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Articoli filtrati per data: Marzo 2020

PLAYLIST DELL’APOCALISSE, SIDE A.

PLAYLIST DELL’APOCALISSE,

SIDE A.

Amici Visionari, pionieri dell’Armageddon, esploratori del Giudizio Finale, rieccoci! Il tentativo che, da parte nostra, proviamo a fare è quello di farvi sorridere, di sdrammatizzare, di allontanare la paura. Così continueremo con le Pillole ma volevamo concederci due momenti per raccomandarvi la compilation dei brani più idonei per una corretta colonna sonora della fine del mondo.

Nell’ideale vinile delle “Visioni”, sulla facciata A abbiamo messo solo pezzi italiani per chi, pregno di senso di appartenenza, vuole resistere con la musica di casa nostra. Il lato B sarà  invece dedicato a brani internazionali. Entriamo nel vivo.

#Trk. 1: Fai Rumore di Diodato , perché con queste nostre città sempre così operose e urlanti, ridotte a silenti piattaforme semi-deserte, se qualcuno facesse rumore, ci farebbe piacere. Il silenzio è troppo e questa è una supplica!

#Trk. 2: A che ora è la Fine del Mondo? di Luciano Ligabue. E’ la cover di un bel pezzo dei R.E.M. che lo Springsteen della Bassa Padana trasforma nel testo facendolo diventare una sarcastica satira della programmazione televisiva italiana. Profetico! Chi non sta incollato al video (ok… ora c’è il tablet, il PC, lo smartphone, etc.) a monitorare l’evolversi del Covid 19? Fino alla fine, come dicono gli juventini in Coppa.

#Trk. 3: Quello che Proteggiamo dei Messer DaVil. Band ligure che ci piace sempre. Filologicamente corretta, rispetto ai tempi che stiamo vivendo. Ci ispira e ci spinge a stare lontani dai guai e anche dalla realtà! Perfetta per la segregazione obbligatoria. E’ il nuovo singolo tratto sempre da La Sindrome di Stoccolma e, se vi va, trovate il videoclip della canzone su YouTube.

#Trk. 4: Hanno Ucciso l’Uomo Ragno degli 883. Cos’è se non la metafora della fine della speranza? <<Nelle strade c’è il panico, ormai…>> E ci sarebbe, se per strada ci fosse qualcuno! Vorrei vedere come sta qualche borioso scienziato di quelli che appaiono in TV a reti unificate (invece di stare in laboratorio o in ospedale, dove i loro colleghi si stanno ammazzando di lavoro) con la calzamaglia blu e rossa.

#Trk. 5: Me Ne Frego di Achille Lauro. Il titolo potremmo dedicarlo a quelli che in barba ai divieti e agli inviti sono partiti alla chetichella per evitare la chiusura totale della Lombardia, tuttavia è l’ossessivo ripetersi nel testo di <<io sono qui>> che ci ha ispirato… Chissà dove cazzo dovevi essere… però se resti qui mettiti comodo e goditi la fine di tutto.

#Trk. 6: Io Voglio Vivere dei Nomadi. Un titolo per chi non si rassegna! Ok… la canzone parla di amore perduto ma l’opportunità era troppo ghiotta. Poi, ragazzi… <<mi sento vittima e carceriere>> è un verso preciso per raccontare come si sente un padre che fa smart working a casa con la figlia adolescente che lo odia e gli rivolge solo occhiate di disprezzo e il piccolino che lo prende a pallonate mentre è in videoconferenza con l’amministratore delegato.

#Trk. 7: La Solitudine di Laura Pausini. Eh sì! Marco se ne è andato col treno al paesello e non ritorna più. Magari fosse così! Tornano di sicuro da ovunque. L’ho scelta perché, oltre al tema del treno, il titolo esprime molto bene il nostro sentire. Noi che entriamo in uffici vuoti perché non possiamo lavorare da casa, noi che dobbiamo stare ad un metro e non sappiamo come fare a salutarci… Soprattutto quelli brevilinei come me! Ormai, io faccio come la Regina Elisabetta II. Tra l’altro, non è tra le prescrizioni dello Stato.

#Trk. 8: Non C’E’ Più Niente Da Fare di Bobby Solo. Intanto perché il cognome dell’artista fa il paio con il sostantivo della precedente traccia, poi perché il titolo è evocativo.

#Trk. 9: Mascherina dei Litfiba. Eh sì, perché conosciamo tutti la mascherina ma è esaurita. Quindi, visto che <<parlarsi in faccia>> è impossibile… Soprattutto perché serve un metro di distanza. Figuriamoci <<prendersi tra le braccia>>!

#Trk. 10: Luna di Gianni Togni. In fondo, ma non per importanza, questa canzone precorreva i tempi. Infatti, chi di noi non <<guarda il mondo da un oblò, si annoia un po’>>. E Gianni! Togliamolo pure quel po’! Ecco, magari puoi salire sul tetto ed urlare. Nessuno potrà mai biasimarti.

Come ho detto è per alleggerire, sperando che queste poche righe vi facciano passare qualche minuto a sorridere o a insultarmi. Per me, vale un’onorificenza, in ogni caso.

di Paolo Pelizza

© 2020 Rock targato Italia

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PLAYLIST DELL’APOCALISSE, SIDE A.

PLAYLIST DELL’APOCALISSE,

SIDE A.

Amici Visionari, pionieri dell’Armageddon, esploratori del Giudizio Finale, rieccoci! Il tentativo che, da parte nostra, proviamo a fare è quello di farvi sorridere, di sdrammatizzare, di allontanare la paura. Così continueremo con le Pillole ma volevamo concederci due momenti per raccomandarvi la compilation dei brani più idonei per una corretta colonna sonora della fine del mondo.

Nell’ideale vinile delle “Visioni”, sulla facciata A abbiamo messo solo pezzi italiani per chi, pregno di senso di appartenenza, vuole resistere con la musica di casa nostra. Il lato B sarà  invece dedicato a brani internazionali. Entriamo nel vivo.

#Trk. 1: Fai Rumore di Diodato, perché con queste nostre città sempre così operose e urlanti, ridotte a silenti piattaforme semi-deserte, se qualcuno facesse rumore, ci farebbe piacere. Il silenzio è troppo e questa è una supplica!

#Trk. 2: A che ora è la Fine del Mondo? di Luciano Ligabue. E’ la cover di un bel pezzo dei R.E.M. che lo Springsteen della Bassa Padana trasforma nel testo facendolo diventare una sarcastica satira della programmazione televisiva italiana. Profetico! Chi non sta incollato al video (ok… ora c’è il tablet, il PC, lo smartphone, etc.) a monitorare l’evolversi del Covid 19? Fino alla fine, come dicono gli juventini in Coppa.

#Trk. 3: Quello che Proteggiamo dei Messer DaVil. Band ligure che ci piace sempre. Filologicamente corretta, rispetto ai tempi che stiamo vivendo. Ci ispira e ci spinge a stare lontani dai guai e anche dalla realtà! Perfetta per la segregazione obbligatoria. E’ il nuovo singolo tratto sempre da La Sindrome di Stoccolma e, se vi va, trovate il videoclip della canzone su YouTube.

#Trk. 4: Hanno Ucciso l’Uomo Ragno degli 883. Cos’è se non la metafora della fine della speranza? <<Nelle strade c’è il panico, ormai…>> E ci sarebbe, se per strada ci fosse qualcuno! Vorrei vedere come sta qualche borioso scienziato di quelli che appaiono in TV a reti unificate (invece di stare in laboratorio o in ospedale, dove i loro colleghi si stanno ammazzando di lavoro) con la calzamaglia blu e rossa.

#Trk. 5: Me Ne Frego di Achille Lauro. Il titolo potremmo dedicarlo a quelli che in barba ai divieti e agli inviti sono partiti alla chetichella per evitare la chiusura totale della Lombardia, tuttavia è l’ossessivo ripetersi nel testo di <<io sono qui>> che ci ha ispirato… Chissà dove cazzo dovevi essere… però se resti qui mettiti comodo e goditi la fine di tutto.

#Trk. 6: Io Voglio Vivere dei Nomadi. Un titolo per chi non si rassegna! Ok… la canzone parla di amore perduto ma l’opportunità era troppo ghiotta. Poi, ragazzi… <<mi sento vittima e carceriere>> è un verso preciso per raccontare come si sente un padre che fa smart working a casa con la figlia adolescente che lo odia e gli rivolge solo occhiate di disprezzo e il piccolino che lo prende a pallonate mentre è in videoconferenza con l’amministratore delegato.

#Trk. 7: La Solitudine di Laura Pausini. Eh sì! Marco se ne è andato col treno al paesello e non ritorna più. Magari fosse così! Tornano di sicuro da ovunque. L’ho scelta perché, oltre al tema del treno, il titolo esprime molto bene il nostro sentire. Noi che entriamo in uffici vuoti perché non possiamo lavorare da casa, noi che dobbiamo stare ad un metro e non sappiamo come fare a salutarci… Soprattutto quelli brevilinei come me! Ormai, io faccio come la Regina Elisabetta II. Tra l’altro, non è tra le prescrizioni dello Stato.

#Trk. 8: Non C’E’ Più Niente Da Fare di Bobby Solo. Intanto perché il cognome dell’artista fa il paio con il sostantivo della precedente traccia, poi perché il titolo è evocativo.

#Trk. 9: Mascherina dei Litfiba. Eh sì, perché conosciamo tutti la mascherina ma è esaurita. Quindi, visto che <<parlarsi in faccia>> è impossibile… Soprattutto perché serve un metro di distanza. Figuriamoci <<prendersi tra le braccia>>!

#Trk. 10: Luna di Gianni Togni. In fondo, ma non per importanza, questa canzone precorreva i tempi. Infatti, chi di noi non <<guarda il mondo da un oblò, si annoia un po’>>. E Gianni! Togliamolo pure quel po’! Ecco, magari puoi salire sul tetto ed urlare. Nessuno potrà mai biasimarti.

Come ho detto è per alleggerire, sperando che queste poche righe vi facciano passare qualche minuto a sorridere o a insultarmi. Per me, vale un’onorificenza, in ogni caso.

di Paolo Pelizza

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MUSICA EX MACHINA "La notte che arrivò l'inverno"

MUSICA EX MACHINA  
La notte che arrivò l'inverno  
Il progetto dei Musica Ex Machina con Francesco Frongia e Monica Costigliola

 

29 febbraio a Cagliari e 6 marzo a Paullatino (OR)

I Musica ex machina sono tornati alla loro passione per il racconto e per il teatro riproponendo "La notte che arrivò l'inverno", uno spettacolo nato dalla felice esperienza di un libro e di un cd, a loro volta frutto di un progetto narrativo nato dalla creatività di Guido Coraddu (pianista dei Musica ex machina), di Francesco Frongia (disegnatore e grafico) e dal magico incontro con Monica Costigliola (attrice). Una piéce in cui la musica si incontra con frammenti da Il Maestro e Margherita di Bulgàkov, ciascuno scelto per i suoi tratti compiuti di racconto a sé.
A fianco di Coraddu al pianoforte, gli altri membri dei Musica ex machina sono: Francesco Bachis alla tromba, Mauro Sanna al basso, Simone Sedda alla batteria.

Scopri il progetto LA NOTTE CHE ARRIVÒ L'INVERNO!

Nel 2013 Guido Coraddu e Francesco Frongia concepirono quello che divenne il libro-CD "La notte che arrivò l'inverno", immaginando che nello scrivere il suo capolavoro, Il Maestro e Margherita, Mikhail Bulgàkov fosse partito da tante microstorie: appunti, brevi schetches tra fantasia, giornalismo, osservazione della realtà.
Nel solco di quanto teorizzato da Italo Calvino sull'arte nel nuovo millennio, pensarono di realizzare un'opera estrapolando dal testo di Bulgàkov episodi coerenti come se fossero stati storie a se stanti e realizzando attorno a ciascuno di essi un brano musicale ed un lavoro grafico che sfruttasse ed enfatizzasse le differenze di registro narrativo.
Il volume che ne scaturì fu presentato nel 2014 al Salone del Libro di Torino ed ebbe una accoglienza ottima da parte della stampa e del pubblico, tanto che nel primo mese dall'uscita la prima tiratura era già esaurita. In particolare il CD allegato era impreziosito dalla presenza del sax di Daniele Sepe affiancato alla tromba di Francesco Bachis in una inedita versione dei Musica ex Machina come quintetto.
Emerse così la necessità di proporre uno spettacolo legato al lavoro. La forma definitiva dello spettacolo fu proposta per la prima volta al Festival Ai confini tra Sardegna e Jazz di Sant'Anna Arresi nell'edizione del 2014. L'attrice Monica Costigliola - tra cambi d'abito e di personaggio - veste i ruoli di tutte le incredibili figure che si susseguono nella narrazione di Bulgàkov, sullo sfondo dei disegni creati in estemporanea da Francesco Frongia, disegni che - come in una animazione della storia - vengono realizzati tutti su una unica striscia di carta passando da una vicenda all'altra senza soluzione di continuità. Il tutto immerso nel sound dei Musica ex Machina sempre caratterizzato dalla sorprendente capacità di attraversare i linguaggi sonori più vari come autentici poliglotti.
Il libro è ormai esaurito, ma la pièce “La notte che arrivò l’inverno” se ne è emancipata, proponendo ogni volta nuovi spunti che permettono di entrare nella testa e nella tecnica dei suoi autori divenendo partecipi dei processi che portarono alla realizzazione del libro e prendendo parte ad uno spettacolo che è stato definito un esempio di realtà aumentata nell'arte estemporanea per la capacità di rivolgersi allo spettatore con una complessa e ricchissima rete di significati e sensazioni.
Una notte è arrivato l’inverno… dovevamo aspettarcelo ? O è arrivato a sorpresa ?
Quando passerà, se passerà? L’evento ordinario diventa straordinario, e i protagonisti non sono eroi, ma impiegati, casalinghe, studenti: in ciascuno di essi si manifesta una dimensione della magia e della poesia che trasforma la vita in avventura…

 

Pubblicato da:

VALENTINA TRAVERSARI
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rinvio debutto nuova produzione teatrale EMANUELA LOI "LA RAGAZZA DELLA SCORTA DI BORSELLINO"

di Eleonora Frida Mino e Roberta Triggiani
con Eleonora Frida Mino

Cari tutti, il debutto della nuova produzione, così come tutte le attività teatrali in corso, sono sospese.
E' un momento di stop di tutta la nostra vita così come l'abbiamo vissuta finora, speriamo che questa fase possa essere il più breve possibile.
L'uomo è una creatura meravigliosa, in grado nel peggio di tirare fuori il meglio: il mio augurio per ciascuno di noi è di poter trasformare questa fase temporanea in qualcosa, anche, di positivo!
Il nostro è un arrivederci perché il teatro è una delle forme d'arte più antiche degli uomini e l'uomo avrà sempre bisogno di bellezza: e noi ci saremo, sempre!
Un pensiero a tutti i colleghi e lavoratori in difficoltà e un arrivederci a tutti quanti!
Eleonora Frida Mino

In attesa del debutto qualche curiosità!

Il progetto teatrale: Link
La scheda artistica: Link
Rassegna Stampa disponibile qui: articoli, inteviste e recensioni
Curriculum dell'attrice: curiosa qui!

Se volete seguirmi io sono su facebook, instagram, twitter, you tube

ELEONORA FRIDA MINO
www.eleonorafridamino.com
Facebook: Eleonora Frida Mino

Ufficio Stampa: Laura De Bortoli
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Distribuzione: Francesco Maffione
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CHIARA CALAMUSA

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Novità GALLUCCI per i bambini

Colori della natura (5+ ANNI)
Jana Sedlácková, Štěpánka Sekaninová
disegni di: Magdalena Konecná

Ti sei mai chiesto che sapore o che profumo hanno il verde, il giallo, il rosa o il blu? E che rumore fanno? Come li sentiresti sotto le dita, se potessi toccarli?
I colori della natura sono così tanti che spesso li definiamo con il nome di una pianta, di un animale o di un minerale. Questo libro è un viaggio alla scoperta dei dodici più noti e delle loro sfumature.
Scopri il loro rapporto con gli elementi naturali e trova le corrispondenze in ogni tavola. E, se sei un pittore in erba, prova le combinazioni consigliate per dipingere con colori belli come quelli della natura.

Libro Pon-Pon (2+ ANNI)

Questi allegri animali vogliono giocare. Sei pronto a unirti a loro?
I pon-pon di questo libro hanno colori brillanti, sono morbidi e rendono la lettura divertente e stimolante! 

 

Portami con te! (1+ANNI)
1, 2, 3...nel mare!  e I colori del giardino
di Jo Lodge

Solleva le alette e scorri i meccanismi per giocare, scoprire chi c’è in fondo al mare, quali sono i colori del giardino e imparare a contare.
Una nuova serie di libri dalla forma sagomata ed ergonomica perfetta per le mani dei bambini. Con una comoda e robusta maniglia integrata, possono essere portati sempre con sé a casa, a scuola o in viaggio.

 

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VALENTINA TRAVERSARI
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PILLOLE DALL’APOCALISSE.

PILLOLE DALL’APOCALISSE.

#1 11 marzo, leggo che è il compleanno di Nina Hagen e che corre il terzo anniversario della morte di George Martin. Quindi resto a guardare il soffitto indeciso se ascoltare Unbehagen o Revolver.

#2 Troveranno molto presto una cura ma quelli che sono fuggiti dalla Lombardia nottetempo dimostrando grande senso di responsabilità, rispetto e attenzione per gli altri non guariranno mai dalla loro malattia.

#3 Milano è strana e spettrale in questi giorni … Incontro solo persone a spasso con i cani, vedo passare tram e autobus vuoti. Molti sono in giro con le mascherine. Nessuno ti chiede più come va il lavoro … Ti domandano incredibilmente come stai … E questa, per Milano è una vera rivoluzione!

#4 Incredibilmente, è bastata una particella di pochi nanometri per non sentire più parlare di spread, di banche, di deficit, di debito e per trasformarci tutti da economisti a microbiologi.

#5 Qualcuno dirà che sono pazzo… Ma sono felice. Almeno, grazie al coronavirus cominceremo a fare i conti con la nostra fragilità e con la fragilità dei sistemi che abbiamo creato.

#6 Volevo solo rendervi noto che la temperatura in Antartide ha superato i 20 gradi. C’è nessuno?

 

di Paolo Pelizza

 

© 2020 Rock targato Italia

 

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Rinvio date selezioni in concerto di marzo 2020

Care amiche, Cari amici,
in seguito all'emergenza Coronavirus, ed in adeguamento alle disposizioni delle autorità sugli eventi pubblici, vi comunichiamo che tutte le date delle selezioni in concerto della 32/a edizione di Rock Targato Italia in programma nel mese di marzo 2020 vengono RINVIATE A DATA DA DESTINARSI.
Speriamo di potervi comunicare al più presto le nuove date.
Nel frattempo vi invitiamo a controllare anche la nostra pagina Facebook per aggiornamenti.

 

 

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NUOVE DATE PER MIART E LA MILANO ARTWEEK

APPUNTAMENTO A SETTEMBRE 2020 CON TUTTO IL MONDO DELL’ARTE A MILANO

Milano, 6 marzo 2020

La venticinquesima edizione di miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Milano – inizialmente prevista dal 17 al 19 aprile – si terrà nei padiglioni di fieramilanocity dall’11 al 13 settembre 2020 (preview 10 settembre).

Insieme a miart, come di consueto avrà luogo anche la Milano ArtWeek, che si sposta nella stessa settimana, dal 7 al 13 settembre.

La scelta di posticipare gli eventi nasce dall’esigenza di tutelare al meglio la salute di visitatori, espositori e cittadini, in relazione all’evolversi della diffusione del Covid-19.

Da ormai due settimane miart e la Milano ArtWeek stanno lavorando intensamente insieme a tutti gli stakeholder per permettere una riprogrammazione degli eventi in città e per garantire a 360° la qualità della manifestazione, che negli ultimi anni è stata capace di consolidare il suo percorso di ricerca insieme a una crescita sempre più significativa.

Le nuove date offrono a miart e alla Milano ArtWeek l’occasione di essere uno dei primi appuntamenti della nuova stagione artistica e culturale, contribuendo a riportare la città di Milano alla sua dimensione di destinazione internazionale.

Tutti gli aggiornamenti saranno disponibili online sul sito www.miart.it

 

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VALENTINA TRAVERSARI
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ALBERTO FORTIS “NYente Da Dire” Radiodate 13 marzo

Nel quarantennale della sua carriera, Alberto Fortis torna a sorprendere con il nuovo singolo “NYente Da DiRe”.

Il singolo digitale sarà reso disponibile anche in vinile 45 giri.

Questo brano inedito, registrato a Milano e masterizzato a New York da Greg Calbi, presso gli studi Sterling Sound, è stato realizzato ed arrangiato dallo stesso Fortis insieme allo storico collaboratore Franco Cristaldi.

NYente Da DiRe è dedicato a chi sa esistere senza gridare.

Dedicato a Seneca.

“Sono felice di questo progetto che mi vede di nuovo a bordo della label che ha battezzato l’inizio della mia carriera. Unitamente all’equipaggio che mi accompagna, navigando in un mare artistico oggi fatto di onde alte e impegnative. Ma abbiamo una bella mappa di viaggio e ho fiducia. Per il resto non ho NYente Da DiRe”.  

NYente Da DiRe

Alberto Fortis

Non ho più niente da dire
In un mondo dove tutti lo fanno
Sbiaditi rapper melassa in amaro
La grancassa del potere e l’inganno             La la la la la la la la la La la la la la la la la la       
Credo piuttosto a un cavallo
Che azzoppato galoppa col cuore
Vincerà ancora dal suo piedistallo
Perché il vuoto va riempito d’amore
E non ho più niente da dire
L’uva buona passa e rimane il danno           La la la la la la la la la La la la la la la la la la
Che ne pensi tu che non ti sporchi mai
La senti ancora la voglia che c’è

Spazi immobili che chiamano lealtà
Vuoi galoppare e riempire l’immenso dolore?!
E allora dimmi a che serve un idiota
Quando La Traviata è in tutte le lingue
È tempo di divi Iscariota dell’ovvio
Ma pellicola bruciata si estingue                  La la la la la la la la la La la la la la la la la la
Che ne pensi tu che non ti sporchi mai
La senti ancora la voglia che c’è
Spazi immobili che chiamano lealtà
Vuoi galoppare e riempire l’immenso dolore?!
C’è una bellezza squisita
Che aspetta di essere presa
Devo mangiarla perché la mia casa
Vive del suo tempo e della sorpresa

E non ho più niente da dire
In un mondo dove tutti lo fanno
E non ho più niente da dire
In un mondo dove tutti lo fanno                   La la la la la la la la la La la la la la la la la la

 

Raffaella Leva

Promotion Manager
Universal Music Italia srl - Via Benigno Crespi, 19 MAC4  20159 Milano - phone: +39 02 80282107 – +39 335 5842416

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Da oggi su YOUTUBE Il nuovo videoclip di ARIANNA LUZI

Guarda il video: https://youtu.be/Sf8JK0Sq5sQ

ARIANNA LUZI, l’artista torinese dalle numerose esperienze artistiche internazionali, torna con un nuovo singolo e videoclip dal titolo DO YOU MIND COMING WITH ME?”.

Il videoclip, da oggi su Youtube, mette in evidenza la violenta rottura di una relazione sentimentale tra l’artista e il suo ex fidanzato.

Inizialmente i due si trovano in difficoltà lavorando insieme, ma l’artista lascia un finale aperto, esprimendo la speranza per i protagonisti di riuscire a trovare una dimensione più serena e costruttiva per la loro attività.

Il videoclip si conclude con la riappacificazione della coppia, che ritrova la sua pace e la sua serenità. Il fulcro del brano è la sofferenza che questa rottura ha comportato in entrambe le parti, indipendentemente dal finale della storia.

“Do you mind coming with me?” è un brano dalle sonorità rock, con un ritmo forte, aggressivo, un arrangiamento intrigante in grado di coinvolgere emozioni e passioni, soprattutto grazie alla potenza della straordinaria voce dell’artista. Un gioco di contrasti e chiaroscuri tra le parole del testo e il modo in cui vengono cantate.

Il brano, in questi giorni in rotazione radiofonica, è disponibile in tutti i webstore. Il singolo è pubblicato da Bentley Records e anticipa il nuovo album dell’artista previsto per il 2020.

Crediti:

Regia Fabio Zito e  Nicholas Bombana
Montaggio Nicholas Bombana
Starring Arianna Luzi e Giulia Sferrazza
Con la partecipazione straordinaria di Daniele Pitarresi e Diego Fratea.

BIOGRAFIA

ARIANNA LUZI debutta in Italia all’inizio del 2019, con l’EP “ANDREW” prodotto da  Gika Production  e distribuito in tutto il mondo dall’etichetta americana Bentley Records.  L’Ep ha ottenuto un buon risultato di critica.

La sua carriera da performer comincia a 17 anni, debuttando in “Pinocchio - Il Grande Musical” con la Compagnia della Rancia, uno spettacolo che la porta in tour per l’Italia, a Seul e a New York City. 

Nel 2014 ha inizio la collaborazione con la Fabulous Dreams Production e il regista Fabio Zito, che la portano in tour in Italia e oltre oceano calcando i palchi di Los Angeles e New York City con diverse produzioni teatrali tra cui la commedia "The Snail", che ha vinto il premio “Encore! Producer’s Awards 2015” all’Hollywood Fringe Festival.    

ARIANNA LUZI ha un lungo passato di studi di pianoforte classico, danza classica e contemporanea, canto e recitazione. 

NEL WEB:

Official sitehttp://www.ariannaluzi.com/

Facebookhttps://www.facebook.com/Arianna-Luzi-2048161731892793/

YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCznMrDNvL6lvlcUAO4HxtqQ

Instagramhttps://www.instagram.com/arianna_voice/

 

CHIARA CALAMUSA – VALENTINA TRAVERSARI

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