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I Migliori 3 testi di Sanremo 2021

"Avere Anni 20" il programma di Andrea Ettore Di Giovanni nel canale youtube di Rock Targato Italia

https://www.youtube.com/watch?v=6SLcbu9xltQ&t=64s

Manca ormai una manciata di ore all’inizio del 71esimo Festival di Sanremo. Come sapete sono fuori in anteprima i testi dei brani. Ho dato un’occhiata per scoprire quali fossero i miei preferiti, tenendo in considerazione il fatto che non so come sono musicati.

Sigla

Innanzitutto qualche precisazione sulla puntata scorsa, l’approfondi20 su Achille Lauro.

Mi ha scritto qualche utente per ravvisare delle imprecisioni: Lauro ha duettato con Annalisa, non con Arisa Trapper è un termine che non ha senso e che si usa solo in Italia, come “doppiomalto” Non è stato Noyz Narcos a portare Lauro a conoscere la crew di Marra e Shablo Lauro è stato un rapper a tutti gli effetti Ringrazio gli utenti che mi hanno corretto.

Veniamo a Sanremo.

Ho letto i testi in ordine alfabetico per artista. Ne ho selezionati 3 per fare un personalissimo podio, ma ne menzionerò altri 4 che secondo il mio parere destano interesse. Partiamo da queste 4 menzioni speciali: Bugo - E invece si

Come ascoltatore di Bugo, sono quasi della primissima ora. Sono andato a concerti di 50 persone con Bugo che si esibiva su una scalinata. Quindi sono uno di quelli che conosce Bugo da prima del delirio con Morgan. E riconosco molto lo stile di Bugo in questo testo, dove si mostra candido e incede nel brano con una prospettiva da figlio, quasi anche infantile, con i poster in camera di Celentano, i sogni su cosa si vuole fare, o diventare (Vorrei comprare un disco ma non ho il giradischi Vorrei fare l’arbitro ma non mi piacciono i fischi) e l’incomprensione di fronte alla cattiveria, al potere che disumanizza (Voglio immaginarmi che anche un dittatore S’innamora, vomita e poi si commuove)

Quindi Bugo Peter Pan, ci vedrei bene.....continua su http://lustriniesevizie.blogspot.com/...

 

blog www.rocktargatoitalia.eu

 

 

 

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1991: I Timoria vincono la prima edizione del Premio della Critica per i giovani al Festival di Sanremo (come nasce uno dei premi più prestigiosi d’Italia)

Link  per ascoltare L'Uomo Che Ride dei Timoria 

https://www.facebook.com/LarchivioDiFrancescoRenga/videos/649335738503026/ 

 

Quello della musica è un mondo strano. Puoi essere nel posto giusto al momento giusto e questo non basta.

Puoi sputare sangue su questa storia del diventare un artista e veder sfumare la cosiddetta grande occasione.

Oppure può succedere il contrario: che dalla sconfitta venga fuori qualcosa di nuovo, di inaspettato.

È il 1991 quando la formazione dei Timoria Pedrini-Renga-Galeri-Ghedi-Pellegrini sale sul palco dell’Ariston. Sembra un po’ uno scherzo che tra i grandi nomi della musica leggera italiana tornati ancora una volta a reclamare la loro gloria – tra questi, Jannacci, Cocciante, Tozzi – ci sia quest’unico gruppo rock, presentato meccanicamente per la categoria “Novità” da Edvige Fenech come “un gruppo che rappresenta una delle più interessanti realtà del panorama musicale italiano”.

Il pezzo che hanno portato lo ha scritto Omar Pedrini e la produzione discografica è affidata all’ex Litfiba Gianni Maroccolo, con alle spalle Francesco Caprini (Divinazione Milano), Produttore Esecutivo e Ufficio stampa, e Gianni Sassi (CRAMPS) Art Director.

“L’uomo che ride”, poi inserito l’anno successivo in Ritmo e Dolore, è ispirato all’omonimo romanzo di Victor Hugo: la storia di un uomo deturpato a vita da un ghigno beffardo sul volto che non può togliersi nemmeno durante le più dure botte della vita, e così è il brano. Ironico, arrabbiato, col sapore del sangue sui denti, ma non il pezzo di un codardo.

Per tutta la prima parte Renga e soci incedono lenti, sembrano mordere il freno e tutto ad un tratto lo mollano, esplodono e poi chiudono di nuovo decrescendo. In meno di cinque minuti hanno fatto tremare il Festival più seguito d’Italia.

Solo che non basta. Forse sono loro, forse la nazione non è pronta a questo. I Timoria vengono eliminati al primo colpo dalla giuria. cosi come molti altri giovani in gara. Queste sono le regole del gioco

Eppure, non può finire così, c’è dell’amaro in bocca e non solo da parte dei giovani bresciani. Ma anche dietro le quinte, ha lavorato sommessamente per contribuire al successo di artisti e cantati: come i promoter, i produttori artistici, gli addetti stampa, un mondo intero vive e lavora all’ombra dell’artista. Nelle sale piene di giornalisti e addetti stampa qualcosa serpeggia.

”… Allora perché non fare come per le sacre figure della Sezione Campioni e attribuire un premio da parte della critica anche per la categoria Nuove Proposte?

Questa è la domanda che si pone Francesco Caprini e che diventerà la geniale e decisiva intuizione per il futuro di Sanremo.

Nasce così una storia incredibile: una proposta fatta tra il serio e il faceto, voluta e sottoposta da Caprini alla giuria dei giornalisti presenti al festival (su tutti Stefano Ronzani), che sulla strada del Premio della Critica attribuito ai BIG (vinto in quell'edizione da Enzo Jannacci) ha ritenuto importante e giusto premiare anche un artista della Sezione Giovani.

Impossibile ma vero!!

Con una grande disponibilità dell'ufficio stampa di Dalia Gaberscik e il benestare entusiasta di Aragozzini (organizzatore del Festival) si ufficializza il coronamento definitivo di quella proposta. Tutti sono entusiasti, l’idea è buona e viene accettata nel breve scorrere di un pomeriggio.

Così nasce il Premio della Critica anche per la Sezione Giovani. Nel caso dei Timoria gli esclusi della prima serata di Sanremo diventano i vincitori del primo Premio della Critica per le Nuove Proposte, venendo in qualche modo consacrati prima di riprendere a scrivere la storia del rock nostrano.

Il premio negli anni successivi diventerà molto ambito, una sorta di consacrazione artistica per il cantante o gruppo al quale viene assegnato.

La semplice intuizione di uno sveglio operatore culturale, nel momento giusto al posto giusto, con persone preparate, diventa per sempre un ambitissimo e ricercatissimo premio nella discografia italiana.  Una buona comunicazione, una storia incredibile.

Timoria in greco antico significa vendetta, rivalsa.

Quello della musica è un mondo strano, dicevamo. E chissà se i Timoria non lo avessero intuito già quando scelsero questo nome.

 

GIOVANNI TAMBURINO

Blog: https://www.rocktargatoitalia.eu/

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Gli ascolti di marzo 2021.

Articolo di Roberto Bonfanti

Questo spazio è nato per parlare dei dischi che, fra le uscite recenti, mi sembrano più interessanti. Dopotutto sono cresciuto con gli album e la dimensione del singolo, che in questi ultimi anni è tornata a prendere il sopravvento, l’ho sempre trovata un po’ limitante. Questa volta però voglio concedermi un’eccezione e iniziare rendendo merito ai 2Elementi, che qualcuno ricorderà come vincitori di Rock Targato Italia nel 2016, e al loro nuovo singolo intitolato “Alfavil”: un brano che travalica i generi musicale e che, con un linguaggio moderno incentrato su una fortissima verve teatrale impastata di rock, pop e fantasmi “burtoniani”, riesce a scattare una fotografia volutamente caricaturale e per nulla didascalica ma proprio per questo incisiva del tempo presente.

Tornando a parlare di album:

Amerigo Verardi è un artista che ha attraversato da eterno outsider tutta la storia del rock indipendente italiano, dagli anni ’80 vissuti con gli Allison Run fino alle più recenti avventure da solista passando per i Lula negli anni ’90 e un numero considerevole di altre esperienze vissute con una coerenza rara. “Un sogno di Maila”, il nuovo album dell’artista brindisino, è l’ennesimo tassello personalissimo di un percorso importante: un concept album onirico, delicato e fuori moda accarezzato da un vento di psichedelia dal sapore anni ’60 e richiami alla spiritualità orientale.

L’onda del rap” di FarfaMan suona come un concentrato di rabbia in puro stile rap vecchia scuola. Un lavoro che sembra fare un salto indietro nel tempo recuperando il valore del rap come fenomeno di denuncia politica e sociale, ma che al tempo stesso affonda decisamente i piedi nel presente provando a passare come un rullo compressore sulle contraddizioni dei giorni che stiamo vivendo e provando a scagliarvisi contro senza mezze misure.

Gli amanti del rock più puro troveranno sicuramente soddisfazione in “Vita imperfetta”, il nuovo lavoro discografico di Alteria: un concentrato viscerale di suoni distorti, inquietudini ed energia che sa però concedersi anche la giusta dose di delicatezza e intimismo. Un lavoro rock fino al midollo, impastato di modernità e approccio anni ’90, che valorizza benissimo la voce graffiante della cantante e il suo animo da donna rock.

Un po’ rapper e un po’ cantautore pop, ma sempre con un approccio rock e soprattutto con un’indole sincera da narratore di storie di provincia: questa è l’essenza di Francesco Setta. Un’essenza che il suo nuovo album intitolato “Fenice” riesce a fotografare in tutte le sue sfaccettature, oscillando fra delicate canzoni pop e momenti rap intrisi di ombre notturne, catrame e bicchieri di amaro consumati al bancone del bar, ma soprattutto raccontando i chiaroscuri della provincia con una schiettezza degna di nota.

Chiudo i consigli di questo mese di marzo con “Someting stranger”, il primo lavoro che Lorenzo Parisini firma col suo nuovo progetto solista chiamato Bear Of Bombay: un particolare viaggio fra elettronica dal retrogusto anni ’80, atmosfere notturne e una scrittura pop molto curata dal sapore piacevolmente malinconico. Un album intrigante in cui synth, loop e chitarre riescono a sposarsi fra loro creando un impasto sonoro particolare.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

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MOMÒNO: “Lei” il nuovo singolo

“Lei” è il nuovo ipnotico singolo di Momòno, progetto di musica elettronica con una forte componente pop.

 Tra l'elettronica lo-fi e il synth-pop, “Lei” si struttura come una dedica delicata e magnetica, poggiata su una struttura melodica pervasiva. Al centro, ancora una volta, una relazione: in questo caso i pensieri di un uomo, mentre osserva la sua donna in bilico tra il sonno e la veglia.

 Momòno nasce nel 2020, in pieno lockdown, col desiderio di produrre musica a 360 gradi senza alcun limite di genere. Originario di Viterbo, Edoardo De Santis, in arte Momòno, si occupa sia della scrittura che della produzione dei propri brani. Francesco Di Marco della finalizzazione.

 I brani sono composti, mixati e masterizzati presso lo studio 8hertz audio di Viterbo. Il live prevede la partecipazione di un terzo elemento, due batterie, drum machines, voci e synth.

 Ascolta il brano su Spotify: https://open.spotify.com/track/42Pv1JF46gIhnaugBDAPny?si=f067a41279104d21

Momòno parla di “Lei”

“Lei” è una sottile linea tra sogno e realtà: Il brano comunica atmosfere scure e allo stesso tempo calde grazie alla forte saturazione del pezzo stesso. Parliamo ancora una volta di rapporti particolari, ma questa volta più direttamente e in maniera più semplice, aggiungendo atmosfere ballabili, bassi importanti e batterie distorte.

https://www.facebook.com/momonomusic/

https://www.instagram.com/momonomusic/

 

Giulia Villani 

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