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Articoli filtrati per data: Marzo 2017

Rock Targato Italia arriva a Palermo per le selezioni Area Sicilia

Rock Targato Italia arriva a Palermo per le selezioni Area Sicilia

Alla ricerca di nuovi talenti della scena musicale

Rock Targato Italia, il più importante rock contest del nostro paese, sbarca a Palermo, in sole due ed imperdibili date, per trovare nuovi talenti nell’isola italiana. Le selezioni si terranno l’8 e il 9 Marzo (h. 21.30) presso il I Candelai di Palermo in Via Candelai 65.

Durante queste due serate, gli artisti emergenti che partecipano al concorso potranno esibirsi dal vivo e cercare di aggiudicarsi un posto per accedere alla finale nazionale prevista a Milano nel mese di settembre. I vincitori del Contest si aggiudicano un contratto di promozione stampa, radio e tv con l’agenzia di comunicazione Divi In Azione Milano e la partecipazione alla compilation Rock Targato Italia.

Rock Targato Italia è da sempre un contest che punta i riflettori su artisti che amano la musica autentica e originale e si esprimono attraverso essa, con particolare attenzione alla creazione di opere inedite e creative.

Nato 29 anni fa da un’idea di Francesco Caprini e Franco Sainini, responsabili dell’ufficio stampa Divinazione Milano e dell'etichetta Terzo Millennio, Rock Targato Italia si fonda sulla forte convinzione che la scena italiana è piena di talenti che meritano di essere promossi professionalmente. Gli artisti emergenti che verranno selezionati per partecipare alle finali, che si terranno in autunno a Milano, avranno infatti la possibilità di concorrere per il premio finale, che consisterà nella promozione del proprio singolo attraverso oltre 800 radio, testate giornalistiche locali e nazionali, webzine e piattaforme social. Alla fine del contest verrà inoltre pubblicata la tradizionale compilation con i brani più belli degli artisti che hanno partecipato alle finali nazionali a Milano.

Rock Targato Italia arriva anche a Palermo, mercoledì 8 Marzo, per infiammare uno dei locali più esclusivi dell’isola: I Candelai. Ecco il programma dei due appuntamenti live: la prima serata sarà aperta dalle esibizioni dei Timboscica (Messina), dei Zizzania (Agrigento), dei Milk (Catania), dei Butijah (Catania), dei Rose Noir (Palermo) ed infine dei Night Prowlers (Palermo). Il 9 marzo concluderanno invece il tour siciliano gli Anèma (Siracusa), i Velaut (Agrigento), i Karbonica (Catania), i Rubber Eggs (Palermo), gli 091Blues (Palermo) e gli Hard Horns (Palermo).

Rock Targato Italia, giunta alla sua XXIX edizione, è allo stesso tempo un contest ma anche un vero e proprio concerto in tour, in quanto offre agli artisti la possibilità di suonare brani propri davanti ad un pubblico reale nel club italia. Nel corso degli anni molte band e cantanti affermati hanno iniziato la loro carriera calcando il palco di Rock Targato Italia. Tra i più importanti, i Timoria, i Marlene Kuntz, i Negramaro, Ligabue, i Litfiba, Le Vibrazioni, i Subsonica, Carmen Consoli, Zibba e Giulio Casale con i suoi Estra.

Per continuare a seguire le selezioni di Rock Targato Italia e fare il tifo per il vostro artista preferito, ecco di seguito le prossime date del tour:

  • Selezioni area centro sud Italia - 2, 5, 12, 14 e 29 Marzo: ‘Na Cosetta, Roma
  • Selezioni area Toscana - 24 e 25 Marzo: Circolo Arci, Coltano (PI)
  • Selezioni area Trentino Alto Adige - 31 Marzo: L&BISTROT, Pergine (TN)
  • Selezioni Emilia Romagna - 1 Aprile: Arci Zerbini, Parma
  • Selezioni area Veneto e Friuli Venezia Giulia - 23 e 30 Aprile: Greenwich, Curtarolo (PD)
  • Selezione area Puglia - 6 maggio: Ipogeo Club, Torre Santa Susanna (Br)
  • Selezione area Lombardia - 15 e 16 maggio: LegendClub, Milano
  • Selezione Area Marche - 27 e 28 Maggio Kokogena di Osimo (AN)
  • In preparazione Sardegna, Piemonte, Liguria
  • FINALI NAZIONALI MILANO a settembre

 

Nel web: http://www.rocktargatoitalia.eu/

Sui social: https://www.facebook.com/Rock-Targato-Italia-217894384907686/?fref=ts

Pagina dell’evento: https://www.facebook.com/events/664901470357184/

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Selezioni Emilia Romagna per Rock Targato Italia: intervista ai 'Killing Dodo'

Loro sono i 'Killing Dodo’, si esibiranno il 1 aprile all'Arci Zerbini di Parma, per le selezioni dell'Emilia Romagna di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così:

Come vi siete avvicinati alla musica?

Tutti e tre veniamo da un piccolo paese della provincia di Rimini, Novafeltria, un luogo incastonato negli appennini al confine fra Emilia Romagna, Toscana e Marche. Diciamo che non c'è tanto da fare. La vita è tranquilla e all'aria aperta. C'è una forte cultura musicale fra i giovani e questo finisce per influenzarti, ma tutti solitamente hanno il primo approccio con lo strumento durante le scuole medie, dove, diversamente che in altre scuole, puoi scegliere lo strumento che istintivamente più ti aggrada. E' anche questo che permette, in una intera valle di 10.000 persone di avere almeno una decina di band molto preparate.

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Il gruppo è composto da Edoardo Marcelli (Voce e Chitarra), Gabriele Fraternali (Basso, Cori, Piani), Federico Rampa (Batteria, Cori).

Ci conosciamo da molto tempo, praticamente da sempre dato che viviamo tutti e tre in un piccolo paese dell'entroterra riminese, Novafeltria. Ci siamo approcciati alla musica seguendo percorsi differenti che negli anni si sono incrociati più volte, in particolare Edoardo e Gabriele hanno condiviso molte band sperimentando i più svariati generi, rock, funky, psichedelico. L'idea dei Killing Dodo è nata prefissandoci un obiettivo molto preciso: suonare solo brani inediti composti da noi! Dopo una prima fase di assestamento si è delineata spontaneamente una linea guida che ci ha portato a registrare il nostro primo CD dal titolo "Progressivo Distacco" che uscirà in primavera.

Come definireste la vostra musica e qual’è lo stile?

La nostra musica è sia rabbia che riflessione, ci piace spaziare da atmosfere molto crude, terrene ad altre più eteree. I testi e la musica sono connessi fortemente ed è un aspetto che curiamo particolarmente per fare in modo che il brano comunichi all'ascoltatore la sensazione che abbiamo noi quando lo suoniamo. Il genere più appropriato in cui ci collochiamo è l'Alternative Rock, ma in ogni caso le etichette ci stanno strette dato che ascoltiamo veramente di tutto. Per noi è importante l'attitudine che un'artista riesce a mettere nelle sue canzoni e sul palco!

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Il nome della band è stato molto "sofferto", per quanto sembri una cosa semplice da scegliere, non lo è. E' il tuo biglietto da visita per il pubblico.
Per i primissimi mesi non avevamo un nome e cercavamo di trovare qualcosa di accattivante, di orecchiabile, che ci rappresentasse e che fosse anche facilmente pronunciabile da un Italiano. Arrivati a un certo punto finiti a cercare nomi di vari uccelli su internet, scherzando è venuto fuori il nome del "Dodo", un uccello incapace di volare, famoso sia per le forme goffe sia perché si è estinto nel 1600. "Dodo" deriva dal portoghese sempliciotto ed è anche utilizzato in Inghilterra per indicare una persona che non sta a passo con i tempi. Killing Dodo, come atto di uccidere un animale estinto ci divertiva, e data l'inutilità della missione, ci permette di pensare di più alla musica!

Cosa ne pensate dei talent show?

I talent show non sono sbagliati di per sé, ma è sbagliato ciò che offrono. Troppo spesso ci sono ragazze/i immagini più che veri artisti e la musica proposta è la stessa offerta dalle major, sicuramente un approccio più proattivo aiuterebbe. I partecipanti ai talent non dovrebbero essere meramente dei bravi interpreti, ciò che serve è tanta preparazione e un background artistico che permetta di poterti differenziare. Sarebbe bello vedere talent show dove gli artisti ci mettono veramente del loro, invece ciò che troppo spesso succede è che vengano sfornati prodotti ogni anno uguali, e quindi logicamente, ciò che esce nel 2017 sostituisce quello del 2016 e così via. E' avvilente perché riduce l'artista a un prodotto facilmente sostituibile, invece che qualcosa di unico.

Quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nel vostro regione di origine?

Scherzando fra di noi diciamo sempre che prima o poi suoneremo a Wembley.

A parte gli scherzi, non ci mettiamo limiti. Rimanendo nella dimensione club, la consacrazione si ha solitamente all' Alcatraz di Milano e speriamo veramente di arrivarci perché se succederà, vorrà dire che abbiamo raggiunto un buon livello come band. Per il resto a noi non importa. Suonare davanti a 10 o 1000 persone è uguale, e ci mettiamo lo stesso identico impegno. Siamo fermamente convinti che la gavetta, le ore di trasferta con macchine strapiene e macinare live su live sia fondamentale per crescere.
Un locale della nostra zona dove ci sarebbe piaciuto suonare è il Velvet di Rimini, a pochi chilometri dal nostro paese, ma purtroppo l'hanno chiuso proprio l'anno scorso.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Si, certo. In questi quasi due anni di attività, abbiamo provato molto per perfezionarci e scrivere canzoni, ma abbiamo anche fatto live, per finanziare la produzione e la promozione del nostro disco in prossima uscita: Progressivo Distacco. Nella trentina di live affrontati abbiamo sempre avuto una risposta molto positiva, abbiamo fatto tante amicizie e molti ci chiedevano il disco a fine serata, ma purtroppo non lo avevamo ancora. Adesso che finalmente il disco è pronto, non vediamo l'ora di poterlo condividere con tutti quelli che vorranno. In più, quest'anno, siamo stati finalisti regionali all'Emergenza Festival e semifinalisti nazionali per il Tour Music Fest, esperienze che ci hanno aiutato a migliorare.

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

Secondo noi in Italia c'è bisogno di imprenditori appassionati che tornino a portare la musica emergente e la musica underground alle orecchie anche delle masse.
Il maggior problema di questa industria in Italia è l'offerta delle major che abbassa la qualità in modo spropositato. La loro forza economica e di marketing fa sì che, alle orecchie dell'ascoltatore medio arrivi solo un certo tipo di musica, e di conseguenza le radio e le televisioni sono costretti a proporre la stessa musica per mantenere gli ascolti e riuscire a vendere i propri spazi pubblicitari. Diciamo che il pubblico Italiano è stato progressivamente "ignorantizzato".

Facendo l'esempio del Regno Unito, le band rock nascono a suon di concerti ma sono anche promosse in un modo adeguato, e quindi, ti trovi i Blur a un festival con 100.000 persone. L'italiano medio non può avere gusti troppo diversi dall'inglese medio. Però in Italia ritrovi le band di punta della musica indipendente, anche molto più brave e preparate dei Blur, che suonano nei club davanti a massimo 10.000 persone quando va bene. Credo che la differenza dei numeri sia dovuto alla differente linea artistica seguita dalle major.

Quali sono i vostri progetti futuri?

In primavera uscirà il nostro primo lavoro composta da 7 tracce, Progressivo Distacco. Alcuni lo chiamano EP, altri Album, noi lo definiamo disco. E' una sorta di concept dove, nel corso dei 30 minuti di musica, il protagonista prende conscienza del suo disagio sia nella società che interiore, e decide di rifugiarsi in una apatia introspettiva. Abbandonato in sè stesso, crederà di essere fuggito dai problemi e troverà una illusoria serenità. Le musiche e gli arrangiamenti seguono questa evoluzione, passando da suoni più rock, acidi e distorti, a linee più melodiche, riverberate ed eteree.
Ci stiamo preparando alla promozione del disco, sia editoriale che concertistica, ma in contemporanea, stiamo già scrivendo il prossimo disco che speriamo di registrare al più presto.

 

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Selezioni Emilia Romagna per Rock Targato Italia: intervista ai 'Malaurora'

Loro sono i 'Malaurora’, si esibiranno il 1 aprile all'Arci Zerbini di Parma, per le selezioni dell'Emilia Romagna di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande  Piermatteo Carattoni:

Come vi siete avvicinati alla musica?

E’ una passione presente fin dall’infanzia. Io personalmente ho iniziato da piccolo con il violino dopo aver subito il fascino del “tour” dell’istituto musicale della mia città che ha toccato tra le sue tappe la mia scuola elementare!! Invece verso la terza media ho iniziato a strimpellare la chitarra e da lì è partito il mio percorso.

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Della formazione originale siamo rimasti io e Lorenzo, il batterista. Negli ultimi mesi si è unito Isael (bassista) a questa family. Con Lorenzo ci siamo conosciuti fin dai tempi del mio progetto solista che potremmo definire la fase 1 del percorso che ora è proseguito sotto il nome di “Malaurora”

Come definireste la vostra musica e qual’è lo stile?

Pop rock cantautoriale. Prendiamo spunto compositivamente da riferimenti italiani abbastanza associabili agli anni ’70 e ’80 e li “riformattiamo” in chiave più massiccia a livello di sound, con batteria e chitarre elettriche sempre molto in vista.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Volevamo portare con noi la parola “Aurora” che aveva un significato molto peculiare nella mia fase solista. C’era un brano dal titolo “CantAurora” dal quale era partito il neologismo “cantAurorale” a denotare il mio stesso genere musicale e la mia avventura. Ne abbiamo modificato il prefisso cercando una tonalità un po’ più dark, un po’ più urbana. Il risultato è un contrasto cromatico e non solo.

Cosa ne pensate dei talent show?

In un paese culturalmente solido non sarebbero stati sufficienti ad affossare la musica e le sue innumerevoli terminazioni nervose. In Italia la parte più velenosa del meccanismo sembra aver intaccato in maniera molto preoccupante una cospicua fetta di musicisti, musicofili ed addetti ai lavori. Per non parlare quindi del pubblico comune. Ci riferiamo allo scorporamento della parte artistica, ormai divenuta mero accessorio senza più ragioni d’essere culturali, esistenziali o connesse ad aspirazioni di ricerca e crescita individuale e collettiva.

Quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nel vostro regione di origine?

Tutti i locali dove la musica goda di una considerazione che vada al di là del mero intrattenimento funzionale solo al business del gestore. I locali dove la proposta artistica sia gradita e soggetta alla curiosa attenzione di chi vuole conoscere qualcosa di nuovo e particolare.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Innumerevoli. Si passa dall’interesse al menefreghismo totale. Dipende moltissimo dal contesto, ma la sensazione di fondo è che non ci sia alcuna speranza se non affidata a tentativi extra testuali che raccolgano un interesse poco o nulla collegato alla schiettezza della proposta artistica in quanto tale.

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

Di un restauro culturale radicalissimo da progettare a lungo termine.

Quali sono i vostri progetti futuri?

Un disco multimediale con un’attitudine social che esca a puntate online sempre associate a videoclip.

 

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ROCK TARGATO ITALIA
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