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Articoli filtrati per data: Maggio 2019

OTTAVIO appuntamento live con Rock Targato Italia

"Semplice, diretta, essenziale. Mai banale. Personale, introversa ed estroversa nello stesso tempo, autoironica"... cosi definiscono la propria musica OTTAVIO band piemontese di tre elementi in programma a Rock Targato Italia. Appuntamento live da Merula sabato 8 giugno dalle ore 14,30. ingresso gratuito. Intervista a cura dell'ufficio stampa Divinazione Milano

Nome artista

OTTAVIO

-       Come sei/siete avvicinati alla musica?

Siamo stati sempre attratti dalla musica, ascoltandola e praticandola fin da piccoli, ma ci siamo ritrovati insieme solo recentemente. Sin da piccoli la musica  è stata fondamentale per noi.

-       Qual'è stata la scintilla che ha fatto scattare la fantasia e la necessita di cantare brani propri?

Abbiamo incentrato fin da subito il nostro progetto musicale sulla realizzazione di brani originali. Venivamo già da esperienze in altre band impegnate nella realizzazione di cover e sentivamo il desiderio di muoverci verso un progetto originale. Ascoltare tanti artisti ci ha fatto pensare di potercela e volercela fare.

-       Con parole vostre come definireste la vostra musica?

Semplice, diretta, essenziale. Mai banale. Personale, introversa ed estroversa nello stesso tempo, autoironica

-       Il nome della band o il nome da artista, come nasce?

E' Il nome del nostro chitarrista, leading voice, nonché compositore dei testi: Ottavio. Curiosamente, il suo nome contiene alcune parti dei nostri: Otta-V(incenzo)-(Mar)io

-       durante i vostri concerti cosa vi stimola a dare di più e cosa cercate dal pubblico?

L'entusiasmo della gente che ci segue e che ci supporta, sentir cantare alcuni pezzi delle canzoni: queste cose hanno un grande impatto quando sei sul palco. Ci da la carica giusta!

-       Qual'e un risultato che maggiormente vi aspettate dalla vostra produzione musicale e cosa non vorreste?

Noi lavoriamo sempre per migliorarci. Pensiamo sia importante vedere i risultati del lavoro nella musica, anno dopo anno. Ci aspettiamo di continuare a migliorare, imparando dalle esperienze passate e di realizzare ogni anno dei progetti musicali migliori dei precedenti. Non vorremmo un giudizio troppo affrettato. La musica è ascolto prima di tutto

-       La musica è relazione condivisione partecipazione, lavoro, economia, svago divertimento, altro?

La musica è una compagna per la vita, la musica è tutto!

-       Realizzare un singolo o CD o EP autoprodotto vi affidate ad un arrangiatore? Contattate lo studio di registrazione?  Una volta realizzato, distribuirlo prevede un piano di lavoro,  come vi organizzate?

La realizzazione compete a noi, per l’arrangiamento ci avvaliamo anche del nostro studio di fiducia, Canteen. Grazie al contributo esterno di studi di qualità, come Canteen, un prodotto musicale può solo migliorare.

-       Il significato di etichetta indipendente? Il suo ruolo è ancora importante?, è diminuito? non serve?  è cresciuto? qual'è la tua opinione

Pensiamo che la questione fondamentale per la musica in questo momento riguardi la diffusione di Spotify e Apple Music. Etichetta indipendente vuol dire in un certo senso l’opportunità di rimanere se stessi, ma pensiamo che la musica sia anche evoluzione.

-       Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale? Sale prove, produzione discografica, promozione, organizzazione concerti. Altro?

L'educazione musicale deve cominciare nelle scuole dell'obbligo e continuare nel percorso di studi in maniera facoltativa. Inoltre la promozione di concorsi come Rock targato Italia è fondamentale.

-       Nei vostri sogni quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nel vostro regione di origine?

Ci piacerebbe fare un tour nazionale, magari nei piccoli club

-       Quali sono gli artisti che vi hanno maggiormente influenzato

Beatles, Rolling Stones, Oasis, Battisti, Led Zeppelin, Pink Floyd, Oasis, Muse, Arctic Monkeys

Cosa pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

Tutto quello che ha come conseguenza la diffusione di musica di qualità è positivo

  • Progetti futuri?

Vincere le selezioni del RTI nord-ovest

 

blog www.rocktargatoitalia.eu 

 

ROCK TARGATO ITALIA

 

Selezioni Interregionali  PIEMONTE, VAL D’AOSTA

 

ingresso gratuito

 

MERULA MAGAZZINO MUSICALE

 

Via San Rocco, 20 - 12060 Roreto Di Cherasco CN 

 

Programma:

 

 

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The Criminal Chaos e Divinazione Milano per management e ufficio stampa

THE CRIMINAL CHAOS 

accordo raggiunto per Management e l’Ufficio Stampa con Divinazione Milano 

Forti di esperienze artistiche e di collaborazioni professionali di valore internazionale The Criminal Chaos a breve con il loro singolo e l’album di debutto “SURREAL REALITY”.  Dal mese di giugno inizia la collaborazione professionale e artistica con il Management e Ufficio Stampa Divinazione Milano.

“The Criminal Chaos”: la band ha inizio da un incontro tra il cantante Nik Bergogni e l'amico bassista Pablo Chittolini, il batterista Emanuele Castagneti e il chitarrista Mirco Caleffi, in arte “Keffia”, e le sonorità elettroniche di Ivan Chittolini 

IL SOUND È DA SUBITO MAGICO, SUDATO E RICERCATO 

“SMALLTOWN BOY”  

Il debutto ufficiale della band di Parma avviene con la pubblicazione del singolo Smalltown Boy” - rivisitazione della celebre hit dei Bronski Beat.  Dopo i  Criminal Chaos presentano uno show live divertente e accattivante dal nome “No 80’s dead!“ con le hit più conosciute degli anni Ottanta totalmente riarrangiate in chiave rock.  

Successivamente la band lavora a stretto contatto con l’ingegnere del suono Roberto Barillari, che ha curato e mixato il suono in diverse produzioni di: Lucio Dalla, Negramaro, Gianmaria Testa, Samuele Bersani, Stadio, Paolo Conte, Zucchero, Francesco Guccini e tanti altri big 

L'esperienza e la professionalità di Barillari aiutano crescere i Criminali Chaos dal punto di vista sonoro e artistico.

LP “SURREAL REALITY” con Fabrizio Grossi produttore italoamericano 

Con Fabrizio Grossi - produttore italoamericano dalle collaborazioni altisonanti con artisti della personalità di  Steve Vai, Billy Gibbons/ZZ Top, Joe BonamassaIce T, Dave Navarro, Steve Lukather e molti altri artisti sulla scena mondiale, il gruppo di Parma - realizza nel 2018 un LP composto da sette brani inediti, dal titolo “Surreal Reality”, mixato successivamente da Fabrizio Grossi nel suo studio di North Hollywood e masterizzato da Pete Doell all’Aftermaster Studios in California.  

Durante le sessioni in studio la band lavora e collabora con Fulvio Ferrari, arrangiatore e compositore, nonché tastierista di Luca Carboni, il cui ruolo risulta fondamentale per la composizione di armonie corali, creando un sound sognante e psichedelico.  

DIVINAZIONE MILANO MANAGEMENT 

Maggio 2019 i Criminal Chaos, firmano un importante contratto con Divinazione che assegna a Francesco Caprini la direzione manageriale della band ed a Franco Sainini la direzione dell’ufficio stampa 

Attualmente i Criminal Chaos, con la collaborazione di Fulvio Ferrari, che assume il ruolo di direttore live all’interno del gruppo, e di Giovanni Pigino, tecnico del suono, sono impegnati nella preparazione ed allestimento live.  

Per metà giugno 2019 è previsto la promozione del singolo dal titolo LIGHT VIBRATIONS sostenuto da un lyric video, mentre, per fine settembre la pubblicazione dell’intero LP dal titolo “SURREAL REALITY  

Componenti della band:  

Singer: Nicola Nik Bergogni  

Bass: Pablo Chittolini  

Guitars: Mirco Keffia Cheffia  

Electronics: Ivan Chittolini  

DrumsHelder Stefanini  

 

FRANCESCO CAPRINI - FRANCO SAININI 

Divinazione Milano S.r.l. 

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network 

Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano

0258310655 Mob. 3925970778 – 393 2124576 

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

web: www.divinazionemilano.it 

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Per la prima volta anche Milano avrà il suo Fringe Festival!

Per la prima volta anche Milano avrà il suo Fringe Festival!

NOLO FRINGE FESTIVAL
MILANO – dal 3 al 9 giugno 2019

TEATRO DA BERE

Dal 3 al 9 giugno a Milano si terrà il NoLo Fringe Festival, una rassegna di arti performative che invaderà NoLo, il quartiere a nord di Loreto che sta avendo in questi anni una grande trasformazione.

Il NoLo Fringe Festival si svolge con il patrocinio del Municipio 2 di Milano, e fa parte del programma più vasto di Lacittàintorno di Fondazione Cariplo, che consiste in diverse azioni e attività, volte a favorire il protagonismo e la partecipazione dei cittadini promuovendo e producendo attività culturali e artistiche nei quartieri e integrando questi ultimi nelle “nuove geografie” cittadine.

A Milano ci sono molti festival teatrali. Ma non è mai stato organizzato un festival così!

Il Nolo Fringe Festival intende essere collettore delle varie anime che vivono e rendono speciale il quartiere: dalla comunità virtuale molto coesa e affiatata del gruppo Nolo Social District, all’entusiasmo propositivo dei genitori del Parco Trotter, dalla varietà multietnica e colorata delle tante attività commerciali di Via Padova, fino a chi nel quartiere non ci abita, ma trova nei locali della zona un’atmosfera unica in città.

Il NoLo Fringe Festival nasce dall'esigenza di un quartiere, grazie a un coinvolgimento artistico a più livelli. Da una parte nella creazione di spettacoli, come per esempio lo Shakespeare itinerante lungo Via Padova, nato da una call tra gli abitanti della zona; dall'altra nella creazione degli allestimenti, nati da una raccolta, molto partecipata, di materiali di scarto, sopratutto plastica e vestiti,  che tingeranno di fuxia le vetrine dei negozi, le finestre della scuola di Via Venini e i palchi del festival.

 

Il festival è diviso in due parti: il programma ufficiale in cui sette compagnie, selezionate tramite bando, ogni sera si alterneranno sui quattro “palchi” principali del festival, e poi un Fringe Extra che raccoglie altri spettacoli, performance e incontri in diversi luoghi del quartiere. Tutti gli spettacoli del programma ufficiale e del Fringe Extra sono a ingresso libero, senza prenotazione, ad accezione di Otello di Tournée da Bar.

PROGRAMMA UFFICIALE

4 palchi, tre locali e una palestra della zona
7 spettacoli 
selezionati, ripetuti ogni giorno dal 4 al 9 giugno
ingresso gratuito 
agli spettacoli


Dalle oltre 160 proposte ricevute, da tutta Italia e anche dall’estero, sono stati scelti sette spettacoli che andranno in scena ogni sera nei diversi “palchi” del festival.

Nello spazio alternativo del CrossFit NoLo per la prima volta in Italia il collettivo londinese Haste Theatre con lo spettacolo Where the hell is Bernard?, una performance mozzafiato in cui le quattro attrici, con doti di mimo e clownerie, trascinano il pubblico in un mondo distopico a metà strada tra Blackmirror e The Matrix. Al GhePensi M.I., il locale che anima le notti di piazza Morbegno, si alterneranno Stay Hungry – indagine di un affamato, di e con Angelo Campolo, una storia d’amore in cui “la fame” diventa metafora della spinta al riscatto sociale e Cosa sarà mai, di e con Corinna Grandi: spettacolo intenso sull’essere donna oggi. Allo Spazio HUG, cuore del festival, andranno in scena Riportami là dove mi sono perso, di Officine Gorilla, una riflessione tra sociologia e umorismo, sulle relazioni e la loro crisi e Signorina, lei è un maschio o una femmina (Compagnia Giacopini/Vacis), in cui le rocambolesche disavventure della protagonista offrono lo spunto per una riflessione sul gender e sulle contraddizioni del nostro tempo. Lo spazio intimo de La Salumeria del Design ospita due one-man show molto diversi: il vorticoso nonsense di Fabio Paroni con la drammaturgia di Greta Cappelletti in Di Fabio in Frasca e la stand-up comedy più tradizionale di Luca Cupani (comico italiano residente a Londra, già vincitore di premi al Fringe di Edimburgo) che racconta la sua vita in Parole in Corso, con la regia di Carlo Turati.

FRINGE EXTRA

Il 7 giugno (ore 21.00) presso Zelig Cabaret ci sarà una serata speciale: Otello di Tournée da Bar. Tournée da Bar da anni porta i classici shakespeariani nei locali, tra la gente e ha creato un pubblico di affezionati che li segue ovunque: persino nei teatri!
Shakespeare si presta al gioco e alle azioni corali, ed è proprio quello che accadrà nello spettacolo itinerante lungo Via Padova Shakespeare di quartiere, Romeo e Giulietta su Via Padova, un progetto di Beppe Salmetti, Paula CarraraCarla Stara (8 e 9 giugno, ore 18.00).
La cultura alta portata là dove meno la si aspetta è il motto di un altro progetto che animerà le “tavole” di NoLo: Il Menù della Poesia. Attori professionisti, vestiti da eleganti camerieri, presentano una selezione di poesie nei ristoranti e locali del quartiere (cena 7 e 8 giugno presso Osteria della Stazione e Crespi14, brunch 8 e 9 giugno presso Spazio Hug).
È quasi poesia la scrittura stralunata di Gianni Celati e Lunario del Paradiso è un reading a ritmo di jazz. In scena Michele Di Giacomo e le musiche di Jonathan Pappalardi, presso Spazio Hug, il 7 giugno (ore 18.30).

Il Parco Trotter è uno dei parchi più belli e frequentati di Milano; durante il festival ospiterà diversi eventi dedicati a un pubblico meno strettamente teatrale. Presso la ex-chiesetta del parco, l’8 giugno (ore 16.00) si potrà assistere a Con-Tatto, restituzione alla cittadinanza dell’esito di un workshop organizzato dall’associazione Arti Girovaghe con gli abitanti di Via Padova; a seguire (ore 18.00) Le voci del tempo presente, performance di un gruppo di adolescenti di diverse nazionalità, diretti da Luca Malinverni. Infine, sempre l’8 giugno (ore 21.30), si potrà ascoltare il grande coro Hispano-americano di Milano.

Nel Teatrino del parco, il 9 giugno (ore 18.00) andrà in scena uno spettacolo pensato anche per un pubblico di adolescenti: In qualunque posto mi trovi, della giovane compagnia Cicconi/Radice, sulla difficoltà, tutta contemporanea, di destreggiarsi tra reale e virtuale. Inoltre, l’esedra di Via Giacosa, grazie anche alla sperimentazione TréntaMI che ha provvisoriamente sostituito le auto parcheggiate con fioriere, panchine e arredo urbano, sarà la cornice ideale per spettacoli per bambini, mimo e clownerie (8 giugno, tutto il giorno, a partire dall ore 11.00).

A metà strada tra teatro, installazione e gioco con Macchina per il teatro incosciente della compagnia La Voce delle Cose, tutti i giorni dal 5 al 9 giugno (dal 5 all'8 giugno  dalle ore 17.00 alle 20.00, 9 giugno dalle ore 15.00 alle 18.00) presso lo Spazio Hug, sarà possibile sperimentare in prima persona nei ruoli intercambiabili di attore e spettatore.

Come in ogni festival che si rispetti, anche questo avrà il suo vincitore. Ma siamo pur sempre a un Fringe, e non sarà una giuria di pochi esperti a decretarlo, bensì gli spettatori, che al termine di ogni spettacolo riempiranno una scheda con un voto. Il premio consiste nella possibilità di inserire lo spettacolo vincitore nella stagione 2019/20 di due teatri partner del NoLo Fringe Festival: il Teatro Linguaggicreativi di Milano e Oltheatre di Peschiera Borromeo. Durante la serata conclusiva del 9 giugno (ore 23.30 presso Spazio Hug) verrà resa pubblica la classifica ottenuta dal conteggio delle votazioni.

ECO NOLO FRINGE FESTIVAL

L'amore per la Terra e il rispetto delle risorse ambientali arriva anche al cuore del NoLo Fringe Festival. Durante tutta la manifestazione verranno messe in atto pratiche virtuose per abbassare gli sprechi, grazie anche alla supervizione di Legambiente. La sostenibilità ambientale diventa inoltre, per il NoLo Fringe Festival anche un fattore creativo: verranno realizzate delle bellissime balene, simbolo di NoLo, utilizzando materiali di scarto. Alla fine del festival (15 giugno presso Spazio Hug) le balene, e gli altri elementi decorativi installati nel quartiere, non saranno gettati, ma avranno una nuova vita: si trasformeranno  in oggetti di uso comune. In particolare lo smaltimento delle due balene in plastica sarà il vero spettacolo: verrà allestito un laboratorio temporaneo nel quale la plastica sarà tritata e plasmata dai macchinari di BackBo, progetto innovativo di trasformazione della plastica, che utilizza la tecnologia all’avanguardia di Precious Plastic. Gli oggetti di uso quotidiano che verranno in questo modo creati saranno donati durante la festa: un piccolo, ma importante messaggio su quanto sia facile avere un comportamento sostenibile, ogni giorno.

CONTATTI

NoLo Fringe Festival

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

tel. 351 5931369

  1. nolofringe.com

www.facebook.com/nolofringefestival/

 

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My Amy Vice a Rock Targato Italia - (8 giugno da Merula)

 "Abbiamo grande passione e ci mettiamo il cuore, con l’obiettivo di crearci un nostro spazio ed un nostro pubblico"... (My Amy Vice). Un gradito ritorno alla scena musicale della band piemontese che avremo modo di vedere e ascoltare sabato 8 giugno in occasione delle Finali Regionali di Rock Targato Italia in programma da Merula a partire dalle ore 15. Ingresso gratuito.  Intervista a cura dell'ufficio stampa Divinazione Milano    

Nome artista: My Amy Vice

-       Come vi siete avvicinati alla musica? Per degli adolescenti tra fine anni ‘80 e inizio ‘90 il fascino della “rockstar” era molto contagioso, molto più di quanto non possa essere oggi, soprattutto quando parliamo di rock, al di là delle varie “declinazioni” di espressione del genere. Abbiamo tutti iniziato tra i 16 e i 18 anni a fare qualcosa, partendo dai concerti scolastici, un passetto alla volta. Diciamo che era facile appassionarsi a questo mondo e una volta che entri non vuoi più uscire.

-       Qual è stata la scintilla che ha fatto scattare la fantasia e la necessita di cantare brani propri? Questo progetto è nato come CoverBand degli Afterhours nel 1999, ma in neanche un anno abbiamo iniziato a scrivere inediti, è stato normale anche perché ognuno di noi arrivava da altri progetti in cui lo aveva già fatto. Esprimersi attraverso la musica e la forma canzone è totalizzante, perché permette di sfruttare più canali comunicativi: l’ascoltare melodia, il sentire le emozioni che l’arrangiamento e la sonorità suscitano e visualizzare le immagini che il testo evoca. Auditivo, visivo e cinestesico in un colpo solo, puoi arrivare a tutti, per questo la musica è per noi la più meravigliosa delle arti.

-       Con parole vostre come definireste la vostra musica? La nostra musica è frutto delle nostre esperienze ed ispirazioni, che sono molto trasversali. È un inevitabile crossover di tutto quello che fa parte di noi ed avendo avuto un po’ di turnover in alcuni componenti, ognuno ha portato il suo. Diciamo che siamo affezionati alla forma canzone nella sua accezione pop e amiamo tutte le declinazioni del rock, poi pare che si senta che veniamo da Torino.

-       Il nome della band o il nome da artista, come nasce? Il progetto, ai tempi della coverband, era nato con il nome di Dentro Marilyn ed è poteva rimanere quello, visto che ci stavamo ritagliando un po’ di spazio sino al 2005 proprio con i nostri inediti. Poi c’è stata la lunga pausa e, fatta la réunion, avevamo voglia di cambiare. Il nome è uscito per caso, da una bozza di un progetto grafico fatto da Stefano Rizzo (ex batterista). Ci piaceva tutto, il nome, il logo, la grafica e l’inevitabile assonanza con la serie TV con Don Johnson.

-       durante i vostri concerti cosa vi stimola a dare di più e cosa cercate dal pubblico? Essere su un palco ed avere gente davanti è uno stimolo travolgente di suo e la sfida sta nel non lasciarlo indifferente, cosa che potrebbe succedere quando ci sono le proposte inedite. Dobbiamo coinvolgerli tutti...

-       Qual è un risultato che maggiormente vi aspettate dalla vostra produzione musicale e cosa non vorreste? Avere delle “aspettative” a 40 anni suonati, dopo che sei sparito dalla scena per 10 anni e senza esserti costruito una base solida ai tempi, sarebbe controproducente. È un tema molto delicato. Abbiamo grande passione e ci mettiamo il cuore, con l’obiettivo di crearci un nostro spazio ed un nostro pubblico.

-       La musica è relazione condivisione partecipazione, lavoro, economia, svago divertimento, altro? La musica è tutte queste cose, anche se farla diventare un lavoro può essere una sfida impervia. Ma è sicuramente un’ottima compagna di vita.

-       Realizzare un singolo o CD o EP autoprodotto vi affidate ad un arrangiatore? Contattate lo studio di registrazione?  Una volta realizzato, distribuirlo prevede un piano di lavoro,  come vi organizzate? Non essendo degli sbarbati, abbiamo provato sia il periodo in cui per fare un’uscita discografica ci voleva, oltre al materiale, il contatto giusto, un trigono astrale ed il meteo favorevole, sia adesso che è molto più semplice, potendo fare un’uscita anche solo in formato digitale ed anche senza avere un’etichetta alle spalle. Per quanto uno possa innamorarsi dei propri arrangiamenti, avere a fianco un produttore artistico è molto importante. In passato abbiamo avuto il piacere di lavorare con Rudy Dimonte e Gianni Condina, mentre il nostro EP “Sensi Sensei”, uscito a novembre 2018, è stato registrato sotto la guida di Fabrizio Chiapello al glorioso Transeuropa Studio di Torino. Uscito autoprodotto e distribuito in digitale tramite iMusiscian. Ma non basta uscire, poi devi promuovere il lavoro e lì viene il difficile.

-       Il significato di etichetta indipendente? Il suo ruolo è ancora importante?, è diminuito? non serve?  è cresciuto? qual è la tua opinione? I costi di produzione di un buon lavoro si sono sicuramente ridotti rispetto ad un tempo per cui avere un’etichetta può anche essere superfluo. Dipende da cosa fa l’etichetta per l’artista, perché ormai si sono create delle nuove professioni, oltre al produttore artistico servirebbe l’etichetta, il booking, poi l’ufficio stampa, poi il social media manager... ecco dove si sono spostati i costi di produzione e quando sei emergente sono tutti a tuo carico ed allora è difficile.

-       Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale? Sale prove, produzione discografica, promozione, organizzazione concerti. Altro? Intanto bisognerebbe ripartire dalla scuola ed avere magari qualche professore di musica alla Jack Black in School of Rock e poi dovrebbe cambiare il Paese in sè, perché in Italia troppo spesso trovi delle “barriere” che non sai come valicare. Ci vorrebbero gestori di locali che valorizzino gli artisti invece di chiedergli “quanta gente porti?” ed un po’ di spazio in più per chi fa musica inedita, visto che la maggior parte dello spazio oggi viene occupato dalle coverband.

-       Nei vostri sogni quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nel vostro regione di origine? Noi possiamo già ritenerci fortunati avendo avuto l’occasione di calcare dei bei palchi, come quello di Hiroshima Mon Amour a Torino, palco che abbiamo frequentato parecchie volte e non solo. In Italia ci sono un sacco di bellissimi Club, farci conoscere di più fuori Piemonte sarebbe bello.

-       Quali sono gli artisti che vi hanno maggiormente influenzato? Gli ascolti sono tanti e tutti influiscono sul nostro modo di suonare, Radiohead, Placebo, U2, Stereophonics, Snow Patrol, White Lies ma anche Negrita, Subsonica e Afterhours per guardare a casa nostra.

Cosa pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno? Per un talent forse siamo un po’ troppo “datati”... Sicuramente è un trampolino importante ma anche pericoloso perché per confermarsi una volta che si esce ci vuole la testa giusta, oltre che il talento. Ti fa bruciare le tappe, ti fa fare delle esperienze incredibili, grandi emozioni che poi vanno gestite. Se manca la gavetta e può essere uno svantaggio.

- Progetti futuri? Stiamo confezionando un minitour per chiudere l’anno. Lo zoccolo duro della band l’anno prossimo compie 20 anni di musica insieme ed essendo il 2020 sarebbe bello celebrare questa numerologia particolare con l’uscita di un nuovo lavoro, il materiale non manca, dobbiamo metterci sotto e sicuramente anche ben figurare a Rock Targato Italia.

blog www.rocktargatoitalia.eu 

ROCK TARGATO ITALIA

Selezioni Interregionali  PIEMONTE, VAL D’AOSTA

ingresso gratuito

MERULA MAGAZZINO MUSICALE

Via San Rocco, 20 - 12060 Roreto Di Cherasco CN 

Programma:

 

 

 

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Negromanti in concerto per Rock Targato Italia

"Da pischelli si ha voglia di cambiare il mondo perché capita a volte di sentirsi inadeguati e il volerlo fare con gli amici e con la musica crediamo sia la cosa più figa che si possa pensare!" (Negromanti).      

Nome artista

Negromanti

-       Come vi siete avvicinati alla musica?

Tutti da ragazzini, ci si scambiava le cassette delle band, ci si ritrovava a casa ad ascoltare i vinili di genitori e/o zii, insomma c'era molta curiosità nella musica.

-       Qual è  stata la scintilla che ha fatto scattare la fantasia e la necessità di cantare brani propri?

Da pischelli si ha voglia di cambiare il mondo perché capita a volte di sentirsi inadeguati e il volerlo fare con gli amici e con la musica crediamo sia la cosa più figa che si possa pensare!

-       Con parole vostre come definireste la vostra musica?

Senza etichettare, senza dare un genere, potremmo dire che cantiamo il logorio della vita di provincia dove tutto sembra tranquillo ma in realtà il cinismo di tutti è parte della vita quotidiana.

- Il nome della band, come nasce?

Il nome è stato preso da un numero della serie fumetto di Martin Mystere dal titolo "I Negromanti". Ci è subito piaciuto perché un po' strano.

-       Durante i vostri concerti cosa vi stimola a dare di più e cosa cercate dal pubblico?

Ci stimola il fatto di proporre la nostra musica, tentare di far capire quello che siamo e ci proviamo cercando lo scambio di energia attraverso gli sguardi del pubblico.

-       Qual è un risultato che maggiormente vi aspettate dalla vostra produzione musicale e cosa non vorreste?

Le nostre canzoni sono un preciso istante della nostra quotidianità che viene trasformato in parole e note, se anche solo una persona si ritrova in quello che ascolta è per noi la soddisfazione più gratificante.

-       La musica è relazione, condivisione, partecipazione, lavoro, economia, svago divertimento, altro?

 La musica è il mezzo più potente che esista.

-       Realizzare un singolo o CD o EP autoprodotto vi affidate ad un arrangiatore? Contattate lo studio di registrazione?  Una volta realizzato, distribuirlo prevede un piano di lavoro, come vi organizzate?

Abbiamo completamente autoprodotto il nostro EP "Senza piani di volo" ed anche il singolo "Una città tranquilla" che uscirà a breve; dagli arrangiamenti, al contatto con lo studio, alla promozione, tutto fatto da noi.

Non abbiamo mai collaborato con arrangiatori ma sarebbe un'esperienza che faremmo volentieri per poter avere altri punti di vista.

-       Il significato di etichetta indipendente? Il suo ruolo è ancora importante? È diminuito? Non serve? È cresciuto? Qual è la tua opinione

Non abbiamo mai avuto esperienze con etichette indipendenti, però secondo noi hanno ancora un ruolo, anche se meno centrale rispetto a quello che potevano avere venti o trent'anni fa.

-       Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale? Sale prove, produzione discografica, promozione, organizzazione concerti. Altro?

Per prima cosa bisognerebbe che i locali avessero il coraggio di dare spazio anche a chi propone inediti e non solo cover band o tribute band, oggi per chi fa musica propria è difficile trovare palchi sui quali esprimersi

-       Nei vostri sogni quali sono i locali in Italia dove vi piacerebbe suonare?  E quali quelli nella vostra regione di origine?

Sognare è sempre bello, quindi potremmo citare sicuramente il Legend e l'Alcatraz a Milano, il Bloom a Mezzago, la Latteria Molloy a Brescia, il Vox Club a Nonantola e l'Hiroshima a Torino, senza dimenticare i palchi dei festival estivi!

-       Quali sono gli artisti che vi hanno maggiormente influenzato?

Sicuramente tutta la scena rock degli anni '90

-       Cosa pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

Ti danno sicuramente un'immediata ed enorme visibilità, ma sono dei karaoke dove vengono premiati di più gli interpreti e non chi scrive canzoni, senza dimenticare che sono dei format televisivi.

 

-       Progetti futuri?

Abbiamo un singolo in uscita del quale faremo sicuramente il videoclip.

Grazie Rock Targato Italia! A presto!

 

blog www.rocktargatoitalia.eu 

 

ROCK TARGATO ITALIA

 

Selezioni Interregionali  PIEMONTE, VAL D’AOSTA

 

ingresso gratuito

 

MERULA MAGAZZINO MUSICALE

 

Via San Rocco, 20 - 12060 Roreto Di Cherasco CN 

 

Programma:

 

 

 

 

 

 

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Cantastorie a Rock Targato Italia area Piemonte

"La nostra musica è il risultato delle nostre esperienze e dei nostri gusti musicali; dal rock, al pop, al reggae. Non abbiamo una connotazione troppo definita..." CANTASTORIE la band piemontese, dopo diverso tempo a proporre cover si converte alla produzione di brani propri originali, una esigenza che nasce nel tempo e dalla curiosità di confrontarsi con un pubblico diverso.  La band è in programma sabato 8 giugno da Merola Magazzino musicale. in occasione delle finali area Piemonte di Rock Targato Italia.

Intervista cura dell' ufficio stampa Divinazione Milano

 Nome artista

CANTASTORIE

-       Come sei/siete avvicinati alla musica?

Fin da ragazzini chi più chi meno aveva amici con cui parlare di questo o quel gruppo, cantante... poi chi per gioco, chi per sfida, chi per puro caso, abbiamo iniziato a suonare/cantare per i fatti nostri, poi con i primi gruppetti del paese, fino a conoscerci (in età ormai adulta) e mettere insieme la band attuale

-       Qual'è stata la scintilla che ha fatto scattare la fantasia e la necessita di cantare brani propri?

Dopo anni passati a suonare in varie formazioni e diversi generi musicali (ma sempre e solo cover) nel 2015 iniziamo ad essere abbastanza maturi, forse perchè stanchi di suonare pezzi di altri, per provare a scrivere qualcosa di nostro, suonarlo, cantarlo, davanti al pubblico... così partimmo con uno, due pezzi...

-       Con parole vostre come definireste la vostra musica?

La nostra musica è il risultato delle nostre esperienze e dei nostri gusti musicali; dal rock, al pop, al reggae. Non abbiamo una connotazione troppo definita, possiamo definirci una band in stile cantautoriale... solitamente il cantautore è solo... beh, noi siamo un gruppo che suona musica, canta in italiano e cerca di mantenere la tradizione dei cantautori italiani ma come una band.

-       Il nome della band o il nome da artista, come nasce?

Il nostro nome nasce proprio da quanto appena descritto: cantiamo e suoniamo le nostre storie, ciò che proviamo, le nostre esperienze, le nostre idee, spesso descriviamo le situazioni cui ci troviamo di fronte e che attraverso la nostra amicizia e la musica diventano canzoni; da qui il nome di Cantastorie.

-       durante i vostri concerti cosa vi stimola a dare di più e cosa cercate dal pubblico?

Principalmente, come tutte le band crediamo, il contatto col pubblico, la loro partecipazione... se in passato suonando le cover vedevi la gente ballare e cantare era bello, certo... se ora lo fanno con le nostre canzoni e qualcuno le canta a memoria... beh, è tutta un'altra storia!

-       Qual'e un risultato che maggiormente vi aspettate dalla vostra produzione musicale e cosa non vorreste?

Ci aspettiamo che la nostra musica, banalmente, venisse apprezzata per ciò che è... canzoni semplici, gradevoli. Qualcuno ci ha detto che siamo scanzonati ma allo stesso tempo facciamo riflettere... ecco, forse vorremmo che nelle nostre sonorità e nei testi emergesse tutto questo. Ciò che invece vorremmo evitare è l'essere paragonati a qualcun altro... la classica frase... assomigliano a Tizio, piuttosto che a Caio... ecco, questo no... tutti assomigliano a qualcun altro, ma chiunque ha una sua identità e vorremmo riuscire a farla emergere.

-       La musica è relazione condivisione partecipazione, lavoro, economia, svago divertimento, altro?

Secondo noi è principalmente partecipazione e condivisione... dovrebbe servire, come tutte le forme d'arte, ad esprimere qualcosa di grande e complicato in pochi minuti e in poche parole... anche se negli ultimi anni è diventata più una grande fruizione di massa... si sente tanto ma si ascolta poco... crediamo che la differenza esista ancora tra le due cose

-       Realizzare un singolo o CD o EP autoprodotto vi affidate ad un arrangiatore? Contattate lo studio di registrazione?  Una volta realizzato, distribuirlo prevede un piano di lavoro,  come vi organizzate?

Fino ad ora ci siamo autoprodotti e autoarrangiati (se ci passi il termine). Abbiamo all'attivo due singoli e un EP. Per i singoli siamo andati in studio (due studi diversi) mentre per l'EP ci siamo fatti tutto in casa (e non usiamo la parola casa tanto per...). Per la distribuzione ci siamo avvalsi di una piattaforma online (Tunecore) anche se, come detto prima, oggi come oggi è davvero dura farsi notare in un enorme mare senza confini come il web...

-       Il significato di etichetta indipendente? Il suo ruolo è ancora importante?, è diminuito? non serve?  è cresciuto? qual'è la tua opinione

In questo caso è dura avere una risposta netta... la nostra idea di etichetta indipendente è insito nella parola stessa... un'etichetta che, proprio perchè diversa da quel che sono la major, può permettersi di provarci... se vuole, con chi vuole e investendo il giusto... nella realtà però sono pochissime (per la nostra piccola esperienza) le etichette che ragionano così... quasi nessuna ha una vera volontà economica di investimento e, crediamo, proprio per questo molte band si autoproducono o seguono strade tipo crowdfunding ecc...

-       Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale? Sale prove, produzione discografica, promozione, organizzazione concerti. Altro?

Al primo posto ci deve essere la musica dal vivo... nella nostra band l'età media è di circa 40 anni e da almeno 20 i locali nella nostra zona sono più che dimezzati... suonavamo di più da ragazzini che ora (anche volendo suonare cover)... ci sono troppi che si improvvisano gestori di locali e credono di sapere cosa significhi »fare musica« Eh... non è così facile... Poi la promozione certo è importante... abbassare gli affitti delle sale prove (sempre meno pure quelle)... è tutto il sistema a doversi riprendere... forse proprio dal basso fino ad arrivare alle produzioni.

-       Nei vostri sogni quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nel vostro regione di origine?

Il nostro EP (del 2018) si intitola »Sguardi sogni o ricordi« ...tra i sogni c'è sicuramente quello di suonare in un locale di prestigio... non abbiamo un nome su tutti... però già l'Hiroshima mon amour a Torino (qualcuno resiste anche in Piemonte) piuttosto che i Magazzini Generali o il Fabrique di Milano... certo che aprire il concerto di qualche grosso nome al Festival Collisioni di Barolo (per restare nella nostra regione) mica lo buttiamo via!

-       Quali sono gli artisti che vi hanno maggiormente influenzato

La lista sarebbe molto lunga... diciamo che tra tutti gli elementi della band possiamo annoverare: Pink Floyd, Dire Straits, Genesis, Police... per passare agli italiani... Capossela, De Gregori, Silvestri, Rino Gaetano, Dalla e ovviamente De Andrè... ma la lista sarebbe ancora lunga

Cosa pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

Sono un ottimo trampolino di lancio... e poi? Mah... non ci pare che servano molto alla musica in generale, al miglioramento del sistema cui accennavamo prima... Solo fanno girare parecchio per le radio e per i locali le band o gli artisti emergenti... per quanto? Finchè la casa discografica ha voglia di investire e guadagna? Non ci è ancora chiaro il meccanismo, ma alla lunga secondo noi la gavetta insegna molto di più che un breve e intenso successo... anche se più comodo

-       Progetti futuri?

Sicuramente proseguire con la scrittura di altri pezzi inediti... vorremmo realizzare il nostro primo album (come si chiamava una volta LP) otto, dieci brani... sperando però che stavolta una mano, anche economica perchè no, ce la possa dare qualcuno che creda in noi, che ci provi... da soli è davvero difficile... poi se non va pazienza... ma per lo meno smetteremo felici di averci provato fino in fondo, continuando a cantare e suonare le nostre storie.

 

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ingresso gratuito

MERULA MAGAZZINO MUSICALE

Via San Rocco, 20 - 12060 Roreto Di Cherasco CN 

 

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Momenti di coscienza: intervista agli RCCM.

Momenti di coscienza: intervista agli RCCM.
di Roberto Bonfanti

La prima volta in cui, solo pochissime settimane fa, ho ascoltato gli RCCM, sono rimasto annichilito: atmosfere scure, suoni spigolosamente minimali, approccio disincantato e una voce che affonda le dita nelle ferite più profonde della nostra epoca, senza paura di raccontare il senso di totale smarrimento umano che imperversa né di scagliarsi contro i meccanismi politici ed economici che dominano questo tempo. Raramente mi è capitato di ascoltare un disco in grado di parlare del tempo presente in modo così schietto e realista. Per questo ero molto curioso di fare due chiacchiere con loro.

Iniziamo con una breve auto presentazione? Chi sono gli RCCM?

Mont Pèlerin - Un gruppo musicale che si occupa di disuguaglianze e statistiche dei cadaveri.

Andrea Beggio - RCCM è un progetto musicale che nasce come evoluzione del collettivo Controfase. Rispettabili Criminali e Comuni Mortali è anche il titolo del precedente disco e abbiamo operato questa trasmigrazione perché riteniamo che nell'attuale scontro fra capitale e lavoro, questa divisione sia appropriata per definire gli attuali rapporti di forza. A livello musicale ogni componente di RCCM ha esperienze e provenienze molto diverse, che tentiamo di comporre creativamente per cercare di arrivare ad una sintesi coerente.

Il mio primo pensiero ascoltando il vostro album è stato: "finalmente qualcuno che parla del tempo presente in modo schietto citando anche agenzie di rating, vincoli del pareggio di bilancio, neo liberismo e tecnocrazie!". Secondo voi perché questi argomenti sono così fuori dal dibattito culturale e dagli interessi di chi scrive canzoni?

Emanuele Zottino - Perché la musica e il suo mondo sono cambiati. La musica ha rappresentato la voce e lo sfogo di molte generazioni prima della nostra. Ha significato impegno, critica, denuncia, sogno, visioni del mondo. Oggi vedo a fatica nella musica qualcosa di coraggioso. E questo è colpa anche del pubblico, che ha smesso di aspettarsi dalla musica i vecchi e salutari pugni nello stomaco, preferendo rinchiudere quest'arte nella sfera del sentimento e dello spettacolo.

Da cosa nasce invece l'impulso a raccontare la realtà presente, sia a livello politico che a livello umano\sociale, in termini così diretti e dolenti?

Mont Pèlerin - Dal fatto che imperversano la disoccupazione, la precarietà e l’ignoranza. Nel 1990 in un libro di Martin e Schumann (Die Globalisierungsfalle) veniva coniato un termine strano, che non ebbe alcun successo. Era “tittytainmen” e serviva per definire la progressiva perdita di tempo in attività di consumo triviali che sarebbe seguita agli sviluppi della tecnologia dell’informazione e della comunicazione. Quel che è successo è ben peggiore: un immiserimento mentale di massa, forme di dipendenza e comportamenti compulsivi diffusi, creazione di bolle all’interno delle quali le preferenze degli individui vengono rafforzate dagli algoritmi statistici, manipolazione politica e commerciale capillare attraverso il microtargeting… insomma un vortice in cui la promozione sistematica dell’ignoranza (agnotologia) si combina in modo sinergico con un ambiente tecnologico altamente manipolatorio. I rigurgiti fascisti degli ultimi anni, l’entrata di fatto (con casapound) di rappresentanze fasciste in organi di rappresentanza democratici (come nel consiglio comunale di Bolzano – non ancora in parlamento) ne sono il risultato ovvio e più evidente.

Avete mai temuto che, in un'epoca che tende a ragionare "per schieramenti calcistici", alcune vostre prese di posizione possano farvi etichettare come "sovranisti", "populisti" o altro?

Mont Pèlerin - No, perché il fatto di criticare i tipi di istituzioni esistenti (stati, entità sovranazionali come l’UE, e le élite industriali e finanziarie e il difficile e ambiguo gioco dei sindacati dei lavoratori di fronte ai ricatti multipli scaturenti dalle concrete situazioni di mercato), non ci avvicina ai sovranisti e ai fascisti. Io sono antifascista e antileghista, detesto i razzisti… ma si tratta di problemi diversi. Solo la semplificazione mediatica favorisce accostamenti insopportabili come questo.

Andrea Beggio - La nostra posizione politica è profondamente distante dalle posizioni di queste blatte col manganello in una zampa e lo smartphone nell'altra, ma in un certo senso hai ragione: il rischio di essere mal etichettati potrebbe esserci. Quello che oggi più ci preoccupa è il senso che può avere trattare questioni così importanti ragionando per schieramenti calcistici. Affinché vi sia un reale progresso, gli schieramenti si dovrebbero basare su diverse visioni del mondo e non a quale carro o carrettino ci si debba di volta in volta aggregare.

Una frase che mi ha molto colpito è: "gli inutili tentativi di capire come poter essere meno felice e molto più felice". Credo che quel verso fotografi bene l'ansia da "felicità a tutti i costi" che ossessiona la nostra generazione e al tempo stesso il senso di smarrimento che molti provano di fronte a determinate dinamiche sociali. Cos'è per voi la felicità?

Andrea Beggio - La felicità è tanto astratta quanto semplice da definire e, in questo periodo, difficile da raggiungere per la maggioranza dei comuni mortali. La felicità dovrebbe coincidere con la realizzazione dell'individuo nella sfera privata e sociale. Ovviamente in una società basata su rapporti di forza ineguali, la felicità può solo esserci nella meccanica simulazione che le convenzioni sociali oggi ci chiedono di continuo di esprimere. La protesta e la critica non sono contemplati perché ci rendono antipatici e indigesti.

Emanuele Zottino - Per me felicità e malinconia vanno insieme. Non saprei cosa farmene di una felicità pura, non so nemmeno cosa sia. La malinconia invece mi permette di sentirmi libero, di scavare ossessivamente nelle cose, di tormentarmi felicemente. Del resto, tutta la musica che amo, da Bach ai CCCP, è profondamente malinconica.

A volte usate uno stile narrativo che ricorda un certo tipo di romanzi distopici. Credete che la letteratura influenzi la vostra musica? E quali sono i vostri riferimenti letterari principali?

Mont Pèlerin - È vero. Una fonte ispiratrice è stato Città morte. Storie di inferno metropolitano di Mike Davis, l’ultimo capitolo in particolare.

Anche sul piano strettamente musicale il disco è molto inquieto e scuro. Quali credete siano le vostre maggiori influenze musicali?

Andrea Beggio - Ogni componente del gruppo secondo me porta qualcosa che agli altri manca. Anche chi si è occupato prevalentemente dei testi ha dato ottimi spunti e idee per la parte musicale. Il mio apporto alla musica del CD ha riguardato più gli arrangiamenti che la vera e propria composizione. Riesco a dare il meglio sul come e non sul cosa, forse perché ho avuto la fortuna di ascoltare e suonare musiche molto diverse fra loro. Negli arrangiamenti di "Frasi per tatuaggi" penso di aver portato un po' di new wave, qualche soluzione tecnica presa dall'hard core e qualche processo mutuato dal minimalismo.

Emanuele Zottino - Ciascuno di noi, in modo autonomo, si è fatto le ossa sia in ambito rock che in ambito “colto”. Quello di cui vado orgoglioso è che la nostra militanza nella musica sperimentale ci ha reso profondamente disinvolti nell'affrontare tutte le scelte compositive. Ogni forma, ogni suono, ogni combinazione è stata possibile, senza pregiudizi. Per questo Andrea non può definirsi solo arrangiatore, ma lui lo sa bene. Insieme abbiamo discusso, provato, costruito, decostruito e ricostruito, tormentandoci sul senso, sull'estetica, sulla forma e la sostanza. Dovevamo ottenere un preciso equilibrio tra ricerca e comunicabilità. Ma è doveroso anche citare le influenze, e personalmente mi sento debitore nei confronti dei CCCP da una parte - soprattutto il loro spirito punk e la loro profondità intellettuale - e della neoavanguardia americana dall'altra, in particolare Charlemagne Palestine, Steve Reich e Morton Feldman.

Facciamo un giochino, prima di chiudere: visto che l'album s'intitola "Frasi per tatuaggi", voi quale frase vi tatuereste? Ovviamente anche non necessariamente vostra, se volete.

Andrea Beggio - Se digiti "frasi per tatuaggi" su un motore di ricerca escono un sacco di pagine che consigliano ad una massa di analfabeti funzionali le frasi da tatuarsi per risultare interessanti e originali. Si tratta ovviamente di frasi banali e di aforismi de-contestualizzati e carichi di retorica. Quindi non mi tatuerei nessuna frase.

L'album è appena uscito. Quali sono le vostre aspettative? E quali i prossimi passi in programma?

Mont Pèlerin - Di non avere spazio e di non presentarlo. In fondo, essere il gruppo di maggior insuccesso tra quelli che conosco è già un risultato degno di attenta e rispettosa considerazione.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

 

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Momenti di coscienza: intervista agli RCCM.

Momenti di coscienza: intervista agli RCCM.
di Roberto Bonfanti

La prima volta in cui, solo pochissime settimane fa, ho ascoltato gli RCCM, sono rimasto annichilito: atmosfere scure, suoni spigolosamente minimali, approccio disincantato e una voce che affonda le dita nelle ferite più profonde della nostra epoca, senza paura di raccontare il senso di totale smarrimento umano che imperversa né di scagliarsi contro i meccanismi politici ed economici che dominano questo tempo. Raramente mi è capitato di ascoltare un disco in grado di parlare del tempo presente in modo così schietto e realista. Per questo ero molto curioso di fare due chiacchiere con loro.

Iniziamo con una breve auto presentazione? Chi sono gli RCCM?

Mont Pèlerin - Un gruppo musicale che si occupa di disuguaglianze e statistiche dei cadaveri.

Andrea Beggio - RCCM è un progetto musicale che nasce come evoluzione del collettivo Controfase. Rispettabili Criminali e Comuni Mortali è anche il titolo del precedente disco e abbiamo operato questa trasmigrazione perché riteniamo che nell'attuale scontro fra capitale e lavoro, questa divisione sia appropriata per definire gli attuali rapporti di forza. A livello musicale ogni componente di RCCM ha esperienze e provenienze molto diverse, che tentiamo di comporre creativamente per cercare di arrivare ad una sintesi coerente.

Il mio primo pensiero ascoltando il vostro album è stato: "finalmente qualcuno che parla del tempo presente in modo schietto citando anche agenzie di rating, vincoli del pareggio di bilancio, neo liberismo e tecnocrazie!". Secondo voi perché questi argomenti sono così fuori dal dibattito culturale e dagli interessi di chi scrive canzoni?

Emanuele Zottino - Perché la musica e il suo mondo sono cambiati. La musica ha rappresentato la voce e lo sfogo di molte generazioni prima della nostra. Ha significato impegno, critica, denuncia, sogno, visioni del mondo. Oggi vedo a fatica nella musica qualcosa di coraggioso. E questo è colpa anche del pubblico, che ha smesso di aspettarsi dalla musica i vecchi e salutari pugni nello stomaco, preferendo rinchiudere quest'arte nella sfera del sentimento e dello spettacolo.

Da cosa nasce invece l'impulso a raccontare la realtà presente, sia a livello politico che a livello umano\sociale, in termini così diretti e dolenti?

Mont Pèlerin - Dal fatto che imperversano la disoccupazione, la precarietà e l’ignoranza. Nel 1990 in un libro di Martin e Schumann (Die Globalisierungsfalle) veniva coniato un termine strano, che non ebbe alcun successo. Era “tittytainmen” e serviva per definire la progressiva perdita di tempo in attività di consumo triviali che sarebbe seguita agli sviluppi della tecnologia dell’informazione e della comunicazione. Quel che è successo è ben peggiore: un immiserimento mentale di massa, forme di dipendenza e comportamenti compulsivi diffusi, creazione di bolle all’interno delle quali le preferenze degli individui vengono rafforzate dagli algoritmi statistici, manipolazione politica e commerciale capillare attraverso il microtargeting… insomma un vortice in cui la promozione sistematica dell’ignoranza (agnotologia) si combina in modo sinergico con un ambiente tecnologico altamente manipolatorio. I rigurgiti fascisti degli ultimi anni, l’entrata di fatto (con casapound) di rappresentanze fasciste in organi di rappresentanza democratici (come nel consiglio comunale di Bolzano – non ancora in parlamento) ne sono il risultato ovvio e più evidente.

Avete mai temuto che, in un'epoca che tende a ragionare "per schieramenti calcistici", alcune vostre prese di posizione possano farvi etichettare come "sovranisti", "populisti" o altro?

Mont Pèlerin - No, perché il fatto di criticare i tipi di istituzioni esistenti (stati, entità sovranazionali come l’UE, e le élite industriali e finanziarie e il difficile e ambiguo gioco dei sindacati dei lavoratori di fronte ai ricatti multipli scaturenti dalle concrete situazioni di mercato), non ci avvicina ai sovranisti e ai fascisti. Io sono antifascista e antileghista, detesto i razzisti… ma si tratta di problemi diversi. Solo la semplificazione mediatica favorisce accostamenti insopportabili come questo.

Andrea Beggio - La nostra posizione politica è profondamente distante dalle posizioni di queste blatte col manganello in una zampa e lo smartphone nell'altra, ma in un certo senso hai ragione: il rischio di essere mal etichettati potrebbe esserci. Quello che oggi più ci preoccupa è il senso che può avere trattare questioni così importanti ragionando per schieramenti calcistici. Affinché vi sia un reale progresso, gli schieramenti si dovrebbero basare su diverse visioni del mondo e non a quale carro o carrettino ci si debba di volta in volta aggregare.

Una frase che mi ha molto colpito è: "gli inutili tentativi di capire come poter essere meno felice e molto più felice". Credo che quel verso fotografi bene l'ansia da "felicità a tutti i costi" che ossessiona la nostra generazione e al tempo stesso il senso di smarrimento che molti provano di fronte a determinate dinamiche sociali. Cos'è per voi la felicità?

Andrea Beggio - La felicità è tanto astratta quanto semplice da definire e, in questo periodo, difficile da raggiungere per la maggioranza dei comuni mortali. La felicità dovrebbe coincidere con la realizzazione dell'individuo nella sfera privata e sociale. Ovviamente in una società basata su rapporti di forza ineguali, la felicità può solo esserci nella meccanica simulazione che le convenzioni sociali oggi ci chiedono di continuo di esprimere. La protesta e la critica non sono contemplati perché ci rendono antipatici e indigesti.

Emanuele Zottino - Per me felicità e malinconia vanno insieme. Non saprei cosa farmene di una felicità pura, non so nemmeno cosa sia. La malinconia invece mi permette di sentirmi libero, di scavare ossessivamente nelle cose, di tormentarmi felicemente. Del resto, tutta la musica che amo, da Bach ai CCCP, è profondamente malinconica.

A volte usate uno stile narrativo che ricorda un certo tipo di romanzi distopici. Credete che la letteratura influenzi la vostra musica? E quali sono i vostri riferimenti letterari principali?

Mont Pèlerin - È vero. Una fonte ispiratrice è stato Città morte. Storie di inferno metropolitano di Mike Davis, l’ultimo capitolo in particolare.

Anche sul piano strettamente musicale il disco è molto inquieto e scuro. Quali credete siano le vostre maggiori influenze musicali?

Andrea Beggio - Ogni componente del gruppo secondo me porta qualcosa che agli altri manca. Anche chi si è occupato prevalentemente dei testi ha dato ottimi spunti e idee per la parte musicale. Il mio apporto alla musica del CD ha riguardato più gli arrangiamenti che la vera e propria composizione. Riesco a dare il meglio sul come e non sul cosa, forse perché ho avuto la fortuna di ascoltare e suonare musiche molto diverse fra loro. Negli arrangiamenti di "Frasi per tatuaggi" penso di aver portato un po' di new wave, qualche soluzione tecnica presa dall'hard core e qualche processo mutuato dal minimalismo.

Emanuele Zottino - Ciascuno di noi, in modo autonomo, si è fatto le ossa sia in ambito rock che in ambito “colto”. Quello di cui vado orgoglioso è che la nostra militanza nella musica sperimentale ci ha reso profondamente disinvolti nell'affrontare tutte le scelte compositive. Ogni forma, ogni suono, ogni combinazione è stata possibile, senza pregiudizi. Per questo Andrea non può definirsi solo arrangiatore, ma lui lo sa bene. Insieme abbiamo discusso, provato, costruito, decostruito e ricostruito, tormentandoci sul senso, sull'estetica, sulla forma e la sostanza. Dovevamo ottenere un preciso equilibrio tra ricerca e comunicabilità. Ma è doveroso anche citare le influenze, e personalmente mi sento debitore nei confronti dei CCCP da una parte - soprattutto il loro spirito punk e la loro profondità intellettuale - e della neoavanguardia americana dall'altra, in particolare Charlemagne Palestine, Steve Reich e Morton Feldman.

Facciamo un giochino, prima di chiudere: visto che l'album s'intitola "Frasi per tatuaggi", voi quale frase vi tatuereste? Ovviamente anche non necessariamente vostra, se volete.

Andrea Beggio - Se digiti "frasi per tatuaggi" su un motore di ricerca escono un sacco di pagine che consigliano ad una massa di analfabeti funzionali le frasi da tatuarsi per risultare interessanti e originali. Si tratta ovviamente di frasi banali e di aforismi de-contestualizzati e carichi di retorica. Quindi non mi tatuerei nessuna frase.

L'album è appena uscito. Quali sono le vostre aspettative? E quali i prossimi passi in programma?

Mont Pèlerin - Di non avere spazio e di non presentarlo. In fondo, essere il gruppo di maggior insuccesso tra quelli che conosco è già un risultato degno di attenta e rispettosa considerazione.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

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Vincitori selezioni Area Emilia Romagna

In riferimento alla serata organizzata al Cambusa Wave di Reggio Emilia il 26 maggio 2019 si comunicano i nomi degli artisti che parteciperanno alle Finali Nazionali in programma a Milano in data 10 - 11 - 12 settembre al LegendClub:

 A presto le comunicazioni per l’organizzazione dell’evento.

Si ringraziano tutti gli artisti che hanno partecipato alle serate e tutti coloro i quali hanno contribuito alla realizzazione dell’evento,

 

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Lo Strano Frutto pubblica "Per Adesso Tutto Bene"


 

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Lo Strano Frutto pubblica "Per Adesso Tutto Bene", il primo singolo del nuovo album
 
 Dopo un anno dall’uscita di “Mi innamoravo di tutto quello che cadeva dal terzo piano” per la PsycoLabel di Giorgio Canali, Lo Strano Frutto torna con un self-title di cinque pezzi in uscita per Dischi Soviet Studio il 21 giugno. Un lavoro che vede Enrico Cappozzo non più da solo alla chitarra ma accompagnato da Michele Mercuri al sassofono, Nicola Traversa alla chitarra e Gioele Pagliaccia alla batteria.

Questo nuovo lavoro è meno grezzo dal precedente, una scelta voluta fin da subito da Cappozzo. “Sono abituato a comporre in maniera molto naturale”, confessa Enrico. “L’album precedente è stato registrato quasi in una sera, senza tanti fronzoli, diretto e senza compromessi”. Con questo lavoro Lo Strano Frutto invece ha usato un approccio diverso. “Ci abbiamo impiegato mesi per registrare e per me è stata un’esperienza totalmente diversa, il nuovo album è più pensato ma non per questo concettualmente meno diretto dell’altro”. Enrico affronta i temi della diversità, del valore del concetto di democrazia in quest’epoca storica.

“L’Italia sta vivendo un periodo storico complicato dove il concetto di libertà, sia personale che di pensiero, è falsamente considerato un diritto rispettato. Ogni giorno vediamo il contrario”.
La copertina ne è un chiaro riferimento. E’ una foto scattata anni fa ad Imperia con la moglie Giovanna proprio in “via della Repubblica”. Il muro è scrostato, chiara critica alla democrazia in lento decadimento. 
L
L'album porta lo stesso nome del progetto perchè tutto di questo lavoro parla di Enrico Cappozzo/ Lo Strano Frutto. Un album dall’attitudine punk che non dimentica i grandi cantautori del passato. Enrico vi porterà nel suo mondo dal primo pezzo “Tutto bene(per adesso)” e vi farà riflettere sulla società e il futuro parlando in prima persona della sua storia, rendendovi protagonisti dei suoi ricordi.

 
Ascolta "Per Adesso Tutto Bene" su Spotify 
 
Lo Strano Frutto su Facebook
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