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Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti

Era il 1991 quando il Rolling Stone, storico locale milanese che ha accolto dagli anni ’80 le vibrazioni del rock e della scena musicale indipendente, accoglieva ancora una volta Rock Targato Italia e i suoi ospiti, tra cui gli Skiantos e lo “sbarbo” ribelle Freak Antoni.

Bologna era la sua città e di essa era stato in grado di cogliere e interpretare il fermento di fine anni ’70, della contestazione giovanile, delle radio libere e della rottura con un canone della canzone italiana quando “l’impegno” che fino a pochi anni prima era stato una ventata fresca era ormai diventato moda.

Lui con il suo gruppo ha scelto di fare lo “stupido”, anzi di essere intelligente e usare l’ironia e la dissacrazione in un modo insolito e quasi surreale, una poetica con cui inaugurano quasi un nuovo filone, quello del punk/rock demenziale, anzi fu il primo prodotto italiano dell’ondata punk che veniva da Londra abbattendo i capisaldi ideologici e cantautoriali che dettavano legge.

Osare non solo a livello musicale, ma anche nei concerti con vere e proprie performance che come la loro musica spezzavano il pubblico tra lanci di verdura, spaghetti cucinati sul palco e offese non hanno mai contribuito a far diventare Freak Antoni e gli Skiantos un gruppo di successo di massa nonostante l’influenza sulla musica e sulla società e i numerosi epigoni. “35 anni di insuccessi” per uno che aveva intuito e incarnava il presagio di impotenza e inutilità tipico degli anni successivi e che non si era mai risparmiato come cantante, scrittore, attore(Jack Frusciante è uscito dal gruppo)  e performer.

https://youtu.be/KD-Y_n28ey0?list=PL0eAUvusIyUCrfOzp_z1twtiJU03CFC8P

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YAMAHA MUSIC FOUNDATION a Montecarlo

Cifre importanti sono emerse durante la conferenza stampa tenuta a Montecarlo dai vertici della Yamaha Music Foundation.

Iniziata nel 1954 in Giappone la scuola Yamaha è strutturata per l'insegnamento musicale per bambini e adulti, con metodo che incoraggia la conoscenza, l'abilità, la tecnica, lo spirito collettivo, la performance. Oggi è un network diffuso in oltre 40 stati nel mondo che raggiunge 700.000 studenti e 20.000 insegnanti. I corsi per bambini hanno la particolarità di impiegare un metodo basato e retto su tre pilastri importanti: comprendere ogni elemento musicale, l'età e il tempo di apprendimento dei singoli allievi e le lezioni di gruppo. I corsi per adulti sono orientati per emergenti, che lo fanno per hobby, e per musicisti interessati a superare i propri livelli di preparazione. Una didattica per solisti, band, vocal/coro, strumentisti, attenta alla valorizzazione della creatività e alla sensibilità delle proprie esigenze. 

Di pari passo fa seguito lo sviluppo fisico e mentale degli allievi nelle loro performance musicali e strumentali, assistiti sempre dall'insegnante ma anche con materiali didattici particolarmente curati e professionali che contribuiscono alla conoscenza musicale. Una filosofia operativa incoraggiante. 

Gli insegnanti delle Scuole Yamaha sono di prima categoria per la loro formazione musicale e capacità di alto livello formativo. A seguito di corsi di formazione basato sul metodo e della filosofia educativa di Yamaha Music Education System sono a tutti gli effetti insegnanti della Yamaha Music School

Uno dei risultati della ricerca e della pedagogia delle scuole musicali ha portato alla realizzazione del JOC Junior Original Concert dove in modo semplice si crea la possibilità di far suonare gli allievi davanti ad un pubblico reale, autentico. 

Appuntamento è per sabato 13 febbraio al Theatre Princesse Grace di Monaco.

Francesco Caprini

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Fabrizio, la poesia e la civiltà

La varesotta Busto Arsizio stasera ospiterà al Cinema Teatro Manzoni un omaggio a Fabrizio De Andrè con lo spettacolo musicale “Fabrizio, le donne e l’amore” in cui Michele Ascolese riporterà il rapporto del cantautore con il mondo femminile, basandosi sulle sue musiche. Uno dei tanti omaggi se si pensa che le sue poesie verranno cantate anche in Piazza Duomo il 18 febbraio in occasione del suo compleanno.

Poesie le abbiamo chiamate perché è di questo che si tratta, entrate anche in antologie scolastiche di letteratura; un chansonniere che attinge da fonti disparate: ballate medievali provenzali, canti di pastori sardi, Cecco Angiolieri, Baudelaire; jazz, la canzone esistenzialista francese e Georges Brassens con la sua vita sregolata e le canzoni da lui tradotte.

Mai individualista, ma un individuo sociale, un anarchico che nel vero senso della parola confidava nella capacità o meglio nella civiltà sua e altrui di governarsi per conto proprio, niente di più; sostenitore di una convivenza sociale che ritrova autentica nella parte umiliata ed emarginata della società, quel sottobosco di prostitute, ribelli, indesiderati e vinti le cui dolorose realtà con l’ironia tagliente del “Faber” sfidano l’arroganza di potenti e finti “benpensanti”.

Canzoni che indicano una strada, che seducono con parole ferme e franche e che in quasi 40 anni di attività artistica hanno rinnovato profondamente la musica italiana insieme a Tenco, Gino Paoli che come lui erano esponenti della scuola genovese.

Estroverso e fuori dagli schemi, timido col pubblico; canta filastrocche che parlano di attualità, politica, aborto, omosessualità, non violenza, pacifismo; metafore di libertà e riscatto senza giri di parole che l’hanno reso uno dei più grandi cantautori italiani.

"Creuza de mä", uscito nel febbraio ’84, porta nelle hit parade canzoni scritte interamente in genovese recuperando le radici e i ritmi mediterranei e in controtendenza rispetto alle aspettative è diventato una pietra miliare della musica degli anni ’80 con le sue storie di un altrove. Un successo riconfermato anche nel 2004 quando Mauro Pagani ha reinterpretato l‘album, come sempreverdi sono tutte le poesie di Faber

« De André non è stato mai di moda. E infatti la moda, effimera per definizione, passa. Le canzoni di Fabrizio restano. » (Nicola Piovani) 

https://youtu.be/Mq1wJcQlDZY

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European Junior Original Concert

Sabato 13 Febbraio 2016 - ore 17.00

Theatre Princesse Grace - Montecarlo

Il Junior Original Concert è una manifestazione organizzata da Yamaha Music Europe e Yamaha Music Foundation ed è giunta alla nona edizione.

Si tratta di un concerto davvero speciale che ha per protagonisti giovanissimi compositori di musica che eseguono brani da loro composti.

Sono allievi dei corsi musicali Yamaha e provengono da tutta Europa.

Durante il concerto si ascolteranno infatti le composizioni di bambini e di ragazzi provenienti dalle scuole Yamaha di Francia, Germania, Spagna, Italia, Inghilterra e Svezia.

E’ dal 1972 che Yamaha organizza questo genere di concerti in tutto il mondo.

Sviluppare la creatività e la capacità di comporre la musica è infatti una delle caratteristiche fondamentali del sistema di educazione musicale che Yamaha ha sviluppato in moltissimi paesi.

Del Junior Original Concert ci sono varie versioni: c’è quella internazionale, che si tiene ogni anno a Tokyo, quella europea, con concerti che ogni anno si spostano nelle varie capitali europee e quest’anno l’onore di ospitarla è toccato a Montecarlo. 

Il Junior Original Concert non è un concorso o una gara: vuole semplicemente offrire a questi ragazzi l’opportunità di presentare le loro idee musicali e di esprimerle davanti al pubblico.

Si ascolteranno musiche per pianoforte, brani arrangiati per varie formazioni di musica d’insieme e per la voce.

I generi musicali affrontati sono molto diversi tra loro, ma in tutti i brani c’è una storia, ci sono dei sentimenti, ci sono delle emozioni espresse attraverso la musica. E tutti questi ragazzi, attraverso la loro musica, vogliono raccontarci qualcosa.

Nel web:

https://www.facebook.com/YamahaMusicSchoolOfficial/

http://it.yamaha.com/sp/music_education/music_school/

Info e cartella stampa:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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