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Articoli filtrati per data: Febbraio 2017

Selezioni area Veneto e Friuli per Rock Targato Italia: intervista agli 'Endless Harmony'

Loro sono gli ‘Endless Harmony’, si esibiranno il 30 aprile presso il Greenwich Risto Pub & Live Music di Padova per le selezioni area Veneto e Friuli di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così:

-  Come vi siete avvicinati alla musica?

Alcuni di noi sono cresciuti ascoltando musica da sempre, altri si sono avvicinati alla musica più tardi attraverso una canzone o un musicista che ha cambiato il nostro modo di vedere il mondo.

- Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?
Il nostro gruppo è formato da 4 elementi, Pamela Pérez alla voce, Federico Costanzi alla chitarra, Francesco Tagliaferro al basso e Giuseppe Saggin alla batteria. La cantante e il chitarrista frequentavano la stessa scuola di musica e si erano trovati con lo scopo di mettere in piedi una band, poi dopo alcuni cambi di formazione è subentrato Francesco come bassista, mentre Giuseppe è arrivato in sostituzione del nostro vecchio batterista. La formazione è così dal 2014.

- Come definireste la vostra musica e qual è lo stile?
 Ci potremmo definire Alternative rock con diverse sfumature, ci piacciono diversi generi e cerchiamo di unire i nostri stili in un amalgama che ci soddisfi.

- Da dove avete preso spunto per il nome della band? 
Endless Harmony in italiano significa armonia senza fine. E' il nostro modo di concepire la musica come qualcosa di mai finito e in continua evoluzione, caotica e ordinata allo stesso tempo, che possiamo manipolare e aggregare in base ai nostri sentimenti ed emozioni.

- Cosa ne pensate dei talent show?
Cerchiamo di stare lontano da questo tipo di passerelle anche se oggigiorno sembrerebbe il modo più veloce e sicuro di sfondare. Noi preferiamo rimboccarci le maniche e sudare i traguardi che raggiungeremo piuttosto che scavalcarli per avere una fama volubile.

 -  Quali sono i locali nel veneto o in Italia dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?
In Italia ci piacerebbe suonare all’Alcatraz di Milano o magari suonare al di fuori dell'Italia. A Verona purtroppo tanti bei locali che fino a poco fa erano il fulcro della musica veronese ora sono chiusi quindi sinceramente non riusciamo a darvi un nome di un locale in cui ci piacerebbe suonare…perché semplicemente non c’è.

 -  Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?
Ormai sono 6 anni che suoniamo assieme e abbiamo collezionato una cospicua lista di palchi su cui siamo stati, fra cui quello del Pistoia Blues Festival, il Palageox padovano, il MIR di Rimini e il concerto dell’ultimo dell’anno nella piazza principale della nostra città, Verona. Fortunatamente abbiamo fin da subito ottenuto una risposta positiva dal pubblico.

- Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

Sicuramente meno musica in televisione. Se non ci fossero tutti quei talent show, la gente sarebbe costretta inevitabilmente ad uscire di casa e ad andare nei locali dove fanno musica dal vivo. Inoltre se si promuovessero più iniziative musicali da parte della comunità senza che vengano viste come una situazione di disturbo anziché di aggregazione, forse le persone apprezzerebbero di più la musica.

-  Quali sono i vostri progetti futuri? 
Prossimamente uscirà moltissimo materiale, siamo nella fase di composizione del prossimo disco. Abbiamo realizzato diversi videoclip che abbiamo avuto l’onore di girare con uno dei migliori - se non il migliore - videomaker italiano, di cui terremo segreto il nome ancora per un po'. Il 17 febbraio suoneremo poi a Firenze in apertura a Morgan. Ovviamente siamo molto elettrizzati per tutto ciò!

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Selezioni Toscana per Rock targato Italia, intervista ai 'Clone'

Loro sono i ‘Clone’, si esibiranno il 25 marzo al Circolo Arci Coltano di Pisa, per le selezioni area Toscana di Rock Targato Italia!

rispondono alle nostre domande così:

-  Come vi siete avvicinati alla musica?

IN GENERALE CHI PER TRASMISSIONE GENITORIALE (Federico), CHI PER ESSER RIMASTO FOLGORATO DAI VAN HALEN PORTATI DAI CUGINI AMERICANI (Stefano), CHI PER PASSIONE INNATA

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

IL GRUPPO È DI BASE FORMATO DA QUATTRO MUSICISTI. CI SIAMO INCONTRATI NEI PRIMI ANNI NOVANTA FREQUENTANDO L'UNIVERSITÀ, SEBBENE IN DIVERSE FACOLTÀ COMUNQUE ESSENDO GIÀ PARTE ATTIVA DELLA SCENA MUSICALE FIORENTINA DI QUEGLI ANNI, QUANDO ANCORA ESISTEVA UNA SCENA MUSICALE FIORENTINA

Come definireste la vostra musica e qual’è lo stile?

ROCK. SE POI SI VUOL APPROFONDIRE BISOGNA CHIEDERE AD ESPERTI DEL SETTORE.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

LA BAND ORIGINARIAMENTE SI CHIAMAVA "GROOVE", FINITE LE SESSIONI FOTOGRAFICHE CON FABIO LOVINO A ROMA, SULLA VIA DEL RITORNO VERSO LA TOSCANA IL PRODUTTORE TONI SODDU CI TELEFONA CHIEDENDO UN NOME ITALIANO DA METTERE SUL DISCO, CON TEMPISTICA IMMEDIATA. ABBIAMO PRESO IL NOME DI UNA CANZONE DEL DISCO PENSANDO ANCHE CHE LA BAND SAREBBE IN EFFETTI STATA UN "CLONE" DI SE STESSA

Cosa ne pensate dei talent show?

DAVID GILMOUR HA FATTO UNA DISAMINA MOLTO PRECISA, CHE CONDIVIDIAMO.

- Quali sono i locali in Toscana o in italia dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?

IL CIRCUITO LIVE È DIVENUTO MOLTO STRIMINZITO E PARTE DEI LOCALI PREDILIGONO LE TRIBUTE BAND, CON UNA LOGICA COMMERCIALE, ALTRI PERSEGUONO UN CIRCUITO INDIPENDENTE COMUNQUE LEGATO AD UN MAIN STREAM. IN TOSCANA SONO MOLTO BELLI IL CAGE DI LIVORNO E IL SONAR DI COLLE VAL D'ELSA, POI CI SONO BELLE REALTÀ COME AL CAMBIO A SIENA, OTTAVO NANO A LUCCA E NOF A FIRENZE. IN MAREMMA CASA AZUL DI FOLLONICA È UNA BELLA REALTÀ.

 - Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

SUONIAMO DA 30 ANNI... COME CLONE ABBIAMO FATTO ANCHE UN FESTIVAL SUL LUNGOMARE DI NAPOLI INSIEME AD ALTRI ARTISTI CON UNA BELLA AFFLUENZA DI PUBBLICO. ALCUNI MEMBRI DELLA BAND HANNO COMUNQUE ESPERIENZE INTERNAZIONALI, COME LEO DANI CHE HA FATTO TOUR IN VESTE DI TECNICO CON VASCO ROSSI, ELISA E GRANDI FESTIVAL INTERNAZIONALI, FEDERICO MAREMMI HA INVECE SUONATO LA CHITARRA INSIEME A DAVID GILMOUR A LONDRA NEL 2008.

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

DA UNA PARTE UN MAGGIORE CORPORATIVISMO FRA MUSICISTI, UN PRIMO PASSO PER MUTARE LA COSCIENZA MUSICALE DEL PUBBLICO E RIPORTARLA VERSO LE PROPOSTE ORIGINALI, IN LUOGO DELLE TRIBUTE BANDS; DALL'ALTRA PARTE È TRISTE PRENDERE ATTO DEL MONOPOLIO MAIN STREAM DI DETERMINATI SOGGETTI, CON IL LORO ARMAMENTO DI RADIO-CASA DISCOGRAFICA-TV-TOUR PROMOTER.

Quali sono i vostri progetti futuri? 

OLTRE A DIVERSI SIDE PROJECTS DI OGNUNO DEI MEMBRI, QUALCUNO ANCHE CON DISCHI SOLISTI IN USCITA, PRODUZIONE DI ALTRI ARTISTI E ALTRE COLLABORAZIONI, CERTAMENTE L'USICTA DI UN NUOVO DISCO MOLTO PIÙ ELETTRICO.

 

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Selezioni Toscana per Rock targato Italia, intervista ai 'Billy Muffler'

Loro sono la band ‘Billy Muffler’, si esibiranno il 25 marzo al Circolo Arci Coltano di Pisa, per le selezioni area toscana di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così:

 

Come vi siete avvicinati alla musica?

Ci siamo avvicinati alla musica negli anni '90 quando  era di scena il grunge (Nirvana,Melvins e gli altri vari gruppi di Seattle)

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

La nostra band e' formata da 3 elementi, io e Mirko (il chitarrista) siamo amici di infanzia, abbiamo iniziato a suonare insieme come detto negli anni 90. Nicola (batteria)si e' aggiunto a noi nel 2009 in sostituzione del nostro vecchio batterista.

Come definireste la vostra musica e qual è lo stile?

La nostra musica non prende spunto da niente in particolare...sono solo idee senza un significato specifico

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Il nome e' in onore di un nostro amico soprannominato Billy che faceva il meccanico....infatti muffler significa marmitta

Quali sono i locali Italia dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?

A noi piace suonare  un po' dappertutto, abbiamo fatto diversi live ma su tutti, la finale del rock contest alla Flog di Firenze.Locale in cui ci piacerebbe suonare molto, e la finale dell'emergenza rock all'Alcatraz di Milano altro locale dove ci e' piaciuto suonare. Al rock on the road di Desio e al Border line di Pisa. Un anno addirittura vincemmo obbiettivo bluesin organizzato per il Pisoia blues arrivando a Suonare sul palco della piazza. Da noi a Livorno c'e' il The Cage, abbiamo suonato anche lì, la risposta del pubblico e' sempre stata abbastanza positiva.

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

A livello musicale ci sarebbe bisogno di dare spazio a più generi musicali e non far ascoltare sempre la solita musica.

Quali sono i vostri progetti futuri? 

Finché si può sempre dire la nostra suoniamo.

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Selezioni Toscana per Rock targato Italia, intervista ai 'Falsi Moralisti'

Loro sono la band ‘Falsi Moralisti’, si esibiranno il 24 marzo al Circolo Arci Coltano di Pisa, per le selezioni area toscana di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così

Come vi siete avvicinati alla musica?

Beh, direi che non ci siamo avvicinati alla musica: ci viviamo immersi da sempre. Ognuno di noi ha le sue preferenze e le sue influenze, ma tutti amiamo la musica e la facciamo nostra in ogni frangente. La musica è la nostra amica, la nostra cura, la nostra compagna, il nostro stimolo, la nostra passione.

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Siamo in 5. Tre di noi, Gionata, Alessio e Andrea, si conoscono da sempre, avendo suonato insieme secoli or sono in un altro progetto. Poi la vita ci ha allontanato per parecchio tempo ma infine ci siamo ritrovati, un paio di anni fa, sempre grazie alla musica. Il gruppo poi si è completato con Dario e Franco.

Come definireste la vostra musica e qual è lo stile?

Facciamo rock con un'impronta dark in certe sonorità, e testi in italiano. Pensiamo alla musica come un veicolo di comunicazione, più potente della semplice parola. I testi e il sonoro si completano per mandare un messaggio che può essere udito e percepito anche in maniera "fisica". Il nostro riferimento culturale e artistico è Giovanni Lindo Ferretti, soprattutto nel periodo con i CSI.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Dire di essere "Falsi Moralisti" è un esercizio di verità. I nostri tempi pullulano di personaggi che si arrogano il diritto di dire a tutti quello che è giusto e quello che è sbagliato, in valore assoluto. Salvo poi auto smentirsi predicando bene e razzolando male. I moralisti non posso esistere, perché dovrebbero essere infallibili, e la cosa è piuttosto improbabile, anzi impossibile. Quindi per definizione sono falsi. Il nostro prototipo di falso moralista doc è il bigotto.

Cosa ne pensate dei talent show?

Diamo una risposta diplomatica dicendo che a nostro avviso i talent sono un prodotto prettamente televisivo che poco ha a che fare con il mondo della musica che noi conosciamo.

Quali sono i locali Italia dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?

In Toscana non ci dispiacerebbe suonare in un locale come il Flog di Firenze, allargando i confini l'Alcatraz di Milano sarebbe un bell'obiettivo. Nel nostro paese di origine ci piacerebbe suonare in piazza della Chiesa, "per vedere di nascosto l'effetto che fa", come direbbe Jannacci.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Abbiamo suonato in vari locali, uno su tutti il Cage di Livorno, che a livello di feeling e di storia è qualcosa che ti mette i brividi. Molti amici ci seguono nelle nostre avventure musicali e non smetteremo mai di ringraziarli per il calore e l'affetto che ci dimostrano. Sono la nostra forza.

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

Ci sarebbe bisogno di cultura da parte di chi fruisce il prodotto musicale. Ci sono tante band che fanno ottima musica, ma mediamente il pubblico non ha la cultura necessaria per apprezzare questi lavori. Quando parliamo di cultura non ci riferiamo a quella generale, il focus è sulla cultura musicale ovviamente. La società di oggi ci propone prodotti "mordi e fuggi", la gente non ha voglia e non viene invogliata a prendersi il tempo per capire di che cosa stanno parlando quei tizi che sono sul palco del locale a suonare: vogliono ascoltare qualcosa di easy o di già conosciuto. Qui ci sarebbe da ritornare anche sul discorso dei talent, ma la diplomazia verrebbe meno. Per fare un esempio, siamo rimasti sempre colpiti da una scena del film "The Doors" di Oliver Stone, quando il gruppo si esibisce per la prima volta al "Whisky a Go Go" di Los Angeles con una versione ipnotica di "The End". Il pubblico assiste all'esibizione con attenzione e partecipazione, quasi in estasi. Chiaramente i Doors sono stati qualcosa di unico, ma ci domandiamo come reagirebbe il pubblico di oggi, in un qualsiasi locale italiano, ad una esibizione del genere: non crediamo che il risultato sarebbe lo stesso del Whisky a Go Go negli anni 60.

Quali sono i vostri progetti futuri? 

Abbiamo appena terminato di registrare il nostro primo EP e prossimamente saremo impegnati nella promozione del disco con serate dal vivo. Più in generale vogliamo tenere duro per portare avanti la nostra proposta musicale ed il nostro messaggio, continuando ad essere fedeli a noi stessi. Ci vediamo sul palco! 

#SupportFalsiMoralisti

 

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Selezioni Toscana per Rock targato Italia, intervista alla band 'Netri'

Loro sono la band ‘Netri’, si esibiranno il 24 marzo al Circolo Arci Coltano di Pisa, per le selezioni area toscana di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così

-  Come vi siete avvicinati alla musica?

Iniziando dallo studio di uno strumento, nel mio caso la chitarra elettrica.

 - Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Diciamo che questo rappresenta il mio (Netri) progetto solista in italiano, nel quale ho coinvolto i miei compagni di palco e di vita con i quali sono insieme ormai da 16 anni; infatti io ho sempre scritto e cantato in inglese con la mia band i Deadly Tide, gruppo Hard rock di matrice ottantiana (www.deadlytide.it). Grazie ai Deadly Tide ho potuto suonare spesso all’estero, ma in Italia è sempre stato abbastanza difficile farsi notare a buoni livelli. Purtroppo non essendo la nostra lingua madre, l’ascoltatore si deve impegnare a capire il testo e così si perde l’emozione, soprattutto in sede live. Io sentivo l’esigenza di esprimermi nella mia lingua e trasmettere le mie emozioni, ma non avevo mai trovato, forse il coraggio e la giusta motivazione per farlo. Poi è capitata l’occasione di collaborare ad un nostro brano acustico (sempre in inglese) con Federico Poggipollini, che fu proprio lui a suggerirmi la stesura dello stesso testo anche in italiano….da lì è avvenuta la folgorazione, mi si è aperto un mondo e ho avviato  nel 2015 il progetto solista in italiano. Per affinare le mie capacità ho iniziato a leggere molto e a partecipare a varie Masterclass dei più autorevoli autori italiani come Saverio Grandi e Roberto Casalino, per citarne alcuni. In sede live ci presentiamo come “Netri e i Laredo” e la banda è composta da 4 componenti, ovvero da me (Riccardo Netri) alla voce, Roberto "Skizza" Ferretti alla chitarra, Daniele “Bulle” Bulleri al basso e Simone “Rufus” Manescalchi alla batteria.

- Come definireste la vostra musica e qual’è lo stile?

Rock italiano, puro e semplice.

- Da dove avete preso spunto per il nome della band?

La band “Netri e i Laredo” proviene dal mio cognome e dalla marca di fuoristrada vintage del mio chitarrista, penso il suo grande amore dopo le sue chitarre.

 - Cosa ne pensate dei talent show?

Io non sono contrario ai talent show; intorno ai talent girano tantissimi grandi professionisti. Se i cantanti o le band si approcciano a questo tipo di esperienza con il giusto atteggiamento mentale, ovvero quello di trarre il massimo insegnamento dal punto di vista formativo musicale e di carattere, io penso che possano trarne molti vantaggi. Logicamente è anche uno spettacolo televisivo con i suoi lati positivi e negativi con i quali tutti devono fare i conti.

- Quali sono i locali in Toscana o in Italia dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?

Noi suoniamo ovunque ci vogliano, senza distinzioni di sorta, perché principalmente quando ci esibiamo stiamo bene noi.

- Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Si abbiamo fatto dei live ed il riscontro è stato positivissimo, ci ha dato molta fiducia e una spinta a continuare a migliorarci.

- Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

Di cambiare un po’ la mentalità generale riuscendo a far capire alla gente, ma anche ad alcuni addetti ai lavori, gestori compresi, che fare il musicista non è un hobby ma un vero e proprio lavoro.

- Quali sono i vostri progetti futuri?

Ho due sogni nel cassetto, il primo è quello di poter far uscire un nostro disco ad un buon livello, con un’etichetta seria e far trasmettere i nostri brani dalle radio, il secondo (che poi è quello che vorrei fare in futuro) di fare l’autore per qualche big della canzone italiana e perché no magari seguirlo in tour come corista.

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Rock targato Italia, selezioni Toscana. Intervista a 'i Colonnelli'

Loro sono la band ‘I colonnelli’, si esibiranno il 24 marzo al Circolo Arci Coltano di Pisa, per le selezioni area toscana di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così

Come vi siete avvicinati alla musica?

Ci siamo avvicinati alla musica tutti molto giovani, ascoltando i dischi più disparati, cioè come si inizia crediamo

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Il nostro è un trio, nel modo più classico, cioè batteria, basso, chitarra/voce. Ci siamo conosciuti in momenti diversi. Io(Leo) e Andrea(basso) in studio, in quanto Andrea è tecnico del suono nonchè colui che ha prodotto il nostro primo disco. Con Bernardo (batteria) ci siamo incontrati ad un concerto, ognuno con le sue precedenti band.

Come definireste la vostra musica e qual è lo stile?

Credo che la nostra musica sia un qualcosa di molto energico. Molto diretta, veloce e senza tanti fronzoli, al tempo stesso cerca di essere molto melodica, ricordabile e di spessore. Almeno così la vorremmo. Le classificazioni come Thrash Metal cantato in Italiano suonano brutte, anche se in fondo forse di quello si tratta.....? Boh!

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Il nome della band è il mio cognome. Volevamo dare l'idea di una sorta di cameratismo alla Ramones. Poi quando l'ho scelto io ero l'unico membro fisso e interessato alla cosa. Non è un gran bel cognome?

Cosa ne pensate dei talent show?

A me i talent show non creano alcun fastidio. Mi danno fastidio quelli che invece devono sempre polemizzare su tutto. Ci sono tanti modi per viversela la musica. Basterebbe che ognuno si facesse i fatti propri, senza dare sempre giudizi.

Quali sono i locali in Italia dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?

Io vengo dalla provincia. A casa mia non ci sono locali. Quelli della nostra zona li abbiamo già battuti. Personalmente mi piacerebbe suonare ovunque ci sia una situazione dignitosa e coinvolgente.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Tutti noi suoniamo da moto tempo, quindi siamo abbastanza pratici di live. Per ora nessuno ci ha mai tirato uno sgabello. Per ora..

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

In Italia a livello musicale ci sarebbe bisogno di noi! :) 

Quali sono i vostri progetti futuri?

 I nostri progetti futuri sono la realizzazione del nostro secondo disco. Una cover dei Marlene Kuntz, 5 Videoclip, e promuovere il tutto nel modo migliore possibile, cercando di farci conoscere sempre di più e suonare in situazioni sempre migliori.

 

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Rock targato Italia, selezioni Toscana. Intervista agli Essenza 55

Loro sono la band ‘Essenza 55’, si esibiranno il 25 marzo al Circolo Arci Coltano di Pisa, per le selezioni area toscana di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così

Come vi siete avvicinati alla musica?

Ci siamo avvicinati alla musica circa dieci anni fa, e tra chi trascinato dagli amici già musicisti e chi spinto dai genitori ex musicisti, è stato subito amore. Noi siamo in 4 e siamo praticamente vicini di casa, quindi, "di vista" ci conosciamo sin da bambini , la nostra musica è frutto del nostro legame , il nostro sound crossover è un mix di funk-rock-rap e i nostri testi la rendono scomoda e simpatica allo stesso tempo.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Nel 2010, prima di costruirci una sala prove, provavamo in uno studio, e il bar sopra la stanza si chiamava Essenza, trovammo un concerto e ci serviva un nome al volo e fu scelto quello, in seguito poi, dopo circa 5 anni, una band già attiva da 20 anni, anche lei di nome Essenza, ci ha imposto, per motivi commerciali, di cambiare nome; fu li che per non snaturare il nostro nome che oramai aveva girato in lungo e largo la nostra zona, decidemmo di abbinarci una cifra, il 55, che nella cabala dei sogni, è proprio la musica.

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Dal 2013, abbiamo iniziato a fare una buona attività live, i nostri show erano diventati sempre più interessanti, il passaparola ci ha portato sempre più serate. Pensiamo che sia proprio questo il bello della musica, il successo fatto in un mese mi spaventa, non ci interessa, non lo sapremmo apprezzare. 

Cosa ne pensate dei talent show?

Oggi i talent danno questa opportunità, escono fuori dei veri fenomeni, successi virali, ma le canzoni che entrano nel cuore delle persone e ci restano per sempre, crediamo, sono di quegli artisti che sono passati da un concertino all'altro fino al grande pubblico, buttando nella penna quello che hanno assorbito nel loro percorso.

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

In Italia andrebbe semplificata la possibilità di fare musica, di esibirsi, organizzare uno spettacolo è costosissimo, 4 amplificatori appoggiati per terra in una piazza richiedono una catasta di carta di permessi, dove ci sono costi esagerati tra suolo pubblico, marche da bollo, impatto acustico Piano di sicurezza e siae compresa, pagare la band è diventato lo sforzo minore per un attività o un associazione, e questo purtroppo, uccide la musica.

Progetti futuri?

Non abbiamo progetti specifici, ci interessa suonare, mandare il nostro messaggio in maniera orgogliosa, e farci apprezzare per quello che siamo, senza maschere, o trucchi di bellezza.

 

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Selezioni Toscana per Rock targato Italia, intervista ai Revolution 0

Loro sono la band ‘Revolution 0’, si esibiranno il 24 marzo al Circolo Arci Coltano di Pisa, per le selezioni area toscana di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così

Come vi siete avvicinati alla musica?

La maggior parte di noi musicisti ha frequentato il Liceo Musicale a Firenze e comunque vorremo fare i musicisti di professione. Ci ha messo insieme circa quattro anni fa un componente di un associazione musicale ad oggi diventato il nostro agente

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Il gruppo è formato da quattro elementi ma stiamo cercando il quinto a completamento. Alcuni di noi si conoscono da quando eravamo bambini; poi come tutti i gruppi, sono girati vari personaggi e ad oggi questa è una formazione stabile da circa due anni

Come definireste la vostra musica e qual’è lo stile?

La nostra musica è un rock italiano cantautorale, I testi sono scritti da uno scrittore di poesie e di libri, esterno alla band ma con cui collaboriamo per questo nuovo percorso.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Il nome attuale REVOLUTION 0 riflette la volontà di rinascere dalle ceneri della vecchia band The Cross of Paul come una fenice, ma con una continuità nello stile.

Cosa ne pensate dei talent show?

Crediamo che non sia la strada giusta per una band. Bisogna suonare live e fare esperienza e gavetta, come succedeva negli anni 60/70. I talent riducono la possibilità di visibiltà a pochi personaggi, anche se ce ne sarebbero tanti che meriterebbero attenzione. Tanti bravi musicisti meriterebbero un occasione a prescindere dal risultato di una performance; ci sono tanti fattori che in una volta e via potrebbero essere negativi sul giudizio; per cui fate come una volta: girate i locali d'Italia e vedrete quante valide realtà si trovano.

Quali sono i locali in Toscana o in italia dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?

Ci sarebbero tanti locali nella zona di Firenze e provincia validi ma purtroppo si innesca la situazione in cui se non porti una quantità di persone alla tua performance, il locale non ti considera minimamente.A noi piacerebbe suonare dappertutto ma come detto precedentemente i posti si riducono a locali di serie B che non hanno nemmeno la strumentazione adatta per fare live. Questo a discapito dello spettacolo e della qualità della proposta.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Abbiamo già 4/ 5 anni di attività live. Il pubblico, quando presente, ha apprezzato la nostra proposta, specie negli ultimi tempi. 

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

Ci sarebbe bisogno di investimenti da parte dei comuni in location per band emergenti per poter fare le prove e potersi esibire in maniera almeno decente. Nella nostra zona esistono solo locali privati per potersi esibire e per fare ciò bisogna prostituirsi portando noi la strumentazione. Ripeto mancano spazi comuni per poter avere la possibilità di potersi esprimenre liberamente senza per forza pagare un prezzo .

Quali sono i vostri progetti futuri? 

Arrivare in finale del Rock Targato Italia ma in generale che il pubblico apprezzi il nostro lavoro e la nostra originale proposta.

 

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Selezioni centro-sud Italia per Rock Targato Italia: intervista ai 'The Smoke Mirrors'

Loro sono la band ‘The smoke mirrors’, si esibiranno il 29 marzo al Na Cosetta di Roma, per le selezioni centro-sud regionali di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così

Come vi siete avvicinati alla musica?

Vincenzo: Tutti noi, fin da bambini, avevamo spiccate attitudini musicali, io (verso i 5-6 anni) tamburellavo sulle pentole della cucina, Simone suonava al chitarra nelle gite o durante le occupazioni scolastiche, Lidia è la più seria e disciplinata perché proviene da studi classici, Alex invece è la nostra anima blues, infine Marco, che prima suonava la chitarra, ha deciso di unirsi a noi per suonare il basso.

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti? 

Simone: Siamo in 5, io alla batteria, Vincenzo alla chitarra e in studio anche ai sintetizzatori, Lidia alla voce e pianoforte, Alex alla chitarra e Marco al basso. Io, Vincenzo e Alex facevamo parte di un altro gruppo e suoniamo insieme da più di 10 anni, Lidia e Marco si sono aggiunti di recente: da poco meno di un anno.

Come definireste la vostra musica e qual’è lo stile?

Alex: La nostra musica è decisamente pop con influenze british, tutto il movimento new-wave degli anni '80 è per noi una grande fonte di ispirazione.  

Da dove avete preso spunto per il nome della band?    

Simone: Il nome “The Smoke Mirrors” viene da diversi compromessi tra gli elementi della Band, in più ci piace perché per noi “suona” bene.

Cosa ne pensate dei talent show?

 Lidia: All'inizio positivamente e potevano essere una grande opportunità per portare alla luce talenti nascosti, oggi è diventata solo una vetrina delle Case Discografiche per mettere in evidenza ognuna i propri artisti. Oggi li vediamo lontani anni luce dal nostro modo di intendere e fare musica. 

Quali sono i locali a Roma dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?

Marco: A Roma ci sono diverse realtà che permettono a gruppi e solisti di esibirsi e fare musica dal vivo, alcune anche con un buon livello organizzativo (strumentazione sul palco, buoni tecnici, suono live discreto), ma è ancora troppo poco e non si rientra comunque delle spese. Forse ci sono in giro troppe cover-band e pochi gruppi o solisti che hanno un repertorio proprio ed originale; ma considerata la situazione in cui versava Roma fino a qualche anno fa, questo non può non essere considerato che un bene; di strada però bisogna ancora farne tanta e di locali a Roma dove ancora non abbiamo mai suonato ce ne sono ancora tanti.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Simone: Considerando che la formazione completa è nata da meno di un anno, ci siamo esibiti per la prima volta a ottobre dello scorso anno, ad oggi abbiamo all'attivo già diversi live. La risposta del pubblico è sempre stata comunque buona, cominciamo ad avere anche uno piccolo seguito di fans affezionati, caldi ed appassionati. Inoltre abbiamo il nostro profilo su Facebook dove postiamo foto, video e eventi dove abbiamo partecipato.

 Di  cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

Vincenzo: Soprattutto di idee e mentalità nuove, proprio a livello manageriale. I tempi sono cambiati: i dischi si vendono sempre meno, e la rete può essere un ottimo strumento alternativo per far conoscere nuovi artisti: bisogna trovare strategie sempre nuove per promuovere la propria musica nella maniera ottimale e tutto questo non è sempre facile. Non a caso di recente abbiamo caricato su “Soundcloud” i nostri primi quattro brani, proprio per dare maggiore visibilità alle nostre realizzazioni. Oggi bisogna essere innanzitutto “personaggi”, comunque in giro c'è voglia di musica e dove c'è musica noi ci saremo!

Quali sono i vostri progetti futuri?

Alex: Attualmente siamo in studio per le registrazioni delle nuove canzoni, la maggior parte dei brani fino ad oggi, sono stati composti da Vincenzo e Simone, ora anche Lidia sta cominciando a collaborare alla stesura dei nuovi brani. Spero presto di proporre qualcosa di mio, così come anche brani composti da Marco. Siamo molto collaborativi, ognuno di noi mette a disposizione le proprie idee in ogni arrangiamento, proveniamo tutti da varie esperienze musicali e proprio questo rende i nostri brani mai uguali e sempre diversi.

 

 

 

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Selezioni Centro Sud Italia per Rock Targato Italia, intervista ai Pequod

Loro sono la band ‘Pequod’, si esibiranno il 29 marzo al Na Cosetta di Roma, per le selezioni centro-sud regionali di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così

- Come vi siete avvicinati alla musica?

Ognuno di noi ha avuto ovviamente il suo particolare momento d’ispirazione, ma i Pequod sono diventati un'unica essenza musicale semplicemente dalla voglia di  incontrarsi, di sperimentare e di creare qualcosa di loro; il risultato è dato dalla somma e dalla fusione dei gusti musicali di ognuno mettendo, inoltre, a disposizione del progetto le esperienze sullo strumento del singolo musicista, cercando di dare forma ad un prodotto che abbia una sua identità musicale.  

- Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Il gruppo è nato circa 7/8 anni fa dall’incontro tra Marco Dellutri (batterista) e Filippo Monaco (ex chitarrista del gruppo). La formazione attualmente è composta da 4 elementi: Alla Batteria Acustica, Marco Dellutri fondatore della band Laureando in Batteria Jazz ad indirizzo Popular presso il Conservatorio L. Refice di Frosinone. Al Basso Elettrico, Alessandro Petitto, membro storico della band. Con il quale i primi Pequod lavorarono in trio, producendo i primi brani. Nel 2012, il progetto e il sound raggiunge una forma completa con l’ingresso al Piano digitale, alle tastiere e ai synth, di Matteo Piacentini, Diplomato in Pianoforte al conservatorio Santa Cecilia di Roma, e tutt’ora frequentante il biennio di specializzazione. Alla Chitarra Elettrica, Luca Parisi che nel 2016 entra nella band e per sostituire l’originario chitarrista.

- Come definireste la vostra musica e qual è lo stile?

I Pequod sono una band strumentale progressive. Quello che i Pequod cercano di proporre, è una musica ricercata, che possa catturare l’orecchio dell’ascoltatore e mantenerlo attivo nell’ascolto per tutta la durata del brano. Ciò che seguiamo è una direzione verso un filone Rock Progressive, contaminato dal Funk, dalla Fusion, dall’ Hard Rock passando per la Musica Classica, l’etnica e l’orientale; curandone gli arrangiamenti strumentali e l'intreccio stilistico.

- Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Pequod è il nome della vecchia baleniera comandata dal capitano Achab durante la caccia all’enorme balena bianca Moby Dick del romanzo di Herman Melville. Melville fornisce del Pequod una descrizione breve ma suggestiva. Sulla struttura di base, comune a molte baleniere, si inseriscono elementi provenienti da diverse parti del mondo tanto da poter dire che ad “aspetti d'antiquariato si aggiungevano caratteristiche nuove e sorprendenti”. In un certo senso questo potrebbe essere visto come una descrizione del tipo di musica che il nostro progetto vuol perseguire: attingere a diversi stili e suggestioni, farli propri e riproporli rielaborandoli.

- Cosa ne pensate dei talent show?

Possono essere una buona vetrina e in alcuni casi hanno contribuito al lancio di musicisti che vantano notevoli capacità tecniche e doti artistiche. Purtroppo, dovendosi rivolgere al più vasto pubblico possibile, i talent show tendono a “creare rapidamente” dei fenomeni, magari anche quando c’è poca sostanza su cui lavorare, per poi lasciarli sparire inesorabilmente e passare al fenomeno successivo. 

- Quali sono i locali a Roma dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?

Siamo felici intanto di poterci esibire presso il locale ‘Na Cosetta in questa occasione. Ci piacerebbe molto suonare nei grandi locali di Roma che ospitano musica dal vivo affine al genere che noi proponiamo.

- Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Tra le esperienze live più significative dei Pequod è opportuno ricordare l’esibizione in occasione dell’apertura del concerto del Tour Italiano di Edu Falaschi (Ex Angra) presso Teatro Veneto di Colleferro (Giugno 2015)
Inoltre nel Luglio 2016, dopo una pausa dovuta al cambio di formazione, i Pequod hanno partecipato al Festival Nazionale dei Conservatori Italiani, qualificandosi col punteggio di 92,7 su 100 in quinta posizione su una selezione di 31 gruppi provenienti da tutta l’Italia. 
In ogni occasione in cui i Pequod si sono esibiti Live, il pubblico è rimasto sempre affascinato dimostrando parecchio interesse e calore; inoltre è stato manifestato  apprezzamento sia durante che dopo il concerto. Questa è la nostra più grande vittoria.

- Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?



Di più musica live innanzitutto. Sarebbe bello oggi avere in Italia più occasioni, come quella di Rock Targato Italia, per far conoscere artisti inediti, valorizzarne l'originalità e la creatività. Questo senz'altro darebbe al panorama artistico italiano: più ricchezza, più artisti e più spazio alle idee. Il problema vero, a nostro avviso, è che con la musica digitalizzata il prodotto artistico è di troppo veloce consumo: deve poter funzionare nel modo più veloce e diretto possibile, essere semplice e di tendenza. Ci sono artisti che spopolano con un brano su youtube per tre settimane e poi spariscono, e a tante persone basta questo tipo di consumo. Questo però brucia il terreno a chi ancora ama fare musica in sala prove e cerca strade nuove, come noi e tanti tanti altri che, ad oggi, sono tra quelli che interessano meno ai discografici italiani.

- Quali sono i vostri progetti futuri? 



Stiamo lavorando su nuovi brani per poter incidere un album. Siamo alla ricerca di situazioni live per poter far ascoltare la nostra musica al pubblico e non neghiamo che ci piacerebbe incontrare ed eventualmente collaborare con produttori e/o etichette che credano nella nostra musica e la valorizzino spingendola al grande pubblico in modo adeguato.

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