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Articoli filtrati per data: Novembre 2017

Giulia Innocenzi - Vacci-nazione - Oltre ignoranza e pregiudizi, tutto quello che davvero non sappiamo sui vaccini in Italia

"Dopo la sentenza della Corte Costituzionale e l’apertura dell’indagine da parte della Procura di Roma, conoscere l’iter che ha portato all'approvazione della legge sui dieci vaccini obbligatori diventa ancora più importante. Perché un conto sono i vaccini, una delle scoperte più considerevoli della medicina, e un conto è la politica sanitaria a essi legata. Che può e deve essere indagata e, se ci sono i presupposti, legittimamente criticata"  Giulia Innocenzi

«8 luglio 2017, 15.000 persone a Pesaro: militanti del movimento NO–VAX, ma anche famiglie con bambini, medici e semplici cittadini, tutti lì a manifestare contro il decreto in discussione in Parlamento. Mi aspetto che una partecipazione così massiccia finisca sulle prime pagine di tutti i quotidiani e in apertura di tutti i tg. Invece nulla. Silenzio. Perché tutta questa reticenza? Decido di indagare. La mia inchiesta parte da qui. Ma questa storia in realtà comincia nel 2014…»

È la voce della stessa autrice che ci riporta all’anno durante il quale l’Italia è diventata la nazione capofila a livello mondiale delle strategie vaccinali. Per quale motivo si è passati da 4 a 10 vaccini obbligatori, quando metà dei Paesi europei non ne ha nemmeno uno? Lo si è fatto sulla base di una vera emergenza? Quali sono i dati medici ufficiali sulle reazioni avverse? Perché il ministro della Salute Beatrice Lorenzin nega l’esistenza dei danneggiati da vaccino, quando il suo stesso ministero eroga più di 600 indennizzi? Le autorità che hanno adottato il piano vaccinale erano davvero completamente libere da conflitti d’interesse? In un’inchiesta scottante sulla notizia che ha occupato le cronache durante l’ultima estate e di cui si discuterà ancora di più nei prossimi mesi, usando come fonti soltanto documenti ufficiali e le riviste scientifiche più autorevoli, Giulia Innocenzi affianca medici, scienziati, politici, giuristi e semplici padri e madri di famiglia per cercare di dare risposte attendibili e serie a questi e a tanti altri quesiti. Perché è sempre il momento giusto per porsi delle domande sulla nostra salute e su quella dei nostri figli, ed è obbligatorio scavare sotto la superficie della notizia senza pregiudizi. E perché solo una maggiore consapevolezza può garantire la libertà delle nostre scelte. E il nostro futuro.

Giulia Innocenzi è nata a Rimini nel 1984, da madre inglese e padre umbro. Giornalista e conduttrice televisiva, collabora con Michele Santoro dai tempi di Annozero. L’ultimo suo libro pubblicato è Tritacarne (Rizzoli, 2016, finalista al Premio Caccuri e al Premio Estense) sugli allevamenti intensivi, al quale è seguito su Raidue il progetto televisivo parallelo Animali come noi. Dall’estate 2017 è direttrice di Giornalettismo.com, una dinamica «testata su esseri umani».

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Open Call studi in condivisione presso VIR | gennaio - aprile 2018

Open Call Studi in condivisione a VIR Viafarini-in-residence, Milano

Viafarini da gennaio ad aprile 2018 offre l'opportunità di condividere lo studio in via Carlo Farini 35 a Milano.
L'opportunità è aperta a quegli artisti che sono interessati, oltre a uno spazio di lavoro e di promozione della propria ricerca, a un’esperienza di condivisione di progettualità e competenze.

A ogni artista invitato è chiesto un contributo alle spese di 200 euro al mese, a parziale copertura dei costi di gestione dello spazio in condivisione.
Questa opportunità non comprende l’alloggio in residenza.

Viafarini ha a disposizione appartamenti in residenza nello stesso stabile, chi fosse interessato è pregato di specificarlo, considerando un costo aggiuntivo di 700 euro al mese.

Viafarini concorda con gli artisti invitati l'acquisizione di uno dei lavori realizzati, per il fundraising delle attività dell'organizzazione. 

Candidature:

scandenza invio candidature: venerdì 15 dicembre
inviare una mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. usando come oggetto: "Studi VIR 2018" allegando versione aggiornata del Portfolio comprensivo di CV in formato PDF (max 15 MB).

per informazioni

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T. +39 02 66804473

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GIULIO CAVALLI in ‘MAFIE, MASCHERE E CORNUTI’

Mafie, maschere e cornuti

giullarata antimafiosa
di e con Giulio Cavalli


Le mafie, da sempre, sono un’incrostazione di potere che sopravvive grazie (anche) alla proiezione che riescono a dare di se stesse; ma quanto c’è di vero nella narrazione mafiosa (e di chi nel raccontarla finisce per celebrarla con un concorso culturale esterno) che quotidianamente ci viene proposta? Siamo sicuri che Riina (l’uomo che sognava di mangiare carne, comandare carne e cavalcare carne) potesse tenere da solo sotto scacco un intero Paese? E cosa ci dice lo scalcagnato covo di Provenzano?
Ripartendo dallo spettacolo “Nomi, cognomi e infami” (che ha girato l’Italia per ben 10 anni con oltre 500 repliche complessive) Giulio Cavalli smonta l’onorabilità mafiosa delle nuove leve raccontandone i vizi privati e smontandone l’onore.

Prima milanese - Teatro della cooperativa
28 novembre 2017 - 03 dicembre 2017
05 dicembre 2017 - 06 dicembre 2017

Giulio Cavalli
attore, regista, giornalista e scrittore ha iniziato l’attività teatrale formandosi nella Commedia dell’Arte. Tra i suoi lavori più importanti ci sono Linate 8 ottobre 2001 (che ha debuttato al Piccolo Teatro di Milano), Kabum! (giullarata sulla resistenza
con la regia di Paolo Rossi), Benvenuta Catastrofe (con la regia di Dario Fo). Negli ultimi anni si dedicato al tema delle mafie (dal processo Andreotti, con la collaborazione drammaturgia di Gian Carlo Caselli fino alla vicenda di Marcello
Dell’Utri). Con la giullarata Nomi, Cognomi e Infami (di cui questo spettacolo è la naturale prosecuzione) ha girato i
teatri, le piazze e le scuole in più di 500 repliche.
Ha vinto il premio Fava Giovani nel 2009, il premio Borsellino nel 2012 e il XXIII Premio internazionale Rosario Livatino-Antonino Saetta-Gaetano Costa nel 2017. Scrive per Left, Fanpage e collabora con L’Espresso.
Ha pubblicato libri per Chiarelettere, Rizzoli e Verdenero. Il suo ultimo romanzo è
Santa Mamma in uscita per i tipi di Fandango nel marzo 2017.

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Mostra di pittura: "Luoghi atemporali" -Mostra Personale di Federico Buzzi- a cura di Massimiliano Bisazza

Mostra personale di pittura di: Federico Buzzi

A cura di Massimiliano Bisazza

Apertura :  6 Dicembre 2017 dalle ore 18,30 alle ore 21,00 In mostra fino al 19 Dicembre mattino
Presso: Galleria d'Arte Contemporanea Statuto13 Via Statuto, 13 (corte int.) - 20121 Milano 
Apertura al pubblico: dalle h 11 alle h 19 dal martedì al sabato

 

Federico Buzzi dipinge con intensità e guardando con afflato alla pittura figurativa del passato novecento italiano. Ammaliato dalle atmosfere sospese di Mario Sironi, da quelle metafisiche di Giorgio De Chirico e da quelle surreali di Carlo Carrà.

 

Cresciuto di fronte a una collezione di dipinti del primo Rinascimento e degli anni '20, è senza dubbio rimasto piacevolmente segnato consequenzialmente incuriosito; attratto emotivamente, da quella  figurazione che reputa come l'ultima reale tradizione pittorica italiana: Il Gruppo “Novecento”.

 

I suoi lavori, mai esposti sino ad ora, sono presenti in collezioni private, conosciuti nei circoli intellettuali, tra amici e conoscenti. E' con Galleria STATUTO13 che si presenta l'effettiva possibilità, coadiuvata da una volontà dell'artista stesso, di esporli pubblicamente appannaggio del fruitore.

 

Come si evince nella citazione dell'incipit i luoghi rappresentati nei suoi dipinti sono spesso legati all'attualità di una società malinconica, dove talvolta la solitudine emerge con connotazioni di timore, altre invece con velate introspezioni surreali, atemporali.

 

Le copie dal vero inserite tra contesti urbani e metafisici ci ricordano i corpi dei manichini di De Chirico o le statue greche ed evidenziano quello sguardo volto a stilemi del passato, convincendoci che sia necessario un ritorno a tali ambientazioni, trovandoci in una società contemporanea dove valori e principi  morali sono ormai troppo spesso desueti e dimenticati.

 

Secondo Federico Buzzi difatti l'Arte tradizionale occidentale non è legata a un progresso lineare nel tempo e tanto meno a un fine. Ci troviamo di fronte a cicli, corsi e ricorsi storici dove epigoni e anacronismo fanno da catalizzatori artistici. Un ritorno al passato dunque è auspicabile e quantomeno desiderabile.

 

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Vertigo presenta: MARILYN MANSON: Giugno 2018, il ritorno in Italia!

A grande richiesta, dopo le date di quest’anno, torna in Italia MARILYN MANSON. Il Reverendo proseguirà il tour del suo ultimo album “Heaven Upside Down”, accolto positivamente dai suoi migliaia di seguaci che nelle date precedenti (Roma, Verona e Torino) sono stati in prima fila a cantare tutti i pezzi. 

MARILYN MANSON si esibirà, in data unica, nel 2018, all’Ippodromo Snai San Siro il 19 Giugno.

Ecco i dettagli dello show:

MARILYN MANSON

+ special guest

 9.06 MILANO, Ippodromo Snai San Siro

Apertura porte: ore 18.00

Inizio concerti: ore 19.45

Prezzo del biglietto in prevendita: €38,00+d.p.

Prezzo del biglietto in cassa la sera dello show: €45,00

Pre-sale su marilynmanson.com a partire da adesso.

In vendita su ticketone.it a partire dalle ore 10.00 mercoledì 29 Novembre.

Ricordiamo che i biglietti dei concerti Vertigo sono in vendita esclusivamente sul circuito Ticketone. Eventuali tagliandi in vendita su altri circuiti non sono autorizzati e ci riserviamo il diritto di negare l’accesso.

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SI APRE LA MOSTRA NEL CUORE DI MILANO

Inaugurazione: mercoledì 29 novembre, h. 18.00

Negozio civico Chiamamilano, via Laghetto 2, Milano

OSPITE D’ONORE Elisabetta Armiato

CONDUCE Anna Maria Girelli Consolaro

L’Arte che ti entra nell’anima. Diretta, senza filtri. Un’emozione che erompe splendida e potente, nella sua purezza. Un’emozione che stimola la spiritualità, l’arricchisce, la completa. È l’emozione che nasce, spontanea e immediata, dalle opere di Eugenio Galli, noto al grande pubblico come “l’Artista della Trascendenza”. A grande richiesta, le opere più recenti di Eugenio Galli verranno esposte nel pieno centro di Milano. “L’Arte che ti entra nell’anima” verrà inaugurata mercoledì 29 novembre 2017 alle h. 18.00. Ospite d’onore, l’étoile della Scala Elisabetta Armiato. Conduce l’evento la giornalista televisiva Anna Maria Girelli Consolaro.

Multimaterici, oli, sculture: Eugenio Galli proporrà al suo pubblico le più belle opere realizzate con varie tecniche negli ultimi 10 anni. Ad ospitare la mostra sarà la sede di Chiamamilano(via Laghetto 2): non la consueta galleria, dunque, ma una vecchia casa milanese, un “negozio civico” dove colori, oggetti, pensieri ed emozioni si fondono, dando vita a un ambiente unico nel suo genere.

“Scopo della mostra - spiega Eugenio Galli- è quello di trasmettere emozioni positive in grado di stimolare la spiritualità dell’individuo, indipendentemente dalle tecniche usate”. I visitatori verranno dunque accompagnati lungo un percorso artistico all’interno del quale protagonisti assoluti saranno proprio l’opera e l’osservatore. “Un bel quadro - afferma - deve essere guardato tutti i giorni, per almeno 20 secondi: e quest’atto del guardare l’opera deve suscitare emozioni profonde e sempre nuove, senza mai stancare. Non ha senso acquistare un quadro semplicemente in quanto status quo: l’acquisto va fatto in base all’emozione che quel quadro è in grado di suscitare. Come corollario, naturalmente, c’è il fatto che l’opera acquistata rappresenta anche un investimento economico”. Emblematico il titolo della mostra: “L’Arte che ti entra nell’anima”. Le opere di Eugenio Galli generano infatti un’emozione positiva che dà serenità, tranquillità, libertà; un’emozione che evoca il senso di infinito. Siamo di fronte a un’Arte dalla profonda valenza terapeutica. “Tutto ruota attorno al nucleo della spiritualità- sottolinea l’artista-. A me interessa trasmettere queste emozioni in modo che sia l’osservatore a decidere se l’opera ha valore o meno. Io non voglio stupire, impressionare, denunciare, né tantomeno esprimere i miei sentimenti: voglio, semplicemente, suscitare un’emozione”. Ecco dunque il concetto di Trascendenza, che Eugenio Galli esprime così: “La Trascendenza non prende spunto da elementi materiali, da immagini o elaborazioni mentali né da casualità, ma è l’individuo in quanto essere spirituale che crea, scevro da qualsiasi interferenza. È vero, per fare ciò l’artista deve usare il proprio corpo, gestire i vari attrezzi e materiali: ma questo non è pensiero, bensì unicamente un automatismo che deriva dalla tecnica acquisita. Non si deve quindi confondere questa condizione con la casualità, perché qui abbiamo la consapevolezza dell’essere”.

L’OSPITE D’ONORE DELL’INAUGURAZIONE Elisabetta Armiato, già prima ballerina étoile del Teatro alla Scala e Presidente di PENSARE oltre Movimento Culturale: “La trascendenza di Eugenio Galli esprime e coinvolge l’individuo in un suo spazio d’Arte che lo porta a creare, immaginare e rivestire la realtà con la sua sensibilità”. LA CURATRICE DELLA MOSTRA Monica Marchetti, curatrice della mostra: “Ogni uomo è artista della propria vita, esistono poi uomini che esprimono quell’arte in modo diverso da altri. Con la letteratura, il canto o la musica, la recitazione o la danza, la fotografia, l’architettura, con la pittura o la scultura… È a coloro i quali hanno questa meravigliosa capacità che noi dobbiamo essere grati. Sì, attraverso le loro opere, trova serenità e piacere la nostra anima. Adoro gli artisti perché sono audaci, a volte ci regalano un sogno, altre volte ci insegnano a crescere meglio. L’arte di Eugenio Galli è “delicata”, ti parla sottovoce, è forse questa la sua bellezza. Quando entrai per la prima volta nel suo studio, ciò che più mi colpì fu il suo saper usare il “bianco”. Così bello, così puro e così incredibilmente affascinante da farti immaginare perfino le infinite sfumature di un arcobaleno. Perché l’arte è anche un sogno, è immaginazione. Ed è attraverso quel “bianco” nel suo studio che ho sognato. Quando l’artista esprime la sua creatività, trasmette il messaggio che ha dentro, regalandoti emozioni. Talune forme artistiche sono l’unico linguaggio universale che non ha barriere, non ha confini, quel sublime “codice” comprensibile ad ogni uomo.”

BIOGRAFIA DELL’ARTISTA Eugenio Galli nasce nel 1951 a Seregno (MB), dove lavora tuttora, e vive a Briosco (MB). Sin dall’adolescenza coltiva la passione per la pittura. Terminati gli studi scientifici a Monza, lavora per circa vent’anni nella bottega orafa di famiglia specializzandosi in gemmologia. Dopo aver abbandonato la figurazione, agli inizi degli anni ’90 si sofferma sulla questione della luce approdando ad uno spazio creativo sottolineato da un colorismo fine e sommesso. Iniziano così i suoi cicli astratti, denominati materia e spirito, percezioni universali, iridescenza cromatica, sino ad arrivare alla recente produzione che sfocia in una particolare filosofia alla ricerca dell’universalità spirituale che va sotto il nome di “La trascendenza di Eugenio Galli”. A questa nuova linea pittorica-scultorea appartengono l’elegia del bianco, le opere multimateriche e le sculture in materiali vari, specie in cor-ten. Eugenio Galli ha partecipato a numerose personali e collettive in Italia e all’estero: Roma, Firenze, Milano, Berlino, Lugano, Lione, Budapest, Sharjah (Emirati Arabi) e il Cairo. Sue opere sono conservate in collezioni pubbliche e private, nazionali ed internazionali.

“L’Arte che ti entra nell’anima”

Negozio civico di Chiamamilano via Laghetto 2, Milano

Dal 30 novembre al 9 dicembre 2017 Orari di apertura: da lunedì a venerdì: 10.00-20.00, sabato: 12.00-20.00 Info:

+39.3336212026 +39.3927516394

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È on line nuovo sito di Eugenio Galli: www.eugeniogalli.it

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Teatro Vascello prosa da mercoledì 29 novembre al 10 dicembre 2017 dal martedì al sabato h 21 domenica h 18 La Fabbrica dell'Attore - Teatro Vascello Saved di Edward Bond traduzione di Tommaso Spinelli

Teatro Vascello

prosa

da mecoledì 29 novembre al 10 dicembre 2017

dal martedì al sabato h 21 domenica h 18

La Fabbrica dell'Attore - Teatro Vascello

Saved

di Edward Bond

traduzione di Tommaso Spinelli

 

con Francesco Biscione,  Manuela Kustermann,  Lucia Lavia,

Gianluca Merolli, Marco Rossetti

e con Antonio Bandiera,  Carolina Cametti, Michele Costabile,

Marco Rizzo e Giovanni Serratore

Movimenti Marco Angelilli

scene Paola Castrignanò

costumi Domitilla Giuliano

luci Valerio Geroldi

consulenza musicale Fabio Antonelli

scenografo collaboratore Paolo Ferrari

aiuto regia Maddalena Serratore e Antonio Bandiera

foto  Pino Le Pera

regia di Gianluca Merolli

progetto sostenuto e finanziato da:

Saved (Salvati) è una denuncia contro quel capitalismo che ha generato una politica colpevole di aver consapevolmente diseducato una società ormai vittima e carnefice di se stessa. La storia narra le vicende di una famiglia e parallelamente di un gruppo di giovani, tutti in qualche modo colpevoli della morte di un neonato, tutti alle prese con la loro desolata vita quotidiana. Una vita ai margini, in un mondo alienato.  Nel 1965 Bond ritrae uno spaccato della periferia londinese, che non sembra distante dalle dinamiche presenti tra le strade e i vicoli delle nostre città, dove non ci sono buoni o cattivi, ma uomini e donne che non hanno ereditato gli strumenti per attuare una scelta positiva. Si è smarrita l’innocenza e l’unico mezzo che si conosce per trovare un posto nel mondo è la crudeltà. L’innocenza potrebbe ricordarci ciò che siamo stati da bambini e, dunque, non ci rimane che lapidarla. Saved è quel momento preciso in cui ti accorgi che “la pietra” scagliata è passata per le tue mani. 

Per alcune scene particolarmente crude si consiglia lo spettacolo a un pubblico adulto.

Note di regia

Un neonato viene lapidato in carrozzina per mano del padre e dei suoi amici. Qualcuno disse che un’opera teatrale, per essere memorabile, debba avere una trama riducibile a poche parole. Saved di Edward Bond sta alla regola e ne esalta   il principio, lasciando attorno a questo nucleo drammaturgico il vuoto più desolato. Non è un testo psicologico, in cui rintracciare i processi mentali che portano al delitto efferato, tanto meno un testo morale, in cui ricercare le ragioni del singolo in relazione alla comunità. E’ una tragedia le cui domande hanno una matrice fortemente politica. Non ci sono buoni e cattivi, ma uomini e donne che non hanno ereditato gli strumenti per attuare una scelta positiva. Abbiamo smarrito l’innocenza e l’unico mezzo che conosciamo per trovare il nostro posto nel mondo è la crudeltà. Confrontarci con l’innocenza ci farebbe ricordare ciò che siamo stati e che ora non siamo più e, per questo, la lapidiamo. Si può distruggere facilmente qualcosa che non ci appartiene, che non ha storia nè nome. Come, ad esempio, quel bambino appena nato da Pam, che nessuno chiama mai per nome e che ha voce solo per piangere, non ancora per parlare. Usiamo la violenza per continuare a sentirci umani, vivi. L’instancabile denuncia di Bond contro il capitalismo ha un incipit feroce : questo suo secondo testo, il resoconto di un atto disumano che è solo l’apice del percorso di disgregamento dell’”umanezza”.

Letteratura della crudeltà che, in quanto assolutamente nera, possiede intrinsecamente il suo contrario. Le porte delle tenebre sono state spalancate, l’agguato è stato teso, eppure l’uomo viaggia col suo fagotto d’umanità. Mostrando anche quella tenerezza che nasce dalla desolazione, dal mancato tendere alla Beatitudine, all’Ordine, alla Bellezza.

Questi personaggi non appartengono al museo degli archetipi greci, ma discendono da essi. Come la rabbia moderna discende dalla tragedia classica.  Non sono re o regine e non nascono predestinati, ma monchi sì. Poveracci che percorrono distanze sterminate, senza mai muovere un passo, ciascuno nel suo abisso. Quell’agire è vuota passività che si autodistrugge, è l’indomabile vitalità   del branco, che induce gli uomini a deresponsabilizzarsi e a pompare   aggressività, grazie all’anonimato che il gruppo promette. Ma non è tempo di mantenere promesse. Alienati, siamo tutti a rischio di essere vittime di un carnefice che ha il nostro stesso profilo. Quel branco non ha segreti da svelare, non ha percezione del futuro e quindi nulla da costruire. Nella Londra di Bond, prima del Thatcherismo, i ragazzi del branco non superavano i venti anni. Oggi la cronaca  ha alzato la loro età media, quei non-ancora-uomini hanno trent’anni, spesso  anche quaranta.

Saved è scritto in cockney, il “dialetto” della periferia londinese, della classe operaia più umile. In una lingua fatta di dialoghi fitti, di battute brevissime e spesso sgrammaticate, si intravedono personaggi che invertono il mito edipico. Non un figlio che uccide il padre ma un padre che uccide il figlio, appena nato. E il ruolo della malasorte, degli dei, è assegnato al potere mancante: i genitori. I figli hanno “bruciato” la casa paterna, per cercare un’ipotesi di giustizia tra le rovine, ma madri e padri non hanno insegnato loro come ricostruirla. Harry e Mary, nonni negligenti del bimbo ucciso, avrebbero dovuto indicare alla figlia Pam una strada possibile per il riscatto, mutare le incapacità in risorse e non instillare il terrore dei rapporti familiari. Avrebbero dovuto essere un esempio anche per Len e Fred. Ma giocano la parte dell’autorità inadempiente, che non ha i mezzi per assolvere al proprio ruolo etico. I genitori come i politici, i militari, la scuola, i giornalisti, i teatranti dovrebbero guidare le nuove generazioni perchè si rinasca, perchè ci si salvi. Ci si salvi da un’imminente apocalisse fatta di cose e cose, di tutto e subito, di immemori e dimenticati, di io e io, di illegalità, di solo presente senza futuro e passato.

Credere per ripartire, col naso in su, per cercare tracce di un dio disperso e direzioni nuove da intraprendere.

Saved, del ’65, ha contribuito a sancire la fine della censura teatrale inglese. Saved è, dunque, un punto di non ritorno nella storia del teatro.

Saved è quel momento preciso in cui ti accorgi che “la pietra” scagliata è passata per le tue mani.

Non c’è compassione, solidarietà, giustizia. Neppure rimorso. Non c’è neppure un finale tipico, se non una scena di muta quotidianità, che lascia un senso di incompiutezza, uno spiraglio qualunque per spingere il pubblico a chiedere, a mettere in discussione. Ecco forse la speranza. Sin dal titolo è chiaro: qualcuno o qualcosa si salva. Chi? E dove scovarlo? Nell’incontro sincero? Nel silenzio che produce pensiero? Nel congedo da una prospettiva letale? Nelle instancabili domande di Len? Nell’atto di aggiustare qualcosa, una sedia rotta ad esempio, e ripartire da lì, dall’agire? Nel teatro che pone domande?

Gianluca Merolli

 Ora gli uomini della vita di oggi, i giovanotti dalle braccia come querce,ingegneri rotti all’elettronica e all’automazione, non hanno tempo nè voglia di muoversi per un morto. Non fanno una piega per l’uccellino strangolato, nè per il gatto spalmato come burro sull’asfalto dai pneumatici del camion, nè per il bambino succhiato dalla gora, neppure per il padre e la madre se la prendono poi tanto, nel caso.

(Dino Buzzati-Generale ignoto)

Biglietteria: Intero € 20,00 - Ridotto over 65 e studenti € 12,00

Servizio di prenotazione € 1,00 a biglietto

Abbonamenti

FREE CLASSIC € 90,00

10 spettacoli a scelta programmazione prosa, musica e danza

LOVE € 80,00

4 spettacoli in coppia, a scelta programmazione prosa, musica e danza

FAMILY € 40,00 programmazione Vascello dei Piccoli

5 ingressi cumulabili

Il Teatro Vascello si trova nello splendido quartiere di Monteverde vicino al Gianicolo sopra a Trastevere a Roma, con i suoi 350 posti, la platea a gradinata e il palcoscenico alla greca permette un'ottima visibilità da ogni postazione.

Il Teatro Vascello propone spettacoli di Prosa, Spettacoli per Bambini, Danza, Drammaturgia Contemporanea, Eventi, FestivaL, Rassegne, Concerti, Laboratori

Come raggiungerci con mezzi privati: Parcheggio per automobili lungo Via delle Mura Gianicolensi, a circa 100 metri dal Teatro. Parcheggi a pagamento vicini al Teatro Vascello: Via Giacinto Carini, 43, Roma; Via Francesco Saverio Sprovieri, 10, Roma tel 06 58122552; Via Maurizio Quadrio, 22, 00152 Roma, Via R. Giovagnoli, 20,00152 Roma

Con mezzi pubblici : autobus 75 ferma davanti al teatro Vascello che si può prendere da stazione Termini, Colosseo, Piramide, oppure: 44, 710, 870, 871. Treno Metropolitano : da Ostiense fermata Stazione Quattro Venti a due passi dal Teatro Vascello

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DESIDERIO BEAUTY HAZARD 2007 | 2017 NIRVANA A cura di Chiara Canali

DESIDERIO BEAUTY HAZARD 2007 | 2017 NIRVANA A cura di Chiara Canali

Fabbrica del Vapore, Spazio Ex Cisterne Milano

Opening martedì 5 dicembre, dalle 18.00 Dal 6 dicembre 2017 al 14 Gennaio 2018


Dieci anni di ricerca dell’artista Desiderio raccolti in una mostra alla Fabbrica del Vapore. Un viaggio sinestetico nel mondo poetico e visionario dell’artista che unisce differenti forme espressive, dalla pittura all’installazione, dalla performance al video. 

La Fabbrica del Vapore - Spazio Ex Cisterne presenta l’ultimo capitolo della saga BEAUTY HAZARD 2007 | 2017 dell’artista Desiderio, in una mostra intitolata Nirvana, a cura di Chiara Canali, promossa dal Comune di Milano e organizzata dall’Associazione culturale Art Company. Nato a Milano, Desiderio, dal nome simbolico e altamente evocativo, è un artista visivo che avvicenda differenti media espressivi per restituire una rappresentazione della modernità in bilico tra surrealismo e realismo magico. Tra i finalisti del 13° Premio Cairo, Desiderio è presente alla 54° Biennale di Venezia nel Padiglione Cuba, alla XI e XII Biennale dell'Avana e alla 4° Bienal Fin del Mundo 2015, allargando la sua esperienza oltre i confini italiani.
Il progetto BEAUTY HAZARD nasce nel 2007 da una fascinazione di Desiderio per i temi della bellezza, della corruzione e della carne cui ha dedicato un ciclo di lavori attraversando diversi linguaggi, dalla pittura al video. Le esperienze di questi ultimi anni confluiscono in un nuovo progetto espositivo che si sviluppa sui due piani dello Spazio Ex Cisterne della Fabbrica del Vapore, con quadri di grande formato, cortometraggi, installazioni e sculture.
Il titolo Nirvana scaturisce come completamento del concetto di “Beauty Hazard”, come momento più riflessivo del suo percorso artistico, corrispondente al progressivo annullamento della realtà per arrivare al puro godimento dello spirito. Con Nir-vana (*libertà dal Desiderio) assistiamo a una presa di coscienza dell’artista che gli consentirà di liberarsi di alcune forme più espressioniste e violente del suo lavoro per intraprendere un nuovo corso espressivo.
La mostra raccoglie una selezione delle grandi opere pittoriche realizzate tra il 2007 e il 2017, i cortometraggi della trilogia Beauty Hazard | Confabula Spurio | I Love my Queen e del dittico Bluesky | The Win on the Sky, installazioni e sculture giganti.
Inoltre è presente una sezione dedicata al rapporto di Desiderio con Cuba, in continuità con la mostra “Che Guevara. Tu y Todos” ideata da Simmetrico e in corso presso la Fabbrica del Vapore, dedicata alla storia e alla vita del Che “uomo” e “personaggio storico”. Desiderio dal 2008 ha infatti trascorso diversi periodi dell’anno a Cuba a partire dalla presenza al Festival ARTE+2009 organizzato dall’associazione culturale CubeArt di Ana Pedroso fino alla partecipazione alla Biennale dell’Avana.
Da questi continui spostamenti è nato il film ¡Ahora si Llego!, primo road movie ambientato a Cuba, girato da Desiderio con l’artista cubano José Balboa, un viaggio documentaristico e visionario in sella a un sidecar, ispirato al viaggio intrapreso dal giovane Che Guevara con il compagno Alberto Granado per l'America Latina, attraverso le 15 provincie cubane.
Riflettendo la poetica di Desiderio, la mostra Nirvana raccoglie linguaggi diversi e gli stessi elementi, gli stessi personaggi e icone, sono semi drammaturgici che vengono presentati in un quadro e ripresi dal video o personificati in sculture: una sorta di divenire continuo che confonde realtà e opere, bidimensione della tela e volume delle installazioni permeando così l’ambiente nella sua totalità.
Se, per le atmosfere surreali e fiabesche, il suo lavoro potrebbe ascriversi alla corrente del Pop Surrealism o della Lowbrow Art americana, a differenza dei Pop surrealisti Desiderio non cerca di scoprire e di esprimere ciò che è oltre, fantastico, differente dal “reale”, ma descrive il mondo reale stesso come dotato di meravigliosi aspetti imprevedibili. Per questa sua attitudine è più corretto parlare di “realismo magico” che sposa la descrizione meticolosa, precisa, della realtà ma ne traduce un effetto di straniamento attraverso l’uso di elementi magici e onirici.
Come afferma la curatrice Chiara Canali, “L’artista Desiderio è una ‘macchina che produce mondi possibili’ e la sua narrazione è il modus operandi per proiettare i desideri e i valori in uno spazio che ha la pretesa di essere scambiato per realtà o di identificarsi con essa. […] Nella sua poetica la continua commistione tra materia e tecnica, tra corpo e macchina, tra naturalità e tecnologia crea una forma di sublimità tecnologica che immerge il corpo in una situazione esperienziale nuova dove la visione è perturbata e arricchita di nuovi sensi oltre la pelle della realtà”. La mostra è accompagnata da un catalogo di 64 pagine con testi di Chiara Canali, Cristiano Carotti, Alessandro Riva, Francesco Santaniello. La mostra è resa possibile grazie alla collaborazione di DL Arte e M77 Gallery e al contributo di Indisciplinarte.
BIOGRAFIA Desiderio è nato nel 1978 a Milano. Vive e lavora in provincia di Terni Dopo gli studi allo IED di Roma (corso di illustrazione), diversi mesi all' ESAG (Advanced School of Graphical Art, Interior Design) di Parigi, collabora come illustratore con Philip Morris, Prize for the marketing (Italia), Warner Music (Italia), Klutz (USA), Creative Company (USA), SKY (Italia), Miles Kelly Publishing (Essex), Ticktock Media Ltd ( Londra). Per cinque anni tra il 2004 e il 2009 è docente di “Illustrazione creativa” presso l’International Art School di Terni. Vincitore del Premio Italian Factory 2008 e finalista in diversi premi tra cui Premio Cairo 2012, SESIFF The 3rd Seoul International Extreme-Short Image & Film Festival (KOREA), AZYL film festival One World One Minute (Slovakia, Czech Republic, Hungary) e altri. Presente alla 54° Biennale di Venezia nel Padiglione Cuba, alla 11° e 12° Biennale dell'Avana e alla 4° Bienal Fin del Mundo 2015 (Valparaiso, Chile). Ha realizzato mostre personali e collettive in Italia e all'estero (Berlino, Hubei Museum Cina, Hitabashi Art Museum, Tokyo, ecc) e nel 2009 ha partecipato alla mostra collettiva Apocalipse Wow! presso il Macro Future di Roma. Videomaker e regista, realizza numerosi cortometraggi tra cui: Beauty Hazard (Italia), Confabula Spurio (Italia), I Love my Queen (Italia), Bluesky (Cuba), The Win on the Sky (Cuba). Nel 2013 realizza il suo primo lungometraggio Ahora si llego (documentario-road movie) girando per tre mesi con un vecchio sidecar URAL per tutte le provincie di Cuba. Nel 2015 Desiderio crea il progetto Coocuyo (coocuyo.com), portale ufficiale di musica elettronica cubana che rappresenta il punto di riferimento unico a Cuba per la sua peculiarità, piattaforma in continua crescita che vede affiancarsi tra i suoi protagonisti artisti internazionali del calibro di Major Lazer (Diplo) durante il concerto all'Habana (2016) con oltre 400.000 persone. Nel 2017 presenta al FAC ( Fabrica Arte Cubano, Havana) il lungometraggio Coocuyo.
EVENTI COLLATERALI
La mostra è arricchita da alcuni eventi collaterali, tra cui la proiezione del film ¡Ahora si Llego! il primo road-movie ambientato a Cuba, girato dall’artista italiano Desiderio con l’artista cubano José Balboa e distribuito dalla Rodaggio Film. Il film verrà proiettato all’interno della rassegna collaterale della mostra “Che Guevara. Tu y Todos”, a cura di Simmetrico.

DESIDERIO BEAUTY HAZARD 2007 | 2017 NIRVANA A cura di Chiara Canali

Fabbrica del Vapore, Milano Via Procaccini 4 - 20154 Milano http://www.fabbricadelvapore.org

Inaugurazione martedì 5 dicembre, dalle 18.00 Dal 6 dicembre 2017 al 14 Gennaio 2018

Orari: dal martedì al venerdì 15.00 – 19.00 sabato e domenica 11.00 – 19.00 lunedì chiuso

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Rock targato Italia la compilation a Natale, La copertina è un’opera di LEONIDA DE FILIPPI

Rock targato Italia la compilation a Natale

La copertina è un’opera di LEONIDA DE FILIPPI

Arte e musica insieme per un connubio all’insegna della creatività, della gioia, della libertà, dell’arte in tutte le sue forme.

È il senso del progetto che lega l’Associazione Milano in Musica, attiva in campo musicale soprattutto nel sostenere e promuovere le giovani band musicali italiane, e Italian Factory Magazine, tra i più autorevoli magazine d’arte on line, molto attento alle nuove tendenze artistiche italiane e straniere, dalla street art alle più varie sperimentazioni linguistiche presenti in campo internazionale.

Dopo l’edizione 2016 della compilation di Rock Targato Italia, la cui cover era stata appositamente disegnata dal pittore, scultore e videomaker Desiderio Sanzi, ora è la volta dell’edizione 2017 di Rock Targato Italia, la cui cover è stata dipinta dal pittore e scultore milanese Leonida De Filippi.

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La copertina è un’opera di LEONIDA DE FILIPPI - Rock Targato Italia

Rock targato Italia la compilation a Natale

La copertina è un’opera di LEONIDA DE FILIPPI

Arte e musica insieme per un connubio all’insegna della creatività, della gioia, della libertà, dell’arte in tutte le sue forme.

È il senso del progetto che lega l’Associazione Milano in Musica, attiva in campo musicale soprattutto nel sostenere e promuovere le giovani band musicali italiane, e Italian Factory Magazine, tra i più autorevoli magazine d’arte on line, molto attento alle nuove tendenze artistiche italiane e straniere, dalla street art alle più varie sperimentazioni linguistiche presenti in campo internazionale.

Dopo l’edizione 2016 della compilation di Rock Targato Italia, la cui cover era stata appositamente disegnata dal pittore, scultore e videomaker Desiderio Sanzi, ora è la volta dell’edizione 2017 di Rock Targato Italia, la cui cover è stata dipinta dal pittore e scultore milanese Leonida De Filippi.

Per l’occasione, De Filippi ha “regalato” alle band musicali italiane un lavoro appartenente al suo ultimo ciclo di lavori, tutti incentrati sul tema della circolarità. Il quadro che campeggia sulla copertina della compilation di Rock Targato Italia 2017 è infatti un grande cerchio colorato, che sembra catturare lo sguardo e l’energia dello spettatore verso il proprio interno, e nello stesso tempo è un invito a muoversi dall’interno all’esterno, come trasportato da una grande forza centripeta.

Perché il cerchio? “Perché è il simbolo di energie che si diramano dall’interno all’esterno, dal proprio centro a ciò che esiste al di fuori-di-noi, come simbolo di apertura all’infinito verso l’altro, verso le culture diverse dalla nostra, verso il mondo intero; ma che allo stesso tempo ci permette di concentrarci anche su noi stessi, sulla nostra persona, sull’individualità, sulla singolarità della nostra cultura, della nostra sensibilità e umanità”, spiega l’artista.

Proprio pochi mesi fa, De Filippi fa ha anche portato uno dei quadri appartenenti al progetto “Circolarity” in giro per la Cina: in un viaggio di lavoro artistico ma anche di ideale amicizia e di conoscenza, l’artista ha utilizzato uno dei suoi quadri circolari come sfondo di fronte al quale mettere in posa e fotografare persone comuni, passanti, lavoratori, studenti. Un progetto in divenire, che intendeva privilegiare il dialogo tra i popoli al di là delle barriere linguistiche e culturali.

Il progetto “Circolarity” ha la sua base di partenza nei quadri che De Filippi ha cominciato a realizzare circa un anno fa, come sviluppo naturale del suo lavoro, nel quale utilizza da sempre l’immagine del retino fotografico, traportato però nel linguaggio pittorico, come esempio di scambio e contaminazione tra generi e linguaggi; ma, se nei quadri precedenti l’artista aveva utilizzato il linguaggio del retino per la realizzazione di grandi ritratti, paesaggi o scene tratte dalla cronaca – soprattutto di guerra –, dal 2016 ha invece cominciato a concentrarsi sul simbolo del cerchio, riducendo l’iconografia all’essenziale e approdando così all’astrazione.

Ora, quel cerchio diventa lo sfondo per un nuovo progetto, condiviso e partecipato, che ha visto svilupparsi il lavoro di De Filippi nel tessuto sociale: dal viaggio in Cina alla contaminazione con il rock italiano, per poi approdare in terreni spesso poco frequentati dagli artisti, come le carceri e i campi nomadi. “Ho intenzione”, dice l’artista, “di portare il progetto “Circolarity” in Grecia, al confine con la Turchia che oggi è interessata ai flussi migratori, in Marocco, ma anche in Italia, in una tendopoli rom, tra i migranti e i detenuti”, spiega l’artista. “Vorrei che il mio cerchio, portato in giro tra la gente, diventasse il simbolo di un nuovo esperanto, un linguaggio di pace universale, basato non sulla parola, che spesso divide, ma su un’iconografia astratta, fortemente unificante, su un’idea che non crea differenze ma al contrario unisce e affratella”.

Leonida De Filippi

Leonida De Filippi nasce a Milano nel 1969, si laurea in scenografia all'Accademia di belle arti di Brera dove tuttora insegna tecniche Extramediali, corso in cui studia e approfondisce il rapporto tra le nuove tecnologie e le arti visive.

Ha insegnato inoltre nelle accademie di belle arti di Venezia e Carrara.

Il suo percorso creativo si articola inizialmente sulla pittura informale, successivamente nel suo percorso artistico utilizza diverse tecniche tra cui la serigrafia.

Il lavoro attuale tiene conto del rapporto tra arte e tecnologia, tra uomo e macchina, creando nuovi modelli di percezione attraverso una visione alterata, modificata, sgranata, l’occhio infatti è sempre più condizionato da filtri e amplificazioni artificiali tramite i quali l’immagine viene acquisita, letta e tradotta, le opere si raccontano in un esperanto pittorico che vive e respira attraverso i media.

Nel 2008 ha fondato con Paola Ferrario The Sense of Art, associazione umanitaria no profit, con la quale realizza progetti umanitari e di solidarietà in Italia e nel mondo.

Ha esposto in numerose gallerie, spazi pubblici, musei in Italia e in Europa, con mostre personali e collettive. Tra le altre, ricordiamo le mostre presso la fondazione tedesca VAF Stiftung alla Stadgalerie di Kiel, la Kunstetlerhaus di Graz, il Pac di Milano, lo ZKM, Zentrum fur Kunst und Medientechnologie di Karlsruhe in Germania, il MART di Rovereto, il Wanlin Art Museum di Wuhan (Cina).

Italian Factory Magazine

 

http://www.rocktargatoitalia.eu

http://www.italianfactory.info/portale/

 

FRANCESCO CAPRINI

Ufficio Stampa DIVINAZIONE MILANO

Via Andrea Palladio 16 - 20135 Milano 

Tel. 02 58310655 - 3932124576

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