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Articoli filtrati per data: Marzo 2020

Seconda puntata di "Avere anni 20"

Guarda il videohttps://www.youtube.com/watch?v=9IaLdDCGLho

La seconda puntata della video-rubrica "Avere anni 20" di Andrea Ettore di Giovanni è disponibile su Youtube. 

Il cantante della band Il Pesce Parla continua il suo viaggio nel mondo delle canzoni emergenti italiane. In questo episodio ci parla dei primi tre artisti che ha inserito nella sua playlist.

La prima è Romina Falconi con il suo singolo "Ringrazia che sono una signora" brano potente e deciso; segue Gazzelle, il cantautore romano che parla della sua "Vita Paranoia". Infine il gruppo Il Nucleo con il brano "Cellule impazzite", con cui Andrea conclude la puntata.

 

CHIARA CALAMUSAVALENTINA TRAVERSARI
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Nuovi spettacoli al Teatro Fontana

19-22 MARZO 2020

 A-MEN

GLI UOMINI, LE NUOVE RELIGIONI E ALTRE CRISI

Torna al Teatro Fontana  Walter Leonardi con il secondo spettacolo di una trilogia a lui dedicata. 

Dopo Coma quando fiori piove (andato in scena dal 23 al 26 gennaio) il regista e comico milanese – attore del Terzo Segreto di Satira – propone al pubblico milanese A-Men. Gli uomini, le nuove religioni e altre crisi: un racconto sempre in bilico fra ironia, dramma e poesia. Una contaminazione di linguaggi in un mix perfetto fra teatro di immagine (cuscini giganti trasparenti, ruote di bicicletta danzanti e burattini che fanno innamorare) e monologhi.

Un racconto tanto visionario quanto realistico e attuale.
A-MEN è uno spettacolo sulla crisi, intesa in tutte le sue sfaccettature.
A-MEN è uno spettacolo che mette in scena la crisi, la crisi di un uomo, la crisi totale di tutto ciò in cui credeva di credere.

Questo spettacolo è il suo viaggio di riavvicinamento a una vita vivibile e forse anche al teatro.

A-MEN è uno studio sulla crisi esistenziale, crisi intesa soprattutto nel senso di cambiamento.
A-MEN si interroga su quale strada prendere, cosa cercare sulla terra per farsi aiutare e come cercare di capire qualcosa di questo mondo sempre più complesso ed imprendibile.
A-MEN parla di religioni vecchie e nuove, di spiritualità vecchia e nuova, di amore e morte, di come trovare un proprio posto nel mondo.
A-MEN si nutre di crisi passate e in divenire, è dunque in costante cambiamento.

Termina la trilogia la nuova produzione Buster, al debutto in prima assoluta dal 16 al 19 aprile Cenando Cenando. C'eravamo tanto illusi...ma nemmeno poi così tanto. In scena Walter Leonardi, Flavio Pirini e Paola Tintinelli.

24 MARZO – 5 APRILE 2020

SEI PERSONAGGI IN CERCA D'AUTORE DI LUIGI PIRANDELLO

Sei personaggi diversi ogni sera

Dopo il debutto nella stagione passata e un tour nazionale, torna al Teatro Fontana Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello con un nutrito cast di attori e ospiti a sorpresa diversi ogni sera.

Quando lo spettacolo debuttò nel 1921, al Teatro Valle di Roma, la platea contestò la pièce al grido: “Manicomio! Manicomio!”. Il pubblico si trovò di fronte a qualcosa di completamente inedito, un assalto alla forma del teatro borghese, una non-storia in cui a essere messi sotto indagine non erano solo il meccanismo teatrale e la creazione artistica, ma lo stesso rapporto tra realtà e finzione.

Nel tempo, però, i Sei Personaggi sono passati da essere una pietra di scandalo a testo “classico”, da matinée per le scuole, un pezzo da museo della letteratura italiana.

A quasi cento anni di distanza, Sei personaggi in cerca d’autore è ancora l’opera che meglio indaga il nostro rapporto tra vita e arte, reale e virtuale. Tra incursioni meta teatrali, prove aperte e nuovi ospiti ogni sera, l’opera di Pirandello è l’occasione per confrontarsi con la grande domanda: che cosa rimane dell’arte nell’epoca della sua riproducibilità digitale?

Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello – il nome dell’autore in questo allestimento è diventato parte del titolo è uno spettacolo matrioska, se così si può dire, in cui il piano meta-teatrale già presente nel testo viene portato all’estremo generando un cortocircuito dove attori, personaggi e pubblico convivono e si mescolano in un happening unico e irripetibile ogni sera.

Ad ogni replica, infatti, fra gli attori del cast irromperanno sul palco altre persone/personaggi a sorpresa – protagonisti del panorama teatrale - che interpreteranno una scena dello spettacolo destinata poi ad essere riprodotta come in uno specchio riflesso all’infinito. In un gioco di rifrazioni che userà ogni mezzo tecnologico a disposizione per ricreare il qui e ora dello spettacolo.

 

CHIARA CALAMUSA – VALENTINA TRAVERSARI

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Olden, I Rumori Di Via Silvio Pellico, Sudestrada, Bugo e Paolo Saporiti.

4 album (+1) per marzo 2020:

Olden, I Rumori Di Via Silvio Pellico, SudestradaBugo e Paolo Saporiti.

articolo di Roberto Bonfanti

Ci sono cose che sono destinate a ritornare ciclicamente. Ritornano ogni tot anni, con implicazioni sempre più fantasiose, gli allarmismi di vario genere e il relativo panico collettivo. Ritornano periodicamente i tentativi demagogici di modificare la Costituzione. E ritornano sempre gli anni ’70, gli ’80, i ’90 e ultimamente persino gli anni ‘00. In questo eterno ritorno, proviamo a iniziare questo mese di marzo consigliando quattro album che sembrano legarsi idealmente a quattro diversi decenni.

Occorre togliersi il cappello di fronte al lavoro enorme che ha fatto in questi mesi la VRec label: dopo due album importanti come le nuove uscite di Max Zanotti e di Lorenzo Del Pero, l’etichetta veneta prosegue il suo percorso all’interno della canzone d’autore più profonda e inquieta dando alle stampe il nuovo disco di Olden. “Prima che sia tardi”, prodotto artisticamente da Flavio Ferri dei Delta V, è un concept album dalle sonorità cupe e dall’approccio narrativo decisamente anni ’70, in equilibrio fra rabbia sociale, speranza e intimo disincanto. Un lavoro elegante e incisivo al tempo stesso, capace di mettere in musica il linguaggio del romanzo distopico e di giocare in modo interessante con i chiaroscuri sia sul piano sonoro che su quello emotivo.

I milanesi I Rumori Di Via Silvio Pellico hanno gli anni ’90 tatuati nel dna. I loro riferimenti però, come testimonia anche il nuovo album intitolato “Trascendere respirare esistere”, non vanno verso il fragore delle chitarre distorte ma affondano nel lato più intimo e spiazzante del decennio del grunge: canzoni d’autore destrutturate, sperimentazioni a bassa fedeltà, sprazzi di rock minimale, filastrocche poetiche quasi sussurrate, paesaggi sonori dilatati e schegge di introspezione crepuscolare. Un progetto affascinante e personale da ascoltare con la giusta cura.

Partono senza dubbio dagli anni ’80, i romagnoli Sudestrada, ma il loro album d’esordio intitolato “Microclima” è un vero viaggio fra sapori, odori e riferimenti culturali apparentemente lontani fra loro. A fare da ago della bussola c’è sempre il pop sintetico più ricercato, caldo e “intellettuale” ma lungo la strada ci si imbatte in paesaggi diversi, dalla malinconia da estate anni ’80 a un calore mediterraneo venato dal vento del Nordafrica passando per i richiami a Murakami e i ricordi di Tween Peaks. Un album fondamentalmente pop ma capace di esprimersi con un linguaggio contaminato e ricercato al punto giusto.

Ho avuto la fortuna di seguire musicalmente Bugo fin da quando, all’alba degli anni zero, vagava fra i circolini di provincia come una scheggia impazzita intrisa di ironia surreale, elettronica lo-fi e folk acustico. A distanza di vent’anni è ovvio che il Bugo di quell’epoca non può più esistere ma fa piacere, dopo un lungo periodo interlocutorio, vedere l’artista novarese trovare finalmente un equilibrio pop con il nuovo album intitolato semplicemente “Cristian Bugatti”. Il Bugo di oggi è un artista che sa mettere insieme canzoni freschissime e ben scritte in cui la ritmica orecchiabile e la melodia trascinante si sposano con testi capaci di coniugare sincerità, leggerezza e desiderio di tornare raccontare il mondo che lo circonda come un cantastorie di provincia in chiave decisamente pop.

Aggiungiamo anche questa volta un jolly alla rosa dei quattro album consigliati inserendo un album live atipico, considerato che siamo abituati a vedere i dischi dal vivo soprattutto come momenti celebrativi firmati da artisti arcinoti. Paolo Saporiti ha scelto invece di pubblicare “Acini live” semplicemente per dare testimonianza di un suo periodo artisticamente felice a distanza di ormai un paio di anni dall’ultimo lavoro in studio e, di fatto, l’album riesce, con i suoi arrangiamenti asciutti e le sue atmosfere intime e inquiete, a trasmettere benissimo il carisma di Saporiti, il fascino della sua voce e l’intensità poetica delle canzoni. Una bella testimonianza del talento di un artista di spessore che si muove ormai da diversi anni, con eccellenti risultati, nel nostro sottobosco musicale.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

 

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CAMPANILISMO COSMOPOLITA

S'appresta Primavera. Mi dice ciao. Se ne va. Mentre ne se va le intravedo le cosce, coperta com'è, d'un provvisorio velo color nuvola.

Siamo in Sicilia. È dunque Marzo. E dopo mesi di sole senza pioggia o caldo, solo un ammiccante saluto di colei che pareva stesse già facendo l'amore coi terroni.
Uno di quelli il sottoscritto.
Tra mille Hobbies lavorativi e un lavoro hobbistico io, siciliano, per la precisione etneo, so perché vi siete infognati con Virus, Thumberg, Sardine, Immigrati, Euro e gossip vari.

Siete fottuti. Ecco qua.

Ve ne state a parlare e ad ascoltare di qualunque cosa che non vi riguardi direttamente, seguite temi generali, insomma "vi chiudete nella vostra apertura mentale".

Avrei pure finito di criticarvi, ma infierisco volentieri.

Voi socialomani non citofonate a chi volete, per paura di sentirvi coglioni.
Voi impiegati o imprenditori, musicisti o fannulloni avete timore che giornali, radio, tv, web dicano del vostro senso di solitudine. Siete spaesati e il terrore d'essere salvati, o amati per davvero, vi attanaglia.
Volete morire lentamente, con un finale sadomaso, affinché mai si sappia quanto bellezza tenete in serbo nel cuore, quanta tenerezza vi alimenta in fondo:
Perché la bellezza interiore è debolezza;
Perché, per voi, piangere o arrabbiarsi è da trogloditi;
Perché l'istinto, l'ispirazione, i culti Pagani o il romanticismo che vi fa alzare dal letto la mattina, debbono rimanere un segreto, una vergogna, quasi foste per davvero voi quelli malati.

Invece malato è il mondo, ma non di catastrofi globali di tipo ambientale, batteriologo, politico, bensì squisitamente di tipo dottrinale, filosofico, culturale.

La Primavera non tarderà ad arrivare. Fatevene una ragione.

E portate in giro il cane, smettete di fumare, spendete soldi per fare arte piuttosto di tentare di fare soldi con l'arte. 

RICCARDO AUTORE

Pubblicato da Chiara CalamusaValentina Traversari per Rock targato Italia

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Per carità, lo capisco! non si parla altro

Da settimane non si parla altro del Coronavirus che sta affliggendo l’umanità (e non solo quella, per quanto mi riguarda!) e che sta lasciando uno spazio residuo molto piccolo per altre questioni.

Per carità, lo capisco! In Italia abbiamo avuto il numero maggiore di casi di tutto il mondo occidentale pur avendo immediatamente fatto ricorso a regole draconiane nei confronti di chi sarebbe venuto dalle zone dove il virus si è sviluppato.

Consentitemi, però, di spostare un po’ il punto di vista e di guardare all’evento con una certa fascinazione. Letteratura, fumetti e cinema ci hanno (da sempre) raccontato di futuri prossimi o presenti alternativi duranti i quali l’umanità si sarebbe trovata a fronteggiare il Big One.

La rivolta delle macchine è stata una delle idee più interessanti ed affascinanti. Ricordate la saga di Terminator? Un’intelligenza artificiale creata dall’uomo e chiamata Skynet aveva organizzato e gestito una rivolta contro gli umani che pretendevano di governarla e, successivamente, aveva preso possesso del nostro pianeta con apposito olocausto termo-nucleare, relegandoci a forma intelligente minoritaria e dandoci la caccia. Un Big One strepitoso ma, attualmente, meno di moda. Sarà che Skynet, in qualche modo, esiste davvero e  ci ha, soprattutto, privato della possibilità di comprendere che ci siamo dentro .. Più Matrix che Terminator. La fantascienza contemporanea, figlia dei nostri tempi e lontanissima da quella della Guerra Fredda, ha abbandonato una visione negativa e catastrofica della tecnologia a favore di una maggiore “morbidezza”, di una percezione “buona” degli strumenti digitali, di frontiere che vanno avanti inarrestabili e, sembra, senza alcun ostacolo di tipo critico o etico. E’ abbastanza singolare che si levino scudi, cori di protesta, etc. se la scienza vuole agire su forme di vita esistenti (con le bio-tecnologie, l’ingegneria genetica, etc.) ma, non si sente un fiato se si lavora per crearne di nuove, artificiali, senza alcuna coscienza di sé ma super-efficienti. Non so se lo sapete ma i social che usate e che sono tanto popolari sono pieni di questi “bot” che vi stanano, vi monitorano e una volta che vi hanno capito vi bombardano di informazioni per condizionare le vostre opinioni, le vostre abitudini di acquisto e quelle di voto, tra le altre.

Un altro Big One di particolare appeal è quello del disastro ambientale globale. Che ci crediate o no, è quello più probabile che accada davvero. Il global warming ha già innescato meccanismi che creeranno tsunami, siccità e, addirittura glaciazioni. Questo innesco in compartecipazione con il sovrappopolamento umano verso il quale stiamo andando, accelererà il nostro processo di estinzione … Magari, con una bella guerra mondiale per l’accesso all’acqua e al cibo. Ma agli scienziati si tende a non credere a meno che non escano “stando sulla notizia” con l’istant book di divulgazione. E per mettere in luce, il lassismo quando non la cattiva fede dei Governi c’è voluta una ragazzina svedese molto antipatica. Anche questo problemino, ai tempi del Covid-19 passa in secondo piano. D’altra parte, esiste una chart anche delle catastrofi che ci estingueranno. Attualmente quella ecologica sta scendendo in classifica.

Una breve menzione la merita l’asteroide di Armageddon! Un grosso sasso spaziale come quello che ha cancellato i dinosauri si sta per abbattere sulla Terra cancellando la stragrande maggioranza delle forme di vita, tra cui noi. Tocca ad un manipolo di operai petroliferi studiare da astronauti per salire sul sasso, trivellarlo e farlo brillare con adeguato ordigno nucleare. L’operaio Bruce Willis si sacrificherà per il bene superiore della collettività. Il film è oggettivamente bruttino. Carina e romantica la canzone “I Don’t Wanna Miss a Thing”, una ballata scritta da Diane Warren (già autrice della sigla della serie prequel di Star Trek “Enterprise”) ed eseguita dagli Aerosmith.

Per concludere, c’è lui. Il Big One virus, oggi di gran moda. Chi cazzo non ricorda tutte le graphic novels sull’Apocalisse Zombie? E i videogiochi? Alcuni di questi sono divenuti anche saghe di film come Resident Evil. Tutto è iniziato con la “fuga” di un virus da un laboratorio di una multinazionale (francamente, trovo l’ipotesi dei pipistrelli più affascinante) che, da una parte, lavorava per creare cosmetici che facessero davvero ringiovanire la pelle, dall’altra creava armi batteriologiche. Se non sei super-specializzato, può accadere che ti confondi e che diffondi un virus che decimerà la popolazione umana mondiale… oooopsss. Degne di ricordo, anche, serie TV come Contagion, The Last Ship (che fu prima un lungometraggio) e pellicole come Virus Letale. Ma potrei citare molto altro!

Scusatemi! E’ vero che è indelicato parlare di corda a casa dell’impiccato. Fossi in voi, però, non mi preoccuperei. Semmai chiederei a chi si occupa di informarci che prima ci spieghi come funziona il metodo scientifico e perché molte delle notizie che ci sono arrivate sono antitetiche le une con le altre. Che ci si spieghi perché ci sono virologi che la pensano in un modo ed altri che la pensano in un altro: perché ci sono quelli geniali e quelli scarsi? Non è così. Il tema è che tutte le volte che ci troviamo di fronte ad un fenomeno che conosciamo poco o per niente, elaboriamo teorie partendo da  cose simili  che già conosciamo. Conosciamo già molti coronavirus come quello dell’influenza comune, quello della Sars e quello dell’Ebola. Partiamo da lì e vediamo cosa scopriamo andando avanti … Molte delle cose che abbiamo sentito in questi giorni, più gli scienziati approfondiranno, verranno smentite o confermate. Le diverse ”visioni” si ridurranno necessariamente e arriveranno a confluire in un ristretto e confermato numero di dati. Perché non c’è nessuno che può e deve essere più scettico di uno scienziato. Uno studioso deve necessariamente vivere di fallimenti consequenziali continui se vuole arrivare a scalfire la superficie della verità.

Il nostro problema, in questa bellissima e tormentata penisola, è che non ci fidiamo e ci dividiamo sempre. Nessuno in questa fattispecie si fida delle nostre Autorità (e potremmo dire con Enzo Tortora: che ragione ne avremmo?) però nei due partiti di maggioranza relativa dell’assenza di fiducia, ce n’è uno che pensa che non ce la dicano tutta perché la situazione è gravissima e non vogliono scatenare il panico, l’altra che pensa ci sia un piano ordito per mettere l’Italia in ginocchio e ridurla ad una retroguardia. D’altra parte, questo è il Paese dove si perseguono i sismologi perché non hanno previsto un terremoto e si portano in TV le nuove Star della virologia a dirci tutto e il contrario di tutto. E’ il Paese dove gente che lavora giorno e notte nei laboratori viene insultata da chi sta in televisione a reti unificate. Questo è il paese dove ogni scusa è buona per scatenare le polemiche politiche e quelle del tifo calcistico. Questo è il Paese dove chi ha più potere se ne frega dei virus che diventano ulteriori opportunità di esercitarlo.

Tra l’altro non so se lo sapete ma oggi hanno deciso di contingentare l’informazione sui casi di Covid-19. Questo succede per contingentare anche il panico e mentre trapelavano le notizie che il virus isolato a Milano (al Sacco) sia cosa diversa dal virus del momento e che non avrebbe a che fare con quello cinese (ma servono conferme che sia oriundo longobardo) e, l’altra che viene riportata citando una fonte anonima (guarda caso!) della O.M.S. che suggerisce che non è vero che si sono trovati più casi dove si facevano più analisi! Sarà… Come ho detto, dobbiamo solo aspettare e vedere come finirà. E la scelta del tempo futuro del verbo “finire” non è casuale. Quella con questo virus sarà una lunga convivenza, quindi mettetevi comodi e godetevela. Io sto ascoltando uno dei miei album preferiti: John Barleycorn Must Die (1970) dei Traffic per compensare la noia che si accompagna all’emergenza. Ok … se fossi su un social media metterei un emoticon con la faccina che fa l’occhiolino!

di Paolo Pelizza

©2020 Rock targato Italia

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Da oggi su YOUTUBE “NON TOCCATE I BAMBINI” Il nuovo videoclip di GIULIO KALIANDRO

Guarda il video: https://youtu.be/8hI8ytn2aPQ 

Dal 4 marzo è disponibile l’album in tutti i webstore per l’etichetta TERZO MILLENNIO RECORDS

Dal video emerge l’anima rock dell’artista che si manifesta con uno sfogo di rabbia verso la difficile condizione dei bambini, vittime della vicenda di Bibbiano.

Non toccate i bambini” è il nuovo singolo e videoclip di Giulio Kaliandro. Il brano anticipa l’uscita dell’omonimo album di Giulio Kaliandro, il terzo della sua carriera di rocker cantautore. Il disco, pubblicato dall’etichetta discografica Terzo Millennio Records sarà disponibile in tutti i digital store il 4 marzo.

L’album, contenente 9 brani da lui composti, tratta della violenza sui bambini, tema che l’artista ha molto a cuore: “Non toccate i bambini” affronta il tema della violenza sui minori e la vicenda di Bibbiano. In “Gamines” racconta la difficile realtà affrontata dai bambini del Sud America, costretti a fuggire dai venditori di organi. Il brano “Tarant nuestr” è dedicato alla sua città natale e alle moltissime vittime dell'inquinamento dell'ex ILVA (compresi i suoi genitori), facendo particolare riferimento alla salute dei bambini.

Non toccate i bambini conta la collaborazione di musicisti di grande talento quali Andrea Braido, Luigi Schiavone (Enrico Ruggeri), Ricky Belloni (New Trolls), Rocco Lanzo (Anna Oxa, Toto Cutugno, Albatros), Cesare Capone (Toto Cutugno, Albatros), Daniele Perini (Tullio De Piscopo, Paolo Rossi), Mark Jarrett e giovani talenti come Marco Pappolla, Antonello Balata e il maestro/poeta Norman Zoia, autore di 4 testi.

In questo progetto di matrice puramente Rock, si evince la spiccata attitudine di Kaliandro a questo genere, ma anche la notevole versatilità musicale, frutto di decenni di passione, esperienza e studio.

Al progetto partecipa in qualità di special guest l’amico e prestigioso chitarrista Andrea Braido, che ha suonato con artisti del calibro di Vasco Rossi, Pausini, Ramazzotti, Zucchero, Celentano, Mina.

BIOGRAFIA

Giulio Kaliandro, rocker, cantautore e produttore discografico, nasce a Taranto e da giovanissimo si trasferisce a Milano per realizzare i suoi progetti artistici.

Comincia a studiare musica e composizione già dalla tenera età di sei anni: nasce così una passione che lo accompagnerà negli anni a venire e che si concretizzerà nel lavoro della sua vita.

Ben presto si fa notare per le sue doti di polistrumentista/cantante ed inizia a collaborare, produrre e suonare con artisti famosi italiani ed internazionali quali Rick Wakeman degli YES, Billy Preston, Sam More, Banco del Mutuo Soccorso, Amanda Lear, Toto Cutugno, Albatros, Vince Tempera, Maurizio Vandelli, Roberto Cacciapaglia, Mauro Pagani, Le Vibrazioni e Francesco Sarcina, Aida Cooper, Pino Scotto, Vanadium, Mia Martini, e molti altri.

Con alcuni di questi artisti gira il mondo in Tour, esibendosi nei più importanti teatri, palazzetti, stadi e locali live.

La sua carriera conta l’incisione di otto 45 giri, due dischi Mix e la pubblicazione di due album quali “Kaliandro- Reggata del sud” e “KS - On Fire”, nato dalla collaborazione con la sua band Glam- Rock, con la quale partecipa a molti programmi e manifestazioni canore in onda su reti RAI e MEDIASET.

Giulio vince numerosi premi importanti, tra cui due Ambrogini d' oro (massima onorificenza della città di Milano), Premio Rino Gaetano '84 su Rai 1, Premio Stefania Rotolo, Premio Breil '84 per l'operosità artistica e Premio Boario Terme, condotto da Mike Bongiorno su Canale 5.

Insieme a Roberto Cacciapaglia realizzano tra i più importanti jingles pubblicitari e musiche d’accompagnamento per documentari, tra i quali emerge quello della Testa Rossa Ferrari che fa il giro del mondo.

A marzo 2020 in tutti i webstore uscirà il suo terzo album “Non toccate i bambini”.

NEL WEB:

Facebook: https://www.facebook.com/jules.supremo

Instagram: https://www.instagram.com/tarantnuestrgk/

YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCbgg-CCPmXdKMe1jqUz6HXg

CHIARA CALAMUSA – VALENTINA TRAVERSARI

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