quanto avessimo potuto immaginare, scossi da paure esogene. Su queste, decidete voi se sono frutto di un progetto o meno.

Così nel mio piccolo mondo fatto di ascolti e letture, irrompono due personaggi che susciteranno la mia curiosità. Uno si chiama John Knewock. E’ un ragazzo che negli anni Sessanta fugge da casa sua perché ha deciso di seguire le sue inclinazioni da persona che non accetta imposizioni fideistiche, che rifugge la guerra (gli Stati Uniti d’America sono in Vietnam) e le sue atrocità e ne ha abbastanza delle logiche ipocrite del perbenismo di una classe sociale a cui non verrà mai chiesto di morire a faccia in giù nel fango di una palude lungo il Mekong per il bene superiore della “patria”. E’ lui che scrive del suo viaggio, durato tre decenni, dentro a un diario che è un insieme di appunti, riflessioni, poesie e canzoni.

Il caso porta quella storia nelle mani di un altro ragazzo, Giulio Larovere, milanese e di professione musicista. Viene così alla luce il concept album dal titolo Road Sweet Home. Con la collaborazione di Giuliano Dottori, in pre produzione (Jacuzi Studio, Milano), e quella di Larsen Premoli (Reclab Studios, Buccinasco) Giulio mette in musica le parole di John.

L’album di cui Giulio cura anche la produzione si avvale della collaborazione di Enrico Meloni (Electric guitar), Giuliano Dottori, (Electric guitar), Andrea Vismara, (Bass guitar), Daniele Capuzzi, (Drums), Raffaele Scogna (Keys) e Vincenzo Marino (Sax).

Così Giulio racconta l’odissea di John, perso per il mondo. Un uomo libero che paga il prezzo della sua libertà con la solitudine che diventa una compagna di viaggio, come si racconta nel pezzo What’s the Use in Being Free. Oppure, la rassegnazione e la stanchezza di uomo che si sente perso e, invece, imparerà a “perdersi” di cui si racconta nella canzone Paper Bag che apre l’opera. Ancora, Rain che ci racconta di come gli affetti, l’amore e l’amicizia vadano e vengano con un malinconico sguardo alle persone che ci si è lasciati alle spalle.

Infine, una parola lasciatemela spendere sulla produzione. Ho avuto il privilegio di ascoltare il vinile. Ora, ascolto spesso vinili registrati in epoca digitale. Spesso la differenza dal file audio  non si sente. Road Sweet Home è stato registrato in analogico utilizzando strumenti e attrezzature  dell’epoca di John. Basta il primo attacco per sentire che suoni “vivo” come i dischi che ascoltavo prima che la sbronza planetaria per il digitale ubriacasse il mondo.

Mi concedo ancora una riflessione. John, in quegli anni, è fuggito per i suoi principi e ha trovato un mondo da esplorare e in cui trovare rifugio.

Siamo certi del fatto che, a volerlo fare oggi, avremmo ancora questa possibilità?

di Paolo Pelizza

© 2021 Rock targato Italia

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Nomi Artisti in Finale Nazionale 2021

Chiuse definitivamente, in data 8 settembre, le selezioni online di Rock Targato Italia vi comunichiamo i nomi degli artisti che parteciperanno alle Finali  Nazionali

Siamo in attesa di organizzare i live delle Finali Nazionale nei locali rock milanesi, mantenendo il rispetto delle disposizioni riguardo il distanziamento sociale.

Attenzione, se dovesse continuare a perdurare il DDL sul distanziamento sociale le finali si svolgeranno Online come lo scorso anno

Sono state varie e diversificate le proposte musicali che gli artisti hanno presentato sul canale YouTube di Rock Targato Italia. La giuria preposta per le selezioni ha indicato negli artisti in elenco i finalisti della rassegna rock Targato Italia 2021.

Da parte nostra un ringraziamento infinito va tutti coloro che hanno partecipato al concorso, GRAZIE

Elenco Nomi Artisti:

Capatosta­ - Circus Punk - BunnyBlack - Logan Laugelli - Magritte - Francesco Setta - Cyrax – Gintsugi - Lemuri il Visionario - Velaska – Obsidia - Muzak - I mama - Nivera - Sacrabolt - Hotel Monroe - Boulevard - The Lizards - La Forma delle Nuvole - Ludovico Sanmartino - Mirko Salerni – Aymara

I premi in palio, tendono a valorizzare la comunicazione e la promozione degli artisti, inserendoli in progetti mirati a diffondere e sostenere la loro attività professionale nel miglior modo possibile. Un aspetto fondamentale, spesso e volentieri snobbato e sottovalutato da tutti

I PREMI DI ROCK TARGATO ITALIA SONO:

  • GRAN PREMIO ROCK TARGATO ITALIA.
  • PREMIO STEFANO RONZANI.
  • PREMIO SPECIALE CITTA DI MILANO.
  • PREMIO COMPILATION.

Gran Premio ROCK TARGATO ITALIA

Viene assegnato ai primi due classificati: Il premio in palio consiste in una importante promozione, a livello nazionale. Un ufficio stampa dedicato all’attività professionale degli artisti vincitori a 360° sui media radiofonici, televisivi, cartacei, social media e piattaforme multimediali, inclusa la partecipazione alla compilation di Rock Targato Italia.

Premio “Targa” dedicata a STEFANO RONZANI

Il premio speciale è dedicato al giornalista tra i più geniali della scena italiana.  Curioso, preparato ed attento osservatore delle tendenze musicali, Stefano Ronzani (collaboratore di Tutto Musica e Mucchio Selvaggio), è stato tra i fondatori di Rock Targato Italia e per 10 anni direttore artistico della manifestazione. Il premio viene dato all’artista con la proposta più ricercata a forti contenuti artistici e sociali

Premio Speciale CITTA DI MILANO (online)

Premio Città di Milano viene assegnato all’artista segnalato dal pubblico, (dalla scorsa edizione. per necessità. OnlIne). Il vincitore partecipa un proprio brano inedito, nella compilation di Rock Targato Italia

Premio Compilation ROCK TARGATO ITALIA

I primi 10 classificati del contest (segnalati da una giuria tecnica) parteciperanno alla compilation ufficiale della manifestazione pubblicata dall’etichetta Terzo Millennio all’interno dei principali store e piattaforme digitali. La storica compilation è distribuita dall’etichetta Terzo Millennio e promossa dall’Ufficio Stampa Divinazione Milano.

Cordialità

Francesco Caprini

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