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4 album (+1) per giugno:

4 album (+1) per giugno: Ritmo Tribale, Guignol, Ubba + BondMurubutuClaver GoldYuri Beretta
articolo di Roberto Bonfanti.

  È tutta una questione di percezioni e di segnali. Il mese scorso, mentre il web debordava di surrogati di finta normalità anestetica, mi era sembrato giusto mettere in pausa questa rubrica per sottolineare con il silenzio quanto, politicamente e socialmente, non ci fosse proprio nulla di normale attorno a noi. Allo stesso modo oggi, mentre chi prova a riappropriarsi di qualche pezzetto di sana e autentica normalità viene trattato alla stregua di un criminale, mi sembra più che mai doveroso riprendere tutte le nostre consuetudini, comprese le più banali come questo spazio. È un fatto di segnali, appunto. E forse anche di coerenza. Così eccoci di nuovo qua.

Chi se lo sarebbe mai aspettato, nel 2020, a ventun anni di distanza da “Bahamas”, di poter ascoltare un nuovo album dei Ritmo Tribale? Eppure, nonostante la lunghissima lontananza dalle scene e tutto ciò che è cambiato nel mondo in tutti questi anni, “La rivoluzione del giorno prima” ci presenta una band in ottima forma che ha ancora parecchia molta voglia di mordere e non ha perso nulla dell’attitudine intransigente che negli anni ’90 l’ha resa uno dei punti di riferimento del rock italiano. Canzoni dirette, irrequiete, acide e urgenti, intrise della poetica critica e abrasiva tipica della band. Canzoni, insomma, in cui i Ritmo Tribale dimostrano di essere ancora vivi e scalcianti, con il sacro fuoco del rock ancora ben vivo dentro di loro.

Proprio negli anni in cui i Ritmo Tribale decidevano di sparire dalle scene, i Guignol davano inizio al loro lungo percorso musicale vissuto coerentemente a piccoli passi lontano dai grandi riflettori. “Luna piena e guard rail”, ottavo album della band guidata da Pier Adduce, è un disco dall’indole evocativa e intima in cui l’elettricità di un rock notturno si sposa con la canzone d’autore, con le ombre del blues e soprattutto con un approccio narrativo che sembra richiamare la letteratura americana del ‘900. Un lavoro crepuscolare che segna un’ottima prova di maturità per una band a cui non si può che invidiare l’estrema tenacia e la capacità di resistere a dispetto delle mode, degli anni e di tutto quanto il resto.

Anche gli esordi di Ubba risalgono ai primi anni del nuovo millennio con un paio di album firmati col nome di Guglielmo Ubaldi e, in un mondo perfetto, “Mangiasabbia”, il nuovissimo lavoro firmato dal cantautore emiliano in coppia con il conterraneo Bond, meriterebbe di essere uno dei dischi pop del momento. Un album fresco ma al tempo stesso per nulla scontato, capace di spaziare fra canzoni trascinanti, momenti riflessivi, slanci elettrici e aperture sperimentali a bassa fedeltà, bagnando il tutto con una poetica agrodolce fatta di malinconia e riflessioni solo in apparenza scanzonate.

Servono coraggio e un pizzico di incoscienza per avventurarsi in un disco rap ispirato all’Inferno di Dante. Murubutu e Claver Gold però riescono nell’impresa in modo eccellente dando vita a “Infernum”: un lavoro in cui gli spunti danteschi vengono rielaborati e attualizzati in modo intelligente, estremamente consapevole e per nulla scolastico, trasformando il tutto in un insieme di canzoni moderne, compatte e affascinanti in cui, sfuggendo a ogni possibile cliché, letteratura e rap sanno sposarsi perfettamente e i personaggi di Dante viene diventano una lente attraverso la quale raccontare il mondo contemporaneo.

Qualche settimana fa, in un’intervista realizzata dall’amico Paolo Pelizza, si discuteva del mio scetticismo di fronte alla moda delle “instant song”. Dunque, con un pizzico di orgogliosa incoerenza, dedico l’ormai tradizionale “+ 1“ di questa quaterna a quello che è addirittura un “instant album”: “Diario” di Yuri Beretta. Un disco scritto e prodotto interamente in questi mesi di clausura per provare a tradurre in musica, in modo per nulla edulcorato o falsamente positivista, il racconto delle nevrosi che hanno circondato tutti noi negli ultimi mesi e che, in gran parte, sembrano ancora lontane dall’abbandonarci. Un disco folle, inquieto, volutamente sgraziato e dall’anima fortemente lo-fi che sembra suonare come un eco credibile e realistico del caos che non smette di girare attorno alle nostre vite.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

blog Rock Targato Italia

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011 - L’ingombro delle frequenze all’interno di un mix

011 - L’ingombro delle frequenze all’interno di un mix -

di Antonio Chimienti

Rieccoci! Cercavo un nuovo argomento per la mia rubrica, certamente un po’ ambiziosa nel suo intento, che mantenesse però rispettate ancora una volta le aspettative.

Conoscere qualcosa che sia veramente utile per gli altri è rinomatamente una cosa preziosa per chi la vuole imparare, ma passarla , scriverla, insegnarla è ancora più difficile.

 Leggendo tutti gli articoli fin qui redatti tutti potrete cogliere il concetto che tutto quello che avviene in Natura ha una diretta e incancellabile correlazione con ogni nostra azione .. compresi i sogni e il cosiddetto fato: quindi anche la musica.
Da sempre chi come me ama conoscere la verità non può non imparare a rivolgere lo sguardo alla radice di una pianta per comprendere tutto quello che sì può comprendere sulla stessa. Bisogna scavare in profondità per assimilare cosa stia influenzando e caratterizzando quello che tutti poi banalmente vedranno quando la pianta sì sarà manifestata da adulta. Indagare le radici vuol dire capire molto di più di quello che sì vede alla luce del sole.

Quindi apriamo questo articolo che ha per argomento il suono generale , altresì definito MIX, con la promessa di comprendere cosa lo costituisca alla radice e quindi quali comportamenti mentali assumere nella manipolazione del suono.

Per tutti coloro che stanno leggendo , ma non suonano nella loro vita, il consiglio è di continuare a leggere sostituendo la parola mix con l’oggetto che ogni giorno cercano di raggiungere ( successo, equilibrio,  amore, pace, felicità, ecc ecc) e la parola “suoni” con ciò che dovrebbe partecipare alla costituzione dell’oggetto che stanno cercando di raggiungere ( gli elementi singoli che costituiscono l’insieme che ha per nome il vostro scopo: vostra mogile/marito e i vostri figli per lo scopo famiglia, gli elementi costituenti il vostro lavoro per lo scopo successo in carriera, suoni per il vostro mix e via discorrendo)

Pinne e boccaglio….sì scende.

Il MIX è la risultante di ogni nostra scelta singola che abbiamo compiuto durante la produzione del nostro arrangiamento. la dinamica operativa è : parto da un suono di…… Cassa ( ad esempio)....lo equalizzo o lo comprimo , o lo gateizzo ( lo accorcio) o gli cambio la tonalità o, o…, o….o….ma insomma alla fine mi piace e passo al secondo suono. Diciamo al suono numero 2 e poi al 3  via discorrendo. Questa è il modus operandi e in definitiva ci sarebbe una sola alternativa a questo e cioè , premesso che il brano venisse registrato in diretta e con musicisti reali, ognuno di questi fosse così bravo da elaborare alla fonte il proprio strumento in equalizzazione/ compressione/ in tutto con tale gusto e ripeto tutti contemporaneamente da costituire a priori il MIX senza alcun intervento esterno. Questo mi sembra un po’ utopico almeno sé non accettando la mediocrità e l’autoconvincimento.

Per riassumere dopo aver compiuto una scelta “LIBERA” sul PRIMO SUONO converrete con me che tutti i successivi saranno influenzati dalla scelta fatta sul primo suono.

Questa è una presa di coscienza potente.

E’ quella che viene chiamata “Pietra Angolare” e sulla quale sì edificavano le cattedrali.

E’ incredibile quanto sarà determinante la prima scelta per tutto il risultato del mix.

Dovete fare vostra questa consapevolezza.

Anche subito dopo un trasloco in un nuovo appartamento …. il risultato del primo approccio con il vicinato caratterizzerà per sempre il vostro “MIX vicinato”. 

Altro esempio. Vi accostate ed una persona voi parlate per primi, dite una qualsiasi cosa ed una manciata di secondi dopo la persona risponderà sulla scia di quello che il primo ha detto e che lo ha indubbiamente influenzato e vi ritroverete dopo 20 anni con una famiglia che ha edificato su quelle prime parole.

Questo è!

Ora vi spiegherò come sia molto meglio eliminare che aggiungere per correggere ed inoltre molto meglio attendere prima di partire piuttosto che buttarsi.

Per entRambi gli argomenti la spiegazione è che sé aggiungo, in realtà sedimento quello che sta sotto.

Potremo anche avere la sensazione che lo spigolo sia stato coperto oppure che la sbiaditura non sì veda più, ma in realtà abbiamo aggiunto e non cancellato l’errore.

 Ve lo spiego meglio dal punto di vista scientifico/ musicale.

Sé ho una sensazione di disturbo in un brano che è causata da una sovrapposizione di strumenti in una certo range di frequenze ( facilmente verificabile come problematica nel range delle basse frequenze dove chiunque , anche mia nonna sa distinguere un stato confusionale quando dice “ che rimbombo”! molto più subdolo sarà capirlo nel range delle medio/alte frequenze dove il male sì presenta subdolamente solo dopo un ascolto continuo di qualche minuto e che produce “affaticamento uditivo”) quello che possiamo fare non sarà esaltare uno strumento rispetto all’altro allo scopo di farlo scomparire, ma dovremmo al contrario tagliare parte di quello che non vogliamo.

Ecco “tagliare” lo abbiamo sentito dire per la prima volta negli antichi racconti biblici ed in tutti i libri in cui qualcuno sì prende la briga di farci migliorare. Il termine più ricorrente è: rinunciare, alleggerirsi di pensieri e di cose inutili ecc ecc.

Tagliare in acustica è la soluzione per ottenere pulizia. Le frequenze infatti non possono essere sovrastate come le onde di luce dove una coperta nera su una bianca annulla il bianco dalla nostra vista. Nelle onde acustiche il mantello nero sì somma al bianco diventando altro. Oltretutto in acustica non esiste neanche il concetto che dove voglio il bianco  scontorno la coperta nera immaginando come risultato una coperta bianca che ad un certo punto cambia in nera perché le onde acustiche sì influenzano, risuonano una dell’altra ( leggete il mio articolo sull’armonia)  producono onde figlie, ti tipo pure o spurie di diverso ordine e grado… una meraviglia nella mia mente.

Quindi bisogna fare molta attenzione. 

Come procedere?

Sé avete capito che da quella prima scelta scaturirà tutto il conseguente bisogna riflettere e prendere scelte opportune in quel momento che chiameremo momento iniziale.

Quale è la bussola con la quale orientarsi? La bussola segue la tipologia di viaggio.

Nel viaggio della famiglia potrebbe indicarci la via per la maturità, il comportamento sociale, il sacrificio e l’esaltazione dei valori morali e primordiali.

Nel viaggio del lavoro potrebbe essere quello della responsabilità , dell’approfondimento, della dignità e della serietà

Nella musica e nello specifico nel vostro e nel mio lavoro di produzione questa bussola ci indicherà il gusto e le caratteristiche che il brano dovrà avere.

Ed eccoci arrivati al dunque: sé il nostro è un brano di un quintetto d’archi barocco dovremmo orientarci e raggiungere la chiara percezione dello zigrinare degli archi immersi un ambiente acustico precisamente barocco come una chiesa di piccole dimensioni o uno stanzone con molti arazzi e mobili in legno. Niente vetro e niente riflessioni. il nostro “momento iniziale quindi sarà la scelta di un riverbero d’ambiente perfettamente replicato mentre in loop manderete una nota pizzicata di violino o viola al massimo. Questo è il momento iniziale. Tutte le scelte concatenate saranno in accordo e sulla scia di questa. La bussola vi porterà sempre più vicini nel viaggio alla metà. 

Un pezzo rock? Metal, rock, heavy rock o cosa? Siete i Def Leppard o meglio gli Yes ( sui quali ho un esempio molto utile)? Sé ascoltate tutta la produzione degli Yes...ed un certo punto vi imbatterete in un pezzo che sembra non centrare nulla con loro “Owner of a Lonely Heart”. Come è uscito questa produzione? Cambiando bussola. Cambiarono l’approccio e la loro mentalità. Il “momento iniziale” fu l’utilizzo del riverbero a camera DT250. Tutta la dimensione del pezzo ha alla base non una musica, ma un suono quello dello spazio realizzato dal riverbero. Togliete quello,  risuonatelo in un altro modo e non lo riuscirete mai a riprodurlo.

Ma attenzione non tanto perché il riverbero sia magico, ma per quello che ho spiegato fino ad ora e cioè che sul momento iniziale in cui fu suonata la chitarra acustica sul riverbero tutto il resto raggiunse l’insieme del mix che possiamo ascoltare ancora oggi e che ha reso questo brano UNICO nel suo genere. Altro esempio al volo Art of noise con i suoi Ah Ah Ah.

Per riassumere: dobbiamo prima di ogni cosa stabilire a tavolino quale suono vorremo raggiungere immaginandocelo o anche sperimentando e cercando di stabilire quali sono i componenti principali che lo caratterizzano e a quel punto procedere con il momento iniziale. Sbagliate questo e vi ritroverete nel deserto con la gomma sgonfia o peggio a copiare il brano di un altro.

Nei generi commerciali sì raggiune facilmente questo risultato per via delle tante librerie preconfezionate e per la rigidità con la quale produrre il genere, ma questo ovviamente non porta ad un successo, ma solo ed un lavoro di catena di montaggio.

Per concludere una nozione tecnica. 

Per “tagliare con successo”, se avete un problema nel vostro mix.. attivate un equalizzatore e fate uno sweep ( alzate l’incremento di una banda di frequenze a caso e poi variando il valore della frequenza velocemente la portate da un estremo all’altro dello spettro.) noterete dove la sensazione di disturbo sarà più accentuata. Prendete nota della frequenza e guardate quali strumenti sono presenti in quella frequenza. A questo punto dovete tagliare ( sacrificare qualcuno o qualcosa o una parte di essi) una parte di frequenze. Sicuramente dovrete preferire ( cioè lasciare intoccato) lo strumento principale fra i contendenti quello spazio. Siate crudeli nel tagliare. Non pensate che quel synth o quell’accordo di chitarra “era così bello”. Tagliate e basta dopo qualche tempo che avrete assunto questa modalità sposterete la vostra attenzione non più al singolo suono , ma all’intero brano, come d’altro canto fa il vostro pubblico. Nel caso sia particolarmente ardua la sentenza potete ricorrere a un equalizzatore dinamico che sì attiva solo quando uno degli strumenti in sovrapposizione sono presenti oppure come ultima possibilità il sidechain, di fatto un compressore che abbassa il volume dello strumento in concomitanza della presenza di un altro. Anche la cancellazione di fase è una opportunità; aumentate il volume di un suono identico , ma di fase opposta a quello da cancellare quando suona quello da tutelare  Ho lasciato poco spazio a queste nozioni tecniche perché è facilissimo imbattersi in qualche video su youtube copia della copia che ve lo spieghi mentre è quasi impossibile per voi trovare la spiegazione motivazionale da porre alla base di queste soluzioni che da sole non sono nulla o quasi nulla. Ricordatevi che la storia è fatta di persone che la creano e di altre che la raccontano. Non sì è cattivi sé la sì racconta, ma sì è utili agli altri sé la sì crea. Pensate prima di procedere, raccoglietevi in voi stessi, inventate cose o meccanismi o sistemi con cui migliorare il mondo intero. Gli equalizzatori che potete usare per risolvere il vostro mix ...qualcuno lì ha inventati, siate voi quel qualcuno, per piacere.

Antonio Chimienti 

blog Rock Targato Italia

 

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LA BALLATA DI UN VECCHIO VISIONARIO.

LA BALLATA DI UN VECCHIO VISIONARIO.

 

“O convitato!

Quest'anima è rimasta

sola sopra un enorme mare, enorme;

così sola, pareva che persino

Dio non ci fosse.”

Da La Ballata del Vecchio Marinaio di Samuel Taylor Coleridge

 

“Quelli che non vogliono ragionare, sono bigotti,

quelli che non possono, sono degli sciocchi,

e quelli che non osano, sono degli schiavi.”

di Lord George Gordon Byron

 

Amico mio,

Siamo qui,

Povere anime su un pianeta.

Quello che abbiamo.

Ancora chiusi o semi-chiusi nelle nostre case circondate dalla milizia.

Sessantamila nuovi sceriffi.

Come nelle città degli appestati nel Cinquecento.

Colpevoli di coltivare la nostra umanità.

Untori di umani affetti.

Malati di solitudine.

Eppure chi governa il mondo sapeva che sarebbe arrivato il virus a fare da spartiacque tra la nostra arroganza e la nostra fragilità.

Lo hanno detto cinque anni fa.

Ma loro operano qui e ora. Nella e per la contingenza.

Loro sono i migliori tra di noi, forse.

Non hanno trovato niente di meglio da fare che imporci una terapia medievale.

Prima hanno spacciato a tutti quanti dispositivi da far morire di invidia il capitano Kirk.

Quelli con cui mediamo la realtà, incapaci di viverla realmente.

Quelli che spacciano la verità.

Gene! Noi seguiamo i protocolli della Flotta Stellare.

O il Bianconiglio.

Peccato essere mancanti del motore a curvatura: adesso, serviva!

E poi?

Ci adegueremo a passare da una paura all’altra?

Tessuto cicatriziale per ferite mentali.

E’ il nostro Ian che ci dice di fare del nostro meglio e un passo indietro.

Play It Again!

Dov’è Sam?

Lo facciamo senza commensali, senza compagni di bevute … A che serve, old boy?

Cosa occorrerà delle nostre vite, del nostro lavoro, dei nostri affetti …

Raccoglieremo i frammenti.

Vite già messe alla prova da una modernità iniqua, da una realtà distorta.

Dove vanno i frammenti?

Nel vetro o con l’umido?

Di più, vecchio mio.

Rifiuteremo il debole e il malato, il cinese  e il lombardo.

Allontaneremo pensieri diversi da quello del Ministero della Verità che ci parla puntuale nel prime time.

Circondati da gendarmi e rovine, lo sguardo verso un futuro avvolto nelle nebbie.

Quale futuro?

Solo il tempo che passa.

Tranquilli! Andrete in vacanza! Ci hanno detto. Allora, perché agitarci?

Agitatevi pure ma a quattro metri e mezzo di distanza!

Il fumo negli occhi.

Chiediamo scusa. Facciamo ammenda per quella birra sui Navigli. Non dovevamo berla … Dovevamo ammalarci nelle case di riposo e negli ospedali e morire in casa, in silenzio.

Non bisogna disturbare il manovratore.

E’ reato dispiegare le ali, figurarsi provare ad alzarsi da terra.

Solo l’uccello del malaugurio può librarsi alto.

Lui sa già volare!

“Criminali.”

Tuona il borgomastro contro la fotografia presa con il teleobiettivo.

In stato di confusione mentale ed istituzionale,

Noi in stato di emergenza sociale, ci occultiamo nel pantano della speranza.

Stiamo nascosti senza convinzione.

Chi urlerà?

“Tana! Liberi tutti?”

O quasi.

Rinchiusi ascoltiamo chi cantava di libertà.

Rinchiusi leggiamo chi scriveva di libertà.

Rinchiusi sentiamo storie di ribelli.

Inchiodati allo schermo dallo scienziato da prima serata, mentre altri diecimila pretendono i loro dannati quindici minuti.

Innegabili, inesorabili, inutili oracoli.

Increduli  e paralizzati dalla paura del nemico invisibile.

E’ lui?

Una particella fatta di aminoacidi e poco altro?

Amico mio, io ne riconosco altri: visibili ad occhio nudo!

Atterriti dalla guerra che imperversa fuori.

Forse …

Nel silenzio di un bombardamento di niente.

Pallottole intangibili sempre fuori bersaglio.

Un silenzio delicato come tuono.

State lì. – ci hanno detto - Non è comodo il divano?

Come un barile vuoto per un naufrago, signore!

E, intanto, attenti obbediamo alle prescrizioni.

Condannati senza processo, né possibilità di appello a trovare noi stessi.

Intanto, lasciamo decidere chi porta avanti la narrazione, respirando atmosfere artificiali,

I trovatori della malattia, della Cura e del terrore esogeno.

Il nuovo clero.

Ma non era cauta e scettica la scienza, Signor Torquemada?

Imprigionati da governanti padri, saggi come profeti, lungimiranti come veggenti, misericordiosi come santi.

Forse, dentro alle migliaia di versioni …

… Migliaia di sacerdoti officianti il rito.

E con loro i nuovi Dei. Quelli che ci daranno il vaccino o la cura.

Attendiamo che ci liberino, più stupidi e schiavi.

Il tempo verrà adesso.

E ci diranno: ne siamo fuori!

Fuori!

L’importante è non leggere tra le righe.

Non datevi pena, non servono indovini.

Saremo tutti vivi (o quasi) nei nuovi focolai veri o presunti.

Se la vostra coscienza è in coma, è ok.

Non fatevi pregare e spegnete il lume.

State in casa lo stesso … Qui fuori è un brutto mondo.

Il nuovo mantra, verrà lanciato alle diciotto … come sempre, no?

Aspettiamo trepidi di essere salvati o ingannati ancora,

Mentre il pendolo oscilla,

Mentre il nulla indotto ha già avvolto tutte le cose,

Mentre le parole fanno il loro lavoro da sole.

 

di Paolo Pelizza

© 2020 Rock targato Italia

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FRINGE NIGHT Seratina con asta di beneficenza

28 maggio – ore 21.00

in diretta facebook sulla pagina del NoLo Fringe Festival

FRINGE NIGHT
Seratina con asta di beneficenza
In collaborazione con Radio NoLo

 

Il 28 maggio, alle ore 21.00 in diretta facebook sulla pagina del NoLo Fringe Festival, sarà possibile assistere alla FRINGE NIGHT. Una serata con tanti ospiti, durante la quale saranno messe all'asta sette borse speciali, ricavate dai banner in pvc del Fringe 2019. Il ricavato dell'asta sarà devoluto interamente in beneficenza.

Petra Loreggian, speaker di RDS, Riccardo Poli, Beppe Salmetti, Alessandro Longoni e Andrea Roccabella di Off Topic (Radio24), Valeria Perdonò de Il Menu della Poesia, l'attore Ivan Bellavista, ecco alcuni dei tanti ospiti che parteciperanno alla diretta, recitando una poesia, cantando una canzone o semplicemente strappandoci una risata.  Tra un intervento e l'altro verranno battute all'asta le sette borse, partendo da una base d'asta di 40 euro a borsa. Per partecipare basterà connettersi durante la diretta e rilanciare, scrivendo nei commenti.

Solidarietà

Il ricavato dell'asta andrà a sostenere due realtà importanti per Milano: la spesa sospesa organizzata nel quartiere di NoLo e la scuola del Parco Trotter (IC Giacosa).

La spesa sospesa è un'iniziativa spontanea di solidarietà tra vicini di casa nata all'interno di Nolo Social District. Iscrivendosi sul sito della spesa sospesa è possibile donare, mettersi a disposizione per consegnare fisicamente una spesa, oppure in completo anonimato chiedere un aiuto. https://spesa-sospesa.web.app/

La scuola del Parco Trotter (IC Giacosa) è uno dei comprensori scolastici più grandi di Milano, modello di multiculturalità e inclusione. In collaborazione con la Cartoleria Gambardella (viale Monza 61/A), il ricavato dell'asta servirà a fornire kit scolastici alle famiglie in difficoltà.

Il Fringe e l'ambiente

Da sempre crediamo nella sostenibilità come fattore creativo e siamo molto felici che qualcosa del Fringe continui a vivere con voi!

Ci è stato chiaro fin da subito che anche gli eventi culturali non sono esenti dalla produzione diretta e indiretta di inquinamento, per questo motivo la nostra azione è duplice. Da un lato ci impegnamo ad adottare sistemi a basso impatto su tutti gli aspetti che riguardano l’evento, dall’altro produciamo idee e soluzioni concrete dalle quali il pubblico possa trarre spunto e ispirazione.

In particolare il riuso creativo dei materiali, soprattutto quelli di scarto, è una delle sfide fondamentali che ci troviamo ad affrontare.

Le borse che venderemo all'asta sono pezzi unici fatti a mano, create da GarbageLab, che per i suoi prodotti utilizza materiali di recupero come banner pubblicitari in pvc e cinture di sicurezza rigenerate. www.garbagelab.it

Cos’è NoLo Fringe Festival

Il Fringe è un festival di teatro che nasce a Edimburgo nel 1947 e oggi arriva a Milano. Il NoLo Fringe Festival è nato nel 2019 a Milano ed è organizzato dall’associazione culturale Bardha Mimòs. NoLo è l’acronimo di un quartiere milanese che significa “a Nord di piazzale Loreto”, e delimita un’area, particolarmente attiva e multietnica, alla periferia nord della città.

 

Informazioni

evento fb: www.facebook.com/events/277514660307671/

facebook@nolofringefestival
www.nolofringe.com
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instagram NoLo Fringe Festival

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