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Frank Zappa, vita e morte di un genio

Frank Zappa, vita e morte di un genio

È difficile, se non impossibile, sintetizzare la vita di un genio musicale come Frank Zappa in una serie di parole. Anche perché, per citare un aforisma dello stesso musicista di Baltimora, "Parlare di musica è come ballare di architettura". E se la musica in questione è quella di Frank Zappa, probabilmente ha ancora meno senso parlarne o cercare di categorizzarla: nella sua lunga e intensissima carriera Zappa ha esplorato e ibridato rock, progressive, jazz, classica contemporanea, satira, cabaret e mille altri cosiddetti generi musicali, ottenendo sempre un risultato originale e personalissimo, impossibile da racchiudere in categorie preconcette.

Il suo stile ha influenzato centinaia di musicisti, compresi quelli che sono considerati a loro volta i più grandi geni del '900: basti citare i Beatles, che presero spunto dagli album dei The Mothers of Invention, primo gruppo di Zappa, per la stesura del loro capolavoro Sgt. Peppers Lonely Hearts Club Band; o Pierre Boulez, che lo definì "Una colonna portante nel tempio della musica".

La carriera di Frank Vincent Zappa (Baltimora, 21 dicembre 1940 - Los Angeles, 4 dicembre 1993) iniziò nel 1966 con il celebre album Freak Out, ai tempi in cui capitanava i Mothers of Invention. La poliedricità e creatività del giovane compositore e chitarrista erano già estremamente mature e consolidate, infuse in un album che mischiava tutti i generi dell'epoca con un distacco ironico che portava la sua musica oltre le categorie musicali, nella pura sperimentazione. La vena sperimentale di Zappa continuò lungo tutta la sua produzione, portandolo a toccare vette musicali mai più eguagliate e sviluppando negli anni uno stile musicale basato su un estremo virtuosismo ritmico e melodico, unito a testi umoristici satirici e graffianti. Il tutto era finalizzato ad una teatralizzazione mimica sul palco, in cui Zappa dirigeva la musica mimando letteralmente i testi, utilizzando i musicisti per gag e scenette.

Inutile soffermarsi su album particolari, anche perché fu un musicista capace di sfornare una media di 3 album in studio all'anno, per un vertiginoso totale di 60 album in studio, che sono probabilmente solo una parte del materiale composto in vita da Zappa: più di 20 album postumi sono già stati pubblicati raccogliendo materiale inedito.

Oltre ad essere un fenomenale sperimentatore e compositore, era anche un eccellente chitarrista, dallo stile estremamente riconoscibile per il virtuosismo e la particolarità delle armonie utilizzate. Negli ultimi anni di carriera si dette alla composizione di musica classica contemporanea, utilizzando il Synclavier, un campionatore digitale di suoni, per creare parti complessissime e dal suono molto mirato. Impossibile non chiedersi come Zappa avrebbe usato il computer per le proprie composizioni, se un tumore alla prostata non lo avesse portato via nel 1993.

Moltissimi musicisti hanno dichiarato apertamente di essere stati fortemente influenzati da Frank Zappa: per restare in ambito italiano, Elio e le Storie Tese si considerano dei figli minori del genio zappiamo, mentre Caparezza ha dichiarato di riprendere il proprio look e parte della propria musica da Zappa, che considera "un genio". Anzi di più: "Dio si chiama Zappa, Frank Vincent" (cit. da La rivoluzione del sessintutto).

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