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Articoli filtrati per data: Marzo 2020

CINQUANTA ANNI FA TRA CINQUANT’ANNI...

CINQUANTA ANNI FA TRA CINQUANT’ANNI,

OVVERO COME LA STORIA HA QUALCHE VOLTA IL SENSO DELL’UMORISMO.

Era il lontano 1970. Magari, non così lontano come possiamo immaginare. L’anno precedente finisce lasciando una fastidiosa coda di un’epidemia di influenza che alletterà tredici milioni di persone e ne ucciderà cinquemila circa. Ovviamente, arrivava dalla Cina. Un anniversario perfetto! Chi ha detto che la Storia non ha il senso dell’umorismo quando si impegna?

Sembra però che, allora, le psicosi non fossero concentrate su virus influenzali asiatici ma su altro. Alla fine del decennio precedente, era caduto il sipario sulla presunta innocenza dell’America, fino ad allora paladina disinteressata del “mondo libero”. La guerra in Vietnam la stavano perdendo (soprattutto) in casa e i movimenti (quelli giovanili in particolare) passavano da una colorata, a volte scanzonata, protesta a pretendere pace ed equità sociale con maggiore veemenza. Quindi, le piazze della protesta diventano quelle della violenza. Alcuni tra quelli più “incattiviti” si inabissano in clandestinità costituendo il flashpoint per le organizzazioni terroristiche che tanti lutti hanno provocato nell’Europa Occidentale. Non fu più tempo nemmeno per i grandi raduni musicali; quegli happening che sono stati consegnati al mito: Monterey, Ashbury Heights e Woodstock non avranno seguito.

A intristirci ulteriormente, è il fatto che quello fu l’ultimo anno con The Beatles anche se uscirà un LP dal titolo Let It Be e l‘ultimo singolo (solo in USA): The Long and Winding Road (la lunga strada tortuosa). La title track del disco uscirà sempre quest’anno e vedrà la prima e unica collaborazione di Linda McCartney con i Fab Four (nei cori). La canzone, scritta da Paul, racconta di un sogno in cui gli appare la madre (Mary), scomparsa per cancro quando lui era adolescente, che raccomanderà al figlio di prendere la vita come viene. Un invito che non è sbagliato accettare di questi tempi.

Il 1970 è anche un anno fecondo di produzioni musicali di pregio. Escono 4000 album ed oltre 5000 singoli. Questo pezzo è dedicato a tre album (di solito io li chiamo “Tre Pietre Miliari” nei miei “pezzi” dedicati) usciti in quell’anno così ricco dal punto di vista della produzione musicale. Ho scelto questi perché potrebbero essere stati realizzati nel 2070, tra altri cinquanta anni, e risultare comunque moderni. Insomma, sono dischi che non sono invecchiati e che raccontano non solo di un mercato (quello della musica, ma potremmo dire di tutto il comparto della cultura) florido, ricco di temi e di esperimenti ma, anche, di una grande fascinazione popolare per tutto quello che era musica, letteratura, cinema, teatro e musica … grande fermento e attenzione per i mezzi espressivi.

Primo, per un mio personalissimo affetto, un triplo album: All Things Must Pass di George Harrison. Una mole di materiale impressionante. L’album è sicuramente frutto di una vena compositiva che, nei Fab Four, era stata un po’ “soffocata”. E’ il suo terzo lavoro da solista ma il primo ad ottenere un grande successo di pubblico e, soprattutto, di critica. Quest’ultima aveva a lungo sottovalutato il talento di George a favore dei più “visibili” Paul e John (anche tutti gli altri Beatles escono nello stesso anno con lavori propri compreso Ringo). La leggenda narra che Harrison chiamò il produttore Phil Spector e lo fece andare da lui. Spector la raccontò così: “Andai da George a Friar Park e lui mi disse di avere qualcosa da farmi ascoltare. Non finiva più… Aveva centinaia di canzoni ed erano una meglio dell’altra.” L’album è pregno di contaminazioni americane, maturate anche per la sua collaborazione con Bob Dylan ma, direi, soprattutto per il “viaggio” compiuto negli USA, come testimoniano alcune esecuzioni effettuate con tecniche chitarristiche storicamente blues e contry/folk. Anche i temi trattati sono spesso quelli di una spiritualità alla moda del gospel di cui la canzone My Sweet Lord è testimonianza preziosissima, oltre che esserlo della sua svolta mistica orientale (infatti il coro canta un’invocazione vedica). Ogni pezzo là contenuto è pieno di originalità e poesia e i temi sono vari: alcuni legati alla fede nella spiritualità orientale abbracciata dal musicista, altri a relazioni umane che si stavano deteriorando (quella con Paul e John e con la moglie Patty Boyd), altri ancora all’inevitabilità della morte. L’esercizio avviene dentro ad un pop rock raffinato ed efficace che incorpora molti dei generi della musica popular USA, oltre a quelli già citati.

Il secondo album, l’ho citato mentre ero preso da una acutissima crisi di noia virale che dovevo sedare. Si tratta del monumentale John Barleycorn Must Die dei Traffic. E’ il quarto album della band che viene realizzato dopo la prima reunion. Il gruppo inglese ottiene molto più successo in USA che in Gran Bretagna. Questo fu probabilmente determinato da un pubblico che era meno avvezzo alla sperimentazione musicale rispetto ai sudditi di Sua Maestà e che visse il disco come molto originale. Ancora adesso l’album è stupefacente anche solo al primo ascolto, oltre ad essere un medicinale efficacissimo contro le stupidaggini dell’attuale situazione. Il titolo fa riferimento ad un personaggio del folclore anglosassone (Barleycorn è la personificazione inglese di birra e whisky) ma si può riferire anche al romanzo autobiografico di Jack London pubblicato nel 1913. London parla delle allucinazioni banali e senza costrutto di ubriachi senza immaginazione (tutt’al più vedranno elefanti rosa e topi blu) ma testimonia anche (da scrittore) la spinta a superare limiti sociali e di coscienza nel momento in cui l’alcol diventa innesco per “creare” mondi, per esplorare abissi. Veniamo al disco: eccezionale la ricchezza di suoni tra cui chitarra barocca, flauto, pianoforte e sassofoni. Mancano gli strumenti con i quali a questi Midlanders piaceva sperimentare, come mellotron e clavicembalo elettrico. Il disco sfugge, per lo più, a definizioni chiarificatrici. E’ un album progressive? Lo è certamente ma è ancora vagamente legato alla psichedelia del decennio precedente e, comunque, i Traffic mescolano sapientemente generi oltre che suoni trovando efficaci escursioni nel soul e nel jazz, dove ogni passaggio è una grande e gradevole sorpresa. In controtendenza con i critici, io non eleggo a miglior brano la bellissima Empty Pages bensì Stranger to Himself.

Ultimo ma solo in ordine di apparizione, Moondance di Van Morrison. Il cantautore di Belstaff è alla terza fatica in studio e al secondo capolavoro dopo Astral Weeks (di cui vi parlerò prima o poi perché merita). Esce il 28 febbraio negli USA, dopo che il nostro si è trasferito a vivere in California. Lontano anni luce dalle atmosfere malinconiche di Astral Weeks e da quel flusso di coscienza, Moondance è un album pieno di colore, intriso di musica black, solare e ottimista. La title track uscirà come singolo solo sette anni dopo e mai negli Stati Uniti. La side A di questo album venne definita dalla rivista Rolling Stone come la migliore di sempre. L’album è tutto bello ma io adoro l’esplosione R&B di Caravan, omaggio alla leggerezza del vivere privo di vincoli della cultura gypsy, da riscoprire vista la ormai manifesta fragilità di una civiltà sempre più egoista ed avviluppata in un buco nero esistenziale e completamente priva di sensibilità e di strumenti culturali per dirimere la questione.

Intanto che sprofondiamo nel gorgo di paura e incertezza, pieni di boriosa presunzione ma profondamente ignoranti del vivere, possiamo abbracciare questi tre straordinari capolavori come si fa con un relitto galleggiante salvifico durante un naufragio e pensare che questi artisti erano uomini come noi, rimboccarci le maniche, stabilire le priorità, e (dopo!) recuperare la speranza.

di Paolo Pelizza

© 2020 Rock targato Italia

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"AN EVENING WITH" MANUEL AGNELLI

AN EVENING WITH 

MANUEL AGNELLI

Manuel Agnelli ha fatto la storia del rock italiano col progetto Afterhours, da cui si porta dietro il sodale Rodrigo D'Erasmo per questa nuova avventura teatrale, il tour che lo ha visto protagonista per una quindicina di date lo scorso anno: uno spettacolo acustico dove, per la prima volta, il nostro si cimenta nel ruolo del cantastorie, o storyteller, se si preferisce, oltre che in quello di musicista/cantante a cui ha abituato il pubblico italiano da ormai più di  30 anni.

Da questo spettacolo live è stato realizzato un album, stampato esclusivamente in vinile, di undici tracce, comprensive dei grandi classici della band, come "Male di Miele", "Quello che non c'è", "Strategie"... ma anche cover di respiro più anglosassone tra cui la curiosa scelta di "Video Games" di Lana Del Rey, suggerita, pare, dalla figlia quattordicenne dell'artista.

Agnelli racconta che questa nuova esperienza è stata dettata dalla volontà di un rapporto più viscerale col pubblico rispetto a quello televisivo persistente ormai da anni e che ha portato il capelluto cinquantatreenne a mettersi di nuovo in discussione in una nuova veste.

Il vinile ripercorre la scaletta ma esclude la parte "parlata". In esso si nota come l'artista inizia con un fare molto elegante, anche nei suoni e negli arrangiamenti, salvo poi percorrere maggiormente la via  "sporca" nei brani finali con parti cantate più  graffiate e meno aggraziate.

E grazie al cielo, ché di Rock ne abbiamo gran bisogno, di questi tempi.

Andrea E. Di Giovanni

Blog Rock Targato Italia

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Teatro Blu 20 spettacoli annullati

20 spettacoli annullati, in fumo tanto lavoro di organizzazione, investimenti, decisioni,
incontri, scontri e promesse...
...ma continuiamo a sognare...


FELLINI
in collaborazione con la
GIOVANE COMPAGNIA
KATAKLO'
athletic dance theatre di Milano

 

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LA VERA STORIA DEI PEAKY BLINDERS di Carl Chinn

La realtà differisce dalla versione per lo schermo, perché i veri peaky blinders erano personaggi spregevoli, mediocri e sordidi. Per quanto riprovevoli, tuttavia, nel complesso sono stati un’importante componente storica della Birmingham di epoca tardovittoriana e edoardiana. Ignorati o appena citati dalle cronache locali, hanno condizionato in chiave negativa la vita di più di una generazione e macchiato la reputazione della città. Le loro azioni sono inestricabilmente legate alla storia di Birmingham, al pari di quelle dei suoi principali uomini politici e dei grandi industriali.

Ecco, dunque, la vera storia dei peaky blinders.

I Peaky Blinders così come li conosciamo, grazie all’enorme successo dell’omonima serie Netflix, sono un concentrato di violenza e terrore. Thomas Shelby, capofamiglia e boss della gang, si muove nella Birmingham degli anni Venti, in cui si combattono sanguinose guerre tra delinquenti e polizia che coinvolgono terroristi irlandesi e autorità.

Ma chi erano i veri Peaky Blinders? Esistevano davvero? Carl Chinn ha trascorso decenni a cercare di ricostruire le loro gesta e a seguire le loro orme oscure. Ne “La vera storia dei Peaky Blinders”, edito da Sperling & Kupfer, rivela la vera storia dei membri della famigerata gang, uno dei quali era il suo bisnonno, raccontando l’Inghilterra di quegli anni e le lotte della classe operaia inglese. Guidati da Billy Kimber, hanno combattuto una sanguinosa guerra con i gangster londinesi.

Riunendo nel libro una vasta quantità di fonti originali, tra cui rarissime immagini storiche dei veri Peaky Blinders, Chinn aggiunge una nuova dimensione alla storia del mondo sotterraneo di Birmingham e ai fatti dietro la fiction.

CARL CHINN è uno storico, scrittore e insegnante inglese. Autore di diversi libri, è il pronipote di un membro dei cosiddetti Peaky Blinders.

 

Michela Beretta

 

Pubblicato da:

VALENTINA TRAVERSARI
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Da oggi nei digital store il nuovo singolo deiFANALI DI SCORTA “PERU PERU”

Ascoltalo anche su spotify: https://spoti.fi/39kWUzc

Il singolo è pubblicato dall’etichetta TERZO MILLENNIO RECORDS

Il “funkyfreack” dei Fanali di Scorta ci fa viaggiare nel mondo torinese senza citare la Mole e lontano anche dal ricordo di una olimpiade mai dimenticata.

La metafora semplice e diretta è descritta dal testo interpretato dalla band piemontese nel pieno di una notte intensa di emozioni, incontri leciti con aspettative palesi, dopo un “Peru Peru”.

Nella movida bollente, ci si muove dettati dal tempo della funkyfreack, coinvolgente e ipnotica, dei Fanali di Scorta, qualcosa succede e come per le grandi Star tutto sarà più facile dopo un “Peru Peru”.

Tra il serio e il faceto la storia non esiste è la musica dei Fanali di Scorta a farci divertire nel loro stile goliardico.

 

Ti porterò stasera a Torino City, faremo fare un giro ai tuoi linfociti

Ti porterò a sudare in una balera e condiremo il tutto con rhum e pera

E balleremo forse tutta la notte, fino ad esser molli come due panne cotte

E quando a casa poi dovremo tornare ti sbranerò mentre sali le scale

…e ti darò ciò che ho, ma solo dopo un Peru Peru

…e mi darai ciò che hai, ma prima voglio un Peru Peru

E salteremo di locale in locale, come coriandoli in un carnevale

Corromperemo tutti i buttafuori, saremo dentro mentre loro son fuori

Con due golate puoi scaldare una notte, il dolce e l’alcol che si prendono a botte

Ma quant’è buono questo succo di pera? Speriamo solo che ti renda sincera…

E verrà l’alba qui a Torino City a rinfrescare un poco i nostri vestiti,

saremo esausti di baldorie e bagordi, ubriachi di felici e allegri ricordi

 

Art Cover by Carmelo Cambareri

Special Guest Edoardo Luparello (batteria)

Registrato c/o Freakone (To)

 

NEL WEB:

Sito web: www.fanalidiscorta.com

Facebook: www.facebook.com/fanalidiscorta

Instagram: www.instagram.com/fanalidiscorta

 

FRANCESCO CAPRINI

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“IL MAGO RIGHELLO” Testo e Musica: Massimo Castioni

Nei webstore da giovedì 5 marzo 2020

Il singolo

“IL MAGO RIGHELLO”

Testo e Musica: Massimo Castioni

 

Ascolta su Spotify: https://spoti.fi/32Lc1PJ

Il singolo è pubblicato dall’etichetta

TERZO MILLENNIO RECORDS

Una canzone per bambini e grandi piccini. Il mago più bello della città che vive nel mondo della fantasia per farci sognare. Sognare con la magia del Mago Righello.

E’ la storia di un mago pasticcione che va in giro per il mondo a fare spettacoli di magie incredibili, divertenti.

Con questo brano Il Mago Righello viene descritto perfettamente attraverso la voce di un bambino.

“…Il Mago Righello nasce per gioco in tutti i sensi, cercavo un modo per coinvolgere i bambini alle sagre e nelle piazze di paese e così, rispolverando le mie esperienze di animatore adolescente, ho deciso di creare un angolo bimbi.  La voglia poi di migliorare sempre mi ha portato a studiare ed esplorare altri campi, oltre che ai giochi per bambini, sono arrivati così anche i palloncini, il truccabimbi, ma soprattutto la MAGIA…” Ermes Perinelli

Lo sguardo e le bocche aperte dei bambini (e dei genitori in seconda fila) è sempre per me lo stimolo a migliorarmi e a crescere imparando nuove cose per cui non vedo l’ora di passare un po di tempo insieme a voi e, a divertirci insieme!!!

A presto ... Mago Righello

Facebook: https://www.facebook.com/MagoRighello/

 

FRANCESCO CAPRINI

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Da oggi in anteprima nazionale su MUSIC.IT il nuovo videoclip di ARIANNA LUZI

Guarda l’anteprima: https://bit.ly/3arW4Ra

ARIANNA LUZI, l’artista torinese dalle numerose esperienze artistiche internazionali, torna con un nuovo singolo e videoclip dal titolo DO YOU MIND COMING WITH ME?”.

Il videoclip, da oggi in anteprima nazionale su Music.it, mette in evidenza la violenta rottura di una relazione sentimentale tra l’artista e il suo ex fidanzato.

Inizialmente i due si trovano in difficoltà lavorando insieme, ma l’artista lascia un finale aperto, esprimendo la speranza per i protagonisti di riuscire a trovare una dimensione più serena e costruttiva per la loro attività.

Il videoclip si conclude con la riappacificazione della coppia, che ritrova la sua pace e la sua serenità. Il fulcro del brano è la sofferenza che questa rottura ha comportato in entrambe le parti, indipendentemente dal finale della storia.

“Do you mind coming with me?” è un brano dalle sonorità rock, con un ritmo forte, aggressivo, un arrangiamento intrigante in grado di coinvolgere emozioni e passioni, soprattutto grazie alla potenza della straordinaria voce dell’artista. Un gioco di contrasti e chiaroscuri tra le parole del testo e il modo in cui vengono cantate.

Il brano, in questi giorni in rotazione radiofonica, è disponibile in tutti i webstore. Il singolo è pubblicato da Bentley Records e anticipa il nuovo album dell’artista previsto per il 2020.

Crediti:

Regia Fabio Zito e  Nicholas Bombana
Montaggio Nicholas Bombana
Starring Arianna Luzi e Giulia Sferrazza
Con la partecipazione straordinaria di Daniele Pitarresi e Diego Fratea.

BIOGRAFIA

ARIANNA LUZI debutta in Italia all’inizio del 2019, con l’EP “ANDREW” prodotto da  Gika Production  e distribuito in tutto il mondo dall’etichetta americana Bentley Records.  L’Ep ha ottenuto un buon risultato di critica.

La sua carriera da performer comincia a 17 anni, debuttando in “Pinocchio - Il Grande Musical” con la Compagnia della Rancia, uno spettacolo che la porta in tour per l’Italia, a Seul e a New York City. 

Nel 2014 ha inizio la collaborazione con la Fabulous Dreams Production e il regista Fabio Zito, che la portano in tour in Italia e oltre oceano calcando i palchi di Los Angeles e New York City con diverse produzioni teatrali tra cui la commedia "The Snail", che ha vinto il premio “Encore! Producer’s Awards 2015” all’Hollywood Fringe Festival.    

ARIANNA LUZI ha un lungo passato di studi di pianoforte classico, danza classica e contemporanea, canto e recitazione. 

NEL WEB:

Official sitehttp://www.ariannaluzi.com/

Facebookhttps://www.facebook.com/Arianna-Luzi-2048161731892793/

YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCznMrDNvL6lvlcUAO4HxtqQ

Instagramhttps://www.instagram.com/arianna_voice/

 

CHIARA CALAMUSA – VALENTINA TRAVERSARI

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Da oggi in tutti i WEBSTORE  “NON TOCCATE I BAMBINI” Il nuovo album di GIULIO KALIANDRO

Pubblicato dell’etichetta: TERZO MILLENNIO RECORDS

L’album “Non toccate i bambini”, il terzo della carriera del rocker cantautore, contiene 9 brani da lui composti. Tratta della violenza sui bambini, tema che l’artista ha molto a cuore: il brano “Non toccate i bambini”, che dà il titolo all’album, affronta il tema della violenza sui minori e la vicenda di Bibbiano. In “Gamines” racconta la difficile realtà affrontata dai bambini del Sud America, costretti a fuggire dai venditori di organi. Il brano “Tarant nuestr” è dedicato alla sua città natale e alle moltissime vittime dell'inquinamento dell'ex ILVA (compresi i suoi genitori), facendo particolare riferimento alla salute dei bambini.

Non toccate i bambini conta la collaborazione di musicisti di grande talento quali Andrea Braido, Luigi Schiavone (Enrico Ruggeri), Ricky Belloni (New Trolls), Rocco Lanzo (Anna Oxa, Toto Cutugno, Albatros), Cesare Capone (Toto Cutugno, Albatros), Daniele Perini (Tullio De Piscopo, Paolo Rossi), Mark Jarrett e giovani talenti come Marco Pappolla, Antonello Balata e il maestro/poeta Norman Zoia, autore di 4 testi.

In questo progetto di matrice puramente Rock, si evince la spiccata attitudine di Kaliandro a questo genere, ma anche la notevole versatilità musicale, frutto di decenni di passione, esperienza e studio.

Al progetto partecipa in qualità di special guest l’amico e prestigioso chitarrista Andrea Braido, che ha suonato con artisti del calibro di Vasco Rossi, Pausini, Ramazzotti, Zucchero, Celentano, Mina.

Tracklist:

  1. Assonometria
  2. Gamines
  3. Non toccate i bambini
  4. Gli amori più importanti
  5. Bisonti in alto mare
  6. Principessa
  7. State attenti
  8. Tarant Nuestr
  9. Via della Ribeltà

Il disco, pubblicato dall’etichetta discografica Terzo Millennio Records, è stato anticipato dal singolo “Non toccate i bambini”, in questi giorni già in rotazione radiofonica. 

BIOGRAFIA

Giulio Kaliandro, rocker, cantautore e produttore discografico, nasce a Taranto e da giovanissimo si trasferisce a Milano per realizzare i suoi progetti artistici.

Comincia a studiare musica e composizione già dalla tenera età di sei anni: nasce così una passione che lo accompagnerà negli anni a venire e che si concretizzerà nel lavoro della sua vita.

Ben presto si fa notare per le sue doti di polistrumentista/cantante ed inizia a collaborare, produrre e suonare con artisti famosi italiani ed internazionali quali Rick Wakeman degli YES, Billy Preston, Sam More, Banco del Mutuo Soccorso, Amanda Lear, Toto Cutugno, Albatros, Vince Tempera, Maurizio Vandelli, Roberto Cacciapaglia, Mauro Pagani, Le Vibrazioni e Francesco Sarcina, Aida Cooper, Pino Scotto, Vanadium, Mia Martini, e molti altri.

Con alcuni di questi artisti gira il mondo in Tour, esibendosi nei più importanti teatri, palazzetti, stadi e locali live.

La sua carriera conta l’incisione di otto 45 giri, due dischi Mix e la pubblicazione di due album quali “Kaliandro- Reggata del sud” e “KS - On Fire”, nato dalla collaborazione con la sua band Glam- Rock, con la quale partecipa a molti programmi e manifestazioni canore in onda su reti RAI e MEDIASET.

Giulio vince numerosi premi importanti, tra cui due Ambrogini d' oro (massima onorificenza della città di Milano), Premio Rino Gaetano '84 su Rai 1, Premio Stefania Rotolo, Premio Breil '84 per l'operosità artistica e Premio Boario Terme, condotto da Mike Bongiorno su Canale 5.

Insieme a Roberto Cacciapaglia realizzano tra i più importanti jingles pubblicitari e musiche d’accompagnamento per documentari, tra i quali emerge quello della Testa Rossa Ferrari che fa il giro del mondo.

A marzo 2020 in tutti i webstore il suo terzo album “Non toccate i bambini”.

NEL WEB:

Facebook: https://www.facebook.com/jules.supremo

Instagram: https://www.instagram.com/tarantnuestrgk/

YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCbgg-CCPmXdKMe1jqUz6HXg

Spotify: https://spoti.fi/2TCnVHK

CHIARA CALAMUSA – VALENTINA TRAVERSARI

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I Rolling Stones in Tournee, ancora!

007 - I Rolling Stones in Tournee, ancora!

di Antonio Chimienti

Come è possibile che tutta la musica dagli anni 70 ai 90 risulti ancora appetibile e oggetto di attenzione da parte di tutto il mondo? Quale è il suo segreto?

Possibile che i provini  (alias le “idee”) di quell’epoca siano ancora nella top ten di acquisto e consumo delle generazioni attuali?

Ovviamente sé distribuita gratis anche l’ultima uscita di Sanremo viene consumata, ma sé ci sono da spendere 15€ per un contenuto state certi che ed essere venduto sarà una produzione di quegli anni. Un disco di Michael Jackson piuttosto che un disco rimasterizzato di Pino Daniele, degli ACDC piuttosto che di Vasco Rossi. Perché?

Anche sul fronte dello show dal vivo le cose non cambiano. Ci sono le eccezioni, ma che confermano la regola… null’altro. Poco conta che la scorsa estate qualcuno abbia riempito le spiagge…. o che il Concorso di Sanremo abbia totalizzato grandi ascolti. In entrambi i casi la musica non c'era, nessuno sé lì ricorda più ed in entrambi i casi ed essere acquistata non era la musica ( il contenuto) , ma il contenitore. Il primo grazie al monopolio della Rai, il secondo grazie a qualche organizzazione che ha occupato le spiagge e non solo, con non so quali permessi piovuti dal “cielo”. Per essere più chiari anche io avrei fatto il botto sé mi avessero permesso di organizzare una festa di compleanno dentro il Louvre. 

Chiaro no?

Perché , perché, perché?

Poi tra parentesi sé parli con dei musicisti questa domanda diventa un tarlo perché ovviamente nella mente di una persona che ha studiato , sì è applicata, sì è evoluta , magari ha anche fatto esperienza viaggiando e suonando con tante persone , culture e scenari differenti non vedesi immersa in quella gloria che viceversa ha abbracciato delle altre persone che apparentemente sono solo vissute in un’altra epoca... bene tutta questa realtà diventa devastante e frustrante

Procediamo per paradossi.

Nel 1970 i musicisti possedevano dei super poteri?

Una cometa aveva instillato la magia negli abitanti del pianeta?

Era stato somministrato un qualche farmaco oggi assente?

Gli strumenti musicali scrivevano musica autonomamente?

Il pubblico era meno critico?

La tecnologia musicale era superiore a quella di oggi?

I dischi erano regalati?

Le persone venivano pagate per assistere ad un concerto?

Ma certo che no:) E allora, come la mettiamo? Quali sono le evidenti differenze tra allora e oggi.

La più eclatante è l’emarginazione. Risalendo troviamo le regole ed ancora più su il controllo. E ad ombrello su tutto la paura.

C'è un bellissimo sketch della Mannino (una cabarettista siciliana) che recita come nel 1970 o giù di lì ( quando lei era piccola) sé la merendina cadeva nella pozzanghera, la mamma diceva di mangiarla lo stesso che al massimo aveva preso un pò di “sughetto”. e la comicità  scatta quando poi lei racconta che oggi sé la merendina sì appoggia sul tavolo senza una protezione la mamma urla isterica invocando alla infezione batterica. Quello che oggi non accade è che i bambini giochino a pallone fra due panchine ai giardinetti per ore sudando come spugne e sfidando qualsivoglia legge naturale legate allo scambio termico degli elementi. per non parlare della libera irruenza, ribellione e liberazione degli istinti senza alcun paracadute sociale come la Buona Educazione sana di ieri , ma oggi alienata dall’apparire per cui in nome di qualcosa a me oscuro l’istinto dovrebbe nella mente di un bambino essere dominato e sconfitto dal bambino stesso. Ma dico ci sono adulti che non riescono  ed avere un equilibrio maturo ed un bambino dovrebbe soffocare il proprio istinto con cosa? Con l’esperienza ed il senso umanitario che semmai riuscirà a mettere insieme proprio sugli errori ed esperienze che farà da bambino? Ma è meglio che impari ed usare le sue risorse limite come la forza e la resistenza da bambino con altri bambini , nel suo tempo che comunque possiede una rete protettiva sulla quale potrà impattare senza creare danni permanenti a sé e agli altri, ma al tempo stesso fare esperienza piuttosto che ritrovarsi castrato e da adulto non sapere come difendersi o amare. Siete d’accordo? E invece cosa accade oggi? Accade che tutta questa esperienza la sì chiede alla Playstation della Sony o a qualche pedagogo che dovrebbe saperne quanto madre natura. A tutto c’è una misura , ma non solo nel sapere , ma anche nell’ammettere quanto non sì sa.

Veniamo alla musica.

Quando 4 o 5 di quei ragazzini che giocavano al pallone, maciati e senza fiato, tutti con lesioni alle ginocchia e quel piglio da leoni nello sguardo avessero scoperto che gli piaceva una chitarra o una batteria… secondo voi che qualità di musica sì sarebbe potuto sentire partorita dalle loro menti? Una qualità degna di uno che ha coltivato sé stesso su un social di internet.

Uno per cui il proprio successo è legato alla capacità di piacere su internet? Ma ci siete? Siete connessi?

Ma secondo voi uno che sì chiama Leonardo Da Vinci, con tutte le cose che doveva partorire quanto tempo avrebbe potuto trascorrere al computer a chattare? Ve lo immaginate? Anche oggi i veri artisti non hanno tempo sé non per inseguire i propri pensieri e più sono puri  e meno sono connessi alla quantità ed alla folla. Non lì trovate su facebook o instagram.

Sapete cosa state ascoltando quando sentite uno come Jim Morrison? Jim Morrison come lo conosce la propria madre. E questo vale per tutti quelli che accettereste di fare vostri attraverso l'acquisto di una loro registrazione. L’autenticità ha un valore commerciabile. 

Tutta questa connessione di oggi significa emarginazione. Il preferire una telefonata ed una citofonata indica accettare la distanza ed i suoi limiti. Non affrontare una persona ascoltandone il ruggito ed odorandone gli ormoni significa non voler avvicinarsi alla verità quanto servirebbe perché non interessa più abbastanza. Non affrontare di persona vuol dire nascondersi. Anche dirsi di non avere tempo per andare a trovare una persona vuol dire inventarsi una scusa per qualcosa che parrebbe più importante, ma qualora non lo fosse che senso ha volerla andare a trovare? Molte più cose appaiono possibili in questa epoca, ma di fatto , in questa grande confusione , nella quantità , la qualità viene calpestata. Quando in un pomeriggio potevi andare a trovare e parlare con un solo amico a causa della distanza era facile capire quale fosse questo amico e con lui che significato avesse l’amicizia. Oggi spesso chiedo a qualcuno con cui sto chattando , notando dei ritardi nella risposta, sé per caso non lo stia disturbando e lui mi risponde che sta chattando contemporaneamente con altre persone…. ma vaffanculo! Ma quale qualità può erogare nelle sue risposte una persona che sì sta dividendo con altre tre? la musica è un'arte, una manifestazione dell’anima e come tale riflette l’anima di chi la esterna. ecco negli anni 70/90 le persone avevano un ‘anima più tosta. Le persone di oggi molto addormentata. E poi non avendola , ma bramandola questa magia ce la facciamo servire su un piatto di plastica dall’ultimo sclerato vestito con una maschera di brillantini e facendo finta che ci piaccia fingiamo di deglutirla per tre giorni o una estate finchè ancora per fortuna i nostri anticorpi ce la fanno vomitare non senza prima aver inoculato un antibiotico a suon di Beatles o Rolling Stones.

E’ facile dire svegliamoci, ma sé uno sta dormendo da troppo tempo al punto da sognare la realtà o peggio farsi raccontare le emozioni nel presente da degli anziani, per quanto banale possa essere resta l’unica cosa sensata da consigliare: svegliamoci!.

Antonio Chimienti

Blog Rock Targato Italia 

 

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In Radio e in tutti i webstore “QUALCUNO TI PENSA ANCORA” il nuovo singolo di FRANCESCO BELLUCCI

Ascolta su Spotify: https://spoti.fi/32RWSfF

Pubblicato dall’etichetta TERZO MILLENNIO RECORDS

Qualcuno ti pensa ancora” è una canzone che colpisce profondamente. Dove le parole finiscono, inizia la musica, ed è proprio grazie ad essa che Francesco riesce ad esprimere la frustrazione verso la realtà che ha portato una persona a lui cara a compiere una decisione estrema.

Questa canzone è un grido di sfogo verso un mondo difficile, sbagliato, che finisce per portarsi via le vittime delle sue ingiustizie.

Rimangono i ricordi, che riaffiorano in alcuni semplici dettagli, come “Le sigarette e un accendino, una camicia a fiori blu, una tua foto da bambina, un tuo diario della scuola, la tua tazza preferita”. “Qualcuno ti pensa ancora” fa pensare che non tutto è perduto e che il ricordo lasciato rimarrà indelebile.

Francesco Bellucci è riuscito ad affrontare un tema delicato con un brano forte, coinvolgente, che non getta nello sconforto, ma che emoziona e commuove.

"Qualcuno Ti Pensa Ancora” è una canzone da ascoltare. Una mia mancanza, forse, ma le parole non mi bastano a esprimerla come vorrei che fosse percepita! – Francesco Bellucci

Il singolo, pubblicato dall’etichetta discografica Terzo Millennio Records, anticipa l’uscita dell’album “Situazioni Sconvenienti” prevista per la prossima primavera.

FRANCESCO BELLUCCI

Francesco Bellucci è nato a Modena il 20 Settembre 1989. Debutta musicalmente nel 2013 partecipando alla Prima Edizione del Premio Pierangelo Bertoli classificandosi al secondo posto con la canzone “Io Ci Credo Ancora”, pubblicata nel Maggio del 2014. Nell’Ottobre 2014 ci riprova al Premio Bertoli conquistando ancora il secondo posto con la canzone “Forse”.

Nel 2017 pubblica il primo album “Siamo Vivi” con 13 brani inediti, anticipato dal singolo “Vivere Davvero” e dall’omonimo videoclip presentato in anteprima da L’Espresso. Con la canzone raggiunge la prima posizione della classifica “Absolute Beginners” stilata da Radio Airplay Italia per il quotidiano online Rockol e vi resterà per sei settimane consecutive.

Selezionato da Radio Deejay per partecipare al Deejay On Stage il 14 Agosto si esibisce a Riccione in apertura al concerto di Francesco Gabbani. Autunno 2017 esce il secondo singolo "Il Mondo Sta Girando” estratto dall’album d’esordio è accompagnato da un videoclip che viene presentato in anteprima su Fanpage.it.

Nel 2018 pubblica il singolo "Che Sfiga Però”, presentato durante la serata finale del Poesia Festival di Modena prima del concerto di Ghemon.

Il 20 settembre 2019 esce il singolo “20 Lt. di Benzina” di cui l’omonimo videoclip viene presentato in anteprima da All Music Italia

Nel novembre 2019 viene pubblicato il singolo “Vuoto”, seguito dal videoclip.

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FRANCO SAININI

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