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Articoli filtrati per data: Febbraio 2017

Selezioni centro-sud Italia per Rock Targato Italia: intervista ai 'White Tunder'

Loro sono la band ‘White Tunder’, si esibiranno il 14 marzo al Na Cosetta di Roma, per le selezioni centro-sud regionali di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così

Come vi siete avvicinati alla musica?

Tutti e 5 ci siamo avvicinati alla musica già da piccolissimi, grazie alle nostre famiglie nelle quali in un modo o nell'altro era sempre presente. Quindi abbiamo iniziato a suonare anche molto presto, già da bambini.

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

come ho già detto siamo in 5: Mattia Fagiolo alla voce, Jacopo Fagiolo e Alessandro De Falco alle chitarre, Simone Ndiaye al basso e Davide Fabrizio alla batteria. Io (Alessandro) ho conosciuto Jacopo e Mattia all'asilo, per quanto suoni ridicolo. Ci siamo persi di vista per qualche anno perché la scuola dove andavamo aveva chiuso, nel frattempo io avevo incontrato Davide e insieme avevamo messo su uno pseudo-gruppo formato solo da noi due. A 12 anni ho rincontrato Jacopo e Mattia e gli ho presentato Davide e da lì abbiamo iniziato a provare insieme regolarmente, facendo inizialmente cover dei Judas Priest per moltissimo tempo, fino al 2013 quando abbiamo iniziato a comporre inediti. Simone è arrivato da pochi mesi, anche se lo conoscevamo tutti da un po' grazie ad amici comuni.

Come definireste la vostra musica e qual’è lo stile?

Bella domanda. Noi ci definiamo Progressive, anche se in verità abbiamo influenze da ogni sottogenere del metal, da quello classico al più moderno, quindi è complicato trovare un termine che si adatti bene, anche se il progressive è probabilmente il genere nel quale ci ritroviamo di più. 

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Ce lo chiedono molto spesso, ma il problema è che ormai nessuno di noi se lo ricorda, davvero!

Cosa ne pensate dei talent show?

Pensiamo ovviamente che siano una delle migliori opportunità per emergere. purtroppo in molti casi la cosa viene quasi commercializzata dagli organizzatori, che in questo modo eclissano il lato puramente artistico della cosa. è anche una grande occasione per mettersi alla prova con altri tuoi pari, con lo stesso scopo, di farsi "valere", se così si può dire. Quindi si crea una rivalità molto amichevole e si creano anche numerose amicizie tra gruppi. 

Quali sono i locali a Roma dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?

A Roma personalmente non abbiamo mai suonato al Jailbreak e ci piacerebbe molto. Pensando più in grande ci sono posti come l'Atlantico a Roma. In Italia non sapremmo, abbiamo suonato poche volte fuori dal Lazio.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Suonando da 6 anni sì, ci siamo fatti un bel bagaglio. Traffic, Planet, Locanda Atlantide, Felt, New Rockness, Let It Beer e il festival MEI a Faenza. La risposta dal pubblico per ora è buona, trattandosi per lo più di nostri amici, anche se pian piano ci stiamo ritrovando sempre di più in situazioni nuove, con band che non conosciamo e quindi con un pubblico nuovo, gente che non ci ha mai visti e ci riteniamo molto soddisfatti delle reazioni ottenute. 

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

Di una mentalità più aperta e di un maggiore supporto per i gruppi emergenti da parte dell'industria musicale.

Quali sono i vostri progetti futuri? 

Siamo nella fase finale di produzione del nostro primo album, Never Ending Silence che vedrà la luce a breve. Seguiranno alcune date per supportarlo, ma per ora la priorità sta nel pubblicarlo. 

 

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Selezioni centro-sud Italia per Rock Targato Italia: intervista agli Everlasting Fall

Loro sono gli Everlasting Fall, si esibiranno il 14 marzo al Na Cosetta di Roma, per le selezioni centro-sud regionali di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così

Come vi siete avvicinati alla musica?

Suoniamo tutti quanti da molti anni ormai, più o meno dall'età di 12\13 anni. Alcuni di noi hanno preso lezioni private, mentre il nostro cantante\chitarrista è diplomato in Trombone al Conservatorio Santa Cecilia di Roma. La musica ci ha sempre affascinato e infatti spaziamo molto tra i vari generi.

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Il nostro gruppo è formato da 4 componenti. Veniamo tutti da paesi diversi ma limitrofi della provincia di Roma. Io (Tommaso,chitarrista), Federico (cantante) e Simone (bassista) ci conoscevamo già al liceo, ma diciamo che la musica ci ha unito veramente tanto. Mentre Giovanni (batterista) si è aggiunto a noi recentemente perchè eravamo alla ricerca di un nuovo batterista e lui ha risposto ad un nostro annuncio sul web. C'è una buona sintonia tra di noi, anche se veniamo tutti da generi diversi. Abbiamo saputo unire i nostri stili in questo nostro progetto.

Come definireste la vostra musica e qual è lo stile?

Come ho già detto non c'è un genere ben preciso, anche perchè non ci piace molto classificare la musica e quindi classificarci. Spaziamo un pò tra tutti i generi musicali, pop, metal, rock, punk e ci piace lavorare molto sulle ritmiche e sui vari groove (anche perchè siamo molto affascinati da generi come il funky, il progressive ma anche il jazz\fusion e la musica elettronica). Praticamente vediamo la musica con una visione a 360 gradi e siamo sempre aperti a nuove sfide ed esperimenti. Il nostro progetto praticamente sta assumendo una piega che possiamo definire ALTERNATIVE ROCK, ma con molte contaminazioni pop, metal e a volte anche punk.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Il nome della band deriva da un brano degli American Hi-Fi che ci piaceva (anche perchè prima eravamo un pò più punk di adesso). Everlasting Fall significa "caduta senza fine". Questa caduta però non è intesa in senso negativo, ma va oltre. La caduta per noi rappresenta una specie di obiettivo da raggiungere, come quando un'aquila per esempio plana in picchiata per catturare una preda. Diciamo che, tra le righe, la nostra è una "ricerca senza fine": ricerca a livello musicale, melodico, armonico, ma anche a livello di testi da presentare al pubblico. Insomma vorremmo lasciare il segno in qualche modo, suonando quello che vogliamo e che ci piace, e quindi divertirci facendo tutto questo.

Cosa ne pensate dei talent show?

Pensiamo che i talent show oggi, in Italia, siano l'unico modo di farsi conoscere al grande pubblico. Non condividiamo alcune cose, soprattutto a livello musicale\commerciale e preferiamo il passato, quando ancora si doveva fare tanta "gavetta" per poter ambire a qualcosa di importante a livello musicale. Chiaramente ci dobbiamo adattare ai tempi in cui viviamo, ma ogni tanto vediamo cose anche molto interessanti nei talent, musicisti e cantanti molto bravi e preparati e pensiamo che in Italia ce ne siano veramente tanti, ma non tutti ce la fanno purtroppo. Forse oggi l'unica alternativa ai talent sono i social network come Facebook o Instagram e le piattaforme come You Tube. Noi utilizziamo entrambi e oggi credo siano fondamentali per una band.

Quali sono i locali a Roma dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?

Abbiamo già suonato in qualche locale di Roma (Alvarado Street, Traffic, Defrag, Pentatonic) però ci piacerebbe ampliare la nostra esperienza musicale in altri locali come Stazione Birra, Jailbreak, Orion e magari un giorno aprire per qualche gruppo importante nei vari festival come Rock in Roma o in qualche evento al Palalottomatica o all'Atlantico. Nel nostro paese di origine (Subiaco, a 70km da Roma) abbiamo suonato praticamente dappertutto, ma praticamente non c'è molto spazio per le band locali anche perchè non ci sono strutture molto adatte a live e concerti.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Ormai suoniamo live da molto tempo. La risposta è stata sempre molto positiva, abbiamo conosciuto molte band come noi e molte persone si sono avvicinate a noi dopo averci sentito dal vivo o dopo aver ascoltato i nostri brani contenuti nell'EP uscito nel 2015 "Songs of the Bedroom". 

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

In Italia crediamo che ormai si possa fare ben poco a livello musicale. Si è creato una sorta di circolo vizioso controllato da poche persone che decidono cosa va bene e cosa non va bene per il mercato. Noi infatti ci ispiriamo molto all'Inghilterra, agli Stati Uniti e al Canada (infatti la maggior parte dei nostri testi sono in inglese) e puntiamo a farci conoscere anche all'estero oltre che in Italia. Il nostro genere non ha molto spazio qui, però mai dire mai. Forse bisognerebbe fare qualche passo indietro, perchè ormai a livello mediatico siamo bombardati da qualsiasi cosa e i talent fanno parte di questo sistema che a noi, sinceramente, non piace molto. Sta diventando sempre più difficile affermarsi e avere riconoscimenti a livello nazionale se non ci si appoggia a qualcuno a livello discografico o a livello manageriale.

Quali sono i vostri progetti futuri? 

Stiamo lavorando a nuovi brani che in un futuro prossimo vorremmo registrare, quindi sicuramente rientreremo in studio (per la seconda volta). Abbiamo molti brani e testi su cui stiamo lavorando e vorremmo fare un salto di qualità (attraverso talent, concorsi o autofinanziamento, se non dovessero andare bene le altre "strade"). Vorremmo farci conoscere al grande pubblico, più a livello internazionale che nazionale (proprio perché i nostri testi sono prevalentemente in inglese). Per questo ci stiamo muovendo su più fronti.

 

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Selezioni centro-sud Italia per Rock Targato Italia: intervista ai 'The Street Band'

Loro sono i 'The Street Band, si esibiranno il 12 marzo al Na Cosetta di Roma, per le selezioni centro-sud regionali di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così

 Come vi siete avvicinati alla musica?

 Ognuno di noi ha avuto il suo modo di avvicinarsi alla musica... Chi grazie ad un amico,chi grazie ad un parente,chi invece da solo,ma la cosa che poi ci ha accumunati tutti è la passione! Tutti noi abbiamo la stessa passione per la musica,qualunque essa sia, perchè per noi è veramente la forza che ci mantiene vivi e, che è in grado di muovere il mondo facendoci provare emozioni vere!

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

 Il nostro gruppo è formato da 7 elementi: Emanuele(voce);Moreno(chitarra);Diego(chitarra acustica);Carlo(chitarra);Ezio(tastiere);Riccardo(batteria);Alessandro(basso)! Veniamo tutti da Città di Castello(Perugia),Fu in occasione di un campeggio in Valle D’Aosta che avvenne però il primo incontro fra i chitarristi Carlo e Moreno e il primo batterista della Band Nicola, che prima di allora mai si erano frequentati. In quell’occasione, parlando e condividendo le proprie passioni per la musica, i tre si misero a suonare un pezzo, improvvisato al momento, con due chitarre acustiche, un'armonica a bocca e una batteria costruita con mezzi di fortuna quali secchi, bidoni e lamiere; il risultato fu davvero entusiasmante, tanto che i tre decisero da li a poco di iniziare a fare qualcosa di più serio. 

Bastarono pochi squilli, una volta tornati a Città di Castello, che subito si aggiunsero al gruppo un tastierista, Ezio, poi un cantante, Emanuele, un bassista, Alessandro e un chitarrista acustico, Diego.Dal 2016 si è unito alla Band il batterista Riccardo,dato che Nicola,il primo batterista,ha dovuto trasferisi a Milano per motivi di studio!

Come definireste la vostra musica e qual’è lo stile?

 Se dovessimo dare un'etichetta alla nostra musica e al nostro stile diremmo che il nostro è uno stile rock cantautorale italiano! la nostre influenze partono dal rock classico anni '60/'70 che caratterizza il nostro stile e le nostre performance(Bruce Springsteen,The Doors,Rolling Stones), fino ad arrivare al cantautorato(Bob Dylan, De Andrè...) che influisce molto nei nostri testi,aspetto molto importante per la band.

 Da dove avete preso spunto per il nome della band?

 Il nome si riferisce principalmente alla nostra formazione "street". La band si è formata ed evoluta "on the road" e questo stile è riscontrabile anche nei nostri testi,che narrano di personaggi che vivono la loro vita al limite.

 Cosa ne pensate dei talent show?

 Riguardo ai talent show abbiamo opinioni contrastanti... Da una parte riteniamo che possano essere una buona vetrina per potersi mettere in mostra e per avere più visibilità... Dall'altra però i talent dovrebbero secondo noi perdere un po' della dimensione "televisiva" e commerciale e, puntare più sulla formazione e sul cercare di tirare fuori i talenti e le potenzialità di una band... In alcuni talent show questo avviene un po' di più , mentre in altri prevalgono troppo i fattori più superficiali e di immagine con il rischio di creare solo dei "prodotti" che durano qualche mese e poi si perdono. Inoltre ci piacerebbe che nei talent venga data molta più importanza a creare pezzi propri, piuttosto che saper interpretare bene pezzi di altri.  

 Quali sono i locali a Roma dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?

 A Roma abbiamo avuto la fortuna di suonare al "Brancaleone" e alla "Locanda Blues" e ci sono piaciuti molto,ma non abbiamo una preferenza,per noi ogni locale è quello preferito,l'importante è suonare e portare in giro la nostra musica! Dalle nostre parti abbiamo suonato in molti locali, e, uno dei migliori è senza dubbio l'Aftrlife Club" di Perugia!

 Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Siamo nati nel 2012 e dal quel giorno che suoniamo in giro su diversi palchi... In tutti questi anni passati a suonare la nostra amalgama è notevolmente migliorata, così come il nostro sound e la nostra immagine.. La risposta del pubblico è una risposta molto positiva,per quello che possiamo vedere duranti i nostri concerti! Noi cerchiamo sempre di mettere il cuore e tutta la nostra passione per la musica nei nostri live e, questo viene apprezzato dalla gente che viene a vederci!

 Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

 A livello musicale in Italia ci sarebbe bisogno , secondo noi, di ricreare di più luoghi e ambienti dove poter fare musica propria... In molti locali sono richieste solo cover band e questo uccide i gruppi che propongono pezzi propri...Ci vorrebbero più possibilità di poter suonare anche perchè un gruppo oltre che in studio, è nella dimensione live, nel contatto con il pubblico, che ha la possibilità di crescere e migliorare la propria amalgama... Più si può suonare e più si migliora! Sarebbe bello che i discografici, i critici e quant'altro, tornino a vedere i gruppi quando suonano live per poterli vedere in presa diretta e poi aiutarli nel percorso di crescita... Un ritorno diciamo alle origini della musica, unite chiaramente alle grandi possibilità che i talent, i social e il mondo virtuale e digitale offrono...  Un equilibrio tra elementi del passato e il presente, sarebbe auspicabile secondo noi!

 Quali sono i vostri progetti futuri? 

Il 9 ottobre 2015 è uscito il nostro primo disco intitolato "Linea Di Confine" e stiamo cercando di portarlo in giro e farlo sentire a più gente possibile! Stiamo pensando di realizzare il nostro primo videoclip estraendo un singolo dal nostro album! Dopodichè, in questo anno ci rimetteremo al lavoro, torneremo in studio per realizzare un nuovo disco. 

 

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Selezioni centro-sud Italia per Rock Targato Italia: intervista ai 'Crabby's'

 

Loro sono i Crabby's, si esibiranno il 12 marzo al Na Cosetta di Roma, per le selezioni centro-sud regionali di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così

 

Come vi siete avvicinati alla musica? 

Sin da ragazzi suonando in cover band ognuno ha intrapreso un percorso differente e circa due anni fa abbiamo formato I Crabby’s.

 

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

6 elementi. Il Fondatore (Giuseppe D’Alonzo) , nonche’ autore di tutti brani e musiche ha ingaggiato man mano i vari Componenti. Da questo momento per semplicita’ parlo al singolare ma a nome di tutti.

 

Come definireste la vostra musica e qual’è lo stile?

Affonda le radici nel Blues di cui sonno un appassionato e nella musica British. Alcuni brani iniziano o incorporano riff dal sapore blues anche se a tutti gli effetti sono brani Rock/PoP

Una ballad ad esempio e’ dedicata alla vita di BB King  (Wasted Time) scritto per la figlia Shirley con la quale sono in contatto

Altro grande filone e’ il rock progressive dei Pink Floyd e il rock blues di Eric Clapton…in ogni caso credo di avere un modo di scrivere molto personale ma di sicuro stampo British/USA a volte anche con sfumature Country.

 

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Dalla mia grande passione per gli Usa, specialmente le zone costiere come Cape cod/ Maine per la parte orientale e  la costa californiana (Big Sur). Durante un viaggio tra San Francisco e Los Angeles in molti pier sono stato letteralmente avvolto da insegna  rosse e luminose a forma di granchi (Crab) giganti e sorridenti…queste immagini quasi surrerali unite ad una nota pungente del mio carattere (a volte un po’ spigoloso)  mi hanno condotto al gioco di parole Crabby che appunto in inglese e’ un modo per definire una persona “scorbutica”…

Si aggiunga poi che la location in cui proviamo regolarmente e’ una casetta in cui non di rado amici ecc.. vengono a passare del tempo con noi, Crabby’s identifica appunto “la tana dei Crabby “ ..letteralmente “da Crabby…”

 

 Cosa ne pensate dei talent show?

Ce ne sono di diversi, a noi piacciono quelli in cui ci si diverte da subito potendosi esibire ..in un paese in cui si vive di Cover e di ricordi potersi esibire per un pubblico attento e sensibile alla nuova musica e’ un ritrovato piacere.

 

 Quali sono i locali a Roma dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?

Per un amante del blues come me il sogno sarebbe di suonare al Big Mama. Purtroppo non conosco molti locali a Roma ma piu’ che il locale in se, ci attrae l’interesse per il pubblico alla nuova musica e al panorama indie ecc..

 

 Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Si in piccoli locali e per amici, i brani risultano orecchiabili quindi una buona reazione  a mio avviso 

 

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

Sinceramente secondo me non spetta a noi dirlo…oramai il panorama e’ globale…chi canta in inglese potenzialmente ha un pubblico internazionale

 

Quali sono i vostri progetti futuri? 

Continuare a scrivere si spera buona musica e partecipare a festival e serate interessanti, continuare a fare collaborazioni con artisti stranieri del panorama indie … questo alimenta la nostra passione per la scoperta di nuova musica e nuove sonorita’.

 

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Facebook: Crabby’s

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Rock targato Italia, selezioni Sicilia. Intervista ai Rubber Eggs

Loro sono la band ‘Rubber Eggs’, si esibiranno il 9 marzo presso i Candelai di Palermo, per le selezioni regionali Sicilia di Rock Targato Italia. 

Rispondono alle nostre domande così

Come vi siete avvicinati alla musica?

Alessandro: Mi sono avvicinato alla musica da ragazzino. Già dalle scuole medie ascoltavo qualcosa, ma non era un ascolto approfondito e consapevole: spesso infatti si trattava degli stessi gruppi che giravano di continuo sull’i-pod o dei singoli del momento che mi piacevano e facevano parte della stessa playlist. Da quando invece mi sono approcciato alla batteria, ho iniziato ad ascoltare e scoprire generi e gruppi musicali diversi fra loro, studiando e appassionandomi di alcuni piuttosto che di altri.

Davide: Mi sono approcciato alla musica all’età di 5 anni, suonando il violino. Più in là scoprii il flauto, le tastiere e il canto. Avevo capito che gli strumenti ad arco non facevano per me!

Marco: L’amore per la musica lo devo a mio padre, che mi ha trasmesso questa grande passione: già all’età di 3 anni guardavo in videocassetta il “LIVE PULSE” dei Pink Floyd! Era il mio giocattolo preferito! Sono cresciuto guardando i videoclip di MTV e ascoltando musica di qualsiasi genere. Ho avuto un piccolo approccio alla batteria all’età di 6 anni, ma l’ho abbandonata subito dopo un anno di studio... ancora mi chiedo il perché di questa pazzia! Poi al liceo ho avuto la consacrazione con la scoperta del basso elettrico e decisi di intraprendere la strada del musicista, studiando al conservatorio.

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Alessandro: Il gruppo è formato da tre componenti: uno che suona la batteria, un altro il basso e un altro ancora che canta e suona un organo Farfisa. Ci siamo conosciuti, credo, quattro anni fa. Io e Marco già suonavamo insieme: essendo stati compagni alle scuole medie e avendo preso gli strumenti in mano durante i primi anni del liceo, avevamo già qualche gruppo. L’incontro con Davide è stato una delle prime esperienze musicali: Marco, infatti, era stato contattato per sostituire un bassista e suonare ad un evento a Favignana, trascinando anche me. Da lì è nato tutto.

Davide: Siamo tre, dannatamente tre, il numero perfetto! L’incontro è stato completamente fortuito, effettuato dal caso e da un annuncio su Facebook: ogni tanto serve a qualcosa!

Marco: Siamo un trio: basso, batteria e organo elettrico Farfisa! Io ed Alessandro ci conosciamo da tantissimi anni: eravamo compagni alla scuola media e già suonavamo in un vecchio gruppo. Abbiamo conosciuto Davide nell’estate del 2012 e l’incontro fu del tutto casuale grazie ad un annuncio su Facebook, nel quale si cercava un batterista e un bassista per un evento a Favignana. Come si dice: “Da cosa nasce cosa”!

Come definireste la vostra musica e qual è lo stile?

Alessandro: Definirei la musica dei Rubber Eggs “psichedelica e sessantina”; per quanto riguarda lo stile, potrei dire che si tratta di rock psichedelico con venature garage.

Davide: Garage psychedelic rock full power trio, senza “se” e senza “ma”. Ci piace viaggiare fra le atmosfere tagliate con l’accetta del garage, la New Wave e le atmosfere paranoiche della peggiore (o migliore: il punto di vista è importante!) psichedelia americana degli anni ’60.

Marco: Io la definirei “istintiva a colpi di Farfisa”. Noi abbracciamo tutto quello che ha che fare con la psichedelia di qualsiasi specie.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Alessandro: Abbiamo preso spunto da un vero uovo di gomma. La storia però ce la racconta Davide, che ha vissuto in prima persona questo incontro. Io ricordo soltanto che il nome venne fuori durante un soundcheck in un caldo pomeriggio estivo sopra un palco.

Davide: Abbiamo preso spunto dall’epoca moderna, che sta risucchiando tutta la nostra cultura e quindi rendendo sterile anche un universale simbolo di fecondità come l’uovo e bla bla bla... in realtà trovai un uovo di gomma rimbalzante con una faccia disegnata sopra e da quel momento mi venne l'idea.

Marco: Non ho nulla da aggiungere: penso che le risposte di Alessandro e Davide siano abbastanza esaustive.

Cosa ne pensate dei talent show?

Alessandro: Non li seguo.

Davide: “You must give me your money and your soul!” Stanno distruggendo quel poco di bello che c’era nella musica e nelle conquiste che ti facevano gioire, a poco a poco, nella scalata al successo, quando c’era… farsi il culo, comporre, provare, comporre, suonare, comporre, non essere pagato, provare, essere pagato, viaggiare. Con i talent sei solo un fantoccio nelle mani dei discografici che non ti fanno nemmeno comporre o avvicinarti ad uno spartito o uno strumento.

Marco: Non seguo molto i talent show... però è vero che vengono scoperti dei talenti molto validi, ma penso che non sia la strada giusta da intraprendere per chi vuole fare musica. Se prendessimo artisti come Mina, Celentano, De Andrè, Vasco Rossi, Zucchero, Pino Daniele e tanti altri di questo calibro e di qualsiasi genere musicale, in un talent show penso che sarebbero scartati subito! Preferisco seguire le scene indipendenti di qualsiasi contesto storico e nazionale.

Quali sono i locali in Italia dove vi piacerebbe suonare e quali quelli nel vostro paese di origine? 

Alessandro: Non ne ho idea. Posso dire però che a Palermo mi piacerebbe suonare in un palco come quello de “I Candelai”!

Davide: In Italia sono tanti: Corte dei Miracoli di Siena, Contestaccio a Roma, l’Off, la Cité e il Flog a Firenze, Struttura e No Cage a Prato…

Marco: Purtroppo non conosco le altre realtà dei club che ci sono in giro per l’Italia, ma mi piacerebbe suonare anche nei festival come il Lucca Summer Festival o il Pistoia Blues. A Palermo abbiamo un palco prestigioso come quello dei Candelai e abbiamo diversi festival che si svolgono in Sicilia come l’Ypsigrock, il Beat Full Festival e lo Zanne Festival!

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Alessandro: Abbiamo fatto parecchi live ma soltanto in Sicilia, di cui molteplici date a Palermo e provincia, qualcuna in trasferta tra Ragusa e Trapani. Il riscontro di coloro che venivano a sentirci è stato sempre positivo. Durante i concerti, alcuni rimangono piacevolmente sorpresi, altri estasiati. Il pubblico la vive in maniera diversa. Di certo non è un genere alla portata di tutti!

Davide: Esistendo da quattro anni, abbiamo fatto dei bei concerti. Per la risposta dal pubblico citerò solo una frase che ha detto una nostra fan: “La vostra musica sembra quella dei Doors, ma a differenza loro con voi mi viene voglia di muovere il culo e ballare!”

Marco: Abbiamo fatto diversi live a Palermo e provincia, ma anche nella zona del ragusano e del trapanese. Devo dire che la risposta dal pubblico è sempre stata abbastanza positiva. Avanti così!

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

Alessandro: Di noi!

Davide: Di musica nuova! Basta lagne di donne e uomini che rimpiangono di essersi lasciati! Ma che palle! Ci vuole una rivoluzione musicale e svecchiare e, come direbbero gli Oasis, ovviamente c'è bisogno di noi!

Marco: Penso che si debba migliorare l’istruzione musicale nelle scuole e nelle istituzioni e che senza i talent si stia meglio.

Quali sono i vostri progetti futuri?

Alessandro: Suonare, suonare, suonare! Poi chissà… magari un primo disco bello psichedelico!

Davide: Come sempre, suonare! Magari in giro per l’Europa e perché no… per il mondo!

Marco: Una sola parola: SUONARE! Vogliamo farci conoscere nel resto del nostro “Bel Paese” e magari fare qualche gita all’estero, così vediamo qual è la risposta del pubblico. Il resto poi si vedrà.

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Selezioni Sicilia per Rock targato Italia, intervsta ai 'Butijah'

Loro sono la band ‘Butijah’, si esibiranno l’8 marzo presso i Candelai di Palermo, per le selezioni regionali Sicilia di Rock Targato Italia.

 

Come vi siete avvicinati alla musica?
In realtà è stata la musica ad avvicinarsi a noi proponendosi come alternativa a ciò che ci circondava in quel momento storico.

 

 Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

 Il gruppo è formato da 5 elementi e ci siamo conosciuti tramite amicizie in comune.

 

Come definireste la vostra musica e qual’è lo stile?

Rock-Pop con sfumature ironiche

 

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Il nome deriva dal dialetto siciliano "Putia" cioè Bottega (Bottega della Musica).

 

Cosa ne pensate dei talent show?

Secondo noi i talent creano solo personaggi televisivi momentanei e non veri artisti.

 

Quali sono i locali in Italia dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?

ci piacerebbe suonare in tutti i locali del mondo purchè si faccia musica. 

 

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Ne abbiamo fatto parecchi con un discreto pubblico di affezionati fans.

 

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

A nostro modesto parere bisognerebbe creare un circuito più ampio di locali che organizzino live di musica inedita, al fine di stimolare la creatività delle band.

 

Quali sono i vostri progetti futuri? 

Il nostro obbiettivo e far conoscere la nostra musica a più gente possibile 

 

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Selezioni centro-sud Italia per Rock Targato Italia: intervista ai 'Profusione'

Loro sono i Profusione, si esibiranno il 5 marzo al Na Cosetta di Roma, per le selezioni centro-sud regionali di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così

Come vi siete avvicinati alla musica?

I motivi per cui ci si avvicina alla musica sono molteplici, credo che in generale sia la voglia e l’urgenza di esprimersi. Spesso è una cosa istintiva, che magari metti a fuoco a distanza di tempo. Sicuramente per quanto ci riguarda c’era anche la voglia di creare qualcosa di personale, elemento che due anni fa ci ha fatto decidere di mettere insieme le nostre esperienze per portare avanti il progetto Profusione.

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Siamo un trio. Fabrizio, fondatore della band, chitarra e voce, , Rey basso e Oscar batteria. Il progetto Profusione nasce nel 1999 e si sviluppa negli anni a seguire passando per quattro demo e una gran quantità di live. L’incontro con Rey e Oscar avviene nel 2014 dopo un periodo di pausa della band. Ci siamo trovati mentalmente e musicalmente e tutto è ripartito!

Come definireste la vostra musica e il vostro stile?

I Profusione non hanno mai seguito un genere, non abbiamo mai sentito il bisogno di far parte di una scena, ne ci siamo sentiti spinti ad abbracciare certe sonorità piuttosto che altre. E’ innegabile che il periodo di Seattle abbia avuto una grande impatto sul nostro sound , come è innegabile la vicinanza ad un certo rock alternativo italiano (Afterhours su tutti). Come fruitori di musica, però, ascoltiamo veramente di tutto e spaziamo ognuno verso le proprie direzioni preferite. Insomma se dovessimo fare una playlist dei nostri ascolti ci sarebbe dentro di tutto, da Mina ai Metallica. In fase di composizione dei brani l’arrangiamento viene deciso in base al tipo di brano e alle sensazioni che ci suscita. Ci sono delle caratteristiche predominanti, è ovvio, le chitarre “cattive”, le atmosfere cupe, l prediligere arrangiamenti che vadano dritti al punto, senza troppi fronzoli. Anche nel lavoro in studio manteniamo un approccio molto da “live”.

Da dove avete preso spunto per il nome della band

Il nome è nato in una nottata di novembre del 1999. Tanto alcool e discorsi dei quali ora è meglio non pronunciarci!

Cosa ne pensate dei talent show?

Siamo un gruppo che da anni fa una gavetta infinita. Carichiamo e scarichiamo gli strumenti, facciamo viaggi interminabili per suonare in posti dove l’ultima cosa che si dovrebbe fare è un live. Soldi pochissimi…..cosa ne dobbiamo pensare? Sono degli show televisivi e come tali vanno presi. La qualità dei partecipanti è senza dubbio alta, ma quando si arriva a dover proporre qualcosa di originale, il risultato il più delle volte è incredibilmente deludente. Bella la confezione, bello lo spettacolo, ma i contenuti sono davvero poveri.

Quali sono i locali a Roma dove vi piacerebbe suonare e quali quelli del vostro paese di origine?

A Roma in questi anni abbiamo suonato praticamente ovunque, ci siamo tolti le nostre soddisfazioni. Abbiamo fatto saltuariamente anche concerti al di fuori della nostra regione, a volte sfruttando rassegne, festival e concorsi. Di sicuro vorremmo provare a muoverci di più nel resto d’Italia.

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

Nella musica, come anche in tanti altri ambiti della vita di questo paese, servirebbe voglia e coraggio di investire. Far crescere gli artisti e non cercare soltanto il successo di pochi mesi.

Quali sono i vostri progetti futuri?

Nell’immediato stiamo preparando i brani che faranno parte del nuovo album. Ci piacerebbe trovare qualcuno che crede nel progetto e collaborasse con noi. Per quanto riguarda i live, come dicevamo prima, vorremmo varcare più spesso i confini regionali per farci conoscere anche fuori dal nostro territorio d’origine. E poi suonare suonare e ancora suonare!

 

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Giulio Casale presenta “Liberamente”

Giovedì 16 febbraio 2017 h. 21.30 concerto al

Serraglio (Via Gualdo Priorato 5, Milano)

Divinazione Milano vi invita giovedì 16 febbraio 2017 al Serraglio (Via Gualdo Priorato 5, Milano) in occasione di “Liberamente”, spettacolo concepito ed interpretato da Giulio Casale compositore e cantante fin dai tempi degli Estra da lui fondati.

È un concerto che prevede una serie di brani per voce e chitarra, ma merita uno sguardo più approfondito. La storia millenaria della cultura occidentale è da sempre attraversata da figure che invariabilmente cantano, accompagnandosi con strumenti a corde: aedi, rapsodi, menestrelli, bardi, cantautori – dai tempi dell’antica Grecia fino ai giorni nostri. Lo scopo è comune: raccontare idee, eventi e storie a un popolo distratto e talvolta neppure in grado d’informarsi.

Giulio Casale percorre gli stessi sentieri di questi cantori, da tempo e anche in casi apparentemente insospettabili. Ad esempio, è difficile dire se nella sua “Signor Jones”, una vetta degli Estra, egli parli al Suonatore Jones dell’ “Antologia di Spoon River”, al Mr. Jones cantato da Bob Dylan nella sua “Ballad of a Thin Man”, oppure a se stesso. Come per il primo, la gente ha scoperto che Giulio sa suonare: e suonare gli tocca, per tutta la vita. Come il secondo, Giulio probabilmente percepisce che qui sta succedendo qualcosa, ma non sa bene cosa sia. Vero, Signor Jones? Per questo sta lì seduto con la chitarra a narrare in musica ciò che lo circonda, per mezzo di storie scritte da lui e da altri: ché storie sono, con note come ali. Per questo molti hanno ascoltato in silenzio i suoi concerti in questi anni: parole significanti, che passano da dentro. Liberamente è anche e innanzitutto Libera Mente.

Giulio viene affiancato da Lorenzo Corti, chitarrista ben noto sulla scena indipendente e già suo collaboratore, nonché di Cristina Donà, Nada, Cesare Basile, Le Luci della Centrale Elettrica e molti altri.

Nessuna scaletta, nessuna rete: il concerto nasce sull’onda emotiva del momento, diverso da sé, sempre sincero. La sola certezza è che ai brani tratti dal percorso solistico di Casale si potranno alternare “liberamente” alcune covers-altri e che non potrà mancare qualche rimando alla discografia degli Estra, ma il tutto nel flusso unico di quella sera e di quel concerto, non preordinato e mai più replicabile identico.

«Nudo, esposto al gelo di quest’infausta età» – per citare Kafka: infausta ma proprio per questo da cantare, con forza, nella convinzione che qualcosa alla fine resterà.

Nel web: http://giuliocasale.com/

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/234748346978601/

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Selezioni Sicilia per Rock targato Italia, intervista agli Hard Horns

Loro sono la band ‘Hard Horns’, si esibiranno il 9 marzo presso i Candelai di Palermo, per le selezioni regionali Sicilia di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così!

Come vi siete avvicinati alla musica?

Per quanto riguarda l'avvicinamento alla musica, abbiamo visto che tutti noi abbiamo storie piuttosto simili. Siamo tutti nati in delle famiglie in cui la musica rivestiva un ruolo molto importante. Tutti noi abbiamo, fortunatamente, un punto di riferimento a livello musicale che ci ha ispirato a fare quello che facciamo, siano essi zii, padri, eccetera. Mi sento di dire che era piuttosto inevitabile che ci avvicinassimo al mondo della musica dati i contesti familiari di cui facciamo parte. Poi, ovviamente anche le amicizie che abbiamo consolidato negli anni hanno fatto si che cominciassimo a fare musica.

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

La nostra band è formata da 5 componenti: Francesco "Giannozzo" Orlando (voce solista), Fabrizio Averna (tastiere e cori), Gabriele Villari (chitarra e cori), Mario Vigilante (basso elettrico e cori) e Alessandro Sortino (batteria e percussioni).
Io (Giannozzo) e Gabriele ci siamo conosciuti per caso, tramite amici comuni, e parlando abbiamo deciso di avviare un progetto insieme. Da lì partì la ricerca di musicisti validi e io portai con me Mario da una vecchia formazione in cui suonavamo e altrettanto fece Gabriele con Fabrizio. Alessandro fu visto e reclutato direttamente su un palco, mentre suonava con un'altra band. Gli parlai del progetto, gli piacque e siamo tutti insieme da allora.

Come definireste la vostra musica e qual’è lo stile?

La nostra musica è di difficile classificazione (il che, per quanto ci riguarda, è un valore aggiunto). Dovendo dare una definizione, direi, per prima cosa, che è "nostra". Abbiamo riversato tutto il nostro background e attinto da diversi generi diversi per mischiarli e ottenere un prodotto "nostro". Lo stile, direi, Hard & Heavy con varie influenze, principalmente prog e blues.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

La storia del nostro nome è piuttosto particolare e anche divertente, per certi versi. Abbiamo preso spunto da un modo di dire tipico della nostra città, Palermo. La traduzione letterale del nostro nome in palermitano è "Corna Dure", che qui è comunemente usato come epiteto per indicare una persona in gamba, che se la sa cavare in ogni situazione e che, in genere, è piuttosto bravo in quello che fa. Sfruttando anche il fatto che il gesto delle corna in alto ("Horns Up") è stato e continua ad essere un gesto distintivo del tipo di musica che facciamo, abbiamo optato per questo particolare nome, che descrive, anche con un pizzico di presunzione se vogliamo, in toto quello che siamo e quello che scegliamo ogni giorno di fare.

Cosa ne pensate dei talent show?

I talent sono sicuramente il modo migliore per ottenere visibilità e notorietà. Sicuramente faremo qualche provino in giro, ma in generale, abbiamo notato la tendenza a sfornare prodotti stereotipati e spesso privi di un vero e proprio contenuto.

Quali sono i locali in Italia dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?  

Come tutti, aspiriamo ai maggiori locali che l'Italia offre, quindi i vari club (vedi Bologna, Trezzo sull'Adda ecc), mentre qui a Palermo ci siamo tolti diverse soddisfazioni, suonando nei maggiori locali che questa città ci mette a disposizione e stiamo tentando di spostarci nelle altre grandi città dell'isola.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Si, ne abbiamo fatti parecchi e la risposta è stata sempre molto buona sin dai primi live a livello di risonanza sui media e sui social e anche a livello di pubblico.

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

Per quanto ci riguarda, in Italia, servirebbe molta più risonanza per le band emergenti che non derivano dai talent. Ovviamente questo potrebbe avvenire attraverso maggiori investimenti nel campo dell'arte, della musica e della cultura da parte degli organi nazionali e privati, ma stiamo entrando in dinamiche molto più grandi di noi.

Quali sono i vostri progetti futuri?

Nell'immediato futuro, abbiamo in cantiere diversi contest nazionali e non per dare visibilità al nostro primo lavoro in studio "Landscapes"
vogliamo arrivare fino in fondo e giocarcela alla pari con i nostri avversari, senza tralasciare ovviamente i live in giro per Palermo e la Sicilia. Stiamo lavorando anche al secondo album; abbiamo già alcune idee niente male per tentare di sorprendere i nostri fan e quelli che ancora non sanno di esserlo. Non ci fermiamo mai insomma!

Buona musica e Stay Hard Horns!

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DUPERDU in concerto allo Spirit de Milan

Giovedì 9 febbraio alle 22

DUPERDU in concerto allo Spirit de Milan

Giovedì 9 febbraio a partire dalle 22, i Duperdu si esibiranno in un imperdibile concerto milanese allo Spirit de Milan (Via Bovisasca 59, Milano) con pezzi della tradizione, da Gaber a Jannacci a Svampa, e brani del repertorio originale dei Duperdu.

Il duo più trasformista del momento, formato da Marta Maria Marangoni (voce e flauto dolce) e Fabio Wolf (piano e voce), è stato così battezzato dal grandissimo maestro Nanni Svampa dei GUFI, per il quale si esibiscono come gruppo di supporto a Il mio concerto per Brassens.

Musici di casa del locale milanese La Scighera e cantori ufficiali dello Spirit de Milan, nuovo esperimento culturale nella ex-fabbrica Livellara, hanno registrato il loro primo album “CHIAMERÒLLA MILANO” per l'etichetta Terzo Millennio con il contributo del Maestro Tony Cercola, percussionista di Edoardo Bennato e Pino Daniele.

Il disco è disponibile in tutti i web store e il CD è in vendita esclusivamente durante gli spettacoli dei Duperdu.

Il loro ultimo spettacolo “PLUF! intermezzi teatral-musicali fra un tuffo e l’altro”, composto appositamente per i BAGNI MISTERIOSI è stato prodotto dal Teatro Franco Parenti di Milano.

Per il prestigioso Teatro Franco Parenti sono inoltre autori e interpreti delle musiche originali di OPERA PANICA di Jodorowsky (vincitori del premio NEXT) che sarà in scena il prossimo novembre 2017 per la regia del giovane visionario Fabio Cherstich.

Su Facebook: https://www.facebook.com/regressivetour/

Nel web: www.duperdu.org

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