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Articoli filtrati per data: Novembre 2018

L’ULTIMA EMERGENZA, I SUPEREROI E URIAH HEEP.

L’ULTIMA EMERGENZA, I SUPEREROI E URIAH HEEP.

E’ davvero stupefacente come la fantasia di qualcuno superi le barriere del reale. E’ stupefacente, tanto quanto, la realtà vinca a mani basse sulla fantasia di qualcuno. La fantasia, intendiamoci bene, esiste in due differenti versioni: quella che potremo anche chiamare “immaginazione” cioè la capacità di concepire mondi, personaggi, storie ma, andando oltre, scoperte scientifiche, cure e nuovi sistemi sociali più equi e benevoli o l’altra che è di segno opposto … Non è la capacità di superare la barriera della realtà per progredire. Semmai, è l’attitudine ad esplorare territori oltre i canoni della decenza, mentendo agli altri e a sé stessi, inventando baggianate. Facciamo un paio di esempi e mi scuserete se parto dall’accezione più negativa.

Quando stimatissimi capi di governo di Paesi che consideriamo evoluti, negano il riscaldamento globale provocato dall’uomo, dicendo che i cambiamenti climatici su questo pianeta ci sono sempre stati, raccontano una storia non solo falsa ma, anche, oramai fuori moda. I cosiddetti “negazionisti”, infatti, prima erano una compagine fortemente minoritaria nella comunità scientifica, adesso, si sono dissolti. Un effetto positivo del rialzo delle temperature?

Quello che sappiamo è che la concentrazione di anidride carbonica è aumentata esponenzialmente nella nostra atmosfera facendo diminuire quella di ossigeno. L’anidride carbonica che gli esseri umani hanno liberato negli ultimi due secoli, il nostro pianeta aveva impiegato milioni di anni per seppellirla. Tra le attività umane e il global warming c’è un rapporto accertato di causa-effetto.

La cosa più divertente (se non fosse tragica) è che tutti sembrano ignorare il fenomeno: c’è chi pensa che debba essere sacrificato tutto sull’altare della finanza per scongiurare altre crisi che porterebbero a conseguenze molto difficili. Altri, invece, che si dedicano a difendere le frontiere dai migranti: la vera grande emergenza del mondo contemporaneo. Da uomo semplice, mediamente istruito e individuo della specie dei Sapiens sapiens (definizione che ho sempre trovato ridondante) penso che il giorno che passeremo da ammalarci di terribili tumori cutanei al morire di fame e poi a soffocare sia uno spauracchio ben più efficace di qualche speculazione causata dal fatto che non si vogliono cambiare delle regole idiote e desuete. Così come, seguendo un recente pezzo de The Indipendent, un giornale britannico che è tutt’altro che un brogliaccio rivoluzionario, se non ci fossero le frontiere si innescherebbero dinamiche positive per i popoli e per l’economia. Certo … l’autore fa una proiezione fantastica! Ma è un modo intelligente di usare la fantasia. Chi la usa per dire alla gente quello che si vuole sentir dire, semplicemente, mente.

La verità la raccontano fatti reali come i roghi infiniti in California. Incendi che stanno cancellando vite e cittadine. Scusate … avete ragione! Non sono uno degli effetti del riscaldamento globale sono provocati dall’amministrazione Trump che ha utilizzato le scie chimiche (tecnologia aliena, parrebbe!) per impedire che i californiani escano dall’Unione. State ridendo? Io no. Sul web ho trovato questa spiegazione, con l’invito a toglierci le fette di prosciutto dagli occhi, per giunta! Va bene … in rete c’è chi è guarito da un tumore con il bicarbonato, chi ha visto l’Uomo Falena, etc.

La verità la racconta la strage di alberi in Veneto e in Trentino. Quei boschi ci metteranno secoli a tornare come prima. La verità la raccontano le trombe d’aria di queste ore in Sud-Italia.  La verità la raccontano popolazioni che vivono di pesca e non trovano più pesce per sfamarsi. Perché non dovrebbero venire qui e servirsi al banco dell’Esselunga? La verità la raccontano isole spazzate via da monsoni di potenza inimmaginabile e pesci tropicali che si sono spostati in mari che, fino a pochi decenni fa erano troppo freddi per loro. Siamo molto oltre la possibilità di invertire il processo mettendoci tutti quanti un pannello solare in testa e guidando auto all’idrogeno. Servono politiche radicali su scala globale. Serve la comprensione che questa è la madre di tutte le emergenze.

Perché? Perché non arriverà Silver Surfer a salvarci da noi stessi. Sì, Stan Lee ed io condividevamo la passione per questo personaggio della Marvel (nato dalla fantasia del fido Kirby ma che è sempre stato il preferito di Stan). Forse ci attraeva la sua solitudine e il suo senso di colpa. Umano troppo umano pur essendo alieno. La fantasia di Stan Lee che ha riempito molte giornate nella mia vita di ragazzo, è un esempio mirabile di fantasia autentica. La Marvel con i suoi eroi è stata capace di intrigarci con i suoi meravigliosi personaggi e le loro storie ma, soprattutto, di farci prendere coscienza della nostra condizione umana e sociale. Erano eroi tridimensionali: forti e coraggiosi ma fragili come noi. Spesso alle prese con l’odio, il disprezzo o il pregiudizio di coloro che volevano salvare o, peggio,  discriminati sistematicamente come i mutanti di X Men.

Stan Lee ha parlato a molte generazioni di giovani prima con gli albi a fumetti, poi con i film e le serie. La Marvel pur essendo americana, ha anche saputo allegorizzare i grandi cambiamenti della società USA così come le grandi vergogne e le grandi lotte che hanno portato a quei cambiamenti. Grazie Stan, sarò sempre un tuo fan.

Pensando all’umanità di oggi, per niente Sapiens, mi viene in mente un personaggio di un grande romanzo di Charles Dickens. Il romanzo è David Copperfield … su internet probabilmente troverete un omonimo che fa l’illusionista (niente male, tra l’altro). Il personaggio è Uriah Heep. Un uomo brutto, subdolo e untuoso che farà di tutto per cambiare il suo stato sociale animato da un’avidità monumentale che alla fine lo perderà.

A proposito di Uriah Heep, il personaggio dickensiano ha ispirato il nome di una band fondata nel’69 nata nell’humus che aveva generato un paio d’anni prima anche i mitici Black Sabbath. Il gruppo, originariamente fondato da Mick Box e David Byron (rispettivamente lead guitar e vocalist) e, appena dopo, impreziosito dalle tastiere di Ken Hensley ci ha regalato due album importantissimi come Salisbury, un concept album che potremmo definire “prog-metal” e Demons and Wizards, considerato il loro capolavoro. Non per fare il bastian contrario ma, io preferisco il primo al secondo: più ricco di suoni e più prog è una vera e propria Opera Rock. Due pezzi, in particolare, sono molto interessanti: la title track è una suite meravigliosa di oltre 16 minuti (registrata con un’orchestra) e Lady in Black in acustico, strizza l’occhio al folk pur stando benissimo nell’LP. Per stare sulla notizia, la band (della vecchia formazione è rimasto solo Box) si esibirà live a Trezzo sull’Adda il prossimo 3 febbraio, portando il nuovo album LIvin’ The Dream. L’ho ascoltato ieri e, pur non essendo alla stessa altezza dei due che cito, è un disco che vorrei nella mia libreria. Tra AOR, folk e hard rock regala grandi vibrazioni e diversi paesaggi sonori.

Credo che questi musicisti siano anche loro dei Supereroi: non mollano e fanno cose di alta qualità, molto diverse dall’appiattimento e all’omologazione coatta dei tempi che viviamo. E’ anche grazie a loro se ci è rimasta qualche speranza.

di Paolo Pelizza

© 2018 Rock targato Italia

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Teatro dell'Aleph e Compagnia Teatrale "Le Chimere"

COMUNE DI BIASSONO
Assessorato alla Cultura

presenta

Teatro dell'Aleph 
e Compagnia Teatrale "Le Chimere"

MARIPOSAS
- Regia di Giovanni Moleri - 

Invito allo spettacolo

SABATO 24 NOVEMBRE 2018  - ore 21.00
COMUNE di BIASSONO - Sala Civica - via Verri

 Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

INGRESSO GRATUITO

 

Info: Ufficio Cultura Biblioteca Museo - Biassono - Tel  039 2201043

 

 

Presentazione dello Spettacolo

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“Fuoco prendi tutto” di Luca Barachetti

Luca Barachetti, Eraclito, il fuoco, la carne e la poesia.
[Intervista di Roberto Bonfanti]

Luca Barachetti, che molti conosceranno come leader dei Bancale o come attivissimo operatore del mondo della musica indipendente, è un personaggio da scoprire: persona di grande cultura, interlocutore mai banale, vero artista della parola e osservatore attento di tutto ciò che si muove attorno a lui. Affascinato dal suo esordio come poeta con il libro “Fuoco prendi tutto” (pubblicato proprio poche settimane fa da Edizioni Ensemble), mi è sembrato molto interessante andare a intervistarlo.

Da cosa nasce, nel 2018, l’esigenza di pubblicare un libro di poesie?

Da nessuna particolare esigenza, anzi. Ho terminato “Fuoco prendi tutto” più di due anni fa e ho trascorso questo tempo sino allo scorso ottobre, quando il libro è uscito per Edizioni Ensemble, a chiedermi se era necessario rendere pubbliche queste poesie o se magari andavo anche io come tanti, troppi, a sprecare carta e dunque alberi con parole assolutamente non necessarie. Tuttavia in questi due anni ho fatto leggere il mio libretto a diverse persone di fiducia, non tutte esattamente compiacenti, e non ho ricevuto pareri negativi. La scorsa estate, infine, ho avuto un periodo di tempo libero – ovvero non lavorativo – e allora ho pensato di fare un giro di mail per capire se qualche casa editrice (rigorosamente non a pagamento) potesse essere interessata a pubblicarmi. Così è stato. Non so ancora oggi se ho fatto bene, ma ormai è andata. Al massimo, come la maggior parte dei presunti scrittori e poeti, verrò coperto anche io dall'assoluta dimenticanza. E gli alberi, chiederai. Quando morirò verrò seppellito nella terra ai piedi di un albero. Sarò nutrimento e così chiederò scusa.

Hai incastonato nei tuoi versi dei frammenti di Eraclito. Cosa rappresenta per te il filosofo?

Quella di Eraclito è una delle esplorazioni filosofiche più affascinanti e lucide di tutta la storia del pensiero. Ciò ovviamente si deve anche al fatto che dei suoi pronunciamenti ci sono arrivate molte parti incomplete e frammentarie. Questa frammentarietà, in certi casi, ha reso ancora più incisiva la forza poetica delle sue parole. Per quanto mi riguarda la visione del filoso di Efeso – tragica nel senso greco del termine, senza sconti e profetica – è radicalmente vera e generativa. E difatti ha germinato le poesie. Ad un certo punto mi sono sentito “chiamato” dalle sue parole, mi ha “scritturato”, come direbbe Alessandro Bergonzoni, ed ho iniziato a scrivere un qualcosa che penso fosse già scritto, già presente e non destinato, nelle cose del mondo.

Sembri staccarti dall’immagine del poeta legato all’etereo per creare immagini impregnate di carne e di materia. Cosa origina i tuoi versi?

L'immagine del poeta legato all'etereo, per fortuna, è poco rintracciabile in chi pratica la poesia senza ciarlataneria. Come ho scritto sopra, i versi nascono dai frammenti di Eraclito, sono una sorta di rispettoso o irrispettoso completamento. E nascono anche dalle cose fondamentali della realtà: il dolore, la morte, l'amore, la trasformazione.

Nei tuoi versi parli del fuoco che purifica e cauterizza. Il fuoco non ha mai una valenza distruttiva nella tua poesia. Da cosa nasce questa visione?

Il Fuoco delle mie poesie, che è in parte quello eracliteo, è il mutamento estremo di ogni cosa vivente e non vivente. Il Fuoco non distrugge, semmai rigenera, anche quando non è fuoco cosmico ma “semplice fuoco” con cui ci scaldiamo. La bruciatura genera sempre qualcosa d'altro, nella fattispecie la cenere, che è rinascita, memoria, svelamento.

Sempre a proposito del fuoco, in una poesia dici che “con misura divampa e con misura si spegne”. Il fuoco diventa quindi anche il simbolo della ricerca di una dimensione più umana in un’epoca in cui tutto sembra meccanico e frenetico?

Fuoco prendi tutto” è un libro di meditazioni in forma di poesia. Tali meditazioni sono profondamente umane e si rivolgono all'uomo. E' un libro sull'uomo, sul suo significato, sul suo stare al mondo certamente non al centro di esso. Ma è anche un libro sull'inevitabile dolore delle cose (noi, le pietre, gli animali, tutto) che ci segna e misura in vampe e spegnimenti. Tutta la poesia è una pratica di meditazione contro l'andamento meccanico e frenetico del contemporaneo.

E quanto ho preso lo lascio. E quanto ho perso lo porto”. Anche questo sembra un messaggio piuttosto in controtendenza, in anni di neoliberismo sfrenato. C’è anche una chiave di lettura politica nella tua poesia?

La mia poesia, come tutte le opere d'arte di qualsiasi forma espressiva, è politica. Perché prova ad incidere sulla realtà umana, sulla polis, dunque è politica. Nell'essere contro l'antropocentrismo (enorme, cristiana causa della nostra tracotanza, ad esempio verso il mondo che abitiamo); nel ribadire con forza la presenza in tutto del grande rimosso della morte; nell'indicare il dolore come possibile strumento di conoscenza (laddove la tecnica lo vuole eliminare, fino all'eliminazione della morte) c'è un'azione politica. Di solito nelle presentazioni del libro uno dei primi concetti che esprimo è “Siamo tutti morti”. Lo siamo perché rischiamo la prima reale estinzione di specie della nostra storia a causa dello scempio che negli ultimi due secoli abbiamo commesso sulla natura. Lo siamo però anche prima di questo scempio: una vita disumana come quella che viviamo, dove contano solo il denaro, la performatività e troppe cose sono accelerate e non significanti (il lavoro, in primis) ci porta ad una morte in vita, spirituale e psicologica, di cui dobbiamo tenere conto. L'Occidente ha la pancia piena, ma sprofonda in un abisso di non-senso dove non vale più nulla.

Prima parlavamo di materia. Ho però la sensazione che, nel tuo caso, materia non coincida con materialismo. Si avverte anche una certa sacralità in alcuni passaggi. Sbaglio?

Sono un materialista e credo nella verticalità della materia, dunque nella sua sacralità. Osservare lo scorrere di un fiume, guardare per qualche minuto una roccia, lasciarsi incantare dall'infiammare l'aria del fuoco sono pratiche sacre che dovremmo riprendere. Ogni cosa ci dice tutto, noi compresi, è impermanente e mortale. Siamo coinvolti in una trasformazione più grande di noi, dovremmo inchinarci dinanzi al cosmo. Come fecero Lucio Fontana e Alberto Burri – che per questo libro sono stati dei riferimenti – i quali portarono la materia ad una ricognizione del mistero lontano da ogni credo e raramente così intensa.

In una poesia citi una frase dei Madrigali Magri. Credo che Giovanni Succi sia sempre stato un artista in qualche modo vicino al tuo universo. Qual è il tuo rapporto con la sua produzione?

I dischi dei Madrigali Magri e dei Bachi da Pietra sono stati una spinta importante per iniziare a fare il musicista e a praticare la parola in senso poetico, anche usando la voce. Non potevo evitare di omaggiarlo: “il rosario delle cose note si dipana come sempre ai tuoi sensi / nel flusso di immagini incerte che acceleri quando vai di un andare mentale”.

Stai presentando il libro con una serie di reading. Che effetto fa passare dalla parola stampata su carta a quella recitata?

Avendo militato in gruppi musicali dove usavo la voce non mi è sembrata chissà quale novità. Passare dalla carta alla carne è molto divertente e questo reading è una delle cose più belle e soddisfacenti che mi è capitato di fare. Del resto, io e gli amici che di volta in volta mi affiancano cerchiamo di portare il Fuoco.

Per maggiori informazioni su Luca Barachetti e il suo lavoro: www.facebook.com/barachettiluca

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

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Scudetto - "Championship manager"

Scudetto - Championship manager

Sperimentazioni elettroniche a bassissima fedeltà accompagnano una sorta di filastrocca surreale dall’ironia arguta e pungente.

“Meno male muori te, che la guerra qui non c’è.”

il brano è nella Playlist Speciale “I COLORI DELL’AUTUNNO” da Rock Targato Italia by Divinazione Milano a cura di @Roberto Bonfanti

ascolta su spotify: https://spoti.fi/2O6ThRN

 

ARTISTI: Les Fleurs Des Maladives - Andrea Robbiani - Francesco Pelosi Sfigher Intercity - Andrea Cassetta - Priscilla Bei - Casablanca Nuju - Paolo Saporiti - Ismael - Remida - Hotel Monroe Barberini - Scudetto 

 

La Playlist I COLORI DELL’AUTUNNO contiene 15 brani. 15 artisti sballottati dagli eventi della vita in balia delle onde che tra dubbi e certezze hanno creato delle onde essi stessi per poter influenzare e cambiare coscientemente la qualità, l’essenza stessa della vita.

Creata da Divinazione Milano,  la playlist "I Colori dell'Autunno" è nel tempo passato, presente e futuro, la memoria culturale e professionale della nostra attività discografica e promozionale. La tendenza che caratterizza gran parte del nostro quotidiano lavoro, a sostegno di artisti autenticamente originali e indipendenti. Una scena musicale straordinaria 

 

Una semplice raccolta, per stimolare e per vedere più in la, per aprirci all’universo intorno a noi, aprire i nostri canali recettivi, riacquisire il senso di meraviglia che provavamo da bambini.

La meraviglia che avevamo nel notare il controllo delle nostre mani, nell’ afferrare qualcosa, o nel vedere l’onda del mare a bagnarci i piedi.

Una proposta Divinazione Milano, Francesco Caprini Roberto Bonfanti (scrittore e artista), Franco Sainini.

Una piccola scintilla musicale

IMMAGINA  L’AUTUNNO

 

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Daniele Chiarella in concerto il 22 novembre ore 20:30

DalVivo Trio presenta la serata

Il Dono degli Abissi ospite

DANIELE CHIARELLA in CONCERTO

22 novembre 2018 ore 20.30 a Torino

Nell'ambito del progetto DalVivo Trio la musica è uno strumento per sondare e condividere le emozioni, per guardarsi dentro attraverso un esercizio di consapevolezza e ascolto.

Dopo aver sondato gli equilibri tra musica, arte e filosofia alla ricerca dell’essenziale, attraverso la musica Jazz del Soft Morning Duo (Home Concert del 18 Ottobre), questa volta attraverseremo l'evoluzione artistica e personale di un artista locale che scrive musica da 20 anni!

Lo faremo con Daniele Chiarella che, come dice Giorgio Olmoti, è "una sorta di Captain Beefheart della prima cintura torinese, una creatura mutante nata dall’accoppiamento forsennato di Muddy Waters con Rino Gaetano, ma che porta addosso segni di passati congiungimenti con Frank Zappa e Pupo e Mariele Ventre". Insomma, un casino.

 

La serata è aperta a tutti e l’esibizione è “a cappello”, ogni partecipante potrà infatti lasciare una somma di denaro in relazione all’apprezzamento.

Il luogo dell’evento si trova in una zona centrale di Torino ma, come da tradizione, rimane segreto, e sarà comunicato soltanto ai partecipanti dell’evento, che possono registrarsi gratuitamente seguendo il link:

https://www.meetup.com/it-IT/Home-Concerts-e-Arte-Terapia/events/255889683/

Nel corso della serata verranno ripercorse tre fasi della vita artistica del cantante, che con la sua chitarra porterà sul palco diversi brani, da quelli più goliardici e dissacranti, agli ultimi lavori, più seri e introspettivi.

Tra le canzoni presenti in scaletta "Sadomaso”, “Il cacio sui maccheroni” e gli ultimi brani tra cui “Inverno” e l’ultimo singolo “Abissi”.

Francesca Giovanetti
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Gli appuntamenti live di novembre di Marian Trapassi - Milano

Il 20 novembre 2018 ti aspetto per la serata di Adesiva Discografica

in occasione della Milano Music Week allo Spirit de Milan, via Bovisasca 59, Milano, ore 21,00, ingresso libero.
Ti farò ascoltare in anteprima alcuni brani dal mio nuovo album di prossima uscita, del quale è già in rotazione il primo video "Futuro" e  " Solo una Parola" in uscita fra pochissimo . Per l'occasione una band d'eccezione:  Antonio Magrini alle chitarre, Andrea Viti al basso,  Giovanni Bergamini alle tastiere e Fabio Zago alla batteria. 

Durante la serata sullo stesso palco ci alterneremo con gli altri colleghi di Adesiva Discografica: Michele Anelli e la sua band, con le canzoni del suo album "Divertente Importante" e Fabio Mercuri con la sua band "minimalista" che ci farà ascoltare brani del suo ultimo album e anticipazioni del prossimo.

Qui trovi il link dell'evento:  https://www.facebook.com/events/251315102199139/

 

il 22 novembre 2018 ti aspetto al giovedì inedito di Recicli, Corso Manusardi, 3, Milano, ore 21,30, ingresso libero. 
Un posto davvero speciale dove convivono un bar caffè, le biciclette e la loro manutenzione e la buona musica d’autore: non mancare!

Insieme a me la stessa band d’eccezione per una serata dedicata alla mia musica e alle nuove canzoni. 

Qui trovi l'evento per raggiungerci: https://www.facebook.com/events/268608787096210/

 

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Barberini - "L'ultima notte"

Barberini - "L'ultima notte"

Vogliamo chiamarlo semplicemente “dream pop”? Una canzone delicatissima, dall’atmosfera sognante e la melodia lieve come una ninnananna.

“Dopo la morte hai dei piani o ti arrendi? Ti andrebbe di dirci semplicemente la verità?”

 

il brano è nella Playlist Speciale “I COLORI DELL’AUTUNNO” da Rock Targato Italia by Divinazione Milano a cura di @Roberto Bonfanti

ascolta su spotify: https://spoti.fi/2O6ThRN

 

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Una semplice raccolta, per stimolare e per vedere più in la, per aprirci all’universo intorno a noi, aprire i nostri canali recettivi, riacquisire il senso di meraviglia che provavamo da bambini.

La meraviglia che avevamo nel notare il controllo delle nostre mani, nell’ afferrare qualcosa, o nel vedere l’onda del mare a bagnarci i piedi.

Una proposta Divinazione Milano, Francesco Caprini Roberto Bonfanti (scrittore e artista), Franco Sainini.

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TU ES LIBRE, di Francesca Garolla, produzione Teatro i

TU ES LIBRE, di Francesca Garolla, produzione Teatro i, torna in scena dopo il grande successo della scorsa stagione.

Teatro i

dal 14 novembre al 6 dicembre 2018

 

TU ES LIBRE

di Francesca Garolla

regia di Renzo Martinelli

con Liliana Benini, Maria Caggianelli Villani, Francesca Garolla, Viola Graziosi, Paolo Lorimer, Alberto Malanchino

produzione Teatro i

vado perché sono libera di andare / questo è l’unico motivo / la libertà è l'origine di tutto”  

Selezionato dalla Comédie-Française tra le novità più significative della stagione 17/18, torna a Teatro i Tu es libre, una sconcertante riflessione sulla libertà di scelta, sulla possibilità di scegliere qualcosa che sia anche molto distante dalla nostra etica o dalla nostra morale. Protagonista è Haner, una giovane donna francese, che decide di partire per la Siria e aderire a un sistema socio-culturale totalmente diverso da quello a cui apparteniamo. 

 

blog  www.rocktargatoitalia.ir 

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Dal 12 novembre è disponibile CLICHÉ il nuovo racconto di Roberto Bonfanti

Il senso di sconfitta di un uomo alle prese con i propri dubbi respira nel nuovo racconto di Roberto Bonfanti da scaricare gratis

 

I dubbi irrisolvibili e il senso di disorientamento di un uomo che, in crisi profonda con se stesso prima ancora che con la propria partner, sembra arrendersi alla sensazione che lasciarsi vivere sia l'unica soluzione possibile.

Il quinto capitolo della serie "Storie Contromano" di Roberto Bonfanti è un racconto disilluso e disarmato in modo quasi fastidioso che respira fra i pensieri più intimi e inconfessati di una persona alle prese con il tramonto dei propri sogni e la resa incondizionata alla consapevolezza della propria fragilità.


Leggi il racconto, scaricalo gratis e condividilo con chi vuoi al link http://www.robertobonfanti.com/

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