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Articoli filtrati per data: Febbraio 2018

NEVRALGIKA A ROCK TARGATO ITALIA

il nevralgikapensiero a Rock Targato Italia.  La band è in programma il 22 aprile al Greenwich di Curtarolo Padova.

Pubblicazione a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione Milano 

- NOME, NEVRALGIKA 

- è la musica che si è avvicinata a noi.

- 4 componenti. Ci siamo conosciuti sul sito di villaggio musicale.

- rock sincero.

- nati per caso, durante una conversazione.

- i talent? nessuna opinione in particolare. Oggi il mondo della musica è anche questo.

- si. Risposta freddina.

- qualsiasi locale dove la musica inedita sia valorizzata.

- più spazio alle rock band che fanno musica inedita.

- il mondo social  è un buono strumento per raggiungere tanta gente con poca spesa, non disponibile fino a qualche anno fa.

- suonare, suonare, suonare

 

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Das ES in concerto a Palermo - 22 Marzo

das ES: Ritorniamo a parlare delle band in programma ai Candelai di Palermo per le finali della Sicilia di Rock Targato Italia, questa volta è il turno dei das ES gruppo palermitano che ci racconta una serie di opinioni, testimonianze,  aspettative e altro,  della loro esperienza artistica.

a cura dell'ufficio stampa Divinazione Milano 

 

1) Nome della Band  das ES

2) (Davide) Direi che la musica è da sempre stata una componente costante nella mia vita, sin da piccolo ascoltavo tantissima musica, la mia è stata una crescita nel segno della musica...

 Senza dubbio mi sento di dire, che la musica in qualche modo è stata una compagna di vita. In essa ho trovato sostegno,ispirazione, conforto...

Non riesco ad immaginare un mio mondo fatto di silenzi musicali.

(Mauro) Negli anni dell'adolescenza, quando trascorrevo tutti i miei pomeriggi ad ascoltare musica, mi venne automatico, pensare che, anch'io volevo suonare una chitarra.

Dopo qualche anno, rimasi affascinato dal suono e dal ruolo del basso e virai sul basso.

(Leo) Iniziai a strimpellare la chitarra verso i 15 anni, per dare un senso alle melodie che mi passavano per la testa. Poi continuai suonando da prima batteria e poi il basso, ritornando per

esigenze del mio gruppo di allora, rimasto senza chitarristi, alla chitarra elettrica, strumento che continuo a "suonare" perchè come allora, la musica è qualcosa che ho dentro e che deve trovare uno sfogo.

 

(Valerio) Appassionato fin da piccolo dallo strumento , sempre visto e ascoltato con dedizione, per i miei 14 anni decido di comprare la mia prima batteria ed immergermi nella conoscenza dello strumento in maniera totalmente autodidatta con gli anni è diventata una passione/amore.

(Salvo) Il mio primo approccio alla musica, è stato del tutto casuale, in quanto, mi ritrovai a  casa, una tastiera del tutto inutilizzata da mio fratello maggio. Da lì ebbene inizio il mio amore verso la musica.

3) Siamo in 5, Leo e Mauro si conoscono da tempo, hanno  condiviso in passato un progetto musicale. Anni dopo, conobbi Mauro, ci trovavamo spesso a parlare di musica, finchè un giorno abbiamo deciso di creare un progetto comune che unisse le nostre idee musicali, ispirate alle sonorità della vecchia new wave anni 80.

Valerio si è unito successivamente al progetto rispondendo ad un nostro annuncio musicale, mentre Leo è subentrato dopo svariati cambi di formazione.

Salvo invece, è l ultimo arrivato. L'abbiamo conosciuto ad un contest, lui suonava le tastiere in un duo di rock elettronico, gli abbiamo illustrato il nostro progetto e lui con molto entusiasmo si è catapultato in questa nuova avventura musicale.

4) Diciamo che il nostro nome già contraddistingue la natura della nostra musica, infatti L’ES, è la voce della natura nell'animo dell'uomo, il lato più “oscuro” di noi, l’energia che plasma la nostra musica.

5)Volevamo dare un immagine forte della nostra natura musicale, abbiamo preso spunto da Freud e dalla sua visione dell'ES.

 

6)La musica che gira attorno ai Talent fa parte di quel modo di fare arte che tanto fa male all’arte stessa: comporre non per semplice ispirazione, ma creare un prodotto a tavolino sapendo precisamente come e quale target di pubblico “colpire” per avere un maggiore ritorno economico. In questo modo ne risente la poesia e la qualità della creazione. Inoltre E’ facile che gli artisti che vi partecipano ottengano un successo transitorio e fittizio a cui, spesso, segue un ritorno nell’oblio. Di certo per alcuni è un buon trampolino di lancio che brucia le tappe della gavetta.

 

7)Nel corso degli anni, abbiamo partecipato a diverse manifestazioni musicali e contest (locali e non) riscuotendo consensi.

 

  • E' ovvio che il sogno di qualsiasi musicista sia quello di calcare grandi palchi e partecipare a grandi manifestazioni, ma al tempo stesso, crediamo che la cosa che decisamente appaga di più un musicista, è l'energia e l'adrenalina che solo un pubblico può trasmettere. Il live è qualcosa di completo, si stabilisce quel contatto intimo col pubblico, uno scambio di vibrazioni. Quindi diciamo che non c'è un posto in particolare dove vorremmo suonare.

 

  • Vorremmo innanzitutto che ci fossero degli spazi dedicati ai giovani e all’arte in genere dove poter provare, creare e condividere. Dei veri e propri laboratori musicali. Inoltre sono da sempre utili in tal senso, gli eventi che creano aggregazione e scambi culturali come le jam-session e i festival per talenti emergenti. Molto spesso fare musica oggi si riduce solo a riprodurre cover. Occorre creare punti d’incontro nei locali, nelle piazze e avvicinare sempre più persone alla musica  incrementando i corsi  nelle scuole coinvolgendo veri e propri professionisti.

Diciamo che bisogna credere e investire nella musica e nella valorizzazione dei talenti locali. Lo sviluppo e la salvaguardia dell'arte è da sempre segno di crescita della civiltà.

  • I social sono il risultato di una grande evoluzione nella comunicazione mondiale e sicuramente oggi permettono d'avere quella visibilità che un tempo era negata.

Il web con le sue piattaforme digitali, infatti dà la possibilità di promuovere e distribuire la propria musica in tutto il mondo. Sicuramente questo rappresenta uno stimolo in più per coloro che fanno della musica inedita.

  • Nell'Immediato sicuramente la realizzazione e la promozione del nostro primo album attraverso le piattaforme digitali e i live. Dopo aver realizzato tutto questo, sicuramente non ci fermeremo e fisseremo altri obiettivi.

 

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Hard Horns ospiti a Rock Targato Italia - Finali Sicilia

Si avvicina la data delle Finali Regionali della Sicilia in programma ai Candelai di Palermo  il 22 marzo. Cerchiamo ora di conoscere meglio i protagonisti della serata e le loro aspettative.

Intervista a cura dell'ufficio stampa Divinazione Milano

HARD HORNS, ospiti della serata, hanno partecipato lo scorso anno alle Finali Nazionali a Milano ottenendo un risultato molto positivo acquisendo il diritto di partecipare alla compilation della rassegna con un loro brano "Just a Moment".  La compilation di Rock Targato Italia con artisti noti e meno noti della scena musicale nazionale è su Spotify

- Nome artista

  Hard Horns

 - Come vi siete avvicinati alla musica?

  Abbiamo tutti una storia molto simile per quanto riguarda l'avvicinamento a questo mondo. Sia io (Francesco) che gli altri siamo nati in famiglie dove la musica rivestiva un ruolo molto importante e siamo cresciuti in mezzo a musicisti e strumenti. Abbiamo iniziato ad approcciarci a questo mondo sin da piccolissimi, fin quando non siamo stati in grado di camminare con le nostre gambe e iniziare questo incredibile viaggio insieme.

- Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

   La band è formata da 5 componenti. Una classica formazione anni 80, con chitarra e tastiera come strumenti solisti e cori molto presenti e curati. Io e Gabriele ci siamo conosciuti assolutamente per caso, tramite amicizie in comune. Sembra l'inizio di una storia d'amore e in effetti, in qualche modo è così. A noi si sono subito uniti Mario e Fabrizio con cui suonavamo in progetti precedenti. L'ultimo componente, Alessandro, è stato prelevato direttamente da un palco mentre suonava con la sua band dell'epoca. Da allora siamo sempre rimasti insieme, nel bene e nel male e siamo arrivati a questo punto non più come una band ma come una famiglia.

- Con parole vostre come definireste la vostra musica?

   E' una domanda a cui è sempre difficile trovare una risposta. Nel nostro primo lavoro abbiamo cercato di fondere tutte le nostre passioni e conoscenze e modellarle per descrivere le sensazioni che provavamo mentre vedevamo il nostro sogno prendere forma. Ora, che siamo sicuramente più maturi sia personalmente che musicalmente, abbiamo trovato la nostra strada, la nostra direzione. Questa strada porta ad un sound più moderno e più duro, sviluppando le sonorità Hard rock e blues che, fino ad ora, ci avevano contraddistinto.

- Come nasce il nome della band?

 Il nostro nome trova origine in quello che siamo e dalle radici che abbiamo. Traducendo in maniera letterale il nostro nome in italiano, si ottiene "Corna dure", un tipico modo di dire della nostra città (Palermo) che indica una persona dura, forgiata dalle avversità della vita e che se la sa cavare in ogni situazione scomoda. Proprio come la nostra musica.

- Cosa ne pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

  Beh... Diciamo che oggi C'è la tendenza a pensare più alla quantità che alla qualità e i talent e la maggior parte dei nuovi artisti (soprattutto in Italia, hanno contributo ad alimentarla.

- Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

 Ne abbiamo fatti già parecchi, sia nella nostra Sicilia che fuori. In risposta abbiamo sempre avuto tanti consensi e tanto affetto e speriamo di continuare sempre così e di averne sempre di più.

- Quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nel vostro regione di origine?

  Sicuramente alcuni dei locali più belli d'Italia come l'Alcatraz a Milano o il Piper a Roma. Nella nostra regione, ci piacerebbe ritornare ai Candelai a Palermo e suonare in qualche live club nel Catanese e ci impegneremo per farcela e per arrivare sempre più in alto.

-  Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale?

   Per migliorare l'organizzazione nulla. Il problema di alcune band e di alcuni artisti in Italia è che sono fuori dal "target musicale" attuale ed è per questo che restano nell'ombra, ma a livello organizzativo non c'è molto da migliorare. Una delle poche cose che si potrebbe fare a livello regionale, è l'organizzazione di spazi e festival per dare spazio alle realtà più piccole e nascoste.

- Cosa ne pensate della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi virtuali?

  Ormai sono diventati indispensabili entrambe le cose. i social sono un biglietto da visita in cui l'utente ottiene tutte le informazioni necessarie e può interagire in tempo reale con l'artista. Sicuramente, è anche indispensabile affidarsi a dei professionisti per fare tutte le mosse giuste e per muoversi in questo mondo nuovo

-  Quali sono i vostri progetti futuri?

   Al momento attuale, bollono parecchie cose in pentola. L'esperienza di Rock Targato Italia ci ha dato nuova linfa ,nuova spinta per fare quel passo in più che fino ad ora ci è mancato. Stiamo organizzandoci per il salto di qualità necessario. Questo passa attraverso la scrittura e la produzione di nuovi pezzi, con un sound completamente nuovo e tentare di esportarlo all'estero oltre che in Italia e stiamo facendo di tutto per riuscirci.

Vi mandiamo un grande abbraccio e non vediamo l'ora di rivederci ai Candelai.

#StayHardHorns

 

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Inside The Hole, a Rock Targato Italia. Palermo 22 marzo

(Roy) Penso sia stata la Musica ad essersi avvicinata a me, travolgendomi, aiutandomi e ispirandomi. In Essa ho trovato una cara amica, una confidente con cui poter parlare di tutto a seconda delle emozioni che stessi vivendo.
Un tramite verso la felicità interiore. Quando ascoltai Aces High degli Iron Maiden fu subito amore a primo ascolto.
(Less) Il mio primo impatto consapevole con la musica è stato più un sogno ad occhi aperti. Per un qualche motivo che non so bene ho pensato che se mai avessi avuto qualcosa di importante da dire, mi serviva una chitarra per farlo.

La musica è un linguaggio come un altro, ma è seducente, o almeno, io ne sono stato sedotto.

(Giulio) Cominciai a suonare la batteria seguendo le orme di mio fratello, il quale fece in modo che mi avvicinassi e amassi questo strumento. 

  • Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti? Gli ITH sono un hard’n’blues power trio. Dopo una dura fase di stasi dovuta ai classici cambi di line-up, qualche tempo fa mi ritrovai a parlare con Giulio, dopo una jam session, invece, qualche giorno dopo, conobbi Less in occasione di una rassegna musicale. Parlammo e notammo dei punti in comune nel modo di percepire e vivere la Musica, dunque, dopo un periodo di prove, gli ITH risorsero.
  • Con parole vostre come definireste la vostra musica?
    Mi piace pensarla così: Sturm Und Drang. Un rock’n’roll sanguigno, viscerale, ora profondo, ora vibrante, a tratti polveroso e furente, in cui il cuore, l’unione d’intenti, crea la giusta corrente. 
  • Come nasce il nome della band? Il significato celato dietro il nome Inside The Hole è la convinzione che ogni essere umano sia immerso in diversi buchi, in diverse dimensioni a seconda dello status, ruolo che ricopre nel mondo. Ad esempio l’essere umano è contemporaneamente lavoratore, madre, padre, figlio, ma è stato anche studente o quant’altro. A seconda di come ci si muove all’interno di questi spazi viene determinata la felicità di vivere. Tuttavia questo muoversi positivamente all’interno degli “holes” non riguarda esclusivamente il rapporto uomo/società, ma anche l’uomo con sé stesso, con la propria mente e le proprie emozioni. Spesso è, purtroppo, facile cadere in depressione o in paranoia, perdendo di vista la bellezza e la positività delle vibrazioni che solo l’Arte può convogliare, sia Essa venga fatta, sia fruita e, addirittura, contemplata.
  • Cosa ne pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno? I talent hanno tanto contribuito alla perdita del messaggio all’interno della Musica, creando una sorta di calderone indefinito da cui attingere e creare secondo gli stessi e ripetuti schemi formali, rivolti al guadagno, dunque al business. Inoltre, malgrado dal un punto di vista discografico sia così da diverso tempo, i talent hanno fatto sì che la figura dell’artista venisse depauperata da, una delle caratteristiche fondamentali, la personalità, creando il falso mito dell’idolatria e della fama.
  • Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico? Dopo la ricostruzione abbiamo suonato diverse volte e anche in diversi contesti, anche al di fuori dei confini italici. La risposta del pubblico, quello interessato a seguire la musica live e il messaggio della band che sta suonando, è sempre stata positiva ed entusiasta.
  • Quali sono i locali in Italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nella vostra regione di origine? Non importa dove, l’importante che si suoni, e bene ovviamente, puntando sempre al meglio, puntando sempre allo scambio e al feedback con il pubblico. Poi il resto verrà da sé, qualsiasi cosa il futuro ci riservi.
  • Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale? Il precario ambito musicale è uno dei riflessi della situazione politico/culturale che si vive in Italia, dove l’IO va a scapito del NOI, dove il concetto di egoismo è talmente estremizzato, che finisce con una lotta uomo contro uomo, idea contro idea, lupo contro lupo. Quindi tutto quello che bisognerebbe fare, sarebbe cercare di rendere migliore il nostro ambiente musicale, e le nostre vite in generale. E con la mentalità giusta tutto è possibile. Mi rendo conto che questo sia un discorso esclusivamente idealistico, probabilmente ci vorrebbe un cambio, un reset totale di mentalità e di sensibilità, rinascere nuovamente come una tabula rasa.
  • Cosa ne pensate della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi virtuali? La pubblicità da sempre è l’anima del commercio, dunque la promozione è un aspetto fondamentale, cruciale, in ogni ambito professionale. Con i Social Networks tutto sembra molto più semplice, perché puoi collegarti dall’altra parte del mondo con chi vuoi in tempo reale, puoi proporre progetti musicali, organizzare tour, e persino provare con la band, insegnare/studiare a distanza e registrare un disco. Ma avverto che questo meccanismo è lì per incepparsi, per sfaldarsi. Soprattutto in questo ultimo periodo credo si sia creata un pò troppa confusione, dove la quantità dei “Like” è più importante della qualità, dove l’immagine, l’apparire sono più importanti dell’essenza reale, del rispetto, dell’umiltà, virando sempre più verso la ricerca del fenomeno del momento, di quello che colpisce, infatti si suona più su Youtube che dal vivo. Come se fossero cambiati del tutto i valori basilari dell’esistenza. Infine, che ben venga la musica distribuita digitalmente perché, in primis riduce il download illegale, e inoltre chiunque, da qualsiasi parte del globo può acquistare. Ben venga purché non diventi l’unico modo di fruire la Musica.
  • Quali sono i vostri progetti futuri? Attualmente, contemporaneamente all’attività live, proponendoci sia in elettrico che in acustico, portiamo avanti la stesura del nuovo album. Dunque, progetti futuri? Fare un gran bel disco, e suonare il più possibile.

 

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ROCK TARGATO ITALIA e PERCORSI MUSICALI

ROCK TARGATO ITALIA e PERCORSI MUSICALI

Insieme per realizzare la Finale Regionale Toscana della rassegna in programma il 21 aprile a Livorno nella sede di Percorsi musicali.

Una collaborazione che vuole premiare e valorizzare le diverse eccellenze ed ambiti musicali nostrani, con progetti concreti di partecipazione e condivisione delle risorse professionali.

Percorsi Musicali è il centro musicale polivalente di Livorno, che ospita professionalità di alto livello nel campo della produzione multimediale, ed è punto di riferimento per tutti i musicisti attivi sul territorio.

Percorsi Musicali occupa un interessantissimo sito di archeologia industriale ubicato a Livorno (via delle Sorgenti). Il capannone, diviso in tre aree ospita, oltre ai locali amministrativi e ai servizi, aule, sala di incisione e sette box insonorizzati di alta qualità, luminoso e arioso, e di un’Area Live, che è stata sede di numerosi eventi (concerti, presentazioni di incisioni discografiche, conferenze, presentazioni di libri, spettacoli teatrali, ecc.),  ed  è  ora  la  location  che  ospita  le  riprese  del

format Bending Democrazia Musicale. Percorsi Musicali è inoltre Scuola di Musica, organizzata in sei Dipartimenti (Musica Moderna, Classica, Jazz e Per l’Infanzia, Tecnologia Musicale, Musicoterapia).

Percorsi Musicali è anche sale prova disponibili a noleggio, e ogni sala è attrezzata completamente con strumentazione di qualità. Lo studio di registrazione professionale residente è specializzato in riprese acustiche e registrazioni vocali per solisti; le sale sono perfette anche per gruppi pop/rock/metal con riprese prive di rientri grazie a speciali cablaggi fra i vari ambienti; la possibilità di sfruttare la volta in muratura del capannone rende Percorsi Musicali ideale anche per riprese cameristiche e di jazz acustico.

Credits - Piccoli Animali Senza Espressione, Missteryke, Giles Foster, Aurora Lunare, Black Old Garage, Alberto Bientinesi, On The Mend, Elisa Arcamone, Luca Faggella, Stefano Dentone, Camilla Furetta, Siberia, Sara Dei Vetri, Vision of Johanna, HonkyTonk Girlz, MonkeyMan & The PaceMakers, Tony Cattano, Sonambula Triade Popolare, Nicola Fenzi, la mezzosoprano Margherita Tani, Luca Guidi, Lupe Velez, Shed Of Noiz, Silvia Porciani, Haty and Skoll, Trio Cantagallo, Barbari Suzuki, Coro delle voci bianche della scuola Bonamici di Pisa oltre a moltissime band e solisti che frequentano tutt’ora o hanno frequentato le nostre sale prova.

Contatti:

Indirizzo: via delle Sorgenti 183 - 57121- Livorno 

Mob. 3285531701

Segreteria: 0586427393

E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Come Raggiungerci: h2p://www.percorsimusicali.net/conta6/

Sito Web: http://www.percorsimusicali.net/

Facebook: https://www.facebook.com/centropercorsimusicali/

  1. rocktargatoitalia.eu
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ZIBBA presenta LE COSE. Nuovo allbum

ZIBBA presenta LE COSE.

LE COSE,  l’ottavo album del cantautore ligure, ci piace per diversi motivi 

1) la sperimentazione 

2) l’energia

3) la qualità  

ma è soprattutto la filosofia culturale operativa,  atipica nel piccolo provinciale mondo italiano, che spinge il nostro, a collaborare con artisti diversi tra loro musicalmente e artisticamente. Una sfida importante ma, che per quel che conosciamo di Zibba, sfida non è! Se non un naturale approccio professionale dettato da uno sconfinato amore per la musica, in tutte le sue forme espressive, nei rapporti umani e il desiderio personale di stare bene con tutti. ZIBBA ricerca, con i suoi compagni di viaggio, cose nuove: suoni, espressioni linguistiche, immagini non tradizionali. Un’ espressione artistica, poetica, libera ed anticonvenzionale che lo rende unico in Italia. L’album LE COSE, Un viaggio intimo che regala a tutti noi, nuovi straordinari orizzonti

Basta questo, e non è poco,  di questi tempi

Eccellenti collaborazioni da tutto l’universo musicale italiano Marco Masini, Elodie, Alex Britti e  non  solo

L’album contiene dodici brani, molti dei quali nati da collaborazioni con artisti di primo piano provenienti da realtà musicali diverse e distanti, ma che Zibba ha saputo avvicinare esaltando ogni loro sfumatura: in ordine di apparizione Elodie, Erica Mou, Chantal, David Blank, Alex Britti, Marco Masini e Diego Esposito.

LE COSE è un album concepito e cresciuto nel tempo, passando attraverso diverse fasi produttive tra la Liguria e Milano. La produzione è stata curata in prima persona da Zibba, assistito da Simone Sproccati: la scrupolosa ricerca sonora ha permesso di cucire intorno alle voci dei tanti artisti che compaiono nel disco la giusta atmosfera.

…“Ho cercato il suono di questo disco. Attraverso gli ascolti, i viaggi con gli amici a parlare di musica. A cercarla. Sentirla. A trovare ispirazione dalle cose che ti arrivano addosso enormi anche se piccolissime, dalla strada come dalle più lontane periferie di internet”…

Le collaborazioni provengono da diversi pianeti dell’universo musicale italiano. Quando Stiamo Bene, seconda traccia dell’album, unisce la splendida voce di Elodie al beat tra nu soul e urban di Mace; in Le cose inutili compare invece l’inconfondibile chitarra di Alex Britti, su quello che è uno degli episodi più̀ funk del disco. Le linee vocali di Zibba s’intrecciano a quelle del giovane David Blank in un brano scritto insieme a BigFish, Niente. Dall’underground proviene anche il featuring con Diego Esposito in un brano scritto di nuovo con Mace. La voce di Marco Masini è prestata invece a Sesto Piano, una ballata soul in cui quello che è uno dei timbri graffiati più celebri d’Italia impressiona ed emoziona. Inoltre per la prima volta Zibba accoglie in un suo disco un brano non suo, scritto da Erica Mou e cantato insieme a lei.

“Ho messo da parte tutto e ho pensato a divertirmi. Cercando di capire al meglio le sfumature, la mia voce stessa e il suo ruolo nelle cose che scrivo e scriverò. Fare l’autore e soprattutto produrre per altri mi ha ispirato a lavorare liberamente anche sulle mie canzoni, sul mio disco. La musica vive un momento bellissimo e sono felice di fare musica oggi, di produrre musica oggi, di credere in quello che si sta costruendo, e di aver condiviso questo disco con persone che stimo profondamente.”

Francesco Caprini

Rock Targato Italia

 

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ZIZZANIA A ROCK TARGATO ITALIA - SICILIA

Si avvicina la data delle Finali Regionali della Sicilia in  programma ai Candelai di Palermo  il 22 marzo. Cerchiamo ora di conoscere meglio i protagonisti della serata e le loro aspettative.

Intervista a cura dell'ufficio stampa Divinazione Milano

ZIZZANIA li abbiamo conosciuti nelle edizioni precedenti di Rock Targato Italia ed hanno dimostrato una forte tenacia ed un temperamento forte, sono rock! e lo fanno bene! in questi giorni sono in promozione per il loro Cd "ECLISSI" co-prodotto con Fabrizio Simoncioni un produttore preparato e di qualità  oltre che un grande musicista. OSPITI sul palco dei Candelai sarà un piacere ascoltare i loro brani live 

Nome artista, Zizzania


- Come vi siete avvicinati alla musica?

Noi siamo in 5 e ognuno di noi ha la sua storia,
ma un comune denominatore che ci unisce è il rock, non solo come sound ma come stile di vita.A noi piace dire le cose in faccia senza tanti giri di parole.

- Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Come dicevo siamo in 5
La band è nata perché vogliamo fare la musica che ci piace, questa storia che il rock è una delle bugie mediatiche più grosse degli ultimi anni Il rock è vivo e vegeto solo che chi tira i fili non vuole farlo uscire allo scoperto
Del resto il rock è sempre stato scomodo..” come ci siamo conosciuti chi se lo ricorda eravamo troppo piccoli!


- Con parole vostre come definireste la vostra musica?

La nostra musica è vera..quello che scriviamo lo sentiamo
ogni nota è naturale senza forzature almeno è questo quello che cerchiamo di fare
Poi “Eclissi” il nostro nuovo disco in uscita è stato registrato e co prodotto da Fabrizio Simoncioni che non ha bisogno di presentazioni, di sicuro lavorare con lui ci ha dato modo di far “uscire” le canzoni proprio come volevamo..abbiamo imparato tanto.

- Come nasce il nome della band?

Zizzania ha 1000 significati..in Sicilia forse anche di più, si adatta perfettamente a noi e alla nostra musica,ma sopratutto è un intuizione di un amico che non c è più

- Cosa ne pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

Che quando saranno incentrati sulla musica e non sui giudici magari ne riparliamo
Ora sono un tritacarne, una fonte di reddito sicuro per le case discografiche
La musica è l’ultimo punto del discorso per loro
e non solo per loro al momento.

- Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

noi per fortuna suoniamo.Anzi ringrazio i locali che ancora credono nella musica live
Poi noi abbiamo un nostro zoccolo duro che ci segue e tende a crescere
di live in live non è vero che la gente nei pub vuole solo cover

- Quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare? e quali quelli nel vostro
regione di origine?

Per noi è sempre un onore suonare e fare la nostra musica..non ci interessa il posto

Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale?

Credo che gli addetti ai lavori non si rendano conto che la gente si è stufata della musica di plastica..i concerti di band come i fast ad esempio sono sold out quelli di molti usciti dai talent sono vuoti ma loro hanno la pancia piena e arriveranno in ritardo come sempre.


- Cosa ne pensate della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi
virtuali?

I social Sono una grande opportunità opportunità ma credo creino anche una grande confusione
La promozione è fondamentale ma anche li è difficile trovare la gente giusta. nessuno rischia più..nessuno investe più aspettano tutti che le cose accadano
La distribuzione senza la promozione serve a poco

- Quali sono i vostri progetti futuri?

Noi stiamo organizzando l’uscita di “Perdere Le Tracce” primo singolo di “Eclissi”
il video sarà tutto in animazione..fa un certo effetto vedersi sotto forma di cartoon!
Poi ci sarà L’uscita dell’album con un pò di date di presentazione..Non vediamo l’ora di incontravi Live!

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Velaut. ospiti a Rock Targato Italia - 22 Marzo, I Candelai (PA)

Si avvicina la data delle Finali Regionali della Sicilia in programma ai Candelai di Palermo  il 22 marzo. Cerchiamo ora di conoscere meglio i protagonisti della serata e le loro aspettative.

Intervista a cura dell'ufficio stampa Divinazione Milano

VELAUT, ospiti della serata, hanno partecipato lo scorso anno alle Finali Nazionali ottenendo un risultato molto positivo acquisendo il diritto di partecipare alla compilation della rassegna con un loro brano "Il Filo di Arianna".  La compilation con artisti noti e meno noti della scena musicale nazionale è su Spotify

(Risponde Less, voce e chitarra della band)

- Come vi siete avvicinati alla musica?
  - Sarebbe più corretto dire come abbiamo reagito quando la musica ci ha travolti.
Ognuno di noi ha una propria storia personale legata ai primi momenti, ai primi passi in questo particolare universo. Lucas (bassista) viene da una famiglia in cui si regalavano strumenti musicali al posto dei giocattoli, e devo dire che si sente nel suo modo di suonare, musicalità e orecchio di estrema caratura. Giulio (batterista) suona sin da piccolo, e se decide di picchiare su quella batteria, sentirete la fame e la forza che lo contraddistingue.
Per me la musica è quasi una maledizione, è come se non mi bastasse mai.
Ognuno di noi potrebbe raccontare mille storie su di essa, e non una che non sia d'amore.

- Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?
  - Dopo vari cambi di line-up, più o meno turbolenti, stiamo godendo di un ottimo momento di stabilità.
Il buon vecchio "Power trio", chitarra/voce, basso e batteria, senza risparmiarci qualche incursione con cori e altri strumenti...
Io e Lucas eravamo stati già protagonisti nella definitiva rifondazione della band, e insieme abbiamo registrato il primo album dei Velaut.
Giulio è entrato poco dopo, sostituendo il batterista precedente.
Colgo l'occasione per salutare con un grande abbraccio i vecchi membri di quello che allora era solo un sogno adolescenziale, ora trasformato in realtà, e tutti quelli che in questo sogno sono passati anche solo di striscio.
Con alcuni di loro condivido ancor ora altri progetti di vita. Uno di loro, Domenico, si occupa di tutte le grafiche e gli artwork dei dischi dei Velaut.
Sono persone eccezionali che non smetterò mai di ringraziare.

- Con parole vostre come definireste la vostra musica?
  - Sono storie. O meglio, sono delle istantanee. Dovessi parlarne in termini visivi, direi che sono dei Monet. Momenti sottratti alla realtà, giusto il tempo di imprimerle sulle corde, di lasciarle vibrare un attimo. Indefinite ma allo stesso tempo dense. Solo storie.
Ma la verità è che tra tutti gli aggettivi e le perifrasi utilizzabili, una in particolare consideriamo imprescindibile. Sono storie, autentiche.

- Come nasce il nome della band?
  - E' la domanda che cerco sempre di evitare, ma forse dovevo pensarci prima di mettere un nome così enigmatico! Sembra un magnete per questa domanda!
Mettiamola così: E' l'unione di due parole latine, "Vel" e "Aut", è un inno alle contraddizioni, agli scontri, al combattimento.

- Cosa ne pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?
  - Chiedereste ad un calciatore cosa ne pensa delle tattiche di gioco della nazionale femminile di Volley?
E' un altro sport, quello dei talent, e ci metterei dentro anche il nuovo fenomeno cosiddetto "indie" italiano. Un mercato diverso, un pubblico che cerca cose diverse. Troppo lontano da quello che facciamo noi per avere una chiara idea a riguardo.
Dovessi scomodare il buon Quentin Tarantino, nel celebre dialogo riguardo a quanto di più sacro aveva Mia Wallace, prenderei in prestito "non è lo stesso fottuto campo da gioco, non è lo stesso campionato non è nemmeno lo stesso sport".
E non siamo grandi esperti a riguardo.

- Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?
  - Fortunatamente, anche se in una terra, un'area difficile, siamo un gruppo molto attivo sul fronte live.
Credo che il concerto sia l'essenza stessa della nostra (ma forse di quella di tutti) musica.
Il nostro pubblico è lì per sentire delle storie, e ci ha stupito anche vedere quanto queste storie non abbiano età, avendo avuto dei riscontri estremamente positivi da tipi di pubblico eterogenei e comunque diversi di occasione in occasione.

- Quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nel vostro     regione di origine?
  - Qualsiasi posto in cui la gente va per ascoltare musica è un buon posto. Non stiamo troppo a farci le menate sul prestigio dei vari live club e di chi ci  ha suonato prima di noi. Siamo qui per raccontare qualcosa a persone, non agli sgabelli, ai banconi e alle tapezzerie dei locali. E ovunque ci sia qualcuno che voglia ascoltare quel che abbiamo da raccontare e trattarlo con rispetto, quello è un buon posto.
Ci siamo proposti perfino per degli Unplugged nelle case, nei salotti... Esperienze magiche, ti fanno capire cosa vuol dire avere un rapporto viscerale con chi vuole ascoltare quello che hai da dire.
Vorrei solo dire ai gestori dei locali della mia regione di provarci, farlo per amore, con amore. Sono tempi duri per la musica live, tanto più se è originale.
Perseverate, come noi lo stiamo facendo, ne verremo fuori forti e insieme.

-  Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale?
  - Domandone! Che si vince con la risposta giusta?
In Italia credo che non ci siano problemi di organizzazione. Si organizzano concerti in continuazione, molti dei quali hanno pure un ottimo ricavato.
Manca il coraggio. L'Italia è come quel povero leone che si nasconde dietro a Dorothy, inconsapevole di esser forte, impaurito.
Non è un problema solo di musica, ma non voglio finire a parlare di Equitalia...

- Cosa ne pensate della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi virtuali?
  - C'è poco da pensare. O fai tutte queste cose, nel migliore dei modi, meglio ancora con una agenzia che si occupa di farlo per te, o il tuo disco, sia pure esso il nuovo "The piper at the gates of dawn", ti muore tra le mani. E stop. Fine dei giochi.
Certo, essere ad un livello comunicativo mostruoso, avere una vagonata di like alla pagina, finire sulle riviste, e poi non aver che un paio di canzoni... quello è un'altro paio di maniche...
Per me non si può prescindere dall'avere un buon prodotto, e ogni volta (sarò un babbeo) mi stupisco di come questa cosa non sia scontata.

-  Quali sono i vostri progetti futuri?

  - Abbiamo firmato per Dcave Records, e oltre a riempirci d'orgoglio, ci permette di lavorare fianco a fianco con uno che secondo noi, sta tra i migliori produttori in Italia, Daniele Grasso.
Tra le produzioni a cui ha lavorato ci sono Cesare Basile, Afterhours, Hugo Race (The Bad Seeds) e tanti altri... ma non è per quello che lo reputiamo tra i migliori.
Ma per il semplice fatto che lavorare con lui è come essere catapultati in un film degli anni '70, in cui il produttore ti guarda negli occhi, vive il disco con te, non porta l'orologio al polso, cerca di innamorarsi del progetto.
E questo, ci regalerà un secondo album intenso, e si, come detto prima, autentico.
E poi concerti, tanti. Alcuni in fase di organizzazione anche all'estero (dopo la Francia).
Ci fate un in bocca al lupo?

Vi abbracciamo e grazie ancora, essere vostri ospiti è sempre un piacere immenso. Ci vediamo ai Candelai, a Palermo a Marzo!

 

Mail priva di virus. www.avg.com

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A volte ritornano, quasi sempre.

A volte ritornano, quasi sempre.

Scusatemi per l’ennesima volta … Purtroppo, nelle passate settimane ho dovuto stropicciarmi gli occhi spesso e, ancor più spesso darmi dei pizzicotti per verificare se stessi sognando o meno. La notizia è che, no… non stavo sognando. Buona, non saprei.

E’ che sono stato assalito da un passato che credevo definitivamente tramontato nelle modalità e nei testimoni e che, per dirla tutta, non mi mancava.

Nella musica mainstream e nella politica, qui nulla si crea e nulla si distrugge ma, a differenza della principale legge della fisica, neanche si trasforma. E’ un eterno ritorno in un divenire più spaventoso del film di Tom McLoughlin che cito nel titolo di questo pezzo.

Siamo specializzati in resurrezioni? … Uhm, forse, più in riesumazioni.

E così, che so… Si fa l’apologia di un assassino che ha nostalgia di un’epoca in cui ad andare in Africa a rompere i cristalli in casa altrui, eravamo noi. Come lui, ci andavamo armati pesantemente e dall’alto della nostra bellica superiorità eravamo riusciti ad averne ragione facilmente. Loro erano praticamente disarmati e li abbiamo aggrediti a sorpresa. Un passato che non passa … Cambiano solo i vocaboli: se sei italiano sei un pazzo, se sei nord-africano un terrorista. Anche questo è uguale a sempre, nel nostro Paese: due pesi e due misure.

In politica sembra di essere tornati agli anni Novanta (ne parleremo nel nuovo Generazioni VI), con un giovane outsider di quasi novant’anni in testa ai sondaggi e la sinistra (esiste ancora? Boh …) che resta vittima di un altro scisma per eccesso di autocritica . Come sempre, nelle ultime competizioni elettorali, la montagna partorirà il topolino di un governo di larghe intese che il popolo sovrano non avrà eletto. Credo che si debba e si possa fare di meglio. L’Europa così come si è configurata nella sua costruzione e gestione dal 2002 è un comitato di affaristi e banchieri più interessati al profitto o a rimanere sopra la linea di galleggiamento, che ad un reale progresso e alla formazione di una cultura condivisa. Continuando così andrà incontro ad un fallimento annunciato. Sembra che ci sia la volontà di mantenere questo pericoloso status quo, anche dopo quello che è successo in Polonia e, nelle  ultime tornate in Germania e Francia, con le forze populiste, nazionaliste e xenofobe che avanzano stabilmente. Anche questo non l’avevamo già visto nel secolo scorso? Ricordate come è finita?

All’insegna dei ritorni (grandi, non so) è stato anche questo ultimo Festival della Canzone Italiana. Oddio, non che ci sia stato da trattenere il fiato per la suspence: tutti gli anni è la stessa cosa. Ha le sue polemicucce sui cachet di ospiti e conduttori, gli ospiti internazionali che vengono, gli outfit di conduttori e artisti, il “temino banalino” da lacrimuccia nazional-popolare e, infine, il riassuntino su tutti i telegiornali e i rotocalchi del regno. Insomma, è lui immutabilmente. Unica assente ingiustificata: la musica as usual.

Sono tornate alcune star o semi-star del passato. Alcune dal passato remoto. Più che spaventarci, ci hanno fatto tenerezza. Avremmo preferito ricordarle come le ricordavamo ed, invece, adesso quei ricordi sono stati cancellati per sempre, sostituiti da questi nuovi, non particolarmente edificanti.

Forse sono troppo caustico. Perché vedete, è difficile organizzare un programma progettato per seguire la demografia. Gli ascolti aumentano perché la popolazione invecchia e Sanremo è Sanremo. Anni fa avevo scritto un pezzo che si intitolava “Sanremo e i Dinosauri”. Mi sbagliavo a separare le due categorie: gli spettatori di Sanremo sono i Dinosauri.

Spettatori inerti come quelli che allo show partecipano, che si trascinano tra emozioni a buon mercato (neanche tanto!) e temi semplificati per farci sentire un po’ carogne, salvo poi investire il migrante fastidioso con l’automobile, già dal lunedì dopo. Giusto il tempo di farsi seccare il liquido salato sulla guancia.

Mi direte: c’è Sanremo Young! Avete ragione … Adesso si chiama young e non più Sanremo Giovani. Così sembra ringiovanito di un decennio, che diavolo!

Come se volendo spacciare la ricotta ai ragazzi, la si pubblicizzasse con il nuovo nome di “Raicotz” cambiandone la percezione o la sostanza.

In questi tempi, di sostanza, ne vediamo poca. Troppo poca, e sappiamo quanto ne abbiamo bisogno.

di Paolo Pelizza

© 2018 Rock targato Italia

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MUSIKMESSE FRANCOFORTE

CAFIM, la Confederazione Europea dell’Industria dello Strumento Musicale presieduta da Claudio Formisano da ormai tre anni, collabora a stretto contatto con Musikmesse. E' stato recentemente pubblicato dalla Fiera di Francoforte il programma chiamato Musikmesse Insider nella stesura del quale Cafim ha cooperato attivamente.

Musikmesse Insider offre tutta una serie di agevolazioni ai rivenditori che vorranno partecipare a Musikmesse, questa importantissima manifestazione, la più grande ed importante a livello Europeo nel nostro settore, che ci auguriamo di non perdere, perché se ciò dovesse accadere significherebbe spegnere il riflettore sulla più grande manifestazione del settore in Europa lasciando così al buio un numero più che considerevole di operatori e di pubblico, con tutto ciò che ne consegue.

Quali i vantaggi, iscrivendosi a Musikmesse Insider?

  • un biglietto gratuito che dà diritto anche a visitare Prolight + Sound 2018, compreso anche l'uso gratuito dei trasporti pubblici locali gestiti dall'autorità di trasporto RMV, e il bracciale Musikmesse Festival
  • Servizio di guardaroba gratuito
  • Assistenza in fiera
  • Insider Tour: visite guidate a selezionati espositori a Musikmesse
  • Coffee bar con snack
  • Catalogo ufficiale gratuito
  • Borsa Insider Musikmesse
  • Partecipazione al programma di "matchmaking": accompagnamento agli espositori con i quali interessa sviluppare una collaborazione

Su cosa stanno lavorando attualmente:
La collaborazione CAFIM con Musikmesse verte ora sulla possibilità di estendere le stesse agevolazioni anche agli agenti di commercio e che venga preparato il database degli hotel compresi nel raggio di 30 km da Francoforte, con prezzi e servizi che offrono durante il periodo della fiera in considerazione del fatto che quello del costo dell’albergo durante il Musikmesse è uno dei punti più critici e discusso della manifestazione.


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