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“QUANDO INIZIA UN AMORE” Il nuovo singolo di STEFANO SANTORO

Dal 31 gennaio 2020

In Radio e in tutti i web store

“QUANDO INIZIA UN AMORE”

Il nuovo singolo di

STEFANO SANTORO

Stefano Santoro anticipa l’uscita dell’album “Infinito non è” con il nuovo singolo “Quando inizia un Amore”, disponibile dal 31 gennaio in tutte le piattaforme digitali.

Il brano vuole raccontare una storia d’amore nella sua fase più forte: l’inizio.

La giovane coppia vive la bellezza dell'amore, che sembra regalare una certezza nel presente, ma che allo stesso tempo induce i due innamorati a riflettere sull'incertezza del futuro e sulla fragilità delle relazioni personali.

Ciò che rimane è la consapevolezza che la vita e il tempo darà loro le risposte che cercano.

Cosa sarà di noi, ora proprio non saprei

ma quando inizia un amore è così

stringi le mie mani e poi, lasceremo fare a noi”

STEFANO SANTORO

Stefano Santoro nasce a Milano nel 1984, sin da piccolo muove i suoi primi passi con la musica iniziando a suonare pianoforte e chitarra all'età di 6 anni. Molte sono state le sue influenze musicali, dai Pooh a Battisti, ai Beatles, Queen, Michael Jackson, Red Hot Chili Peppers fino ai Muse. Grande appassionato anche di cinema segue compositori come Ennio Morricone, John Carpenter e Hans Zimmer.

Inizia ad esibirsi molto presto grazie all'amico Mario Tessuto, e a soli 16 anni canta periodicamente nello storico locale "Lisa dagli occhi Blu", avendo l'opportunità e la fortuna di poter condividere l'ambiente e il palcoscenico con artisti del calibro di Don Backy, Jimmy fontanaLoredana Bertè e moltissimi altri.

Nel 2014 registra in un Album tributo ai Pooh insieme a Red Canzian.

Inizia a creare molto presto, compone, arrangia i suoi brani e ne scrive i testi, e all'età di 13 anni fu uno dei pochi ad incidere un intero concept Album registrandone tutti gli strumenti, dalle voci alle tastiere e pianoforte, chitarra elettrica e acustica fino a basso e batteria.

Quello che contraddistingue Stefano è la sua puntigliosa ricerca nella sperimentazione del suono, eseguendo lui stesso ogni parte musicale con ogni strumento, dando ai suoi dischi nel bene e nel male la sua totale impronta personale.

Ora è in fase di pre-produzione l'album "INFINITO NON È" in uscita nel 2020, disco che tratterà molto spesso il tema profondo dell'esistenza, con sfumature cariche ed eleganti che da sempre si porta con sé. 

NEL WEB:

Sito web:  www.stefanosantoro.net

 

ASIA BORSANI

Divinazione Milano S.r.l.

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network

Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano

Tel. 0258310655 Mob. 3925970778

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

web: www.divinazionemilano.it

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THE CRIMINAL CHAOS in concerto

THE CRIMINAL CHAOS

in concerto

31 gennaio 2020 – ore 22.00

Campus Industry Music – Parma

(Largo Simonini)

Venerdì 31 gennaio i The Criminal Chaos si esibiranno al Campus Industry Music di Parma, uno dei club più prestigiosi d’Italia, in apertura del concerto dei LITHOPEDION.

In questa occasione The Criminal Chaos presentano il loro ultimo lavoro discografico “SURREAL REALITY”, disponibile sulle piattaforme digitali e nei negozi di dischi.

L’evento inizia alle 22 e prosegue fino alle 04:00.

Link all’evento: https://www.facebook.com/events/1258687744519727/

THE CRIMINAL CHAOS

Originaria da Parma la bandThe Criminal Chaos è formata da Nik Bergogni (voce), Pablo Chittolini (basso), Helder Stefanini (batteria) e Mirco Caleffi in arte “Keffia” (chitarra), Ivan Chittolini (sonorità elettroniche) Il sound ha un forte impatto rock, caratterizzato dallo strumento musicale suonato, magico, sudato e ricercato.

Il debutto ufficiale dei “The Criminal Chaos” avviene con la pubblicazione del singolo Smalltown Boy” - rivisitazione della celebre hit dei Bronski Beat.

La collaborazione con l’ingegnere del suono Roberto Barillari, grazie alla sua esperienza con importanti artisti (Lucio Dalla, Negramaro, Gianmaria Testa, Samuele Bersani, Stadio, Paolo Conte, Zucchero, Francesco Guccini), ha permesso ai “The Criminal Chaos” una forte crescita sonora e artistica.

Surreal Reality” contiene sette brani e pubblicato a Natale del 2019.

Una produzione eccezionale con professionisti mondiali, l’album, è stato realizzato in collaborazione con Fabrizio Grossi – produttore italoamericano dalle collaborazioni altisonanti con artisti del calibro di Steve Vai, Billy Gibbons/ZZ Top, Joe BonamassaIce T, Dave Navarro, Steve Lukather e molti altri artisti della scena mondiale.

Durante le sessioni in studio la band si è avvalsa anche della collaborazione di Fulvio Ferrari, arrangiatore e compositore, nonché tastierista di Luca Carboni, che ha contribuito alla composizione di armonie corali, creando un sound sognante e psichedelico.  Il disco è stato mixato da Fabrizio Grossi nel suo studio di North Hollywood e masterizzato da Pete Doell all’Aftermaster Studios in California.  

“Surreal Reality” è stato anticipato dall’uscita dei singoli con videoclip “Light Vibrations” e “Chemical Days”.

Nel web:

  1. facebook.com/TheCriminalChaos

 

ASIA BORSANI

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Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano

Tel. 0258310655 Mob. 3925970778

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web: www.divinazionemilano.it

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Mi costringo in tempi di degrado mentale ad un articolo felice.

Mi costringo in tempi di degrado mentale ad un articolo felice.

di Riccardo Autore

Vado subito al sodo: si può avere successo oggi. Facilmente. Anzi mai come oggi abbiamo avuto tanto terreno fertile. Tanto che avere questo terreno fertile  diventa esso stesso il problema.

Nell’intimo dell’italiano, specialmente se musicista, alberga questa funesta paura di fare le cose tanto per farle, perché “tanto non cambia niente, ma poi io… chi sono? Ce ne sono migliori di me un’infinità e guarda come gli è finita, a fare le cover, a suonare per 4 spiccioli, a seguire le canzonette”.

Tralasciando il retroscena depressivo imposto dalla serie tv che chiamano Politica Italiana, il nocciolo della questione è: sei di successo quando ti alzi la mattina? Cioè ti lavi bene i denti o ci metti 10 secondi giusto per prenderti in giro che lo hai fatto? E ancora: sei di successo quando ti vesti, o abbini i vestiti a minchia? Hai buon gusto nel fare colazione o ti cali il cazzo che ti capita perché hai premura o peggio spossatezza? E così via, accendi l’auto e parti subito o le dai almeno un minimo di preliminare…? Saluti e stringi forte la mano, offri un caffè, sdrammatizzi e fai ridire i tuoi cari, hai in mente la giornata, la settimana, il mese, l’anno, la tua vita o di base sei un continuo coitus interruptus?

Ecco, se rientri anche solo in una delle suddette sottospecie di mediocrità, non allarmarti, sei un po’ come me, come i più, quasi tutti. Semmai dovessi avere una preoccupazione, piuttosto, preoccupati del fatto che non ti preoccupi più, appunto, di fare parte della maggior parte delle persone.

In musica si deve essere umili ma anche superbi, specialmente se componi e non soltanto replichi le note altrui. Un artista deve avere esigenza di se stesso, curarlo e accudirlo, proteggerlo e promuoverlo, minuto per minuto, come quando esegue un brano e rispetta tempo, melodia e umore dello stesso. Questa prassi, pignola all’inizio e spontanea col tempo, rende svegli alle proposte del mercato musicale, ai flussi tematici da trattare nei testi, agli investimenti da fare nella più nella promozione del prodotto rispetto che alla realizzazione dello stesso e, a seconda dei casi, al contrario. Insomma, il successo è il riflesso naturale della nostra personalità ed è davvero un peccato che lo si insegue senza se stessi affianco.

La faccenda per ora l’archivio così:  fai le canzoni che ti fanno stare bene ma mostrale al pubblico solo se lo faranno stare bene come a te. Detto gretto. Fuori grammatica. Ma ci siamo capiti…

E tranquillo che anche se sei un cane, puoi migliorare, ci sono tutorial, ci sono plug in, ci sono tempo e calma in abbondanza nell’era della disoccupazione ad oltranza. Il terreno per quanto possa essere fertile, non farà crescere il tuo seme se la stagione non è ancora arrivata.

Riccardo Autore: https://www.youtube.com/channel/UC3oy3BLeR6NnDcff2YqnknA?view_as=subscriber

blog rocktargatoitalia.it

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DIECI RAGAZZE (PER ME)…

DIECI RAGAZZE (PER ME)…

Scusate se mi permetto di parafrasare una delle più note canzoni italiane scritta da Mogol (il testo) ed interpretata da Lucio Battisti. Ma così … quando le luminarie non ancora rimosse dalle città sono scheletri spenti, quando dopo le libagioni rimani prosaicamente con un senso di pesantezza che nemmeno il bicarbonato di sodio può lenire, quando la sbronza ti passa, quando hai appena finito di comprare i regali su Amazon e sei in coda all’antica lungo i corsi per accaparrarti il pantalone in saldo (che sarà esaurito ma tu lo scoprirai solo dopo essere stato al gelo sul marciapiede per sei ore coltivando una bronchite monumentale) … dicevo, in quel momento anche la fantasia ti abbandona e ti lascia con un vago disorientamento.

Questo ti pone di fronte ad un bivio: cominciare ad auto-medicarsi con sostanze psicotrope oppure seguire le inesorabili vicende legate al Festival di Sanremo! Anche quest’anno, ho scelto Sanremo!

Ok, un po’ me lo avete chiesto ma ne avrei fatto a meno? Siamo alla Settantesima Edizione ed il Festival non ne vuole sapere di andare in pensione, anzi… Ringalluzzito dagli ascolti che riceve (negli ultimi anni) anche grazie all’aiutino di una contro-programmazione inesistente, giusto per non urtare la sensibilità di inserzionisti big spender che poi i soldi li danno a tutti, il Festival impazza per i consueti sei mesi: da dicembre a maggio non si parla d’altro.

Incredibilmente, sono uscite delle indiscrezioni … Nello stupore generale, qualcuno ha fatto notare che è da trent’anni che è così imprevedibile che escano delle indiscrezioni tutte le volte!

La prima indiscrezione riguarda i cantanti in gara. Un grandissimo parterre per una manifestazione canora del solito livello: altissimo. Il conduttore attuale ha dichiarato (novità assoluta) che la manifestazione che arriverà nella casa di tutti gli italiani, privilegerà la musica. Cazzo! Ci speravo proprio che lo dicesse anche lui. Mai abbiamo sentito una dichiarazione più disattesa, tutti gli anni.

Comunque, passiamo ai grandi e ai grandissimi nomi: Rita Pavone, Michele Zarrillo, Elodie, Anastasio, Paolo Jannacci, Irene Grandi, Le Vibrazioni, Piero PelùPinguini Tattici Nucleari (nome perfetto per fare il botto), Marco Masini, Levante, Rancore (oh mio Dio!), Junior Cally (un altro rapper), Giordana Angi (un’altra fuoriuscita da talents show), Elettra Lamborghini, Francesco Gabbani (va bene con tutto… Gabbani is the new black), Enrico Nigiotti, Diodato, Bugo e Morgan, Alberto Urso, Riki, Tosca, Raphael Gualazzi ed Achille Lauro.

A parte che mi stanno già mancando Ultimo e Loredana Berté: il primo perché ho trovato la rissa con la Sala Stampa dell’anno passato il momento di televisione più alto dell’ultima decade e la seconda perché è (ormai) l’unico personaggio genuino della musica italiana.

Imperdibili i temi delle canzoni. Giordana Angi canterà una canzone sulle madri o meglio su sua madre, Rancore rapper romano canterà un pezzo su Siria-Iraq-Biancaneve-etc. etc., Elettra Lamborghini parlerà di niente in un brano dal sapore sudamericano ballabile, i Pinguini Tattici Nucleari presentano un pezzo intitolato Ringo Starr (sarà un omeggio?), Achille Lauro canta “Me Ne Frego” con sonorità non proprio contemporanee, Bugo e Morgan si dedicano ad un duetto, Rita Pavone canta “Niente” (e magari!)…

Ma il tocco di nazional popolare che non può mancare è stato dato dalle polemiche che già si sono infuocate senza preliminari. La prima riguarda le idee politiche di alcuni cantanti in gara. Qualcuno ha definito la partecipazione di questi come il festival dei “fascistelli”. Ora, io credo che sia sbagliato discriminare qualcuno per le sue idee politiche, il genere, il colore della pelle, la religione e/o l’orientamento sessuale. Come credo che sia sbagliato, agendo al contrario, farlo vincere.

Meno male che il bravo conduttore ha già calmierato la querelle dichiarando che sono solo canzoni.

Ma Amadeus per tenere calda l’attesa ha anche fatto di più. Niente più co-conduttrici fisse. Così invita alcune personalità femminili. Una decina…

Di due sue colleghe dirà che le ha chiamate perché sue amiche e non perché ottime professioniste della televisione.

Una la vuole perché è capace di stare con un grande uomo, stando due passi indietro e fanculo a decenni di lotte femministe, di parità di diritti. Che ce frega! Sanremo, ancora una volta è Sanremo.

Poi c’è la vicenda della giornalista. La voleva perché poi si poteva non volere più. Ma per poi volerla ancora per parlare della donna e di una condizione che ancora oggi non ha avuto l’evoluzione dovuta, soprattutto ad altre latitudini, costringendola all’argomento, nel senso che non può parlare di altro. Per lei un solo passo indietro! Che grande modernità. Oltre alla questione della parità di genere, qui si ravvisa anche un leggero odore di censura, di violazione alla più inviolabile delle norme: la libertà di espressione. Suvvia, esagero!

Pensate che ha anche invitato un gay dichiarato a cantare tra gli ospiti!

Nel pregare per una beatificazione in vita di Amadeus, mi trovo obbligato a citare un altro grande cantante italiano.

Sono solo canzonette … Non metteteci alle strette.

di Paolo Pelizza

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