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L'alternativo originale di Ryan Adams

Ryan Adams è nato esattamente 41 anni fa. Chitarrista e cantautore statunitense che sin dai suoi esordi non lo si è mai potuto definire il prototipo del cantante americano. Un artista che si distanzia dalle comuni logiche di mercato sia per riguardo al concetto di uscite discografiche, in una decina d’anni ha pubblicato infatti 13 EP, sia perché questo rocker suona esclusivamente per passione.

Una passione, quella per la musica, che lo porta a suonare pezzi propri e al contempo a realizzare remake molto personali di singoli di artisti all’apice delle classifiche, tra gli ultimi "1989" di Taylor Swift.

Un rocker veramente bulimico, che transita tra le soglie raffinate dell’alternative country e quelle del rock d’autore dando sfogo alle anime del suo talento compositivo.

Ha esordito nel 1994 con i Whiskeytown, la sua prima band, per poi dedicarsi alla carriera solista debuttando nel 2000 con "Heartbreaker" e collaborando in moltissime occasioni con i The Cardinals. La sua voce gli diede la nomination al Grammy nel 2002 per la canzone "New York New York", il cui video venne registrato l’anno precedente pochi giorni prima dell’attentato dell’11 settembre con le Torri Gemelle visibili alle sue spalle.

Paragonato a Wayne Coyne dei Flaming Lips e Beck che hanno reinterpretato Beatles, Velvet Underground e INXS, ha coverizzato l’album "Is this it" degli Strokes, oltre a incidere album ha fatto comparse tv, è anche autore di canzoni inserite nel film di Cameron Crowe "Elizabethtown" e insieme ai The Cardinals ha compiuto un tour come spalla degli Oasis.

Rocker naturale non disdegna l’eleganza country, le contaminazioni elettroniche si dimostra un artista alternativo e anticonformista se si pensa alla logica fortemente commerciale che ormai permea il mondo dell’arte in generale e quindi anche della musica e tutti coloro che ad esse si dedicano.

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75 anni di Rumoroso Silenzio per Art

100.000 copie a soli 16 anni. Di chi stiamo parlando? Art Garfunkel e l’amico d’infanzia Paul Simon.

I due vivevano a Forest Hills a pochi isolati di distanza, frequentavano le stesse scuole elementari e durante la High School si presentarono al pubblico come Tom&Jerry, dalla evidente ispirazione al duo della Warner Bros.
Ma erano giovani, forse fin troppo, e nonostante il successo riscontrato i due artisti si separarono per un percorso individuale universitario che li spinse uno alla Columbia University e l’altro al Queens College. Ma la separazione non durò poi molto e, finiti gli studi, i due ripresero la propria collaborazione nel ’64, quando produssero l’album "The Sound of Silence", stavolta con il nome Simon&Garfunkel, la più semplice unione dei cognomi dei due artisti. Ma il connubio durò poco, anche per lo scarso successo dell’album, e di nuovo i due si divisero, non sapendo che di lì a poco sarebbe stato il loro produttore Tom Wilson a farli conoscere in tutto il mondo. Spinto dalle richieste del pubblico che iniziava a richiedere il singolo "The Sound of Silence" in radio, Tom aggiunse di propria iniziativa alla base acustica del brano le tracce di chitarra elettrica e batteria, creando il primo vero brano folk rock. Il singolo nella sua nuova versione scalò le classifiche, arrivando a toccarne la vetta nel Capodanno del 1966 e guadagnandosi il titolo di una delle canzoni più conosciute e replicate al mondo. Usata come colonna sonora di film come Il Laureato e Watchmen, nel 2011 una sua struggente versione acustica eseguita dal solo Paul Simon emozionò tutto il Ground Zero Memorial nel decimo anniversario dall'attentato al World Trade Center.

Come una coppia tormentata di innamorati, nonostante il successo mondiale e duraturo della canzone che li ha fatti conoscere al mondo, Simon e Garfunkel si sono lasciati e ripresi un numero fin troppo alto di volte, riuscendo a trovare finalmente la pace nel 2003, dopo la consegna del Grammy Award Alla Carriera, quando, insieme, condussero un tour lungo più di un anno, senza sfociare in liti o discussioni e riempiendo i posti più evocativi del mondo con le proprie tappe, da Central Park fino al coronamento ai Fori Imperiali di Roma, dove si stimò la presenza di una cifra attorno alle cinquecentomila persone. 

La carriera solista di Garfunkel non è stata, probabilmente, ricca di successi come quella del compagno di avventura, ma entrambi sono stati e sono fondamentali l’uno per l’altro. Con le loro divergenze, con i loro litigi, con le separazioni e i ritorni, i due amici sono insieme da quasi 70 anni e non sembrano poi così intenzionati ad abbandonare totalmente le scene. Chissà che, dopo dieci anni dall’ultima volta, non decidano di fare un altro ritorno di tutto esaurito in Italia.

Rock Targato Italia ricorda il duo, la bellezza atterrante del loro più grande successo "The Sound of Silence", per festeggiare il settantacinquesimo compleanno di Art Garfunkel.

The Sound of Silence - 1964

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Because the night belongs to us, Sonic.

Siamo a Detroit, la Motor City, esattamente a Lincoln Park, quando nel lontano ’64 un gruppo di liceali ancora lontani dalla maggiore età si unisce per creare quella che sarà una delle band pioniere del punk rock e dell’heavy metal. Gli MC5 –i cinque della Motor City– portano la celebrazione della sacra trinità sesso, droga e e rock&roll a un livello superiore, fatto di sfrontati testi rivoluzionari e politicamente scorretti. Nel ’69 esce il primo album live del gruppo "Kick Out The Jams" il cui successo economico è imbarazzante, quasi inesistente, ma che diventerà con il tempo una delle pietre miliari del genere punk. L’influenza che, non solo questo album, ma l’intera impronta del gruppo, lascia nella storia del rock è importante, così tanto da gettare le basi per lo stile e l’ispirazione di gruppi come Sex Pistols, Ramones, Rage Against the Machine, Hellacopters e Dead Kennedyes, spaziando dal punk all’hardcore, dal rapcore/funk metal al garage rock.

E fu a soli 15 anni che Fred Smith diede vita, con la propria chitarra ritmica, al trio centrale che componeva gli MC5, e al doppio dell’età che sposò la cantante Patty Smith con cui aveva molto collaborato, aprendone i concerti dopo lo scioglimento della propria band. Il chitarrista e bassista fondò, nel frattempo, un nuovo gruppo, Sonic's Rendezvous Band, che produsse, però, un solo LP prima di sciogliersi. Ciò non lo escluse certo dalla scena musicale. Non solo contribuì di primo pugno all’album della moglie "Dream Of Life", ma fu egli stesso l’ispirazione, la musa, del brano "Frederick" e dell’intero album "Gone Again" (1996) composto dopo la sua morte.

Le strade di Detroit ne avevano visto la nascita e le medesime ne videro, purtroppo a soli 45 anni, il 4 novembre 1994, la dipartita per un attacco cardiaco. Ma quelle stesse strade che gli conferirono negli anni il successo e l’apprezzamento che il mondo solo posteriormente gli riconobbe, portano ancora fra le proprie mura le note della chitarra dell’uomo a cui Patty Smith cantava dolcemente “Take my hand as the sun descends…” (Because the Night).

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The Adamant Adam Ant

Chi non conosce i Nirvana o Robbie Williams? Ma conoscete invece Adam Ant e i suoi Adam and the ants?
Se la risposta è no è il momento di rimediare, dato che sono stati proprio loro a ispirare suoni e look con le proprie esibizioni, tutto fuorché classiche e ignorabili.
Adam Ant, al secolo Stuart Leslie Goddard, nacque a Londra esattamente 61 anni fa, e prima di riuscire a sfondare dovette farne di strada. Diede vita alla band degli ants nel 1975 ma i primi anni furono purtroppo poco redditizi, almeno economicamente parlando. La critica non apprezzava l’estro dei testi del gruppo, troppo feticisti, troppo punk, troppo dark e glam rock, e le case discografiche si rifiutavano di portare avanti una band così poco amata per più di un demo. Un periodo difficile per il frontman, che vide i musicisti arrivare e tornare via, intercambiarsi rendendo decisamente instabile la formazione della band.
Ma fu con l’arrivo dell’ennesimo membro che le cose presero una direzione ben diversa per quel gruppo appoggiato solo dai fan, un fiume ben fornito di Antpeople che, purtroppo, dimostrava come il successo non bastasse senza l’appoggio di una casa discografica e di un produttore che si potesse occupare di dare una mano al giovane londinese. Marco Pirroni, figlio di immigrati italiani, fu la chiave di volta che supportò Adam nel percorso artistico non solo della band ma della sua futura carriera da solista.
"Kings Of The Wild Frontiers" fu il primo album prodotto e commercializzato dalla Sony Music Entertainment e fu subito successo. Sbancò nel Regno Unito e proiettò gli Adam and the ants in prima linea nel New Romantic movement, con il suo mood New wave e il suo aspetto dandy che stregò gli ascoltatori di tutto il mondo, sfornando singoli da top ten uno dietro l’altro nel 1980. Ma il culmine arrivò l’anno successivo con l’album "Prince Charming" e i continui passaggi sul canale di MTV con video innovativi e dal sicuro approccio sul pubblico. Le atmosfere evocative di pirati e furfanti dandy, come si definisce lo stesso Adam nel testo di "Stand and Deliver", portarono alla nomination nel 1982 per il Grammy Awards come Miglior Artista Emergente. Un successo fermato sul nascere poiché la band si sciolse subito dopo, negando la possibilità alle proprie sonorità glamour e punk di evolversi totalmente.
La carriera di Adam non si fermò, sfociando in progetti da solista dei più disparati, dall’approccio con il dance a quello con le ballad, che qualche maligno ha definito in seguito da “nightclub”.

E, nonostante l’allontanamento dalle scene per più di dieci anni a causa di un disturbo mentale, nel 2013 l’eclettico e trasformista pirata si è di nuovo affacciato sulle scene, con un nuovo album, con la nuova collaborazione con Pirroni, con una serie di tracce ispirate ad ogni singolo momento della propria più che controversa carriera. E non è tutto, malgrado la critica non sia mai diventata completamente entusiasta, ed MTV abbia spinto il pubblico selettivo e a tratti snob americano a non seguirlo più già dagli anni ’80, Adam Ant inizierà un nuovo tour in Gran Bretagna nel maggio 2016, riproponendo l’iconico album che lo portò al successo: "Kings Of The Wild Frontiers".

Quindi tanti auguri da Rock Targato Italia a uno dei dandy membro del corredo di personaggi estrosi di cui si fa vanto l’Inghilterra, e un in bocca al lupo per questa nuova avventura che, dopo anni, lo riporterà a contatto con un esercito di Antpeople che si è dimostrato, come da nome, Adamant.

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