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GLI ARTISTI ITALIANI COME NESSUNO VI RACCONTA

GLI ARTISTI ITALIANI COME NESSUNO VI RACCONTA

Diario di una serata di festa, arte, musica e contaminazione: il 12 dicembre al Legend di Milano.
articolo di Roberto Bonfanti

È difficile trovare la lucidità per raccontare in modo razionale qualcosa di cui si è stati parte integrante. Per fortuna però ciò che è accaduto il 12 dicembre al Legend di Milano non è stato un evento come gli altri ma una vera e propria festa all’insegna dello scambio di esperienze, della contaminazione artistica e della condivisione. E una festa, per definizione, non richiede lucidità.

L’onore e l’onere di rompere il ghiaccio in questa particolare serata sul palco dell’ultimo tempio del rock milanese tocca a Jack Anselmi che, armato solo della sua chitarra, mette in fila tre dei sui brani dal gusto folk capaci di miscelare ironia, intimismo e argute osservazioni sociali. La data del 12 dicembre nella città di Milano non può però certo slegarsi dall’anniversario della strage di piazza Fontana, e proprio di questo sceglie di parlare Paolo Pelizza nel suo monologo profondo, sincero e privo di retorica. Alia porta con le sue canzoni una ventata di delicatezza pop e raffinatezza poetica proprio prima della parentesi letteraria fuori dagli schemi di Massimiliano Morelli impegnato nella lettura di poesie tratte dal suo ultimo libro e da quello in prossima uscita di Tony Balsamo, per poi tornare alla musica pop con l’esibizione di Andrea Devis e la sua performance vocale d’alta scuola.

Il sottoscritto ha scelto, per una volta, di lasciare da parte le proprie storie per rendere omaggio con la propria esibizione ad alcuni personaggi chiave della storia del rock italiano, mentre la sferzata d’energia la danno Massimo Francescon e la sua band con un set compatto e trascinante fatto di melodie lineari, riflessioni personali e impegno sociale. La chiusura dei giochi spetterebbe di diritto ai Lo Stato Delle Cose in quanto vincitori dell’ultima edizione di Rock Targato Italia ma, dopo il loro set in veste insolitamente minimale che dona ai brani un gusto meno new-wave e più cantautorale, è un ospite a sorpresa a prendere possesso del palco: il cantautore Guajiro con le sue canzoni profumate di sudamerica.

A completare l’opera c’è infine il pittore Giò Manzoni che accompagna tutte le esibizioni realizzando un dipinto in tempo reale. Al di là della cronaca nuda e cruda, però, uscendo dal locale a fine serata ciò che resta è la sensazione di avere davvero preso parte a una festa in cui ognuno degli invitati ha voluto condividere con tutti gli altri un pezzetto della propria arte dando così vita a un fantastico caleidoscopio in cui diverse sensibilità e diverse forme d’espressione hanno voluto fondersi nel modo più sincero e puro possibile.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

 

BLOG www.rocktargatoitalia.eu

@francesco Caprini - Ufficio stampa @DivinazioneMilano

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