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Articoli filtrati per data: Settembre 2020

MARCINELLE

COMUNICATO STAMPA

MARCINELLE 

il nuovo singolo di 

DARIO ARRABITO

dal 16 settembre 

in radio e nei webstore  

Il singolo è pubblicato dall’etichetta: Clou Edizioni  

Ancora una volta DARIO ARRABITO non delude: il cantautore toscano tira fuori dal cilindro “MARCINELLE”, il nuovo singolo contenuto nell’album “SPAZIO ALLE EMOZIONI”. Nel brano la voce dell’artista si sposa in modo eccezionale con la scioltezza della sua chitarra per creare un’atmosfera magica, una dimensione delicata ed eterea che accarezza l’ascoltatore. 

Con Marcinelle l’artista ripercorre, tramite la lettera di un padre al figlio, il tragico episodio del disastro di Marcinelle, in Belgio. L’8 agosto 1956 un incendio scoppiato nella miniera di carbone della cittadina belga provocò la morte di 262 lavoratori, in maggioranza immigrati italiani.  

Nello scenario grigio e cupo pennellato con maestria da Dario Arrabito, il protagonista trova comunque la forza di dare un ultimo saluto al figlio e gli ricorda che, ogni volta che lo vorrà, potrà guardare il cielo per rivedere il padre.  

“Una scintilla e il tempo qui/ in un istante si è fermato/ non ti vedrò più crescere/ ma non scordarti quanto ti ho amato” 

Tra i versi sembra quasi di sentire l’aria minerale e affannosa di Marcinelle, quell’aria che separa un padre dal figlio. La speranza che traspare nel testo fa da contraltare al senso di abbandono e alla malinconia dell’episodio. 

Dario Arrabito cerca di mantenere viva la memoria di quel giorno e lo fa anche nel videoclip di Marcinelle, dove, tra filmati d’archivio e ritagli di giornale, il cantante non smette mai di accompagnare il ricordo con la sua chitarra.  

“...c'è odore di fuoco quaggiù... [...] ...ed io che non ti vedrò più...” 

 

BIOGRAFIA 

Dario Arrabito nasce a Poggibonsi (SI) il 01/01/1989. 

Già a 12 anni comincia a conoscere il mondo della musica e ad appassionarsi intensamente a chitarra e canto. Predilige da subito il cantautorato italiano. 

A livello artistico, fonda i CORPO ESTRANEO, una cover band dei Nomadi, della quale è frontman e chitarrista. 

Entra inoltre a far parte dei WINGS FOR WHEELS (cover band di Bruce Springsteen) come tastierista e chitarrista. 

Dal 2014 comincia a scrivere e comporre brani propri, che farà conoscere nelle sue serate eseguite in acustico (voce e chitarra). 

Nelle sue canzoni, vengono affrontati temi che spaziano dall'amore al sociale, affrontando anche, in qualche caso, temi storici. 

Nel 2016 partecipa al PREMIO SPAZIO D'AUTORE a Livorno, dove presenta il suo brano UNA FOTTUTA BUGIA, composizione che tratta il tema dell'amicizia che può trasformarsi in amore. 

Il 6 Marzo 2020 pubblica il suo primo album SPAZIO ALLE EMOZIONI (Edizioni CLOU). 

L'album è composto da 11 brani inediti, arricchiti anche dalla presenza di una cover (THE HOUSE OF THE RISING SUN) eseguita dall'interprete e amica GIULIA CONTI. 

Il progetto artistico di Dario Arrabito vede come obiettivo principale la riscoperta del cantautorato, con metriche e rime che richiamano artisti degli anni passati, talvolta non molto conosciuti. Portare sulla scena testi dalle parole semplici, ma con significati plurimi ed intensi, nei quali le persone possano in un caso o in un altro rispecchiarsi e quindi sentirsi parte di essi. 

 

Facebook https://www.facebook.com/darioarrabitocantautore 
YouTubehttps://www.youtube.com/channel/UC3L225fuQXSfH2Tb4OaEaXA 
Spotifyhttps://open.spotify.com/artist/3WTDy1WpCmSf4iMo3ewrOC 

 

PIETRO BENEDETTI – FRANCESCO RATTI 

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NICOLA RICCIARDI NUOVO DIRETTORE ARTISTICO DI MIART

FIERA MILANO SCEGLIE NICOLA RICCIARDI COME NUOVO DIRETTORE ARTISTICO DI MIART PER IL PROSSIMO TRIENNIO

RICCIARDI PRENDERA’ INCARICO DA OTTOBRE PER LAVORARE ALLA PREPARAZIONE DELLA VENTICINQUESIMA EDIZIONE DI MIART, IN CALENDARIO DAL 9 ALL’11 APRILE 2021

Milano, 10 settembre 2020 – È #NicolaRicciardi il nuovo Direttore Artistico di miart per il triennio 2021-2023.

Ricciardi – curatore e critico d’arte contemporanea dalla formazione internazionale, classe 1985, Direttore Artistico uscente delle OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino – succede ad #AlessandroRabottini, che lascia miart dopo quattro anni di lavoro alla guida della fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea organizzata da #FieraMilano.

La scelta di Fiera Milano è andata in una direzione di continuità rispetto al percorso tracciato dal team di miart dal 2013 a oggi, prima con la direzione artistica d Vincenzo de Bellis (2013 – 2016) e poi con quella di Alessandro Rabottini (2017 – 2020).

“Accetto con entusiasmo questa nuova sfida – commenta Nicola Ricciardi – con l’ambizione di poter contribuire nel corso dei prossimi tre anni a consolidare miart come punto di riferimento per le gallerie, gli artisti e i collezionisti italiani e internazionali. Se da un lato sarà mia cura garantire solidità e continuità rispetto al percorso tracciato prima di me, con intelligenza e lungimiranza, da Vincenzo de Bellis e Alessandro Rabottini, dall’altro mi dedicherò affinché il perimetro di miart aderisca ai confini di un mondo inevitabilmente cambiato, mantenendo dunque uno sguardo dritto e aperto al futuro. Sono onorato e grato a Fiera Milano per l'opportunità e la fiducia riposta nei miei confronti, e sarò sempre riconoscente e in debito con OGR Torino per avermi formato umanamente e professionalmente nel corso degli ultimi quattro anni. Desidero in particolare ringraziare la dirigenza, i colleghi e i molti compagni di viaggio che dal 2016 a oggi hanno reso possibile, con passione e dedizione, il sogno condiviso di costruire dal nulla un’istituzione culturale che oggi è riconosciuta e apprezzata a livello internazionale."

"Sono molte le persone e le istituzioni che desidero ringraziare – sottolinea Alessandro Rabottini – per la splendida opportunità umana e professionale che mi è stata offerta in questi quattro anni, a partire da Fiera Milano e dall'intero team di miart, la cui competenza, creatività e amicizia sono state un nutrimento costante. Desidero inoltre esprimere la mia riconoscenza a tutti coloro che hanno creduto in questo progetto e che hanno contribuito ad espandere lo statuto internazionale della fiera dell'arte di Milano e della città stessa: le gallerie, gli artisti, i collezionisti, i partner e gli sponsor, i membri dei Comitati di Selezione e dell'Honorary Board, i curatori delle sezioni ospiti, i giurati dei premi e i relatori dei talk. Ringrazio tutti per l'entusiasmo e la qualità che, negli anni, hanno riposto in miart. Sono onorato di aver dato il mio contributo a Milano e al suo paesaggio culturale, e per questo vorrei ringraziare il Comune di Milano, l'Assessorato alla Cultura e tutte le istituzioni pubbliche e private, gli enti culturali e gli spazi no-profit che, anno dopo anno, hanno contribuito a un evento di respiro così internazionale come la Milano Art Week. Grazie per avermi reso partecipe di questo intenso dialogo. E ringrazio Fondazione Fiera Milano per aver sostenuto con costanza e generosità il lavoro degli artisti e delle gallerie che hanno scelto miart come palcoscenico. Faccio infine i miei migliori auguri a Nicola Ricciardi per i successi che tanto miart quanto Milano continueranno ad ottenere insieme."

Nicola Ricciardi, prenderà incarico da ottobre, per iniziare da subito a lavorare alla preparazione della venticinquesima edizione di miart, in calendario dal 9 all’11 aprile 2021.

Nicola Ricciardi

Nicola Ricciardi (1985) è curatore e critico d’arte contemporanea.

Dal 2016 al 2020 è stato Direttore Artistico delle OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino, contribuendo alla costruzione dell’identità dell’istituzione culturale e al posizionamento della stessa come uno dei principali centri in Europa per la produzione e la promozione delle arti visive e performative. Sotto la sua guida, le OGR hanno organizzato mostre personali, tra gli altri, di Tino Sehgal, Susan Hiller, Mike Nelson, Pablo Bronstein, Monica Bonvicini, oltre a grandi mostre collettive quali Come una falena alla fiamma, in collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Cuore di Tenebra, in collaborazione con il Castello di Rivoli, e La Biennale de l’Image en Mouvement. The Sound of Screens Imploding, in collaborazione con il Centre d’Art Contemporain de Genève. Ricciardi ha inoltre contribuito a realizzare concerti e performance inedite in Italia come i progetti The Catalogue dei Kraftwerk e ∑(No,12k,Lg,18Ogr) di New Order + Liam Gillick.

Prima del suo incarico presso OGR, ha curato numerose mostre di artisti italiani (Diego Perrone, Alessandro Pessoli, Patrick Tuttofuoco) e internazionali (Mark Horowitz, Kour Pour, Frank Hulsbomer), è stato assistente curatore di Vincenzo de Bellis per il progetto Ennesima: una mostra di sette mostre sull’arte italiana (Triennale di Milano, 2015), ha collaborato con Massimiliano Gioni e il team curatoriale della 55. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia (2013) e ha partecipato con un progetto collettivo alla settima Biennale di Berlino (2012). Ha collaborato inoltre con importanti pubblicazioni internazionali di settore, tra cui Frieze, Mousse Magazine e The Brooklyn Rail.

Dopo gli studi all'Università Cattolica di Milano, Ricciardi ha conseguito un master in studi curatoriali presso il Center for Curatorial Studies del Bard College di New York, con una tesi su Matthew Barney.

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“STANOTTE UCCIDO MIO PADRE”

 COMUNICATO STAMPA

“STANOTTE UCCIDO MIO PADRE”

il nuovo singolo di

FRANCESCO BELLUCCI

dal 16 settembre in radio e nei webstore

Il singolo è pubblicato dall’etichetta: Terzo Millennio

Manca ormai pochissimo all‘uscita del nuovo singolo di FRANCESCO BELLUCCI intitolato “STANOTTE UCCIDO MIO PADRE”. Il brano, terzo estratto dell’album “SITUAZIONI SCONVENIENTI”, presenta un chiaro marchio di fabbrica, un’indelebile impronta rock, impulsiva e sferzante, tipica di Bellucci. Il testo, d’altra parte, non risparmia accuse e critiche verso una società sempre in cerca di “scoop”, poco inclusiva e straniante.

Il brano racconta un episodio di cronaca nera ed è narrato direttamente dal protagonista, il quale prova sdegno nei confronti di un padre che non riesce a capirlo. Era tutto così ben programmato, doveva andare tutto liscio, ma come sempre qualcosa va storto: il cane riconosce l’assassino e quell’omicidio che sembrava così freddamente facile e diretto trova un esito ben diverso dalle aspettative.

“Se in qualche modo provi fastidio, indignazione o addirittura sgomento, dopo l’ascolto di questa canzone, rientri molto probabilmente nella definizione di perbenista”.

La vicenda in sé diventa quindi analisi e inchiesta, e il nocciolo del brano è proprio nella psicologia che c’è dietro ad esso.

Modenese, classe 1989, Francesco Bellucci torna con un nuovo singolo dopo la pubblicazione nel 2017 dell’album “Siamo Vivi” e l’uscita di altri tre brani, “20 Lt. di Benzina” (settembre 2019), “Vuoto” (novembre 2019) e “Qualcuno ti pensa ancora” (febbraio 2020), che insieme a “Stanotte Uccido Mio Padre” costituiscono l’ossatura del nuovo album “SITUAZIONI SCONVENIENTI“ in uscita in tutti i webstore il 25 settembre 2020 e in pre-order dal 20 settembre.

Sulla scia dei suoi brani precedenti, contraddistinti da forte denuncia sociale e accompagnati da basi rock violente ed esplosive, nel nuovo album l’artista dà sfogo alla sua rabbia interiore. Nei suoi testi, Bellucci denuncia i vizi della società contemporanea ed esprime la sensazione di panico causata dalle relazioni sociali, dalla paura di non riuscire a comunicare.

“Adesso hai due possibilità: riflettere sui veri motivi che ti infastidiscono e cercare di migliorarti, oppure arrabbiati ancora di più e continua a viverla male”

BIOGRAFIA

Francesco Bellucci è nato a Modena il 20 Settembre 1989. Debutta musicalmente nel 2013 partecipando alla Prima Edizione del Premio Pierangelo Bertoli classificandosi al secondo posto con la canzone “Io Ci Credo Ancora”, pubblicata nel Maggio del 2014. Nell’Ottobre 2014 ci riprova al Premio Bertoli conquistando ancora il secondo posto con la canzone “Forse”.

Nel 2017 pubblica il primo album “Siamo Vivi” con 13 brani inediti, anticipato dal singolo “Vivere Davvero” e dall’omonimo videoclip presentato in anteprima da L’Espresso. Con la canzone raggiunge la prima posizione della classifica “Absolute Beginners” stilata da Radio Airplay Italia per il quotidiano online Rockol e vi resterà per sei settimane consecutive.

Selezionato da Radio Deejay per partecipare al Deejay On Stage il 14 Agosto si esibisce a Riccione in apertura al concerto di Francesco Gabbani. Autunno 2017 esce il secondo singolo "Il Mondo Sta Girando” estratto dall’album d’esordio è accompagnato da un videoclip che viene presentato in anteprima su Fanpage.it.

Nel 2018 pubblica il singolo "Che Sfiga Però”, presentato durante la serata finale del Poesia Festival di Modena prima del concerto di Ghemon.

Il 20 settembre 2019 esce il singolo “20 Lt. di Benzina” di cui l’omonimo videoclip viene presentato in anteprima da All Music Italia.

Nel novembre 2019 viene pubblicato il singolo e videoclip “Vuoto”, seguito a febbraio 2020 da "Qualcuno ti pensa ancora"

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PIETRO BENEDETTI – FRANCESCO RATTI

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STANOTTE UCCIDO MIO PADRE - Francesco Bellucci

“STANOTTE UCCIDO MIO PADRE” 

il nuovo singolo di 

FRANCESCO BELLUCCI 

dal 16 settembre in radio e nei webstore 

 

Il singolo è pubblicato dall’etichetta: 

Terzo Millennio 

 

Manca ormai pochissimo all‘uscita del nuovo singolo di FRANCESCO BELLUCCI intitolato “STANOTTE UCCIDO MIO PADRE”. Il brano, terzo estratto dell’album “SITUAZIONI SCONVENIENTI”, presenta un chiaro marchio di fabbrica, un’indelebile impronta rock, impulsiva e sferzante, tipica di Bellucci. Il testo, d’altra parte, non risparmia accuse e critiche verso una società sempre in cerca di “scoop”, poco inclusiva e straniante.  

Il brano racconta un episodio di cronaca nera ed è narrato direttamente dal protagonista, il quale prova sdegno nei confronti di un padre che non riesce a capirlo. Era tutto così ben programmato, doveva andare tutto liscio, ma come sempre qualcosa va storto: il cane riconosce l’assassino e quell’omicidio che sembrava così freddamente facile e diretto trova un esito ben diverso dalle aspettative. 

“Se in qualche modo provi fastidio, indignazione o addirittura sgomento, dopo l’ascolto di questa canzone, rientri molto probabilmente nella definizione di perbenista”. 

La vicenda in sé diventa quindi analisi e inchiesta, e il nocciolo del brano è proprio nella psicologia che c’è dietro ad esso. 

Modenese, classe 1989, Francesco Bellucci torna con un nuovo singolo dopo la pubblicazione nel 2017 dell’album “Siamo Vivi” e l’uscita di altri tre brani, “20 Lt. di Benzina” (settembre 2019), “Vuoto” (novembre 2019) e “Qualcuno ti pensa ancora” (febbraio 2020), che insieme a “Stanotte Uccido Mio Padre” costituiscono l’ossatura del nuovo album “SITUAZIONI SCONVENIENTI“ in uscita in tutti i webstore il 25 settembre 2020 e in pre-order dal 20 settembre.  

Sulla scia dei suoi brani precedenti, contraddistinti da forte denuncia sociale e accompagnati da basi rock violente ed esplosive, nel nuovo album l’artista dà sfogo alla sua rabbia interiore. Nei suoi testi, Bellucci denuncia i vizi della società contemporanea ed esprime la sensazione di panico causata dalle relazioni sociali, dalla paura di non riuscire a comunicare. 

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BIOGRAFIA 

Francesco Bellucci è nato a Modena il 20 Settembre 1989. Debutta musicalmente nel 2013 partecipando alla Prima Edizione del Premio Pierangelo Bertoli classificandosi al secondo posto con la canzone “Io Ci Credo Ancora”, pubblicata nel Maggio del 2014. Nell’Ottobre 2014 ci riprova al Premio Bertoli conquistando ancora il secondo posto con la canzone “Forse”. 

Nel 2017 pubblica il primo album “Siamo Vivi” con 13 brani inediti, anticipato dal singolo “Vivere Davvero” e dall’omonimo videoclip presentato in anteprima da L’Espresso. Con la canzone raggiunge la prima posizione della classifica “Absolute Beginners” stilata da Radio Airplay Italia per il quotidiano online Rockol e vi resterà per sei settimane consecutive. 

Selezionato da Radio Deejay per partecipare al Deejay On Stage il 14 Agosto si esibisce a Riccione in apertura al concerto di Francesco Gabbani. Autunno 2017 esce il secondo singolo "Il Mondo Sta Girando” estratto dall’album d’esordio è accompagnato da un videoclip che viene presentato in anteprima su Fanpage.it. 

Nel 2018 pubblica il singolo "Che Sfiga Però”, presentato durante la serata finale del Poesia Festival di Modena prima del concerto di Ghemon. 

Il 20 settembre 2019 esce il singolo “20 Lt. di Benzina” di cui l’omonimo videoclip viene presentato in anteprima da All Music Italia 

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017 - Cuffie o Casse Nearfield

017 - Cuffie o Casse Nearfield

di Antonio Chimienti 

Articolo tecnico, ma utile anche a non musicisti.

Differenze di finalità ed approccio all’ascolto con le cuffie a differenza delle casse acustiche.

E’ necessaria una precisazione; sia nella famiglia delle cuffie che in quella delle casse esistono molti e troppi modelli con specifiche assai diverse fra loro per poter dire che questo articolo possa comprenderle tutte. Quindi farò riferimento in particolare a quelle cuffie e a quelle casse che solitamente vengono utilizzate come riferimento universale nell’ascolto del mix e pertanto della musica confezionata nella sua totalità.

I modelli di riferimento per quello che riguarda le casse acustiche sono: Yamaha ns10 (e successive), ADAM ( solo alcuni modelli) , Neumann, Tannoy ( vecchi modelli cono concentrico), Dynaudio (solo alcuni modelli) , Monkey Banana(Hip Hop/ Rap).

I modelli di riferimento per quello che riguarda le cuffie sono: Sony 7506, Sennheiser serie HD, AKG serie K.

Naturalmente ci saranno molti altri modelli che qualcuno di voi vorrà preferire, ma la mia esperienza si basa su questi modelli e questi sono quelli che vi posso garantire.

Inoltre in ambito cuffie ci sono ulteriori sotto specifiche per quello che riguarda la loro tipologia come per esempio l’essere chiuse o aperte o interne all’orecchio A queste differenze strutturali va sommata anche la loro impedenza(sensibilità), misurata in Ohm, che varia tra un modello di cuffia ed un altro complicando ancora di più le notevoli differenze di potenziale valutazione del loro ascolto. Ecco perché vi ho citato quei modelli in particolare.

Sia le casse che le cuffie vanno pilotate da un amplificatore che ovviamente incide sulla valutazione finale, ma mentre per le casse il problema è minore ( perché ormai sono tutte amplificate internamente nel migliore di modi dal costruttore) per le cuffie il problema persiste ed è spesso legato proprio alla impedenza espressa in Ohm a cui prima ho accennato. Comunque i modelli che ho citato sono , proprio per tutta la serie di ragioni su espresse, quelli che più di altri possono ricoprire il ruolo di riferimento della loro specie.

Ora entriamo nell’argomento: che differenze ci sono dal punto di vista pratico?

Le cuffie come sì può intuire non subiscono l’influenza dell’ambiente, le casse certamente sì.

Le cuffie sono poco ingombranti, più economiche e molto costanti ( una volta effettuato un periodo di “riscaldamento “ iniziale appena comprate).

Le cuffie hanno un ascolto costantemente uguale , indi per cui una volta che il nostro orecchio sì è abituato non ci saranno sorprese nella valutazione nel tempo del nostro ascolto.

Nel “lato oscuro” delle cuffie troviamo la loro incapacità a ricoprire tutto lo spettro armonico con eguale efficienza. Troveremo cuffie molto dettagliate per l’ascolto delle basse frequenze, ma che perdono dettaglio in alto, oppure il contrario, oppure dettagliate nelle medio ed alte. Non che , come abbiamo visto in altri articoli, le casse siano in grado di rappresentare tutto lo spettro armonico con grande successo, ma nelle cuffie questo limite risulta molto più rigido, severo, notabile, senza effetto osmotico.

Inoltre sempre nel “lato oscuro” troviamo l’affaticabilità di ascolto e in alcuni casi perdita dell’udito.

Le casse sono, rispetto alle cuffie , morbide sotto ogni aspetto. La divaricazione dei settori armonici risulta molto più naturale e pari limite nel dettagliare le parti dello spettro armonico secondo lo schema che prima ho descritto. Nelle casse tutto sembra molto più naturale e morbido.

Le casse offrono una personalizzazione della stereofonia perché le puoi spostare.

Ed in teoria le puoi anche facilmente equalizzare (cioè customizzare la risposta in frequenza) cosa che per altro si può fare anche con le cuffie, ma qui vale ancora quello che ho detto prima e cioè che risulterà difficile per via della loro rigidità.

Inoltre le casse, a differenza delle cuffie, al cambiamento di volume non perdono molto in coerenza percettiva del suono. Voglio dire che se il bilanciamento del suono ( la somma generale di quello che stiamo ascoltando, tono e esplosività dinamica) è per noi una certa cosa a volume 7… scendendo a volume 3 la nostra percezione generale non cambierà.

Valuteremo meglio le alte frequenze ( e questa del mixare a basso volume è una tecnica FONDAMENTALE per ogni tecnico) perchè con l’affievolimento delle basse frequenza (dovute all’abbassamento di volume) esse verranno messe in evidenza mentre con le cuffie questo non sarà mai possibile.

Questo perché con le cuffie , potete notarlo da voi stessi, al cambiamento di volume cambia anche il tono e l’equilibrio degli strumenti. Le cuffie in questo ambito sono molto pericolose. Non cambiano solo gli equilibri, cambia proprio il suono! Un esempio: se ho appena prodotto un suono di basso sintetico in cuffia , ascoltando ad un certo volume, partendo ipotizziamo dal suono di cassa che stavo ascoltando e poi dopo 15 minuti di ascolto abbasso il volume per qualsiasi motivo… quello che dirò sarà che non mi piace più.

Nel “lato oscuro” delle casse troviamo ovviamente l’ambiente.

L’ambiente che inquina la veridicità del nostro ascolto, per cui ascoltando quello che abbiamo fatto in un altro posto per esempio in macchina non ritroveremo le stesse cose che avevamo registrato e poi l’inquinamento dei rumori circostanti( dalla ventola del computer al rumore della strada che certamente con le cuffie non si manifesterebbe.

La stereofonia nelle casse è un altro problema perché la nostra posizione mobile di ascolto rispetto alle casse inibisce il nostro controllo oggettivo.

Per quest'ultimo motivo la programmazione dei riverberi o delay, soprattutto sé di ambiente cioè non caratterizzanti di un suono o di uno strumento andrebbero sempre realizzati in cuffia.

Ci si pensa poco , ma con le casse vi è un altro problema molto subdolo che è la fase. Le due casse posizionate nell’ambiente possono creare piccole ed invisibili cancellazioni di fase su poche e distinte frequenze o al contrario battimenti ( somme ripercussive della stessa frequenza con sé stessa con il risultato di un aumento di volume solo per la stessa e di quelle simpaticamente risonanti).

Tiriamo le somme e per farlo separiamo tre distinti momenti: la produzione e il missaggio e l’ascolto.

Per la produzione le casse sono da preferire certamente per quasi tutte le frequenze ad esclusione del primo strumento utilizzato nelle basse frequenze. Sé ed esempio decido di utilizzare una cassa ed un basso predominanti nell’arrangiamento consiglio di procedere con la produzione del primo fra i due strumenti ( cassa o basso) in cuffia. Poi posso scegliere di produrre anche il secondo suono in cuffia ( sempre facendo attenzione a non variare il volume in cuffia). Poi proseguirò con le casse.

Per il missaggio devo utilizzare casse e cuffie. Con le casse ad alto volume controllo i toni degli strumenti. Ad alto volume sto tirando come degli elastici il suono per vedere sé non è per caso distorto/ stridente/ brutto/ invadente. Lo proverò  anche in combutta con altri suoni sempre per verificare che non ci siano bruttezze. Poi utilizzerò ancora le casse, ma a volume bassissimo e magari anche casse piccolissime per simulare le radioline allo scopo di valutare il bilanciamento degli strumenti, il mix vero e proprio. Controllerò che a volume bassissimo si sentano tutti gli strumenti che ho utilizzato nel missaggio. Ricorrerò anche all’ascolto in mono che mi aiuterà ancora di più per questo scopo.

Nel mezzo utilizzerò le cuffie per ogni sorta di evento di controllo: il settaggio di decadimento del riverbero, il panpottaggio stereofonico di ogni strumento, la effettiva non presenza di elementi non previsti ( doppie note , sembra incredibile ma se ne scoprono sempre in cuffia).

Le cuffie saranno utili anche per capire quanta dinamica effettivamente possiede il mix perché con le casse ed il loro volume è facile pensare che ce ne sia abbastanza , ma non è così molto spesso. Le cuffie regalano questo beneficio.

Per quello che riguarda l’ascolto: dopo esserci seduti comodi su una poltrona o sdraiati su un’amaca a cosa staremo pensando di ricorrere per tuffarci nell’ascolto del nostro pezzo di musica preferito? Ecco ci siamo risposti da soli!

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Con il Dialogo sul Presente, l'8 settembre alle ore 18.30

Con il Dialogo sul Presente, l'8 settembre alle ore 18.30 riprendiamo nel Giardino di Triennale Milano gli incontri de I Sette Messaggeri, organizzati da Fondazione Maimeri e moderati da Andrea Dusio.

I mesi che abbiamo attraversato ci pongono di fronte continuamente alla questione della lettura della realtà e della sua distorsione. Giornali tradizionali e new media hanno dovuto ripensare non solo linguaggi e formati, aprendosi a nuove forme di racconto, ma si sono dovuti interrogare sul senso e sulla direzione del loro lavoro di documentazione della realtà.

Con Anna Maria Testa, pubblicitaria e saggista, i giornalisti e scrittori Francesco Costa (Post), Jacopo Tondelli (Gli Stati Generali) e Dario De Marco (Esquire), il documentarista Francesco Clerici parleremo di narrazione del presente.

Sarà con noi Paolo Saporiti, musicista e cantautore milanese, che al termine del dialogo suonerà in versione acustica alcuni pezzi della sua produzione solista e dalle sue collaborazioni.

Fondazione Maimeri

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Tenetevi pronti! Scoprite i candidati alle nomination, votate

Tenetevi pronti! Scoprite i candidati alle nomination, votate

ROCK TARGATO ITALIA XXXII EDIZIONE

Dal 28 settembre al 10 ottobre 2020 - Milano

CORONAVIRUS SPECIAL EDITION

Eventi – Performance – Video – Incontri – Premi

Dal 28 settembre al 10 ottobre, al LegendClub e in altri spazi a Milano, con il prezioso patrocinio dell’Assessorato Autonomia e Cultura della Regione Lombardia, si terranno le Finali Nazionali della trentaduesima edizione di Rock Targato Italia, uno dei contest di scouting più longevi d’Italia, organizzato dall’Associazione Culturale Milano in Musica e ideato da Francesco Caprini, Franco Sainini e Stefano Ronzani.

Le date dei tantissimi eventi, degli incontri, dei workshop e delle performance live verranno rese pubbliche entro pochi giorni. Il tutto sarà chiaramente accompagnato dalla consegna dei premi di Rock Targato Italia 2020!

Ma la vera grande novità di quest’anno è che, votando sul sito, sarà il pubblico a scegliere i vincitori di alcuni premi! Per scoprire le categorie e e gli artisti nominati potete seguirci sui nostri social e sul nostro blog.

Questa trentaduesima edizione della rassegna rappresenta la voglia di ripartire dopo un periodo difficile, lo slancio verso il futuro che la cultura e la musica possono fornire a una società messa alle corde, scoraggiata. La trentaduesima edizione del premio non sarà quindi solo un festival ma un laboratorio con incontri e musica, per approfondire territori nuovi, spazi possibili e gli orizzonti dell’avvenire

Ci vediamo tra il 28 settembre e il 10 ottobre a Milano per Rock Targato Italia 2020!

Stay tuned!

 

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4 album per settembre: Charles Muda, Maree, Psicologi e Rota Carnivora.


4 album per settembre: Charles Muda, Maree, Psicologi e Rota Carnivora

articolo di Roberto Bonfanti

C’è stato un periodo, all’inizio della primavera, in cui il nemico pubblico numero uno del mondo civilizzato, stando ai grandi media, erano gli sportivi. I “runner”, come si usava dire in quei giorni, assaliti a suon di indignazione da tastiera, urla dalle finestre e in alcuni casi, sull’onda dell’isteria collettiva, anche fisicamente. Da allora il nemico pubblico numero uno del mondo civilizzato è cambiato quasi ogni settimana: ci sono stati “i milanesi scappati di notte in treno”, i tifosi del Napoli intenti a festeggiare la vittoria della Coppa Italia, qualche personaggio più o meno noto autore di qualche dichiarazione che tutti abbiamo presto dimenticato, diversi virologi o medici, “quelli che fanno l’aperitivo”, uno stravagante personaggio vestito di arancione, un noto tenore, i proprietari delle discoteche, “quelli che vanno al mare” e sicuramente qualche altro che mi sfugge. Poi, arrivati nel pieno dell’estate, è stata la volta de “i giovani”. Dunque, in questo mese di settembre, mi sembra giusto parlare di quattro album firmati da artisti giovani.

Charles Muda è un personaggio che si fatica moltissimo a inquadrare. Arriva, in qualche modo, dall’universo del rap, ma il suo ep d’esordio intitolato “Pop art” è in realtà un frullatore variopinto di pop, trap, punk, rock, slanci di rinogaetanismo, ritmiche ossessive, slogan, confessioni, riflessioni, citazioni e ironia. Un concentrato imprevedibile, fresco e decisamente personale. Forse una delle cose più punk ascoltate negli ultimi tempi, a dispetto delle definizioni di genere.

I toscani Maree ci fanno respirare un pizzico di sana nostalgia degli anni ’90. Il loro “Versilia” è infatti un lavoro in cui melodie pulite e lineari sposano in modo intrigante il suono delle chitarre ed esplodono spesso in ritornelli corali. Canzoni riflessive che si lasciano bagnare da una piacevole dose di malinconia senza però mai incrinare l’equilibrio fra immediatezza ed energia.

Gli Psicologi, pur con tutte le differenze di genere e generazione, sembrano voler rappresentare per i ventenni di oggi ciò che Vasco Brondi è stato per i loro coetanei di dieci anni fa. “Millennium bug”, prima prova sulla lunga distanza del duo, riesce bene nel tentativo di coniugare trap e aperture rock, ma soprattutto si presenta come un diario sincero e fragile di due ragazzi nati all’alba del nuovo millennio.

Sono decisamente lo-fi, i territori in cui si muove Rota Carnivora. Le sei tracce di “Xatànax II” appaiono infatti come un continuo gioco di luci e ombre in cui le parole dell’artista piemontese galleggiano su melodie volutamente indolenti che giocano a nascondino fra arrangiamenti a bassa fedeltà fatti di batteria elettronica ed effetti creando paesaggi stranianti e intriganti.

p.s.: prima che finissi di scrivere l’articolo, i giovani avevano già passato il testimone di nemico pubblico numero uno del mondo civilizzato a un settantenne imprenditore miliardario. In questo mondo orwelliano, un quarto d’ora d’indignazione generale non si nega a nessuno.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

 

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Giovedi 3 settembre ore 19 - Villa Arconati

Cinque colpi di pistola esplosi a bruciapelo da un fan psicopatico mettono fine alla straordinaria epopea di John Lennon, il Beatle ribelle. Due mesi prima, aveva compiuto 40 anni.  Al suo fianco, nell’agguato omicida al Dakota Building, la loro lussuosa residenza newyorkese, la moglie Yoko Ono, una delle figure più controverse nella storia del rock, colpevole (secondo alcuni) di aver provocato lo scioglimento dei Fab Four. In realtà, quella tra John e Yoko è stata una storia d’amore intensa e travolgente, una delle più belle e significative del Novecento.

Un sodalizio artistico, ideologico e spirituale tra due personaggi geniali che ha cambiato la vita di entrambi e segnato

questo spettacolo che, con racconti, suoni e visioni, narra l’intera vicenda Lennon-Ono, dalle origini al tragico finale, attraverso una curiosa e interessante aneddotica, tante suggestive immagini storiche e canzoni bellissime. Dal primo incontro nella Indica Gallery ai bed in pacifisti, dal matrimonio a Gibilterra alle vicissitudini newyorkesi, dai giorni della crisi e dei “weekend” perduti alla rasserenata quiete famigliare sino al drammatico epilogo, La Ballata di John & Yoko rivive più suggestiva e attuale che mai a 40 anni dalla morte di Lennon e in occasione di quello che sarebbe stato il suo 80esimo compleanno.

Ezio Guaitamacchi (narratore), chitarre, ukulele, autoharp; Brunella Boschetti Venturi (Mae Pang), voce. E con la partecipazione straordinaria di: Andrea Mirò (Yoko), voce, pianoforte, chitarra, violino; Omar Pedrini (John), voce, chitarra.

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